Calderoni ammaccati e bastoni ricercati

Come volai per la prima volta

Ok. Quindi…

Qualcuno di voi ha mai volato su una scopa? Beh, suppongo di no. Però credetemi se vi dico che è un’esperienza fantastica sentire il vento che scompiglia i capelli e poter osservare tutto il paesaggio sottostante dall’alto. Ma ci sono delle eccezioni: se soffrite di vertigini, per esempio, o se è la prima volta che provate a volare su una scopa. O se state inseguendo un drago rosso, il quale per qualche strano motivo ha deciso di non grigliarvi come l’ultima che lo avete incontrato.
Per chi se lo fosse perso, il drago si chiama Pino. E tutti i tre esempi appena presentati si applicano perfettamente alla situazione che vi stavo raccontando.
Tanto per riassumere: il mio nome è Larissa Burghheaven, figlia di Marissa Burghheaven. Megera di quattordici anni, amante degli scherzi e dei dispetti. Questa storia è iniziata a febbraio, quando io e il mio amico Josh eravamo entrati di nascosto nell’ufficio del professor Darkwood per prendergli il libro degli incantesimi. Per chi si stia chiedendo il motivo: piccola vendetta personale. Lì però avevamo trovato – oltre a una collezione di teschi di animali – una lettera, proveniente da una certa S.M.A.I.. E allora Josh aveva capito tutto, io non avevo capito niente, e la faccenda è proseguita con io che andavo da Duchesse, vampira arrogante e saputella che però conosce ogni singola lettera dei libri della biblioteca, per farmi spiegare il significato della sigla: S.M.A.I. = Società Magica per l’Antico Impero = un gruppo di otto Guardiani Gib, i quali, dopo un sanguinoso massacro, erano stati catturati tutti, tranne uno. E visto che la vampira come “pagamento” dell’informazione voleva che uscissi con lei dalle mura dell’accademia per aiutarla a procurarsi del chiarore di luna, lì fuori avevamo trovato Darkwood e Josh, il primo intento a lanciare sfere energetiche viola contro il secondo. Per risolvere la situazione ho teletrasportato me, Josh e Duchesse nel bosco cangiante – scoprendo in quel momento di saper teletrasportare – dove Josh ci ha spiegato il seguente: lui proviene da un gruppo di magus che vive sulla montagna di Delhi con l’obbiettivo di combattere la magia oscura, ed era proprio lì che voleva portare la lettera della S.M.A.I.. Dopotutto, quel Gib era un assassino ricercato. Quindi ci siamo messi insieme in viaggio, incontrando un simpatico – si fa per dire – draghetto rosso, una danzatrice curda da oltreoceano e una befana che sa leggere nel futuro. A un certo punto, però, io, non potendone più di questa storia e non capendo niente di questi miei poteri sul teletrasporto, ho deciso di lasciare Josh e Duchesse e andare da mia madre, nella speranza di ricevere qualche informazione che mi chiarisse le idee. Rendendomi conto in seguito di quanto è stupido lasciare due amici da soli alla presa con una faccenda seria come quella, ho deciso di fare marcia indietro. Ma in quel momento è comparso il drago, e contemporaneamente ho avvistato una colonna di luce sopra la montagna di Delhi, una richiesta d’aiuto da parte di Josh. E visto che il drago sembrava volermi dire qualcosa, ho rammentato le parole della befana – e quando servirà segui il pino -, arrivando alla conclusione che Josh e Duchesse sono nei guai, il drago si chiama Pino, e che devo seguirlo per arrivare dai miei amici.

Quando ero saltata sulla scopa che mi aveva dato la befana avevo pensato solo a raggiungere Josh e Duchesse. D’accordo, era già un trionfo riuscire a stare in aria, ma il mio primo volo si lascia riassumere in due parole: un disastro.
Appena raggiunte le cime degli alberi della radura, i raggi di sole mi colpirono così violentemente che non riuscii nemmeno a chiudere gli occhi. Istintivamente mi schermai il viso con un braccio, ma così facendo la scopa ondeggiò pericolosamente. In qualche modo, però, riuscii a tenermi aggrappata lo stesso. Il drago si era già allontanato di un bel po’ di metri, battendo le ali in una sincronia ed eleganza che pareva quasi impossibile per una bestia di tali dimensioni. Ebbi paura di perderlo, allora, senza pensare, senza ragionare, mi piegai sulla scopa, decisa dirigermi il più veloce possibile dietro all’animale.
L’impatto fu come contro una parete d’acqua, per un momento mi mancò l’aria. L’aria gelata mi sferzò spietatamente il viso e il vento sembrò volersi aggrappare ai miei vestiti per trascinarmi via con sé. Poco dopo sentii un dolore atroce alla caviglia come un colpo di frusta, probabilmente mi aveva colpito la cima di un albero.
Rimasi in volo non perché tenni duro, ma più semplicemente perché ero paralizzata, incapace di reagire. Il freddo che mi penetrò fino alle ossa, il sole che mi scottò il braccio ancora davanti agli occhi, la caviglia che bruciò come avvolta da lingue di fuoco… E a un certo punto scivolai.

Per un attimo rimasi sospesa a testa in giù, l’azzurro brillante del cielo che si estendeva infinito sopra di me. Poi le mie mani si districarono dalla presa intorno al tronco e caddi.

Risveglio...

  • … in compagnia di Duchesse... ma senza Josh. (50%)
    50
  • … nella tana ospitale di una famiglia di belzebù codazzurra. (33%)
    33
  • … in prima classe; viaggio di lusso sul dorso del drago. (17%)
    17
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

75 Commenti

  1. E così finisce questa lunga storia iniziata più di un anno fa.
    Non so dirti se il finale mi è piaciuto davvero o meno perché molte cose sono state lasciate così, giusto per poter chiudere, sfondando la quarta parete e cancellando la storia fin ad ora scritta… però:
    “Salve a tutti, il mio nome è Larissa Burghheaven, figlia di Marissa Burghheaven, e attualmente sì che sono in un gran casino.”
    Questa frase mi risolleva il morale ^_^

    Ciao 🙂

  2. Ciao, ninoszka.
    Dunque è finita. Dunque Duchesse si allontanerà da questi lidi.
    Mi spiace, ma lei ha tutto il diritto di fare ciò che le piace di più.
    Sono certo che continuerà a vivere avventure, magari spaccherà montagne, magari catturerà sirboni gioviani, chissà… magari cambierà nome e carattere, diventerà proprio un personaggio diverso. Magari, un giorno, troverò le sue avventure in libreria. Non mi stupirebbe affatto.
    A te, ninoszka, un saluto grande. Non ci conosciamo, ma il poco che filtra di te da ciò che scrivi mi fa pensare che tu sia una persona molto speciale.
    Scrivere deve essere appagante per chi lo fa, e non credere che io non capisca lo sfogo di Duchesse. Però immagina il maratoneta che arriva all’ultimo chilometro della gara e si rende conto che no, stavolta non farà il record, anzi, non arriverà neppure primo, neppure sul podio.
    Che fa, si ferma?
    Be’, io gli consiglio di tagliare il traguardo, perché troverà comunque una folla che lo applaude sinceramente, regalerà loro un po’ di felicità. E anche se avesse un solo supporter, non sarebbe comunque importante regalargli un’emozione?
    Ma sì, sono noioso, sai meglio di me cosa intendo, quindi non la tiro ancora per le lunghe e mi fermo qui.

    Ciao, giovane, in bocca al lupo

  3. Buongiorno, ninoszka.
    Hai voluto infrangere la quarta parete e mi hai ferito con le schegge che hai sparso intorno; infatti, a parte gli aggiustamenti successivi, ciò che scrivi non è particolarmente lusinghiero per chi ti legge: è come se un cuoco ti versasse una poltiglia sul piatto dicendoti “To’, l’ho fatta frullando avanzi rancidi, ma a te che mangi qualunque porcheria sicuramente piacerà anche questo”.
    Boh, fino all’ottavo capitolo, a me la tua cucina non dispiaceva affatto.
    Ciao, a rileggerti, prima o poi.

  4. Ciao Ninoszka, ho votato che si teletrasporteranno nella conca giocosa.
    on aveva mai letto la tua storia, ma appena ho iniziato a leggere le tue parole subito mi ha catturato.
    Hai tantissima fantasia e la utilizzi al meglio.
    Davvero bravissima: hai uno stile paragonabile all’acqua di montagna, pulito e scorrevole.
    Se avessi voglia di visitare il mio racconto per una dritta o un consiglio ne sarei ONORATO, che parolona eh? 😉

    • Ciao! 🙂
      Grazie mille dei complimenti! Lo dico sempre: qualsiasi critica è sempre molto più che ben accetta.
      Anche senza leggere il tuo racconto ti posso dire: se impieghi così tanto tempo a mascherare così bene pubblicità per la tua storia, di sicuro sai maneggiare le parole con abilità. Dovrei imparare da te: già faccio fatica a esprimere quello che voglio dire, non parliamo di mascherare le mie intenzioni… Chissà, magari ci si rivede sul tuo racconto (scuola permettendo)! 😉
      A risentirci!

  5. Buongiorno, ninoszka. Ho scelto la conca giocosa.
    Mi devo accontentare di leggere la tua storia un capitolo alla volta, guardando il tuo mondo come un bambino troppo basso per arrivare agevolmente allo spioncino. In punta di piedi, l’orecchio posato sul legno della porta per ascoltare le voci ovattate dall’altra parte.
    Tutta ‘sta catasta di parole per dire che purtroppo devo ammettere che il mio cervello è probabilmente troppo vecchio per riuscire a seguire il filo della storia con aggiornamenti così diradati.
    Ma è bella. Bella e complicata, ma in senso buono, ossia ricca di intrecci e fantasia. La mia sensazione è che la dimensione giusta della tua storia sia quella del romanzo, piuttosto che del racconto. Be’, continua, insisti, così quando troverò in libreria il libro di ninoszka, potrò almeno dire “Io la conosco!” 😀

    Ciao, ti auguro un sacco di ottimi giorni

    • Gentilissimo Erri,
      In sostanza, sono l’unica persona che capisce gli intrecci che ho scritto, visto che sono incomprensibili per chi non è nella mia testa 😉
      Ti ringrazio per i tuoi preziosi commenti. Chissà, in libreria ci voglio ben finire, ma magari con una storia più “seria” e ben pensata. Comunque sì: insisto!
      Ti auguro una buona serata e un buon proseguimento 🙂

      • Ah ah, no, ti prego, fammi chiarire: la difficoltà che trovo nel seguire gli intrecci deriva in larga misura dalla pubblicazione “a capitoli”: se ti ricordi ho letto tutte le tue storie precedenti quando erano già terminate e le ho trovate chiare e ben scritte. Quando sarà terminata questa, la rileggerò da capo e sicuramente mi chiarirò ogni dubbio.
        Insomma, arrenditi, ti volevo fare un complimento 😀
        Ciao, buona serata e perdona la mia goffaggine 🙂

  6. Ne hai fatto passare di tempo ma finalmente eccoti, con un altro episodio appassionante e sconvolgente. Complimenti! Assolutamente fantastico!

    Non so se votare la firma della lettera od la corsa per salvare Josh… ripensando a come sono fatte entrambe e che secondo imparano poco dai loro errori, si va a salvare Josh!

    Ciao 🙂
    PS: ti sei accorta che sto andando avanti con la mia storia?

  7. (Provo a riscrivere il commento senza link, l’altro è finito in moderazione).

    Buongiorno, ninoszka. È sempre un piacere leggerti. Questo capitolo, poi, per contenuti e forma, penso che sia uno dei miei preferiti. Ho votato per la caccia, perché mi piace l’idea che Gib abbia un’anima vegetale che le ha fatto cambiare indole e se ascoltassi di devastazioni ambientali mi verrebbe il malumore.
    A proposito dell’opzione: sarebbe più corretto scrivere “la caccia agli animali”, perché “degli” può essere inteso come caccia “da parte” degli animali, ossia, sembrerebbe che gli animali si diano alla caccia di Darkwood. Ma non è ciò che intendi… giusto?
    Cosa posso dirti? Mi pare tutto sostanzialmente perfetto. Ti segnalo dei refusi, semplicemente per facilitarti il compito in fase di revisione, mi pare di averti notato su altre piattaforme in cui le correzioni sono possibili 🙂
    – “un ora”
    – volta di croce. Penso che intenda “volta a crociera”. Non essendo specializzato in architettura ho pure cercato e non ho trovato la tua definizione.
    – “So che, per due di voi, questa situazione possa parere…”.
    Il capello tagliato in quattro di oggi 🙂
    Il verbo “so” esprime una certezza e reggerebbe l’indicativo, quindi “può parere” o meglio “può apparire”.
    Ripeto, è proprio una finezza, ma meno di quanto si possa immaginare: il senso della frase si potrebbe intendere con “immagino che”, ma poi Gib disserta sulla conoscenza assoluta, quindi probabilmente usa il “so” a ragion veduta, perche effettivamente è sicuro di quello che dice.
    Allora… indicativo 🙂
    In realtà approfondire questo argomento è servito soprattutto a me per ripasso 😀
    – “abbiamo avuto l’ardore”. Penso che intendessi “abbiamo avuto l’ardire”.
    – “meraviglisa flora e fauna”.
    Complimenti e ciao, ti auguro una buona settimana.

    • Gentilissimo Erri,
      Grazie mille per il tuo feedback. Altro che refusetti, alcuni sono veri e propri errori.
      “volta di croce” ad esempio – sì, intendevo volta a crociera. E ammetto di non aver conosciuto la differenza tra “ardore” e “ardire”…
      “So che, per due di voi, questa situazione possa parere…”/”può parere” Non avevo mai considerato i modi voluti dai verbi, farò meglio ad andare a informarmi.
      “caccia degli animali”/”caccia agli animali”: sì, è Darkwood che è andato a caccia, grazie per avermelo fatto notare.
      Mi spiace tu abbia dovuto riscrivere il commento… ringraziamento doppio per la doppia pazienza! 😉 Sto imparando moltissime cose sulla grammatica italiana grazie alle tue critiche costruttive, un altro ringraziamento per questo.
      Onde evitare malintesi: nella mia testa, “Nada Giulayhof” è il nome del personaggio, mentre “Guardiano Gib” è il suo “titolo”. È venuto fuori nell’episodio / si è capito?
      P.S. Hai parlato di altre piattaforme… Io oltre a The iNCIPIT sono presente solo su Wattpad, con una storia scritta molto tempo fa, la quale sono consapevole di aver riempito di “orrori di grammatica” e che tengo sul web solo per ricordo, visto che non penso riuscirò a trovare né il tempo né la pazienza per correggerla. Per un periodo ho avuto anche un account su Sweek, cancellato poco tempo fa visto che la piattaforma, dopo averla conosciuta, non mi attira molto. Tu a quale ti riferisci?
      Ti continuo a ringraziare, ma tanto altro non posso fare; quindi: grazie!
      Buon proseguimento, Erri! 🙂

      • Ciao, ninoszka.
        Tranquilla, ho solo fatto copia e incolla del commento in moderazione togliendo i link, al proprietario lo visualizza sempre.
        Sì, mi riferivo a wattpad, ho notato il tuo nick, ma non ho letto nulla 🙂
        Mi permetto di suggerirti un’operazione che non ti impegnerebbe molto tempo: potresti pubblicare lì gli stessi capitoli che pubblichi qui, secondo me la piattaforma in questione è molto interessante per storie come la tua e anche il pubblico è quello giusto.
        Ciao, buona giornata.

