Il mondo dell’impermanenza

Dove eravamo rimasti?

Il telefono squillava e… lei non rispose. (50%)

Il riflesso dell’anima

Alessandro aveva deciso che l’avrebbe raggiunta nonostante la mancata risposta. Uscì velocemente dal suo appartamento e richiudendosi la porta alle spalle, provò, mentre scendeva i gradini, un ultimo contatto telefonico, prima di affrontare la strada per raggiungere l’ospedale.

L’ennesimo tentativo fallimentare, che non scalfì il suo desiderio di vederla.

***

L’attenzione di Chie fu attratta delle vibrazioni provenienti dalla sua tasca, lanciò i bicchieri nel cestino della spazzatura liberando una mano. Estrasse il cellulare e vide il chiamante sul video illuminato. La bocca si fletté in un dolce sorriso, gli occhi s’illuminarono e sospirò, ma non rispose e ripose il telefono dove l’aveva preso. A passi svelti raggiunse la camera da letto, sulla porta, fu attratta dal suo riflesso nello specchio dell’armadio posizionato di fronte. Il suo candido cappotto era imbrattato da variegate macchie rosse, avrebbe dovuto cancellarle. Distolse lo sguardo e voltando la testa alla sua sinistra, si accorse che il corpo senza vita di Samuel era caduto in avanti appoggiandosi al letto.

«Che fortuna mio abile samurai!» esclamò premurosa «la tua dignità è salva» sghignazzò divertita, tornando a guardare lo specchio.

Fece pochi passi all’interno della stanza, prima di slacciare con delicatezza la cintura che teneva chiuso il cappotto. Lo fece scivolare sulle spalle e lasciò che si rannicchiasse ai suoi piedi.

L’immagine del suo corpo in perizoma la interessò, si controllò in cerca di difetti e non ne trovò.

“Sbrigati a cancellare le tracce o ti scopriranno!”

«Non mi scopriranno!» dichiarò Chie risoluta alla sua immagine allo specchio mentre con il dito indice si tormentava il labbro inferiore come una bimba colta in fallo. «Non posso dar fuoco all’appartamento, andrà a fuoco pure quello di Alessandro, non avremo futuro» aggiunge senza staccare gli occhi dal riflesso.

“Non avrete mai un futuro! Stupida! Credi davvero che dopo tutto quello che hai fatto lui ti vorrà ancora.”

«Non lo saprà mai, avrò la mia vendetta. Lui mi ama. Mi ha capito. Sa» piagnucolò all’immagine riflessa, mentre la sua mano scivolava lenta accarezzando il suo corpo.

“Non avrai mai la tua vendetta! Ti sei dimenticata l’incidente!” la canzonava la sua vocina interiore “Piccola stupida illusa!”

«È stato ucciso lo stesso giorno due anni dopo. È stato Dio a punirlo, Lui mi ha vendicato.»

“Non esiste Dio! E se anche fosse credi che avrebbe preso le parti di una puttana come te!”

«Ignazio è morto» sussurrò Chie come preda di una nuova tristezza.

Gettandosi a terra, si sedette sulle proprie gambe, frugò veloce nel cappotto ed estrasse la foto del loro viaggio in Giappone. Osservò le facce scolorite di Alessio e di Giorgio e i colori vividi delle altre presenti, avrebbe dovuto cancellare anche Samuel.

“Giovane imprenditore milanese muore in un grave scontro frontale” decantò a memoria il suo ego come se leggesse nuovamente il giornale di quella mattina, che aveva riaperto vecchie ferite e innescato la scintilla del fuoco della vendetta.

«Già» singhiozzò vittima dello sconforto.

“Tu li hai provocati.”

«Non è vero» gridò Chie lanciando la foto e fissando lo specchio «mi ero solo vestita per la festa del nostro ultimo giorno di visiting student».

Hai bevuto, hai permesso loro di accompagnarti in camera. Tu li hai provocati, il cappotto bianco, la schiena nuda, i tacchi, il trucco…”

«Non è vero» gridò furibonda alla sua immagine riflessa «mi hanno drogata, sono saliti, erano intorno a me, mi hanno slacciato il cappotto e Alessio ha iniziato a baciarmi le spalle».

“Ti è piaciuto, cosa hanno detto?! Ricorda puttana!” la incita la voce interiore “Samurai senza nome e senza volto per il piacere della nostra signora”

«No! Non voglio» gridò Chie schizzando in piedi

“Uno alla volta hanno gridato i loro nomi: Ichi, Ni, San, Ion. Erano intorno a te.”

«Maledetta, sai che non volevo» e rabbiosa sputò nello specchio.

“Puttana! Non ti sei tirata indietro. Ti piaceva il loro profumo, come ti passavano dall’uno all’altro, come ti spogliavano lentamente, le loro labbra umide sul tuo corpo, fremevi alle loro carezze…”

 «Non riuscivo a muovermi» singhiozzò

“Tu hai bevuto i bicchieri che ti hanno passato. Eri al centro dell’attenzione, eri lusingata. Piccola stupida!”

«È vero mi sentivo lusingata. Ero bella. Era bello. Non per questo avevano il diritto di…» si interruppe sgranando gli occhi.

“Non sei riuscita neppure a tenerti il bambino” la schernì il suo ego.

«Adesso ho rimediato a tutto!» sentenziò Chie risoluta mentre appiccava il fuoco al suo candido cappotto con l’accendino prelevato dalla tasca.

«La mia vendetta è compiuta» affermò urlando in direzione dello specchio come in attesa di una conferma che non giunse mai.

Senza altre parole e lo sguardo assente, seguì il crescere delle fiamme alimentandole con i tendaggi e quando fu certa che il fuoco non si sarebbe spento con facilità si recò nell’atrio, indossò la sua divisa da infermiera immacolata e uscì dall’appartamento di Samuel per l’ultima volta.

La vendetta di Chie è compiuta. Sarà sazia? Quali fiamme ardono più forte?

  • Quelle del fuoco dell'amore (0%)
    0
  • Quelle del fuoco della giustizia (25%)
    25
  • Quelle del fuoco della distruzione (75%)
    75
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

246 Commenti

  1. Certo che è inquietante quel sorriso sull’ingresso del cimitero… (valigia compresa)
    “Doveva sembrare un giorno come gli altri…” – spietata e calcolatrice come sempre.
    Che dire, in questo capitolo Mrs.Riso mi hai messo davvero paura.
    Sei entrata nell’anima e nella testa di Chie in modo spaventoso.
    Opto per il presente.
    Ciao

  2. Presente, non stacchiamo.
    Ma cosa c’è un quella valigia – pesante! – che porta come tributo a una persona amata?
    La siringa dentro un maglione ben piegato, tutto era pianficato da tempo, compreso il suicidio.
    Bello.
    Ciao, ci vediamo per il gran finale!

  3. Buonasera MrRiso, sono della squadra del “presente”.. La curiosità del come va a finire è forte. Finale molto ben condotto, amaro e inevitabile. L’amore non ce l’ha fatta, le rose sono appassite per sempre. Però c’è ancora una puntata, e chi leggerà, saprà. Io leggerò di certo.A presto!

  4. Ciao MrsRiso,
    un bel capitolo, sulla strada della conclusione. Ho notato due refusi: trombe anziché tombe e porteria anziché portiera, potrebbe dipendere dalla voglia di concludere? A me succede, quando il racconto è in dirittura di arrivo non vedo l’ora di finirlo per cominciarne uno nuovo 🙂
    Ho votato per il futuro, nella speranza che Chie possa essere salvata anche se non so se, per lei, sarebbe un bene.
    Aspetto il finale e ti auguro una buona domenica.
    Alla prossima!

    • Oltre ai refusi che indichi, io rileggendo dopo aver pubblicato ne ho trovato un altro: rilesso al posto di riflesso. Non è stanchezza o voglia di finire semplicemente io non li vedo, certe volte leggo ciò che vorrei ci fosse scritto…mi servirebbe un correttore di bozze!!! 🙂
      Per le conferme ti rimando all’ultimo capitolo.
      Grazie a alla prossima!

  5. Futuro.

    Secondo The Incipit c’era un pareggio tra l’indagine e Chie, però abbiamo visto solo Chie… “accidenti ai caratteri”? 😉

    In questa storia ci sono dei punti che mi lasciano perplessi, ma vediamo se tutto torna nel capitolo finale 🙂

    Ciao 🙂

    • La parità era impossibile da conciliare come chiederebbero le regole, ho tentato di portare il risultato dell’indagine in scena, dici che poco? 🙂
      Il capitolo finale, sopratutto se come dici tu è futuro, dubito che possa chiarire qualcosa, mi farebbe piacere sapere cosa non ti convince potrebbe essere un modo per identificare pezzi che ho scritto con minore chiarezza.
      Grazie per l’aiuto che vorrai darmi, alla prossima

  6. Rieccomi, MrsRiso. Ho votato “Chie e la sua ultima missione”:
    Affascinante. Un angelo della vendetta complesso e affascinante.
    Però ho un dubbio: se al bimbo mai nato hanno fatto un’autopsia, è morto di morte violenta. Sapremo mai cosa gli è successo?
    L’incastro tra Samuel, Chie e il medico legale lo voglio leggere come una delle cause scatenanti la vendetta: Chie incontra uno dei suoi aguzzini per caso, e nello stesso momento incontra anche quel medico che tempo prima aveva incrociato la sua vita in un’occasione dolorosa e legata alla violenza subita. La molla scatta in questo momento, anche se la vendetta si mette in moto dopo un altro evento casuale. Ma che molla è, quella che scatta? Solo vendetta o desiderio di annullamento? Perché la donna non può non sapere che già Alessandro da solo sarebbe in grado di ricucire i fili. E allora? Cerca il perdono da lui o vuole semplicemente espiare una colpa che in certa misura sente di avere? Boh, so solo che mi piace quando ciò che leggo mi fa pensare 😀
    Brava!
    Ciao, ti auguro un ottimo fine settimana e un anche-migliore-inizio 😀

    • Ciao Erri,
      bentornato e scusami se ti rispondo con un po’ di ritardo!
      Primo dubbio, i bambini non nati, diciamo così, vengono sempre analizzati per scoprire le cause del problema, se possibile. Nel mio racconto io mi sono basata su questo e non c’è morte violenta.
      La vendetta è frutto della violenza, il resto viene dopo. Alessandro non ha colpe, si sono conosciuti a guai già avvenuti, ma per Chie non è neppure quello che riesce ad appianare il suo io e a farla andare oltre. Purtroppo si accorge presto che ciò che vuole è vendicarsi.
      Grazie per avermi dato la possibiità di spiegare, come mi avevo pensato la storia, spero tu continui a leggere anche gli ultimi capitoli.
      Alla prossima!

  7. ….Chie e la sua ultima missione

    Salve Mrs. Riso, e quindi dal punto di vista investigativo qualcosa si muove.
    Quello che mi sfugge è: Sophie è Chie ? … giusto ?
    Mi sa che d evo rileggermi tutto il racconto.
    E poi vorrei scoprire questo passato che tormenta Chie e che vuole cancellare.
    Per finire, nella parte conclusiva del capitolo ho trovato i pensieri di Chie fin troppo “lucidi” –
    un’assassina seriale del suo stampo non penso che si ponga problemi esistenziali quali: vendetta e poi il trovare la pace, penso siano due cose incompatibili.
    Però il bello del racconto è anche questa novità che poi spinge alla curiosità di sapere come è perchè.
    Bravissima come sempre.

  8. Lascerei spazio all’indagine.
    La sensazione che ho avuto leggendo è esattamente quella che ha avuto Napo… e se due indizi non fanno una prova, poco ci manca.
    Soffro anch’io i limiti, come molti qui dentro. Però è anche merito di quei limiti se ho imparato a fare quello che Napo dice e cioè suggerire, lasciar intendere, fornire gli strumenti al lettore per arrivarci anche da solo (se non su tutto, quantomeno sul non strettamente necessario).
    Prova.

  9. Alessandro e la sua paura.
    Ciao, MrsRiso.
    Insomma, il cerchio si stringe intorno a Chie, ma a giudicare dalle azioni compiute, forse è quello che cerca. Ho un’obiezione sullo scambio in cui tenente e Nadia si accordano per intercettare Chie, in fondo Alessandro è fino a prova contraria fidanzato di una sospetta e forse (lui lo pensa) sospetto a sua volta, fargli sapere che la intercetteranno potrebbe non essere una buona idea 🙂
    Del resto, è anche vero che Alessandro può immaginarselo da solo, quindi non è poi così grave… ok, su questo mi sono risposto da solo 😀
    L’altra cosa che noto è che cambi punto di vista, da Alessandro a Nadia, nel periodo in cui Nadia ci fa sapere che sta bluffando (e poi dopo nella frase “… puntualizzò con una voce falsamente conciliante”). Personalmente preferisco quando il punto di vista rimane fisso per un’intera scena, trovo che renda la lettura più scorrevole.
    Curioso di scoprire che finale ha deciso, Chie, per la sua tragica vendetta.

    Ciao, a presto

    • Grazie per i consigli, nel periodo di Nadia non sapevo come dimostrare che lei non poteva aver controllato in così poco tempo tutti gli studenti di un corso universitario, ho cercato una scorciatoia, ma evidentemente non è stata un troppo azzeccata.
      Per Alessandro ti sei risposto da solo, lui sa come, almeno sommariamente come si svolgono le indagini, e per me la frase ha il doppio scopo di fargli capire che la stanno cercando…
      Alla prossima!

  10. Ciao Mrs Riso,
    il capitolo è interessante, ma mi dà l’idea di un lavoro fatto con una certa fretta. C’è un refusino, subito all’inizio: “finto” anziché “finito” e una ripetizione nella frase: «Sono ex-compagni di corso della mia compagna», niente di importante, solo mi è parso che, rispetto agli altri capitoli, ci sia stata un’attenzione diversa. Magari sbaglio, ma quando si sta per arrivare alla fine, si teme sempre di non riuscire a farci stare tutto e, magari, si commette qualche piccolo errorino. Questo non pregiudica la buona riuscita del capitolo, mi è piaciuto, ho solo notato una lieve disparità.
    Ho votato per l’ultima missione.
    Alla prossima!

  11. Ciao MrsRiso
    Pian piano tutti i nodi vengono al pettine.
    “Le fiamme della vendetta non ardevano più in lei, qualcosa si era spezzato, ma non si sentiva come aveva sperato.” Interessante, uno pensa una cosa e, invece, accade un’altra.
    avanti con l’ultima missione…

  12. Ciao Mrs Riso
    Ho recuperato d’un fiato I 7 capitoli che mi ero persa.
    Mi ha catturato sin da subito, incuriosita da questa dea spietata e dalle sue ragioni.
    Ho scelto il fuoco della distruzione, la sua personalità mi ha portato a scegliere.

    Seguo.

    Passa a leggermi se ti va, mi piacerebbe molto avere un tuo parere.

  13. Letto tutto d’un fiato. Complimenti 🙂 Racconto davvero interessante e ben scritto! In quest’ultimo capitolo il dialogo con la sua vocina interiore mi ricorda un po’ Smeagol/Gollum del Signore degli anelli 😀 😛 voto per la distruzione, seguo e alla prossima!

    • Grazie per avermi letto, non avevo pensato al Signore degli anelli quando ho scritto. L’idea l’ho rubata, in un certo senso, a “Non è stagione” di Manzini, dove la ragazza rapita parla con se stessa.
      Comunque anche la tua scelta non è affatto male, uno dei romanzi che mi ha rubato un sacco di notti per giungere alla fine in fretta.
      Alla prossima.

  14. Ciao MrsRiso.

    Distruzione.

    “tentativo fallimentare”? Meglio “fallito”.

    Bello il dialogo allo specchio. La cultura maschilista che dice “hai provocato” è un tarlo che purtroppo si insinua anche nella coscienza delle donne ed è questo conflitto interiore che causa la lucida pazzia di Chie.

    Sia in precedenza che in questo episodio trovo che “il bambino mai nato” sia qualcosa in più; emotivamente potrebbe dare tanto, ma nello spazio a disposizione purtroppo sembra buttato lì. In un eventuale “romanzo dell’impermanenza” andrà sicuramente creato lo spazio necessario.

    Grazie e alla prossima.

  15. Distruzione, la ragazza “non sta niente bene”, per essere eufemistici, non credo che non possa finire con l’autodistruzione. Tanto più che una parte di lei si ritiene colpevole.
    Il paragrafo iniziale su Alessandro l’ho trovato un po’ faticoso, poco scorrevole: tutti i dettagli del scendendo gli scalini, prima di dirigersi in ospedale; le chiamate senza risposta che tornano in apertura e chiusura di paragrafo. Non so, mi sembra che ripeta inutilmente le stesse cose: lei non risponde ma lui decide comunque di andare da lei. Forse sono solo io, ma siccome è un passaggio introduttivo, lo avrei, visto meglio più semplice e fluido.
    Forse, spererei per Alessandro che Chie sparisse senza che lui sappia mai cosa ha fatto

    • Quando ho letto “la ragazza non sta niente bene” mi hai fatto ridere di gusto.
      Concordo sull’inizio forse un po’ troppo lungo e ripetitivo, ma avevo bisogno di un legame con il cap. precedente. Avrei voluto essere più brava nel dimostrare la presenza dei due nello stesso luogo, e mettere in luci così vicini e allo stesso tempo così lontani.
      Non mi sento sinceramente di esserci riuscita come avrei voluto.
      Sull’ultima frase non faccio commenti, vedremo cosa succederà.
      Grazie per la lettura. Alla prossima!

  16. Ciao MrsRiso,
    direi fuoco della distruzione. Una persona che ha subito un trauma così pesante da portarla a uccidere, non può avere posto in sè, nemmeno se lo desidera con tutta l’anima, per l’amore. Il passato tornerebbe a perseguitarla, e se davvero ama Alessandro non vorrà tirarlo dentro il suo tormento. Almeno questo è quello che penso io.
    Il capitolo è ben scritto, ha aggiunto altri pezzi al puzzle, ora la storia è chiara. Non resta che vedere come andrà a finire.
    Alla prossima!

  17. Quelle del fuoco della giustizia. La “sua”, ovviamente! 😉

    Non mi aspettavo questo colpo di scena. In realtà non mi aspettavo che si mettesse a parlare con se stessa davanti allo specchio. La preferivo prima che sembrava fredda e calcolatrice, ma capisco che dare una spiegazione allo spettatore a volte può essere difficile 😉

    Alla via così 🙂

    Ciao 🙂

  18. Cikao Mrs. Riso, ho votato vieni presto all’ospedale.
    Mi pare la cosa più logica visto che Chie aveva dimenticato il suo badge
    Interessante questo capitolo, che coi tanti ricordi di Alessandro hanno scoperchiato un a parte importante della vita di Chie.
    Sicuramente questo è un capitolo chiave per il seguito del giallo, tra i uno di questi ricordi penso si nasconda il movente scatenante degli omicidi compiuti dalla giapponesina ???
    A presto

  19. … non possiamo vederci, a stasera.
    Intanto complimenti vivissimi per la copertina.
    Come Jaw ho dovuto rileggere anch’io l’episodio per capirci qualcosa e per il tuo bene lascia che ti dica che non la considero una cosa positiva. È assolutamente vero che talvolta accade quando si è distratti ma il punto è che se il lettore si distrae la responsabilità non può che essere di chi scrive, evidentemente incapace di catturarne l’attenzione. La tecnica che hai utilizzato può generare effetti opposti: può richiamare continuamente all’attenzione il lettore o può stancarlo, e stanca soprattutto quando viene protratta per un numero eccessivo di volte. Credo sia quello il motivo per cui il capitolo sia risultato ostico a tanti, anche perché quanto a chiarezza espositiva c’è davvero poco da dire, anzi, se devo dire l’ho trovato molto ben scritto, il che non vuol dire non migliorabile.
    Non essere una scrittrice professionista ti giustifica solo fino a un certo punto.
    Sei brava e l’idea è validissima.
    Faresti torto a te stessa e alle tue capacità se non provassi a migliorarti solo perché non lo fai di mestiere.
    Ciao.

    • Prima di tutto grazie per aver letto! E grazie per il sei brava!!!
      L’episodio è ostico questo è ciò che esce fuori, non lo prendo come una cosa positiva, ma neppure completamente negativa, diciamo che a mio avviso questo capitolo con i “ricordava” deve rimanere l’unico nella storia perchè altrimenti stanca, di questo sono convinta.
      Forse anche questi sono troppi? Può darsi, il dubbio mi è venuto quando ho pubblicato, ma non ho voluto rinunciarci. Un correttore di bozze, un editor, ecc.. a un professionista avrebbero fatto rinunciare? Non so. So come dici tu che tutto è migliorabile riscrivibile e correggibile.
      Ciò che ho detto Jaw e che non voleva essere una scusante, e che mi piace pensare che qualcuno, nonostante le difficoltà del capitolo, abbia riletto 3 volte e giudichi la storia. E’ secondo me un grosso impegno, per lettori e scrittori amatoriali, che va premiato almeno con un grazie.

      >>Non essere una scrittrice professionista ti giustifica solo fino a un certo punto.
      >>Sei brava e l’idea è validissima.
      >>Faresti torto a te stessa e alle tue capacità se non provassi a migliorarti solo perché non lo fai di mestiere.
      Questa non sono io e quello che dici non mi appartiene e non deve passare il messaggio che voglio giustificarmi, il solo fatto di stare qua a parlare con persone che cercano di darmi dei consigli per me è un grosso aiuto e cerco di capirli per migliorarmi. Sono però conscia che questo, almeno al momento, è un hobby, su cui investo ovviamente, ma per il momento è un hobby e sono un’apprendista del mestiere.
      Però prometto di cercare sempre di fare di meglio!
      Grazie davvero, ma davvero per le tue parole.
      Alla prossima!

  20. Ciao MrsRiso.

    I giapponesi non inclinano la testa bensì il tronco; e nell’inchino la testa non si deve piegare ma resta allineata con il tronco. Piccola nota di costume. Non so quasi nulla delle usanze giapponesi, mi va di fortuna che ho beccato quella che conosco.

    Da scrittore dilettante riconosco questo capitolo: bisogna dare alcune informazioni al lettore perché è arrivato il momento di darle e bisogna trovare il modo di farlo. Mi chiedo sempre: ma ci sono alternative? Eh… Penso che uno scrittore professionista le saprebbe trovare. Io mi limito a tentare un approccio diverso e non è detto che l’effetto potrebbe essere quello desiderato.

    Se io trovassi il badge dimenticato da mia moglie, di sicuro non mi metterei a leggerlo a voce alta. Vabbè, questo è un dettaglio.

    Io avrei provato a dare un motivo ad Alessandro per ricordare tutto. Per esempio prendo spunto dalla mia esperienza: ho alcune amiche che ogni anno commemorano il giorno del loro aborto spontaneo. Questo potrebbe essere il motivo scatenante per i ricordi: torna a casa e trova l’incenso acceso, legge il post su WhatsApp o Instagram, cose così. Forse non cambiava nulla, magari l’effetto sarebbe stato lo stesso. Non lo so.

    Complimenti per la copertina 🙂 Sono felice per te.

    Grazie e alla prossima.

    • Ciao Achillu,
      che io non sia una professionista è sicuro e che ci possano altre alternative è certo, ma i tuoi consigli mi fanno molto piacere e vorrei provare ad analizzarli con te.
      I giapponesi si inclinano con il busto verissimo, le tipologie di inchino sono 5 o 6 dal piccolo piegamento fino alla prostrazione a terra per pentimento assoluto.
      Ma tu immaginati la scena di due di fronte e guardala dal punto di vista di Alessandro, il medico, che tende la mano e vede una che si piega e gli dice grazie senza toccarlo. Secondo me, ciò che lui può ricordare è lo scivolare della testa verso il basso, la voce e l’assenza di contatto e nella mia frase cercavo di raccontare questo: la “giapponesità” vista da uno che ha appena fatto una gaffe, perchè l’errore è ciò che se ricorda in futuro. Lei è non ti tocco e ti ringrazio per il lavoro fatto. Forse la frase “inclinare la testa” è scorretta, ma non ne ho trovate di migliori, pensavo che la frase dopo, in quell’inchino tutto orientale, riuscisse a sistemare tutto. Evidentemente sbagliavo.
      Sul fatto che leggesse il badge pensavo si capisse che l’aver letto il nome gli rievoca il ricordo dopo dei due nomi, quindi lo prende vede cos’è e per me dentro di sé l’ha già letto, quando lo legge a voce alta è per ricordare, come dice la frase dopo.
      L’input che scatena i ricordi è il desiderio di correre a casa per stare insieme, dopo settimane di lontananza. Anche in questo caso le frasi prima dei ricordi, avere una vita privata, pranzare insieme dopo settimane di impegni reciproci, dovevano dare l’impressione di desiderio e di necessità di ritrovo dopo un’assenza, a me sembrava naturale che mentre ti dirigi al luogo “dell’incontro” nonostante sia casa tua, ti tornano in mente i ricordi del passato.
      Tu dici che è debole? Può essere.
      Spero di essere riuscita a darti il mio punto e ti ringrazio per avermi dato il tuo.
      Alla prossima!

