Il redentore di anime

Il ballo solitario

  

   Lo pugnalò dritto alla gola, appena sopra il pomo di Adamo che si mosse nervosamente un istante per poi rimanere immobile.

   Non si prese nemmeno la briga di estrarre la lama lunga circa 20 centimetri che si andò a conficcare nelle vertebre subito dietro le corde vocali.

 L’uomo ebbe forse qualche secondo per rendersi conto di cosa era successo e del perché sentiva quel bruciore senza fine nel suo collo, forse un altro paio per capire la ragione per cui non riuscisse ad emettere un solo dannato suono nonostante il suo cervello comandasse tutti i movimenti necessari per farlo.

   Nel caso non gli fosse ancora del tutto chiaro fu l’altro a spiegargli a grandi lettere il perché non riuscisse a parlare.

   ” Ti ho reciso le corde vocali tesoro”, gli disse mentre si allungava a prendere l’altro coltello che aveva posato sul comodino poco prima di entrare nel letto ed accoccolarsi nudo accanto al corpo caldo di lui, “non puoi più’ dire nemmeno una parolina dolce”.

   Di quest’ultima frase però non riuscì mai a sentire la fine: gli conficcò rapidamente il coltello di ceramica dalla lucida lama bianca appositamente affilata fra le costole, dritto nel cuore praticamente tagliando a metà l’organo che istantaneamente cessò di battere. Rimase ad osservare il corpo che quasi si afflosciava mentre l’aria dei polmoni usciva dalla bocca spalancata, come se il corpo cui aveva appena privato di vita si fosse trasformato in un grande palloncino rosa forato.

   Non poteva negare di non essere affascinato da quell’immagine.

   Anche per questo secondo fendente all’ormai ex compagno Carlo, non si prese la briga di estrarre il coltello dal suo corpo. Dalla ferita sul collo adesso sgorgava un bel fiotto di sangue che andava ad inzaccherare il materasso e le lenzuola azzurre, ma solo un piccolo rivolo fuoriusciva dal colpo al petto che scendeva densamente seguendo la curva del suo pettorale allenato  facendosi strada fra la peluria nera del suo corpo.

   Delicatamente si alzò dal letto, si stirò per bene facendo schioccare il collo e si diresse verso il bagno per lavarsi i denti: odiava avere quell’orrendo sapore di sesso in bocca alla mattina.

 

   Quando si fu vestito fece un rapido giro della casa di Carlo, fermandosi in special modo nello studio. Qui rimase in silenzio, guardandosi attorno e toccandosi leggermente il nodo della cravatta di Ferragamo che aveva scelto per andare a lavoro. Posò la borsa di pelle scura ai suoi piedi e mosse qualche passo verso lo stereo incastrato fra i volumi di letteratura greca che tanto amava l’uomo che in quel momento stava ancora copiosamente sanguinando sul materasso nuovo che avevano scelto insieme qualche mese prima: oltremodo un vero peccato. Quel materasso di lattice memory era un vero toccasana per i problemi di schiena che lo affliggevano in quel periodo.

  Mise su un CD di Joe Cocker, selezionò la quarta traccia dalle 15 disponibili e delicatamente iniziò a ballare da solo sul grande tappeto persiano dalla fantasia floreale sistemato proprio sotto la libreria. Ballò fino a che la musica non sfumò nel silenzio, quindi premette stop, tolse il cd dallo stereo e lo ripose nello spazio vuoto fra i cd di B.B. King e gli U2.

   Dopo aver ripreso la borsa e aver controllato al suo interno se c’erano il portafogli ed il cellulare, spense la luce e si avviò verso la porta di ingresso che richiuse accuratamente una volta uscito di casa.

  In giro ci sono un sacco di maniaci, pensò mentre dava il secondo giro alla serratura della porta.

   Arrivato alla macchina, partì più rapidamente del solito ma solo perché accendendo il quadro si rese improvvisamente conto che quel balletto solitario gli aveva fatto perdere più tempo del previsto: adesso rischiava di fare tardi al lavoro e non era da lui.

Il romantico uccisore avrà lasciato qualche feticcio per far sapere a chi scoprirà il corpo di Carlo con chi ha a che fare?

  • Forse, ma sapranno gli investigatori riconoscerlo? (93%)
    93
  • No. l'assassino uccide per piacere. Nessuna mania di grandezza e ostenzazione di onnipotenza (7%)
    7
  • Naturalmente. certi assassini vogliono che il mondo sappia di loro. (0%)
    0
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30 Commenti

  1. Ciao Raphael, leggendo la tua storia il personaggio che mi viene in mente è l’ispettore Bloch (bei tempi).
    Comunque, hai imbandito una bella storia, mi piace soprattutto lo spessore che hai dato a Leone, bella figura.
    Scritta bene, i personaggi entrano in gioco con un ritmo che mi piace, la trama, anche se abusata, ha qualcosa di fresco che tira.
    Aspetto la prossima
    Ciao
    pienne

  2. Buonasera, Raphael. Fa di testa sua. Non può aspettare che l’altro comunichi di nuovo e la comunicazione a mezzo stampa fa molto killer dello zodiaco.
    Ho seguito ormai diversi racconti che si interrompono per riprendere mesi dopo, ma questo è forse il primo in cui non noto alcuna variazione nello stile: avresti potuto scrivere i sei capitoli lo stesso giorno, non credo che sarebbero stati diversi.
    Ciao, alla prossima

