Il redentore di anime

Dove eravamo rimasti?

Leone ha giocato la sua carta in un gioco che inizia a diventare pericolo. come sceglierà di agire l'assassino? Decide di incontrare Leone... a modo suo... (100%)

L’incotro

Quando gli dissero cosa avrebbe dovuto fare, la schiena di Zerilli fu percorsa da un brivido, di quelli che non ti fanno sperare in nulla di buono.

Al telefono se lo fece anche ripetere due volte, ma aveva capito benissimo già la prima. 

Doveva andare dal vice Leone e dirgli che i piani alti avevano deciso di affiancargli un tizio per aiutarlo nel caso dei finocchi morti ammazzati. Era più semplice spararsi un colpo in testa.

Così Zerilli si alzò dalla sua scrivania e cercando di assumere la sua aria più sicura bussò alla porta di Leone.

“Gesù Zerilli, piuttosto che vedere te avrei preferito rivedere la mia ex-moglie!”

“Vice questore mi hanno detto di comunicargli che..”

“Hai presente un orizzonte infinito? Uno di quelli che si aprono quando sei in montagna e l’occhio non si posa su niente per chilometri e chilometri tanto che quasi percepisci la curvatura della terra? Ne hai presente uno Zerilli?”

L’altro annuì con una certa apprensione.

“Ecco.. bravo.. quella è la vastità del cazzo che mi frega di quello che devi comunicarmi!”

L’appuntato lo guardò in silenzio.

“Mi trovo costretto ad insistere: mi hanno chiesto di avvertirla che sta salendo il commissario capo Belluomini”

“Forse non hai afferrato la metafora di prima, colpa mia dovevo essere più diretto, di questo..”

“Vice questore, il commissario capo Belluomini è la persona scelta dal soprintendente per affiancarla nelle indagini del caso Killer dei Padri, comandi!” Disse Zerilli tutto d’un fiato e andandosene subito dopo aver fatto schioccare i tacchi sul saluto militare al superiore.

Leone pensò ad uno scherzo e alle conseguenze che avrebbe fatto pagare a chi lo aveva messo in piedi quando improvvisamente la porta del suo ufficio si aprì senza che nessuno avesse bussato.

“Vice questore Leone non si scomodi”, disse l’uomo entrando e avviandosi verso la scrivania del collega, “Zerilli le avrà già parlato di me quindi non c’è bisogno di presentazioni.”

Il commissario capo Belluomini era un uomo alto e magro, quasi sottile nella suo abito elegante e sicuramente firmato: completo grigio scuro perfettamente stirato, camicia bianca dal colletto inamidato e cravatta dal taglio moderno e di una gradazione di blu che si sposava perfettamente con i gemelli azzurri che chiudevano i polsini della camicia.

Se non fosse stato completamente calvo, avrebbe potuto essere un modello da copertina patinata.

Si sedette sulla poltroncina di finta pelle difronte ad un vice questore appannato da un misto di rabbia e incredulità.

“Mi hanno già parlato di lei e devo ammettere non proprio con toni del tutto lusinghieri, ma penso che questo lo sapesse già. In molti comunque hanno tessuto lodi circa le sue capacità investigative e dalle ricerche che ho fatto sul suo conto, i risultati passati confermano  pienamente quanto sentito. A fronte di ciò la mia prima domanda sarà piuttosto scontata: per quale diavolo di motivo non riesce a cavare un ragno da un buco dal caso Killer dei Padri?”

Leone si alzò lentamente in piedi lasciando la poltroncina andare leggermente a sbattere contro gli schedari sistemati alle sue spalle. La vena sul suo collo era gonfia e tutto il sangue che pompava si concentrò stranamente nelle orecchie che durante quel monologo divennero livide a creare un contrasto quasi artistico con il bianco della sua faccia. Sul punto di irrompere in qualche volgarità, Belluomini lo precedette:

“Leone mi scusi… il senso del dovere mi ha fatto dimenticare di darle le necessarie carte per il mio affiancamento in questa indagine. Eccole, mi scusi di nuovo.”