  21. Boh, non rispose.
    CIao, MrsRiso. Il capitolo, con quel “ricordava” ripetuto, rende bene l’ossessione di Alessandro, scopriamo qualcosa di importante in modo piuttosto naturale, ed è bello e coinvolgente il modo in cui ci fai partecipare dei sentimenti di Alessandro e per riflesso di Sophie Chie.
    Però…. però devo confessarti che ho letto tre volte il capitolo per capire esattamente cosa stesse succedendo. Insomma, le informazioni, almeno per me, non sono fluite in modo scorrevole. Poi la cosa è molto soggettiva, e può essere benissimo che il problema sia mio, però mi sembrava giusto scrivertelo. O forse, e non scherzo, sarebbe giusto pretendere un livello di attenzione un po’ più alto dai lettori, anche perché ci preoccupiamo troppo di essere chiarissimi, alla fine loro perdono un po’ il fascino della lettura, che è appunto coprire i vuoti con la propria fantasia.
    Quasi dimenticavo: complimenti per la copertina!
    Ciao, a presto

    • Mi sa che il capitolo è un po’ ostico, lo dicono tutti. Bello però che tu lo abbia letto 3 volte per capire e non ti sia arreso alla prima.
      Sul livello di attenzione dei lettori, non commento perchè un libro che leggi con il tuo ritmo è una cosa un testo qua sopra è diverso, il ritmo dipende da chi scrive e da quando si legge, ci sono un sacco di variabili in più. Talvolta pure io rileggo il capitolo precedende per cercare una continuità che con soli 5000 caratteri dopo due settimane di silenzio, non si riesce a trovare. Figuriamoci i miei…… 🙂
      In dubbio che la fantasia deve sempre esserci.
      Grazie per i consigli
      Alla prossima

      • > Bello però che tu lo abbia letto 3 volte per capire e non ti sia arreso alla prima
        Scusami, per me è importante risponderti su questo punto: quando leggo qualcosa che non è chiaro, so di non aver letto abbastanza attentamente, quindi torno indietro e rileggo meglio, fino a che non capisco. Ti dirò che spesso la cosa mi piace, quando una pagina ti costringe a fermarti, a rallentare la solita (almeno per me) lettura distratta per capire (inteso proprio come “afferrare”, “fare proprio”) ciò che l’autore ha voluto raccontare. Se vuoi saperla tutta, penso che gli autori (almeno quelli che non devono vendere libri per vivere 😀 😀 ) non dovrebbero avere troppa paura della scrittura anche un po’ criptica, perché a mio parere dà molta soddisfazione anche al lettore, lo costringe a essere attento e attivo.
        Io ho provato qualcosa di simile nel primo racconto di Moneta e non me ne pento affatto, anche se la lamentela principale dei (cinque) lettori era appunto la lettura poco agevole.
        Va be’, scusa lo sproloquio notturno, buonanotte 🙂

  22. Ciao MrsRiso,
    devo confessarti che, leggendo le prime righe, ho pensato che tu stessi divagando. Si tratta di un giallo, ci sono due omicidi e siamo in dirittura d’arrivo… poi ho capito, e ho sorriso. Brava. Un ottimo sistema per mostrare il vero volto dell’assassina, le sue motivazioni e lo stato d’animo in cui si trova.
    Voto per la chiamata senza risposta e aspetto il settimo.
    Alla prossima!

  23. Mrs.Riso13 la Mrs dei miei sogni da ragazzino, quello di poter fare 13 al Totocalcio. 🙂
    Ma sono passati 9 mesi dal primo capitolo??? Non è che nel mentre è nato qualche bimbetto?
    Se è così auguri!!
    Allora la nostra Mrs.Riso, quatta e silenziosa scrive dei gialli notevoli, ho sempre sospettato che dietro quel tuo nick name si nasconda un’abile professionista.
    Ho letto d’un fiato i 5 capitoli, ho trovato il giallo davvero intrigante, con la tua giapponesina assassina, a quanto pare dei suoi ex colleghi di studio??
    Però sta volta Chie ha sbagliato qualcosa, Giorgio è ancora in vita, per cui la storia si fa ancora più interessante.
    Brava, brava brava.
    ti seguo, ma ti stavo seguendo anche nove mesi or sono.Voto per Alessandro il nome mi ispira.

    • Buongiorno,
      non non mi sono persa di nuovo. Purtroppo ho avuto un problema con l’account. Si era bloccato non riuscivo più ad entrare. Nel fine settimana pubblico il nuovo cap. scusa il ritardo.
      Ma la tua domanda, mi ha fatto molto piacere, ha solleticato il mio ego più megalomane! 😉
      Grazie a presto!!!

  24. Ciao MrsRiso,
    eccomi. Leggendo i primi due capitoli mi sono resa conto che avevo già cominciato a leggere il tuo racconto, ma non ho continuato, chissà mai perchè. Poco male, ho leto tutto oggi e ti faccio i complimenti. Esposizione chiara, senza fronzoli, che va dritta al punto. Bene. Ora sono curiosa di sapere qualcosa sul medico legale, ma ancora di più sulla cara Chie e quello che l’ha portata ad assassinare i vecchi amanti…
    Alla prossima!

  25. Ciao Mrs, benritrovata!
    avevo letto l’altro giorno, ricevendo la notifica del tuo ritorno, ma mi ero dimenticata a che punto fossimo arrivati e ho riletto ora anche il capitolo precedente (gli altri no, ricordo l’inizio della storia). In questo ho fatto un po’ fatica, nei primi due paragrafi, tra chi fosse chi di Alessandro e Fabrizio, dopo ho ingranato. Io resterei sul medico legale, potrebbe notare o dedurre qualcosa dallo stato della vittima. Di solito, questori e PM sono più abituati a dare ordini e direttive, che a indagare in prima persona.
    Spero di non rileggerti tra un anno 😉

  26. E beh, io a questo punto andrei su Alessandro.
    Recuperati i cinque, attendo il sesto con ansia.
    Chie gelida e spietata, mette davvero paura.
    Un personaggio notevole che forse avrebbe meritato una narrazione in prima.
    Anche in terza puoi comunque dar spazio ai suoi pensieri, alle sue riflessioni, a ciò che pensa e magari anche a ciò che ricorda…
    Molto bene Mrs. Riso. Brava davvero.

