Missione Astrolabio

Dove eravamo rimasti?

cosa succede in prossimità del Buco Nero viene proiettata in una nuova dimensione temporale (60%)

Dentro il Buco Nero

“Questa volta davvero ci siamo” pensò Esther in una frazione di secondo, senza riuscire a poter formulare nessuna ipotesi del destino che la aspetta.

A rigor di logica, secondo la Teoria della Relatività, avrebbe dovuto subire un processo di “spaghettificazione” della propria materia, subendo forze di marea gravitazionali così intense e differenti ad ogni microscopico avanzamento di spazio da essere smembrata e ridotta appunto come uno spaghetto dal diametro di un atomo.  Il risultato di tali forze sarebbe stato quello di mettere “in fila” ogni sua particella per renderla appunto simile ad una processione di atomi incolonnati e accelerati a velocità luminali verso il centro della Buco Nero senza possibilità alcuna di ritorno. 

Una volta varcato l’orizzonte degli eventi nulla sfugge più a questo “mostro galattico”, lasciando aperta l’inquieta idea che  in un futuro molto remoto ci sarà un tempo in cui tutto l’universo intero potrebbe convogliare dentro un suo simile super massiccio e ridare vita ad un nuovo ciclo dell’universo; quello che gli scienziati chiamano un Eone, ossia il tempo di vita di una era universale fra una distruzione e la sua rinascita. Nulla può essere più simile ad una araba fenice o ad una divinità di un Buco Nero Supermassivo, essendo l’artefice della creazione di tutto…. e di tutto quanto questo tutto può contenere.

Come per il resto dell’universo, in questo istante la sua materia avrebbe dovuto essere disgregata in particelle subatomiche, scindendo non solo gli atomi fra di loro, ma addirittura portandola ad uno stato prima di plasma, con neutroni, protoni ed elettroni ognuno “per i fatti suoi”, e successivamente arrivando addirittura a vincere la forza nucleare forte per liberare quark, leptoni, gluoni e bosoni ognuno per se, fino a comprimerli nel suo centro ad una dimensione infinitesimamente piccola; la singolarità. Tutto compresso e tutto schiacciato all’infinito, anche il tempo e tutte le dimensioni invisibili teorizzate.

Ma Esther pensava e quindi il suo stato di coscienza stava trascendendo la materia ed il tempo, ossia era in grado di svincolarsi dalle dimensione sperimentate fino a quel momento per accedere ad una dimensione differente, assolutamente invisibile agli occhi di chi la avrebbe potuta osservare da fuori. Anzi, un qualunque viaggiatore come lei, la avrebbe vista rallentare e fermarsi in prossimità dell’orizzonte degli eventi, per poi rimanere li ferma per sempre all’infinito.

Cosa era perciò questo stato di coscienza libero dal tempo e dalla materia? Non poteva che essere il risultato della Gravità Quantistica, ossia quel messaggio criptato ed inviato alla Terra che la aveva chiamata a intraprendere questo folle viaggio.

L’uomo aveva intuito che la Teoria del Tutto avrebbe dovuto conciliare questi fenomeni relativistici con quelli quantistici, dove la materia cessa di essere tale, abbandona il campo di Higgs che le da forma mediante la sua capacità di legarla a se, per ridarle una natura ondulatoria, immateriale e non localizzabile. Oggi Esther aveva sperimentato la sua natura quantistica, che le condizioni estreme la singolarità di Sagittarius A avevano reso possibile. Con lei si trovavano tutte le creature create e distrutte negli eoni precedenti dell’intero Universo, che erano in una sorta di attesa di tornare ad essere lasciati liberi di costituire materia e quindi strutture organizzate in ogni dove. Oggi si trovava in una dimensione elementare, la più elementare di tutte e aveva il privilegio di poter continuare a percepirla come se fosse ancora “viva”, compreso il fatto che aveva tutt’ora la percezione del tempo, per quanto ormai questo non potesse esercitare la sua funzione. Questo stato elementare assomigliava molto alla congettura delle Stringhe spesso descritta, dove la materia altro non è che l’espressione concreta della vibrazione di stringhe più piccole della dimensione di Planck che, creando armonie in più di 12 dimensioni, sono in grado di dare vita e forma a ciò che a dimensioni più grandi noi osserviamo. Esther comprese di essere il risultato di una sinfonia vibrazionale e che la sua riduzione a queste dimensioni infinitesimamente piccole le permetteva di percepire.