  8. Buongiorno, ninoszka. È sempre un piacere leggerti. Questo capitolo, poi, per contenuti e forma, penso che sia uno dei miei preferiti. Ho votato per la caccia, perché mi piace l’idea che Gib abbia un’anima vegetale che le ha fatto cambiare indole e se ascoltassi di devastazioni ambientali mi verrebbe il malumore.
    A proposito dell’opzione: sarebbe più corretto scrivere la caccia agli animali, perché degli può essere inteso come caccia ‘da parte’ degli animali, ossia, sembrerebbe che gli animali si diano alla caccia di Darkwood. Ma non è ciò che intendi… giusto?
    Cosa posso dirti? Mi pare tutto sostanzialmente perfetto. Ti segnalo dei refusi, semplicemente per facilitarti il compito in fase di revisione, mi pare di averti notato su altre piattaforme in cui le correzioni sono possibili 😉
    – “un ora”
    – volta di croce. Penso che intenda “volta a crociera”. Non essendo specializzato in architettura ho pure cercato e non ho trovato la tua definizione. Guarda qui, ci sono tutte:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Volta_(architettura)
    – “So che, per due di voi, questa situazione possa parere…”.
    Il capello tagliato in quattro di oggi 😀
    Il verbo “so” esprime una certezza e reggerebbe l’indicativo, quindi “può parere” o meglio “può apparire”. Guarda un po’ qui:
    http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/uso-congiuntivo
    Ripeto, è proprio una finezza, ma meno di quanto si possa immaginare: il senso della frase si potrebbe intendere con “immagino che”, ma poi Gib disserta sulla conoscenza assoluta, quindi probabilmente usa il “so” a ragion veduta, perche effettivamente è sicuro di quello che dice.
    Allora… indicativo 😀
    In realtà approfondire questo argomento è servito soprattutto a me per ripasso 😀
    – “abbiamo avuto l’ardore”. Penso che intendessi “abbiamo avuto l’ardire”.
    – “meraviglisa flora e fauna”.

    Complimenti e ciao, ti auguro una buona settimana.

  9. 😮 😀

    Assolutamente eccezionale! Non mi aspettavo nulla di simile e sei riuscita a supersorprendermi. E Larry si dimostra sempre ottima a narrare 😉

    Riguardante il voto… tutti e tre non si può? Oh, beh, vediamo… La caccia di Darkwood degli animali, perché il Gib gli ha scritto una lettera + cosa ha scritto.

    Domanda: ma l’unicorno che il Gib ha in grembo?
    Domanda2: il Gib è davvero fatto di fumo o è solo un’illusione?

    Ciao 🙂

    • Felice di essere riuscita a sorprendere! Sono mesi che mi immaginavo questa scena e me la ridevo fra me e me… 😉
      Conto di toccare tutti e tre i punti, la domanda era rivolta più che altro all’argomento “principale”. In quanto alle tue domande: Nada provvederà a rispondere al più presto! 😉
      Ti ringrazio per continuare a seguire assiduamente questa storia, leggere i tuoi commenti è sempre un piacere! 🙂
      A risentirci!

  10. Sotto lo specchio d’acqua del laghetto perché l’immagine è splendida.
    “Vi voleva incontrare a voi due” aveva fatto storcere il naso anche a me, ma poi ho visto tutta l’anamnesi che ti ha fatto Erri P., direi che non ho nulla da aggiungere ^^
    Speriamo che questo nuovo incontro sia benevolo, e che possano riposarsi un po’, le nostre eroine

    • Ciao! 🙂
      Con il “Vi voleva incontrare, a voi due” ho provato a caratterizzare la parlata della befana, visto che anche nelllo scorso “volume” Mikado non parlava esattamente in modo “grammaticalmente corretto”. Anche se, in effetti, non suona troppo bene…
      Grazie mille della critica, che consigli & co. sono sempre più che ben accetti!
      A risentirci!

    • Salve Maria!
      Benvenuta! Ti ringrazio, sia per i complimenti che per il consiglio de “la guida ai personaggi”. Non avevo ancora mai pensato a una cosa simile, a dire il vero. Penso che, con una frequenza di pubblicazione una volta ogni due settimane, si riesca abbastanza a tenere il filo della storia, così come a non perdere di vista i personaggi principali, visto che sono solo tre. 🙂 Spero di non sbagliare, altrimenti fammi un appunto e aggiungerò anch’io la “guida ai personaggi”. Nel frattempo i commenti sono aperti per qualsiasi tipo di domande o dubbi, che proverò a chiarire. 😉
      A risentirci!

