Il mondo dell’impermanenza

Dove eravamo rimasti?

Dove andiamo? In discoteca con Giorgio. (63%)

Requiem dance

Era quasi mezzanotte, quando Giorgio riuscì a raggiungere la discoteca dell’appuntamento. Si specchiò nel retrovisore della sua MX-5 e sorridente si diresse all’ingresso. Fernando, immobile sulla porta, dall’alto dei suoi quasi due metri, sorvegliava gli avventori con distaccata alterigia e un accenno di sorriso in risposta al saluto del cameraman, fu la sua unica manifestazione di amicizia.

Il frastuono avvolse Giorgio, che titubante sul daffare afferrò il cellulare, sul display illuminato nessuna novità, tra i messaggi solo l’invito, che l’aveva, non poco, sorpreso.

Nessuno potrà

vedermi né chiedermi

qualcosa – In sogno

verrò da te stanotte,

non chiudere la porta del sogno.

(Kakinomoto No Hitomaro)

Quanto tempo era passato dal loro ultimo incontro? Più di dieci anni, sospettava. Amici fin dai tempi della scuola materna, lei era sempre stata diversa con quei suoi occhi allungati e quella pelle lattea. Se nell’infanzia incuriosiva durante l’adolescenza incantava. Un miscuglio di caratteristiche,da padre giapponese e madre francese,  che la rendevano desiderabile.

Un sospirò spezzò i flashback, qualcosa lo metteva a disagio, una vocina nel suo profondo bofonchiava indesiderati, ma possibili, reconditi motivi d’incontro, celtati dal desiderio di rinsaldare una vecchia amicizia. Il passato richiamava sensazioni contrastanti, felicità e disagio, paura e bisogno di accettazione, si attorcigliavano in Giorgio come fili in una trama broccata. Scacciò i timori e alzando gli occhi s’accorse che il suo appuntamento era lì, raggiante, lo osservava fasciato in un candido cappotto.

Il sorriso di un tempo sotto i medesimi occhi appuntiti: Chie non era cambiata.

Le prime parole rinverdirono la confidenza, ma la serata passò ricomponendo i ricordi del passato e curiosando nel presente dell’altro, tra drink, stuzzichini e balli. Solo alla chiusura del locale, Giorgio si convinse di non voler perdere l’occasione.

«Ti va di proseguire la conversazione da me?» chiese incredulo delle sue stesse parole. «Il tuo messaggio mi ha molto sorpreso, non avrei mai pensato di ritrovare un’amica».

«La mia casa è più vicina» rispose lei sorridente e ringraziando con un cenno della testa aggiunse: «belle parole le tue».

Giorgio salì sull’auto con Chie, lasciando la sua MX-5 nel parcheggio, l’avrebbe recuperata più tardi.

Sgattaiolando al sesto piano di un elegante palazzo, si fermarono davanti a una porta di mogano scuro.

«Cantarti? Tuo padre non era giapponese?» chiese curioso.

«In Italia, se posso uso il cognome di mia madre» disse Chie fissando la serratura. «Non sai quanto sia difficile prenotare un tavolo al ristorante con le mie generalità!» aggiunse scherzosa.

«Immagino» accondiscese lui senza indagare oltre.

L’appartamento lo sorprese, ricco e pomposo, ammaliava senza mettere a proprio agio. Stranamente impersonale, non tradiva la presenza della sua proprietaria al pari di un’abitazione da rivista, solo una foto sul camino lo incuriosì.

«E’ stata scattata durante lo stage in Giappone» disse, rigirandosi la cornice tra le mani.

«Già» sorrise Chie e scorrendo il dito sul vetro elencò: «tu, Alessio, Samuel e l’ultimo alla mia destra: Ignazio. Ti ricordi?»

«La faccia di Alessio è scolorita» annuì complice, pregustando rivelazioni di gossip amorosi.

«L’ho incontrato un paio di sere fa, eravamo in contatto» rispose indifferente Chie.

