LA LINEA GRIGIA

IN VIAGGIO VERSO IL PASSATO

Sono su di un treno che mi sta portando in Germania. O meglio, che mi sta portando a Monaco, di Baviera, nella Germania Ovest. E’ il 1968, e nonnostante siano massi molti anni, mi fa’ ancora effetto pensare alla Germania come a due nazioni.

Sono una donna troppo complicata, che on ha più nulla da perdere, che non si stupisce più di niente.  Non mi pento di tutto ciò che é successo perchè, anche se a gente giudica con frasi scontate come: “io al tuo posto non avrei fatto così”, é troppo facile  parlarne col senno di poi.  I fatti accaduti ad una ragazzina di 17 anni  in tempi così tragici avrebbero cambiato anche le persone più forti.

Sto scrivendo tutto questo sul mio diario perché ne sento il bisogno. Non posso condividere con nessuno gli eventi, tranne che con mio fratello Bruno, l’unica persona rimasta della mia famiglia, l’unico che mi sostiene e mi accompagna, l’unico che non mi giudica. Lo guardo, ora, addormentato sul sedile. Quel ragazzone di oltre 30 anni che ha fatto da testimone involontario alla mia vita senza mai lamentarsi, senza mai accusarmi sempre in silenzio. Mi chiedo cosa pensa veramente di me. Lo farà solo per compassione? O perché sono l’unica parente che ha? Bé, ci sarebbero zii, cugini e altri, ma dopo quello che ho fatto, nessuno ha più voluto saperne di me. Non li biasimo, ma ripeto. NON sono me. NON avevano 17 anni quando hanno visto ciò che io ho visto. 

Ah, mi sono dimenticata di dirvi parchè sono in treno. Sto cercando una persona importante per me. Non me la sento ancora di svelarvi chi sia perché temo troppo il giudizio altrui ma posso dirvi  questo: é un uomo. Mi spiace, ma di lui non ne ho più saputo nulla. Sono passati più di vet’anni e l0’ho sempre aspettato in cuor mio, sebbene sapessi perfettamente che un suo ritorno da me era assai improbabile. Io spero solo che sia felice, sereno, o che abbia trovato amore. Sia ben chiaro, non voglio sconvolgergli la vita, non voglio dirgli chi sono, ma voglio solo vederlo. 

Non so nemmeno se sia a Monaco, ma da qualche parte devo cominciare, no? Per comodità cercherò di partire dall’inizio. Mi scuso se sarò troppo vaga o se non ricorderò questo o quello, ma sono passati più di vent’anni. E quei giorni sono avvolti da una strana cortina di nebbia, una nebbia grigia.  

Ecco. Ho passato il confine proprio ora. Sono in Austria e ho già l’ansia. Vedere tutti quei cartelli in tedesco non mi facilita certo la cosa. Ma c’è lui con me, mio fratello. La sua presenza silenziosa mi accompagna anche ora, Riuscirà amantenere la calma? Riuscirò ad essere fredda? Come posso tenere a bada i miei sentimenti, se già  mi agito solo per essere in Germania? Si ricordera’? Non posso pensarci adesso, o finirei per accelerare le cose.

Da dove posso iniziare? Dal mio nome, che stupida! Non mi sono nemmeno presentata: mi chiamo Anna, ho 42 anni e sono veneta. Non mi sono mai sposata, ma  dal resto, che uomo mai mi vorrebbe?  Dicono che i tempi sono cambiati, che con la “strana ribellione sessuale”- così la chiamano in italia, ormai le donne possono fare tutto. Ma non mi sembra di avere la fila di prentendenti fuori casa. Ma dal resto, il mio cuore é congelato, e finché non avrò sistemato le cose, finchè non se so lui esiste, se mi ricorda, non ne voglio sapere.

  Credo che mi aiuterà lo scrivere delle mie origini:

Sono nata negli anni venti , in un casolare delle campagne venete. I miei genitori si sposarono più per convenienza che per amore, come si usava a quei tempi. Mio padre, Egidio, era un gran lavoratore, ma non lo conobbi a lungo, visto che abbandonò  me i miei due fratelli. Lavorava come cocchiere presso la famiglia nobile del paese e grazie a loro godeva di buoni vantaggi. Infatti, anni dopo, i “signori” avrebbero presero a lavorare da loro anche mia sorella Irma.  Mia madre, Maria,  la ricordo come una donna debole, “incline al pianto”, come diceva il dottore; ora col pogresso degli anni, capisco che soffriva di quel mal di vivere chiamato depressione.  La mia famiglia non era numerosa per l’epoca, in quanto i miei genitori avevano solo tre figli: mia sorella Irma, una ragazza  pacata ma determinata, io, e mio fratello Bruno, il piccolo. un Dopo la morte di mia madre (si lasciò semplicemente andare), mio padre portava spesso me e mia sorella alla villa. In questo modo, lui poteva lavorare in santa pace, mentre Irma ed io stavamo nelle cucine con la govenante di casa Visentini. Fu lì infatti, grazie alla gentilezza della donna, che imparai qualche nozione di letteratura, lingua straniera e musica. In aritmetica invece non ero brava.  Tutto sommato posso dire che forse io ed Irma eravamo le ragazze più acculturate del paese sebbene mi misi a lavorare molto presto.

