Subversive

Dove eravamo rimasti?

Ci sono sicuramente altri misteri da svelare in questo rapimento, altri interrogativi a cui dovrà rispondere Renè, Intanto: Inaccessible Island da capire (50%)

Il Baiardo

“Hai mai letto o sentito parlare di Pierre Terrail de Bayard ovvero il Baiardo, il cavaliere senza macchia e senza paura; le sue gesta ebbero un  ampio  eco dopo la sua morte.”

Esordì Anna, indirizzando il suo sguardo su Giulian, durante il percorso all’interno dell’ Inaccessible Island.  

Alta e magra, 25 anni appena compiuti, col suo viso pulito e sbarazzino, capelli corti spettinati. Anna era una filmaker, esperta di internet, media e riprese cinematografiche. Disquisiva benissimo anche in lingua italiana. Era riuscita a frequentare la Sorbona, ma per per il suo carattere indomabile; disordinata, casinista, sempre guai, era stata buttata fuori. Come due colori vivaci ma differenti, che si contrastano se combinati tra loro. Così il suo animo ribelle, contrastava con la sua genialità e generosità. Era disponibile e sempre pronta a dare una mano laddove ce ne era bisogno.   A lei spettò il compito di condurre Giulian all’interno dell’ Area, tra i molteplici spazi e locali attrezzati.

Al ragazzo sorpreso per le parole di Anna, gli venne in mente il cavaliere del millecinquecento dall’armatura possente in ferro. “Si ricordo qualcosa dai tempi della scuola”    -Ammirando Anna incuriosito. 

Il Baiardo anche lui era parte del Club.” – Puntualizzò la ragazza con un tono solenne.

Animato da valori rispondenti a precisi codici cavallereschi dell’epoca, difese con tutte le sue forze, finché poté la città e le mura di Grenoble.

Non è un caso che “Inaccessible Island” è situata qui a Grenoble.”  Inaccessible Island  come l’isoletta sperduta nell’ oceano Atlantico. 

Anna Spiegò a Giulian che l’enorme edificio dal di fuori appariva un infinito tetro e grigio capannone tessile. Come tanti, posto nella Francia del sud orientale.  Ma a differenza di altri era realtà un’Area protetta, dove nessuno estraneo al Club poteva accedere. Pur essendo in territorio francese tutta l’Area era di proprietà di un governo di nazionalità sconosciuta.

Giulian non capiva. La sua curiosità iniziava a fermentare come il mosto d’uva chiuso in una botte.   <<Ma chi erano quelli del Club ? 

I loro componenti erano dei crociati? Erano una setta? O erano cavalieri, cospiratori, ribelli e sovversivi di ogni età e di ogni epoca? >>

Erano i pensieri affollati e nascosti tra le mille domande, che accompagnavano Giulian, accanto ad Anna all’interno dell’Area.  

La ragazza intanto come una brava guida, come in classico giro turistico, condusse Giulian dapprima all’Ingresso dell’inespugnabile “Inaccessible Island” con suoi tanti dispositivi di sicurezza, telecamere con monitor che sorvegliavano tutte le sale e il perimetro esterno.

Nessuna guardia armata, gli unici che avevano il compito di sorvegliare internamente ed esternamente il capannone, erano Patrick e Serge.  Poi alla Palestra attrezzata, con le macchine fitness per potenziare la muscolatura, e tappeto tatami per l’insegnamento delle arti marziali. E alla Palestra di Tiro, con le sagome in movimento e schermo simulazione, dotata di ogni tipo di arma da fuoco. Mostrò lo Spogliatoio con docce, sauna e bagno turco. Sino ad arrivare alla Sala Interrogatori. E alla Sala Multimediale, con le postazioni e personal computer. Infine la Sala Riunioni, con diversi monitor collegati in tempo  reale con tutte le capitali europee.

***

E mentre seduto su una postazione, nella Sala Multimediale di fronte ad un monitor, lottava coi tanti perché, che gli roteavano attorno come il disco che stava ascoltando; alla ricerca del vero motivo del suo strano rapimento.

Un dettaglio tra i  suoi pensieri  attirò, neutralizzò e paralizzò la sua attenzione: tutte le persone che aveva visto all’interno dell’Area, erano stranamente tutti con gli occhi verdi. Renè, Anna, Patrick e Serge sotto quegli occhialini nascondeva le sue pupille verdi. Ma anche Fosberg, si ricordò improvvisamente dei suoi occhi verdastri.

Che significato, che strano significato possono avere queste coincidenze?” 

Un quesito scabroso a cui non sapeva dare una risposta.    “Del resto i miei occhi sono neri.”    – Si ripeteva tra sé e sé.   

Poi improvvisamente impallidì, trasudò preso dal panico. Rammentò gli occhi della sua povera mamma… erano verdi.

Vi lascio con questo finale enigmatico …

Nella speranza di poter scrivere il seguito. Incoscientemente per come iniziai a scrivere il primo capitolo… un pò come il paracadutista che lanciatosi nel vuoto, non conosce il punto preciso del suo atterraggio.

Postilla dei saluti.

Ringrazio di cuore tutti gli autori che pazientemente hanno seguito il mio racconto, ma anche coloro che hanno letto silenziosamente.

Un grazie doveroso a tutto lo staff del sito, pazienti e disponibili.