«Come sta?» pronunciò tra il deluso e il sollevato.

«Bene, anzi benissimo. Beviamo qualcosa?» e senza aspettare la risposta indicò il divano difronte al camino prima di dirigersi in cucina per tornare con un vassoio di tartine, una bottiglia di spumante e due bicchieri.

I calici si svuotarono svariate volte e il cibo era quasi terminato quando Giorgio s’accorse di non essere più in forma, la notte in bianco cominciava a pesargli.

«Che ore saranno?» domandò toccandosi la fronte e tentando invano di alzarsi dal divano.

«Non preoccuparti, sono le benzodiapezine» affermò impassibile Chie fissandolo negli occhi. «Ad Alessio hanno fatto lo stesso effetto».

«Cosa?»

«Quando ho somministrato il cocktail ad Alessio, ha avuto la tua stessa reazione» ripeté Chie paziente come una maestra elementare. «Si è spaventato solo dopo il taglio con il bisturi» specificò con lo stessa partecipazione di una conversazione tra sconosciuti alla fermata dell’autobus e, spostando il vassoio, mostrò la lama.

«Tu sei pazza» tuonò Giorgio con voce stridula, fissando in sequenza il bisturi, la ragazza e la faccia di Alessio nella foto. Di colpo, come caricato a molla, scattò in piedi e nonostante la testa pesante e le gambe molli si diresse verso l’uscita.

«Non vorrai andartene proprio adesso che inizia la festa» affermò Chie abbracciandolo da dietro. «Giochiamo! Io sarò la tua regina, tu il mio cavaliere» aggiunse con voce melliflua e poggiandogli le labbra sul collo, lo baciò. Giorgio si divincolò dalla stretta, ma Chie rabbiosa tuonò alle sue spalle: «Eien ni sayōnara, Ni. Io ti avrei lasciato la dignità» e con tutta la forza del suo odio, alzò il bisturi e…

Giorgio?

  • trafitto profondamente lanciò un urlo disperato che echeggiò nella tromba delle scale... (17%)
    17
  • prontamente schivò il colpo e spalancata la porta scappò per le scale, ma... (33%)
    33
  • cadde a terra esanime... (50%)
    50
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153 Commenti

  1. Mrs.Riso13 la Mrs dei miei sogni da ragazzino, quello di poter fare 13 al Totocalcio. 🙂
    Ma sono passati 9 mesi dal primo capitolo??? Non è che nel mentre è nato qualche bimbetto?
    Se è così auguri!!
    Allora la nostra Mrs.Riso, quatta e silenziosa scrive dei gialli notevoli, ho sempre sospettato che dietro quel tuo nick name si nasconda un’abile professionista.
    Ho letto d’un fiato i 5 capitoli, ho trovato il giallo davvero intrigante, con la tua giapponesina assassina, a quanto pare dei suoi ex colleghi di studio??
    Però sta volta Chie ha sbagliato qualcosa, Giorgio è ancora in vita, per cui la storia si fa ancora più interessante.
    Brava, brava brava.
    ti seguo, ma ti stavo seguendo anche nove mesi or sono.Voto per Alessandro il nome mi ispira.

  2. Ciao MrsRiso,
    eccomi. Leggendo i primi due capitoli mi sono resa conto che avevo già cominciato a leggere il tuo racconto, ma non ho continuato, chissà mai perchè. Poco male, ho leto tutto oggi e ti faccio i complimenti. Esposizione chiara, senza fronzoli, che va dritta al punto. Bene. Ora sono curiosa di sapere qualcosa sul medico legale, ma ancora di più sulla cara Chie e quello che l’ha portata ad assassinare i vecchi amanti…
    Alla prossima!

  3. Ciao Mrs, benritrovata!
    avevo letto l’altro giorno, ricevendo la notifica del tuo ritorno, ma mi ero dimenticata a che punto fossimo arrivati e ho riletto ora anche il capitolo precedente (gli altri no, ricordo l’inizio della storia). In questo ho fatto un po’ fatica, nei primi due paragrafi, tra chi fosse chi di Alessandro e Fabrizio, dopo ho ingranato. Io resterei sul medico legale, potrebbe notare o dedurre qualcosa dallo stato della vittima. Di solito, questori e PM sono più abituati a dare ordini e direttive, che a indagare in prima persona.
    Spero di non rileggerti tra un anno 😉

  4. E beh, io a questo punto andrei su Alessandro.
    Recuperati i cinque, attendo il sesto con ansia.
    Chie gelida e spietata, mette davvero paura.
    Un personaggio notevole che forse avrebbe meritato una narrazione in prima.
    Anche in terza puoi comunque dar spazio ai suoi pensieri, alle sue riflessioni, a ciò che pensa e magari anche a ciò che ricorda…
    Molto bene Mrs. Riso. Brava davvero.

    • Grazie per il brava!
      Chie deve mettere paura, l’unica mia paura è di non cadere nello splatter! Se succederà spero qualcuno me lo faccia notare.
      La narrazione in prima è un po’ il mio incubo, ci avevo già provato in un’altro racconto e poi senza accorgemene ho virato alla terza persona.
      Magari ci penserò, e mi impegnerò, in un prossimo racconto!

  5. Ciao MrsRiso.

    Ti è scappato “traccie”.

    Mi stupisce che tu voglia dedicare il sesto episodio a uno di questi tre personaggi, quando mancano ancora due potenziali vittime e il decimo episodio ormai è dietro l’angolo. Mi avrebbe fatto piacere leggere di tutti e tre, comunque mi allineo alla maggioranza e scelgo Nadia.

    Mi dispiace che i gialli abbiano bisogno di tanti personaggi; non è una critica, è un mio limite. Nell’episodio con Giorgio e Giulio ho fatto fatica a raccapezzarmi con nomi e soprannomi e, a maggior ragione, ho fatto fatica in questo episodio a star dietro a tutti i partecipanti alla riunione.

    Grazie e alla prossima.

    • Ciao Achillu.
      rispondo alle tue richieste in sequenza.

      >>> Ti è scappato “traccie”.
      Mi dispiace per gli errori, ogni volta cerco di rileggere, ma non riesco a raggiungere la perfezione!

      >>>Mi stupisce che tu voglia dedicare il sesto episodio a uno di questi tre personaggi, quando mancano ancora due potenziali vittime e il decimo episodio….
      L’hai detto tu che mancano due potenziali vittime non io!!! 🙂 Per il resto devi aspettare di leggere.

      >>>Nell’episodio con Giorgio e Giulio ho fatto fatica a raccapezzarmi con nomi….
      Mi dispiace di non essere riuscita a trasmettere al meglio gli scambi tra i personaggi. Quello che voglio fare durante la storia è dare l’impressione di raccontarla sotto diversi punti di vista. Per questo, in ogni capitolo la narrazione si focalizza su una persona diversa, che ci racconta dal suo punto di vista l’omicidio o l’omicida aggiungendo un tassello alla storia. Forse non mi sta riuscendo bene come vorrei. Cercherò di impegnarmi di più!
      Spero comunque di averti ancora tra i miei lettori e grazie per i tuoi commenti, metti pure in luce le debolezze del mio racconto in modo che io possa capire chi legge cosa percepisce.
      Grazie a presto!

  6. Nadia, diamo più un po’ di spazio a un’altra donna.
    Caspita, questo posto sta ricominciando a essere frequentato, bentornata!
    Ricordo piuttosto bene la storia, il che penso significhi che mi aveva colpito, ma ti prego, non far passare altri anni prima di terminarla 😉
    Ah: occhio che sono “benzodiazepine”.
    Ciao, a presto

  7. Giorgio schiva il colpo, ma…
    Ciao Mrs Riso, un giallo decisamente avvincente e carico di mistero. La protagonista è indubbiamente il punto forte della narrazione: ammaliante, sicura di sé ma anche fredda e calcolatrice. Raccontando la storia dal suo punto di vista, avrei preferito la prima persona ma è solo il mio punto di vista 🙂
    Seguo, a presto.

    • Più che un punto di vista vorrei far vedere la storia da più punti di vista, un cambio di vedute in base al focus del momento. Non so se alla fine risulterà caotico o convincente. Semplicemente volevo provare ad uscire dal mio solito narratore in terza o prima persona che vede la storia solo dal punto di vista del protagonista.Ho seguito come narratore 4 personaggi diversi. Inizialmente ho pensato a quello che dici tu, ma l’ho escluso per paura che il solo punto di vista dell’omicida sarebbe stato troppo splatter, ma concordo che in certe scene avrebbe migliorato la storia.
      Sono felice che tu sia tornata a leggermi spero che continuerai a criticarmi e a istigarmi a migliorare.
      Grazie alla prossima.

  8. Ciao MrsRiso,
    anche qui le benzodiazepine, Chie è fortunata che Giorgio non abbia la tolleranza di Luca 🙂
    Bel capitolo, mi chiedo cosa abbiano fatto questi per meritarsi una vendetta del genere, ma, giustamente, dovrò aspettare la fine 😉

    Voto “Prontamente schivò il colpo…” sopratutto per quel “ma…”

  9. Direi che cade a terra esanime.
    Ciao MrsRiso.
    Moneta non ti abbandona (come potrebbe), ma da un po’ di tempo lascia la piacevole incombenza dei commenti a questo nick. MI è piaciuto – come definirlo? Rollback? – questo riavvolgersi della trama su un capitolo strutturato come l’incipit. Solo che questa volta già sapevamo che fine avrebbe fatto l’ingenuotto 😀
    Che poi tanto ingenuo non deve essere, se Chie lo odia così tanto un motivo ci sarà!
    Scritto bene, scorrevole e affascinante.

    Ciao a presto

    • Nessuno è ingenuo in questo racconto…forse alcuni hanno sottovalutato gli effetti delle proprie azioni. Il rollback è un po’ lo stile della protagonista!! 🙂 Vediamo se anche questa volta tutto va secondo copione!
      Sono felice che tu non mi abbia abbandonato, mi fa piacere avere dei lettori critici. Spero che JAW lo sia al pari di moneta.
      Alla prossima.

  10. Ciao Mrs Riso,
    Giorgio cade a terra esanime e…
    Che bel capitolo! Anzi, che bei capitoli! Avevo perso il terzo e mi sono rimesso in pari. Complimenti.
    Rinnovo le considerazioni sul fascino di Chie, mi piace molto. Chissà se andrà tutto liscio questa volta… Ho la sensazione che ci possano essere degli imprevisti!

    Ciao, buona giornata!

    • Grazie, sono tornata e spero di riuscire a rimanere. Non ti nascondo che ho veramente poco tempo e che avevo deciso di abbandonare, ma non ci sono riuscita. Scrivere oramai è una cosa di cui non posso più fare a meno.
      Prometto di non farti aspettare molto… :-), sperando che non sia una promessa da marinaio!!! 🙂
      Alla prossima

  11. Eccomi qua,
    Ho votato ‘in discoteca’.
    Il cambiamento di prospettiva, dalle atmosfere noir/erotiche a queste da vita (privata) di redazione mi ha dato l’impressione, non so perché, di un montaggio cinematografico. Mi è piaciuto soprattutto il fatto che i due, all’inizio, sembrano solo due semplici giornalisti, ma al termine, con un mezzo ‘colpo di scena’, lasci intuire che (forse) in qualche modo fanno parte dell’intreccio.
    Molto intrigante!
    Ciao, buon weekend

    • Credo che oramai la discoteca sia la scelta più gettonata. Il cambio di scena c’è stato, sopratutto perchè vorrei raccontare la storia da più di un punto di vista, non so se sia un montaggio cinematografico o altro….
      Direi che fanno parte dell’intreccio anche i giornalisti, o almeno uno di loro…. 🙂
      Grazie e buona domenica…

      • Oddio, stage nipponico, tatami, kimono, un sacco di cultura giapponese. Un nome insolito, , ‘Chie’ che avevo preso per un nome orientale ‘occidentalizzato’… Mi sa che non ci ho capito nulla, eh? 😀
        Certo, essendo uno stage di colleghi era del tutto naturale che fossero cittadini dello stesso Paese. In realtà ho pensato a una collega della sede giapponese. Lo so, è ridicolo, mi ha sviato soprattutto il suo ricreare situazioni e tradizioni giapponesi. Pardon!

        • Tu mi fai morire dal ridere!!! Perchè te la canti e te la suoni!!! 🙂
          Io non ho mai detto che ha gli occhi a mandorla, né il contrario!! Non ho mai detto che è italiana (visto che per il momento le vicende si svolgono a Milano) né che non lo è. Le uniche cose certe sono: Chie e occhi scuri….Il resto non c’è!!
          Io penso che tu abbia capito molto e tu faccia delle deduzioni….però attenta potrebbero essere vere o false!!! 🙂
          Mi sono spiegata!!
          Per precisare, Chie è un nome giapponese, più che occidentalizzato, scritto in romaji, cioè con i caratteri del nostro alfabeto. 🙂
          Comunque ti prego di leggermi e non lasciarmi, perchè spero che gli altri non me ne vogliano, senza di te mi sentirei più sola!!
          Grazie di esserci!!
          P.S.: Complimenti per la copertina!!

  12. Tre capitoli, tre scene, tre punti di vista. La futura vittima, l’assassina, i giornalisti. Continuiamo così e scopriamo gli investigatori in questura al meeting mattinale?
    Sei sicura che fai solo un racconto, non starai preparando l’impianto di un romanzo? Personaggi e retroscena non mancano.
    Ciao

    • Diciamo che da appassionata di giallo, un po’ di indagini servono, ma se quasi tutti vogliono andare a ballare un motivo ci sarà :-)!!
      Per quando riguarda il rapporto tra i due è fondamentale per il contesto, capire il loro rapporto non solo lavorativo, speravo caratterizzasse i personaggi.
      Vorrei fare una domanda, la metto qua per comodità, ma tutti quelli che vogliono possono risponere. Se il rapporto narrato fosse tra Giulia e Giorgio sarebbe comunque risultato troppo esplicito?
      Questa non vuole essere una provocazione vorrei solo capire qual’è stato l’errore maggiore: le parole esplicite, le allusioni, i gesti…. o l’aver messo due uomini in situazione di coppia.
      Grazie per la lettura e gli aiuti, come ho detto a Napo farò tesoro dei consigli.
      Alla prossima

      • Dunque, partiamo dal fatto che il capitolo è fatto bene e che la parte riguardante il rapporto tra i due non è assolutamente sbagliata, anzi caratterizza bene la situazione. Quindi stiamo evidenziando il pelo nell’uovo solamente per un discorso di affinamento narrativo, forse superfluo.
        Forse il problema, secondo il mio discutibile parere da critico superficiale, riguarda il diverso tono stilistico che io ho percepito rispetto i precedenti capitoli.
        Nel secondo ad esempio, la descrizione dell’omicidio era cruenta ma delicata allo stesso tempo e già nel primo si percepiva che stava per avvenire l’assassinio.
        Qui le interazioni tra i due, quindi i gesti e le parole sono effettivamente troppo espliciti, ma più che altro mi sono sembrati un po’ forzati. Anche se fossero stati Giorgia e Giulio. O Giorgia e Giulia.
        Forse ho letto una tensione e dei sentimenti tra i due che non sono però riuscito a percepire.
        Credo che questo sia stato il commento più lungo che abbia mai scritto 🙂

        • Non importa se commenti il pelo nell’uovo mi piaciono le critiche che servono a migliorare, credo di aver capito quello che vuoi dire. Cioè è cambiato il tono di conversazione tra capitoli. Sinceramente non l’avevo visto così, ero molto impegnata nel due a non scadere tra l’erotismo e il crudele fine a stesso, non mi sono soffermata a limare le parole nel tre, dove pensavo che a parlare fosse una coppia.
          Comunque grazie mille per il tuo aiuto e la tua disponibilità nell’aiutarmi a capire 🙂
          E… i commenti lunghi vanno bene, se servono!! 🙂
          Grazie alla prossima!

    • L’idea di mostrare il rapporto era per caratterizzare Giorgio e il suo opportunismo. Non so se traspare questo o altro.
      Sono soli in una stanza e anche un po’ incavolati per le vicende, nella solitudine e nella complicità la conversazione si fa più schietta.
      Seguirò il consiglio in futuro. Grazie! 🙂
      Alla prossima.

  13. Ma… mizuage inteso come “rito di passaggio della maiko all’età adulta” o proprio come asta?
    (Beh, che dici, ho studiato?)
    Ciao MrsRiso,
    Ho apprezzato il primo capitolo e te l’ho scritto. Questo l’ho apprezzato ancora di più.
    Non so, mi piacerebbe saperne dare una lettura tecnica ma non sono in grado, dico soltanto che mi ha affascinato l’atmosfera, come la mostri, il fine intreccio di due culture, la lucida vendetta, oh, insomma, direi più o meno tutto. Mi rimangono in mente gli occhi aperti del condannato, spenti da ‘incredulità e terrore’ dalla wakizashi.
    Complimenti

    Ciao!

  14. Buonasera MrsRiso, ho appena letto i due capitoli del tuo racconto e… certo, vista l’ora non è esattamente una fiaba della buonanotte….però mi è piaciuto tanto e mi ha fatto piacere scoprirlo! Tosta questa Chie, tostissima. Chissà quella cicatrice…
    Voto per i pompieri!
    A presto 🙂

  15. Che bel capitolo!
    Ho visto ogni dettaglio della scena… bravissima!
    Avevo capito che Chie fosse importante nella storia, ma non mi aspettavo fosse la protagonista… in questo modo…
    Una storia di vendetta non può essere facile, ma siamo solo all’inizio… abbastanza 🙂

  16. “Abbastanza”.
    Wow! Mi è piaciuto tantissimo questo episodio! Chie è veramente un bel personaggio e hai descritto divinamente tutta la scena.
    Come ti dicevo l’altra volta, adoro il Giappone e conosco alcune parole e tradizioni giapponesi (come il seppuku e l’uso del wakizashi), perciò l’ho apprezzato ancora di più! *w*
    Quando lei gli dice “addio per sempre” (“Eien ni sayōnara, Ichi”) lo chiama “ichi” che significa uno. Perciò credo che ci saranno altri omicidi e che Chie voglia vendicarsi per ciò che le hanno fatto.
    Bravissima! 🙂 Sorgono moltissime domande e cresce la curiosità di saperne di più. 🙂
    Alla prossima! ^__^

  17. Ho scelto ‘abbastanza. Non facilitiamo troppo la vita alla “Beauté vengeresse”
    Accipicchia, mi obblighi a leggere col dizionario dal giapponese aperto 🙂
    Molto bello, il tuo stile di scrittura i tendo, perché lo stage con abuso di gruppo e il furore vendicativo sono invece terrificanti. Quindi questo era solo il primo di una lista di uomini da eliminare?
    A maggior ragione, seguo.
    Un dettaglio mi interpella: la cicatrice appena sopra il pube. Io la associo a un parto cesareo. Quindi? O allora è altro, abusi con scarnificazioni? Due capitoli e già tante domande: un vero Giallo! 🙂
    Brava!

  18. Salve Mrs Riso rientrai per leggerti, per cui ritieniti molto fortunata. 🙂
    Ok ho letto il capitolo, descriverlo con un aggettivo, direi: ” raffinato”.
    Mi è piaciuto molto quel gesto di annusarsi sotto l’ascella, mi ha ricordato un mio amico.
    Bene sono curioso di leggere il resto.
    Voto e ti seguo. attraverso gli occhi dell’assassino.
    🙂

  19. Buonasera MrsRiso,
    Voto ‘con gli occhi dell’assassino’, mi sembra affascinante e interessante.
    Come il tuo incipit, poetico e al tempo stesso permeato da un gioco di seduzioni.
    Quando Alessio ha stretto la sciarpa, ho immaginato che fosse bordeaux e gialla.
    E mi sa che ci ho preso, perché dopo il kakebuton lo descrivi ‘rosso e oro’. Non può essere un caso! 🙂
    Ciao e buona serata

  20. Ho esitato a scegliere, poi ho optato per gli occhi dell’assassino.
    Forse perché è da un po’ che ho voglia di scrivere un noir narrato esclusivamente dal punto di vista del colpevole ma per ora non ho ancora osato provarci. Quindi per ora leggo il tuo, la qualità di scrittura è garantita 🙂
    Adoro il prosecco e la cucina giapponese ma non ho mai pensato ad abbinarli, forse ora lo farò.
    Ciao e ben ritrovata

    • Più che dal punto di vista del colpevole, sarà da più punti di vista. E’ una scrittura che non mi appartiene spero di riuscire. Ma come ho detto sotto, il posto migliore per provarci è qua. 🙂
      Ti consiglio di abbinarli, le bollicine esaltano il pesce sopratutto il sashimi, niente salse però. 🙂
      Grazie per essere passata alla prossima.

  21. Bello l’incipit e coraggiose le scelte che proponi. Io direi attraverso gli occhi dell’assassino, ma così, mi ha fatto decidere una lieve preferenza a livello di gusti personali. La frase “…sospirò nel palmo della mano a conca e pur non trovandovi la perfezione si accontentò…” me la segno 🙂
    Ciao e brava

  22. Bello il titolo, e bel genere, il giallo è uno dei miei preferiti 🙂
    Mi è piaciuta la descrizione di Chie (nome particolare, ha un significato?) e del suo appartamento, così come lo stile: scorrevole, non c’è niente di superfluo…
    Attraverso gli occhi dell’assassino, spero di sapere qualcosa in più sul progetto ARTE.MI.DE 😉

    Ciao

  23. Wow…un giallo!
    Anzitutto mi complimento per la conoscenza dei termini e degli usi giapponesi. Ho una figliastra che lo studia ed è stata nel sol levante, e che mi vuole propinare cibi che, garbatamente, schifo 🙂
    La storia si presenta molto bene. Il nostro protagonista mi sembra molto sicuro di se e ha il giusto atteggiamento, una cosa non da tutti.
    Ho votato per raccontare l’assassinio attraverso gli occhi del carnefice, o del killer come preferisci chiamarlo.
    Sono certo che saprai stupirci, avanti così, ciao 😉

    • Il giappone è la mia passione, la loro cultura, il loro stile di vita, le loro tradizioni e confesso…il loro cibo!!! Non sono mai stata in giappone ahimè, ma spero di rimediare presto. Nel frattempo leggo e m’interesso, diciamo li sbircio!!! 😉
      Sono molto lontani da noi, ma, pur non capendoli tavolta, mi affascinano…
      Ti ringrazio per esserci e per la fiducia, spero davvero di riuscire a raccontare la storia bene, è per me una nuova prova….sopratutto se a vincere fosse la tua opzione. Un assassinio in diretta, chissà cosa verrà fuori. 🙂

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