La principessa arrogante

Dove eravamo rimasti?

La Strega ci ha ripensato, non vuole condannare la fanciulla a morte certa! Ma vuole comunque punirla? Quale incantesimo userà? Trasformerà la tanto spavalda e arrogante Ona Grace in un tenero coniglietto bianco. (40%)

La punizione della principessa

Un bel sole era salito in alto, e già si sentivano i primi animali rumoreggiare. Il duca di Onestia si lavò accuratamente la polvere dal corpo. Poi si sistemò alla meglio i capelli specchiandosi sul fiumiciattolo e infine fu in piedi. Era rimasto un’intera notte acquattato vicino alla casa dove aveva visto entrare la fanciulla. Il suo orecchio si era teso, sia per sentire grida che per udire voci maschili, ma le uniche cose che aveva potuto captare erano stati lo stridio di un gufo affamato e quella donna che aveva visto comparire per accogliere la principessa. Nonostante fosse relativamente tranquillo una parte di lui gli impediva di rilassarsi. <<Quale donna vivvebbe tutta sola in una casetta spevduta?> si era domandato tutta la notte. <Fovse una di malaffave, o magavi una stvega. Il buon Dio ce ne scampi.>> Così dopo aver assolto alla sua igiene si era affiancato alle mura, cercando di nuovo di origliare ciò che accadeva al suo interno. Per qualche istante nulla era cambiato ma poi, all’improvviso le finestre si erano spalancate e due lunghe braccia bianche avevano scosso la tovaglia, investendolo di briciole. Il duca era rimasto perfettamente immobile ed in silenzio, anche se il cuore gli sembrava esplodergli in petto tanto era lo sdegno. Quando le braccia si erano ritratte aveva finalmente tirato un sospiro di sollievo. Aveva passato l’intera giornata in attesa di altre novità, ma non aveva più udito nulla, se non ogni tanto la voce della donna che intonava un salmo. Che la sua principessa fosse morta? Se questo fosse accaduto sarebbe stato lo zimbello del regno, non era riuscito a svolgere il suo lavoro per una settimana, con che faccia si sarebbe ripresentato al re? L’angoscia stava iniziando ad attanagliarlo.

Nebbia intanto, si era goduto una notte tranquilla. Si era svegliata solo al frastuono di una sedia che cadeva. Aveva aperto gli occhi e davanti a lei c’era una futura regina livida dalla rabbia, con i capelli scompigliati e gli occhi fuori dalle orbite. Ona Grace aveva aperto la bocca e gesticolato, ma dalla sua gola nessun segno di vita. <Buon giorno, mia principessa.> aveva esclamato la giovane strega, sedendosi sulla brandina e stiracchiandosi <Non ho ancora preparato il pasto, pensavo a zuppa di cereali..> Ma quando Ona Grace le si era scagliata contro stizzita, afferrandola per la manica il suo tono era cambiato. <Non osare toccarmi. Sei venuta a bussare a casa mia, hai preteso ospitalità, e oltre che arrogante sei anche stupida. Io sono una strega dei boschi. Ora, se oltre alla lingua vuoi perdere anche la vista continua pure. Oppure siediti e lascia che ti prepari da mangiare.>. Ona Grace si era calmata immediatamente e si era lasciata cadere su una delle sedie. Ma aveva continuato a guardarla torva. E quando la strega le aveva messo davanti una ciotola l’aveva scagliata contro il muro, frantumandola. Nebbia le aveva afferrato i capelli senza tirare, come ammonizione: <Non accetto capricci in casa mia, puoi restare e fare la brava o andartene e vagabondare. Fai quello che vuoi, ma la’ fuori ci sono cose molto peggiori di me.> Ona Grace aveva scosso la testa con rabbia. <Cose molto peggiori di me!> aveva ripetuto Nebbia mollandole i capelli all’improvviso. Poi le aveva preparato pane vecchio e acqua di fonte. Dopo la colazione si era seduta sulla panca vicino al pentolone e si era messa a leggere un grosso grimorio alzando di tanto in tanto gli occhi per vedere i movimenti della principessa, ma la ragazza era rimasta seduta di fronte a lei, ancora più rabbuiata. <So che sei arrabbiata.> l’aveva ripresa a metà pomeriggio la strega, dato che la fanciulla non dava segno di muoversi. <Ma vedo che non sei ancora uscita da quella porta. Quindi devo dedurre che hai deciso di restare?> Ona Grace si toccò la gola e tentò di sibilare, ma fu vano. <Rivuoi la tua voce?> La giovane si limitò a fissarla. <Oh, capisco, mi ordini di ridarti la tua voce, vero? Peccato, per ordinare devi poter parlare vero? Che dilemma.> Tornò a sfogliare il grimorio ma senza convinzione. <Ti verranno le rughe con quell’espressione.> Nebbia scrollò le spalle. <Bene, ora ti do’ un compito, vai in cortile e prendi delle cipolle.> Ona Grace si puntò l’indice contro. <Si, tu. Tu ti alzi. Tu raccogli le cipolle.> La principessa incrociò le braccia. <Oh, benone benone, vorrà dire che non cenerai. E stavo pensando di lasciarti dormire in camera mia, ma… Se è questo che vuoi.> Ona Grace le voltò le spalle, e per quel giorno la conversazione fu conclusa. Nebbia non le permise di cenare, e le lasciò la brandina, prima di dormire le diede un bicchiere di latte ma Ona Grace lo lasciò sul tavolo. Al mattino seguente la trovò intirizzita ai piedi della branda. <Stupida principessa testarda.> borbottò Nebbia. Le scostò la mano con il piede, svegliandola di soprassalto. <Le vai a raccogliere queste cipolle adesso?>