  3. Opzione più assurda (per me che non conosco il plot che hai in testa): vuole conoscere Leone.
    Rieccoti Raphael,
    Devo dire che nonostante i tre mesi passati ricordavo molto bene il tuo racconto e questo immagino significhi che mi ha colpito. Mi piace anche il quarto capitolo, si intuisce che hai le idee chiare sul prosieguo. O meglio, a me pare così. Se avessi ragione, il vero mistero è come mai fai passare tanto tempo tra un episodio e l’altro. E guarda che chi lo dice non è certo un esempio di puntualità nelle pubblicazioni! 😀
    Noto anche, e la cosa mi lusinga, che l’unico commento a cui hai risposto è il mio! Bello!
    Se non mi risponderai a questo ti farò qualche osservazione/critica 😀
    Ciao!

  4. Ciao!
    Mi è piaciuto questo episodio, peraltro adesso sappiamo qualcosa di più del nostro assassino.
    Ho votato la terza opzione, cioè che il vice indaga in casi simili. Il nostro serial killer mi sembra troppo furbo per lasciare un indizio talmente sgamante come fiori freschi in tutti i suoi omicidi. Risalire a lui sarebbe troppo facile.

    Ah…il killer è calvo/rasato? da un uomo che si depila il pube per non lasciare indizi mi aspetto che non rischi di lasciare in giro capelli 😀

    Alla prossima!

  5. Fiori sulla scena del crimine.
    Certamente scritto molto bene e ben congegnato.
    Episodio decisamente splatter. Personalmente non li apprezzo, li trovo una banalizzazione degli horror: colpiscono allo stomaco piuttosto che alla testa e io tendo a diffidare delle cose ‘de panza’.
    Vorrei anche farti notare quella che mi sembra una contraddizione: il gatto non gradisce gli intestini poi però ‘gli erano piaciuti così tanto’ eccetera. Mi sembra più che altro un escamotage per poter aggiungere orrore su orrore scrivendo in seguito del ‘qualcosa di scuro e melmoso’.
    Inoltre è Titty che sale sul letto, occhio ai pronomi (gli erano piaciuti), soprattutto dopo (gli aveva estratti).

    Ciao ciao

  6. Passato torbido ma nascosto.
    Sono certa di avere già letto il primo capitolo, molto tempo fa, senza commentarlo.
    Vedo che la storia è iniziata a giugno, ma l’hai ripresa, giusto? L’ultimo capitolo è più fresco del cadavere nell’appartamento, no?
    Mi piace molto come scrivi, preciso, molto scorrevole, molto piacevole.
    Mi piace anche la storia, soprattutto perché comincia estremamente ‘spietata’.
    Bello ed efficace il modo in cui cerchi di descrivere il rapporto tra i membri della scientifica/investigativa. Da questo punto di vista, io farei attenzione a non eccedere troppo, anche per non impegnare troppi caratteri in battute sarcastiche. Poi ovviamente è questione di gusti personali. Ripeto, lo trovo gradevole e efficace, ma forse un pelino insistito. Aspetto il seguito.

    Ciao ciao

  7. Ma certo che manda affanculo il tipo. Questo è uno aggressivo, che va dritto al punto e pazienza e capacità di attesa non sono il suo forte. Sono curioso dove finisce questa testardaggine

  8. Visto il tipo un vaffa…ci sta bene, poi la vecchia scuola può anche prevedere di perlustrare l’appartamento 😉
    Bravo …ti passo la battuttaccia sulle donne che mi ha fatto ridere (Leone odiava il caldo, lo rendeva appiccicoso, sudaticcio e nervoso, molto molto nervoso. Una donna a dieta durante il ciclo era una stupidata a confronto.)
    Ti blocco invece questa frase:”da quell’altezza la cappa di calore che soffocava la città era ancora più evidente con la sua foschia a rendere sfuocati i profili degli altri palazzi e quasi invisibili le montagne in lontananza.”
    Mi sembra un troppo arzigogolata per dire che l’orizzonte era celato dal caldo.
    Cmq geniale la storia e i personaggi alla prossima.

  9. Aspetta i risultati delle analisi di laboratorio… per come hai descritto il personaggio, penso che non abbia alcuna intenzione di rimboccarsi le maniche e fare il lavoro “sporco” con quel caldo umido che gli si appiccica addosso 😉
    Questo Leone è l’esatto opposto del killer: rozzo; maleducato; cafone e chi più ne ha più ne metta. Quasi quasi tifo per l’assassino 😉

  10. Forse, ma sapranno gli investigatori riconoscerlo?

    Ho votato così perché le altre due mi sembrano un po’ tirate. Se fosse un serial killer avrebbero un senso, ma si tratta veramente di un serial killer?
    Da come ce lo proponi, il romantico uccisore viveva con la vittima, avevano persino scelto il materasso insieme, qualche mese prima.
    Comunque hai uno stile diretto e molto pulito, per questo seguo la storia molto volentieri, a presto….
    D.

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