QUANDO LA VITA ERA DURA II

Dove eravamo rimasti?

Cosa succederà tra Peppino e Rosina? Peppino non riesce a portarle rancore e continua a offrirle il suo affetto (50%)

La passione di Peppino

Nel momento in cui Rosina alzò lo sguardo per vedere chi fosse fu trafitta da un paio di occhi scuri che la penetrarono fin dentro l’anima. Erano occhi sorpresi nel vedersela lì davanti ma, allo stesso tempo, velati dalla rabbia.

Per un attimo che parve loro eterno restarono a fissarsi mentre, nessuna delle due donne lì presenti, sembrò accorgersi dello scambio di sguardi tra loro.

Solo dopo un attimo di esitazione, l’uomo avanzò verso la madre stringendo tra le mani un tovagliolo di stoffa contenente un pezzo di pane e formaggio:

«Madre, vi ho portato qualcosa da mangiare. Pensavo di darvi il cambio per assistere la nonna ma vedo che non ce n’è bisogno!».

Rosina perdonò la fredda ironia delle parole di Peppino, trovandosi invece a ricordare come lui avesse sempre chiamatononnaquella che in realtà non lo era, per lui.

«Peppì, è questo il modo di salutare Rosina?» lo ammonì Luigia.

Il giovane le si avvicinò limitandosi, per pura cortesia, a stringere la mano alle due ragazze per poi, con una scusa, allontanarsi in fretta dalla casa.

                                                       ***

Entrò in camera sua, con una rabbia furiosa nell’anima, Peppino sferrò un pugno al muro con quanta forza aveva in corpo. Dalle nocche livide ed escoriate uscì subito del sangue che macchiò il candore della parete da poco ritinteggiata ma lui, fuori di sé, non se ne crucciò.

Il cuore gli batteva impetuoso. L’aveva rivista, suo malgrado, e il fatto che fosse sempre più bella gli faceva salire la rabbia dalle viscere. Aveva subito cercato i suoi occhi azzurri, maledicendosi per le gambe che non smettevano di tremare. Ancora un poco e non avrebbe più potuto sostenere quella recita, fingendo un’indifferenza che non provava.

Noncurante del dolore alla mano e del sangue che continuava a uscire dalla ferita, si buttò di peso sul letto chiudendo gli occhi, ma anche in quel modo il viso di lei non smetteva di apparirgli. Sconfitto, si passò un dito sulle labbra per ricordare il sapore della sua bocca, poi si voltò di lato, cercando di prender sonno, mentre timorosa, una lacrima d’amore scivolava sulla sua guancia.

A ogni passo che muoveva verso di lui Rosina sentiva, più vicino e nitido, il metallico tonfo dell’accetta. Attraversò il cortile quasi inciampando tra le galline che, vedendola arrivare, correvano via spaventate.

Girò l’angolo della casa e lo vide.

Impugnava nervoso il manico di legno facendo vibrare nell’aria la lama di ferro che, luccicando illuminata dal sole, faceva pensare all’arma di un guerriero pronto a colpire l’avversario.

Era una vera e propria lotta quella che Peppino faceva contro se stesso, non riuscendo a trovare pace da quando l’aveva rivista.

Lei, ferma a pochi metri da lui, avrebbe voluto corrergli incontro per abbracciarlo e dirgli quanto bene gli volesse, restò ferma lì, invece, stretta nel pesante scialle di lana con il respiro affannato che si trasformava in scie di vapore per il freddo pungente di quel giorno.

Peppino, senza nemmeno doversi voltare, li sentì subito quegli occhi puntati addosso. Abbassò l’ascia per voltarsi e guardarla con sguardo severo, nel momento in cui, per un moto d’orgoglio, riprese a recitare:

 «Che cosa vuoi?».

Appena aveva cominciato a parlarle in quel tono brusco si era subito sentito morire dentro. Lei, stretta in quello scialle, gli sembrava così piccola e indifesa.

«Volevo ringraziarti per quello che hai fatto…» sussurrò.

Peppino strinse le spalle:

«Non sono mica un cane! Lo avrei fatto per qualsiasi paesano in difficoltà, figuriamoci per una vecchietta che non ha più nessuno».

L’accusa colpì la giovane con la potenza di uno schiaffo sul viso:

«Basta! Smettila di farmi la guerra, io sono partita per lavorare. Non puoi continuare a trattarmi così, lo so che mi vuoi bene».