Abbiamo visto che per la principessa si mette "male", dovrà per forza piegarsi. E il duca sarà terrorizzato, ditemi un po' cosa succederà

  • Il duca busserà alla porta e la principessina si fingerà cambiata per rabbonire Nebbia (0%)
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  • Il duca cercherà di entrare in contatto con Ona Grace, e la principessa cederà alle richieste della strega (100%)
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  • Il duca rimarrà acquattato fuori come un animale selvatico, ed Ona Grace continuerà a digiunare fino a ritrovarsi in fin di vita (0%)
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35 Commenti

  1. Mutismo, voglio vederla col conte, non deve scappare.
    Il capitolo mi è piaciuto, mi è piaciuto molto il personaggio del conte, lo trovo originale, ben caratterizzato, adatto a una fiaba. Un piccolo appunto che mi sento di farti è sulla formattazione: andare a capo coi dialoghi permette di seguirli molto meglio. Se non sei convinta, pensa anche al fatto che un ‘a capo’ non è conteggiato come carattere, mentre uno spazio sì. Insomma, andando spesso a capo risparmi un sacco di caratteri. Aggiungo che con la tua scelta di punteggiatura, il trattino, potresti permetterti di non utlizzarlo in chiusura se la frase non è ‘retta esternamente’, ossia se dopo il dialogo non ci sono altre parole.

    Ciao ciao

    • Sulla formattazione hai ragione, ma ho avuto problemi che mi rendevano impossibile l’andare a capo senza stanziare di due righe buone (venendo dunque contati…). Sto provando ad evitare di incappare in questa cosa, stavolta. Mi fa piacere che ti sia piaciuto il personaggio del conte, perché sarà molto importante per la storia ^_^

      Ciao, a presto.

  2. Ciao December,
    simpatico il pevsonaggio del duca pevfettino 🙂
    per il discorso diretto ti consiglio di usare le parentesi angolari in modo da far capire quando inizia e quando finisce un discorso 🙂
    Poi penso ci sia un errore nella frase “ho bisogno di un grande favore da domandarti”. Io avrei scritto “Ho bisogno che tu mi faccia un grande favore”, oppure “ho un grande favore da domandarti”.
    Ci vediamo al prossimo capitolo! 🙂

  3. Una bimba viziata si manda via, con la speranza che da sola tiri fuori la grinta.
    L’inizio è fiabesco, scusa il giro di parole, il re, la barba bianca la bontà mi piaciono molto, mi piace molto la descrizione delle feste con i guai, meno la parte in mezzo, dove l’introduzione di Ona Grace sembra un po’ forzata, mi ha dato l’impressione di qualche pezzo tagliato, come se mancasse qualcosa, ma ovviamente è solo il mio parere.
    Ti seguo, vorrei sapere qualcosa in più di Shelly, perchè a mio avviso è un sorta di madre sostitutiva.
    Bell’inizio alla prossima.

