Il sole d’oriente

Dove eravamo rimasti?

chi è l'intruso? il generale (57%)

L’incontro con il generale

“Perdonatemi principessa” pronunciò dopo aver riacquistato il controllo del suo corpo. “Vi siete fatta male?” la posò delicatamente a terra, allontanandosi di qualche passo.

Yukiko abbassò l’orlo del kimono che era scivolato leggermente sopra il ginocchio.

 “No. Voi chi…” spostò un ciuffo di capelli corvini sfuggiti dall’acconciatura e cadutale sopra l’occhio,

“…siete?”

 Al momento in cui alzò lo sguardo, Yukiko si rese conto che se voleva parlare guardando negli occhi chi l’aveva aiutata, doveva alzare la testa ben più di così. I suoi occhioni neri corsero lungo il petto villoso rivestito dalla corazza in metallo dell’armatura che ricopriva l’uomo dalla testa ai piedi, al collo abbronzato sul cui fianco pulsava una vena, e infine lo guardò in viso. Il primo particolare che la colpì furono i suoi occhi, insolitamente grandi e luminosi, contornati da un perfetto taglio a mandorla. Le sopracciglia spesse ma ben delineate, sotto le quali partiva un dritto canaletto che andava formare il naso. La mandibola quadrata veniva valorizzata da un sottile filo di barba scura. Labbra spesse e rosee si accentuavano sotto un paio di baffi dritti che terminavano agli angoli della bocca. La testa era coperta dall’elmo, dal cui lato fuoriusciva un ciuffo di capelli scuri.

“Generale Li Takeshi, al vostro servizio” . Così dicendo si esibì in un profondo inchino, come se lei fosse stata l’imperatore in persona.  “Il piacere è mio”

Lo sguardo dell’uomo, unito alla sua voce e al suo nome fece scaturire qualcosa nella mente di Yukiko. Le tornò alla mente un flebile ricordo, troppo sfumato per essere messo a fuoco. La ragazza inclinò appena il collo delicato, come conveniva al suo rango. Rialzò la testa, cercando di non incontrare più lo sguardo del generale, e si mosse per rientrare nel corridoio. Inutile dire che  il generale Li stava lottando per mantenere il controllo. Dopo molto tempo che non stringeva una donna, Yukiko lo aveva sconvolto. Indossava un kimono nero con ricami dorati che andavano a formare piccoli fiori, a partire dal rigido colletto e seguendo tutta la lunghezza dell’abito. Le larghe maniche, con l’interno in seta bianca, cadevano sciolte sulle chiare braccia snelle. Una fascia bianca stretta in vita metteva in mostra la vita sottile della ragazza. Graziose scarpine di seta nere completavano l’immagine della principessa, rendendola simile ad una bambola di porcellana. Non appena Yukiko si allontanò di qualche passo, il nastrino ornamentale che portava nei capelli si tese, ancora impigliato nell’armatura del generale. Con un gesto abile la principessa sciolse la massa di capelli ondulati e tornò a riprendere il nastrino.

“Perdonatemi” pronunciò, mentre avvicinava una mano al petto dell’uomo e toglieva un pezzettino di raso rosso dalla scaglia di ferro della corazza. D’istinto alzò lo sguardo, e fu sorpresa quando vide che il generale seguitava a guardarla senza proferire parola ma con le labbra curvate in un leggero sorriso. Anche Takeshi ricordava di aver già visto quella ragazza, e piu precisamente ricordava anche il contesto che Yukiko trovava dissolversi nel tempo.  Tuttavia pensò fosse meglio non riportare alla luce il passato, visti i recenti avvenimenti.

“Posso fare qualcosa per voi?” la domanda le venne quasi spontanea, dal momento che non capiva perchè volesse tenerla lì ancora, anzi, iniziava ad avere paura, e se non fosse stata nel piccolo giardino a pochi passi da suo padre e da sua madre, probabilmente sarebbe corsa via.

“Dovrei avere udienza con vostro padre”

“Se stavate cercando mio padre avete sbagliato strada, vi mostro dove andare”. Yukiko puntò il dito ossuto in direzione del corridoio.

 “Percorrete il corridoio, la stanza d’udienza dell’Imperatore è la prima che troverete alla vostra sinistra.”,

sorrise come una bambina che ha appena dato un’esauriente spiegazione di storia al proprio insegnante. Il generale  Li indugiò per un attimo sulle ben delineate labbra schiuse, conscio che la voglia lo avrebbe costretto un’altra volta a fermarsi, e tuttavia era la stessa voglia che gli stava facendo bramare di mettere le proprie su quelle della principessa. Yukiko, vedendo che ancora il generale non se ne andava, pur sapendo di essere sconveniente, pronunciò “Allora? Non andate?”.

La sua vocetta così flebile e dolce riscosse Li dal suo intento e questa volta si convinse che non era ancora il momento.

“Certo  principessa” rispose, inchinandosi nuovamente a lei. “Vi assicuro che è stata una gioia incontrarvi, e non solo per gli occhi”.

A Yukiko non sfuggì il significato subliminale che conteneva quella frase. “Buongiorno, signore”, si limitò a dire. Inclinò graziosamente il collo ed entrò nel corridoio. Il generale Li stette a guardare l’ondeggiare dei fianchi femminili fino a quando gli fu possibile.

Nel prossimo capitolo farà la sua comparsa

  • Yukiko scapperà dal palazzo (10%)
    10
  • Il generale incontrerà di nuovo Yukiko (40%)
    40
  • Un servo (50%)
    50

Voti totali: 10

Vota la tua opzione preferita

Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

10 Commenti

  1. Ciao Elena,
    Veramente un inizio molto interessante con un’introduzione alla storia molto chiara e una descrizione dell’ambiente e dei suoi particolari tale che quasi mi ci sentivo dentro 🙂
    Sono d’accordo con il commento di Danio Mariani: cerca di andare a capo più spesso così il testo è più snello e si legge meglio.
    Yukiko direi che la facciamo scontrare con un servo.

    Ci vediamo al prossimo capitolo 🙂
    Un saluto!

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi