LIMITE INVALICABILE

“Insetti”

Ogni cosa ha un inizio e una fine perché c’è un limite a tutto.

La fine non è determinata dal nulla assoluto ma dal cambiamento.

Quello che viene dopo è qualcos’altro, qualcosa di diverso. Le persone cambiano, i tempi cambiano.

Tutto molto ovvio, addirittura banale. Finché un giorno succede che la fine, raggiunto il suo limite, non conosca più un nuovo inizio. Succede che quel limite diventa invalicabile. Quello che viene dopo non esiste più.

Questo basta a far impazzire un uomo.

Tuttavia ci si interroga sulle cause di questo collasso del cerchio che ha smesso di chiudersi. Si vuole trovare una spiegazione, un modo per innescare di nuovo l’ingranaggio.

Ma se non ci fosse un modo? Allora davvero impazziremmo all’idea che, raggiunto il limite, non si possa più oltrepassarlo; nessun cambiamento, solo il nulla.

Ore 10:00 pm

Sensazione negativa, si disse Arianna.

Poi finalmente bussò.

Il caporedattore, Giancarlo, era smilzo e lungo, indossava una camicia perfettamente stirata e chiusa fino all’ultimo bottone tanto da farlo sembrare una stampella senza collo. Aveva in mano decine di fogli, un auricolare che gracchiava news in loop nel suo orecchio destro e un pizzetto brizzolato che lo invecchiava di una decina d’anni.

La sua voce era acuta, quasi stridula: «Signorina Anselmi, l’ho fatta chiamare perché non mi torna cosa stia combinando.» La osservò come si fa col maiale al mattatoio, una via di mezzo tra pietoso e divertito, e continuò: «Un trafiletto, non un sermone. Questo le avevo chiesto. Invece lei mi propina un’arringa sui limiti umani e si lancia sulla storia di una casalinga assalita dalle mosche. E non contenta ci scrive cinquemila, dico cinquemila battute.»

Giancarlo era un milanese in carriera che aveva girato il mondo in bicicletta e mangiato cavallette per mesi pur di affermarsi come reporter nella redazione del terzo quotidiano nazionale con sede nella capitale. Non le avrebbe concesso più di un minuto, non ne sprecava per una ventenne stagista che non avesse mai visto una cavalletta da vicino.

«Lo ha letto?» Arianna, dritta come un soldato, rispose senza tradire timore. «L’articolo, dico, lo ha–».

«Tutto?» la interruppe, «Ma certo che no! Ci mancherebbe».

Ormai Arianna non aveva scelta, doveva dare un nome alle cose: «Se lo avesse letto avrebbe capito che c’è un chiaro riferimento al surriscaldamento globale, allo scioglimento delle calotte–».

Giancarlo divenne rosso in viso: «E lei parte da una casalinga di Roma per parlarci del polo?».

Fu allora che Arianna percepì una enorme chiazza asimmetrica proiettata sul vetro. D’istinto rivolse lo sguardo alla finestra alle spalle del caporedattore. Il cielo doveva essere terso in quella mattina di Maggio ma nubi minacciose lo stavano macchiando di grigio. Nubi strane, in continuo movimento, come uno sciame di punti caotici che nulla hanno in comune col gas di una nuvola. Macchie che avanzavano lente verso di loro.

Non se ne avvide ma aveva assunto in pochi secondi l’espressione della bambina spaventata: la bocca semiaperta, lo sguardo rapito.

«Che le prende, adesso?»

Arianna evitò di invitarlo a esprimere un parere sulle macchie del cielo. Doveva farsi assumere, non internare.

«Senta, le garantisco che quella donna aveva la casa invasa dalle mosche, dico sul serio, migliaia di mosche morte!».

E lui di nuovo sbraitò: «E allora?».

«L’ho considerata un’anomalia da imputare al costante clima atipico tropicale che ha investito il nostro paese nell’ultimo decennio» si giustificò.

Giancarlo strappò l’auricolare con un gesto secco e lanciò i fogli sul tavolo. «Arianna Anselmi, ho capito, lei è pazza!», e assottigliò lo sguardo in una ruga tagliente. «A meno che le mosche morte non fossero appiccicate a un cadavere in putrefazione rinvenuto accidentalmente nella casa di questa casalinga del Tufello, direi che non ce ne frega un cazzo che fossero a migliaia e che le abbiano invaso il salotto liberty! Chiaro?».

Arianna indietreggiò e con la spalla sinistra sfiorò lo stipite della porta. Giancarlo era un eccentrico ma era sempre contenuto, professionale. Non lo aveva mai visto perdere le staffe in quel modo. Possibile che la ritenesse una tale inetta?

«Esca!» gridò in ultimo.

Immaginando la ricezione di una mail di licenziamento entro sera, Arianna non se lo fece ripetere e filò via.

Saettò tra i tavoli della redazione ignorando i colleghi che avevano ascoltato le urla provenire dalla stanza del capo e corse giù per due rampe di scale finché non fu fuori da quell’inferno.

Col fiato mozzo si piegò mani sulle ginocchia a cercare di calmarsi ma quel brusio non la smetteva di ronzarle nella testa. Sempre più potente, quasi ipnotico.

Lo stordimento?, si domandò.

Poi alzò gli occhi al cielo e il sangue le si ghiacciò nelle vene, il respirò si bloccò, le sembrò di essere sul punto di svenire. Niente stordimento, erano sciami. Enormi sciami di insetti che affollavano l’orizzonte fino a coprire il sole. Non erano neanche le undici di un mattino qualunque che venne il buio.

Arianna deve agire:

  • resta immobile per studiare gli sciami che avanzano (42%)
    42
  • cerca aiuto (6%)
    6
  • scappa e si rifugia all'interno della redazione (52%)
    52
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906 Commenti

  1. Ciao! Ritorno qui a commentare mesi dopo perché c’è stato un qui pro quo:
    a) il mio commento non era completo
    b) la tua risposta (“ESATTO”) mi aveva fatto intendere che non ti interessavano ulteriori spiegazioni.
    Visto che ho capito fischi per fiaschi, faccio il “mea culpa” e metto il commento completo:

    La storia l’ho trovata molto interessante, i personaggi ben fatti e la vicenda appassionante; il problema è il finale. Una storia è fatta per portare i personaggi dal punto A al punto B; le vicende che si susseguono hanno lo scopo di far sì che il punto B sia conseguenza del punto A e della relativa vicenda. Qui il problema è che il punto B è totalmente scollegato dal punto A. Poteva accadere in qualsiasi punto della vicenda (anche all’inizio del primo capitolo) ed avrebbe funzionato allo stesso modo. Quindi la storia viene rovinata dal finale perché non c’è un punto B di arrivo.
    A ciò aggiungiamo i miei gusti personali:
    a) io sono per i lieto fine
    b) i destini ineluttabili mi stanno sulle… Se nella realtà arriva un meteorite che distrugge la Terra, noi ci facciamo un piffero, ma in un racconto non siamo nella realtà; quindi preferisco che a fronte di un destino in apparenza ineluttabile, c’è “qualcuno” o “qualcosa” che vuole che le cose vadano in modo diverso e metterà le condizioni affinché possano andare in modo diverso.
    In sostanza io avrei preferito un finale aperto 😉

    Spero di aver chiarito il mio punto di vista, che mi perdonerai per il commento precedente e non mi odierai per questo 😉

    Ciao 🙂

  2. Come promesso, ho riletto il racconto, tutto d’un fiato e sono incredibilmente soddisfatto di averlo fatto. Letto così, ha tutto un altro sapore. La tua bravura mi stupisce in continuazione, perché ogni volta penso che quello che ho appena concluso sia il tuo episodio migliore ma, puntualmente, la volta dopo mi smentisci. Ogni parte del racconto è costruita bene, adoro Arianna (parere personale) e non sopporto (mi sta proprio sul culo) Giancarlo. Per quanto riguarda Sebastian, l’ho trovato un personaggio davvero interessante e misterioso, tanto che mi sarebbe piaciuto conoscerlo più a fondo. Come ti ho già detto – se non ricordo male – adoro il tuo modo ti rendere tutto tremendamente reale. Per come la vedo io, sei la prova vivente che non c’è bisogno di scrivere aulico e forbito per essere degli ottimi scrittori. Tu sai creare immagini e sequenze deliziose in maniera schietta, senza fronzoli. Il finale, poi, davvero eccellente: chiudere con la frase interrotta in quel modo rompe gli schemi e per quelli che come me sono costantemente con la testa tra le nuvole e che si rifugiano nell’immaginazione, questo modo di chiudere il racconto è in realtà un enorme portone, che apre ad un’infinità di scenari apocalittici. E che dire, poi, del messaggio che sta dietro. Anche li, una miriade di pensieri si insinuano nell’animo e nel cervello di chi legge questo racconto. E costringi tutti a guardarsi dentro, per cercare di comprendere un po’ di più di noi stessi e del mondo che ci circonda. Per quello che vale, credo che tu, dalla scrittura, meriteresti molto di più!

    • Ho letto il tuo commento molte volte ma non ho mai replicato. Lo faccio adesso solo per dirti Grazie. Hai colto il messaggio e hai apprezzato l’esposizione, non potrei desiderare di meglio e non saprei commentare diversamente.
      Oggi posso solo dire che c’è una diatriba in corso nei salotti della scrittura: premi letterari e pubblicazioni solo alla narrativa “alta” o anche a quella popolare? Io non ho un linguaggio aulico né alto, potrei non essere pubblicata mai. Non ho capito se sia giusto. Tu cosa ne pensi?

  3. La speranza è davvero l’ultima a morire. Quando sai con certezza che non ci sarà un domani, che non si tratta di una semplice riflessione su quello che ti aspetta dopo la morte, la speranza è tutto quello che resta. Insieme ai ricordi, all’amarezza e alla consapevolezza che, apocalisse o no, tutto è destinato a finire prima o poi. Come ogni era. Ogni ciclo di vita.
    L’apocalisse non farà rumore, ma tu sei stata esplosiva, BRAVA!

    • Ciao Anna, ti ringrazio per il commento. La verità è che la gente muore sempre. Non è una novità, è inevitabile. Tuttavia non ci siamo mai posti la domanda: se dopo di me non ci fosse più nulla? Allora morirei due volte: fisicamente, ma anche spiritualmente perchè non lascerei né briciole del mio passaggio terreno, né ricordi in chi rimane ( perchè non rimane nessuno) né traccia che io sia mai esistita. Questo è il vero dramma di Arianna, aver capito che insieme a lei sarebbe finito tutto. E la domanda che ponevo indirettamente al lettore è: come reagiresti se insieme a te morisse ogni cosa?
      Ti abbraccio e ti ringrazio.

  4. Si suppone che la coscienza non sia solo concentrata nel cervello umano ma piuttosto diffusa in tutto il corpo. Sentiamo anche con tutto il resto del corpo, in particolare con la pancia, dove somatizziamo tantissime emozioni. E storie come questa ti prendono proprio allo stomaco. E non certo per via degli eventi concitati e adrenalinici. E nemmeno per i personaggi, che in fin dei conti rappresentano un ventaglio variegato dell’umanità e sono qui ottimamente caratterizzati. Quello che davvero prende allo stomaco è la capacità dell’autore di riflettere su un tema esistenziale in maniera così chiara, diretta e priva di filtri. La narrazione diventa un espediente che nelle sapienti mani dell’autrice permette di fermarsi e riflettere. Riflettere su sé stessi, sulla propria condizione, sul proprio futuro. Riflettere sulla realtà che ci circonda, sulla natura che noi stessi incarniamo. Questa storia è praticamente agli opposti di Innamorati e conferma la tua grande bravura come scrittrice AmoMarta! Complimenti! 😉 Spero di poter giocare con altri tuoi racconti in futuro!

    • Ti ringrazio davvero.
      In questo sito ho pubblicato un po’ tutti i generi… beh no, il rosa e il fantasy no 😉 perchè amo cimentarmi un po’ con tutto, quando gioco… 😉 penso che nei confronti di un romanzo si debba seguire le proprie corde, perchè per andare su generi diversi da ciò che abbiamo dentro, dovremmo studiare troppo… o forse il caldo mi fa parlare a vanvera. Grazie di cuore per aver letto. 😉

  5. Riesci a sorprendermi sempre, ogni volta. Mi aspettavo l’inizio della fine, mi aspettavo la reazione, il salvataggio dell’ultimo minuto, mi aspettavo la lotta, la disperazione. E tu, invece, hai optato per la risposta più semplice e, allo stesso tempo, più d’effetto.
    Questa parentesi nei pensieri ultimi di Arianna ha messo in luce ancora una volta le tue immense capacità. Azione, psicologia dei personaggi, trama, sono solo dei fili, tirati ad arte da un burattinaio che sa bene come ipnotizzare e infine conquistare il suo pubblico.
    Ma quel finale, A., quel finale aperto a tutto e a nulla mi lascia intuire qualcosa che va oltre questa breve storia, qualcosa a cui non ho voglia credere e che allo stesso tempo rispetto immensamente.
    Non servono complimenti, sai quanto io apprezzi te come scrittrice -e come persona- e ti saluto con un semplice “a presto” perchè, in fondo, ci spero.

    • Ciao Tris. Non sarebbe stato lo stesso se tu non avessi letto il finale… 😉
      no, niente salvataggi ed eroismi fantasiosi… come dico nell’incipit: ogni cosa ha un inizio e una fine poiché c’è un limite a tutto, e – come dico alla fine – quando un limite è invalicabile non c’è niente che possa cambiare le cose.
      Sai, indagavo le ragioni del libero arbitrio. Se l’uomo ce l’ha, anche l’universo ha il suo. Significa che le decisioni che prendi non saranno mai definitive e non apporteranno cambiamenti radicali perchè esse saranno sempre soggette a ulteriori decisioni sopra le tue, quelle che alcuni chiamano “fatali”, altri “universali”….

  6. Ero curiosa di leggere uno dei tuoi due racconti. Anche se in ritardo sono riuscita a leggere questo. Molto bello, soprattutto per la tensione che c’è stata sin dal primo episodio. Il personaggio di Giancarlo, per quanto antipatico, è stato quello che mi è piaciuto (con tutto il rispetto per Arianna e Sebastian). 🙂 Quando ho letto il finale ho pensato “Ma no! manca una parte.”, poi ho capito che l’effetto era voluto. E concordo pienamente con la tua scelta. Ti faccio ancora i miei complimenti. 🙂

    • Ciao Lucy, sì… beh se non lo avevi immaginato significa che non sono stata brava a portartici… perchè mi pareva abbastanza ovvio che stesse per abbattersi qualcosa di inarrestabile su tutti loro 😉 però se ho dato un colpo di grazia davvero inaspettato meglio così, in fondo non mi sono mai piaciuti quei finali che sapevi che non potevano andare diversamente,… 😉 meglio dire a se stessi: oh cavoli! Questa poi….
      ahahahahaha

  7. Ciao!! 😀
    Ora che ho letto anche l’ultimo capitolo, posso dire che questa storia è davvero molto bella e ben scritta: sei riuscita a farmi piacere un personaggio che ho da subito odiato (Giancarlo), poichè l’hai caratterizzato perfettamente; tutti i colpi di scena e l’azione mi hanno tenuta con il fiato sospeso fino alla frase finale (che ho dovuto rileggere più volte, prima di capire che era stata lasciata interrotta volutamente e la cosa non dipendesse da una mancanza di battute XD), che fa terminare tutto nel silenzio.
    Torna con un altro racconto!! 😀
    A presto!!

  8. Ciao Amo!
    Dopo tutti questi commenti meravigliosi, cosa posso aggiungere di più? XD
    Hai costruito una storia intensa ed emozionante, ricca d’azione e colpi di scena.
    Il finale mi ha lasciato senza parole (infatti l’ho riletto un paio di volte).
    Non posso che essere d’accordo con gli altri: sei bravissima! ^__^
    Ora che ho letto tutta la storia, posso dire che il mio personaggio preferito in assoluto è Giancarlo! 🙂
    Spero tornerai presto con un nuovo racconto.
    Ancora complimenti! 🙂 Ciao! 🙂

  9. Mi è piaciuto molto il commento di Chiara che anche l’illustrissimo Napo ha condiviso. 😉 Mi hai spiazzata perché non mi aspettavo un finale così, con questa frase sospesa… Mi piacerebbe leggerti in un genere più “silenzioso tranquillo e riflessivo”, saresti immensa!
    Abbraccio forte

  10. Il silenzio bianco da occhio del ciclone. Quella tranquillità della tragedia imminente che non fa rumore. Resa alla perfezione.
    Il fare uscire lei dal rifugio poi è stata la mossa vincente.
    Lo sfizio finale della passeggiata.
    Chiunque altro avrebbe chiuso la storia là dentro.
    Oltre ad alcune piccole perle di espressione anche qui la costruzione dei fatti è di classe.
    Io mi sono immaginato le riflessioni finali di lei con una musica di pace in sottofondo, a stridere col panorama apocalittico intorno.

    E l’espediente finale… Jack Frusciante è uscito dal gruppo. Ho detto tutto.

    Bellissima storia. Bellissimo viaggio.

    Torna presto a scrivere please. Qui c’è un bisogno mortale delle tue storie.

  11. Che bel finale. Mi è piaciuta moltissimo l’idea di sospenderlo così, aperto ad ogni libera interpretazione. Lascia un grande senso di vuoto che però viene colmato dall’immaginazione di ognuno, che può pensare come vuole a cosa sia accaduto veramente in quella frazione di secondo impercettibile dove tutto prima esisteva e poi… Puff! Buonanotte.
    Felicissimo di aver seguito la tua storia capitolo dopo capitolo, meriterebbe davvero una ristesura ed un approfondimento maggiore perché è davvero coinvolgente già così, con un limite di 5000 battute a capitolo, che non lascia molto spazio ad ampie riflessioni o descrizioni.
    Complimenti ancora e spero di rileggerti presto 🙂

  12. Più che l’alcol, qui sarebbe ideale l’eroina (non come femminile di eroe).

    Dunque il limite invalicabile è un banale corpo celeste che distruggerà la terra. Un po’ più di originalità? 🙂
    Ma in effetti se l’apocalisse dovrà esserci, o sarà questo o una pandemia. Altre cose (invasione aliena? uragani giganti?) mi sembrano improbabili. E la ferma volontà di salvare il mondo non è sufficiente a concludere brillantemente l’impresa, nonostante l’accanimento hollywoodiano nel propagandare tali str***ate. Questo mi piace. In fondo la tua è una storia in cui “vincono i cattivi”.
    Si rivela giusta l’originaria riflessione psico-filosofica di Arianna: se un ciclo si chiude con la consapevolezza che NON comincerà il prossimo come da sempre accade, l’umanità impazzisce, chi più chi meno. L’individuo non si comporta come di fronte a una malattia terminale personale: pensiamo che ci importi più che altro della nostra vita, dei nostri figli e nipoti, invece anche in mancanza di essi la continuazione della nostra specie ci sta molto più a cuore di quanto, nel quotidiano, siamo portati a credere.

    • Certo che tu a commenti sei proprio assurdo eh! ahahahahah
      Ma che c’entra in che modo sia arrivata l’apocalisse? Che c’entra l’originalità???? La storia storia parlava di tutt’altro!!! Mi sa che non hai colto il tema! ahahahahah oppure lo hai colto ma come al solito devi rompere! ahahahahah
      Grazie caro, a presto! 😉

      • Certo che il tema non è il modo in cui arriva l’apocalisse… ma per me non era neppure un particolare insignificante. È chiaro che da lettore ero curioso di saperlo, perché ero curioso di sapere cosa attendeva Arianna & friends, dato che speravano di salvare il mondo. E chiunque ti dica che non aveva questa curiosità è un bugiardo. E l’apocalisse che hai scelto mi pare trita e ritrita, quindi per i miei gusti un po’ deludente, ma ai lettori a quanto pare va bene questa, quindi problema mio 🙂

        E comunque poco importa, dato che il tema è tutt’altro. L’evoluzione dei singoli protagonisti? O l’emersione delle loro vere personalità? Su questo ti avevo già detto che li trovavo tutti appena tratteggiati, e l’impressione non è cambiata, perciò mi sembra strano che il tema siano loro individualmente. Ma su di loro il parere della grande maggioranza è sempre stato un altro, quindi problema mio 🙂

        In fin dei conti, come ho già scritto, il tema di fondo del tuo racconto mi sembrava la generale reazione umana di fronte alla Fine.
        Inizia con una riflessione su questo e per questo ho cominciato a seguirlo, mi hai imbrogliato! 😐

        Ma tanto mi dai l’impressione di una che non mi dirà che cosa dovevo cogliere, un po’ per lo stesso motivo per cui è brutto spiegare le barzellette, senza offesa 🙂

        • Non sono “una” che non ti dirà cosa dovevi cogliere, ma è che non avrebbe senso che io lo facessi. E’ tutto scritto nel racconto, basta leggerlo. Non c’è niente da spiegare. Se non lo hai colto, pazienza. Non si può essere capiti o condivisi da tutti.
          Un saluto e grazie 😉

        • Non mi andava di fare un monologo qui. Ma ho deciso di spiegartelo, magari può tornarti utile.
          Premetto che la mia è una spiegazione tecnica poiché non c’è altro modo per spiegare.
          L’istinto fa parte del tuo essere e se per istinto non hai apprezzato io non posso farci niente. Ma la tecnica si impara, e quella posso spiegartela e tu puoi capire cosa non avevi colto, ma solo a livello tecnico, ripeto, per questo non volevo spiegarti. Perché un lettore non è tenuto a essere un editor. Se una storia non ti arriva al cuore, non ti arriva. Comunque in breve e tecnicamente:
          le mie storie sono sempre avventure: personaggi alla ricerca della verità. Ma questa è la mission.
          Qual è la tematica? Il conflitto eterno tra libero arbitrio e destino.
          E la domanda tematica è: Fino a che punto possiamo controllare la nostra vita?
          Tutti i grandi romanzi affrontavano un conflitto:
          ragione o sentimento; scienza o religione; bene o male
          Sulla base di una domanda, costruisci una possibile risposta.
          Io l’ho fatto. In pratica ho risposto che il libero arbitrio non è che illusione, poiché il fato può spazzarci via in qualunque momento nonostante tutti gli sforzi che faremo per evitarlo.
          Tutto qui. E direi che per essere un racconto breve è fin troppo articolato.

  13. Oddio adesso non riuscirò a dormire per colpa del finale sospeso così! Geniale comunque… Parlavi di una fine silenziosa e inaspettata, il finale del tuo racconto è stato silenzioso e inaspettato. Ora per colpa tua sono triste e malinconico, segue il consiglio della mamma e vado a mangiarmi la Nutella 🙂

  14. “Non è esplosiva, non è tossica, non fa male e non fa rumore” diciamo che di rumore ce n’è stato, fino a questo momento. Tutti i nove capitoli precedenti sono stati urla, squittii, zampettii, discussioni, respiri sospesi. Sì, di rumore ce n’è stato, e parecchio.
    Quindi mi è piaciuto invece questo capitolo di silenzio, di pausa, come quell’attimo infinito che crea il vuoto nello stomaco prima di un salto. Qui c’è un salto nel buio più totale; e infatti non abbiamo idea dell’ultimo oggetto/animale/essere umano visto da Arianna, come è giusto che sia. Limite invalicabile, e nessun happy ending (thank you!).
    La musica che hai scelto era perfetta, tra l’altro, e quasi mi aspettavo che si sarebbe interrotta di colpo quando io avessi raggiunto l’ultima parola.
    Questo è davvero il capitolo in cui hai superato te stessa, è di gran lunga il migliore di questa storia piena di movimento e ansia. Non correre troppo, AmoMarta: quando rifletti sei più bella.
    A presto, spero!

  15. Ciao,
    decisamente originale come conclusione, piuttosto tiepida anziché accompagnata da gesti esaltati, esplosioni scoppiettanti e frasi memorabili come ci si aspetterebbe; interessante l’idea che il mondo sia finito “da solo” senza particolari colpe dell’uomo.
    Una storia per certi versi “straniante”, sicuramente anomala, con una protagonista decisamente umana.
    Complimenti, a presto!

  16. Ciao,inevitabile il finale,per la piega che aveva preso.. Essendo ottimista speravo in un colpo d’ala che riportasse tutto indietro,ma riconosco che non ci sarebbe stata quella bellissima ultima frase. Frase che in ogni caso lascia a noi pensare cosa potesse essere,dandoci in aiuto il 50% delle cose,dato che “un” indica inequivocabilmente una qualcosa di maschile,o no?
    Ti auguro un buon fine settimana

  17. Ahahah! Finale fantastico, un vero colpo di genio. Ma adesso mi rimarrà per sempre il dubbio di cosa abbia visto Arianna nei suoi ultimi momenti. Spero vivamente per lei che fosse Sebastian a petto nudo, ma ne dubito! 😉 Ho particolarmente apprezzato la colonna sonora e l’improvviso arresto della tensione. Fino a questo capitolo la storia bene o male era stata una corsa al cardiopalma. Sembrava davvero che ci fosse qualcosa da fare, qualcosa da scoprire e un modo di sistemare le cose. Poi eccoci qui, a sbattere la testa contro la dura realtà della vita. Mi ha ricordato il mio racconto “L’Ultima Estate”, anche se qui la sensazione che ho provato è stata diversa. Più una calma ovattata e surreale, un improvviso rallentare del tempo, il rendersi conto che la vita può esserci tolta in qualunque momento e che quando è andata è andata per sempre. Nella solitudine finale di Arianna l”ho trovato più malinconico e triste, ma di sicuro impatto e straordinariamente bello.
    Nel capitolo scorso non avevo capito che il fenomeno era totalmente naturale e credevo che l’uomo ne fosse stato corresponsabile. Mi sbagliavo, ma questo non toglie che il tema a me caro della caducità dell’uomo sulla Terra sia stato portato avanti in modo eccellente! Grazie per questa splendida storia, spero di rileggerti presto, in un modo o nell’altro! 😉 Ti abbraccio!

    • Ciao Michele, grazie di cuore per essere arrivato fin qui!
      Ti avevo scritto in mail che ti avrei omaggiato, ed ecco questo era il mio omaggio… e l’hai colto in pieno citando “L’Ultima Estate”. Quel finale mi colpì a tal punto che in parte ha ispirato questa svolta di Arianna nell’ultimo atto. Quella tua storia mi è rimasta nel cuore, dovrebbe troneggiare nella classifica delle storie in evidenza in modo che tutti possano leggerla. Proporrò al sito di lanciare una storia conclusa al mese, tra le più belle, storiche mai pubblicate in questi anni, così magari se accetteranno, la tua storia tornerà in primo piano perchè merita davvero. Pensa che la ricordo benissimo, nonostante l’acqua passata sotto questi ponti che farebbe perdere la memoria a chiunque al mio posto 😉
      Sì, la fine quando arriva arriva, ti coglie di sorpresa mentre fai altre cose. E se invece hai cinque minuti da spendere prima della sicura dipartita credo che la mente andrebbe dappertutto, cercherebbe persino di fuggire. 😉

      Non perdiamoci di vista, Mic. Mai.

      • Allora era proprio una citazione! *__* Che dire, sono onorato! 😀 Grazie a te per questa bella storia e per i tanti complimenti alla mia! Sì, l’Ultima Estate è un racconto a cui sono fortemente affezionato. Non solo per il tema e per i personaggi che hanno superato persino le mie aspettative, ma anche e soprattutto per l’apprezzamento entusiastico che mi avete dato voi come lettori! Anche per questo ti ringrazio! 😉

        E comunque no, non ci penso neanche a perderti di vista! ^__^ Un abbraccio e a presto, spero!

  18. Bel finale, perfetto per un racconto che si intitola “limite invalicabile”, un salvataggio avrebbe stonato.
    Quello che più ho apprezzato è stata la capacità con la quale hai unito una riflessione a più livelli senza dimenticarti della storia, dell’azione e senza essere preachy! 😉

    Sottoscrivo i complimenti qui sotto, brava!

  19. Moonlight in cuffia. Splendido finale.
    Ci sono rimasta un po’ male all’inizio per la frase lasciata in sospeso, per poi riconciliarmi quasi subito con questa scelta coraggiosa. Mi è piaciuto, tanto.
    La scelta del brano da ascoltare, la scelta della direzione per concludere questo racconto. Se pubblicassi un libro lo vorrei leggere.
    Un abbraccio

  20. Bellissimo finale, mi è proprio piaciuto anche se li avrei voluti salvare tutti e tre (in una giornata di estrema bontà), ora che l’ho letto, ho capito che non poteva andare che così.
    Brava Marta, come sempre leggerti è un vero piacere.

    P.S. ma non avevano vinto le risate? 😛

  21. Bellissimo finale, forse il capitolo che mi è piaciuto di più.
    Nulla di profondo da dire, osservazione futile numero 1: le ultime righe mi hanno fatto pensare al finale di “Melancholia” di Lars Von Trier, forse l’atmosfera di attesa ineluttabile.
    Osservazione futile numero 2: ma povera Arianna, dovevi proprio immaginarla astemia? Lucida e triste fino alla fine?
    Bello davvero, grandissimo finale.

    • Grazie B.
      In effetti avrei dovuto lasciarla una sua decisione. Non è astemia, avrei dovuto scrivere, ma non beve perchè vuole guardare il mondo fino alla fine e porsi domande come ha fatto fin dall’inizio, quando in redazione insisteva per essere ascoltata, lei aveva visto le mosche a migliaia e non era normale, lei doveva sapere, voleva essere ascoltata. Lei voleva scoprire cosa fosse accaduto ai suoi genitori tanto quanto agli animali che migravano alla cieca. Lei risale il monte, alla fine, e non ha bevuto un solo goccio d’alcol perchè anche in questo caso, sebbene disperata, lei spera. Spera di sopravvivere ma, più di tutto, spera di vedere qualcos’altro. Una cosa qualunque. Ma una cosa in più.
      Felice di averti avuta come lettrice, ti ringrazio di cuore.

      • Accidenti,
        Davvero pura e dura A.rianna el’A.utrice.
        Io, che pertanto sono scettica e razionalista fino alla morbosità, credo che in quel momento prefeirirei smettere di cercare una verità inutile ed estraniarmi, con l’alcool, o con un amplesso, come Seb. 🙂

        (O forse penso così oggi, perchè hanno insanguinato la mia bellissima Nizza e ogni tanto vorrei chiudere gli occhi e non sapere più niente. )

        Di nuovo: splendido finale, ho adorato l’approfondimento su Giancarlo. E sono felice che non ci fosse nessuna teoria complottista dietro!

        Ciao

        P.S. Ma ora dobbiamo aspettare un terzo pseudonimo? 🙂

  22. Trovo bellissima l’ultima frase che resta sospesa nel niente, vittima di un’apocalisse che colpisce senza fare sconti. Malgrado la fatica di una vita, nella gloria o nella miseria più nera, nonostante la Verità, alla fine è il niente ad accoglierci tutti allo stesso modo.
    Mi auguro di continuare a leggerti, Amo 🙂

  23. Emozione. Questo dovrebbe regalare uno scritto. Prima ancora di una storia. Emozione. E’ quello che ho provato davanti a quell’ultima immagine che si imprime sulla retina di Arianna un istante prima della fine. Non ci sono stati i fuochi d’artificio che un po’ ingenuamente mi aspettavo. A cosa penseremo un attimo prima della fine? Faremo congetture complicate sul cosa viene dopo? O magari elaboreremo fantasiose ipotesi in cui ci salviamo nonostante tutto? O forse ci rifugieremo nei ricordi di noi da bambini? Forse tutto questo ed altro ancora… Ho chiuso gli occhi dopo l’ultima parola e quando li ho riaperti il mare era ancora lì…. Spero di ritrovarti presto. Non sparire!

    • In “Non ci resta che piangere” il predicatore passa sotto al portico, e a un Troisi sognante e ingenuo lì affacciato, grida sonoro: ricordati che devi morire!
      E davanti a un messaggio ineluttabile quanto tragico, Troisi replica con una battuta. Lui sdrammatizza, quasi ci ride sopra. Dice: “Sì, ora me lo segno…”
      Per questo c’è qualcosa di mistico e allo stesso tempo di divertente nella fine, nella propria e altrui fine. Perchè quando qualcosa è inevitabile non è in discussione. E il solo fatto di non essere in discussione la rende ironica.
      grazie di avermi seguito fin qui, Lou.

  24. Ciao AmoMarta,
    Il finale mi è piaciuto.
    È inutile che commenti le tue capacità di scrittura, non ne hai bisogno e non ne sono in grado. Ti dirò quello che penso: ho seguito la storia dall’inizio con grande sospetto, perché il genere catastrofico non è il mio preferito, soprattutto perché di norma è pervaso da una sottile linea moralistica e pedagogica che ad ogni riga sembra dirti ‘mi raccomando uomo, comportati bene e questo non accadrà!’. A onor del vero è stato quasi subito chiaro che non era questa la strada che volevi intraprendere, anche se poi hai finto di percorrere (o forse avresti voluto, non lo saprò mai) un altro genere che mi infastidisce: il complottismo internazionale. Per questo il finale è quanto di più vicino alla mia sensibilità che avrei potuto chiedere: succede, muoriamo. E basta. Cerchiamo di evitarlo, ma qualche volta non ci riusciamo. MI ricorda la sensazione che ho provato verso la fine de ‘Il nome della Rosa’: indagini su indagini, deduzioni strepitose di una mente cristallina e poi si scopre che alla fine Guglielmo non aveva capito quasi una fava! L’imprevedibile, questo ci fa, o almeno mi fa, paura.
    Come muore la Terra? Perché muore la Terra? Che importa? Tanto è finita!
    Preferisco di gran lunga il tuo finale ad una Verità. Non mi piace la Verità, mi puzza di metafisico.
    Ciao ciao, se è vero che ti prendi una lunga pausa, spero almeno di averti ospite dalle mie parti.

    • Già. Hai ragione, Moneta, e ti ringrazio di avermi letta e di avermi scritto il tuo pensiero. Devo dire che sono d’accordo. Il mondo dà continuamente l’impressione di somigliare a una spugna impregnata di complotto: politico, mediatico, religioso. Ma quando vai a scavare e osservi ogni singolo individuo nel suo microcosmo ti accorgi che “la vita è quella cosa che capita addosso mentre fai altre cose” – come disse Lennon – e così è la morte, aggiungo io. Che mentre organizzi una festa in piscina, un matrimonio, un omicidio, una sfilata, un viaggio, una serata full immersion di serie TV, arriva la signora Morte e ti porta via interrompendo inclemente qualunque cosa stessi facendo. Perchè a lei non interessa, qui il tuo tempo è finito punto e basta.
      E dopo stanotte con la strage di Nizza in cui tutti osservavano i fuochi d’artificio sulla Promenade, felici, con le loro famiglie, il TIR che è piombato su di loro uccidendoli tutti all’istante non ti ricorda il finale di questa storia? Tutto accade per una ragione. Che tu la riesca a trovare in tempo o no. Ma comunque la vuoi rigirare accade. E non si può evitare.

      Grazie, Moneta, resterò tua ospite, certo, mi pare il minimo. 😉

  25. Cara A. ti scrivo…
    Non sarà un commento farcito di tecnicismi sulla scrittura creativa o di “brava” all’ennesima potenza, perché non lo so fare. Nemmeno farò cenno delle tue copertine che mettono in crisi molti aspiranti Linus. Cercherò di dirti perché ti leggo.
    C’è un non so che d’ipnotico e di vorticoso nel ritmo che imprimi al racconto, e nel modo come scegli e usi abilmente l’azione per caratterizzare personaggi, descrivere le scene e mantenere l’interesse del lettore.
    Quando carichi un nuovo incipit, io mi trovo, metaforicamente, in una canoa con le mani legate e una sola pagaia, e mi preparo ad affrontare le rapide del fiume…
    Al secondo episodio, la corrente si fa più forte, mi libero dalle corde di stereotipi e pregiudizi, sono in difficoltà a tenere la rotta ma ottimista: faccio ipotesi su come uscire dalla situazione, e penso a strategie. Tra il secondo ed il quinto capitolo, già senza strategie, sfido le rapide con una canoa che galleggia e gira su sé stessa trascinata dalla corrente, incurante del fatto che, nel frattempo, il fiume in piena ha inghiottito l’unica pagaia. Per qualche tratto/capitolo successivo, la canoa segue le acque tumultuose, schivando miracolosamente gli scogli. Al nono capitolo il ritmo si rallenta di colpo, e penso: È fatta! Solo che è sbagliato, perché subito sento il rombo della cascata echeggiare in lontananza. So che la canoa si rovescerà in più di cento metri di caduta libera ed io… Per avere salva la pelle, e potere raccontare il paesaggio mozzafiato e il percorso adrenalinico nonché capire il senso del viaggio, l’unica speranza è trovare un tronco che mi porti a riva.
    Il tronco finale di questo racconto scivola lento, in pieno contrasto con il ritmo dei nove capitoli precedenti. Ma si sa… anche il ghepardo non può mantenere la velocità di 110 Km/h a lungo ma solo su brevi distanze, e poi si deve fermare.
    Invece, MultifacciA-rianna
    è, secondo me, il personaggio più interessante: è il lettore/la lettrice quando si pone domande sui perché di quello che sta accadendo, ha la giusta dose d’irriverenza ancora libera di compromessi, e non si accontenta di spiegare gli eventi con frasi fatte o verità preconfezionate dalla politica o dai sapientoni della scienza. Ha paura ma non si tira indietro, perché sa di avere valore ed è consapevole che, il mondo è degli altri ma anche un po’ suo, di diritto. Non è una giovane contemplativa “sdraiata” sul divano ma è sul campo, insieme a chi la chiama, a turno, “stagista” in modo spocchioso e quasi sprezzante, dimenticando che ha un nome – Arianna. Quando tutto intorno sembra assurdo e senza senso, lei rimane lucida e dignitosa dall’altro lato della vita… “in ascolto” … come una donna in attesa.
    🙂 🙂

    • Questo viaggio in canoa lungo le rapide del fiume – in questo caso lo Stige, dai – che abbiamo fatto insieme mi ha onorata.
      Tempo fa ti ho fatto una dedica. Oggi posso spiegartela. Al terzo episodio pubblicasti un commento che mi spiazzò. Avevi risolto l’enigma, avevi anticipato la soluzione del racconto. Con due righe mi hai costretta a rivedere tutto. A ricominciare daccapo, a decidere un nuovo finale, un diverso processo evolutivo della trama. E fare una cosa del genere a me è molto difficile ma soprattutto è un quasi delitto. Perchè io studio con anticipo le mie mosse, come un giocatore di scacchi, non mi lancio alla cieca sulla scacchiera se non so quali saranno le prossime tre mosse mie e dell’avversario. Ma tu mi hai messo il Re in scacco e io dovevo tentare un arrocco o sarei stata mangiata. Così ho cambiato l’intera trama. E’ stata una bella sfida, anche impegnativa direi…, ma è stata la cosa migliore. Perchè la nuova evoluzione mi ha condotta a una soluzione che ho trovato più vicina alle mie corde. Come se tu, da lettrice attenta ma anche simile a me, mi avessi spinta a smettere di parlarmi addosso per iniziare invece a guardarmi dentro. E di questo ti ringrazio di cuore, Maria.

  26. Stava fissando un…
    Lasci una libera interpretazione? Non ha avuto tempo di pensarlo, perchè è arrivata la fine.
    Appena ho letto il titolo, ho subito aperto youtube pensando che volessi che noi lettori leggessimo il capitolo ascoltando quella canzone.
    Ha reso dieci volte di più, la colonna sonora esalta ciò che è già esaltante di suo, innalzandolo a un livello ancora maggiore. Le descrizioni dei personaggi, accompagnate da quella canzone, rendono appieno la sensazione di impotenza dei protagonisti, come se l’ultima cosa che potessero fare fosse realizzare chi erano e cosa avevano fatto fino a quel punto.
    Di sicuro è un capitolo che ti lascia con l’amaro in bocca, specialmente dopo averne letto molti capitoli tutti d’un fiato. Amaro dovuto al fatto che purtroppo i 5000 caratteri (e soprattutto i 10 capitoli) sono una limitazione immensa a ciò che sarebbe (ma che comunque è riuscito ad essere) un Romanzo con la R maiuscola!

  27. Geniale il titolo, e che bella la canzone (grazie anche per questa “scoperta”, non la conoscevo sinceramente). Mi è piaciuto questo finale e consiglio a tutti di rileggerlo con questo splendido sottofondo.

    Solo ora ho apprezzato Giancarlo, mi è sempre stato antipatico: il modo in cui lo hai descritto ora me lo ha fatto rivalutare. Sebastian invece non mi ha trasmesso nulla, mi è stato quasi indifferente sin dall’inizio.
    Su Arianna invece c’è poco da dire, gran bel personaggio: in questa storia, in lei, si sono susseguite (e mescolate) varie emozioni, vari stati: paura, impotenza, coraggio, tristezza, malinconia, tenacia, determinazione, speranza.

    Grande lavoro, e non è un caso infatti che la storia sia una delle più giocate/seguite.
    Spero di rileggerti sinceramente, pur sapendo che sarà molto difficile: “e ora Arianna stava fissando un..” Il finale, purtroppo, parla chiaro, e “Arianna” può essere sostituito benissimo con “Marta”. È stato bello leggerti, e rinnovo i complimenti per questa grande storia, per questa grande avventura.

  28. Ah ah,
    Bello, il finale mi è piaciuto.
    Hai accentuato una vena ironica negli ultimi due capitoli, proprio quando la tragedia si faceva imminente. L’impressione è che non fosse il finale che avevi in mente all’inizio della storia e questo ai miei occhi gli dà più valore.
    E comunque, se posso permettermi, l’Arianna di tre anni non ha capito nulla della risposta della mamma: dopo la morte c’è la Nutella!
    😀 😀
    Concludo dicendoti che sei un genio e entrambi sappiamo cosa ci vuole per riconoscere un genio!
    Ciao a… beh, immagino non ‘a presto’, ma conosco anche il tuo spettro illustre che magari continuerà a aleggiare su theincipit leggendo gli altri racconti e a dando preziosissimi commenti.

    • Jaw, ho scritto nel commento a Maria come sono andate le cose, puoi leggerlo se vuoi, lei non se la prende. Qui si condividono pensieri e opere come in pochi altri posti.
      C’è solo una cosa che mi dispiace davvero… in un pianeta spazzato via non restano opere, né camzoni, né monumenti, né traccia di tutto quello che di buono fa l’uomo quando non è un terrorista ma un artista. Un vero peccato. Perchè di tutto quello che spazzerei via volentieri ogni giorno, alcune cose dovrebbero restare per sempre.
      Spettro illustre?
      Un abbraccio! E grazie di tutto 😉

      • Non ci crederai ma avevo letto a suo tempo il commento di maria e avevo intuito che aveva beccato giusto. Non so se al posto tuo avrei cambiato la trama, ho ragione di credere che oltre maria anche altri avessero lo stesso sospetto pur senza esprimerlo 😉
        Io mi preoccuperei più del contrario, se ad esempio all nono capitolo nessuno avesse ancora capito nulla: se tu sei brava a ‘mostrare’ ciò che vedono i protagonisti, questo vorrebbe dire che neppure loro ci hanno capito un’emerita e dunque devi sintetizzare tutte le conclusioni in cinquemila miseri caratteri. Punti di vista. Concordo con ciò che scrivi a maria, comunque, il finale non è affatto male. Spettro? Di che ti meravigli? Non mi pareva fosse un segreto, del resto scrivi qui sopra che ti chiami Alessandra! O forse intendi che AmoMarta è il tuo spettro?
        Ciao, a presto!

  29. “Arianna stava fissando un…” …futuro diverso, infondo la cancellazione di un pianeta, non è che un piccolo scarabocchio rimosso nel disegno dell’universo…. 🙂
    Scusami se mi sono permessa, ma non avendo nulla da dire sulla perfezione del tuo ultimo passo, ho aggiunto una “macchietta” mia…spero non me ne vorrai.
    Che altro? Brava è superfluo, spero, vivamente, di leggerti ancora.

    • Grazie di cuore Mrs…
      a ognuno di noi auguro un futuro diverso. Perchè difficilmente abbiamo quello che meriteremmo. Ma almeno in un angolo delle nostre giornate abbiamo il dovere e il diritto di ritagliare il frammento delle nostre vittorie. Una magra consolazione ma, per piccola che sia, una vittoria quotidiana tra le troppe sconfitte che ci circondano.
      😉

  30. Premetto che non sto inserendo critiche, solo osservazioni di chi ha letto tutto insieme, e questioni che la storia solleva. 🙂

    La descrizione finale dell’apocalisse mi ha colpito molto, e positivamente, e avrei troppo da scrivere in un solo commento su tutti gli episodi, quindi riassumo:
    – non ho ben capito la personalità della protagonista: sembra per tutto il tempo come in disparte dalla sua stessa storia/vita e mi chiedo il perché.
    – lei quindi sanguinava per via degli ultrasuoni?
    – Giancarlo è di gran lunga il mio personaggio preferito, è davvero completo.
    – Tutto il siparietto dei militari sembrava molto all’americana, e mi sono chiesto se davvero in Italia si comporterebbero così ahaha
    – Non ho ben capito il modo in cui questi animali venivano “scelti” per il suicidio, che evidentemente non era simultaneo per ogni specie.
    – Scegliere Roma come scenario ha dato un tocco di epicità alla storia.
    – Mi aspettavo che da un momento all’altro si scoprisse che Arianna controllava in qualche modo gli ultrasuoni ahaha
    – Trovo strano che il francese riconosca i genitori di lei senza vedere foto… na probabilmente lo spazio a disposizione gioca il suo ruolo in ciò.

    E dai, direi che ho finito. È sempre bello leggere professionisti del mestiere 🙂

    Pubblicherai altre storie in questo sito? Buona serata 😀

    • Arianna prende una botta in testa nella caduta del secondo episodio. Giancarlo sanguina perchè un militare lo colpisce col calcio del fucile. I militari si comportano in molti modi. Io sono stata leggera.
      Gli animali erano di tutte le specie ma non aveva senso citarli tutti. Almeno non qui. Arianna è una stagista ventanne orfana, nella sua umanità non era né un supereroe né dotata di superpoteri – ringranziando Dio, così abbiamo in scena un essere umano per una volta – e quindi non è che potesse fare molto a parte capire cosa le succedeva intorno e reprimere il dolore, come avrei fatto anch’io, aggiungerei. E tu?
      Sebastian non ha affatto riconosciuto i genitori di lei. E’ lei che gliene ha parlato e lui ha ricollegato che nei suoi viaggi in tre anni si è imbattuto in quegli eventi in Africa ed è pronto a giurare che loro ne abbiano fatto parte. Ma certo non è che ha la consapevolezza di questo.
      I limiti di battuta per me non sono un problema. Non su The Incipit. Sono invalicabili solo in questa storia 🙂
      Mi chiedi se pubblicherò ancora?
      Grazie di cuore per avermi letta. Fa sempre piacere avere un riscontro.

    • Ciao, grazie della lettura e benvenuto/a!!
      Se sceneggiassi questa storia me la darei riccamente in faccia ( ahahahaha), Una stima approssimativa dei costi di produzione di un copione così si aggira intorno ai tre milioni di euro se tutto va bene… ( naturalmente non ho incluso i compensi milionari di attori protagonisti) considerando poi che gli investimenti italiani si basano e appoggiano per lo più sui finanziamenti al sociale, i contributi del Mibac Tax Credit – ovvero quel cinema che affronta tematiche socialmente utili, che poi non lo sono ma facciamo finta – direi che non otterrebbe nemmeno un finanziamento… dato che io non salvo nessuno, non disegno il mondo come un bel posto in cui vivere, non metto eroici cittadini o governanti a risolvere problemi ma anzi distruggo ogni cosa, 😉 per cui lasciamolo qui in lettura e non pensiamoci più 😉 ma grazie del pensiero 😉

  31. Ricordo.
    È l’unica tra le tre a cui non riesco a dare un significato preciso nel contesto, per cui mi butto sul misterioso. Manca l’ultimo tassello e sono veramente curioso di scoprire il finale. Qualunque esso sia, è stato un bel cammino. Felicissimo di aver seguito la tua storia dall’inizio, e si essere stato sempre più curioso su ogni capitolo a venire. In bocca al lupo per il finale 🙂 attendo impaziente!

  32. Amore!
    Bellissimo, fantastico questo capitolo!!!
    La scena dello scienziato ubriaco mi ha fatto sorridere 😛
    Spero che la storia finisca bene alla fine!!
    Sempre bravissima!
    A presto e grazie mille per la notifica!! hahahaha 😀

  33. Uhm, confesso che non avrei pensato a una simile commistione di cause, ti riveli sempre in grado di stupire!
    L’espressione alcolica e rassegnata degli scienziati lascia presagire un bye bye inevitabile e senza happy ending. Ho l’impressione che la Terra abbia mandato il suo “Fuggite, sciocchi!” ai suoi occupanti per colpa della devastazione creata dagli umani, ma aspetto l’ultimo episodio per le certezze.
    Voto per risate di rassegnazione da parte dei nostri angosciatissimi eroi ^_^

    • Grazie dell’analisi attenta, Nick, è per questo che l’aspetto sempre.
      Tuttavia non ho mai affermato che la devastazione è stata causata dall’uomo, ho sempre affermato il contrario 😉 Per questo è interessante, secondo me, questa storia, perchè indaga un punto di vista poco battuto: quando non è il clima e non è l’uomo con le sue interferenze la causa di un danno, a chi possiamo dare la colpa? Forse non c’è colpa. Solo l’accettazione dopo la lotta… magari bevendo un goccetto. Perchè a volte capita che, nella vita, le cose accadano anche senza chiederci il permesso. Sta a noi reagire.
      Al finale, Nick 😉

  34. (Suona stridente abbastanza da essere efficace) stai scrivendo un film. Poche storie. Questo non è un racconto. È un film.
    Ritmo martellante. Azione. Immagini che mentre leggi già si materializzano davanti. Un film.
    E poi la perla. Il dettaglio ancora che fa la differenza.
    Gli ubriachi. Mai mi sarei aspettato.
    Questa è classe.
    Io voto risate. Convinto che in caso sarà una cosa al solito non banale.

    Sciapò cara.

  35. Eccomi! Io ho votato risate. M non di gioia, ovviamente. Le uniche risate che possono starci in un finale come questo sono quelle determinate dalla disperazione e dalla follia. Dalla presa di coscienza che alla fine, a furia di tirare troppo la corda questa si è spezzata e che una volta rotta si tratta delle fine dell’uomo e della sua miopia sociale ed ecologica. Sapevo che non ci sarebbe mai potuto essere un’ending felice, in una storia come questa. Le cause che provocavano il disastro erano troppo diffuse, troppo incontrollabili. Almeno i nostri eroi hanno potuto scoprire la verità. Alla fine saranno tra i pochi a sapere perché l’apocalisse ha colpito. Una magra consolazione, ma meglio che non sapere niente. Siamo abituati a film e romanzi in cui gli eroi riescono sempre a scongiurare l’inevitabile e a opporsi da soli a forze immani che possono spazzare via la vita da un pianeta. Se nella realtà accadesse qualcosa del genere su scala mondiale, però, credo che il caos e una fine folle e ingloriosa sarebbero quello che ci aspetta con più probabilità.
    Certo, potrei sbagliarmi, potresti sorprendermi con qualcosa a cui non avevo pensato… chi lo sa? I nostri hanno ancora lo spazio per reagire in qualche modo?Attenderò la conclusione insieme ad Arianna, Sebastian e Giancarlo. E mi farò un goccetto anch’io, un brindisi alla stupidità umana! XD
    Complimenti davvero per questo racconto così intenso. A volte fermarci a riflettere su quanto sia vicina la linea del non-ritorno può aiutarci a capire che la nostra stessa sopravvivenza dipende da quanto bene trattiamo la nostra casa. Anche perché ora come ora abbiamo solo questa. 😉
    Bellissima e folle la reazione degli scienziati, persi nell’ebbrezza dell’alcool davanti alla fine da loro stessi provocata. Veramente un colpo di scena duro, quasi surreale, che colpisce allo stomaco. Mi aspettavo di trovare un centro scientifico in preda alla fibrillazione dell’azione, gente che correva di qua e di là per riparare il danno, e invece… giochi finiti, l’ultima speranza che se ne va. L’intelletto dell’uomo ha provocato il disastro e davanti alle sue conseguenze affoga e sparisce, lasciando intorno solo follia e disperazione.
    Sì, risate. L’unica cosa che si merita una simile umanità…

    Un abbraccio e a presto! 😉

    • La tua analisi è sempre preziosa… solo un piccolo appunto: non l’hanno provocata gli scienziati, la fine… loro hanno cercato di fermarla combinando un danno ancora peggiore, se possibile…
      sai, c’è un detto: non si può evitare l’inevitabile, si può solo provocare il peggio.
      😉 ti aspetto nel finale…

  36. Bravissima a darci tutte le risposte. Ma non avevo dubbi. Il finale credo non abbia più molto da svelare, quello che dovevamo sapere l’abbiamo appena saputo, più che altro nel finale credo ci dirai cosa faranno adesso i nostri eroi, per questo voto ricordo, perchè credo si abbandoneranno a un bel po’ di ricordi ora che la nave sta affondando…. dico bene? Veramente brava.

  37. Rieccoci… Capitolo di preparazione a un finale che prevedo sarà da fuochi d’artificio. Storia ottimamente pensata. Grande lavoro di immaginazione e di documentazione. Peccato tu sia nata in Italia, se fossi nata negli Stati Uniti probabilmente a questo’ora lavoreresti come sceneggiatrice ad Hollywood (e magari avresti una bella collezione di omini dorati sulla mensola del caminetto)… Ma in Italia siamo troppo raffinati per un certo tipo di cinema e di letteratura, perciò… Scusa, come al solito sto divagando. Ho votato ‘risate’ anche se temo che molti tuoi lettori abbiano frainteso le intenzioni che si celano dietro quell’opzione… Mi è sorta una curiosità: hai mai letto ‘Catastrofi a scelta’ di Isaac Asimov? Visto che siamo in dirittura d’arrivo per questa storia te lo consiglio… Chissà che tu non possa trovare ispirazione per una nuova avventura. Solo un appunto, che spero perdonerai, diversamente da qualcuno trovo che sullo spessore dei personaggi si possa fare qualcosina in più. Certo non qui, non con il limite di cinquemila battute ad episodio e una storia che avrebbe bisogno di almeno il doppio dei caratteri per essere sviluppata al meglio. Però se pensi di ampliarla e magari proporla per la pubblicazione… Beh, io lavorerei su quest’aspetto. E adesso non farci aspettare troppo per il finale!

  38. Ciao, eccomi qui.
    Ho ripreso la storia da dove avevo interrotto, ho letto il capitolo 5!
    Mi aspettavo questa reazione da parte di Arianna, ha paura ma non si tira indietro, quando c’è bisogno di lei! Voto per “Aiutare il prossimo è nel suo DNA…”
    Temo che nel prossimo episodio (ne leggo uno e mi scrivo il commento, poi leggo il seguente ecc.) succederà qualcosa di brutto. Troppe persone da aiutare, troppi pericoli!

    ***

    Giancarlo si è salvato, nessuna vittima (avrei puntato su di lui!). Non so se esserne felice o meno 😀 non mi piace granchè come personaggio!
    Bellissimo capitolo al cardiopalma, la scena in auto con i roditori tutt’intorno è da mozzare il fiato, tensione allo stato puro, degna del grande S. King!!
    Avrei votato “Scopriamo parte della verità” (che è quella che ha vinto!)

    ***

    Speravo riuscissimo a sapere qualcosa di più 🙂 Ma ci sono ancora tre capitoli, c’è tempo per i dettagli!
    Tra i tre proposti, dico che avrei votato per la versione di Sebastian! Se non è colpa del clima nè dell’uomo, cosa sta succedendo? Gli animali hanno preso il controllo? Ma neanche questo è possibile, visto che dopo il loro momento di gloria moriranno entro un determinato lasso di tempo.
    *Pensa Luca, pensa*

    ***

    Capitolo 8: Wow!
    Codice Omega. Secondo me hanno visto che non sono più in grado di far qualcosa, quindi o bombarderanno la città (dubito di questa scelta, non ha senso dal momento che gli animali sono dappertutto, non si risolverebbe nulla uccidendo milioni di innocenti), oppure Codice Omega sta a significare “Ognuno per sè”, non ci sono più governo nè esercito. Perchè il soldato alla radio ha detto “Mi dispiace”?
    E’ questo che mi fa pensare all’ipotesi bombardamento, ma boh.. vedremo nel capitolo 9!
    Avrei votato satisfaction

    ***

    Voto Amore per il gran finale.
    La nave sta affondando!
    La nave sta affondando.
    Cosa sta succedendo al Pianeta?
    Pensi di continuare questa storia dopo il decimo capitolo? Please dì di si!!

  39. La sensazione che prevale e’ angosciante. Un clima cupo e penetrante, le sensazioni provate dai protagonisti giungono dirette e nette. La scelta dei “Monti Cimini”…spiazzante. I personaggi sono costruiti bene, assolutamente incompatibili con tutti gli stereotipi esistenti. Quindi assolutamente originali. Iniziando a leggere l’incontro con i militari avrei scommesso che qualcuno di loro avrebbe avuto ben piu’ che il calcio di fucile in testa. Ma anche li, descrivendo l’andamento dei fatti, l’ansia cresce. Sai misurare le parole, a volte rischiando, a volta estendendone il significato e l’uso stesso. Questa volta il mio personaggio preferito…e’ la protagonista. Arianna. La stagista che tutti vorrebbero avere. Nel complesso…ti fa patire per il decimo episodio. Conoscendoti potrebbe accadere tutto. Ma sappi…che qualunque cosa dovesse accadere per porre fine a questa storia assolutamente originale…sarebbe il solito colpo di genio,la pennellata risolutiva. Sei brava, lo sai e credo e spero di essere considerato uno …se non il primo fan. Con affetto e stima.

  40. Una risata “ci” seppellirà 🙂

    Ottimo il capovolgimento sulle onde e come lo hai anticipato con l’aiuto di Seb. Poi come sempre quando cerchiamo di aggiustare qualcosa senza prima capirne il funzionamento facciamo disastri!
    Avresti potuto ambientarlo ovunque data l’universalità della vicenda, (risparmiandoti qualche critica), invece la scelta di Roma al posto di NY LA è un punto a favore.
    Brava!

  41. Episodio rivelatore dove tutti i nodi vengono sciolti in modo magistrale e inaspettato. Sono senza parole anch’io come gli altri. Per il finale mi aspetto una serie di ricordi visto che la nave sta affondando. BRAVISSIMA

  42. L’immagine della Terra che urla ai propri figli di fuggire mi tocca profondamente, in questi giorni in cui la mia isola è straziata dagli incendi dolosi.
    Io non so niente di geologia, ma il finale di questo episodio mi sembra orientato verso una visione fatalista della storia: la Terra è stata tormentata dall’Uomo e, mentre cede, l’ultimo suo grido è rivolto ai propri figli per metterli in salvo. Ma subentra nuovamente l’Uomo che, per salvare se stesso, provoca l’ennesimo cataclisma.

    Ho votato risata perché dubito che in un unico episodio si possa trovare una salvezza, ma forse Arianna sorriderà perché finalmente è venuta a conoscenza della verità sulla morte dei genitori (uccisi dal Governo, non dagli animali impazziti). O forse all’ultimo momento troveranno la frequenza giusta, e in quel caso mi sembrerebbe naturale una bella risata liberatoria.

    Mo non è che te lo devo scrivere io, eh 😉 scherzo – mi sono dilungata troppo.

    • Bellissima analisi, Giò. Ma i dottori di Medici senza Frontiere sono stati uccisi dalle migrazioni anomale, come ho detto, non dal Governo. Certo – come sempre accade quando una notizia non trova spiegazione né rimedio, il Governo insabbia. Ma questo è un altro discorso… 😉 ti aspetto nel finale….

  43. Amore, perché sarò pure un maschio, ma sono sensibile!
    Primo mistero svelato, anche condito con un po’ di orgoglio nazionale (ma è l’effetto degli europei di calcio? 🙂 ) che mostra come i nostri scienziati siano troooppo avanti!
    Ma… la nave affonda inclinandosi? Perché questo spiegherebbe qualcosa sul Sole che non tramonta… anche se, vabbé, esistono delle formule esoteriche, altrimenti chiamate leggi fisiche che trattano di cose tipo momenti d’inerzia, momenti angolari e simili che nel caso in cui l’asse di un pianeta si modificasse di colpo… beh, ecco, diciamo che le migrazioni di animali folli in quel caso sarebbero l’ultimo problema. Ma no! Zitto! Aspetto il decimo!
    Ciao a presto!

