Notti di sangue

Lungo una buia superstrada deserta...

L’auto procedeva spedita lungo una buia superstrada deserta nel Texas Occidentale.

I fari fendevano la notte illuminando un paesaggio sempre identico a se stesso.

Al volante Andrew Murray ripensava a quando, qualche giorno prima, aveva dato le dimissioni, aveva fatto i bagagli ed era partito per il Texas.

Quella che ai più era sembrata una scelta folle, un capriccio, un tipico colpo di testa da crisi di mezza età era, per Andrew, la cosa migliore che avesse mai fatto in vita sua.

Aveva finalmente detto addio, almeno per il momento, al caos frenetico di Los Angeles, agli hipster, ai rapper e alle pseudo-celebrità che brulicano per le sue strade assolate in cerca di fama e di visibilità.

Aveva detto addio al frustrante e imbarazzante lavoro di sceneggiatore per un teen drama di second’ordine per potersi ritirare in qualche paesino sperduto del Texas, dove lasciarsi ispirare dai paesaggi, dalle persone e dallo stile di vita locale e dedicarsi a scrivere finalmente il suo primo romanzo, il sogno di una vita.

Non sapeva ancora di cosa avrebbe scritto, ma era convinto che una volta trovato il luogo adatto, sufficientemente lontano dal mondo ultrasofisticato della città degli angeli tutto gli sarebbe venuto naturale, spontaneo.

L’auto continuava a macinare chilometri su quella buia superstrada texana che correva in mezzo al deserto.

A bordo strada, esattamente dove finiva l’asfalto, iniziava un’infinita distesa di terreno arido, costellato qua è là da massi e cespugli di rovi e che in lontananza si sollevava per formare piccole colline che nascondevano l’orizzonte agli occhi dei viaggiatori.

Col passare delle ore i pensieri di Andrew iniziarono ad annebbiarsi, le palpebre a farsi pesanti.

“Devo fermarmi.” Pensò.

Subito dopo si domandò quali fossero le probabilità di trovare un motel lì, in mezzo al nulla, dato che erano ore che non vedeva una stazione di servizio, e svariate miglia che non si imbatteva in nessuno lungo la strada.

“Continuo ancora un po’, magari trovo delle indicazioni che mi dicono quanto manca alla prossima stazione di servizio.”

E le trovò.

Poco dopo si imbatté infatti in un cartello che recitava “Gas Station & Motel – 3.5 Miles”

In fondo non mancava molto, poteva farcela.

La notte era buia come poche lo sono, le stelle e la luna erano completamente oscurate dalle nuvole e i fari dell’auto di Andrew erano l’unica fonte di luce ad illuminare la strada.

Ma l’ora era tarda e il sonno offuscava i sensi.

Accadde tutto in un secondo.

Andrew chiuse gli occhi per un attimo, sopraffatto dalla stanchezza, quando li riaprì qualcosa se ne sta lì, piantata in mezzo alla strada.

Andrew sterzò di colpo, sentì tutto girare per due o tre volte prima dell’impatto, poi seguì il silenzio.

Quando si rese conto di respirare ancora aprì gli occhi e si guardò attorno.

La macchina non era più sull’asfalto, ma fuori strada, il lato destro del cofano schiacciato contro un masso.

“No, cazzo, no!” Gridò Andrew scendendo dall’auto.

Aveva le gambe e il collo indolenziti dopo l’impatto, ma ciò non gli impedì di precipitarsi a controllare i danni.

Il lato destro del cofano era completamente sfondato, la ruota piegata in due dall’impatto.

“Merda!” Urlò, furioso.

Guardò verso la strada, ma era troppo buio per vederci qualcosa, quindi tornò dentro l’auto e prese la torcia che solitamente teneva nel vano portaoggetti ma che con  l’impatto era stata sbalzata sul sedile del passeggero.

Andrew puntò la torcia verso la strada aspettandosi di vedere la carcassa di qualche animale investito, invece non c’era nulla.

Il panico lo assalì all’improvviso.

Si trovava in mezzo al nulla con la macchina in panne, lontano chissà quante miglia dal meccanico più vicino e senza nessuno a cui chiedere aiuto.

La mano corse istintivamente al cellulare nella tasca interna della giacca, lo prese e lo sbloccò.

Nessun servizio.

Imprecò, forte.

Poi il suo urlo lasciò spazio al silenzio, al freddo e al buio che regnava su tutto.

Era solo.

Cosa farà Andrew?

  • Si addentrerà nel deserto alla ricerca di un punto in cui il cellulare prenda. (0%)
    0
  • Rimarrà a bordo strada, vicino all'auto, nella speranza che passi qualcuno. (17%)
    17
  • Si incamminerà lungo la strada per raggiungere il motel. (83%)
    83
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12 Commenti

  1. Ciao, rieccoci.
    interessante anche questo capitolo, fai attenzione a non incappare in ingenuità tipiche di chi scrive da poco: I dialoghi ricordano uno’ troppo i film di genere degli anni novanta.
    Comunque, secondo me, scorre abbastanza.
    Aspetto il prossimo. Non mollare e non far passare troppo tempo 🙂

  2. Ciao Flickman,
    il tuo racconto mi piace. E’ come trovarsi in un episodio del primo Twin Peaks, sceneggiato da King.
    Ad attirare la mia attenzione è stato il Texas a dire il vero, ma devo dire che sono felice di aver cliccato sul titolo della tua storia.
    opto per la lettera e aspetto la prossima puntata.
    Non abbandonare la storia, per favore.

  3. Qualcuno che bussa alla porta, opzione più equilibrata direi. Rivedrei un po’ la punteggiatura, ed opererei qualche taglio o farei una nuova revisione del testo, credo si possa rendere più scorrevole soprattutto nella prima metà del capitolo.
    E la donna bellissima la vede solo lui o esiste davvero? 🙂

    • In realtà ho tagliato un po’ di cose già in partenza, e al contrario di quel che hai detto tu, pensavo che la seconda parte risultasse troppo scarna e affrettata. Comunque ti ringrazio per la segnalazione sulla punteggiatura, ci starò più attento!
      Per quanto riguarda la Emily.. Be’, si vedrà più avanti 😉

      • Trovare l’equilibrio è complicato, il limite dei 5000 caratteri a volte pare una chimera, altre una privazione totale. Io stesso, nel racconto che sto scrivendo adesso e che è un “estratto” di quel che dovrebbe essere un romanzo breve, ho enormi difficoltà a far entrare i capitoli nel limite carattere. Nel tuo caso, la seconda parte non mi pare scarna, ma i tagli e la revisione a cui mi riferivo potrebbero rendere il testo più fruibile.
        Concludo: era da un po’ di tempo che non scrivevo, mi sono iscritto qui per avere un confronto, quindi le critiche che muovo in privato ai miei testi, sono le stesse che muovo agli altri utenti, quando è il caso, come detto per avere un confronto.

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