A volte ritornano… morti

Dove eravamo rimasti?

Siamo alla fine. Nell'ultimo capitolo... Ripensamento. (50%)

C’eravamo tanto amati.

Irene entrò in centrale mossa dall’ansia.

Miriam, sfruttando la preoccupazione di Dario, aveva ottenuto il ruolo di inquisitore principale. Le prove erano circostanziali, non avrebbero retto in tribunale. Serviva una confessione.

Il bernoccolo pulsava, ma non ci fece caso.

Irene non fu portata nella stanza degli interrogatori. Fu fatta sfilare davanti alla porta aperta, in modo che lei e suo fratello si vedessero. Psicologia spicciola. Per indebolire entrambi.

“Non avete prove contro di lui,” sibilò la donna sedendosi di fronte a Miriam. Dario era in piedi come un’aquila che vigila.

“Non per l’omicidio,” ammise Miriam, pensando a Felix che si torceva le mani nella stanza accanto. “Ma avermi aggredito due volte, certo non gli giova.”

“Come conosceva Mattia?” La domanda a bruciapelo la sorprese.

“Sei stata tu. Eravamo in chat. Aveva bisogno di una traduzione in tedesco, per far colpo su di te. Gli ho offerto il mio aiuto.”

“E?” Irene era protesa in avanti, come un cobra. Miriam capì che aveva bisogno di spiegazioni e non aveva obiezioni a fornirgliene. Forse era solidarietà femminile. Forse aveva capito che non si può sprecare la propria vita per un fantasma.

“Mi sono innamorata di lui, ma mi ha risposto picche. Anzi, nonostante le sue chiamate quotidiane, gli sms, le confidenze, secondo lui era una mia proiezione mentale. Non è stato carino,” commentò quasi con ironia. “Ma non siamo qui per questo.”.

Irene deglutì. “Cosa rischia Felix?”

“Aggressione, intralcio alla giustizia, bla, bla, bla. L’ispettore sarà più preciso.”

“E per Mattia?”

Fu Miriam ora, a sporgersi. “Per quello non rischia nulla.”

Irene sbiancò mentre l’altra la inchiodava con gli occhi. “Perché sappiamo che non è stato lui, vero Irene?”

“Co-cosa intende dire?”

“Faccio il giro lungo.” Estrasse una foto dopo l’altra da una cartella blu rimasta all’angolo della scrivania. Le mise davanti a Irene. E tornò a darle del lei.

“Foto numero uno. Scattata la sera dell’omicidio di Mattia alle undici e quarantacinque. Questa è la via dove abitate. Lei ha dichiarato di aver preso la macchina per andare da suo fratello, ma la Golf è parcheggiata lì. E c’è anche il furgoncino. Entrambi eravate a casa.”

Irene non disse nulla. Il colorito del viso virò verso il grigio.

“Seconda foto. Suo fratello Felix. In discoteca. La stessa sera. I testimoni affermano che ha lasciato il locale dopo l’una. A quell’ora Mattia era già morto.”

Ancora silenzio.

Miriam continuò il suo elenco, implacabile. “Foto numero tre. La scena dell’omicidio. Sul mobiletto dell’ingresso c’è un trofeo. Di un torneo di tiro a segno in cui lei si è classificata prima. La società a cui era iscritta fino a tre anni fa ha confermato che lei è un’ottima tiratrice. Il colpo che ha ucciso Mattia è stato sparato da un professionista. Devo continuare?”

“Questo non prova nulla. Perché avrei dovuto ucciderlo?”

Miriam si fermò, incerta. Estrasse altre due foto dalla cartella. Ritraevano entrambe Irene qualche mese prima.

“Dario, vedi anche tu la differenza?”

“I vestiti attillati?” chiese lui incerto.

Era un dettaglio sottile. Un uomo non l’avrebbe considerato.

“Lei aveva uno stile molto diverso un paio di mesi fa. Prima di rimanere incinta.”

Irene rimase come fulminata.

“L’ospedale ha confermato il suo stato. È di quattro mesi. Ancora non si vede. Ma suo fratello lo sa. E ovviamente Mattia lo sapeva.”

“Le sue sono supposizioni.”

“La sua condizione è un movente. Nella prima foto, c’è una valigia vicino alla portiera del camioncino. Mattia la stava lasciando. Non voleva bambini. Almeno dieci anni fa era così. Devo dedurre che non abbia mai cambiato idea.”

Qualcosa scattò nella testa di Irene. “L’ho sorpreso che faceva le valigie. Mentre dormivo. Mi voleva lasciare con un biglietto. Perché ero incinta. Dopo dieci anni di convivenza.” Sembrava ancora incredula.

“Avete discusso?”

Irene rise amara. “Io discutevo e lui esibiva le sue scuse di gomma”

“Quindi gli ha sparato?”

“Volevo fargli del male. E ho trovato la pistola.”

“Poi?”

“Ho chiamato Felix. Abbiamo sistemato tutto e concordato la versione da dare alla polizia.”

“Perché è venuta da me il giorno che suo fratello mi ha aggredita?”

 “Per sapere come vi conoscevate,” disse lei, calma.

La colpì il disincanto di Irene.

“Può bastare” disse Dario, riprendendo il suo ruolo ufficiale.

Miriam si sentiva svuotata. Sfatta.

“Lei è brava,” le disse Irene, mentre usciva.

“Lo so.”

“Avrei dovuto averla dalla mia parte.”

“Io mi sarei liberata del cadavere.”

****

“Parlerò con il procuratore. Ti farò rientrare.” Dario non mollava la presa. Erano tre giorni che insisteva.

Miriam sorrise. “Ci ho pensato, sai? Sarebbe facile ritornare nel solco di sempre. Ma ora tutto è diverso. Sono stanca di camminare guardando indietro.”

“E quindi?”

“Tra una settimana parto per la Costa d’Avorio.”

“Non ti facevo amante dell’Africa.”

“Non me ne frega un cazzo dell’Africa. Voglio andare in un posto lontano dove c’è parecchio da fare. Usare le mani e far riposare la testa.”

“È un nuovo inizio,” commentò lui.

“Lo è, e lasciamelo dire, era anche ora!”

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97 Commenti

    • Già! Frase emblematica! E anche molto onesta!
      Io non so se posso scrivere gialli… non è che mi senta proprio nel genere.
      Ci vediamo al prossimo… quello che sarà e quando sarà…
      Grazie per avermi seguito anche stavolta.
      Sto aspettando il tuo nuovo capitolo. Mi piace un sacco la tua storia, pur non essendo estimatrice della, pur affascinante, cultura giapponese…

  1. Io direi che si potrebbe parlare di una rinascita. Di sicuro non da poliziotta, visto che è in pensione, parlerei piuttosto di rinascita in senso generale, non so se mi sono spiegato 🙂
    In ogni caso, sono convinto che ci offrirai un ottimo finale, come tutto il racconto del resto 😉
    Ciao e a presto.

  2. Ciao Aiels,
    per me il cerchio si chiude con una rinascita 😉
    Mi scuso per il ritardo, ultimamente sono un pò latitante sul sito, ho recuperato addirittura 3 capitoli insieme ( ho apprezzato tantissimo l’analisi della crisi di Miriam, davvero ben scritta!)
    La storia scivola via piacevolmente, e le tesserine aspettano come sempre di essere sistemate nel capitolo finale.
    Aspetto con ansia.
    Buona serata!

  3. Raramente ho trovato sul sito un racconto che funziona talmente bene da farmi immaginare la sua versione estesa, ossia la sua trasformazione in thriller vero e proprio, con tanto di copertina e numero di pagine superiore alle 250. La tua storia funziona, e bene anche. A piacermi non è tanto la trama, che ben si inserisce nel genere giallo ma non è originalissima, ma quella stronza di Miriam. Il suo mondo – il gatto Fred Weasley mi ha fatto morire – è talmente vario, credibile e realistico da acchiapparti e non lasciarti più. Miriam, ingombrante e forte, è uno di quei personaggi con un’identità talmente definita che ti sembra di conoscerla davvero. Il tuo stile, inoltre, lo trovo molto azzeccato per il genere che hai scelto: riesci a bilanciare tensione e tranquillità in modo da tenere il lettore lì con te. Ti seguo!

  4. Ciao Aiels,
    altro capitolo dove lasci cadere una piccola tessera del mosaico, che si completerà solo nel finale…questo stile particolare, che apprezzo molto, l’avevo già notato nel tuo racconto precedente, e credo che si confaccia in modo particolare al genere giallo.. sono come dei piccoli sipari che apri e richiudi, delle mollichine di pane sul nostro cammino. Come ti dicevo mi piace e te lo invidio un pò, perchè non è facile lasciare indizi sparsi e ricomporli in un tutt’uno finale in modo che torni tutto…brava!
    Scorrevole come sempre il testo, con sprazzi humor qua e là (grazie col significato di vaff… su tutti) che sempre apprezzo.
    Ho letto che questo racconto non è nelle tue corde, però io lo sto apprezzando 😉
    A presto!
    Ah, diciamo signora Rosa…strano che nessuno abbia scelto per la cattura dell’assassino…