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142 Commenti

  1. Un finale sospeso… una fine non fine (alla maniera del tessuto non tessuto (ahah)
    Ci stava qualche chiarimento in più in questo decimo capitolo di un racconto che, nel complesso, è stato piacevole da leggere e interessante…
    Leggendo questa chiusa ho avuto la sensazione di leggere un Nuovo Incipit.
    Boh! Vedremo cosa hai in mente di fare in futuro (o prossimamente).
    ciao ciao

  2. Non so, mi sono fatta l’idea che Giulian non deve fidarsi, che l’intento di René e gli altri è di manipolarlo. Prepararlo per qualcosa di grosso e poi abbandonarlo. Magari usarlo per stanare altri sovversivi. 1984 insegna.
    Capitolo molto interessante, anche se la deriva sentimentale non me la aspettavo.
    Ciao ciao

  3. Ciao Alex, ho scelto Inacessible Island. Sarà l’ultimo capitolo, quindi dico no a nuovi personaggi. In verità, mi sembra che ci sia così tanta carne sul fuoco che mi viene da pensare che forse ci sarà un seguito…ci sarà? Dovrai chiudere bene la storia, mi aspetto di capire che ruolo avrà Giulian 😉 aspetto il finale! A presto!!!

    • Buongiorno Athelas, grazie per essere passata.
      E un grazie per la tua pazienza. 😉
      La tua impressione è quella più logica, in effetti c’è tanto materiale da sviluppare, indi non posso e non voglio chiudere la storia in questo 10° capitolo.
      Per il finale, quello conclusivo, bisogna pazientare e aspettare la seconda parte del racconto.
      Ancora grazie e a presto.

  4. Ciao Alex.
    Inaccessible Island di sicuro…
    Altri personaggi non c’è spazio…
    I tuoi problemi con la formattazione rendono a volte difficile la lettura: se un personaggio esprime un concetto, ma tu lo spezzetti andando a capo chiudendo e riaprendo le virgolette ogni volta, sembra un dialogo tra due…

    • Ciao Napo grazie.
      Si, purtroppo mi sono complicato la vita da solo con sta formattazione..
      Avevo il capitolo in canna.. a 5122 battute.. Ero lì, lì, che stavo stagliando qua e là.. per portare tutto a 5000.- Ma poi ho sbagliato a cliaccare e puff, sparito tutto..
      Ho dovuto ricominciare da capo.. Alla fine fine mki sono anche rotto le balles, ed venuto quello che purtroppo hai giustamente fatto notare.
      Mi spiace.
      Un saluto

  5. Bell’episodio, mi è piaciuto.
    Alex, per me sei un mezzo mistero: hai uno stile molto personale, oserei dire che scandisci il ritmo che della narrazione utilizzando la punteggiatura in modo particolare.
    Però la distanza tra un periodo sincopato volontariamente e qualcosa di incomprensibile è piuttosto labile. Ad esempio:
    ‘Come ipnotizzato dal quel fascio di luce, ancora stordito dal narcotico; si assopì e lentamente si riaddormentò.’
    o anche:
    …silenziosi e immobili come statue, accanto alla porta della stanza;
    si allontanò …
    In entrambi i casi c’è un ‘;’ che mi pare più una svista che altro.
    E allora la domanda che mi sorge spontanea è: hai mai considerato la possibilità di far sedimentare un po’ gli episodi prima di rileggerli e correggerli? La spontaneità è importante, ma su TI non di fanno gare di improvvisazione poetica, si ha tutto il tempo che si vuole prima di pubblicare.
    Io devo dirtelo onestamente: ormai ti leggo da un po’ ed è la cosa che mi ‘disturba’ di più dei tuoi scritti per il resto molto fantasiosi, elaborati, vividi. Secondo me guadagnerebbero tantissimo con un sano periodo di revisione.

    Ciao ciao e scusa se sono stata sgradevole.

    • Salve miss Moneta, ma no, perchè sgradevole. Anzi, ti ringrazio per l’attenzione che mostri nei miei riguardi e per i meii scritti.
      Me ne ero accorto anche io.. ma dopo aver pubblicato il capitolo..
      Avevo accennato anche io, nel precedente capitolo sulla mia “confusione” per la formattazione. Infatti la frase del “si assopì” risultava più estesa. A quel punto e virgola precedeva un’altra frase..
      Si sono delle sviste.
      Mentre sull’altra frase.. anche in questo caso .. Renè “si allontanò”, in fase di formattazione e di pubblicazione.. cancellai “Renè” ma dimenticai di correggere la punteggiatura.
      Grazie miss Moneta. Cercherò di seguire il tuo consiglio.. non vorrei perderti come lettrice e sia consigliera. 😉

  6. Ho votato l’isola, perchè spero che capito quello si spieghi anche il resto.
    Mi piace questa parte, mi piace sopratutto Giulian, i suoi modi di percepire quello che gli sta accadendo, il riveglio lento, lo scatto di rabbia, la curiosità. Tutte caratteristiche che rendono vivo il personaggio.
    Grande capacità, unita ai racconti del padre dell’episodio pecedente e alla trama non banale, ne fanno un racconto che vale la pena di essere letto.
    Bravo alla prossima

    • Salve MrsRiso, grazie sei davvero troppo gentile.;)
      Spero di meritare i complimenti anche per i prossimi capitoli.
      devo confessare che questi otto capitoli son risultati una bella sorpresa anche per me. Da fine Maggio scorso, cioè da quando ho lanciato il primo capitolo, non immaginavo di arrivare a questo punto del racconto. Proprio perchè l’idea e la traccia della trama che ho sempre avuto in mente è davvero impegnativa.
      Spero di svilupparla al meglio con il vostro aiuto e con l’aiuto di tutto il sito.
      Grazie

  7. Bel ritmo.
    Dopo la domanda di Giulian:“Perché mi trovo qui?”, mi aspettavo un atteggiamento arrogante del tipo: “Qui le domande le facciamo noi!”. Invece, la risposta è stata mite e calma, perché?
    Curioso il nome inglese che hai scelto “Inaccessible Island” in territorio francese, si sa, francesi e inglesi sono storicamente antagonisti.Che sia il nome del club?
    voto club
    ciao ciao

  8. Ciao Alex. Bel capitolo: bel ritmo e bella tensione. Non capisco invece perché hai ancora qualche problema nella formattazione.
    Questo racconto è diventato molto più coinvolgente negli ultimi episodi e ha il pregio di non essere affatto scontato. Tant’è che non ho capito perché René parla di un club…

    • Ciao Napo, grazie.. troppo buono come sempre.
      Le mie difficoltà riguardo alla formattazione erano riferite al fatto che durante e nel mentre scrivo, cambio e ricambio foglio di scrittura e poi mi ritrovo con caretteri e dimensioni diversi, e che cmq sono io che sono scarsino, basterebbe un minimo di attenzione in più da parte mia.

  9. Ciao Alex, ho appena finito di leggere il tuo racconto.
    Giulian mi ricorda tantissimo un ragazzo che conosco. Me lo ricorda così tanto che associo il viso di Giulian al suo. La storia mi piace, anche se mi associo al commento di Elena rispetto al tema della punteggiatura.
    Buona scrittura 🙂

    • Salve Athelas, grazie per aver letto i miei capitoli.. e grazie per il tuo tempo.
      Su Giulian potrebbe anche esser una storia tratta da fatti realmente accaduti.
      Però oltre ad essere contento per la similitudine di Giulian col tuo amico; adesso sono anche curioso, mi piacerebbe sapere qualcosa in più del tuo amico.
      Grazie e buona scrittura anche a te.

      • Grazie 🙂
        Mi ricorda Giulian per i modi di fare, per la rabbia, per la faccia tosta. Non è un amico, direi che è un fratello. Sì, un fratello.
        Un fratello che non sa che lo considero come tale, non gli ho mai detto questa cosa.
        Non scende a compromessi, non conosce mezze misure.. è uno che si fa del male pur di non cedere…. Un tipo tosto, a volte incosciente, a volte stupido.

  10. Giulian, mi sembrava correto in relazione all’argomento.
    Vorrei farti i miei complimenti per la descrizione del padre e del suo movimento interiore prima per non aver visto tornare il figlio e poi per come ascolta Fosberg, i pensieri, la voglia di piangere, la necessità di capire….
    Pezzo azzeccatissimo, spiega molto e fa spiccare la figura del padre rendendolo un personaggio completo.
    Grande…
    Alla prossima.

    • Grazie MrsRiso, troppo gentile.
      Per “uno” come me, i tuoi ( come anche quelli degli altri autori) sono apprezzamenti davvero importanti e inaspettati..
      Per come dicevo anche a Maria: ho cercato di immedesimarmi nel sig. Rodani; probabilmente come fanno gli attori, però a differenza loro, che simulano emozioni e sensazioni, io invece ho cercato di sentirle, provarle e trascriverle da padre, come avrebbe fatto il padre di Giulian.
      Grazie a presto

  11. Bellissimo anche questo capitolo, ora il personaggio di Giulian diventa più profondo e intricato, magari ci fossero ancora ragazza come lui capaci di morire per difendere famiglia e ideali. Aspetto chiaramente il seguito per sapere cosa ne e stato di lui. Complimenti :).

    • Salve fray, grazie.
      La determinazione e il coraggio del ragazzo messo in risalto da Fosberg, in quella circostanza, seppur allo stremo delle forze fisiche e in pericolo di vita… spiazzano il signor Rodani che con il figlio ha sempre vissuto e subito, dissapori, contrasti anche violenti, per cui ad un certo punto non riesce a trattenere la sua commozione.
      Un gesto significativo che è la dimostrazione che Giulian vuole bene al padre.
      Grazie alla prossima

  12. Bellissimo episodio, Alex. È un peccato che questa storia abbia pochi lettori, ma – come dici tu – non sono gli incipoints che contano e che fanno la qualità di un racconto. Hai sperimentato questo strano narratore semi-onnisciente anche se in prima persona e, alla fine, sei stato convincente, proprio grazie a questo episodio.
    Certo non fai niente per catturare lettori, i tuoi commenti sono spesso sferzanti ma sempre sinceri. Ti assicuro che io li apprezzo molto, ma in questo ambientino di solito è più apprezzata la piaggeria.
    In quanto le opzioni lanciate “ad muzzum” (vorrei sapere quanti possano apprezzare questo siculo-latinorum), fattene una ragione: capita sempre anche a me. Scelgo l’opzione che mi piace, scelgo l’alternativa e poi ne aggiungo una “ad minchiam” (versione hard di ad muzzum, per evitare l’iterazione). Vince sempre quella.
    Voto per Giulian. Sarà la terza opzione?
    Ti stimo

    • Napo così mi fai commuovere.
      Grazie davvero per le tue belle parole.
      La mia è stata davvero una scelta sofferta: quella di dover utilizzare il padre di Giulian come voce narrante.. I miei vecchi appunti da visonario necessitavano di un punto di vista diverso dal solito… Non nego che con questa scelta ho tentato volutamente di catturare l’attenzione, cercando di sensibilizzare il lettore..
      E che comunque capitolo per capitolo per me è stato davvero un esperimento continuo.. in cui mi hanno aiutato anche le vostre perplessità e critiche.
      Caro Napo nei miei commenti cerco di esser sempre sincero, a volte esagero, probabilmente anche perchè esprimo male il mio pensiero..
      A volte mi capita di non dover commentare per non rischiare di apparire davvero troppo sferzante.
      Per quanto riguarda “Ad muzzum” .. non so se ricordi.. una ventina di anni fa la “usava” spesso il povero prof Scoglio, ex allenatore del Genoa calcio.
      L’opizione che hai scelto e votato è sicuramente in linea con le attese.. con le mie attese.. 😉
      Grazie ancora Napo per il tuo apprezzamento

  13. Non si può dire che i voti siano tanti per poterli catalogare come “statistica”.. 🙂
    (Su 5 votanti – 3 hanno scelto l’opzione del sul padre di Giulian, tra l’altro l’avevo lanciata così forse ad muzzum.. come terza opzione.)
    Però va bè, ringrazio davvero tutti; The Incipit mi è sempre utlile, per svariati motivi.

  14. E il padre?
    Molta azione e adrenalina, Sono rimasta un po’ perplessa dal travestimento che accenni: i paramilitari che mettono gli occhiali per sembrare intellettuali, siamo tra Superman e Pol Pot. 🙂
    La curiosità aumenta, ti confesso che nel mio caso si mischia alla curiosità di sapere come fa il padre a riferire fatti come se vi avesse assistito in prima persona, mi aspetto un colpo di scena che non so immaginare.

    Ciao ciao

    • Ciao Fray sei gentilissimo, grazie.
      Cerco di adeguarmi ai ritimi del sito, come penso che purtroppo alcuni aspetti della scrittura vengono penalizzati.
      Per cui cerco di fare del mio meglio tenendo nella giusta misura “ritimo e tensione”.
      Poi chissà forse un Giulian dentro di noi è sempre esistito.. e quindi tutto viene più facile.
      Ciao grazie per esser passato.-

  15. Dal modo in cui Giulian è andato via di casa verrebbe spontaneo votare “un gesto eclatante”, ma il biondo di Cordusio, nascosto in un’auto francese con due uomini sconosciuti, mi ha orientata verso “l’imprevisto”.
    Mi è piaciuta in modo particolare la scena del padre che prepara quella pietanza calda in modo da ricreare la stessa atmosfera familiare di quando c’era ancora sua moglie, ho provato la sua stessa nostalgia e, forse, anche un pizzico di paura. Quella di un padre che si ritrova a crescere un figlio solo, senza avere la possibilità di dividere con l’altro coniuge le colpe di un probabile fallimento.
    A presto.

    • CiaO Anna grazie per esser passata per questi desolati lidi.. 😉
      Compatibilmente con il rispetto della regola delle 5000 battute.. ho cercato di tracciare un minimo di atmosfera famigliare.. Ho usato le pietanze calde per ricercare e ricreare una certa nostalgia, almeno nel padre, visto che Giulian ha la testa in altre cose.
      Saper che hai colto questo particolare mi ha fatto un enorme piacere..
      Per cui… Grazie

    • Salve Maria.
      Si, in un certo senso è così.
      Sopratutto tra il 4° e il 5° capitolo: ho tirato dritto seguendo un certo filo logico e la linea della trama che si è andata delineando strada fin qui.-
      Un Giulian che esce dal Centro Commerciale e che poi rientra a casa, si chiude nella sua cameretta e fa quello che fa.
      Poi lo scontro violento col padre ecc..
      Devo dire che strada facendo, seguendo l’ispirazione mi son trovato di fronte a delle situazioni, ma anche a degli elementi che mai e poi mai, avrei immaginato di poterli inserire nel racconto. Lo stesso Fosberg, come anche la famiglia Bernardini.
      Devo ringraziare la piattaforma di The Incipit e i tanti commenti dei colleghi autori che mi hanno fornito spunti molti di riflessione e in alcuni casi anche un supporto tecnico.
      Sulle due opzioni, per me è chiaro che ormai Giulian sta tramando qualche azione rischiosa.
      Per cui potrebbe esser pronto per una azione eclatante.
      Oppure, visto che è anche un gioco.. tra lettori e autori, potremmo fermare Giulian con l’opzione: Un imprevisto.-

      Ad ogni modo.. mille grazie Maria son contento di saper che hai apprezzo anche questo capitolo 😉

    • Infatti, per come dicevo anche a MrsRiso: finchè posso ed ho voglia e sono ispirato.. scrivo.
      Poi ho anche cercato di rispondere ad una allegra MrsRiso, che ha trovato divertente una situations o una scena.. del racconto.
      Che testimonia le tante “stranezze” (positive o negative) di Incipit, probabilmente dovute al quel cosiddetto “scambio di cortesia..” della serie, io leggo la tua storia e poi tu leggi la mia.
      Che per carità fa anche parte del gioco, come giusto che sia.
      Ma poi uno si chiede, davvero leggiamo con attenzione i capitoli?
      Oppure uno/a legge quello che gli piace leggere tra le righe?
      MrsRiso ad esempio ha trovato diverte una scena drammatica..
      Un figlio che, dopo uno scontro duro e violento col padre, potrebbe scappare via di casa.. … portandosi via con se, uno zainetto e un giubottino estivo.
      Tra l’altro dentro lo zainetto ci potrebbe esser nascosta/o qualsiasi cosa.
      Che ne so.. in un capitolo pieno zeppo di elementi di discussione, dai semplici spaghetti al pomodoro e non ad esempio : il risotto alla milanese.
      O al ritrovamento del vecchio manoscritto.. stranamente costudito dal padre.
      Oppure alla planimetria in scala di una zona di Milano..
      O ancora, quel Fosberg che è sempre tra i piedi, stavolta con due sconosciuti..
      Per finire l’accusa pungente e precisa di un figlio verso un padre.. additandolo di una certa o sospetta mancanza di coraggio..
      Però, evidentemente il bello di Incipit e anche quello dove una MrsRiso qualsiasi viene colpita e folgorata allegramente dalla sequenza in cui Giulian afferra zainetto e giubotto e sparisce.
      In questo caso nessuna umanità, nessuna drammaticità.. ma un semplice effetto diminuitivo da scolaretto.
      Detto questo, tolto lo ” scambio di cortesia” si vede che Probabilmente avrò sbagliato qualcosa.

  16. Voto imprevisto…
    Il dialogo forte con i conflitti generazionali è interessante, prende.
    Ciò che mi fa un po’ ridere sopratutto perchè segue questa scena è “…il marsupio a zainetto e con l’altra afferrò un giubottino appeso nella sua cameretta… “. E’ un po’ tutto troppo in diminutivo fa apparire Giulian uno scolaretto della materna. 😉
    Il resto per me va, avanti con il vento in poppa, ma attento a non scuffiare!! 🙂
    Alla prossima.

    • Salve MrsRiso.
      Scuffiare : Nel linguaggio marinaresco, capovolgersi, spec. di imbarcazione a vela.!
      Spero e mi auguro sopratutto di non imbarcare acqua. 😉
      Finchè posso, e finchè ho del tempo a disposizione… scrivo.
      Scrivo perchè non ho idea sino a quando potrò farlo.-
      In merito al tuo appunto sulla scena, posso affermare che:
      In questo racconto niente è casuale.. nemmeno il piatto di spaghetti.
      Per cui anche il giubottino non è casuale..
      considera che siamo a inizio maggio, e la sera, anzi la notte a Milano fa ancora freschetto. E non solo.
      Grazie per esser passata

  17. Non riesco più a fermarmi.
    Ho già quasi pronto il 5° capitolo…
    Ma non so se si tratta di una svolta o meno.
    D’altronde Incipit è anche questo. All’occasione è anche un laboratorio di idee.
    Sinceramente non pensavo di poter scrivere 4 e adesso anche il 5 capitolo in così poco tempo.
    La cosa che mi sconvolge è che non riesco a fermarmi.
    Come un vento che spinge, che mi tiene carico, come una vela colma col vento in poppa.
    Incredibile, non immaginavo un tale coinvolgimento.

  18. Forse sì! (Alex, il sì affermativo vuole l’accento, non fare l’errore che fanno in tanti confondendolo col si riflessivo).
    Una volta tanto, anzi per la prima volta, sono d’accordo con la cosiddetta coach editor sulla punteggiatura. Fin dall’inizio non capisco l’uso che fai del trattino e del punto che spesso spezzano la frase. A parte questo, che tutto sommato è un peccato veniale, devo dire che la sostanza c’è, i personaggi sono sempre meglio definiti e lo stile di scrittura è appropriato e graffiante.
    Ho anche trovato l’escamotage che potresti avere immaginando per rendere onnisciente l’io narrante… quando ormai – come si dice? – uno è nel mondo della verità…

  19. Sì, ci sarà una svolta…
    Molto spesso i figli vanno esattamente nella direzione opposta a quella tracciata dai padri, probabilmente perché ad un certo punto smettono di essere bambini, lasciano la mano del genitore e decidono di proseguire da soli per dimostrare di essere ormai grandi e di poter scegliere senza condizionamenti di alcun genere.
    La riflessione paterna che chiude il capitolo mi è piaciuta molto.

    • Ciao Anna, grazie.
      Anche la disamina iniziale di Fosberg, secondo me… è interessante, ed utile per il prosequio del racconto.
      E già, il rapporto tra genitori e figli sin dalla notte dei tempi è stato sempre complicato.
      In questo caso Giulian probabilmente si è “formato” sulla base di alcune delusioni vissute dal padre.
      Ciao e ancora grazie

    • Veramente le domande sono 3. 🙂
      Alcune di queste domande penso di averti già risposto nel commento del 4 Luglio.

      Per le altre domande dovrai pazientare e seguire i successivi capitoli.

      Ps.- E’ dall’inizio che poni strane domande, perchè a sto punto le tue domande sono davvero strane, e sinceramente Non ho ben capito se ti piace il mio racconto oppure no?

