Ed è tutto in un suono

Dove eravamo rimasti?

Nell ultimo capitolo definiamo il Carillon (50%)

Il Carillon

Ed ora vi devo una spiegazione sulla violazione del patto del Cardian, e sul perché questo abbia reso ristretta la libertà personale dei troll, costringendo i sopravvissuti a vivere come reietti in un unico continente nel vano della cassa armonica.

Oppure preferite che prima vi illustri la formazione geografica del regno del piccolo popolo? Si, credo sia meglio. Beh, vediamo…da dove comincio…

Avete mai tenuto tra le mani un carillon, di quelli rotondi, rosa confetto, che sanno di vaniglia?

Avrete di sicuro sentito com’era liscia la consistenza, o quanto fossero intricati e precisi i dettagli incisi a mano.

Girando la manovella, la scatolina si apre, e ne fuoriesce una splendida melodia. Ne avvertite le vibrazioni contro le dita, sapete che proviene da qualche parte dentro quello strano aggeggio.

A questo punto problema risolto, penserete.

E invece no.

Vi siete mai chiesti chi muovesse quegli ingranaggi? La molla che si spinge girando la manovella, certo, è vero. Allora cambiamo domanda: a che cosa vi fa pensare la melodia di un carillon? E perché? 

La vecchia Zelda saprebbe scrivere un’enciclopedia su questo argomento, a dispetto delle dita distorte e ingobbite, dal momento in cui lei è l’artefice di questi meravigliosi oggetti.

Secoli di lavoro le hanno reso cosi assottigliate le punte delle dita che non usa più nemmeno gli strumenti calibrati appositamente all’uso. Anche se ora è diverso.

Secoli fa, quando Zelda creava un nuovo carillon, la melodia che aleggiava nell’aria era serena, leggera. Di recente, dato il suo incarceramento da parte delle fate della Zona D’Ombra e l’obbligo con imposizione di creare carillon allo scopo di intrappolarvi le diverse specie del mondo sotterraneo, le note che gli ingranaggi partoriscono sono pesanti, gravi.

Gocce di nebbia scura che offuscano brillanti ingranaggi bronzei. Ah, a proposito, Zelda è quell’unica strega di cui vi ho accennato tempo fa. Come mai sia l’unica dovrei chiederlo ad uno dei fratelli Nilsen, che sicuramente sapranno dirmi qualcosa in merito.

Dopotutto, hanno una libreria rifornitissima. In conclusione, un carillon è un piccolo mondo, i cui abitanti aspettano solo che voi premiate un bottone, giriate una leva, o tutto quello che volete pur di azionare gli ingranaggi.

A quel punto si metteranno all’opera per far combaciare ogni incastro al millimetro per produrre un suono che sia il più simile possibile ad una storia, o ad un sussurro.

Od alla storia di un sussurro, portato dal vento tra le fronde dei salici. In modo tale che esso possa narrarvi qualcosa… solitamente la loro storia.

Ed una volta appresa…beh, una volta appresa sta a voi decidere cosa fare.

Dopotutto, è tutto racchiuso in un suono.

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26 Commenti

  1. Ciao, ho scelto il seguito, ma secondo me più che un seguito è un racconto che dovresti scrivere.
    Quello che hai composto finora è un bellissimo prologo, o un insieme di cronologie e genealogie esplicative di approfondimento, come quelle in coda a “il signore degli anelli”. Bellissimo, davvero, atmosfera, suggestioni, colori, suoni e profumi, un mondo silvestre davvero affascinante e suggestivo, ma mancano le vicende, le avventure, gli avvenimenti, manca il racconto, insomma. Descrivici tutti i tuoi personaggi e poi prosegui raccontandoci dieci capitoli di avventure! ^^

  2. Ciao Elena,
    ero un po’ indecisa tra il patto del Cardian e altri componenti della famiglia, ma voto per il patto, è dall’inizio della storia che mi incuriosisce 🙂
    Mi piace molto questo tuo piccolo mondo, coi suoi particolari e poetici abitanti.

    Alla prossima !

    • Ciao!! Ti ringrazio per aver letto la mia storia. Confesso che nella mia mente c’è un ordine cronologico di come presentare il racconto, ma credo che chiunque quando ne scrive uno si vede davanti una scaletta. E’ un mondo immaginario. Sono amici che avevo da piccola, quando collezionavo troll di resina, folletti, fate e così via. Ho pensato che riprendere quelle storie che inventavo il pomeriggio dopo la scuola potesse essere un’idea carina. Un modo per ricordare quegli amici immaginari che mi hanno fatta vivere in un mondo di fantasia. La mia cameretta che si trasformava in una radura incantata.

  3. Mi rendo conto di quanto questo secondo capitolo sia breve. Mi scuso, ma non ci posso fare nulla, è nato così e non sono riuscita a prolungarlo. La storia l’ho gia in mente ben chiara, cosi come la suddivisione dei capitoli. Nei prossimi ci saranno sicuramente molti più caratteri. Spero vi piaccia ugualmente.

  4. I fratelli Hagen perché la Palude Muschiosa mi ispira ^^
    Il tuo incipit è davvero carino, lascia presagire molti e favolosi sviluppi.
    Il tono è frizzante e gli spunti intriganti, mi permetto solo un paio di appunti: cerca di staccare un po’ i paragrafi, non sei praticamente mai andata a capo e non avere fretta di inserire tutte le informazioni e gli accenni sul soggetto e gli sviluppi della storia all’inizio, hai fatto un incipit molto denso ma che non precisa praticamente nulla.
    Detto questo, Benvenuta, davvero un bell’incipit, ti seguo

    • Ciao a tutti. Rispondo ad entrambi. Avete ragione, il titolo non rispecchia il testo, per lo meno non ancora. Queste divergenze nascono dal fatto che ho iniziato a scrivere questo racconto due anni fa. In seguito ho smesso per problemi vari, e quando l’ho ripreso, a due anni di distanza, le mie idee non erano più esattamente come quando l’avevo iniziato. Il titolo arriverà ad adempiere al testo, non preoccupatevi, grazie a voi ho curato anche questo aspetto. Grazie mille per i suggerimenti 🙂

  5. Ciao! Leggo questa fiaba grazie al titolo che hai scelto per lei “Ed è tutto in un suono”: bello, mi ha subito “acchiappato”… poi però, leggendo, mi sono ritrovato un pò “spaesato”. Leggendo l’incipit e le opzioni che hai dato (“Chi volete nel prossimo capitolo?”) emerge un taglio da “raccolta di racconti”. Non che la cosa non mi piaccia, solo che la mia domanda è: quando arriva lo snocciolamento del “E’ tutto in un suono?”. Sono fiducioso in un progresso favorevole, soprattutto perchè non si può giudicare un libro dalla copertina e nemmeno un racconto dal suo incipit 😛
    Concludo dicendo che, nonostante questo, mi piace molto l’atmosfera nordica (scusa ma mi ha ricordato Frozen <3 ). In bocca al lupo! Seguirò il racconto con molto interesse!

    Ps. Voto per le sorelle Olsen, da nostalgico degli anni '90 😛

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