  5. La signora Rosa, per forza!
    Mi è piaciuto molto questo capitolo e questo inseguimento/circolo vizioso tra due gatti/topi 🙂
    Mi piacciono molto i dettagli che dicono tutto di Miriam: le parole che supplicano ma il tono perentorio, il grazie che suona come un vaffa. Non sarà facile per questa Miriam chiedere dell’aiuto ma ancor meno ottenerlo.
    Ciao

  6. Il titolo è sicuramente calzante adesso 😀
    Però preferivo quelli non coerenti col testo 🙂
    No, scherzo. Volevo solo rompere le scatole.
    Ok, abbiamo due persone un po’ disorganizzate che si rincorrono in una storia ancora indefinita.
    È come se tutte e due facciano dei passi più lunghi delle loro gambe. Non so se l’effetto sia voluto o è solo una catarsi dell’autore 😉
    In ogni caso non mi dispiace quest’atmosfera di confusione generale.
    Anche perché sarà l’unico eroe indiscusso a sciogliere tutti i nodi.
    Ovvero, la signora Rosa.

    • Ahahah, anche io li preferivo. Sul serio.
      Mmmm persone disorganizzate… allora una si… e ci sta tutto. L’altra non dovrebbe esserlo, ma ci si trova… quindi l’effetto è voluto al 60%. Non togliamo lo spazio al caso che gioca sempre un suo ruolo.
      La signora Rosa, una scena e già viene acclamata a gran voce. non me l’aspettavo. Miriam dovrà impegnarsi e riprendersi il ruolo che le spetta!
      Magari un aiutino però…
      Grazie del commento. Cercherò di accorciare i passi. 🙂

  7. Ciao aiels…e quindi il “chi” è stato svelato? Per ora lo sa solo Miriam però 😉
    Io avrei una mezza idea ma…ce lo dirai tu!
    Buffa la signora Rosa, mi ricorda un pò la Donna Pina del mio precedente racconto…anche lei guardava Il Segreto, ovvio!!!
    Ero indecisa sulle opzioni…diciamo aggressione…più avanti ci farai sapere qualcosa della relazione con Mattia?
    A presto!

  8. Il rendiconto mentale della signora Rosa sull’attività del vicinato è fantastico. Pensavo leggendolo che era forse la parte in cui sembravi più a tuo agio, è ironico, fluido, spiritoso.
    la parte Miriam-inchiesta è un po’ più spigolosa, mi chiedevo se tenesse al genere giallo che forse ti riesce meno congeniale, poi ho sbirciato sotto e ho letto i tuoi scambi con FueGod. ^^
    Ma non dico che ti sta venendo, solo che sembra scivolarti fuori meno “naturale” che il racconto precedente 🙂
    Qualcuno la aggredisce

    • Eccoci!
      Allora, il titolo. Ci provo. A metà non c’entra per niente (come del resto i precedenti), a metà è una cosa pseudo psicologica che sta ad indicare la nuova condizione di libertà di Miriam. Uscire dal ruolo che hai ricoperto per una vita, dove molto di quello che fai è prestabilito, richiesto e condizionato dal dovere e dalla necessità di avere un certo tipo di risposta dagli altri è un passo difficile, importante, ma necessario per entrare nel prossimo ruolo che ti a-spetta. Una cosa un pò ermetica, a quanto pare non molto riuscita.
      Ma adesso sarei curiosa di sapere come ti sei spiegato i precedenti….

      • In realtà ho avuto lo stesso pensiero anche nel capitolo precedente, per questo stavolta l’ho fatto presente.
        Per quanto riguarda i primi tre invece devo dire che li ho trovati confacenti all’episodio.
        Voglio dire, non che un titolo debba rispecchiare necessariamente il contenuto (o forse si?) però io in genere quando inizio a leggere qualcosa cerco di immergermi nell’atmosfera fin da subito (il titolo, appunto).
        Ma forse la mia è una semplice deformazione professionale 😀

        • Concordo in tutto e per tutto. Di solito seguo lo stesso schema.
          In questa storia ci sono delle difficoltà di relazione tra me e ciò che scrivo – cosa che si manifesta in maniera psicosomatica con titoli surreali.
          Il precedente si legava (almeno nella mia testa), al SMS in fondo al capitolo. Questo, bah, da qualche parte nel mio cervello suonava bene. Non garantisco per i prossimi. Sto perdendo entusiasmo e francamente sono al punto in cui non vedo l’ora di arrivare alla fine. Forse con il genere giallo non ci so ancora fare. Forse, molto più probabile, i personaggi e io, non ci prendiamo del tutto ….
          Ti ringrazio per le tue osservazioni sempre puntuali. Le apprezzo sempre. anche quando non so spiegarti il perché. 🙂

  9. Ciao Aiels
    mi è piaciuto il capitolo 🙂 in particolare, le frasi
    “Ignorò la sensazione di piombo nello stomaco causata dall’unione di quel nome con l’aggettivo possessivo.
    e
    Il mondo era capovolto. Sparpagliava confidenze come mangime ai piccioni. ”
    rendono benissimo l’idea.
    Non vedo come possa indagare sull’autore del bigliettino… dunque voto che indaga sulle frequentazioni della vittima, così magari arriva al bigliettino.