  20. Io rifletterei un po’.
    Ciao Alex,
    Ma sai che stavo per scrivere un commento fotocopia di quello in evidenza?
    Nel mio caso sarebbe stata un’umile opinione, ma se lo scrive anche la Paganelli sono in compagnia illustre! Aggiungerei che a proposito di punteggiatura a me intrigano proprio quei ‘:’ messi a tagliare la frase introducendo la parte esplicativa. Mi pare una nota di stile personale, su cui lavorerei un po’ per renderla più efficace. Molti autori fanno carta straccia delle regole di punteggiatura, piegandole alle loro necessità, per cui in questo vorrei differenziarmi dalla Paganelli, perché penso che se vuoi puoi non seguire le regole, ma se svicoli devi farlo per ottenere un effetto espressivo e devi essere coerente con le TUE regole. Un esempio? Saramago!
    La storia mi riporta un po’ al famoso G8
    Ciao ciao a presto

    • Salve miss Moneta, ti ringrazio tantissimo per esser passata.
      Grazie per l’apprezzamento. Spero di non deludere nessuno, sottoscritto compreso.
      Per come divevo a Elena, la punteggiatura è un mio limite, come tanti altri aspetti della scrittura.
      Riflettevo sul tuo consiglio,e sulle regole della punteggiatura.. Per quanto mi riguarda penso che molti dei miei errori provengono da un certo tipo di scrittura, per capirci quella on line.. quella praticata nei forums. Ho scritto e scrvo sui forums oramai da 16 anni.. e la mia punteggiatura risente sicuramente di quel tipo di scrittura, veloce e per certi aspetti anche fumettistica..
      Va be.. spero di far meglio anche se so che mi ci vuole un editor, altrimenti, son sempre guai.
      Grazie cmq per il tuo esempio.;)
      A pro della mia storia.. sono curioso di capire perchè ti è venuto in mente il famoso G8?
      Ciao

      • È l’esempio più recente di tentativo di protesta sociale e soprattutto di cinica applicazione da parte dello stato della strategia della tensione: mettere ragazzi contro, da una parte e dall’altra, e aspettare che succeda l’inevitabile. Scusa, ho un mio parere su quei fatti, non giustifico la violenza, non condanno un carabiniere impaurito che spara, ma penso che quella miscela esplosiva sia stata creata ad arte, usando ingenui (da entrambe le parti) violenti (da entrambe le parti) e persone che facevano il proprio dovere.
        E poi, Giulian è un nome casuale?
        Ciao ciao

        • Miss Moneta, avevo già intuito le tue capacità di scrittrice e di una donna in gamba. E quindi, mi hai confermato ciò che la mia “sensitività” funziona ancora.-;)
          L’idea di base del racconto è proprio quella di evidenziare il malcontento sociale e il malcostume dei nostri politici. Il che rientra in una certa logica, il problema è tessere una trama per un racconto.
          Per cui, condivido il tuo pensiero, ma mi domando e ti chiedo:
          sulla base dei miei primi 3 capitoli, non capisco come fai a collegare, il plot, e l’idea di base, tra l’altro in una location come Milano… hai fatti di Genova ??
          Si esatto, Giulian, non è un nome a caso..
          Un pò tutti i nomi dei miei personaggi non sono casuali.

          • Alex, non mi è del tutto chiaro se il collegamento al G8 sia corretto. Mi pare di capire di sì, in tal caso non devi meravigliarti troppo che abbia ‘indovinato’. Chiamalo intuito femminile o come preferisci, mi capita spesso di completare informazioni parziali. Molte volte indovino e questo è spesso causa di stupore
            Molte altre volte non indovino ma nessuno si meraviglia.
            Nel caso specifico c’è il titolo, il fatto che il figlio si chiami Giulian e che in questa parte focalizzi la vicenda sul rapporto col padre; Giuliani è percepito soprattutto come ‘figlio’ e del resto hai scelto il cognome, non il nome. L’accenno in questo terzo ad apparati deviati, a ministri corrotti. Un po’ tutto. A dirti la verità, il ministro mi ha fatto pensare anche a Donat Cattin buonanima, se immagini perché vuol dire che non mi sono sbagliata.
            Ovviamente tutto questo è carta straccia se mi sono sbagliata, ma se ho azzeccato, che figurone!
            Ah ah!

            Ciao ciao a presto!

            • Si, in effetti dal titolo c’è ben poco di cui stupirsi.
              E’ abbastanza chiaro: Sovversivo.
              Sul collegamento al famoso G8, volevo fornire una Mia spiegazione alla fine del racconto. Ma per come ho appena letto stasera, alcune info le hai anticipate tu.. Devo dire che sei un’attenta osservatrice.. oltre ad essere abbastanza preparata.. sull’argomento.-
              Ti sarai anche accorta che ho descritto Giulian, col taglio dei capelli, corti alla militare.. per un motivo ben preciso.
              E si, anche l’accenno ai servizi deviati.. spero di dettagliarlo meglio nei prossimi capitoli.. si capirà ancora meglio il ruolo di alcuni personaggi.
              Il resto è top secret.. Anche perchè la trama è ancora tutta da sviluppare.
              E non so se sarò in grado di svilupparla decentemente.
              Per il resto, a suo tempo l’idea del plot è nata sotto un’altra stella.. ben lontana dai fatti di Genova.
              Ad ogni modo, ti lascio la mia email [email protected] – per eventuali “figuroni” futuri. 😉
              Un saluto

  21. Quel che mi ha spinto a commentare la tua storia è la tua capacità di costruzione dei personaggi, degli ambienti e della Milano di Giulian e suo padre. Quando leggi, ti sembra di essere lì con il padre che racconta la loro storia o con Giulian che imbratta i muri e poi viene aggredito; i tuoi protagonisti sono dotati di grande umanità e di grande vividezza, mi intriga anche molto il rapporto tra loro e con Fosberg. Tutto sommato, ammetto che non mi dispiace nemmeno la tua scelta di narrare la storia usando il punto di vista del padre in prima persona, a patto che in seguito tu spieghi perché sappia così tante cose sul conto di un figlio con cui aveva un rapporto difficile. Una cosa a cui devi davvero prestare attenzione, però, è la punteggiatura: gli errori di punteggiatura vanno a togliere valore al tuo stile che, se non fosse per quegli errori, peraltro sarebbe molto personale e interessante. Mi raccomando, sistema questo aspetto e la tua storia ha le carte in regola per essere davvero bella. Ti seguo!

    • Salve Elena, non mi aspettavo un tuo commento.
      Sono sorpreso e sono anche lunsingato.
      Grazie per tutto, e cercherò di far buon uso dei consigli.
      Devo dire anche che mi hai caricato di una certa responsabilità… Adesso mi toccherà far bene e non deludere le aspettative.
      Ho cercato volutamente di cambiar “strada” dopo Legione straniera.. dalla spiaggia siciliana allla Milano di Giulian e di Fosberg.
      Anche se, ammetto che non avevo nessuna intenzione di riconciare a scrivere..
      Ma in qualche maniera volevo restare attaccato a The Incipit, ed allora ho pensato di rielaborare vecchi appunti su fogli di 5 anni fa.. con il Subversive.
      Per come ho scritto in qualche precedente commento.. faccio fatica a scrivere, scrivere per me vuol dire “sofferenza-sacrificio”…
      Se entro nel personaggio e ci resto, chissà per quando tempo. Il problema più grande per me, e che entrando nel personaggio.. poi purtroppo penalizzo la vita reale.
      Mi estraneo.. come se vivessi in un mondo parallelo.-

      Sulla scelta della voce narrante, devo ammettere che ho avuto delle titubanze prima di iniziare l’incipit. Dopo aver meditato mi è venuto forse spontaneo (avendo già in mente il plot) dar voce al padre di Giulian, essendo anche lui un personaggio del racconto.
      Il “punto di vista” narrante da parte del padre di Giulian è una novità anche per me, adesso non saprei come… ma spero di riuscire a concludere per come ho iniziato.
      Sulla punteggiatura, prurtroppo è uno dei miei tanti limiti.
      Cercherò di rimediare, ma so in partenza che non sarà facile per me.
      Ancora grazie Elena

  22. Il dubbio sull’io narrante mi rimane, ma sono fiducioso. A dire il vero all’inizio dell’episodio c’è un eccesso di dettagli su Fosberg (tecnicamente è un infodump), ma ti do fiducia anche su questo perché il tutto è scritto molto bene.
    Coincidenza negli ultimi nostri episodi entrambi citiamo la Milano da bere.
    Riflessione

  23. Ciao Alex
    questo episodio – che scorre forse meglio dei precedenti – pone vari interrogativi:
    come fa la voce narrante a sapere tanti particolari su Fosberg?
    perché questo Fosberg vuole aiutare il ragazzo?
    perché scrivere frasi a contenuto politico può essere un pericolo per il ragazzo, e una minaccia per il sistema? In quale epoca siamo?
    Ma che lo dico a fare, un’idea tu ce l’hai certamente…
    al prossimo
    ciao ciao

    • Ciao Maria, intanto grazie per esser passata e per aver letto il 3° capitolo.
      Cercherò di rispondere al meglio ai tuoi quesiti.
      Inizio dall’ultimo quesito.
      Per quanto riguarda l’epoca… ti sarà sfuggito il 1° capitolo.
      Ti invito a rileggerlo. 😉

      Il perchè Fosberg vuole aiutare il ragazzo…. penso, lo scopriremo più avanti.
      Ribadisco siamo al 3° capitolo di un racconto.

      Sulla voce narrante, cercherò di dare una mia spiegazione..
      Inizio a dire che è un racconto.. sulla fase inziale.. e non una “sceneggiatura”, dove la necessità primaria è quella di ricollegare immagini, ecc.. ecc..
      Poi essendo un racconto: in questo caso ho scelto volutamente la voce narrante nella figura del padre di Giulian, in quanto anche personaggio del racconto..
      Per cui, nel nostro caso la voce narrante è “interna” cioè presente in alcuni casi..
      ed anche “esterna”… cioè non presente in alcuni eventi del racconto.
      Per quanto ne sappia, in un racconto possono coesistere benissimo più voci narranti. Non capisco e non vedo quale sia il problema.

      Stessa cosa nel ” punto di vista” del racconto..
      In questo caso.. il padre di Giulian fa sia da narratore onniscente con un punto di vista esterno.. e quindi conosce ogni particolare della storia.
      E in alcune situazioni assume anche il punto di vista “interno” essendo appunto anche un personaggio del racconto..
      Spero di aver soddisfatto i tuoi dubbi.
      Ciauz 😉

  24. Resto con il dubbio dell’io narrante che conosce dettagli che potrebbero essere noti solo a un narratore onnisciente in terza persona. Dovresti risolvere questa incongruenza e, a questo punto, l’unico modo che hai per farlo è fare dire al padre che Giulian gli ha raccontato tutto. Ho votato per conoscere meglio il padre narratore. Se dovesse vincere l’opzione Fosberg devi stare attento, devi porti la domanda: come fa il padre di Giulian a conoscere la vita e i segreti di Fosberg?

