Un altro regno

Atteso arrivo

Lady Lillian era diversa dalle altre dame. E non era una differenza legata solo al suo rango, tutt’altro: la sua privilegiata posizione da principessa del regno le imponeva convenzioni e regole che lei non prendeva nemmeno in considerazione. Indossava i lunghi e troppo-ornati vestiti, quelli sì, ma solo per non deludere la madre. Ricordava ancora episodi di anni ormai passati, quando, a dodici anni, si era intrufolata nelle camere del giullare di corte, messere Eric, per rubare gli abiti logori del suo primogenito Jeremiah. Si era legata i lunghi capelli, aveva indossato quei larghi pantaloni marroni e quella camicia di tessuto grezzo e così, fiera di se stessa, a testa alta, era entrata nel salone del banchetto dove i suoi genitori, i suoi fratelli e altre tre famiglie regnanti la stavano aspettando. Neanche a dirlo, anche Eric era presente, e non appena la vide entrare la sorpresa era stata tale da fargli scivolare a terra il liuto con un gran fracasso. Ma questo fu nulla in confronto all’espressione negli occhi di sua altezza Genivieve, la regina. Non l’aveva rimproverata nè davanti agli ospiti, nè in privato: quello era stato compito di suo marito, il re in persona. Lillian, però, non era mai riuscita a dimenticare quegli occhi carichi di tristezza: era la figlia che nè sua madre, nè nessun’altra regina avrebbe mai voluto avere. E in aggiunta, così pensava lei in quel lontano periodo, la protetta che nessun giullare avrebbe mai voluto avere. Eric era stato sottoposto all’oltraggio della gogna per un giorno intero. 24 ore di derisioni e frutta marcia. Lillian si era sentita in colpa per un sacco di tempo, fino a quando, un giorno, Eric non era entrato nelle sue stanze di nascosto, avvicinandosi a lei e dandole un tenero bacio sulla fronte. E, prima di correre di nuovo, spedito, verso la sala del trono dove era atteso, le aveva detto: “Stavi davvero benissimo, intrepido maschiaccio! Ma non farlo più, intesi?” E quando, per chiarire, lei gli aveva chiesto se fosse ancora arrabbiato, lui era scattato a ridere facendo tintinnare i campanellini sul suo abito. Lillian aveva sempre amato la risata di Eric, era una risata vera in mezzo al mare di falsità che era la vita di corte. Eric, d’altro canto, era forse il suo unico amico. L’aveva vista nascere, l’aveva sempre aiutata in tutto, le era sempre stata vicino. Lei amava considerarlo il suo tutore, anche se un tutore lo aveva già. Il maestro Theobald. L’anziano cercava di insegnarle la Storia, la Geografia, tutte materie che lei amava, ma non amava il modo in cui lui cercava di inculcargliele. Non capiva perchè tutto dovesse essere sempre visto dal punto di vista dell’uomo. Eric, invece, le insegnava quello che lei voleva. Le aveva insegnato ad andare a cavallo ad esempio, a cucinare pasti semplici, a riparare i vestiti da se. Ovviamente tutto di nascosto. 

“Principessa Lillian, è attesa nella sala del trono” la voce meccanica della guardia la risvegliò da quei mille pensieri. Lillian sbuffò, si lisciò i capelli con la mano e sbuffò una seconda volta, guardando quel pomposo vestito rigorosamente rosa che era stata costretta ad indossare. Poi si avviò giù per le scale, scortata dalle due guardie più noiose del castello.

Lucas guardò i suoi stivali neri. Erano così puliti e lucidi che quasi soffriva nel vedere le onde del mare passare ritmicamente sopra di loro. Camminava su e giù nella baia da quella mattina ormai, quando aveva dato alla sua flotta l’ordine di attraccare. Due ore dopo, sistemate le navi e richiamati i suoi uomini più fidati, era stato raggiunto da due guardie e un messaggero in arrivo dal castello vicino. Gli avevano dato il benvenuto e l’ufficiale permesso di camminare su quelle terre, come se ne avesse avuto bisogno. Un’ora dopo, un altro messaggero aveva portato l’invito a partecipare alla cena regale in suo onore. Che spreco aveva subito pensato quattro uomini e un’ora di tempo per dirmi qualcosa che sapevo già.

Aveva comunque deciso di farsi attendere un altro po’. La sua uniforme bianca, pulita e perfettamente in ordine come gli stivali, sembrava essere impermeabile alla sabbia e al sudore. Luccicava alla luce del sole calante. Persino l’anello che portava alla mano sinistra sembrava brillare. I suoi capelli nerissimi, contrastanti col candore della giacca e della pelle stessa, così lunghi e lisci, erano lasciati al vento. Sapeva che i suoi uomini, ritiratisi tutti sulle navi per cena ormai, lo stessero osservano. E gli piaceva. Voleva essere invidiato. 

Qualcuno alle sue spalle tossì, per attirare la sua attenzione, così Lucas portò la mano all’elsa della spada, anche se sapeva non ce ne fosse bisogno. Un altro di quei odiosi e luridi messaggeri realizzò, infatti, buttando gli occhi al cielo anche troppo teatralmente.

“Messere Lucas, sono Jeremiah” si inchinò. “Il re mi manda per scortarla.”

“Sei la quinta persona che mi viene a chiamare” borbottò quello, incamminandosi da solo “devo essere davvero molto desiderato, deduco.”

Perchè Lucas è atteso dal re?

  • E' stato mandato dal suo re come mediatore per un importante affare. (80%)
    80
  • Dopo anni spesi fuori dalle sue terre, ha scoperto che il suo re ha ceduto le terre al padre di Lillian. Vuole così conoscere il nuovo re. (20%)
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  • Il re vuole segretamente dichiarare guerra ai suoi nemici, e chiede aiuto al generale Lucas dei regni vicini, famoso per le sua abilità. (0%)
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25 Commenti

  1. E questa volta vorrei tutti e tre!

    Il capitolo è scritto molto bene (a parte un “sia” al posto di “sua”). Mi piacerebbe che Lilian riuscisse a fare qualcosa, magari in barba al generale, ma forse è ancora presto.

    Vediamo un po’ cosa votare… mumble… mumble… votando a caso “Eric e Jeremiah lasceranno il campo da guerra per cercare la principessa”.

    Ciao 🙂

  2. Pur nella loro semplicità, le fiabe sono tutto meno che facili da scrivere; lo scrittore deve avere la capacità di trasportare il lettore in un mondo “altro”, che sia credibile ma al contempo non lo sia. E devo dire che tu questa capacità ce l’hai – mi hai trascinato alla corte di re Cassian e mi hai fatto appassionare a questa insolita Lady Lillian. Tagliente, irriverente e dispettosa, sono certa che questa principessa ne farà vedere delle belle a noi e al generale Lucas. Mi piace anche come scrivi, hai uno stile semplice e lineare che ben si addice al tuo racconto. L’unica cosa che mi ha lasciata un po’ perplessa è il cambio di punto di vista nel testo- lo trovo insolito per una fiaba e ho paura che alla lunga sia difficile da reggere al meglio. Piccolo appunto sul POV a parte, ti seguo e non vedo l’ora di vedere cosa combinerà Lillian!

  3. Ho pareggiato tutte le opzioni 😛

    Per me si dichiara neutrale: a meno che non sia completamente scemo, secondo me vuole ponderare la situazione prima di prendere una decisione.

    È uno stile di scrittura molto scorrevole ed i personaggi mi piacciono un sacco. Anche a te dico di inserire qualcosa quando c’è un salto scena (io uso tre asterischi, tu fa come ti pare), a meno che non vuoi usare frasi tipo “Intanto nella sala…”; il motivo è presto detto: leggendo l’occhio non nota lo stacco e prima di riuscire a capire che hai cambiato scena ci impiega un po’ di tempo.
    Adoro le fiabe e spero ne manterrai il tono 🙂

    Ciao 🙂

  4. Ho votato per il no. Secondo me è uno leale 😉
    Bellissima alternanza delle scene, scorre tutto come in un film. Anche i personaggi sono ben delineati, brava! Mi piacciono molto Eric e Lucas. Stai solo attenta a quelle espressioni del parlato che ti fai scappare ogni tanto. Per il resto, molto scorrevole e interessante.
    Sto scrivendo un racconto con un’ambientazione simile, se ti va di passare mi fa molto piacere ^^

  5. Quando sono arrivata ho iniziato scrivendo una fiaba, così stamani vedendo la tua, visto che sono poche l’ho letto e sono stata travolta da un mare di parole, personaggi e luoghi. 🙂
    Dopo un attimo mi sono rimessa in sesto e ho scoperto una piacevole birichina che fa impazzire i genitori, geniale e spregiudicata con tanta voglia di cambiare il mondo.
    Adoro le donne così, quindi rimango. 😀
    Brava. Vediamo cosa fa il damerino tornato dopo l’affare assegnatoli.

  6. Ciao Zaisi e benvenuta! concordo con Moneta un po’ su tutto: dalla tua biografia al fatto che le fiabe scarseggino alla perfetta stesura dell’incipit. E’ molto ben costruito e dettagliato, i miei complimenti. 🙂
    Seguo volentieri, sperando di trovare insieme a te e alla fiaba un po’ di felicità! 😉
    Affare!

  7. Un importante affare.
    Ciao!
    Una fiaba, merce rara da queste parti!
    Molto ben scritta, intrressante e originale. La mia impressione è che sia una storia che già esiste sviluppata da qualche parte, magari solo pensata, ma pensata nei minimi dettagli. È originale, ben scritta, intrigante, gli elementi ci sono tutti. Dove ci vuoi portare? Bellissima la tua biografia.
    Ciao ciao

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