Quando lo zucchero è amaro

Dove eravamo rimasti?

Quando Jack tornerá a casa come si comporterà col bisnonno? Fare ricerche da solo (67%)

Noi siamo neri, Jack

Jack rientrò in casa per ora di cena, come promesso. Era molto accaldato, così appena arrivato andò a farsi la doccia, sempre con le stesse parole in testa, “Per noi negri lo zucchero è più amaro delle erbe farmaaceutiche e qualsiasi altra cosa”. Giunse in bagno, si spogliò, entrò in doccia e accese l’acqua fresca che presto gli avvolse la testa e tutto il corpo, donandogli un intenso piacere. Uscì dalla doccia rinfrescato e rilassato. Tale frescura gli risveglio la mente, che nel frattempo si era concessa una breve pausa, e, mentre si dirigeva verso camera sua pensò: “E se chiedessi al nonno? No, meglio di no, biascia troppo quando parla e non capirei niente. Potrei chiedere a mamma e papá, ma no, loro su inventerebbero qualcosa di falso per i bambini come Babbo Natale. A mia sorella? Sì! Alla mia sorellona”. Correndo per casa tutto nudo urlò: “Yoly, Yoly!”, Yolanda rispose prontamente: “Sono in camera mia!” Allora Jack effettuò un cambio di direzione a 90 gradi sfiorano la parete giungendo in camera della sorella a probabilmente 70 km/h. Yolanda, sorridente esclamò: “E tu cosa ci fai tutto nudo? Dai ti vengo a vestir…” “No”, la interruppe bruscamente il bimbo. “Devo chiederti una cosa” “Me la chiederai quando avrai su i calzoni e la maglietta” rispose pazientemente Yolanda, “No, no e no, è importante”. Agli strepiti del bambino la dolce Yolanda no  seppe dir di no, e poi aveva notato come l’animo di Jack era dvietato irrequieto e turbato. “Sentiamo” disse preparandosi giá nella testa discorsi sull’ascoltare sempre la maestra, di non rubare i giocattoli agli altri bambini e di non disobbedire ai genitori. Ma la faccenda, sta volta, era molto diversa. Il piccolo, tirato un sospiro di sollievo, iniziò a chiedere: “Chi sono i “Negri”? Perchè a loro non piace lo zucchero? Se il bisnonno è Negro, anche noi abbiamo origini Negre?” Ci fu un attimo di silenzio e poi la sorella scoppiò a ridete, Jack, sentitosi preso per i fondelli, alzò lo sguardo e socchiuse gli occhi, si voltò e fece per uscire dalla stanza, ma venne fermato dal Yolanda. “Scusami Jack, ora ti rispondo, è che sei così…ingenuo. Inanzitutto i “negri” non sono un popolo e non condividono una nazionalità, sono in ogni Paese.” “E chi sono?” Chiese esterrefatto il bambino pensando si trattasse di extraterrestri, “Sono tutte le persone con la pelle molto scura, come noi” Jack sbarrò gli occhi e esclamò: “Noi siamo negri?” Yoly rispose “Esattamente”. Jack socchiuse gli occhi, sorrise e annuì per 4/5 volte con un tono di fierezza. “E mi raccomando, sii sempre orgoglioso di esserlo, difendi sempre la tua etnia e non farti mai offendere a causa di ciò” aggiunse la sorella, il piccolo Jack si mise in posizione retta ed esclamò: “Sì signore, sono e sarò sempre un negro fiero”. La sorella quindicenne sorrise. “E lo zucchero? Cosa c’entra? A me piace lo zucchero! Oh mio dio non sono un vero negro, non è possibile non posso portare un simile disonore ai negri?” Il piccolo era sull’orlo di buttarsi a terra quando la sua paziente sorella lo rassicurò: “Ma no, a tutti piace lo zucchero è che il bisnonno ha un rapporto molto particolare con lo zucchero, ai nostri occhi sembra innoqua e squisita polverina, ma a lui fa riaffiorare alla mente terribili ricordi. E poi devi sapere che quando lui dice “negri” non intende tutti i neri, ma solo un certo gruppo di neri, che hanno sofferto molto di più di noi e che ormai sono tutti morti o vecchissimi”. “In effetti il bisnonno ha 102 anni…” riflettè il bimbo. Ancora più incuriosito di prima, Jack implorò: “Racconta, racconta!” Ma questa volta Yolanda non cedette, per paura di traumatizzare Jack e serrò la conversazione con un secco “Lo scoprirai quando sarai più grande”. A quel punto Jack si rassegnò e decise che l’avrebbe chiesto al bisnonno. Si diresse deciso verso la stanza del vecchio, si fece coraggio e l’aprì. Vide che la luce era spenta, quindi si avvicinò al letto dove vi era il bisnonno e gli sussurrò all’orecchio: “Pssss, ehi nonno!” Nessuna risposta, riprovò, ma niente, lo scosse gli diede qualche schiaffetto, ma niente. Accese la luce e vide che era immobile e freddo. Era morto. Il bimbo era dotato di forza spirituale e non ne fece un dramma, anzi, espresse un giuramento: “Oh fato, tu non vuoi che io sappia, ma io giuro che scoprirò tutto!” Pronunciate solennemente queste parole diede un bacio affettuoso sula guancia del nonno e appoggiò la fronte sulla sua, come per ereditarne lo spirito la forza. Fatto ciò, si dileguò e avvertì il papá che avvertì tutta la famiglia. Ognuno mollò ciò che stava facendo per precipitarsi in camera di Rogi-Ya. Un fiume di lacrime inondò l’amata stanza e la mamma stringeva a sè il piccolo Jack cercando conforto.

Dove cercherá informazioni Jack?

  • Tra i libri di scuola di Yolanda (60%)
    60
  • Su internet (20%)
    20
  • In biblioteca (20%)
    20

Voti totali: 5

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11 Commenti

  1. Ma non siamo negli anni ’50?? Internet cosa c’entra? ?
    Comunque molto bello questo inizio, mi ha attirato subito il titolo…
    Non mi sembra molto verosimile la reazione del bimbo alla scoperta della morte del bisnonno, continua a pensare alla domanda che voleva fargli e non pare per niente sconvolto…
    Seguo volentieri, alla prossima! 🙂

  2. Ciao, interessante il tema, non se ne sente spesso parlare, se ti posso dare un consiglio nei prossimi capitoli cerca di usare tutti i caratteri che hai a disposizione 🙂 Ciao e al prossimo capitolo
    P.S. ho votato perchè il bambino faccia ricerche da solo, magari interrogando la sorella o gli altri nonni 🙂

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