Il terrorista riluttante

Si parte (quasi) dalla fine!

Ormai si stava per innescare il grande incendio che lui per primo aveva cominciato a preparare. Il comunicato video postato su Telegram e letto dall’Amir ormai era ripetuto da centinaia di altri canali di comunicazione, dai social network ai canali televisivi internazionali, dai siti dei grandi giornali ai messaggi Whatsapp degli abitanti delle città interessate. Hamid era completamente ipnotizzato nel suo navigare su internet ed ascoltare le reazioni alla “follia” che aveva creato, sentiva l’adrenalina scorrergli nelle vene e fargli pulsare il cuore all’impazzata. Quella sera, non aveva nemmeno cenato, era rimasto incollato davanti allo schermo del suo PC per ore ed ore, dal primo pomeriggio… Prima, aveva camminato su e giù per la sua stanza, aspettando con ansia l’ora concordata della diffusione del comunicato video, e poi si era “cibato” per ore ed ore dei commenti e delle reazioni che leggeva, all’inizio di incredulità, poi di rabbia violenta, poi sempre più, di ansia e panico per quello che tra pochi giorni si sarebbe cominciato a verificare, una volta terminato il periodo di incubazione…

Inizialmente, lo aveva previsto, dopo la prima reazione di rifiuto ed incredulità, c’era stato il tentativo degli organismi statali americani di bloccare la diffusione del messaggio, “per non creare ingiustificato allarmismo a fronte di presunte minacce non verificate”, ma presto questa “censura” era caduta, di fronte all’avidità di notizie e scoop della “società dell’informazione”, dei giornalisti e delle giornaliste in carriera, della “libertà di stampa” e della generale “anarchia” che, lui lo sapeva bene!,  infettava irreparabilmente il mondo Occidentale e gli Stati Uniti in primis…

Gli risuonavano ancora nella testa le parole del comunicato video, lette in tono solenne… quel testo che lui per primo aveva contribuito a stilare.

Dopo le invocazioni di rito, aveva voluto fosse preparato un testo il più possibile “tecnico” ed asciutto, con lo stesso stile che usava nei suoi paper, gli articoli scientifici, che pubblicava in quegli anni di fatica e di travaglio, nel corso del suo dottorato all’Istituto di Virologia dell’Università della Virginia. Gli piaceva quel tono secco, ineluttabile, che annunciavano però un evento veramente “Dramatic”, nel senso più pieno del termine.

“I nostri mujaheddin hanno colpito l’America, che si ostina a colpirci, con una dura punizione. Loro che vigliaccamente ci bombardano dal cielo, uccidendo tutti, soldati con vecchi, donne e bambini, sperimenteranno presto, nelle loro città, un’epidemia, che toglierà loro vita e salute fisica. Grazie all’abilità ed all’ingegno dei nostri mujaheddin, i condotti dell’aria condizionata degli aereoporti, stazioni della metropolitana e centri commerciali delle città dell’elenco che leggerò alla fine sono stati contaminati da un aerosol di un ceppo di Zaire Ebolavirus particolarmente virulento, con mortalità media del 90% e da un tempo di incubazione medio di sette giorni. Le bombole contenti questo aerosol virale sono ormai vuote, hanno iniziato a scaricarsi a partire da martedì, quattro giorni fa. Possiamo stimare di aver contagiato direttamente circa 10 milioni di persone e queste  contageranno a loro volta altri milioni di persone in pochi giorni, specialmente in ambito urbano. Considerato l’impatto che questo avrà in una società complessa ed urbanizzata, presto i vostri ospedali saranno ricolmi, il personale medico-sanitario si ammalerà e non potrà più prestarvi le sue cure, ed anche la generazione dell’elettricità, la depurazione e potabilizzazione dell’acqua, i trasporti e la stessa produzione e distribuzione di cibo si interromperanno per la malattia e morte dei tecnici specializzati. Sperimenterete anche voi cosa vuol dire vivere in un paese distrutto, senza cibo, cure e medicine. Considerata l’ineluttabilità della vostra situazione, l’unica cosa che vi resta da fare è cominciare a preparavi all’incontro con il vostro Creatore e Giudice.” Poi l’Amir leggeva l’elenco delle città, da Boston a Washington sulla costa orientale degli Stati Uniti, la California ed in particolare Los Angeles e San Francisco, la Florida con Miami-Fort Lauderdale, Chicago e Minneapolis nel centro degli Stati Uniti. E poi altre città dotate di aeroporti importanti.

Alcuni centri, lo sapeva bene Hamid, erano citati nell’elenco ma erano dei bluff. Aveva dovuto velocizzare il suo piano nell’ultimo mese, aveva ridotto il numero degli obiettivi e si era concentrato sulle città che considerava più grandi e più dissolute. Si era accanito in particolare nella California, Florida e le città liberal della costa orientale degli Stati Uniti. Ma tanto, quello che contava, era l’effetto che il panico avrebbe prodotto, una volta verificato che l’annuncio dell’attacco virale in sé non era un bluff, e quando la gente avrebbe preso ad ammalarsi in alcune città, si sarebbe in parallelo scatenata la psicosi, che avrebbe contribuito a rendere sempre più ingestibile tutta la situazione….

Ed ora, cosa volete scoprire?

  • Cosa farà ora Hamid, dopo aver provocato il panico montare nelle città da lui "segnate"? (0%)
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  • Come reagisce la popolazione delle città americane colpite e gli organi governativi (0%)
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  • Chi è Hamid, questo anti-eroe che ha concepito un piano tanto mostruoso e diabolico. Dove è vissuto, come è cresciuto, come ha potuto? (100%)
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36 Commenti

  1. Equipe dell’università e ti tolgo dal triplo pareggio 😀
    Ciao, Nahaman
    Storia interessante e a mio parere ben narrata. Personalmente trovo che manchino un po’ i dialoghi, il che rischia di rendere la narrazione simile a un resoconto. A proposito di dialoghi: il “·” non è bellissimo, potresti considerare i doppi apici o le virgolette caporali («»), ottenibili in molti modi, ma quasi sempre digitando 174 e 175 sul tastierino numerico mentre tieni premuto il tasto “Alt” (di destra, in genere). C’è anche qualche refuso evitabile, in un sito come questo, dove *non* puoi correggere, sono una mezza dannazione 😀
    Soprattutto nell’ultimo capitolo ho notato un proliferare di parentesi. Ecco, sarebbe preferibile evitarle il più possibile (sono tollerabili giusto nei commenti informali come questo 😀 😀 ), nel tuo caso vuoi fornire la traduzione, quindi vanno benissimo anche un paio di virgole.
    Questo:
    voglio sentire anche Scott… [il loro collega Scott Suskind]
    è brutto brutto brutto 😀
    Al massimo può andar bene come nota durante la stesura del testo, ma in un racconto non si può vedere. In casi simili ti devi fidare del lettore: ok, le dottoresse stanno conversando, parlano di Scott, io non so chi sia… mi preoccupo? No, perché so che se questo Scott è un personaggio importante apparirà in seguito… e sicuramente avrò modo di scoprirne anche il cognome. Del resto, mi hai preso per un babbalone? 😀 Se una dottoressa, parlando con una collega di questioni mediche, dice di voler sentire tale Scott, io cosa devo pensare? Che Scott faccia l’idraulico? 😉
    Insomma, spesso è utile scrivere qualcosa in meno piuttosto che eccedere nel didascalico,

    Ciao, a presto

  2. Ciao Nahaman, anche il più insospettabile può nascondere un segreto così oscuro. Riflettevo sul tema molto attuale e di come spesso persone comuni si siano poi macchiate di delitti e stragi terribili. Dentro di me non ho mai saputo darmi una risposta , su cosa spinga un essere umano a tali atrocità. Aspetto il prossimo capitolo!:-)

  3. Abbiamo passato la boa della 5 puntata, sapendo che dobbiamo arrivare al massimo a 10, è forse ora di scoprire le carte? Oppure possiamo far crescere ancora un poco la suspence sul “piano” che effettivamaente Hamid ha preparato?
    Ditemi voi, è il bello di scrivere su The Incipit, un po’ il crowd funding per chi scrittore non è, ma che ha delle storie che vuole raccontare!

  4. Perfetto, adesso sappiamo qualcosa in più del nostro protagonista.
    Refusi a parte mi sono accorto che hai qualche difficoltà a gestire avverbi e indicazioni temporali.
    * Lui adesso non era più solo
    * La partenza, quel giorno, era tra dieci minuti
    * E, quel giorno, tra poche ore
    La prima è la più difficile da capire anche perché è un’espressione che non è infrequente trovare, anche in libri di autori famosi; alcuni la considerano una tollerabile forzatura, in realtà è un errore, e lo è perché gli avverbi ‘adesso, ora ‘ indicano il momento presente, e l’utilizzo che ne fai crea una contraddizione temporale: lui adesso (nel momento presente) non era (imperfetto)…
    Le altre due, se ti è ben chiara la prima, non sono difficili da capire, ‘tra dieci minuti’ e ‘tra poche ore’ indicano una distanza temporale sempre dal momento presente, ma la narrazione è al passato, meglio espressioni come ‘di lì a pochi minuti’ ‘di lì a poche ore’, sempre se non vuoi ripensare completamente la frase (ed, a volte, è la cosa migliore da fare).
    Se ti segnalo certe cose non è per fare il professorino, ma per provare ad aiutarti a capire cosa e dove sbagli, esattamente come in tanti hanno fatto con me. Ciao.

    • Grazie mille del commento, Lou, ti ringrazio, ogni consiglio, è sempre ben accetto. Lo ammetto candidamente, non sono uno scrittore di narrativa, e questa è la mia prima storia, sto imparando strada facendo. Quel “Adesso” avrebbe dovuto essere riferito al “flusso di coscienza” (mi sembra che si dica così) di Hamid che sta pensando alla sua situazione. Sono purtroppo sempre indeciso tra il punto di vista del narratore onnisciente o invece utilizzare il protagonista-narratore-flusso di coscienza. Mi dovrei ristudiare un po’ di letteratura, gli anni del liceo si stanno allontanando troppo in fretta. Io quando scrivo, essenzialmente descrivo una specie di film mentale… La prossima volta cercherò di essere più preciso e stare attento ai tempi ed avverbi. Chissà cosa ne pensano gli esperti e le esperte (Befy mi sa che non mi legge più perché l’ho fatta aspettare troppo) di come conciliare il flusso di coscienza del protagonista con le indicazioni temporali. Vi ascolto, e sono qui umilmente per imparare!

  5. Scusate purtroppo alcuni errori di battitura… e pensare che l’avevo riletta… purtroppo quando sei sempre sul filo delle 5.000 battute e riordini un po’, alcune cose sfuggono… Ci vorrebbe la possibilità di fare ancora un limitato editing dopo la pubblicazione, pochi caratteri, con un limite temporale!

  6. Ho letto tutta questa storia arrivando a questo punto. Ti faccio i miei complimenti per il modo in cui hai descritto l’intera storia, l’idea per la trama mi ha attratta, ma sono del parere che se questa non la si può sviluppare a dovere la storia in sè potrebbe risultare noiosa. Questo non è stato il tuo caso, anzi, devo dire che hai reso il complesso notevolmente interessante.

  7. Ciao Natham. Recuperato i 4 episodi. Vorrei sapere ancora qualcosa di Hamid, anche perché per come avevi inizialmente impostato il racconto dovrebbe essere lui il protagonista, giusto? Per ora la Bignami la lascerei sullo sfondo. Seguo.

    • Ciao Lou, diciamo che Hamid e Lorenza Bignamini sono i due.. personaggi principali della storia… qualcosa di più si può sapere facendo un po’ di flash back da entrambi… ma non vi voglio svelare di più… La settimana prossima sarò via.. ma le idee ormai stanno prendendo forma… Quindi prossima puntata.. aspetto che si delinei la scelta dei lettori… ed è pronta!

      PS In un pomeriggio mi sono letto i tuoi gialli… tutti molto apprezzati! A presto!

    • Grazie mille, Celestebarbara, dell’osservazione… Mi hai dato uno spunto interessante, io pensavo che la gente volesse arrivare a sapere subito cosa si nasconde là dentro.. ma così rischiavo forse di non poter più introdurre bene questo personaggio. Grazie del suggerimento, ancora qualche giorno e arriva la nuova storia…

  8. Mi devo scusare per l’enorme ritardo… purtroppo sembra che trovi il mio tempo solo d’estate… per continuare questa storia… ma sto andando avanti… ho già immaginato un po’ di cose… aiutatemi voi, con anche suggerimenti su cosa può accadere… vediamo se mi aiuterete a concludere entro questa estate tutta questa storia!

    • Grazie Danio! In molti volete veder cosa succede la mattina del giorno dopo… vediamo se ci sono richieste di altro tipo. Aspetto ancora qualche giorno, e poi aggiungerò il nuovo capitolo. Fidati, non voglio lasciar passare un altro anno, ormai è un po’ una sfida con me stesso, di arrivare in fondo e vedre poi il risultato, quale che esso sia. Se sono riuscito a mettere “in ansia” anche te, allora è un complimento, l’effetto thriller sta funzionando. Alla prossima, Danio!

  9. Ciao,
    in realtà il tuo incipit l’avevo già letto a tempo debito, me lo ricordavo. Non avevo commentato un po’ perché il sito è ricco di storie abbandonate e a volte aspetto qualche capitolo per vedere se va avanti, un po’ per il tema: mica facile mettersi nella testa di un fanatico terrorista, difficile resistere alla tentazione di andare nella psicologia da bar o sul patetico.
    Per ora il tuo racconto fila bene, ogni tanto dovresti rileggere un po’ di più : quando le sviste abbondano la lettura ne risente. Su word dovresti annullare la formattazione automatica, che ti trasforma i dialoghi in elenchi puntati 😉
    Ho solo un dubbio sul tipo di attacco: se non ha mentito e sta per scatenarsi una epidemia di massa di ebola la conseguenza più probabile è un’ecatombe più che una propagazione di panico e insicurezza. Rischi di sfociare in un racconto fantascientifico-catastrofcio-apocalittico, più che giallo. O hai già previsto un escamotage?
    Ciao

    • Ciao Befy (spero non ti dispiaccia se dico così), seguirò il tuo consiglio du word, e sarò meno impaziente di scrivere, una volta che ho deciso di farlo. Sono troppo principiante, ma le sviste mi fanno arrabbiare troppo, me ne accorgo sempre una volta che ho postato il pezzo definitivamente. Il titolo dovrebbe dare già qualche sospetto, sulla presenza di futuri colpi di scena. Mi immagino la storia verificarsi in tre giorni, anzi, due e mezzo per la precisione (un tempo, due tempi e la metà di un tempo…). Capisco poi benissimo che il tema è veramente “non facile”, anch’io mi sono chiesto a volte dell’opportunità di proseguire, ma il messaggio finale che spero di lasciare non è di catastrofe. Hamid e Lorenza sono uno il “complementare” dell’altro/a, si sono già incrociati nella loro vita, e si incroceranno ancora. Hamid è un anti-eroe, ingiustificabile, ma ha comunque nella mia mente uno spessore psicologico forte, che vorrei portare alla luce. Fidati, questa storia la volgio concludere, da troppo mi continua a “bussare” nella testa. Grazie del commento

  10. Rileggendo questo terzo episodio, non so… (scusate anche il commento precedente non riletto, non sono diventato dislessico, solo l’ho scritto praticamente al buio e di corsa), secondo voi è una reazione plausibile? Troppa calma, troppa freddezza? Fatemelo sapere. L’idee per continuare e concludere la storia ci sono, aiutatemi a tirarle fuori! Grazie a tutti e scusate davvero l’enorme ritardo!

  11. Scusatemi per il quasi anno di ritoardo, purtroppo la vita mi ha tenuto impegnato in tutta una serie di qeustioni che mi hanno impedito di contininuare a scrivere questa storia, ma non a pensarla. Eccovene un altor episodio, per il prossimo non vi farò aspettare più di una settimana! 😉

  12. Passato, presente e futuro prossimo: questo flashback è un’ottima pausa caffè che mi fa apprezzare meglio il protagonista ed è di slancio per quello che vuoi raccontare. Ma vorrei non fosse svelato tutto subito. Gradualmente, per ricordi ed esperienze, vorrei venisse fuori il vero volto del terrorista.
    Mi piace molto l’ambientazione, la ricostruzione storica che ricorda molto i fatti che i miei colleghi palestinesi mi danno sul loro passato. Mi intriga il lavoro che c’è dietro, anche.
    Continuo a seguirti con piacere, ma voto per la reazione al videomessaggio.

  13. Ciao.
    Scritto molto bene, senza troppi fronzoli e terribilmente attuale.
    Personalmente vorrei scoprire qualcosa in più di questo Hamid, questo ragazzo probabilmente nato e vissuto in Virginia.
    Inoltre ti consiglio di seguire i suggerimenti di Giorgia che ho letto qua sotto. Naturalmente poi ognuno è libero di fare ciò che vuole.
    Nel darti il benvenuto, seguo volentieri il tuo racconto 😉

  14. Ciao Nahaman,
    incipit molto inquietante e ti assicuro che basta veramente poco per far scatenare una psicosi. Io per primo, dopo i fatti di Parigi, ho ridotto le passeggiate per il centro di Roma. Comunque ti faccio i miei complimenti per lla scrittura scorrevole e l’argomento molto attuale e interessante. Se vuoi passare a leggere anche il mio, lì invece troverai l’Italia del passato e i sacrifici della povera gente. Non esiste un paese che non abbia sofferto, ognuno ha la sua tragica storia. A presto.

    • Grazie per la lettura, Giorgia, e per il commento-feedback che mi hai lasciato. Anch’io vorrei dire di più su Hamid, un abbozzo di racconto in testo l’ho già, devo però vedere/decidere però come e quando farle “coagulare” e darne una forma definitiva che stia in 5000 battute… Quanto tempo è bene lasciare prima di passare al secondo episodio? Quanti commenti è bene ancora aspettare?

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