  11. Buonasera, ninoszka.
    Un capitolo denso di atmosfera, narrato con la consueta maestria.
    Premetto che già dalla tua risposta al mio commento precedente (in realtà anche un po’ prima) mi è apparso lampante che ti posso dare ben pochi consigli. È più probabile che io abbia qualcosa da imparare da te 😀
    Comunque, mi chiami in causa e io non mi tiro certo indietro! Proverò a scriverti alcune mie impressioni su questo quinto capitolo, tanto sono certo che saprai soppesarle a dovere e potrai decidere quanta importanza dare loro.
    – La prima cosa che ho notato: molti “poi”, sette, se non erro. Disseminati nel testo, ma alcuni molto vicini. Io sono un po’ fissato su queste cose, mi sembra che utilizzare gli stessi termini troppe volte a breve distanza appiattisca troppo la narrazione. Ad esempio:
    Poi tutt’un tratto…
    Poi realizzai…
    Il primo poi forse si poteva evitare, anche perché l’espressione avverbiale successiva è anch’essa di tempo.
    – Rimanendo all’esempio precedente, l’espressione “tutt’un tratto” non è corretta, si dovrebbe dire “tutt’a un tratto”.
    – Nell’espressione “La caviglia però.–” stai in sostanza “sospendendo” un’affermazione. Ossia, non dici (scrivi), ma fai intuire. Ci vedrei bene dei puntini di sospensione e magari anche una virgola: “La caviglia, però…”. Oddio, io forse uso i puntini pure troppo, ma a mio parere è il “però” che fa la differenza. È una congiunzione avversativa analoga a “ma”, “tuttavia”. Ti suona bene scrivere “Tuttavia la caviglia”, o “Ma la caviglia”? Insomma, se proprio i puntini di sospensione non ti vanno, a mio parere sarebbe più opportuno un secco “La caviglia.”.
    – “Non so perché e non m’importa di saperlo. Lo so e basta”.
    (Qui cerco il pelo nell’uovo 😀 )
    L’espressione è carina, ed è chiaro l’intento ironico. Ma in teoria, essendo il “mi fido” l’azione sottintesa, dovrebbe essere “Non so perché e non m’importa di saperlo. Mi fido e basta”.
    Sì, sì, lo so, questa è proprio un’osservazione inutile 😀
    Ma sai, sono fatto così, sono noioso. Non so perché e sono sicuro che a te non importi saperlo. Sono noioso e basta 😀 😀
    – L’espressione “che vi voleva incontrare, a voi due.”, per quanto molto frequente nel parlato, non sarebbe corretta, in quanto si dovrebbe dire “che vi voleva incontrare, voi due”. Oddio, a rigore si dovrebbe usare o il “vi” o il “voi due”; ma mentre il pleonasmo è tutto sommato accettabile, la preposizione “a” non è proprio corretta. Lo so, qui si tratta anche di capire se vuoi far parlare i tuoi personaggi come accademici della Crusca o se vuoi renderli più umani.
    Posso dirti come mi regolo io: quando un’espressione, per quanto corretta, suona male, cerco una perifrasi per evitarla. Ad esempio, mi mette in crisi il pronome “gli”, utilizzato al plurale. Non è corretto, ma quante volte lo ripetiamo ogni giorno?
    Se devo “dire qualcosa a molte persone”, io proprio non riesco a non scrivere “Di’ loro”. Ma suona, ahimè, innaturale, quasi nessuno parla così! Allora cerco di evitarlo il più possibile. Ma se proprio devo scegliere, non scelgo mai il “digli”. 😀

    Ecco fatto, il secondo papiro è scritto, buona lettura 🙂
    Ti ringrazio per l’importanza che hai voluto dare ai miei commenti, mi onori, sinceramente.
    In attesa del prossimo capitolo, ti auguro una buona (o delle buone) settimana/e
    Ah, ho votato sotto lo specchio d’acqua.
    Ciao, ninoszka, complimenti di nuovo.

