QUANDO LA VITA ERA DURA II

Un bacio per dispetto.

L’indomani sarebbe stato il suo giorno libero e quello dell’appuntamento con Pasquale.

Rosina continuava a sentire, nella mente, le parole dell’uomo.

Le mani le tremavano emozionate, mentre stendeva i panni sulla terrazza condominiale del palazzo insieme con Cesira, quella del terzo piano. La compagna però, non era svelta come lei, presa a ridere per le marachelle impunite del suo bimbo di un anno che, gattonando, non smetteva di rovesciare la biancheria dalla cesta.

In realtà, anche Rosina ne era divertita e osservando con quanto amore Cesira baciava il figlio, le veniva una profonda nostalgia. Chissà se presto anche lei sarebbe potuta diventare madre. Invidiava la donna che, più giovane di lei, aveva già una famiglia.

Forse Pasquale l’avrebbe sposata, mantenendo le sue promesse e permettendole di avverare l’unica ambizione che si era concessa nella sua mesta vita.

 In quel momento decise. Avrebbe acconsentito al fidanzamento.

 

 

Peppino era assai nervoso quel pomeriggio, mentre con i suoi genitori si dirigeva verso la casa della famiglia Mallozzi.

Il padre, avvertendo la sua tensione, gli posò una mano sulla spalla per rincuorarlo.

< Sono fiero di te! Hai preso la decisione giusta. Nunzia è una brava ragazza e ti ha sempre voluto bene!>.

< E’ una famiglia dai valori sani. Avrai una moglie devota e virtuosa> continuò la madre, emozionata.

Peppino, per accontentarli, finse una gioia che non provava, ma dentro covava un forte risentimento per il suo destino e soprattutto per Rosetta che l’aveva ingannato.

Nelle settimane seguenti il viaggio, si era convinto che l’amore non esisteva. Era un sentimento falso che la gente usava egoisticamente per sistemarsi e garantirsi un futuro migliore, come aveva fatto Rosina con quel militare.

La famiglia Mallozzi, com’era usanza, aveva organizzato una modesta festa per il fidanzamento, in base alla sua umile condizione.

Erano accorsi anche alcuni parenti delle rispettive famiglie, per festeggiare, con calore, quello che nel cuore di Nunzia, era il giorno più bello della sua vita, in attesa dell’imminente matrimonio.

La fanciulla era sempre stata innamorata di Peppino, fin da quando era una bambina, ma il giovane, lasciando le famiglie a sperare in quell’unione, non l’aveva mai degnata di uno sguardo. Nella mente aveva sempre avuto la più bella del paese, così se ne stava in un angolo, a guardare i parenti ingozzarsi di quel poco ben di Dio, mentre Nunzia, seduta tra i suoi genitori, teneva lo sguardo basso e le mani attorcigliate dall’agitazione.

< Peppino, devi darle l’anello!> gli ricordò il padre con una gomitata.

Il giovane sussultò. Gli sembrava di vivere un incubo.

Mise l’anello al dito della fanciulla con una foga tale che la poveretta trattenne un urlo di dolore. A quello che doveva essere un tenero gesto, seguì l’applauso caloroso e le grida di gioia dei presenti.

Il signor Mallozzi, talmente era grande la fiducia che riponeva nel ragazzo, contravvenendo alle rigide regole dell’epoca, consentì ai fidanzati di uscire qualche minuto nel cortile della casa, per scambiarsi qualche parola e conoscersi meglio.

Una volta soli, costretti l’uno di fronte all’altro, Peppino si sentì in dovere di prendere la parola.

< Sei felice?>.

Nunzia arrossì tutta, sembrava una bambina.

< Tanto, ma tu non lo sei …>.

Il giovane, colpito dalle parole inaspettate e per la paura di esser smascherato, si affrettò a negare.

< Non è vero! Sono felice anch’io, non potevo chiedere di meglio, sei una donna virtuosa!>.

< Allora perché hai l’aria afflitta? Sembra tu stia partecipando a un funerale!>.

Peppino sentì la rabbia salire, non voleva essere scoperto e neanche contraddetto.

Gettò uno sguardo furtivo verso la casa dei Mallozzi e assicuratosi di non esser visto, afferrò la giovinetta, nascondendosi con lei dietro un grande tronco di pino.

< Adesso ti faccio vedere quanto sono triste!>.

Le afferrò il viso e le ficcò la lingua tra i denti. Nunzia tremava tutta e non sapeva cosa fare, non era esperta, non aveva mai baciato un uomo e anche se aveva sempre sognato quel momento, immaginava gli schiaffi del padre se l’avesse scoperta. Tuttavia lo desiderava e lo lasciò fare, con la sua ingenuità non riusciva ad accorgersi che Peppino la baciava per rabbia, il giovane credeva in quel modo di fare un torto a Rosina e di vendicarsi.

Torniamo a Rosina:

  • Suggerisce il lettore. (11%)
    11
  • la donna vuole prendersi ancora un pò di tempo per dare la risposta al bel militare. (22%)
    22
  • la giovinetta si convince definitivamente ad acconsentire al fidanzamento con Pasquale. (67%)
    67
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28 Commenti

  1. Ciao Antonio, sono contento che si riappacificheranno,ma ese ipotizzi che Rosina potrebbe essere incinta di Pasquale,quando hanno consumato? E’ quando scrivi che lui rompe le barriere che lei pensava eterne? Se no mi è sfuggito qualcosa.
    Ho votato per la morte della nonna, mi spiace poverina,ma il dolore avvicina.
    Un saluto e a presto

  2. Grazie di cuore a tutti quelli che hanno voluto lasciarmi un commento. Vi chiedo scusa se sono sparita ma una casa editrice mi ha proposto un contratto di pubblicazione per “Cuore indiano” solo che non così com’è, ovviamente, perchè si tratta di una novella ma come romanzo di minimo 250 pagine mi hanno detto. Quindi sono sotto a lavorare sodo. Scusate se sparisco e non vi leggo più, prometto appena finisco con la Ce di tornare! Sono emozionatissima perchè è la mia prima volta.

  3. Ciao. Ti dirò….non ho ancora pubblicato nulla in questa sezione, perché avevo un’idea in testa e sono partita pubblicando nella sezione horror. Sicuramente, la seconda sezione in cui pubblicherò poco dopo sarà questa. I racconti storici sono stati il mio primissimo esperimento di scrittura da piccola. Tornando a te, è una storia davvero molto bella. Moltissime cose mi riportano a ciò che sentivo raccontare dai miei nonni. Tante cose che oggi si fanno e basta, e meno male che è cosi, in altri tempi occorreva il permesso. Mi piace davvero tanto questo racconto. Sono anch’io convinta che Peppino offrirà di nuovo il suo affetto a Rosina . Se ti va puoi passare dal mio racconto e lasciare un commento, mi farebbe piacere.

  4. Ciao, come la storia precedente anche questa è scritta in modo molto scorrevole 🙂 L’unica cosa è la punteggiatura…dovresti curarla di più, in primis non si mette la virgola tra soggetto e verbo 🙂
    Ho votato per la morte della nonna, Rosina tornerà quindi al paese e rivedrà anche Peppino

  5. Ciao,sono mancato per tre settimane, un impegno di lavoro. Esporre alla Fiera Homi a Milano. Piuttosto gravoso e che prende tutto il tempo. Adesso ricomincio, qualche giorno a leggere gli altri, poi vado avanti col mio.
    Ho finito la prima parte, immaginavo ci dovesse essere una seconda, visto che mancava poco e qualcosa doveva succedere. Quel Pasquale mi proprio sulle palle,e mi auguro non l’abbia vinta con Rosina, mi aspetto qualcosa da Peppino, se d’avvero le vuol bene.
    Scritto bene come sempre, per quel che può valere il mio apprezzamento.
    Buon fine settimana

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