La Rocca Inesplorata

Dove eravamo rimasti?

Cosa faranno adesso? Ispezionano meglio l'armatura per capirne il funzionamento. (100%)

Legno Compatto

«Se è solo un meccanismo che la muove allora prendiamo l’armatura!» l’entusiasmo aveva di nuovo sopraffatto Silvio.

«Va bene, vediamo come funziona.» detto ciò Francesco si mise ad ispezionare l’armatura girandogli intorno. «Venite a vedere, da qua dietro si vede tutto il meccanismo che la muove. Prima probabilmente si muoveva tutta la parte superiore ma adesso è quasi del tutto rotta.»

Da dietro infatti si vedeva che il complesso meccanismo, che era ormai quasi del tutto rotto, metà in ferro e metà in legno avrebbe dovuto muovere il busto e le braccia dell’armatura. Un’asta in ferro fuoriusciva dal pavimento e muovendosi su e giù azionava un complesso sistema di leve il legno che avrebbero dovuto far compiere dei gesti all’armatura ma la maggior parte del legno era marcito e col tempo si era spezzato, solo quello del braccio, nonostante mostrasse segni di cedimento, sembra essere rimasto intatto.

«La leva sembra spuntare dal pavimento, chissà se sotto c’è una stanza apposta per questo meccanismo o se passa sotto il pavimento.» Osservò Pietro.

«Chissenefrega! Dai prendiamo l’armatura!» e così dicendo Silvio iniziò a smontare l’armatura dal supporto.

«Attento che pes…» «AIAAAA!» Francesco non fece nemmeno in tempo ad avvisarlo che la parte anteriore dell’armatura cadde sul piede di Silvio.

«Ma come facevano ad indossarle se pesavano così tanto!?»

«Penso ci si allenassero, come abbiamo già detto tante volte quando giocavamo nel medioevo erano molto più muscolosi infatti.»

«Vabbè, allora prendo solo l’elmo.» E così dicendo Silvio si alzò in punta di piedi e togliendo l’elmo all’armatura se lo mise in testa.

«Ah! Ah! Guardatemi! Sono un guerriero! Però pesa tanto anche questo! Ma per essere un guerriero ho bisogno anche di una spada!»

Pietro e Francesco si guardarono e scossero la testa ridacchiando. 

«Magari troveremo una spada dietro questa porta.» Disse Pietro che fino a quel momento aveva esaminato il resto della stanza senza trovare altro di interessante. «E magari scopriamo anche da dove parte il meccanismo.»

«Si direi che po…» 

«Lasciate fare a me! Un guerriero non si tira mai indietro davanti ad una sfida!» Silvio urlò interrompendo Francesco e andò di gran lena ad aprire la porta e visto che non aveva serrature ma solo una maniglia la spinse con convinzione convinto che si sarebbe aperta senza problemi ma quella non si mosse e tanto era l’impeto che ci aveva messo che andò a sbatterci contro. Francesco e Pietro risero sonoramente e poi gli suggerirono di provare a tirarla. Silvio fece come gli era stato detto ma la porta non si aprì comunque.

«Sembra bloccata da qualcosa. Ah! Se solo avessi una spada la sfonderei, come faccio sempre quando giochiamo!»

«Per fortuna non ce l’hai allora! Finiresti solo per farti del male!» lo canzonò Pietro.

«A parte scherzi, dobbiamo trovare un modo per aprirla se vogliamo proseguire.» intervenne Francesco. «Cosa pensate che la blocchi?»

«Non lo so, un pochino si è smossa quando ho provato a spingerla, magari è solo sbarrata da dietro.»

«E se fosse semplicemente bloccata dal peso? Guardate, le rocce sopra sembrano premere molto e in basso sembra toccare il pavimento.» Pietro che aveva guardato bene la porta illuminò con la torcia le parti che indicava, mettendolo in evidenza per gli altri.

«Allora mi basterà prenderla a spallate per aprirla!»

«Fermo Silvio! Prima che tu ti faccia del male. Non c’è il rischio che crolli tutto se la spostiamo?» Francesco cercava sempre di essere un po’ più cauto degli altri.

«Non saprei. Penso che se il terreno sopra fosse appoggiato sulla porta non avrebbe retto così a lungo, però chi può dirlo?» Pietro non era del tutto sicuro di quel che diceva.

«Guardate! Da qua si vede dietro! Non c’è nulla a bloccarla!» Silvio, stava illuminando il lato destro della porta che era effettivamente leggermente discostato dal muro e con la giusta illuminazione lasciava intravedere cosa c’era dietro.

«Effettivamente sembra non ci sia nulla a bloccarla. C’è un’altra cosa a cui non abbiamo pensato però.» Disse fra mentre esaminava la fessura.

 «Cioè?»

«Magari la porta è collegata al meccanismo, e muovendolo in qualche modo potremmo riuscire a sbloccarla.»

«Tu dici? Potrebbe essere ma non ho visto nulla di simile collegato alla porta.»

«Non so, era solo un’idea…»

«Ragazzi guardate! Le assi qua in basso sembrano essere instabili! Magari possiamo rompere solo queste e passare di qui.» Silvio stava esaminando la porta in ogni suo dettaglio.

«Con il martello potremmo sfondarle, anche se penso richiederà tempo.» Disse Francesco poco convinto.

«Ve lo dico io! Dovremmo prenderla a spallate senza pensarci due volte!»

«E se la bruciassimo?» Pietro sorprese entrambi.

«Se anche volessimo, come pensi di fare?»

«Magari usando un pezzo delle leve dell’armatura riusciamo a raggiungere la lanterna che si intravede dalla fessura della porta. Prima usavano l’olio per far luce, se fosse ancora piena basterebbe romperla sotto la porta e poi accenderla.»

«Non mi convince molto, ma non è da escludere…»

 

Come proveranno ad aprire la porta?

  • Sfonderanno solo la parte bassa. (50%)
    50
  • La apriranno a spallate. (25%)
    25
  • Proveranno a bruciarla. (25%)
    25

Voti totali: 4

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35 Commenti

  1. Proveranno a sfondare la parte bassa.
    Mi piace questa successione di ragionamenti in presa diretta, rende realistica l’avventura.
    Ti segnalo alcune ridondanze evitabili:
    – all’inizio, ‘quasi del tutto rotta’ seguito nel periodo dopo da ‘quasi del tutto rotto’
    – la spinse con convinzione convinto
    Ci sono poi alcuni punti che beneficerebbero di pronomi senza che ne risenta la chiarezza del testo. Ad esempio:

    «Dai prendiamo l’armatura!» e così dicendo Silvio iniziò a smontare l’armatura…

    Se avessi scritto ‘smontarla’ il periodo sarebbe stato comunque totalmente chiaro.
    E avresti risparmiato un sacco di caratteri! 😀
    Scusa se ti sembro noiosa, spero solo di esserti utile.
    Ciao ciao

  2. Racconta la storia, sono curiosa!
    Ciao, il capitolo nel complesso mi è piaciuto, anche se ho trovato più efficace la parte dei dialoghi rispetto alla seconda in cui verso la fine ci sono molti refusi. Più che questi però, sottolineerei un andamento in alcuni casi ‘balbettante’, nel senso che alcuni pinti vengono ripetuti più volte, in alcuni casi si poteva evitare. Non so, per farti esempi: si poteva compattare in una frase la spiegazione della ‘dicitura’ strumenti vari.
    Oppure, ‘si misero a scrivere la lista…’ e una riga sotto ‘la lista risultò essere’.
    Non so, non ho soluzioni, sono contenta che tu trovi utili i commenti quindi mi sento libera di farli, poi ovviamente le mie sono umili opinioni.
    Ciao ciao a presto

  3. Massì, gli dice tutto.
    CIao Kyldros,
    Entriamo nel vivo dell’azione. Ci sono alcuni errori che leggendo disturbano, tipo il passaggio al tempo presente nella descrizione dell’ambiente circostante la rocca (a proposito, io l’avrei scritto maiuscolo). Anche ‘Nel frattempo Pietro…’ eccetera non è un modo particolarmente elegante per introdurre un cambiamento di punto di vista. Probabilmente potevi omettere del tutto il ‘Nel frattempo’, io e altri usiamo spaziare e separare le parti relative a pdv diversi o a scene staccate, tipo con degli asterischi.
    Ciao ciao a presto

  4. Mi è piaciuta molto l’ambientazione della storia. Come consiglio anch’io ti suggerisco di leggere molte volte prima di pubblicare (ad esempio “mostro” invece di “mostrò”), purtroppo gli errori e le disattenzioni sono nostre nemiche! Ho immaginato subito i tre ragazzi che cercano di tirare fuori l’amico dal buco, in fondo è un’avventura!

  5. Cercano di tirare fuori Pietro dal buco e Lo mandano in avanscoperta sono le due opzioni che vedo per i due ragazzi. Voto che cercano di aiutarlo a risalire; poi magari è Pietro stesso a dirgli di scendere 😉

    Le descrizioni sono fantastiche, ma c’è qualche errore di “disattenzione”. Rileggi prima di pubblicare 😉

    Ciao 🙂

  6. All’inizio cercherei un modo per tirare fuori l’amico, magari non è difficile.
    Ciao, benvenuto!
    Ho trovato interessante il fatto che già nella rua biografia tu dichiari una certo carattere -appunto- autobiografico del tuo racconto, lo trovo coraggioso e tutto sommato insolito. L’incipit è intrigante, tutto però dipenderà da come riuscirai a sviluppare la storia, ma in questo dovremo aiutarti noi lettori con le nostre scelte e i nostri commenti. Mi permetto di suggerirti di andare a capo con i dialoghi, ottieni due risultati: una maggiore chiarezza e, non ci crederai, un risparmio di caratteri che non guasta mai. Infatti lo spazio è conteggiato come carattere mentre lo “a capo” non lo è.
    Ciao ciao

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