Tatjana

Dormi serena.

“Grazie Luca, a domani!”

La mano ruvida dell’uomo le mise in mano il resto. Poi le sfiorò la guancia in un gesto affettuoso, ma Tatjana si scostò. Allora lui tornò al suo posto nell’edicola lungo il Corso, mentre un anziano chiedeva un biglietto del bus. Tatjana mise nel borsello i pochi spiccioli e la rivista di enigmistica appena comprata e si avviò spedita nel marciapiede illuminato dalle luci della sera.

“Buonasera signora Tina”

“Giovanni…”

“Ciao Carla”.

 

A tutti un saluto e una parola, in quei pochi metri di spazio che percorreva tra il parcheggio riservato della sua auto e l’ingresso del palazzo. Una volta infilata la breve rampa d’ingresso, sguainò un nuovo sorriso.

“Ciao bellezza”. La figura tarchiata di Giampiero e la sua barba bianca si stagliarono nella penombra dell’androne. Afferrò i manici della carrozzina e la spinse con facilità sino al montacarichi adibito al trasporto di persone e sedie a rotelle. Tatjana fece appena in tempo a godersi la dolcezza paterna del portinaio, che la cabina arrivò lanciando un breve trillo. In quel momento sentì un violento frullo d’ali dietro di sé e si girò spaventata. Ma non c’era niente, se non il largo petto dell’uomo e i suoi occhi blu sopra la barba. Una barba tremolante! vide Tatjana, che fece tanto d’occhi. Giampiero rise tonante “Oh oh oh! Che occhioni, bella bambina!” e la barba si fermò. Allora anche Tatjana rise, divertita per quella strana allucinazione. Ma, mentre entrava nell’ascensore, alle sue spalle si formò un vortice di colombe e farfalle che si disperse come schiuma appena la cabina partì.

L’ascensore si arrestò al quarto piano, in un pianerottolo di quattro appartamenti. Una volta entrata in casa, filò sino al divano letto. La stanza era immersa nel buio. Solo la luce del lampione nei pressi della finestra permetteva di distinguere la sagoma dei mobili. Fra tutto spiccava l’unica stampa alla parete raffigurante una sirena che saltava fuori dall’acqua.

Tatjana si staccò dalla sedia con un colpo di bacino e, facendo carico sulle braccia, si distese nel divano. Poi rimase immobile a fissare accigliata il soffitto scuro. Il suo viso trasmetteva sensazioni opposte a quelle precedenti. I vicini non l’avrebbero riconosciuta.

L’aria era pesante. Sentiva prurito dappertutto e la schiena intirizzita iniziò a mandarle segnali urgenti: aveva bisogno di una doccia. Quando si era lavata l’ultima volta? Era stato il giorno prima, dopo aver incontrato Mirco. Socchiuse le palpebre: pezzo di merda. Ricordò che mentre si lavava aveva pianto. Si era strofinata spasmodicamente il moncone della gamba destra rischiando di scorticarsi. Quanto aveva odiato quel che era rimasto della sua gamba, in quel momento. Quanto si odiava tutta quanta, e si faceva schifo.

Inevitabilmente, come ogni volta che si trovava ad aver a che fare con una delusione, la sua mente faceva un tuffo nel passato di nove anni prima. Per la precisione un tuffo dalla scogliera della costa, sotto il solleone d’agosto, con la musica e le esortazioni degli amici a buttarsi. Ad affrontare il rischio, e vincere.

Lei non l’avrebbe fatto, ma poi  aveva sentito una voce bramata unirsi alle altre. “Dai, manchi solo tu!” e i suoi occhi che scintillavano come il mare, la pelle scottata delle sue spalle e i ciuffi biondi mossi dalla brezza. Allora si era lanciata chiudendo gli occhi. Urlando e ridendo aveva affrontato la sua prima prova.

Con questi ricordi in mente, si sollevò per prendere il bastone infilato tra il divano e la parete. Una volta issata in piedi, accese la luce dell’unico lampadario per dirigersi al bagno. Entrò nella doccia fornita di seduta e iniziò subito a lavarsi, poi infilò il pigiama di pile e si riaccostò al divano letto. Dovette sedersi per ripiegarla e inserirla dove prima c’era il bastone. La usava solo all’esterno quando era necessaria una certa velocità e solo se aveva spazio a sufficienza. Altrimenti il mondo poteva aspettare.