Il commissario capo estrasse dalla tasca interna della giacca un paio di fogli perfettamente piegati che allungò al vice questore.

Con grande disappunto Leone constatò come tutto fosse in regola: carta intestata, firma del soprintendente, timbro e contro timbro e tutte le altre cazzate burocratiche di rito.

Sempre in piedi difronte al commissario Belluomini, Leone non riuscì più a trattenersi.

“Senta Commissario capo dei miei coglioni io non so..”

“Leone, per cortesia, il linguaggio colorito lo usi nel suo privato. Qui le chiedo di comportarsi come i gradi che indossa le impongono altrimenti sono obbligato a credere alla fondatezza delle voci che circolano sul suo conto.”

Le urla, piene di parole colorite al limite delle nefandezze, giunsero senza fatica alla scrivania di Zerilli che cercò inutilmente di concentrarsi su quello che stava facendo.

***

Dopo circa un’ora, il commissario capo Belluomini uscì dall’ufficio di Leone con un’aria tranquilla, una mano in tasca, l’altra a sistemarsi il nodo della cravatta mentre il suono dei tacchi delle sue scarpe eleganti riecheggiava ritmico fra le scrivanie sistemate nei vari uffici.

Non salutò nessuno e se ne andò con la stessa rapidità con cui era arrivato.

Tipo strano quello, pensò Zerilli guardandolo uscire, con quella testa così liscia e lucida tanto da sembrare rasata apposta con l’intenzione di non lasciare nemmeno un capello in vista.

Brutto colpo per Leone. Ma sbollita la rabbia e frustrazione, avrà capito chi aveva difronte?

  • Forse, ma Zerilli gli verrà in aiuto. (0%)
    0
  • No, era solo annebbiato dalla rabbia ma il commissario capo ha lasciato qualcosa per fargli intuire chi fosse. (33%)
    33
  • Si, un particolare non quadrava, Leone ha capito ma è stato al gioco. (67%)
    67

Voti totali: 3

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30 Commenti

  1. Ciao Raphael, leggendo la tua storia il personaggio che mi viene in mente è l’ispettore Bloch (bei tempi).
    Comunque, hai imbandito una bella storia, mi piace soprattutto lo spessore che hai dato a Leone, bella figura.
    Scritta bene, i personaggi entrano in gioco con un ritmo che mi piace, la trama, anche se abusata, ha qualcosa di fresco che tira.
    Aspetto la prossima
    Ciao
    pienne

  2. Buonasera, Raphael. Fa di testa sua. Non può aspettare che l’altro comunichi di nuovo e la comunicazione a mezzo stampa fa molto killer dello zodiaco.
    Ho seguito ormai diversi racconti che si interrompono per riprendere mesi dopo, ma questo è forse il primo in cui non noto alcuna variazione nello stile: avresti potuto scrivere i sei capitoli lo stesso giorno, non credo che sarebbero stati diversi.
    Ciao, alla prossima

  3. Opzione più assurda (per me che non conosco il plot che hai in testa): vuole conoscere Leone.
    Rieccoti Raphael,
    Devo dire che nonostante i tre mesi passati ricordavo molto bene il tuo racconto e questo immagino significhi che mi ha colpito. Mi piace anche il quarto capitolo, si intuisce che hai le idee chiare sul prosieguo. O meglio, a me pare così. Se avessi ragione, il vero mistero è come mai fai passare tanto tempo tra un episodio e l’altro. E guarda che chi lo dice non è certo un esempio di puntualità nelle pubblicazioni! 😀
    Noto anche, e la cosa mi lusinga, che l’unico commento a cui hai risposto è il mio! Bello!
    Se non mi risponderai a questo ti farò qualche osservazione/critica 😀
    Ciao!

  4. Ciao!
    Mi è piaciuto questo episodio, peraltro adesso sappiamo qualcosa di più del nostro assassino.
    Ho votato la terza opzione, cioè che il vice indaga in casi simili. Il nostro serial killer mi sembra troppo furbo per lasciare un indizio talmente sgamante come fiori freschi in tutti i suoi omicidi. Risalire a lui sarebbe troppo facile.

    Ah…il killer è calvo/rasato? da un uomo che si depila il pube per non lasciare indizi mi aspetto che non rischi di lasciare in giro capelli 😀

    Alla prossima!

  5. Fiori sulla scena del crimine.
    Certamente scritto molto bene e ben congegnato.
    Episodio decisamente splatter. Personalmente non li apprezzo, li trovo una banalizzazione degli horror: colpiscono allo stomaco piuttosto che alla testa e io tendo a diffidare delle cose ‘de panza’.
    Vorrei anche farti notare quella che mi sembra una contraddizione: il gatto non gradisce gli intestini poi però ‘gli erano piaciuti così tanto’ eccetera. Mi sembra più che altro un escamotage per poter aggiungere orrore su orrore scrivendo in seguito del ‘qualcosa di scuro e melmoso’.
    Inoltre è Titty che sale sul letto, occhio ai pronomi (gli erano piaciuti), soprattutto dopo (gli aveva estratti).

    Ciao ciao

  6. Passato torbido ma nascosto.
    Sono certa di avere già letto il primo capitolo, molto tempo fa, senza commentarlo.
    Vedo che la storia è iniziata a giugno, ma l’hai ripresa, giusto? L’ultimo capitolo è più fresco del cadavere nell’appartamento, no?
    Mi piace molto come scrivi, preciso, molto scorrevole, molto piacevole.
    Mi piace anche la storia, soprattutto perché comincia estremamente ‘spietata’.
    Bello ed efficace il modo in cui cerchi di descrivere il rapporto tra i membri della scientifica/investigativa. Da questo punto di vista, io farei attenzione a non eccedere troppo, anche per non impegnare troppi caratteri in battute sarcastiche. Poi ovviamente è questione di gusti personali. Ripeto, lo trovo gradevole e efficace, ma forse un pelino insistito. Aspetto il seguito.

    Ciao ciao

  7. Ma certo che manda affanculo il tipo. Questo è uno aggressivo, che va dritto al punto e pazienza e capacità di attesa non sono il suo forte. Sono curioso dove finisce questa testardaggine

  8. Visto il tipo un vaffa…ci sta bene, poi la vecchia scuola può anche prevedere di perlustrare l’appartamento 😉
    Bravo …ti passo la battuttaccia sulle donne che mi ha fatto ridere (Leone odiava il caldo, lo rendeva appiccicoso, sudaticcio e nervoso, molto molto nervoso. Una donna a dieta durante il ciclo era una stupidata a confronto.)
    Ti blocco invece questa frase:”da quell’altezza la cappa di calore che soffocava la città era ancora più evidente con la sua foschia a rendere sfuocati i profili degli altri palazzi e quasi invisibili le montagne in lontananza.”
    Mi sembra un troppo arzigogolata per dire che l’orizzonte era celato dal caldo.
    Cmq geniale la storia e i personaggi alla prossima.

  9. Aspetta i risultati delle analisi di laboratorio… per come hai descritto il personaggio, penso che non abbia alcuna intenzione di rimboccarsi le maniche e fare il lavoro “sporco” con quel caldo umido che gli si appiccica addosso 😉
    Questo Leone è l’esatto opposto del killer: rozzo; maleducato; cafone e chi più ne ha più ne metta. Quasi quasi tifo per l’assassino 😉

  10. Forse, ma sapranno gli investigatori riconoscerlo?

    Ho votato così perché le altre due mi sembrano un po’ tirate. Se fosse un serial killer avrebbero un senso, ma si tratta veramente di un serial killer?
    Da come ce lo proponi, il romantico uccisore viveva con la vittima, avevano persino scelto il materasso insieme, qualche mese prima.
    Comunque hai uno stile diretto e molto pulito, per questo seguo la storia molto volentieri, a presto….
    D.

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