L’uomo cominciò a ride in modo isterico.

«Secondo te ti voglio bene come un fratello, un amico o cosa?» ringhiò, avvicinandosi a lei senza togliere i suoi occhi, che sembravano pozzi neri, da quelli azzurri di lei. «Non ho intenzione di farti nessuna guerra, cara Rosina. Non te l’ha detto mia madre che tra poco mi sposo?».

Per un istante, alla giovinetta, parve di non sentire più il battito del suo cuore e tutto si fece silenzioso intorno a lei:

«Come ti… ti… sposi?» riuscì solo a balbettare confusa.

Lui, invece, sembrava non avesse aspettato altro che quel momento per ferirla, vendicandosi per quanto era stato male, quella volta a Roma.

«Nunzia Mallotti, te la ricordi?».

Rosina annuì, sforzandosi di cacciare indietro quella lacrima di cui non capiva la ragione.

«Almeno lei mi ha sempre voluto bene e non chiede altro dalla vita che stare con me. Non ha grilli per la testa, pure pane e cipolla ma insieme, Rusì!». Vedendo che la giovinetta non riusciva a spiccicare una sola parola, Peppino infierì, accecato dalla rabbia. «Adesso vattene! Avevo promesso di non rivolgerti più la parola».

Conficcò l’ascia nel ceppo con gesto stizzito, rientrando in casa senza salutare Rosina e sbattendo la porta dietro di sé.

Nel prossimo episodio finalmente Rosina si riappacificherà con Peppino ma:

  • Decide il lettore ... (11%)
    11
  • Rosina scopre di essere incinta di Pasquale (33%)
    33
  • Nonna Caterina muore (56%)
    56

Voti totali: 9

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28 Commenti

  1. Ciao Antonio, sono contento che si riappacificheranno,ma ese ipotizzi che Rosina potrebbe essere incinta di Pasquale,quando hanno consumato? E’ quando scrivi che lui rompe le barriere che lei pensava eterne? Se no mi è sfuggito qualcosa.
    Ho votato per la morte della nonna, mi spiace poverina,ma il dolore avvicina.
    Un saluto e a presto

  2. Grazie di cuore a tutti quelli che hanno voluto lasciarmi un commento. Vi chiedo scusa se sono sparita ma una casa editrice mi ha proposto un contratto di pubblicazione per “Cuore indiano” solo che non così com’è, ovviamente, perchè si tratta di una novella ma come romanzo di minimo 250 pagine mi hanno detto. Quindi sono sotto a lavorare sodo. Scusate se sparisco e non vi leggo più, prometto appena finisco con la Ce di tornare! Sono emozionatissima perchè è la mia prima volta.

  3. Ciao. Ti dirò….non ho ancora pubblicato nulla in questa sezione, perché avevo un’idea in testa e sono partita pubblicando nella sezione horror. Sicuramente, la seconda sezione in cui pubblicherò poco dopo sarà questa. I racconti storici sono stati il mio primissimo esperimento di scrittura da piccola. Tornando a te, è una storia davvero molto bella. Moltissime cose mi riportano a ciò che sentivo raccontare dai miei nonni. Tante cose che oggi si fanno e basta, e meno male che è cosi, in altri tempi occorreva il permesso. Mi piace davvero tanto questo racconto. Sono anch’io convinta che Peppino offrirà di nuovo il suo affetto a Rosina . Se ti va puoi passare dal mio racconto e lasciare un commento, mi farebbe piacere.

  4. Ciao, come la storia precedente anche questa è scritta in modo molto scorrevole 🙂 L’unica cosa è la punteggiatura…dovresti curarla di più, in primis non si mette la virgola tra soggetto e verbo 🙂
    Ho votato per la morte della nonna, Rosina tornerà quindi al paese e rivedrà anche Peppino

  5. Ciao,sono mancato per tre settimane, un impegno di lavoro. Esporre alla Fiera Homi a Milano. Piuttosto gravoso e che prende tutto il tempo. Adesso ricomincio, qualche giorno a leggere gli altri, poi vado avanti col mio.
    Ho finito la prima parte, immaginavo ci dovesse essere una seconda, visto che mancava poco e qualcosa doveva succedere. Quel Pasquale mi proprio sulle palle,e mi auguro non l’abbia vinta con Rosina, mi aspetto qualcosa da Peppino, se d’avvero le vuol bene.
    Scritto bene come sempre, per quel che può valere il mio apprezzamento.
    Buon fine settimana

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