Prese un tramezzino dal frigo e sedette al tavolino accendendo la tv dal telecomando. Nel piccolo appartamento si diffuse il concitato annuncio dell’ennesimo sisma in centro Italia, ma Tatjana avvertì confusamente il cordoglio per quelle ultime sciagure. Pensava ancora al tono evasivo di Mirco, al suo sguardo distratto e le dita che pigiavano continuamente sull’iPhone. Si ritrovò a rammaricarsi per non esser morta, quel lontano giorno di nove anni prima, ma non era la prima volta.

A quel punto aveva perso l’appetito. Sorreggendosi al tavolo col braccio sinistro e fidandosi della scarsa sensibilità alla gamba superstite, si allungò per buttare gli avanzi nella spazzatura organica. Dopodiché andò a lavarsi i denti e si coricò nuovamente, per trascorrere tutta la notte ad attendere un sonno lento ad arrivare. Tuttavia, quando chiuse gli occhi stanchi, un lieve solletico le fece arricciare il naso. Erano le ali trasparenti di una farfalla, che poi volò attraverso i vetri portandosi via un po’ di dolore. Tatjana allora dormì alcune ore di sonno sereno.

Tatjana e Mirco

  • sarà lei a chiamarlo (0%)
    0
  • si incontreranno per caso (67%)
    67
  • lui la chiamerà al telefono (33%)
    33
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159 Commenti

  1. Ciao Giorgia, finalmente sto recuperando il tuo e altri racconti.
    La storia mi è piaciuta dall’inizio alla fine 🙂 Sei stata molto brava a scegliere una trama delicata, mantenendo un tono che non è mai diventato sdolcinato. Bellissima l’idea della mamma-farfalla! Tutto molto magico ma anche molto umano e realistico, soprattutto per quel che riguarda i vissuti di Tatjana.
    Grazie!
    A presto 🙂

  2. Recuperato anche l’ultimo episodio. Vista la maggioranza che aveva scelto l’opzione amore, mi sarei aspettata un finale alla “e vissero tutti felici e contenti”. Mi è piaciuta la tua idea su come concludere la loro storia. Mi è piaciuto come hai fatto evolvere il personaggio di Tatjana durante questi dieci episodi. 🙂

  3. Ah, un bel finale. Il filo che teneva unita Tatjana a Mirco, fatto di sensi di colpa e paura, si è spezzato. Anzi, lei lo ha finalmente spezzato. Ora potrà percorrere la sua strada. Più felice, penso. E più leggera. Come una farfalla 😀
    Sul finale, recuperi i toni favolistici dell’inizio e ci regali l’incipit di una storia che è ancora da scrivere.
    Ciao, a presto

    • Ciao Danio
      Non si trattava di uno scontro e Mirco non cercava vittoria 🙂 l’obiettivo era di Tatjana.
      Già stai leggendo un altro mio racconto 😛 può darsi che ne inizi uno nuovo anche con questo profilo, chissà!
      Grazie per essere sempre dei miei, alla prossima.

  4. Bello. Molto intensa e vivida la discussione con Mirco, le verità che si sono confessati, l’atteggiamento di entrambi. Le loro parole. Brava, davvero. Molto bene la fine, quando lei si fa forza da sola, stavolta è cambiata davvero, non aspetta più e si sforza di conquistare da sola la sua sedia, molto interessante la chiusa… lei accetterà la protesi. Sono d’accordo con la usa prima teoria: sembra una violenza in più. Ma alla fine capisci che non lo è. Certo, ci vuole un po’ ad accettare un corpo estraneo dentro di te o su di te…
    Bravissima.

    • 🙂 grazie mille Ale, sono davvero contenta che l’abbia apprezzato.
      Come al solito mi rendo conto solo dopo averlo letto decine di volte che alcune cose del testo non vanno bene, ma ormai è andata e comunque il finale non sarebbe diverso.
      Grazie per seguirmi sempre 🙂

    • E’ vero, il penultimo capitolo e buona parte di questo non hanno visto farfalle elfi e renne magiche 🙂 ma non potevo esentarmi nel finale, la storia ha un significato che spero sia stato recepito.
      Grazie per avermi seguito fedelmente caro Drago 😉

  5. amore.
    la figura dell’indiano e il suo comportamento in scena mi sono piaciuti molto, anche il suo alito di cocacola, brava… hai reso tutto molto vivido. mi è piaciuto il finale, il fatto che Mirko le dica in faccia che il rifiuto di sentirsi normale è suo… interessante risvolto. Vediamo che succede sul finale 😉

    • Ciao Splendida 😀
      Sì, il mio intento era che Tatjana si sentisse rinfacciare chiaramente la sua negazione. Sembra che un po’ tutti se ne siano accorti, la madre che si è rattristata quando lei ha detto “non posso far altro che strisciare come un verme”, Giampiero che l’ha esortata più volte a riconoscere le sue potenzialità, Dragan e la sua storia senza scampo.
      Adesso l’indiano e la carrozzina, ma non spoilero niente 🙂 grazie per esser passata Alessandra.

  6. Direi amore, ma non so se lo rivolgerei a Mirco. Amore, in generale. Non è mai una cattiva cosa.
    Ciao Giorgia,
    La presa di coscienza di Tatjana sta per compiersi, mi pare. Mirco ha le sue ragioni e lei inizia a capire che l’atteggiamento di chi le sta intorno dipende anche dal proprio.
    La mamma farfalla è andata via troppo presto, sono certo che Tatjana scoprirà cosa ha sbagliato 😀
    Il capitolo mi è piaciuto ed è molto significativo il ragazzo che la stacca dalla carrozzina. Ma mi chiedo: gliela riporterà indietro? 😀
    Forse è meglio di no. Forse è un altro ‘piccolo aiutante’ 🙂
    Ciao a presto

  7. Finale duro, denso di cattiverie e sottintesi che potrebbero abbattere un bue. Oltre alla tristezza, avrei pensato che Mirco terminasse anche con “compatimento” che sarebbe anche peggio.
    Ho votato per il dubbio, perché il dolore Tatjana lo sta già provando, e l’amore sembra una chimera, però l’indiano potrebbe essere una buona chance 🙂
    Brava, ti aspetto per il gran finale, a presto.

  8. Sala da té.
    Bellissimo conflitto hai portato in scena e in esame: “lo specchio”. Brava davvero. La ricerca dell’identità nello scontro tra i due personaggi: lei si chiede lui chi sia, lui la invita a interrogarsi su chi lei voglia essere o diventare. Lui è qualcuno che pensa a tutti, lei è qualcuno che crede di essere a malapena capace di pensare a sé, ma non è così. Complimenti per il conflitto reso magistralmente.

  9. Ciao! Brava! Bellissimo questo capitolo! L’idea Che il Vecchio viva in mille e mille case e cerchi le persone tristi è fantastica. Bellissima anche la presentazione che Dragan fa di sé… toccante la parte in cui spiega d’aver scelto la protagonista perché “ho pensato che eri come me”.
    🙂 a presto per il seguito!

  10. La madre.
    Bellissimo episodio, mi ha commosso. Che belle le parole dell’elfo… hai una fervida immaginazione e devo dire che questo genere ti riesce bene, non lo avrei scommesso – per un’autrice horror come te – ma mi devo avvedere del tuo talento versatile.

  11. Ciao, voto per Bitty e Tatjana 🙂
    Molto bello questo episodio, in particolare mi è piaciuto tanto il momento in cui hai descritto la sfera di Giampiero… e poi le domande pensate da Tatjana e le risposte dell’uomo, molto magico, davvero.

    “Volevo assegnarti un bambino meno problematico”… mi e piaciuta tantissimo questa frase. E pensare che a volte sono proprio i guai più seri a farci sentire più vivi.
    A presto.

  12. Bitty e Giampiero, se l’ha in qualche modo ‘mandato’ Giampiero è giusto che interagiscano un po’. Bel capitolo, la cosa che mi è rimasta maggiormente impressa: “gli abitanti morirono in un laghetto di sangue”. Forse perché tutte le parole al diminutivo ti evocano l’infanzia, i giochi le attività da bambini: macchinine, robottini, pranzetto, bagnetto. Qui è del tutto appropriata perché deve richiamare le piccole dimensioni dell’immagine, ma è utilizzata in una frase terribilmente cruenta. Del resto la stessa sfera ricorda le palle di vetro con la neve, un altro ‘gioco’ da bambini. E del resto di un bambino (sfortunato) si parla. Bello, mi è piaciuto.

    Ciao

  13. Bellissimo anche questo episodio. L’atmosfera è sempre più magica. Bella l’attenzione di Tatjana per questo bambino piovuto dal cielo e altrettanto azzeccato è l’atteggiamento di Pippo che vorrebbe portare subito il trovatello dalla polizia. Voto perchè Pippo non si fidi dell’ultimo arrivato 😉
    a presto.

