Meduse

Dove eravamo rimasti?

Le indagini non sono finite. Ma dove proseguono? Ginevra (60%)

Due contro due

LIONE

Poco dopo aver appreso della morte di Favre, le unghie di Karl Vogel, Segretario Generale dell’Interpol, ticchettavano nervose sul legno della scrivania.

Era indeciso se gioire o preoccuparsi della notizia. Rimuginò per qualche istante sulla foto incorniciata della propria famiglia, poi azionò l’interfono.

– Signorina Amélie,  mi metta in contatto con la Omicidi di Ginevra –   

GINEVRA

Le prime gocce della pioggia in arrivo scivolarono lungo il vetro, come lacrime su guance trasparenti. Maxime le osservava rincorrersi, con la tazza fumante di tisana in mano e la fronte corrucciata.

Camille, leggendogli nel pensiero, si mise dietro di lui, chinò la testa sulla schiena nuda e lo avvolse in un abbraccio.

– Preoccupato? –

– Un po’…mi sento come un scolaretto al suo primo giorno di scuola –

– Smettila, vedrai che andrà bene. Hai lavorato tanto per farti trasferire in questo distretto, se ne accorgeranno. E poi…- le dita di lei scesero fino ad intrufolarsi nei boxer – è ancora presto, tua moglie potrebbe aiutarti ad allentare la tensione –

– Mia moglie potrebbe essere un angelo – rispose Maxime voltandosi

Sollevò Camille, che avvinghiò le gambe attorno ai suoi fianchi, la poggiò sul davanzale della finestra. Un piacevole brivido serpeggiò lungo la spina dorsale, quando la schiena toccò il vetro  freddo. Oltre di esso, le gocce di pioggia s’infittirono.

***

– Agente Rochat, si sieda –

– Mi chiami pure Maxime, Ispettore –  gli rispose lui, sorridendo affabile

– Agente Rochat… – lo rimbrottò il superiore, facendogli sparire il buonumore dalle labbra – qui non siamo in un paesino di provincia alla ricerca di ubriaconi e rubagalline. Siamo a Ginevra e questo è il suo primo giorno alla Sezione Omicidi. Pretendo due cose: rispetto del protocollo e obbedienza agli ordini. Se io le dico di saltare, lei deve soltanto chiedere ‘quanto in alto?’. Ci siamo intesi? –

Maxime fu colpito simultaneamente da tachicardia, eccessiva sudorazione e dislessia.

– Cetro, Ipsett…voglio dire…certo, Ispettore. Ho capito. In alto, signore, in alto. –

– Già…- lo sguardo compassionevole dell’Ispettore  indugiò sul giovane agente, poi proseguì.

– Passiamo al suo incarico. Due giorni fa, in un hotel di Roma, è stato ritrovato il corpo di un nostro illustre concittadino, l’avvocato Alexandre Favre. Suo padre è uno dei nostri più importanti benefattori, ed esige discrezione, oltre alla rapidità nell’arrestare i colpevoli. Lei, oltre a fornire supporto nelle indagini, avrà un compito ben preciso: recuperare il materiale di cui Favre era in possesso e, seguendo da vicino il caso, avrà modo di cercare tutti i suoi  effetti per riportarli qui. Si metterà in contatto esclusivamente con me per qualsiasi aggiornamento. Ho fiducia in lei, ma se dovesse fallire potrà usare la divisa solo a Carnevale. Domande? –

Maxime ingoiò il rospo, dopodiché aggrottò le sopracciglia e chiese:

– Che cosa significa ‘seguendo da vicino il caso’, signore? –

– Ah, dimenticavo… – l’Ispettore estrasse una busta dal cassetto – questo è un biglietto di prima classe per Roma. Il volo parte alle 14 –

– Non…non pensavo che…così all’improvviso…mia moglie… –

– Cosa le ho detto poco fa? Non deve pensare, deve solo saltare –

L’Ispettore attese che Maxime richiuse la porta dell’ufficio, poi telefonò

– Salve, Vogel…il nostro uomo parte tra poche ore…non si preoccupi, è troppo intimorito per sbagliare e troppo stupido per fare domande…le farò sapere –

***

ROMA

Maxime uscì dall’aeroporto di Fiumicino e venne investito da un’afa che non aveva mai conosciuto. Tolse la giacca e si guardò intorno, ma nessuno reggeva un cartello con il suo cognome. Un’auto frenò bruscamente davanti a lui; il finestrino lato passeggero si abbassò e il conducente si sporse.

– Rocher? – gli chiese una voce roca

– Sì…è Rochat, comunque sì…lei è? – rispose Maxime chinandosi

– Catalano, sali. Metti pure la valigia…ma non ce l’hai un bagaglio? Sei così ricco da rifarti il guardaroba ad ogni destinazione? –

Maxime si voltò di scatto, gli occhi sbarrati di fronte all’evidenza: il suo trolley era sparito. Una risata beffarda si fece largo tra i suoi pensieri.