  10. L’autore del biglietto: il mistero deve intrigarla parecchio.
    Bel capitolo, mi è piaciuto molto l’aspetto realistico, molto credibile. E credo che Miriam abbia ragione, nessun capo ama essere scavalcato, Piovanelli si è tirato la zappa sui piedi.
    Questo misterioso legame tra Miriam e Mattia incuriosisce davvero molto.
    Indaghiamo ^^

  11. Ciao Aiels,
    dopo una tale stranezza indaghiamo di sicuro sull’autore del biglietto 🙂
    Ero molto concentrata a cercare di capire i rapporti tra Miriam e Mattia, ma vedo che l’alone di mistero rimane….accidenti, io sono curiosissima!!
    Usi delle similitudini sempre molto azzeccate devo dire: “Sparpagliava confidenze come mangime ai piccioni”…troppo forte!
    E con questo ti auguro una buona notte, alla prossima!

    • Ciao, grazie del commento. Non escludo che Miriam si possa prendere la sua rivincita, chissà. A volte quando succede qualcosa che ti prende un pò alla sprovvista, può essere che ti investa una fase di euforia zen per cui vivi le cose come se fossero capitate ad un altro. Credo che a Miriam succeda questo.
      Ma prima o poi dovrà ritornare in sè. E allora potremmo scoprire l’anima vera del suo soprannome. Forse. In realtà non c’è ancora nulla di definito o definitivo.
      Alla prossima.

  12. Ciao Aiels,
    sono curiosa perciò ho votato per un dettaglio che emerge dall’autospia 😉
    Veramente mi ha incuriosita molto anche la natura dei rapporti tra Miriam e il suo non ex…spero ce ne parlerai più avanti. Mi dispiace quasi che lui sia morto ;-(
    Capitolo piacevole e avvincente, o piacevolmente avvincente, come preferisci 😉
    A presto!

  13. Ciao Aiels,
    mettiamo un pò di pepe e creiamo un incidente diplomatico….facciamo che Miriam svela qualcosa in presenza della convivente 😉
    E’ un piacere ritrovarti così presto qui, e con un giallo poi!
    In effetti anche ne “Il libro dei desideri” avevo apprezzato molto la tua capacità di intrecciare personaggi e situazioni diverse…e quindi continuo a seguirti con piacere!
    Ho perso il primo episodio perchè sono stata un pò latitante sul sito ultimamente ma…rieccomi qui, e ho anche finito la mia storia nel frattempo 🙂
    Ti auguro una buona serata e, a presto!

  14. Decide di coinvolgere Piovanelli… Ti passo la battuta sul “penemunito” solo perché, ahimè, porca vacca è di una verità indiscutibile..
    Mi piace questa Miriam.. non ti so dire proprio perché ma ha qualcosa che mi dice che è una tosta.. forse ha quelle palle che tanti uomini credono solo di avere…Al prossimo episodio…

  15. Ciao 🙂
    Allora, allo scopo delle indagini sarebbe stato più logico votare per la convivente convocata e il presunto “tradimento” di Miriam, visto anche il poco tempo che quest’ultima ha a disposizione per indagare appunto. Però conosco anche la rivalità che serpeggia in quegli ambienti, per cui preferisco che Piovanelli scopra qualcosa qualcosa di compromettente su di lei, non fosse per il fatto che si è sfogata uscendo dall’ufficio del capo.
    Ho escluso subito un’indagine congiunta tra i due, non funzionerebbe mai.
    Al prossimo, ciao 🙂

  16. Intanto bentornata 🙂
    Un giallo, bene bene, il mio pane 😉
    Dunque abbiamo questa giovane poliziotta che vuole andarsene, ma l’ultimo omicidio la sconvolge, evidentemente conosce la vittima.
    Ho votato che il capo voglia escluderla, lo fanno sempre in questi casi, ma lei naturalmente non ci sta.
    Ottimo inizio, vediamo cosa tirerai fuori dal cilindro, a presto 🙂

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