    • Gentilissimo Erri,
      Sono felice di ricevere un nuovo feedback da parte tua. Non penso di essere in grado di “insegnarti” qualcosa, ma spero che una cosa o l’altra possa esserti utile come spunto. 😉
      In primis: i tanti “poi”. Hai ragione, li ho contati e sono addirittura otto… Non li avevo minimamente notati, andrò a cercarmi altre espressioni temporali da usare in sostituzione.
      In secundis: “tutt’un tratto”/”tutt’a un tratto”: non sapevo nemmeno che l’espressione fosse scorretta, grazie mille per la correzione.
      In tertiis: “La caviglia però”. La mia intenzione, con il troncamento “brutale”della frase senza nemmeno i tre puntini, era di provare a tirar fuori lo stato d’animo di Larry. Stanca, confusa, zoppicante, non pensa a fare grandi fasi, ma semplicemente a farsi capire in poche parole da Duchesse. Da il “Come stai?” della vampira, tramite giri di pensieri è arrivata a “Dove fa male?”, a cui ha risposto senza tener conto che la domanda originale era un’altra. Ma forse ho semplicemente riportato i miei stessi pensieri (che avrei avuto in una situazione del genere) senza tener conto che anche nel discorso diretto, la lingua scritta è diversa da quella parlata. In effetti, “Ma la caviglia” o “Tuttavia la caviglia” non suonano per niente bene. Adesso, dopo i ragionamenti che mi hai sottoposto, anch’io ci aggiungerei i tre puntini di sospensione…
      In quartis: “Non so perché e non m’importa di saperlo. Lo so e basta”/”Non so perché e non m’importa di saperlo. Mi fido e basta”. Qui, oltre che all’ironia, volevo anche inserire un controsenso: “non lo sa e non vuole saperlo, però lo sa?!” sempre “dovuto” allo stato d’animo di Larry. Probabilmente avrei dovuto renderlo più chiaro… (Se tu sei noioso e quindi sforni pergamene di critiche costruttive, allora mi posso solo augurare che tutte le persone, a ‘sto mondo, divengano più noiose…)
      In quintis: “Che vi voleva incontrare, a voi due”. Qui, invece, ero consapevole di usare un’espressione scorretta, usata al massimo tra due amici nel parlato per comunicarsi velocemente qualcosa. Anche nello scorso “volume” la befana non si esprimeva in modo “grammaticalmente corretto” (o almeno quella era la mia intenzione), e quindi intendevo caratterizzare la parlata di Mikado. Ti ringrazio per avermi reso partecipe al modo con cui tu tratti le differenti espressioni tra il gergo scritto e quello parlato. Mi ha fatto riflettere, lo terrò presente.

      Grazie infinite, davvero. Sia per le critiche che per la tua pazienza a decifrare i miei scritti, che spero non ti abbia sottratto troppo tempo.
      In ultimo, ti auguro un buon proseguimento e una buona giornata. 😀

  12. Darkwood sarebbe l’opzione “giusta”, visto che Duchesse ha detto “Corri” e lei non ci ha pensato nemmeno mezzo secondo ed è scappata incurante di tutto. Tuttavia come voto io dico la Befana e la Danzatrice perché quell’asino non mi è sembrato lì per caso 😉
    ——————————-
    Quella felce indicastrada non ci aveva indicato la strada, come Duchesse aveva ipotizzato, bensì ci aveva aperto la porta segreta del campo. Come? Quello che le felci indicastrada chiedono è una confessione sincera. E Duchesse davvero non aveva saputo cosa si dovesse dire.
    ——————————–
    Questa frase non l’ho capita: Duchesse non sa che dire e quindi compare il campo magico?

    Non sono d’accordo con Erri Porta sul “guardò, allargò” perché rende la frase difficile da leggere, mentre la tua costruzione è più fluida.

    Ciao 🙂

    • Ciao 🙂
      “Quella felce indicastrada non ci aveva indicato la strada, come Duchesse aveva ipotizzato, bensì ci aveva aperto la porta segreta del campo. Come? Quello che le felci indicastrada chiedono è una confessione sincera. E Duchesse davvero non aveva saputo cosa si dovesse dire.”: Quello che intendevo è: per fare in modo che una felce indicastrada si “attivi” bisogna fare (in sua presenza) una confessione sincera. E visto che Duchesse non aveva saputo cosa bisognasse dire per “attivare” la felce, dicendo “non lo so”, ovvero facendo una confessione, ha inconsapevolmente detto la cosa giusta. Quindi la felce ha “aperto” l’entrata al campo dei magus, rendendolo visibile. Mi spiace non si sia capito…
      Comunque sì, l’asinello dovrebbe avere (almeno nella mia testa) un ruolo abbastanza importante. 😉 Perché Duchesse è scappata così improvvisamente vedrò di spiegarlo meglio nel prossimo episodio… E grazie del tuo parere sul “guardò, allargando il sorriso”.
      A risentirci!