  4. Ciao December 🙂
    Benvenuta tra noi 🙂 di solito non rivelo cosa ho votato, ma stavolta faro un’eccezione: ho scelto che la principessa si allontani un anno dal castello. Compiere un viaggio è da sempre la metafora di un cambiamento che solitamente si conclude col riscatto del protagonista, quindi penso che il tema del viaggio si sposi perfettamente con lo stampo classico che hai dato (almeno in questo capitolo) alla tua fiaba 🙂 in più l’idea di un re che costringe la propria figlia a intraprendere un’avventura mi sembra originale e fornisce tanti spunti 🙂
    Occhio al linguaggio però (hanno fatto la stessa osservazione a me): a volte esci dal dizionario infantile per usare termini sconosciuti a un bambino e nel complesso mi sembra di capire che sia quello il pubblico a cui miri.
    Per finire ti do un consiglio: sperimenta e divertiti su questa piattaforma, ne vale davvero la pena! 😀
    Ci vediamo al prossimo capitolo! 🙂 ciao ciao! 😀

    • ”di solito non rivelo cosa ho votato, ma stavolta faro un’eccezione”

      Ovviamente il mio non voleva essere un faro di luce e di speranza per navi scosse da mari in tempesta… Il mio sarebbe dovuto essere un ”farò”, ma il mio cellulare era affamato e si è mangiato un accento.
      Saluti! 😀

  5. La molla per un anno.
    Ciao December, benvenuta.

    Premetto che ciò che scriverò sono solo opinabili opinioni, preferirei essere considerata una normale lettrice che ha la fortuna di scambiare quattro chiacchere con un’autrice.
    Ti cimenti in un genere particolare, molto complicato.
    La prima cosa che ti chiedo è: a chi è rivolta questa fiaba? A un pubblico di giovanissimi? Visto chi frequenta il sito, non è probabile. Però una fiaba deve essere letta anche dai bambini. Quindi necessita di un vocabolario, una costruzione delle frasi che venga incontro ai giovanissimi, pur risultando piacevole agli adulti. A mio parere è una delle cose più difficili. Alcuni punti del tuo incipit debordano da questa caratteristica. Ad esempio: opportunità commerciali, collettiva economia, un po’ stonano.
    È tsngibile il tentativo di rendere la voce narrante aulica, fiabesca, appunto, ma in alcuni casi si risolve in imprecisioni, tipo ‘rosa dai boccoli d’oro’ che mal si accosta alle spine successive perché boccoli e spine non sono entrambi elementi della rosa. Ci stava forse ‘un bocciolo dorato dalle spine velenose’, il dorato si poteva associare ai capelli della principessa. Il fatto è che alcune volte, rendere a parole le immagini che abbiamo in mente si rivela così complicato da risultare più facile rinunciarci. Noto poi molte parole ripetute, pronomi, soprattutto, o anche il ‘non v’era’: diventano più evidenti anche perché sono poco frequenti nel parlare comune, ‘ella’ non si usa mai. Qualcuno si potrebbe sicuramente tralasciare.
    Lo spunto è interessante, la mia personale opinione è che potresti anche rilassarti un po’ di più nella stesura non andando a ricercare per forza uno stile eccessivamente elaborato.
    Lasciar riposare qualche ora (giorni, sarebbe l’ideale) quanto scrivi prima di revisionarlo e pubblicarlo aiuta a individuare e correggere molte ripetizioni.

    Ciao ciao

    • Buonasera cara Moneta,

      In primis ti ringrazio per il benvenuto, fa sempre piacere sentirsi accolti.
      Per quanto riguarda alla domanda della tua recensione mi verrebbe da rispondere ad un “target” di giovani adulti. Non ho mai ritenuto la fiaba come un semplice racconto per bambini, forse perché effettivamente le origini delle favole\fiabe sono molto più dirette ad un pubblico adulto, che può ben capirne l’insidie.
      Ah, e volevo ringraziarti per avermi fatto notare le ripetizioni di alcune parole, è stato un errore di distrazione e di fretta…. Hai proprio ragione e credo che seguirò il tuo consiglio per quanto concerne l’attesa prima della revisione, ammetto di essermi fatta prendere la mano dall’entusiasmo.
      Per il linguaggio cercherò di provare ad usare termini più scorrevoli….

      Grazie mille di essere passata e sopratutto di aver lasciato un contributo.

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