– Ahahah. Che fiuto da sbirro. Se questo è il tuo biglietto da visita, faresti meglio a tornare a casa –

Maxime salì in auto, ammutolito. Catalano lo schernì di nuovo.

– Fortuna che voi ragazze tenete tutto nella borsetta – disse guardando il borsello in pelle del collega, poi gli tese la mano.

– Dante –

– Maxime –

– Beh, Maxime…benvenuto a Roma –

***

Cassandra aprì la valigetta, estrasse due piccoli cilindri trasparenti e li osservò brillare sotto le lampade al neon. Nella formaldeide galleggiavano due bulbi oculari.

– Ma tu guarda che occhi aveva il figlio di puttana –

– Che peccato, vero? – le rispose Celine – e che mani curate – disse mentre le sfilava da altri due contenitori.

Celine appoggiò le mani sul lettore di impronte digitali.  

Cassandra teneva gli occhi tra pollice e indice davanti allo scanner retinico.

Un raggio di luce verde verificò l’identità.

– Apriti, fottuto sesamo –

Torniamo alla coppia di fuggitive, cosa aprono?

  • Un server (50%)
    50
  • Una stanza (33%)
    33
  • Una cassaforte (17%)
    17

Voti totali: 12

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42 Commenti

  1. Ciao Alberto,
    che figura…scusa hai ragione, è che non ho riletto la fine del terzo capitolo prima di iniziare il quarto!!!
    Ma sei stato velocissimo, siamo già al quinto vedo…povero Maxime, meno male che ha la moglie che lo consola, perché ha un nuovo capo che è un Mister simpatia, lo spediscono subito fuori dai piedi e pure la valigia gli hanno rubato!!!
    Confido che sorprenderà tutti nella risoluzione del caso, così magari si riscatta!

    A presto!
    Ps: sarà banale, ma ho optato per una cassaforte 

    • ciao Cinzia, proprio adesso sto lavorando a Ginevra…e sono impaziente anch’io di scrivere un altro episodio sulla coppia di schizzate…il numero è UNO, ma non è un segreto, é l’ultima parola del terzo episodio, magari non ci hai fatto caso. non importa, ci saranno altri numeri…

  2. Adoro questo tipo di investigatore 😉
    Beh, visto che la vittima è nativa di Ginevra io andrei la a indagare, vedo però di essere in minoranza e Roma è ancora la più gettonata. Però secondo me Danta dovrebbe ascoltare l’ispettore e cercare l’autista, si sa mai 😉
    Ciao e al prossimo.

    • Ciao Cinzia, perdona il ritardo. Innanzitutto grazie per concedere a questa storia un po’ del tuo tempo. Per ora ho introdotto solo il vecchio investigatore, ma vorrei rispettare le vostre scelte, ed essendo giunti al 33% ciascuno, mi toccherà fare entrare in scena gli altri. Vedremo. Alla prossima

  3. Ciao Alberto, scusami se ci ho messo un po’ a leggerti, ma per fortuna è stata un’esperienza piacevole, mi piace la storia e mi piace il modo in cui la mostri, la serietà che si annusa tra le righe. Hai il giusto equilibrio nel prenderti sul serio, né troppo né troppo poco. Bene. Per un giallo è elemento essenziale. Poi, dico che le indagini passano al novellino. Sarebbe un colpo gobbo, fattelo dire da una che i gialli tra un po’ li vende per quanti ne ha letti. La donna e il pensionato sono triti e ritriti, ma il giovanotto magari con la fortuna del principiante, il talento del genio incompreso e gli errori del nuovo arrivato è fantastica come proposta e renderebbe la tua storia molto originale.
    seguo eccetera baci kiss

    • Ciao..grazie per aver dedicato, o perso, un po’ del tuo tempo. In effetti spero che il voto ti dia ragione, il novellino sarebbe una figura piuttosto inusuale. In realtà per ciò che ho in mente forse li userò tutti e tre…vedremo..alla prossima

  4. Di quest’ultimo episodio mi è piaciuto molto il lungo dialogo e la caratterizzazione dei personaggi. Mi permetto di farti notare solo una cosa: attento a non dare esagerati dettagli che nel contesto non sono utili e anzi possono far sorgere dubbi. Tipo quando specifichi che i post-it fucsia non devono comparire da nessuna parte… ti potrei chiedere “quelli gialli invece sì?” 🙂 era sufficiente scrivere post-it.
    Ma per il resto davvero bello, ti seguo.

  5. L’occupante della stanza.
    Il tuo incipit mi è piaciuto. Soprattutto per il contrasto tra l’apparenza della donna, che sembra uscita da un film holliwoodiano in bianco e nero, una femme fatale dai segreti pericolosi, e la sua risposta alle avances dell’operaio: un battibecco in stile adolescente smargiassa e provocatoria.
    Ciao

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