  13. Buonasera, ninoszka. Ho votato per la befana, mi intriga il personaggio, soprattutto nel contesto che tu hai delineato 🙂
    Del capitolo, allo stesso modo dei precedenti, mi è piaciuta la forte carica immaginifica e lo stile scorrevole e intrigante. Stile già maturo e formato. Brava, una volta di più. Però tu mi hai invitato anche alla critica costruttiva e io voglio cercare di adempiere al compito come meglio posso. Quindi proverò a farti qualche osservazione, nella speranza di rendermi utile.
    – “Ma visto che così tanto tempo non ho”. Costruzione insolita, come mai la utilizzi? Se volessi caratterizzare la voce narrante (stile Yoda di Star Wars) dovresti sempre o quasi farle posporre il verbo. Se lo fai una volta, presumo che tu voglia ottenere qualche particolare effetto espressivo, ma non mi è chiaro quale. Io lo avrei evitato.
    – “Arrivate al campo dei magus, che per più di una settimana avevamo cercato”. Riproponi subito una costruzione simile. In aggiunta, c’è un ‘che’, dopo una virgola. A mio parere le due cose non fanno scorrere bene la frase. Perché non scriverlo più semplicemente?
    “Arrivate al campo dei magus, lo cercavamo da…”
    Sul ‘che’ tornerò in seguito.
    – “Fiaccole appese ai rami proiettavano sinistri bagliori, in contrasto con la luce lattea della luna”. Bellissimo, come anche il seguito, fino al blocco di porfido 😀
    – ” la figura esile a cui stava accanto”. Perché non “la figura esile che gli stava accanto”?
    – “… ogni traccia di lui. –La situazione del…”. Personalmente trovo quasi sempre più pulito cominciare un dialogo andando a capo, riservando gli incisi alle battute rette esternamente, insomma, ai casi in cui chi l’ha iniziato (a inizio riga!) prosegue il dialogo.
    – “… guardò, allargando il sorriso”. Questo gerundio è evitabile e non aggiunge nulla. Perché non “… guardò, allargò il sorriso”?. Il fatto è che le azioni di guardare e sorridere sono comunque indipendenti, si svolgono nello stesso momento (e questo permetterebbe di tollerare il gerundio), ma non hanno consequenzialità, non è perché allarga il sorriso che ti sta guardando, né viceversa.
    – “Non preoccupatevi per il Guardiano Gib che lo renderemo…”. Il “che” si potrebbe (a mio parere si dovrebbe) evitare, una virgola andrebbe benissimo. Ma forse mi sbaglio, forse semplicemente vuoi caratterizzare così la parlata del tuo personaggio. In effetti lo usi anche nella frase successiva. Insomma, ne vuoi fare un tick verbale del tuo personaggio? Se è così, scusami, sono un po’ ottuso 😀
    – Anche la parte finale è bellissima e scritta benissimo. Brava! 😀
    – Un’ultimissima cosettina: c’è quel “mia cute” che non mi suona bene, mi pare inutilmente ricercato. Perché non “pelle”, evitando anche il possessivo?
    Ecco, ora hai conosciuto l’altro “Erri Porta”, quello puntiglioso e noioso. Quello che suscita istinti omicidi in chi legge. Spero di non essere stato troppo spiacevole, ti assicuro che nutro per te una stima molto alta mi sono permesso di scrivere alcune mie impressioni perché me le hai sollecitate e, mi ripeto, nella speranza di poterti essere, pur nel mio piccolo, utile.
    Se poi sono stato troppo fastidioso, non hai che da dirmelo o farmelo capire, sarà l’ultima volta 😀
    Ciao, ti auguro una buona serata e una buona Pasqua.

    • Buonasera Erri!
      No, nessun istinto omicida 😉 … solo un gigantesco ringraziamento!

      Devo dire che non avevo fatto caso al fatto di aver posposto il verbo in qualche frase, ti ringrazio di avermelo fatto notare. In quanto al “Ma visto che così tanto tempo non ho”: sì, avrei potuto anche farne a meno. Ma nel “Arrivate al campo dei magus, che per più di una settimana avevamo cercato”… no. In questo caso il mio intento era di far risaltare la stanchezza/esasperazione/impegno messi per arrivare a destinazione. “Arrivate al campo dei magus, lo cercavamo da…” non mi suona bene. Insomma, il lettore lo sa che lo hanno cercato, il “libro” (chiamiamolo raccolta di episodi) precedente non ha trattato che di altro! Non intendevo dare un’informazione, bensì far venir fuori le emozioni di Larry.
      “La figura esile a cui stava accanto”/”La figura esile che gli stava accanto”: colpa delle mie conoscenze lessicali ristrette; me lo ricorderò per una eventuale prossima volta.
      Dialoghi: solitamente per i dialoghi uso un “metodo” inventato da me. Ovvero: non andare a capo ad ogni battuta, ma a ogni “intervento”. Un intervento può iniziare con una battuta, poi un po’ di mimica facciale e infine la conclusione della frase, oppure può consistere solo da uno sbuffo o le emozioni che una certa reazione di un personaggio causa alle altre persone. Oppure, appunto, una parte del discorso riportata in discorso indiretto e un’altra parte in discorso diretto, con tanto di pensieri del narratore collegati a questo.
      “… guardò, allargando il sorriso”: grazie per avermi fatto notare l’uso del gerundio, ho scoperto che lo uso molto più di quanto pensassi. Ascoltando però il suono di “guardò, allargò il sorriso” devo dire che non mi verrebbe da usarlo: non so perché, ma a me ricorda un po’ troppo “veni, vidi, vici”…
      “Non preoccupatevi per il Guardiano Gib che lo renderemo…”: sì, qui la mia intenzione era di caratterizzare la parlata di Sölgjorg. Frasi piuttosto corte, non articolate e senza virgole, con l’intenzione di dare un tono abbastanza piatto e monotono.
      “Mia cute”: nell’ultima frase ho provato a fare un po’ di “effetti speciali”, evidentemente però ho sbandato un po’…

      Non sai quanto la tua analisi mi abbia fatto piacere! Non ti dirò certo di smettere, anzi, ti invito a non temere troppo “la furia dello scrittore” e continuare con le tue critiche… non solo su questa storia. Se non ti causa un dispendio di tempo troppo grande sarò molto felice di leggere il tuo prossimo papiro (quando pubblicherò il prossimo episodio). Ancora: grazie mille dei consigli, che ho avuto modo di ragionare un po’ sul mio modo di scrivere, e grazie mille della critica costruttiva.
      Auguro un buon fine fine settimana a te 🙂

      • Di nuovo buonasera a te ninoszka. Mi fa piacere che tu sia ben disposta verso le critiche, è uno dei (tanti) segni della tua maturità. Però mettiti nei miei panni: non è facile! Hai già tutti i fondamentali e non sto certo lì a farti notare un refusetto. Oddio, intendiamoci, è utile anche quello, però tanto, una volta pubblicato, non li puoi correggere!
        Insomma, con te dovrei trovare qualche osservazione a un livello piuttosto alto, e non è detto che io sia… all’altezza di questo compito.
        In ogni caso, ci proverò!
        Ciao, buon weekend!