Nonostante tutto ero nemmeno l’inzio della guerra non segnò la mia vita, fino  all’arrivo dei nazisti nel cupo  1943.

 

So di essere molto vaga, ma é dura parlare di ricordi impolverati, chiusi nella mia mente  cinica ed anestetizzata. E’ proprio per questo che non voglio parlarne, ho paura del dolore.

Chi é l'uomo che Anna cerca?

  • Un "parente" perduto. (60%)
    60
  • Anna arriva a destianzione e lascia qualche indizio. (0%)
    0
  • Il suo unico amore, svelato dalla mente di Anna. (40%)
    40
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6 Commenti

  1. Ciao,eccomi qua,finito l’altro inizio questo. Mi piace l’alone di mistero sul personaggio, che ho votato essere il suo unico amore. Io non starei in ansia per vedere se un lontano parente di vent’anni prima può ricordarsi di me, al contrario fremerei se andassi incontro al mio amore, non importa se dopo tanti anni.
    Come ti ho lasciato scritto nel vecchio,più tardi pubblico il mio, se avrai voglia dagli un’occhiata

    • Eccoti di nuovo:) Sei un fulmine! Sono contenta che nonostante gli errori grossolani, questo inizio ti piaccia. Se sei riuscito a captare il mistero intorno ad Anna, vuol dire che sono riuscita nel mio intento! Il tuo ragionamento non fa’ una piega, e potrebbe benissimo trattarsi di un ‘amore piuttosto che un parente. Però, se ci fai caso, “parente” é scritto con le virgolette… chissà;-).

      Di solito sono sempre di fretta e non riesco a commentare gli altri racconti, ma posso sempre votare comunque! Grazie per avermi detto che sei arrivaro a scrivere la seconda parte del giallo! La cosa si fa’ interessante. Ciao!

  2. Un “parente” perduto…

    hey ciao Marty!
    Che bel racconto!!
    Mi piace quando parli tra te e te porgendoti continuamente domande, a parer mio, rende il testo più scorrevole e piacevole! 😀
    Concordo con Danio. Forse dovresti controllare più volte prima di pubblicare un capitolo. Certo quando hai scritto: e nonnostante
    ho riso un pochino, ma anche io faccio questi errori continuamente, quindi, siamo in due! 😀

    Se vuoi puoi passare dalla mia storia? (così ridi un po’ di me!!)

    ovviamente aspetto il secondo capitolo!
    Ciao e a presto!!

    • Ciao Ricky! Grazie per aver lasciato il tuo pensiero, che è cosi solare! Sono contenta che la scelta per il momento sia “un parente”. Hai ragione, dovrei rielggere di più per evitare errori idioti! Sono sempre di fretta, ma so che non è una giustificazione!

      Non poso garantirti nulla sulle lettura della tua storia,ma ho già visto che per ora è in prima persona,e da come avrai visto, mi piace la prima persona. XD.

      A presto, se vorrai.

  3. Un parente perduto.
    Allora. La storia potrebbe essere affascinante, se non altro per il periodo storico in cui l’hai ambientata, però starei attento ai piccoli errori e rileggerei bene prima di pubblicare.
    Sono peccatucci veniali, che alla fin fine non precludono la trama, sia ben chiaro, però “spezzano” la lettura e l’atmosfera di un racconto ben scritto.
    Scusami per queste osservazioni, ma vedo del buono in questa storia. Diversamente, sarei passato oltre.
    Ciao e al prossimo 🙂

    • Ciao!
      Intanto ti ringrazio per la recensione e per il pensiero positivo. In realtà non so se possa essere del tutto definita storica, ma mi sembrava più adatto questo genere! Hai ragionissima sul discorso deglie errori! E’ una delle mie pecche, e spero che potrei perdonarmi! -). Alcune parti non mi convincevano, quindi capisco benissimo che ci siano delle “troncature” che stonano. Ogni osservazione o critica ében accetta, quindi non esitare a farmene!

      Speriamo di riuscire a scrivere qualcosa di interessante, originale e decente!

      Un saluto!

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