    • Ciao Napo, c’ho pensato tanto anche io al dubbio che ti assale..
      La risposta che mi sono dato e rigiro a te, è la seguente: perchè tanta fretta!!
      Ci sono ancora tanti capitoli da scrivere..
      Cmq, la tua osservazione è azzeccatissima, ma non mi farei tanti problemi.
      C’è sempre una soluzione a tutto.
      Non so se riusciò a “ingabbiare tutto entro i 10 capitoli” ma male che vada ci può anche stare un sequel..
      Se poi ti dico che sino a ieri non pensavo minimamente di poter scrivere questo 2 capitolo.-.. ( pur avendo chiaro cosa scrivere).
      Poi improvvisamente stamattina ho avuto la forza e la voglia di scrivere.
      Ciao grazie

    • Salve Maria, purtroppo non ho letto “gli sdraiati”.. anzi, a dir la verità non leggo un libro o un romanzo o cose del genere, saranno oramai anni..
      Purtroppo per come penso s’è capito, non sono un lettore. Vorrei leggere, mi piacerebbe tanto, ma non ci riesco, per diversi motivi. 🙁

      Grazie

  25. Ciao Alex.
    Finora ti ho incrociato solo come commentatore di quei pochi racconti che seguivo su TI e ho apprezzato il tuo punto di vista critico (anche perché quasi sempre concordavo con te). Ora che ho l’occasione di leggere qualcosa di tuo fin dall’inizio, non posso perderla. Non ho altro motivo, credimi.
    Comincio col dire che ho votato per “dite la vostra”, opzione che non ha mai nessuna chance di successo. Non voglio suggerire nulla di particolarmente originale, in realtà la terza opzione sarebbe anche la più scontata e logica: conoscere meglio l’io narrante attraverso il racconto di se stesso. Nessuno ha scelto “gli uomini della Mercedes”, ma sarei curioso di capire come avresti risolto questa opzione, visto che il racconto è in prima persona e il narratore non può quindi essere onnisciente. Ci avresti proiettato nuovamente in avanti nel tempo per darci l’informazione a consuntivo? o cos’altro?
    Ci sono dei refusi qua e là (quei enormi, Marcedes…) e qualche errore molto comune (il nome dei mesi – e anche dei giorni – non si scrive con l’iniziale maiuscola) che mi dà l’impressione che tu non ami l’editing o lo fai in maniera cieca – come capita a molti – rileggendoti senza il sufficiente distacco.
    Non amo e non approvo l’uso del grassetto, brutto a vedersi, che enfatizza una volta le frasi degli speaker e un’altra il salto temporale. Non vedo cosa aggiunga al testo.
    Per il resto, a parte qualche piccola tendenza alla retorica in alcuni passaggi, intravedo un buon avvio. Ti seguo sulla fiducia (cosa che faccio molto raramente).

    • Ciao Napo, grazie anche a te per esser passato.
      Grazie anche per i consigli.
      Ad dir la verità, alcuni refusi me li fece notare anche Maria algures.
      Devo ammettere che sono molto distratto, non è la prima volta che incappo nell’invio precipitoso dell’ incipit.
      Sul grassetto, avevo pensato di lasciarlo volutamente, visto che si tratta sempre di un racconto “on line” e non su carta..
      Sulla scelta delle tre opzioni, penso che la sfida sia anche quella di saper gestire le varie opzioni.
      In questo caso.. pur avendo chiara l’idea e la traccia di fondo, chissà, e cmq penso che avrei risolto anche l’opzione degli uomini della Mercedes. In ogni caso, resta tra le opzioni logiche necessarie per il racconto. E questo ci rinvia sempre al problema delle 5000 battute a capitolo.
      Mentre… sulla ” piccola tendenza alla retorica in alcuni passaggi” ???
      A cosa ti riferisci?
      Ciao e grazie

  26. Giulian…
    Un incipit davvero molto interessante, la trama da quanto ho capito è tutta da scrivere ma penso che tu abbia comunque delle idee a riguardo. Mi piace la voce narrante, quella di una padre che racconta le vicissitudini di un figlio, che non conosce abbastanza e che teme possa mettersi nei guai…
    Ti seguo Alex, alla prossima.

    • Ciao Anna, grazie per essere passata e scusami per la mia “tardiva” risposta.
      Purtroppo mi capita spesso di non aver testa, voglia e tempo da dedicare alla scrittura e al sito.
      Per cui in un certo senso, mi ritrovo ad “isolarmi” da tutti.
      Chiedo scusa a te e a tutti gli altri autori.

      Venendo al racconto, si, ho scelto ed impostato volutamente la voce narrante, in quella di un padre, con un vissuto da sfigato , per come ho scritto da ex sindacalista ed ex .sessantottino. 😉
      Ciao e grazie

    • Salve miss Moneta, ho voluto regalare l ‘inizio di una nuova storia a tutti gli amici di Incipit.. –
      Così, poi appena sarò famoso, protranno dire… azz Alex aveva iniziato qui con noi e adesso è uno dei più grandi “tramisti” italiani. 🙂

      A parte questo… fammi capire: hai ipotizzato solamente una castostrofe… e del resto non ti sei accorta di nulla??
      che se so.. di un padre ? e di un figlio..? o di campagne elettorali ??
      Niente di tutto ciò?? Tu hai ipotizzato solamente una catastrofe… 🙁

      Ciao grazie mille

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