  14. Forse sono troppo tradizionalista, ma mi sono immaginata un messaggio di Josh su un pezzo di pergamena.
    Trovo assolutamente geniale il fatto che dopo la sfuriata di una Duchesse disperata, affranta, preoccupata e chi più bne ha più ne metta, Larry si preoccupi di “ma ti nella tua testa ti chiami Doc?”
    Davvero deliziose queste due “quasi amiche”
    Brava, ancora!

  15. Rieccomi 🙂
    Solo per dirti che ho appena letto le parti precedenti.
    Potrei scriverti un sacco di cose: potrei dirti quanto ho apprezzato la fantastica descrizione dei vari luoghi e dei protagonisti (strepitose le ali del drago!); le simpatiche e fantasiose le battute (mi viene in mente ‘mantidi religiose e laiche’ ma ne fai mille ad ogni capitolo).
    Le incredibili denominazioni di creature fantastiche (a proposito, cos’è una ‘ploggia proboscidosa’? 🙂 ) che aprono una finestra sul mondo che hai nella mente…
    Molte, molte cose mi sono piaciute.
    Prese insieme, delineano uno stile già maturo.
    Cercherò di essere sincero: non commento molto, anzi, tendo a non commentare, ma leggo parecchio. Hai scritto che la tua ‘non è una delle storie migliori qui sopra’, o giù di lì, vado a memoria. Io non faccio classifiche, ma mi preme dirti che mi hai veramente colpito per la straripante fantasia, la scorrevolezza di ciò che scrivi, l’ironia.
    La tua giovane età è un’altra grandissima nota di merito.
    Se già molto brava e puoi solo migliorare ulteriormente. A quel punto, saranno dolori per la Rowling 😀
    Complimentissimi, ninoszka, e buona giornata.

    • Buongiorno Erri!
      Innanzitutto grazie per i complimenti, l’analisi approfondita del mio modo di scrivere (e le previsioni per il futuro 😉 ) : saprai già che commenti come questo sono una bomba d’energia e incoraggiamento per continuare a scrivere.
      Devo dire che nella mia testa tutto quello che hai analizzato è “strutturato” in modo molto più semplice: non ho in testa un intero mondo, bensì questo si evolve man mano che proseguo con la storia. Ad esempio: non avevo la minima idea di come fossero le ali del drago, fino a che non è arrivata quella precisa scena. Non avevo idea che esistessero le mantidi religiose e le mantidi laiche, fino al discorso di Larry. Spesso, quando arrivo a descrivere qualcosa, scelgo le parole non (del tutto) secondo l’immaginazione, ma anche secondo “l’ampiezza” del mio vocabolario. (Comunque: la ploggia proboscidosa è un piccolo animale terreno che vive tutta la sua vita racchiuso nella sua corazza a forma di sfera. Da un’apertura nella corazza sbucano delle piccole zampette, con le quali può camminare camminare per tratti brevi e/o in salita. Altrimenti si muove facendo rotolare il guscio, ma in questo modo può scendere solo discese, e visto che non vede dove va, le traiettorie sono molto caotiche e non capita di rado che vada a sbattere contro qualche sasso o albero. Per questo Larry ha usato la ploggia come paragone per imbranataggine 😀 )
      Non nego che accarezzo l’idea di pubblicare un libro, un giorno… Ma sinceramente non riesco a immaginarmi che la Rowling lo noti anche solo. Questo però non vuol dire che non ci proverò 😉
      Qualsiasi consiglio o critica è – ovviamente – molto più che ben accetto. Un ulteriore, gigantesco “grazie”; e auguro una buona giornata anche a te! 😀

  16. Buongiorno ninoszka,

    Con questo tuo incipit hai ottenuto due risultati: mi hai intrigato, facendomi desiderare di leggere il seguito e mi hai fatto capire che devo leggermi ciò che hai scritto prima di questo racconto. Io non posso che farti i miei complimenti per la fantasia e la bravura, a maggior ragione considerando la tua giovane età. Mi hai affascinato, complimenti.
    Buona giornata, ninoszka!

    • Ciao! Benritrovato 🙂
      Molto semplice: i belzebù codazzurra sono… aspetta… adesso che ci penso, è più facile se vai a fare una gita nel bosco cangiante; di solito sono molto curiosi, e con ogni probabilità, se ti siedi sotto un ulivo e aspetti fino al tramonto, verranno loro a cercarti per fare amicizia. E ricordati di portarti dietro un barattolo di marmellata fresca, che sono molto golosi! 😉
      A risentirci!

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi