Avventure fra la neve!

Dove eravamo rimasti?

Che cosa fanno a Tenc? Quando torna si può trasformare in una creatura fantastica. (78%)

Esplodiamo da qui!

Vidi il robot portare Tenc in braccio, poi lo buttò nella cella accanto.

– Con te abbiamo finito, fra cinque minuti toccherà alla ragazzina – disse il robot chiudendo la cella di Tenc.

– Stai bene? – chiesi.

– Sì, grazie… – disse Tenc un po’ scocciato.

– Cosa ti hanno fatto?! – chiesi preoccupata.

– Fidati, è meglio non saperlo – disse Tenc.

– E invece voglio saperlo! – dissi io.

– Va bene, ma a me non piace.

In quel momento arrivò una luce abbagliante. Mi alzai per guardare attraverso il finestrino di sbarre che separava le nostre celle. Quando riuscii a guardare, vidi una superba fenice (rimasi a bocca aperta).

– Visto? Sono brutto! – disse Tenc guardandosi.

– Sei impazzito? Sei bellissimo! – dissi io guardandolo da capo a piedi.

– Finito il tempo, vieni ragazzina – disse il robot.

– Non sono una ragazzina! – gli urlai contro.

In quel momento mi prese e mi portò in una spece di laboratorio dove mi fecero sdraiare su un lettino bianco. Lì alcuni dottori robot mi fecero mangiare quella cosa che mi aveva fatto diventare una ragazza serpente. In quel caso mi fece diventare umana: evviva! Ma non era finita! Mi iniettarono un liquido. In quel momento entrai in uno stato di trance. Quando mi svegliai mi ritrovai in cella, Tenc stava dormendo. Mi guardai allo specchio, non riuscivo a credere a i miei occhi! (Sapete quelle ragazze sui cartelloni magre, belle e nude, ecco ero una di quelle, però non ero nuda …). Rimasi lì un po’, poi mi girai: c’era Tenc che mi fissava stupito.

– Che hai da guardare?! – dissi.

– Sei-sei-sei bellissima! – mi disse.

Guardai lorologio erano le dieci di sera.

– È tardi – dissi a Tenc.

Ma lui stava già dormendo. Mi misi a dormire: sognai di essere la principessa Leia imprigionata da un robot gigante, ma nel sogno non venivo liberata, anzi dovevo fare la ballerina! In quel momento mi svegliai in una spece di acquario gigante con un sacco di fili attaccati: davanti a me c’erano moltissimi robot che armeggiavano con dei computer. Mi guardai dietro: c’era Tenc in una gabbia per uccelli seduto sull’altalena con le braccia incrociate. Mi guardai intorno cercando Bughi. Lo vidi scappare in tutte le direzioni inseguito da un robot con un guinzaglio in mano. Ad un certo punto sentii una scossa e svenni. Mi trovai di nuovo in prigione.

– Sveglia! – gridò Tenc – Ah, ti sei svegliata finalmente! – disse.

– Dove sono? Cos’è successo? – chiesi.

– Ti rispondo subito, siamo in prigione, e tu hai dormito tutto il tempo, – rispose Tenc – mentre io ho dovuto rispondere alle loro domande per te! – rispose arrabbiato. In quel momento arrivò il solito e fastidioso robot: evviva! (in modo sarcastico ovviamente)

– Il capo vuole testare il suo portale – disse.

– Io non alzerò un dito dopo tutto quello che ci avete fatto! – disse Tenc arrabbiato.

– Neanch’io! – dissi.

– In cambio vi daremo la vostra mappa – disse il meraviglioso robot.

– Beh, in questo caso accetto! – disse Tenc.

– Beh, in questo caso andiamo all’avventura! – dissi io.

– Woff! – disse Bughi.

– In questo caso seguitemi pure – disse il robot aprendo la cella.

Presi Bughi e lo seguii fino ad un enorme cerchio luminoso.

– E questo sarebbe un portale?! Quanta fantasia! – disse Tenc.

Poi arrivò un robot alto, nero e con 4 braccia.

– Questo sarà la vostra guida – disse il robot simpatico della prigione. In quel momento il portale si aprì, ci diedero delle tute e dei fucili. Bughi in quel momento scappò e io lo inseguii. Tenc mi venne dietro. Quando riuscii a prendere Bughi, ci trovammo in una stanza piena di dinamite. Davanti a noi c’era un enorme libro chiuso intitolato “Lo spirito della vita”.

– È un nome sensa senso! Cioè: se è uno spirito è morto, non può trattarsi di vita … quindi è stupido! – gridò Tenc.

Io non lo stavo a sentire e aprii il libro. Rimasi senza parole, era-era-era tutto bianco! Giravo le pagine, giravo, giravo: niente, tranne pagine bianche. Poi mi accorsi di qualcosa che spuntava tra le pagine. Era la mappa. La presi e me la misi in tasca. Poi alzai lo sguardo, due occhi viola che mi fissavano. Ero immobile non sapevo cosa fare. Ad un certo punto un enorme essere avvolto nell’oscurità iniziò a camminare verso di me, io mi girai e corsi più che potevo. Sentii una voce soffocata: – La vita, lo spirito – disse. Chiusi gli occhi, poi li aprii e vidi Tenc. Mi fermai.

– Sei impazzita? Perché sei corsa via così? – mi chiese. Dopo sentii una voce.

– Allora arrivederci!

Mi girai. C’era il robot, quello  della cella, quello simpatico … ecco quello!

– Già, Hen, andiamo? – chiese Tenc.

Mi guardai attorno. Eravamo davanti al portale.

– Sì, ma la guida? – chiesi guardandomi attorno, cercandola.

– Aveva qualche difetto quindi non potrà accompagnarvi – disse il robot. – Lo farò io.

Che bello! Saremmo andati a spasso in un’altra dimensione con il nostro amico robot che ci fa finire sempre nei guai! Yuppi!

Stavamo andando verso l’ingresso del portale quando sentii rumore di esplosioni. Stava esplodendo tutto! In quel momento Tenc mi spinse e… eravamo dentro!!!

DOVE CONDUCE IL PORTALE?

  • Nel sogno di Hen. (50%)
    50
  • Nel mondo digitale. (38%)
    38
  • Nel regno degli spiriti. (13%)
    13

Voti totali: 8

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22 Commenti

  1. Questa cosa che la voce metalli dica che ora l’amico di Hen è il suo amico e poi Ten ricompare come se nulla fosse, mi è suonata strana, quindi voto che le impronte appartengono alla voce mettallica.
    Bella l’idea del serpente: come risolveranno?

    Ed ora una pecca: la vincenda risulta narrata in modo spezzettato; dovresti cercare di rendere il testo più fluido.

    Ciao 🙂

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