  14. La storia è complessa e sono già curiosa di vedere come andrà a finire. Sono d’accordo con la reazione di Filippo. Ci si può fidare di Bitty? Perché persino Giampiero non è tanto d’accordo, Ho votato che Bitty metterà alla prova la pazienza di Tatjana. Lei mi ha dato l’impressione che veda nel ragazzino qualcosa di sé. E dopo tutte queste elucubrazioni, concludo dicendo che ovviamente ti seguo, 🙂

  15. Bitty mette alla prova la pazienza di Tatj , o Taty; più che altro perché Filippo già non sembra fidarsi troppo e Tatjana invadente non ce la vedo.
    Giampiero era un po’ interdetto della novità, chissà qual è l’intoppo che andremo a scoprire.
    Molte immagini a mio parere efficaci e ben costruite, “passivo come una gamba di legno…”, ” ali di farfalla bianche come cirri.”, ma tutto il capitolo è molto scorrevole e suggestivo.
    Complimenti

    Ciao!

    • Ciao Achillu
      hai ragione, il cambio di pov non è bello, non lo faccio mai e infatti speravo che in pochi lo votassero.
      Tatjana sta scorgendo un percorso e qualcosa da raggiungere, anche grazie all’ultimo avvenimento con Mirco.
      Grazie per esserci sempre.

  16. All’inizio ho scartato l’opzione del pdv del bambino, ma ripensandoci ho votato quella, anche perché voglio avere qualche info in più ‘dall’esterno’ su Tatjana.
    Qualcuno, da lontano, ha architettato questo incontro, quindi deve essere molto importante. Bel capitolo.
    Ciao!
    P.S.: ma che è successo alle virgolette? 🙂

  17. Ciao Giorgia, che bellezza questa storia!
    Filippo è proprio un bel personaggio, brava! Il capitolo mi è piaciuto così tanto che arrivata alla fine mi sono dispiaciuta per i cinquemila caratteri esauriti!
    “…l’adorava come la sorella che non aveva mai avuto”…. ottima modo per farci capire cosa rappresenta Tatjana per Pippo…. e poi succede proprio così… un giorno incontri qualcuno e lo riconosci come il ” pezzetto” che ti è sempre mancato….

    PS: in risposta al mio precedente commento hai scritto “sono così stanca della cattiveria della gente”…. Sono d’accordo con te… Una storia come la tua è la conferma che c’è qualcuno ancora capace di pensare a cose belle e magiche 🙂

  18. Guarda, mi è piaciuta tanto l’irruzione della farfalla col corpo di mamma che voto per qualcosa di inspiegabile. Sei sempre brava, il capitolo è piacevole e scorrevole.
    Una domanda/osservazione: dopo la cesura il pdv passa decisamente su Pippo. Poi, dopo una cesura più piccola, sembra farsi esterno o al massimo rimanere su Pippo, ma l’ultimo periodo sembra tornare su Tatjana (“Quel ragazzo era cocciuto come un mulo ma anche divertente; sentì di potersi rilassare.”). Ma forse mi sbaglio o mi sfugge qualcosa. Scusami se ti sembro invadente o inopportuna, ma coi pdv combatto parecchio e non sono ancora certa di sapere esattamente di cosa parlo, quando ne parlo 😀

    Ciao ciao

  19. Vedranno assieme qualcosa di inspiegabile…
    Non sapevo avessi iniziato un’altra storia, ma da adesso in poi la seguirò 😉
    Nei tuoi racconti spesso il protagonista è la scoperta di sé dopo il lungo viaggio dell’introspezione, tra conflitti e negazioni ma alla fine… bé, questo sarai tu a scriverlo.
    Complimenti per questo inizio 🙂

  20. Si insospettirà su Giampiero.
    Cia Giorgia.
    Decisamente adatto al periodo il tuo racconto. Anzi, la tua fiaba. Quello che apprezzo di più è proprio il contrasto tra la descrizione realistica della vita di una persona che deve affrontare serie difficoltà e la magia direi ‘fanciullesca’, quella che ci faceva spalancare gli occhi e trepidare sotto le coperte la notte di Natale. Anche se sono passati tanti anni, mi manca in po’.
    Sei sempre molto brava.
    Ciao ciao

    • Ciao Ale, a dire il vero non mi è sfuggito niente di cui mi sia resa conto. A cosa ti riferisci?
      Grazie! è un tema difficile da capire più che da spiegare, ma io ci provo nel modo che mi sembra più semplice visto il periodo 🙂 spero di riuscire sino alla fine.