Dentro la Singolarità la materia e le informazioni assumono la loro forma originale, concependo un Buco Nero come una grossa culla di vita, dove la materia va a riposarsi prima di essere rispedita in un’altro spazio. Ma questa volta la sua nuova vita non sarebbe stata nella dimensione precedente; nelle pieghe della sua coscienza sapeva che era possibile immaginare un modello di spazio tempo organizzato in un Multiverso, e questa volta sapeva che poteva comprenderlo e scegliere dove stare.

Prese coraggio e andò avanti, sapendo che le leggi della Fisica che conosceva potevano non valere in altri Universi o che magari potevano esistere altri Universi con dimensioni diverse, che condividevano con il nostro solo la Singolarità del Buco Nero. 

Ora sapeva dove andare.

cosa sceglierà Esther?

  • di rimanere nella singolarità e di approfondire la conoscenza (25%)
    25
  • di esplorare un nuovo universo (75%)
    75
  • di tornare al suo universo in un epoca diversa (0%)
    0
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31 Commenti

  1. Ciao papà,
    Allora, la mia mente ha sostituito questo capitolo con un gigantesco punto interrogativo. Lo so che io ci capisco molto meno di te rispetto a questi argomenti, ma in questo capitolo non ho capito molto… Ok, un capitolo scritto un po’ male qua e là può succedere, ma se continui così perdo pezzi della storia!
    Però devo farti i complimenti per la parte di “storia” dove si racconta qualcosa di Esther, non si è ancora capito nulla di lei, chi è e cosa faceva prima imbattersi nella Missione Astrolabio. Anche se questo è più un saggio che una storia ci deve essere una trama.
    Ci sono un po’ di refusi qui e lì, ma può succedere. 🙂
    La prossima volta potresti usare una lingua che capiscono anche i comuni mortali? Grazie.
    Ciao papà. 🙂

  2. viene proiettata in una nuova dimensione temporale. Troppo bella per non votarla ^_^

    Le spiegazioni fantascientifiche mi piacciono sempre ^_^
    Ma questa è quella che mi è piaciuta di più:
    ——————————–
    Era per questo che i colleghi fisici non avevano trovato evidenze di universi paralleli dove regnassero fisiche differenti; noi vediamo con gli occhi del nostro universo e ci è impedito di vedere ciò che si muove fuori di esso e non risponde alle stessa matrice matematica.
    ———————————-

    Ciao 🙂

  3. bravo blackhole, scrivi bene, la tua storia è interessante e ricca di contenuti che però, per miei limiti , fatico a comprendere a fondo. Mi sembra che ci si diverte a giocare agli scrittori. Quante belle storie. Bella l’idea di chi ha creato sto sito, complimenti a tutti, scrittori e inventori!

  4. Non so bene cosa tu intenda ma l’opzione nuovo paradosso mi ispira più delle altre.
    Ciao blackhole,
    Interessante questo secondo capitolo. Anche originale. Se ho ben capito, Esther sta viaggiando a ritroso nel tempo, nello stesso percorso del viaggio di andata, o meglio, ripercorrendo proprio gli stessi ‘fotogrammi’ di tempo al contrario. Molto interessante.
    Una cosa che avrei evitato, ma si tratta di gusto personale, è l’orologio che gira al contrario: visto che per Esther (Ester? Non Rachel?) il tempo localmente scorre nella direzione solita (altrimenti dovrebbe essere ripercorrere a ritroso tutto ciò che ha fatto nel viaggio di andata, quindi dimenticare via via ciò che ha vissuto), perché invece l’orologio dovrebbe andare al contrario? Ma è solo una mia pignoleria, l’idea è interessante.

    Ciao a presto

  5. Nel secondo capitolo non ho capito se racconta Esther o un narratore a parte. E come al solito non ho capito gran che dei ragionamenti dell’astrofisica, ma sicuramente ho capito di più grazie alle tue spiegazioni.
    è bella la storia, spero che con il tempo riuscirò a capire un po’ più cose sui buchi neri e lo spazio tempo.
    Complimenti papà! 😉

  6. Caio, Blackhole.
    Credo che entrerei in un nuovo paradosso se studiassi questi fenomeni non potrei mai arrendermi. Scritto in modo molto scorrevole, si segue e si legge che è un piacere. Sono di parte perchè sull’argomento ho decine di dispense, tesi e teoremi, e non potevo non notarti e venire a leggerti 😉
    poi adesso che ho messo insieme i pezzi… farò visita anche alle storie dei tuoi figli 😉 è fantastico scrivere tutti insieme, nessuno condivide con me questa passione, in casa non mi hanno mai letta… bravi voi, continuate così! 😉
    seguo la tua storia e aspetto con ansia il seguito.

  7. Ciao blackhole! (nome suggestivo, mi piace 😉 ) Ho appena finito di leggere i primi due capitoli della tua storia. Premetto di essere anch’io una new entry di questa piattaforma di scrittura, per cui non sono ancora molto esperto su come “funzionano” le cose tra inter-scrittori.
    Personalmente, come profondo amante della fantascienza “hard” (quella cioè scientificamente corretta e ragionata) devo dire che mi ha entusiasmato molto questo racconto! Sagittarius A, la teoria del tutto (o M-theory se preferisci 😉 ), la materia esotica del viaggio superluminale! Ecco! Sono proprio questi i dettagli che mi appassionano.
    Il mio giudizio è ovviamente di parte, essendo un estimatore del genere!
    Voto “riparte nuovamente”, mi piacciono le avventure nello spazio alla “Interstellar”, voglio vederne delle belle 😀
    A presto!
    Zaion.

  8. Ciao, devo dire che il racconto è abbastanza classico e mi ha ricordato vari film/libri di fantascienza che ho letto (è uno dei miei generi preferiti) però è scritto davvero bene e sono curioso di sapere come si evolverà la storia. Voto per il ritorno sulla Terra.

    PS: se hai tempo e voglia passa da me per un commento 😉

  9. Ciao!
    Non lo sapevo che anche l’altro figlio scrive su questo sito… dove trovo la sua storia?
    siete tutti nella fantascienza?
    Se un giorno avrò tempo anche io inizierò a scrivere, ma ora non se puede…
    ciao ciao

  10. Bravo papà!
    Sei riuscito finalmente a buttar fuori tutta la tua passione sui buchi neri in un unica storia, non credevo che fossi così bravo, ma non c’è da stupirsi: tutta la tua vita l’hai passata su libri e fisica (o quasi). Alcune parti non le capisco, ma credo che sia perché non è proprio la mia passione la fisica quantistica. 🙂 Ero sicura che saresti riuscito a raccontare una bella storia! 😉

  11. Tra le tre opzioni, scelgo sta tornando sulla Terra, non voglio il sogno e non mi sembra giusto che vaghi senza meta.
    Buonasera blackhole.
    Sai che ho come l’impressione di aver letto qualcosa dei tuoi figli? Una scrive di simpatici E.T. e l’altro di neve, mi sbaglio? Se è così, complimenti, la grandicella ha una scrittura già molto matura e il piccolino la segue a ruota. Ho anche commentato la grande, ma non lo farò più, nonostante continui a leggerla, preferisco che le appaiano commenti di autori che scrivono racconti più adatti del mio alla sua età. O magari mi sbaglio, e allora scusa.
    Il tuo incipit è interessante: buchi neri supermassivi, entanglement quantistico. Teoria del Tutto… che pessimo nome per una teoria. Sarà perché non esiste ancora. Che io sappia, l’hanno preso sul serio solo gli sceneggiatori del film omonimo.
    A mio parere, il tuo stile è pulito e abbastanza scorrevole. In alcuni punti si soffre per periodi forse un po’ troppo lunghi. Ad esempio, la prima frase avrebbe forse acquistato più pathos e ritmo dividendola. Alcuni periodi potrebbero essere resi in modo più chiaro, tipo
    Cominciai a digitare sui tasti della tastiera porgendo le prime domande di senso che mi balenavano in testa.
    O anche
    Nonostante il grande entusiasmo, non si capiva come un messaggio con un apparente senso compiuto stesse vagando casualmente e proveniente proprio dal centro di essa.

    Per il resto, sono curioso! 😀
    Ecco, mi sono presentato, spero di non esserti risultato sgradevole: quando posso esprimo la mia modesta opinione, nella convinzione che il confronto aiuti a crescere.

    Ciao a presto

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