    • Grazie per il brava!
      Chie deve mettere paura, l’unica mia paura è di non cadere nello splatter! Se succederà spero qualcuno me lo faccia notare.
      La narrazione in prima è un po’ il mio incubo, ci avevo già provato in un’altro racconto e poi senza accorgemene ho virato alla terza persona.
      Magari ci penserò, e mi impegnerò, in un prossimo racconto!

  27. Ciao MrsRiso.

    Ti è scappato “traccie”.

    Mi stupisce che tu voglia dedicare il sesto episodio a uno di questi tre personaggi, quando mancano ancora due potenziali vittime e il decimo episodio ormai è dietro l’angolo. Mi avrebbe fatto piacere leggere di tutti e tre, comunque mi allineo alla maggioranza e scelgo Nadia.

    Mi dispiace che i gialli abbiano bisogno di tanti personaggi; non è una critica, è un mio limite. Nell’episodio con Giorgio e Giulio ho fatto fatica a raccapezzarmi con nomi e soprannomi e, a maggior ragione, ho fatto fatica in questo episodio a star dietro a tutti i partecipanti alla riunione.

    Grazie e alla prossima.

    • Ciao Achillu.
      rispondo alle tue richieste in sequenza.

      >>> Ti è scappato “traccie”.
      Mi dispiace per gli errori, ogni volta cerco di rileggere, ma non riesco a raggiungere la perfezione!

      >>>Mi stupisce che tu voglia dedicare il sesto episodio a uno di questi tre personaggi, quando mancano ancora due potenziali vittime e il decimo episodio….
      L’hai detto tu che mancano due potenziali vittime non io!!! 🙂 Per il resto devi aspettare di leggere.

      >>>Nell’episodio con Giorgio e Giulio ho fatto fatica a raccapezzarmi con nomi….
      Mi dispiace di non essere riuscita a trasmettere al meglio gli scambi tra i personaggi. Quello che voglio fare durante la storia è dare l’impressione di raccontarla sotto diversi punti di vista. Per questo, in ogni capitolo la narrazione si focalizza su una persona diversa, che ci racconta dal suo punto di vista l’omicidio o l’omicida aggiungendo un tassello alla storia. Forse non mi sta riuscendo bene come vorrei. Cercherò di impegnarmi di più!
      Spero comunque di averti ancora tra i miei lettori e grazie per i tuoi commenti, metti pure in luce le debolezze del mio racconto in modo che io possa capire chi legge cosa percepisce.
      Grazie a presto!

  28. Nadia, diamo più un po’ di spazio a un’altra donna.
    Caspita, questo posto sta ricominciando a essere frequentato, bentornata!
    Ricordo piuttosto bene la storia, il che penso significhi che mi aveva colpito, ma ti prego, non far passare altri anni prima di terminarla 😉
    Ah: occhio che sono “benzodiazepine”.
    Ciao, a presto

  29. Giorgio schiva il colpo, ma…
    Ciao Mrs Riso, un giallo decisamente avvincente e carico di mistero. La protagonista è indubbiamente il punto forte della narrazione: ammaliante, sicura di sé ma anche fredda e calcolatrice. Raccontando la storia dal suo punto di vista, avrei preferito la prima persona ma è solo il mio punto di vista 🙂
    Seguo, a presto.

    • Più che un punto di vista vorrei far vedere la storia da più punti di vista, un cambio di vedute in base al focus del momento. Non so se alla fine risulterà caotico o convincente. Semplicemente volevo provare ad uscire dal mio solito narratore in terza o prima persona che vede la storia solo dal punto di vista del protagonista.Ho seguito come narratore 4 personaggi diversi. Inizialmente ho pensato a quello che dici tu, ma l’ho escluso per paura che il solo punto di vista dell’omicida sarebbe stato troppo splatter, ma concordo che in certe scene avrebbe migliorato la storia.
      Sono felice che tu sia tornata a leggermi spero che continuerai a criticarmi e a istigarmi a migliorare.
      Grazie alla prossima.

  30. Ciao MrsRiso,
    anche qui le benzodiazepine, Chie è fortunata che Giorgio non abbia la tolleranza di Luca 🙂
    Bel capitolo, mi chiedo cosa abbiano fatto questi per meritarsi una vendetta del genere, ma, giustamente, dovrò aspettare la fine 😉

    Voto “Prontamente schivò il colpo…” sopratutto per quel “ma…”

  31. Direi che cade a terra esanime.
    Ciao MrsRiso.
    Moneta non ti abbandona (come potrebbe), ma da un po’ di tempo lascia la piacevole incombenza dei commenti a questo nick. MI è piaciuto – come definirlo? Rollback? – questo riavvolgersi della trama su un capitolo strutturato come l’incipit. Solo che questa volta già sapevamo che fine avrebbe fatto l’ingenuotto 😀
    Che poi tanto ingenuo non deve essere, se Chie lo odia così tanto un motivo ci sarà!
    Scritto bene, scorrevole e affascinante.

    Ciao a presto

    • Nessuno è ingenuo in questo racconto…forse alcuni hanno sottovalutato gli effetti delle proprie azioni. Il rollback è un po’ lo stile della protagonista!! 🙂 Vediamo se anche questa volta tutto va secondo copione!
      Sono felice che tu non mi abbia abbandonato, mi fa piacere avere dei lettori critici. Spero che JAW lo sia al pari di moneta.
      Alla prossima.

  32. Ciao Mrs Riso,
    Giorgio cade a terra esanime e…
    Che bel capitolo! Anzi, che bei capitoli! Avevo perso il terzo e mi sono rimesso in pari. Complimenti.
    Rinnovo le considerazioni sul fascino di Chie, mi piace molto. Chissà se andrà tutto liscio questa volta… Ho la sensazione che ci possano essere degli imprevisti!

    Ciao, buona giornata!

    • Grazie, sono tornata e spero di riuscire a rimanere. Non ti nascondo che ho veramente poco tempo e che avevo deciso di abbandonare, ma non ci sono riuscita. Scrivere oramai è una cosa di cui non posso più fare a meno.
      Prometto di non farti aspettare molto… :-), sperando che non sia una promessa da marinaio!!! 🙂
      Alla prossima

  33. Eccomi qua,
    Ho votato ‘in discoteca’.
    Il cambiamento di prospettiva, dalle atmosfere noir/erotiche a queste da vita (privata) di redazione mi ha dato l’impressione, non so perché, di un montaggio cinematografico. Mi è piaciuto soprattutto il fatto che i due, all’inizio, sembrano solo due semplici giornalisti, ma al termine, con un mezzo ‘colpo di scena’, lasci intuire che (forse) in qualche modo fanno parte dell’intreccio.
    Molto intrigante!
    Ciao, buon weekend

    • Credo che oramai la discoteca sia la scelta più gettonata. Il cambio di scena c’è stato, sopratutto perchè vorrei raccontare la storia da più di un punto di vista, non so se sia un montaggio cinematografico o altro….
      Direi che fanno parte dell’intreccio anche i giornalisti, o almeno uno di loro…. 🙂
      Grazie e buona domenica…

      • Oddio, stage nipponico, tatami, kimono, un sacco di cultura giapponese. Un nome insolito, , ‘Chie’ che avevo preso per un nome orientale ‘occidentalizzato’… Mi sa che non ci ho capito nulla, eh? 😀
        Certo, essendo uno stage di colleghi era del tutto naturale che fossero cittadini dello stesso Paese. In realtà ho pensato a una collega della sede giapponese. Lo so, è ridicolo, mi ha sviato soprattutto il suo ricreare situazioni e tradizioni giapponesi. Pardon!

        • Tu mi fai morire dal ridere!!! Perchè te la canti e te la suoni!!! 🙂
          Io non ho mai detto che ha gli occhi a mandorla, né il contrario!! Non ho mai detto che è italiana (visto che per il momento le vicende si svolgono a Milano) né che non lo è. Le uniche cose certe sono: Chie e occhi scuri….Il resto non c’è!!
          Io penso che tu abbia capito molto e tu faccia delle deduzioni….però attenta potrebbero essere vere o false!!! 🙂
          Mi sono spiegata!!
          Per precisare, Chie è un nome giapponese, più che occidentalizzato, scritto in romaji, cioè con i caratteri del nostro alfabeto. 🙂
          Comunque ti prego di leggermi e non lasciarmi, perchè spero che gli altri non me ne vogliano, senza di te mi sentirei più sola!!
          Grazie di esserci!!
          P.S.: Complimenti per la copertina!!

  34. Tre capitoli, tre scene, tre punti di vista. La futura vittima, l’assassina, i giornalisti. Continuiamo così e scopriamo gli investigatori in questura al meeting mattinale?
    Sei sicura che fai solo un racconto, non starai preparando l’impianto di un romanzo? Personaggi e retroscena non mancano.
    Ciao

    • Diciamo che da appassionata di giallo, un po’ di indagini servono, ma se quasi tutti vogliono andare a ballare un motivo ci sarà :-)!!
      Per quando riguarda il rapporto tra i due è fondamentale per il contesto, capire il loro rapporto non solo lavorativo, speravo caratterizzasse i personaggi.
      Vorrei fare una domanda, la metto qua per comodità, ma tutti quelli che vogliono possono risponere. Se il rapporto narrato fosse tra Giulia e Giorgio sarebbe comunque risultato troppo esplicito?
      Questa non vuole essere una provocazione vorrei solo capire qual’è stato l’errore maggiore: le parole esplicite, le allusioni, i gesti…. o l’aver messo due uomini in situazione di coppia.
      Grazie per la lettura e gli aiuti, come ho detto a Napo farò tesoro dei consigli.
      Alla prossima

      • Dunque, partiamo dal fatto che il capitolo è fatto bene e che la parte riguardante il rapporto tra i due non è assolutamente sbagliata, anzi caratterizza bene la situazione. Quindi stiamo evidenziando il pelo nell’uovo solamente per un discorso di affinamento narrativo, forse superfluo.
        Forse il problema, secondo il mio discutibile parere da critico superficiale, riguarda il diverso tono stilistico che io ho percepito rispetto i precedenti capitoli.
        Nel secondo ad esempio, la descrizione dell’omicidio era cruenta ma delicata allo stesso tempo e già nel primo si percepiva che stava per avvenire l’assassinio.
        Qui le interazioni tra i due, quindi i gesti e le parole sono effettivamente troppo espliciti, ma più che altro mi sono sembrati un po’ forzati. Anche se fossero stati Giorgia e Giulio. O Giorgia e Giulia.
        Forse ho letto una tensione e dei sentimenti tra i due che non sono però riuscito a percepire.
        Credo che questo sia stato il commento più lungo che abbia mai scritto 🙂

        • Non importa se commenti il pelo nell’uovo mi piaciono le critiche che servono a migliorare, credo di aver capito quello che vuoi dire. Cioè è cambiato il tono di conversazione tra capitoli. Sinceramente non l’avevo visto così, ero molto impegnata nel due a non scadere tra l’erotismo e il crudele fine a stesso, non mi sono soffermata a limare le parole nel tre, dove pensavo che a parlare fosse una coppia.
          Comunque grazie mille per il tuo aiuto e la tua disponibilità nell’aiutarmi a capire 🙂
          E… i commenti lunghi vanno bene, se servono!! 🙂
          Grazie alla prossima!

    • L’idea di mostrare il rapporto era per caratterizzare Giorgio e il suo opportunismo. Non so se traspare questo o altro.
      Sono soli in una stanza e anche un po’ incavolati per le vicende, nella solitudine e nella complicità la conversazione si fa più schietta.
      Seguirò il consiglio in futuro. Grazie! 🙂
      Alla prossima.

  35. Ma… mizuage inteso come “rito di passaggio della maiko all’età adulta” o proprio come asta?
    (Beh, che dici, ho studiato?)
    Ciao MrsRiso,
    Ho apprezzato il primo capitolo e te l’ho scritto. Questo l’ho apprezzato ancora di più.
    Non so, mi piacerebbe saperne dare una lettura tecnica ma non sono in grado, dico soltanto che mi ha affascinato l’atmosfera, come la mostri, il fine intreccio di due culture, la lucida vendetta, oh, insomma, direi più o meno tutto. Mi rimangono in mente gli occhi aperti del condannato, spenti da ‘incredulità e terrore’ dalla wakizashi.
    Complimenti

    Ciao!

  36. Buonasera MrsRiso, ho appena letto i due capitoli del tuo racconto e… certo, vista l’ora non è esattamente una fiaba della buonanotte….però mi è piaciuto tanto e mi ha fatto piacere scoprirlo! Tosta questa Chie, tostissima. Chissà quella cicatrice…
    Voto per i pompieri!
    A presto 🙂

  37. Che bel capitolo!
    Ho visto ogni dettaglio della scena… bravissima!
    Avevo capito che Chie fosse importante nella storia, ma non mi aspettavo fosse la protagonista… in questo modo…
    Una storia di vendetta non può essere facile, ma siamo solo all’inizio… abbastanza 🙂

  38. “Abbastanza”.
    Wow! Mi è piaciuto tantissimo questo episodio! Chie è veramente un bel personaggio e hai descritto divinamente tutta la scena.
    Come ti dicevo l’altra volta, adoro il Giappone e conosco alcune parole e tradizioni giapponesi (come il seppuku e l’uso del wakizashi), perciò l’ho apprezzato ancora di più! *w*
    Quando lei gli dice “addio per sempre” (“Eien ni sayōnara, Ichi”) lo chiama “ichi” che significa uno. Perciò credo che ci saranno altri omicidi e che Chie voglia vendicarsi per ciò che le hanno fatto.
    Bravissima! 🙂 Sorgono moltissime domande e cresce la curiosità di saperne di più. 🙂
    Alla prossima! ^__^

  39. Ho scelto ‘abbastanza. Non facilitiamo troppo la vita alla “Beauté vengeresse”
    Accipicchia, mi obblighi a leggere col dizionario dal giapponese aperto 🙂
    Molto bello, il tuo stile di scrittura i tendo, perché lo stage con abuso di gruppo e il furore vendicativo sono invece terrificanti. Quindi questo era solo il primo di una lista di uomini da eliminare?
    A maggior ragione, seguo.
    Un dettaglio mi interpella: la cicatrice appena sopra il pube. Io la associo a un parto cesareo. Quindi? O allora è altro, abusi con scarnificazioni? Due capitoli e già tante domande: un vero Giallo! 🙂
    Brava!

  40. Salve Mrs Riso rientrai per leggerti, per cui ritieniti molto fortunata. 🙂
    Ok ho letto il capitolo, descriverlo con un aggettivo, direi: ” raffinato”.
    Mi è piaciuto molto quel gesto di annusarsi sotto l’ascella, mi ha ricordato un mio amico.
    Bene sono curioso di leggere il resto.
    Voto e ti seguo. attraverso gli occhi dell’assassino.
    🙂

  41. Buonasera MrsRiso,
    Voto ‘con gli occhi dell’assassino’, mi sembra affascinante e interessante.
    Come il tuo incipit, poetico e al tempo stesso permeato da un gioco di seduzioni.
    Quando Alessio ha stretto la sciarpa, ho immaginato che fosse bordeaux e gialla.
    E mi sa che ci ho preso, perché dopo il kakebuton lo descrivi ‘rosso e oro’. Non può essere un caso! 🙂
    Ciao e buona serata

  42. Ho esitato a scegliere, poi ho optato per gli occhi dell’assassino.
    Forse perché è da un po’ che ho voglia di scrivere un noir narrato esclusivamente dal punto di vista del colpevole ma per ora non ho ancora osato provarci. Quindi per ora leggo il tuo, la qualità di scrittura è garantita 🙂
    Adoro il prosecco e la cucina giapponese ma non ho mai pensato ad abbinarli, forse ora lo farò.
    Ciao e ben ritrovata

    • Più che dal punto di vista del colpevole, sarà da più punti di vista. E’ una scrittura che non mi appartiene spero di riuscire. Ma come ho detto sotto, il posto migliore per provarci è qua. 🙂
      Ti consiglio di abbinarli, le bollicine esaltano il pesce sopratutto il sashimi, niente salse però. 🙂
      Grazie per essere passata alla prossima.

  43. Bello l’incipit e coraggiose le scelte che proponi. Io direi attraverso gli occhi dell’assassino, ma così, mi ha fatto decidere una lieve preferenza a livello di gusti personali. La frase “…sospirò nel palmo della mano a conca e pur non trovandovi la perfezione si accontentò…” me la segno 🙂
    Ciao e brava

  44. Bello il titolo, e bel genere, il giallo è uno dei miei preferiti 🙂
    Mi è piaciuta la descrizione di Chie (nome particolare, ha un significato?) e del suo appartamento, così come lo stile: scorrevole, non c’è niente di superfluo…
    Attraverso gli occhi dell’assassino, spero di sapere qualcosa in più sul progetto ARTE.MI.DE 😉

    Ciao

  45. Wow…un giallo!
    Anzitutto mi complimento per la conoscenza dei termini e degli usi giapponesi. Ho una figliastra che lo studia ed è stata nel sol levante, e che mi vuole propinare cibi che, garbatamente, schifo 🙂
    La storia si presenta molto bene. Il nostro protagonista mi sembra molto sicuro di se e ha il giusto atteggiamento, una cosa non da tutti.
    Ho votato per raccontare l’assassinio attraverso gli occhi del carnefice, o del killer come preferisci chiamarlo.
    Sono certo che saprai stupirci, avanti così, ciao 😉

    • Il giappone è la mia passione, la loro cultura, il loro stile di vita, le loro tradizioni e confesso…il loro cibo!!! Non sono mai stata in giappone ahimè, ma spero di rimediare presto. Nel frattempo leggo e m’interesso, diciamo li sbircio!!! 😉
      Sono molto lontani da noi, ma, pur non capendoli tavolta, mi affascinano…
      Ti ringrazio per esserci e per la fiducia, spero davvero di riuscire a raccontare la storia bene, è per me una nuova prova….sopratutto se a vincere fosse la tua opzione. Un assassinio in diretta, chissà cosa verrà fuori. 🙂

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi