La saga di Araldian – III. L’era del Drago

Prima della tempesta

Riassunto del secondo episodio

L’era dei draghi è giunta, così come quella del caos. Alucard, corrotto dalla sete di vendetta durata tre anni, si spinge sin dentro il palazzo governativo della città di Morghal alla ricerca del fratello scomparso. Convinto di trovare un uomo controllato dal potere della Somma Sacerdotessa, raduna un piccolo gruppo di guerrieri con l’intento d’affrontarlo e metter così fine alla sua vita. Contro ogni aspettativa, Velkan si presenta non solo più potente che mai, ma anche accompagnato da un immenso dragone nero di nome Galarth e da quattro uova della medesima razza. Il gruppo viene sbaragliato dal guerriero, così come la resistenza di Alucard che si ritrova vinto sulla terrazza del palazzo. Nonostante l’esponente della ribellione abbia colpito a morte il parente, il potere del dio Armes ha favorito il rivale, permettergli di ridurlo in fin di vita. Fermato solo in ultimo da Nessa, Velkan è costretto a risparmiare il fratello che viene imprigionato.

Condotto nelle segrete, l’uomo è visitato dall’Imperatrice dalla quale apprende l’annullamento del maleficio ai danni del consanguineo. Velkan non è più sotto il suo controllo da parecchio tempo, agendo per propria volontà come una qualsiasi altra persona. Temendo un tradimento da parte del Cavaliere sempre più ambizioso, Nessa decide di stringere un’alleanza con Alucard che lo libera istantaneamente facendogli dono di un uovo di drago sottratto segretamente al sottoposto. 

Intanto i malumori nel palazzo aumentano, specie con la scoperta della fuga del capo della ribellione. Accolta improvvisamente nella sala del trono, Nessa si ritrova faccia a faccia con Velkan e qualche altro soldato fidato. Dopo poche battute, il gruppo decide d’assassinarla infierendole svariate coltellate. L’ultima, quella al cuore è portata dal distruttore che le promette di bruciare il mondo faticosamente creato dalla Sacerdotessa. Sì, poiché a sorpresa il guerriero rivela che per anni ha meditato la propria vendetta ai danni della donna, promettendosi di fargliela pagare per avergli portato via ogni cosa. L’Imperatrice spira, passando il potere all’uomo nel momento esatto in cui un esercito capitanato da un dragone rosso si piazza fuori dalla capitale in stato d’assedio.

Intanto nella foresta fuori città Alucard è raggiunto dalla creatura color rubino e dal suo cavaliere: Meera, sorella gemella di Kassandra. Originaria delle terre del sud e giunta a nord per vendicare la parente uccisa da Velkan quando era sotto il controllo di Nessa, si allea con l’uomo ferito prima di condurlo al campo dei ribelli dove l’origine di quella guerra viene spiegata.

A palazzo nel frattempo, ogni nobile e dignitario sono stati convocati nella sala reale al cospetto del nuovo Imperatore. Sconcertati dal trovare Velkan sul trono, molti si rifiutano di chinare il capo innanzi al nuovo sovrano che, prontamente decide di sedare ogni futura ribellione. Chiamando Galarth, opta per bruciare vivi tutti i presenti nella sala così da minimizzare future rivolte.

La storia si conclude con il Cavaliere che guarda l’orizzonte illuminato dal tramonto, deciso a concludere la faida familiare con la morte del fratello.

Non era ancora l’alba che il rumore di mille unità in movimento l’avevano destato da qualche minuto. L’oscurità avvolgeva ogni cosa, specie in quella tenda per nulla illuminata. Era un soldato adesso, votato alla liberazione della propria terra. Eppure, quello che lo motivava a indossare l’armatura di cuoio e a brandire una spada corta non era il senso del dovere verso i suoi compagni, ma un insano desiderio di vendetta mascherato da una menzogna chiamata giustizia. Se lo ripeteva spesso Alucard, soprattutto in quei pochi giorni di convalescenza.  Contraendo i muscoli addominali e resistendo al bruciore proveniente dai tagli sul volto sospirò, imboccando la via d’uscita.

Un gruppo di cavalli da battaglia sfilò accanto a lui, costringendolo a farsi da parte per non essere investito. Le bestie nitritono con rabbia, evitandolo come se nulla fosse e abbandonandolo nello sconcerto più assoluto all’ingresso della propria tenda. Quattro soldati lo fissarono sorridenti, scrollando la testa quasi avessero davanti un ragazzino alle prime armi.

«Spero che ti sarai svegliato una volta che saremo arrivati.» La voce di Meera fu riconosciuta nell’immediato, destando in lui un sentimento conosciuto, ma al momento inspiegabile. Preso alla sprovvista l’uomo si voltò ancora scosso, fissandola silente.

Costretta in una rossa armatura metallica che andava ad avvolgere perfettamente le curve del suo corpo, la donna avanzava quasi fosse la condottiera di quel gruppo di liberatori. Fiera e marziale, la spada sottile portata sul mancino fianco le dava un fascino esotico al quale era difficile resistere.

«Preparati, presto il destino del nord sarà deciso.» Concluse.

Sopra di loro un battito d’ali. Il rosso dragone si era destato e Morghal non era poi così distante.

I ribelli stanno ultimando i preparativi per marciare sulla città imperiale, cosa accadrà nelle prossime ore?

  • Lungo il tragitto tutto è invariato anzi, l'alba li saluta con colori magnifici. (75%)
    75
  • Lungo il tragitto inizia a nevicare, rallentando di molto i soldati. (0%)
    0
  • Lungo il tragitto inizia a piovere rendendo il terreno scivoloso e fangoso. (25%)
    25
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14 Commenti

  1. Ciao!! 😀
    Facciamo uno scontro medio, dai! Tanto, secondo me, Velkan da solo basta e avanza a farli fuori tutti! XD
    Molto avvincente questo inizio di battaglia! Non mi aspettavo che Velkan li attaccasse così presto! Ora sono curiosa di sapere cosa succederà!!
    Alla prossima!!

  2. Ciao Fabio!
    Sono contenta di vedere che hai iniziato la terza parte! *^*
    Ottimo riassunto! La storia è già entrata nel vivo e si percepisce nell’aria che la battaglia finale è imminente! Il titolo del racconto promette grandi cose e scontri spettacolari! Mi piace molto!
    Per il prossimo capitolo, voto che l’alba li saluta con colori magnifici.
    Bravo come sempre! A presto! 😉

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