Missione Astrolabio

Risveglio dal lungo sonno

Ci sono giorni in cui svegliarsi è davvero difficile e sembra di aver dormito un secolo, giorni in cui il risveglio lascia un senso di vuoto e di smarrimento che sembra di essere arrivati letteralmente da un altro mondo e da un’altra dimensione.

Questa volta il risveglio era di questo tipo, insomma di quelli duri da digerire. Avrei preferito rimanere in quello stato di torpore, tra la veglia e il sonno ad aspettare che i pensieri potessero prendere avvio e proiettarmi di nuovo nella realtà, ma un freddo gelido mi assaliva e non avevo la benché minima idea del perché.

Provai ad aprire gli occhi, ma le palpebre sembravano appiccicate fra loro e mi impedivano di far penetrare quella poca luce che c’era nell’ambiente intorno a me. Un voce metallica mi indicava di fare con calma e mi registrava le pulsazioni cardiache e cerebrali, traducendoli in frequenze sonore che riuscivo ad ascoltare con molto fastidio. Facendo appello alla mia memoria cercai di ricordare dove mi ero addormentato e dove diavolo potessi essere, ma fino ad ora nessun ricordo specifico affiorava nei miei ricordi.

Ricordavo solo di chiamarmi Esther, di essere una astrofisica ricercatrice del SETI e di essere stata selezionata per un missione speciale di rilevamento di un messaggio ambiguo, forse da qualche civiltà aliena che aveva inviato un messaggio criptato indicando probabilmente una via da percorrere, come una specie di “punto di incontro”.

Con uno sforzo finale cercai di sollevarmi e la voce metallica che mi parlava era quella di un computer montato su un androide mobile che mi dava istruzioni per risvegliarmi sicura dal mio lungo crio-sonno. Intorno a me solo apparecchi elettronici e una finestrella dove vedevo lo scuro spazio interstellare.

-Dove sono?- domandai.

-Sei sulla sonda spaziale Firefox e stiamo rientrando da una missione speciale al centro della Via Lattea chiamata “Astrolabio”.

Riflettei qualche minuto e da astrofisica mi ricordai che al centro della nostra galassia si trova Sagittarius A, un buco nero super massiccio della dimensione di milioni di Soli. Forse il computer si stava sbagliando, perchè nessuno scienziato con un minimo di raziocinio potrebbe aver progettato una simile missione. Ma ammesso e concesso che fosse vero, perchè al centro della Galassia? Come avevo potuto accettare una simile pazzia?

Mi alzai e andai a consultare uno dei tanti computer montati a bordo per raccogliere qualche informazione in più, ma prima cercai di capire se in quella sonda ero da sola o mi trovavo in compagnia di qualcun altro astronauta, che aveva condiviso con me quella pazzia. La prima conferma che ebbi era che in quella sonda ero da sola, accompagnata da ben 3 androidi “intelligenti”,  ossia dei robot sui quali erano montati dei computer super potenti con registrate tutte le informazioni necessarie alla missione e con capacità di calcolo ultra veloce.

Cominciai a digitare sui tasti della tastiera porgendo le prime domande di senso che mi balenavano in testa. Le informazioni cominciarono ad affluire; evidentemente il crio-sonno aveva per il momento intorbidito la mia memoria e non riuscivo affatto a capire da dove era iniziata questa insensata storia.

La missione Astrolabio era stata avviata dal governo degli Stati Uniti in collaborazione con quello Cinese nell’anno 2011 a seguito della ricezione di un osservatorio del SETI di una frequenza di suoni provenienti dal centro della galassia che possedeva una struttura che richiamava a grandi linee il linguaggio matematico. Le più grandi menti della nostra epoca aveano invano cercato di decodificare quel messaggio, ma invano, finché un gruppo di ricercatori inglesi comprese che il contenuto di quel messaggio conteneva delle nozioni non ancora comprensibili dalla nostra civiltà; informazioni che sembrava avessero a che fare con la tanto ricercata Teoria del Tutto, ossia quella equazione che avrebbe finalmente potuto integrare le due grandi teorie fisiche; la Relatività e la Meccanica Quantistica. Insomma, forse qualcuno voleva darci qualche suggerimento in merito. La sfida sembrava interessante, ma dopo quella singola sequenza intercettata per caso si tornò di nuovo al silenzio.