  21. Ciao , episodio interessante 😀
    ho votato l’opzione “vede Mirco fare qualcosa”. Ok, Giampiero è Babbo Natale eheheh, ma devo dire che tutta la parte relativa alla renna e a Giampiero l’ho trovata un po’ confusa. Ho dovuto rileggere un po’ di volte. Inoltre, trovo poco verosimile quando dice ” Ora va’, torna dalle tue sorelle Lia, Adrianne, Dunja, Fuyuko…” questo perchè nella realtà non usiamo parlare in questo modo. Quando mia madre mi suggerisce di raggiungere le mie sorelle non dice “Va’ dalle tue sorelle Ivana e Sabrina” perchè io lo so fin troppo bene come si chiamano. Dice “Va’ dalle tue sorelle”, punto. L’espediente di dire i nomi nel racconto serve a farli conoscere al lettore, lo capisco, ma l’effetto finale risulta un po’ naive, oltre che mettere troppa carne al fuoco.
    Spero non ne avrai a male per queste considerazioni, che vogliono essere costruttive.

    Alla prossima!

    • Ciao Moonflower, non preoccuparti, non ne ho a male ma non sono affatto d’accordo 🙂 stai leggendo una fiaba, non una pagina di diario. E poi mai, mai pensare che quel che leggi qui o altrove (o vedi un un film) siano inverosimili perché tu o chi frequenti non lo faresti o diresti mai. Ognuno di noi è diverso dall’altro e soprattutto i protagonistiche creano la storia sono speciali, diversi dalla persona comune (figurarsi in una fiaba che presenta personaggi di fantasia), altrimenti non farebbero niente di interessante di cui narrare. Ma già tu hai trovato confusionaria la scena tra la renna e Giampiero, che è molto semplice, quindi forse non corriamo la stessa corsa 😀
      Anche questo mio commento vuole essere costruttivo, siamo qua anche per questo. Grazie 🙂

    • Ciao Maria, l’ombrello descritto è in possesso di mia madre dunque so per certo che esiste 🙂 così come l’Associazione che vende oggetti raffiguranti i quadri di artisti privi degli arti superiori e i calendari.
      Sono cose straordinarie.
      Però ho usato la figura di Simona per mostrarvi quanto Tatiana si senta inadeguata e in qualche modo inutile, nel confronto con chi ha sviluppato una resilienza che lei è convinta di non avere.
      Ovviamente questo è il suo difetto fatale, che dovrà evolversi.
      Grazie per lettura e commento 🙂

  22. Ciao Giorgia.
    La renna francofona che profuma di chanel n. 5 mi ha fatto molta simpatia.
    Quindi il portiere Giampiero è Babbo Natale, eh? Io direi che possiamo aspettare anche l’ultimo episodio prima che Tatjana si insospettisca.
    Ottima la scelta di renne femmine! Ho scoperto di recente che i maschi perdono le corna a fine autunno, mentre le femmine le perdono in primavera. Brava.
    Sono curioso di scoprire il significato di queste farfalle evanescenti. Nel frattempo, penso sia il caso di accelerare la scomparsa di Mirco. Per le farfalle e Babbo Natale abbiamo tempo.
    A rileggerti.

  23. Ciao Giorgia. Una fiaba? O urban fantasy? 😉 Chissà. Probabilmente è difficile classificare un’opera e penso che sia ancora più difficile classificare una propria opera.
    Non ce la faccio a immaginare lei che non sopporta Mirco e gli telefona; non credo nemmeno in un incontro casuale, altrimenti come mai lui ruota ancora intorno alla sua vita? Quindi per esclusione sarà lui a chiamarla.
    Ti seguo e a rileggerti.

  24. Buongiorno Giò e bentornata.
    Ho votato per un incontro casuale, preferisco di gran lunga 😉
    Ottima scelta, la fiaba, la ragazza problematica, – altra coraggiosa scelta – l’introspezione del suo dramma interiore condito di farfalle, sono curiosa di vedere dove ci porterai. Ti rimprovero l’unico errore che hai fatto, perchè lo hai fatto alla prima riga… vediamo se lo trovi da sola 😉
    Seguo. Stima.

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