Ed è tutto in un suono

La famiglia troll

Quando conobbi la famiglia troll ero molto piccola. Loro furono i primi a svelarmi quale meraviglioso mondo si celasse agli occhi degli umani. Erano tutti cosi vicini, però non si riusciva a vederli. Non c’entra crederci o meno, volerlo oppure no. Non è tanto facile. E, cosa piu importante, non sono questi esseri che decidono liberamente a chi mostrarsi; questo è un potere troppo grande per i troll. Da loro appresi anche l’esistenza di molte altre creature: spiriti guardiani, elfi, fate, un’unica strega…questa è un’altra storia. La famiglia troll è decisamente strana e bizzarra. A dispetto di quanto narrano le leggende popolari, i troll non sono creature mastodontiche. O meglio, lo erano prima di violare il patto del Cardian, e di questo parlerò più avanti. Sappiate solo, ora, che il Cardian è una rupe da cui sgorga una cascata di intenso blu, e che tutt’ora svolge la funzione di barriera tra le diverse razze di troll esistenti in Norvegia. Si, è in Norvegia che vive la famiglia troll; una famiglia totalmente anticonvenzionale, anche per la magia. Come tutte le creature magiche, del piccolo popolo e non, anche i troll hanno poteri. Il più comunemente rinomato nelle leggende è la loro forza sovraumana, rimasta intatta anche dopo la violazione del Cardian. Per quanto i troll siano le creature meno amate dagli umani, io li trovo splendidi. Con i loro segreti, i loro problemi, il loro aspetto a volte ripugnante, trovo che siano l’esatta incarnazione di come il male sappia riadattarsi una volta conosciuto il bene. Come mi raccontarono, infatti, la loro specie originaria fu concepita nella zona d’ombra. Una porzione di foresta Norvegese colonizzata dalle fate, e furono il frutto di un incantesimo mal riuscito. Mi spiace deludervi, ma le fate non sono affatto come pensate. Prima di spiegarvi come dei semplici troll divennero la famiglia troll, è opportuno che vi narri la storia di ognuno di loro, in maniera che possiate cosi comprendere che per loro nulla è stato facile, nemmeno sfuggire ai raggi del sole. La famiglia troll è composta da ventisei membri, ognuno con un nome impronunciabile….o quasi. Derivano esattamente da sette provincie di sottobosco. I fratelli Hansen, da Palude Muschiosa; Erik Hagen, da Regno Fossile; le sorelle Olsen, dalla Radura Artica; Frode Jacobsen, da Avalan; Karl Halvorsen, da Oslo; i fratelli Nilsen, da Idromele, ed i fratelli Berg, da Bosco Vecchio.

Chi volete conoscere nel prossimo capitolo?

  • Le sorelle Olsen (33%)
    33
  • Erik Hagen (67%)
    67
  • I fratelli Hansen (0%)
    0
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26 Commenti

  1. Seguito! Come ha detto befana profana, questa è solo l’introduzione: hai lanciato il sasso, non nascondere la mano ed inizia a narrare. Io partirei dal Patto dei Cardian per poi proseguire con il Carillon… ma naturalmente tu puoi fare diversamente 😉

    Ciao 🙂

  2. Ciao, ho scelto il seguito, ma secondo me più che un seguito è un racconto che dovresti scrivere.
    Quello che hai composto finora è un bellissimo prologo, o un insieme di cronologie e genealogie esplicative di approfondimento, come quelle in coda a “il signore degli anelli”. Bellissimo, davvero, atmosfera, suggestioni, colori, suoni e profumi, un mondo silvestre davvero affascinante e suggestivo, ma mancano le vicende, le avventure, gli avvenimenti, manca il racconto, insomma. Descrivici tutti i tuoi personaggi e poi prosegui raccontandoci dieci capitoli di avventure! ^^

  3. Ciao Elena,
    ero un po’ indecisa tra il patto del Cardian e altri componenti della famiglia, ma voto per il patto, è dall’inizio della storia che mi incuriosisce 🙂
    Mi piace molto questo tuo piccolo mondo, coi suoi particolari e poetici abitanti.

    Alla prossima !

    • Ciao!! Ti ringrazio per aver letto la mia storia. Confesso che nella mia mente c’è un ordine cronologico di come presentare il racconto, ma credo che chiunque quando ne scrive uno si vede davanti una scaletta. E’ un mondo immaginario. Sono amici che avevo da piccola, quando collezionavo troll di resina, folletti, fate e così via. Ho pensato che riprendere quelle storie che inventavo il pomeriggio dopo la scuola potesse essere un’idea carina. Un modo per ricordare quegli amici immaginari che mi hanno fatta vivere in un mondo di fantasia. La mia cameretta che si trasformava in una radura incantata.

  4. Mi rendo conto di quanto questo secondo capitolo sia breve. Mi scuso, ma non ci posso fare nulla, è nato così e non sono riuscita a prolungarlo. La storia l’ho gia in mente ben chiara, cosi come la suddivisione dei capitoli. Nei prossimi ci saranno sicuramente molti più caratteri. Spero vi piaccia ugualmente.

  5. I fratelli Hagen perché la Palude Muschiosa mi ispira ^^
    Il tuo incipit è davvero carino, lascia presagire molti e favolosi sviluppi.
    Il tono è frizzante e gli spunti intriganti, mi permetto solo un paio di appunti: cerca di staccare un po’ i paragrafi, non sei praticamente mai andata a capo e non avere fretta di inserire tutte le informazioni e gli accenni sul soggetto e gli sviluppi della storia all’inizio, hai fatto un incipit molto denso ma che non precisa praticamente nulla.
    Detto questo, Benvenuta, davvero un bell’incipit, ti seguo

    • Ciao a tutti. Rispondo ad entrambi. Avete ragione, il titolo non rispecchia il testo, per lo meno non ancora. Queste divergenze nascono dal fatto che ho iniziato a scrivere questo racconto due anni fa. In seguito ho smesso per problemi vari, e quando l’ho ripreso, a due anni di distanza, le mie idee non erano più esattamente come quando l’avevo iniziato. Il titolo arriverà ad adempiere al testo, non preoccupatevi, grazie a voi ho curato anche questo aspetto. Grazie mille per i suggerimenti 🙂

  6. Ciao! Leggo questa fiaba grazie al titolo che hai scelto per lei “Ed è tutto in un suono”: bello, mi ha subito “acchiappato”… poi però, leggendo, mi sono ritrovato un pò “spaesato”. Leggendo l’incipit e le opzioni che hai dato (“Chi volete nel prossimo capitolo?”) emerge un taglio da “raccolta di racconti”. Non che la cosa non mi piaccia, solo che la mia domanda è: quando arriva lo snocciolamento del “E’ tutto in un suono?”. Sono fiducioso in un progresso favorevole, soprattutto perchè non si può giudicare un libro dalla copertina e nemmeno un racconto dal suo incipit 😛
    Concludo dicendo che, nonostante questo, mi piace molto l’atmosfera nordica (scusa ma mi ha ricordato Frozen <3 ). In bocca al lupo! Seguirò il racconto con molto interesse!

    Ps. Voto per le sorelle Olsen, da nostalgico degli anni '90 😛

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