Nonostante il grande entusiasmo, non si capiva come un messaggio con un apparente senso compiuto stesse vagando casualmente e proveniente proprio dal centro di essa. Proprio là dove la forza gravitazionale di Sagittarius A è talmente intensa da non lasciare scappare via nemmeno la luce. Pensai:  “forse queste onde hanno usufruito di una fionda gravitazionale?  o magari di qualche fenomeno quantistico che permette a due sistemi correlati di condividere l’informazione allo stesso tempo su due galassie contemporaneamente?”

Senza perdere un altro attimo, presa dal panico del tempo, guardai subito il calendario indicato dal computer; segnava il 25 dicembre del 2100. Il panico mi assalì, decisi di continuare a consultare il computer e digitai furiosamente tutte le domande che mi venivano in mente.

Dove sta andando Esther?

  • sta solo sognando e fra poco si risveglierà davvero? (29%)
    29
  • sta vagando senza meta nella galassia? (14%)
    14
  • sta tornando sulla Terrà? (57%)
    57
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31 Commenti

  1. Ciao papà,
    Allora, la mia mente ha sostituito questo capitolo con un gigantesco punto interrogativo. Lo so che io ci capisco molto meno di te rispetto a questi argomenti, ma in questo capitolo non ho capito molto… Ok, un capitolo scritto un po’ male qua e là può succedere, ma se continui così perdo pezzi della storia!
    Però devo farti i complimenti per la parte di “storia” dove si racconta qualcosa di Esther, non si è ancora capito nulla di lei, chi è e cosa faceva prima imbattersi nella Missione Astrolabio. Anche se questo è più un saggio che una storia ci deve essere una trama.
    Ci sono un po’ di refusi qui e lì, ma può succedere. 🙂
    La prossima volta potresti usare una lingua che capiscono anche i comuni mortali? Grazie.
    Ciao papà. 🙂

  2. viene proiettata in una nuova dimensione temporale. Troppo bella per non votarla ^_^

    Le spiegazioni fantascientifiche mi piacciono sempre ^_^
    Ma questa è quella che mi è piaciuta di più:
    ——————————–
    Era per questo che i colleghi fisici non avevano trovato evidenze di universi paralleli dove regnassero fisiche differenti; noi vediamo con gli occhi del nostro universo e ci è impedito di vedere ciò che si muove fuori di esso e non risponde alle stessa matrice matematica.
    ———————————-

    Ciao 🙂

  3. bravo blackhole, scrivi bene, la tua storia è interessante e ricca di contenuti che però, per miei limiti , fatico a comprendere a fondo. Mi sembra che ci si diverte a giocare agli scrittori. Quante belle storie. Bella l’idea di chi ha creato sto sito, complimenti a tutti, scrittori e inventori!

  4. Non so bene cosa tu intenda ma l’opzione nuovo paradosso mi ispira più delle altre.
    Ciao blackhole,
    Interessante questo secondo capitolo. Anche originale. Se ho ben capito, Esther sta viaggiando a ritroso nel tempo, nello stesso percorso del viaggio di andata, o meglio, ripercorrendo proprio gli stessi ‘fotogrammi’ di tempo al contrario. Molto interessante.
    Una cosa che avrei evitato, ma si tratta di gusto personale, è l’orologio che gira al contrario: visto che per Esther (Ester? Non Rachel?) il tempo localmente scorre nella direzione solita (altrimenti dovrebbe essere ripercorrere a ritroso tutto ciò che ha fatto nel viaggio di andata, quindi dimenticare via via ciò che ha vissuto), perché invece l’orologio dovrebbe andare al contrario? Ma è solo una mia pignoleria, l’idea è interessante.

    Ciao a presto

  5. Nel secondo capitolo non ho capito se racconta Esther o un narratore a parte. E come al solito non ho capito gran che dei ragionamenti dell’astrofisica, ma sicuramente ho capito di più grazie alle tue spiegazioni.
    è bella la storia, spero che con il tempo riuscirò a capire un po’ più cose sui buchi neri e lo spazio tempo.
    Complimenti papà! 😉

  6. Caio, Blackhole.
    Credo che entrerei in un nuovo paradosso se studiassi questi fenomeni non potrei mai arrendermi. Scritto in modo molto scorrevole, si segue e si legge che è un piacere. Sono di parte perchè sull’argomento ho decine di dispense, tesi e teoremi, e non potevo non notarti e venire a leggerti 😉
    poi adesso che ho messo insieme i pezzi… farò visita anche alle storie dei tuoi figli 😉 è fantastico scrivere tutti insieme, nessuno condivide con me questa passione, in casa non mi hanno mai letta… bravi voi, continuate così! 😉
    seguo la tua storia e aspetto con ansia il seguito.

  7. Ciao blackhole! (nome suggestivo, mi piace 😉 ) Ho appena finito di leggere i primi due capitoli della tua storia. Premetto di essere anch’io una new entry di questa piattaforma di scrittura, per cui non sono ancora molto esperto su come “funzionano” le cose tra inter-scrittori.
    Personalmente, come profondo amante della fantascienza “hard” (quella cioè scientificamente corretta e ragionata) devo dire che mi ha entusiasmato molto questo racconto! Sagittarius A, la teoria del tutto (o M-theory se preferisci 😉 ), la materia esotica del viaggio superluminale! Ecco! Sono proprio questi i dettagli che mi appassionano.
    Il mio giudizio è ovviamente di parte, essendo un estimatore del genere!
    Voto “riparte nuovamente”, mi piacciono le avventure nello spazio alla “Interstellar”, voglio vederne delle belle 😀
    A presto!
    Zaion.

  8. Ciao, devo dire che il racconto è abbastanza classico e mi ha ricordato vari film/libri di fantascienza che ho letto (è uno dei miei generi preferiti) però è scritto davvero bene e sono curioso di sapere come si evolverà la storia. Voto per il ritorno sulla Terra.

    PS: se hai tempo e voglia passa da me per un commento 😉

  9. Ciao!
    Non lo sapevo che anche l’altro figlio scrive su questo sito… dove trovo la sua storia?
    siete tutti nella fantascienza?
    Se un giorno avrò tempo anche io inizierò a scrivere, ma ora non se puede…
    ciao ciao

  10. Bravo papà!
    Sei riuscito finalmente a buttar fuori tutta la tua passione sui buchi neri in un unica storia, non credevo che fossi così bravo, ma non c’è da stupirsi: tutta la tua vita l’hai passata su libri e fisica (o quasi). Alcune parti non le capisco, ma credo che sia perché non è proprio la mia passione la fisica quantistica. 🙂 Ero sicura che saresti riuscito a raccontare una bella storia! 😉

  11. Tra le tre opzioni, scelgo sta tornando sulla Terra, non voglio il sogno e non mi sembra giusto che vaghi senza meta.
    Buonasera blackhole.
    Sai che ho come l’impressione di aver letto qualcosa dei tuoi figli? Una scrive di simpatici E.T. e l’altro di neve, mi sbaglio? Se è così, complimenti, la grandicella ha una scrittura già molto matura e il piccolino la segue a ruota. Ho anche commentato la grande, ma non lo farò più, nonostante continui a leggerla, preferisco che le appaiano commenti di autori che scrivono racconti più adatti del mio alla sua età. O magari mi sbaglio, e allora scusa.
    Il tuo incipit è interessante: buchi neri supermassivi, entanglement quantistico. Teoria del Tutto… che pessimo nome per una teoria. Sarà perché non esiste ancora. Che io sappia, l’hanno preso sul serio solo gli sceneggiatori del film omonimo.
    A mio parere, il tuo stile è pulito e abbastanza scorrevole. In alcuni punti si soffre per periodi forse un po’ troppo lunghi. Ad esempio, la prima frase avrebbe forse acquistato più pathos e ritmo dividendola. Alcuni periodi potrebbero essere resi in modo più chiaro, tipo
    Cominciai a digitare sui tasti della tastiera porgendo le prime domande di senso che mi balenavano in testa.
    O anche
    Nonostante il grande entusiasmo, non si capiva come un messaggio con un apparente senso compiuto stesse vagando casualmente e proveniente proprio dal centro di essa.

    Per il resto, sono curioso! 😀
    Ecco, mi sono presentato, spero di non esserti risultato sgradevole: quando posso esprimo la mia modesta opinione, nella convinzione che il confronto aiuti a crescere.

    Ciao a presto

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