    • Jaw, tu sei un uomo davvero interessante, te lo riconosco. Tuttavia in un racconto nemmeno fantascientifico concedimi di divagare senza troppe nozioni scientifiche! La barca che affonda è una metafora, non è che la Terra affonda o si inclina… è solo un modo metaforico per dire che…..
      (se te lo dico ti svelo il finale) ahahahahah
      grazieeeee

      • Ma in che senso interessante? Perché se credi che non abbia capito che era una metafora l’aggettivo giusto per definirmi non è ‘interessante’!
        Ho solo usato la tua metafora ribaltandola, per immaginare una situazione, fisicamente piuttosto improbabile, in cui il sole non tramonta: un ampliamento del circolo polare causato da un cambiamento dell’inclinazione dell’asse terrestre.
        Pensa che credevo che volessi quasi suggerirlo quando fai fare quelle osservazioni a… Giancarlo, mi pare. Ma la mia era solo una battuta, un tentativo di capirci qualcosa.
        A presto per il finale!

  44. Ho votato risate così a intuito, perché amore e ricordo mi mi fanno pensare a un finale più sentimentale, in cui i personaggi si disinteressano di quanto succede e pensano ad altro.
    Ridere è più probabilmente una reazione a qualcosa di inaspettato. In altre parole, voglio sapere se siamo davvero di fronte a un limite invalicabile, non sognartelo nemmeno di lasciare un finale aperto! 😉

    • Finale aperto?
      beh… dipende:
      se intendi che potrebbe esserci un seguito: no, mai. Io concludo sempre le mie storie.
      se intendi che non farò capire cosa succede: no, tranquillo, io dò sempre un senso a tutto. Senza lasciare dubbi… ahahahahah
      Grazie del commento!!!!

  45. Bello! Mi è piaciuto.
    In altre circostanze avrei votato “amore” (lo sai), però qui ci sta un bel finale malinconico di quelli che piacciono a me, per cui vince “ricordo” a mani basse.
    La nave sta affondando, forse ci sarà qualche sopravvissuto, l’unica cosa certa è che niente sarà più lo stesso, per cui i ricordi ci stanno più che bene.

    p.s. ovviamente spero che a sopravvivere siano tutti e tre: Arianna, Sebastian e Giancarlo.

  46. «Siete in crociera. All’improvviso una folla di topi spunta dal nulla e corre a poppa. Cosa pensate?»
    I tre non replicarono e non afferrarono la bottiglia.
    Quello rise ancora: «Pensate che la nave stia affondando. Ecco, la nave sta affondando.»

    Gran finale di capitolo, mi è piaciuto. Ma adesso? Che cosa voto? Amore no, pietà; ricordo? Un ricordo alla fine? Ma così sapremo come finisce, oppure avremo un finale non-finale?
    Mmm…
    Credo andrò di risate.

  47. Mi è piaciuta molto l’idea che gli ultrasuoni in questione, che i nostri eroi pensavano la causa del caos e quindi la possibile soluzione, siano in realtà solo un blando tentativo di salvare gli insediamenti umani dalle migrazioni apocalittiche ed incontrollabili.
    Ma se Sebastian sapeva già tutto, qual era il suo obiettivo, fin da subito?

    Ho scelto risate, visto il tasso di alcolemia dei presenti, o si ride o si piange. E lacrime non c’era tra le opzioni.

    • Ciao Carissima,
      dunque… Sebastian per tre anni ha studiato le migrazioni senza sapere cosa le provocasse. In Italia scopre la presenza di un segnale ultrasonico ma sa che non le ha provocate né fermate. Per cui direi che – come loro – deve scoprire cosa sta succedendo…
      No, niente lacrime 😉
      Un abbraccio e grazie di avermi letta.

  48. Non sono l’unica ad essere rimasta senza parole a quanto vedo!! Wow!
    Sto ancora decidendo per cosa votare, ma intanto comincio a scriverti.. caos, colpo di scena, inizio di comprensione.. brava!!! Mi è proprio piaciuto! Ora me lo rileggo e decido.

    Se fossero risate alcoliche ce ne sarebbero state anche già troppe secondo me, ma se fossero di scampato pericolo? Di nervosismo prima della fine? Non so.. Un ricordo lo sceglierei solo se fosse riconducibile ad una spiegazione generale. L’amore? Mmmmm
    __
    Scelgo il ricordo e attendo con ansia il finale!! Ben fatto! ^^

  49. Niente, che voto puoi aspettarti da me? Amore ovviamente…hihihi! AmoMarta sei fantastica e non solo perchè sei romana (scherzo) ma perchè nella pur tragica situazione mi hai fatto sorridere quando ho immaginato il gruppo che urlava ad ogni km e lo scienziato brillo che chiedeva ai ragazzi “ve lo fate un goccio?”. Mi piace troppo come scrivi, sei scorrevole, diretta e trascini nel racconto al punto che sembra quasi di essere li! Bravissima e talentuosa (ti invidio!) baci e baciotti!

  50. Risate,
    Anche se mi sembra che in questo capitolo si rida, etilicamente catalizzati, per non piangere. Tecnicamente gli animali dovrebbero balzare fuori dalla stratosfera per abbandonare questo geoide che affonda. 😀 😀
    Ma sai che l’altro ieri ho sognato la fine del mondo? Non mi avrai mica influenzata??
    Ciao, al gran finale

    • balzare fuori dalla stratosfera, sììììì , ahahahaha

      pensa che ho scritto il decimo domenica. mentre lo concludevo mi chiama mia madre che mi dice: tu hai sentito l’esplosione? ….
      ma non c’era stata nessuna esplosione, lei stava dormendo… se l’è sognata…. e io stavo proprio scrivendo che….
      ahahahahahah

        • Il collante non si trova nel fatto. Il fatto è la fine. Ma il collante è il significato che diamo a questa fine. Quando arriva l’atto finale spesso non ce ne accorgiamo. Può essere un infarto, un incidente stradale, uno sparo e via… sei finito e non potevi evitarlo perchè non potevi prevederlo. Poi c’è l’altra possibilità: quella in cui sei avvisato. Un po’ come la prevenzione. Non vuoi finire nelle spire della chemioterapia? Fai prevenzione. Lo prendi in tempo e la eviti, magari. E via dicendo… potrei farti altri cento esempi. Ma la vita non è fatta per esseri che la controllano, per questo nella vita le cose non vanno quasi mai come vorremmo. La vita è un insieme di concause e coincidenze che cambiano il corso degli eventi senza che nessuno di noi possa prevederlo o evitarlo ma solo PORRE RIMEDIO. Si chiama: azione/reazione. E il modo in cui reagiamo all’evento ci distingue, ci disegna, ci racconta. Ci cambia. Ci plasma.
          Il collante di questo racconto è un evento che non si poteva prevedere e che non si riesce a evitare. E, infine, che non si può cambiare. Per questo trovo originale questo racconto, perchè non è che priva le persone della speranza, ma le mette davanti a qualcosa che non dipende da loro. Non si può porre rimedio. Si può solo decidere come uscire di scena, se con dignità o con vigliaccheria. Succede lo stesso con i malati terminali, non c’è nulla di fantascientifico. E’ solo un altro modo per riflettere sul filo leggero che ci lega alla vita. Leggero. Molto.
          😉

          • Condivido la tua riflessione sul filo leggero che ci lega alla vita, tutt’altro che banale. Tuttavia, esiste anche “l’effetto farfalla”, le concause e le coincidenze che portano all’azione/reazione possono sembrare frutto del caso o di fattori inspiegabili nel nostro microcosmo e, invece, essere pilotate a distanza.
            Riguardo al racconto, adesso con la tua spiegazione credo mi sia più chiaro il filo conduttore, ovvero l’idea che fa da sfondo e dà un significato al tutto. Il capitolo finale sarà decisivo per verificare se posso trasformare il “credo” in “so”.
            grazie ancora.
            🙂

  51. Di puro istinto, ho votato che “The show must go on”. Sinceramente non credi che basterà “spingere un bottone” per risolvere la situazione e sono sempre più curioso di leggere l’epilogo della storia. Continuerò ad elogiare fino alla morte la tua capacità di rendere vero quello che racconti, in particolare i dialoghi e provo una sorta di amore/odio per la tua bravura nello svelare le informhazioni importanti a piccole dosi, che mi portano a provare astinenza nei confronti dei tuoi racconti. Brava davvero

  52. Satisfaction.
    Il mondo impazzisce, non c’è più un governo e nemmeno una pseudo dittatura militare, il sole non tramonta più e l’unica cosa a cui riesce a pensare Giovanni è il Pulitzer. Il Nobel per la pace l’ha aggiunto solo per non sfigurare troppo.
    Arrivo in ritardissimo ma sono felice lo stesso di non essermi persa nessun capitolo. Adesso noi, e soprattutto Arianna, abbiamo qualche risposta in più grazie a Sebastian. Chissà se basterà, però. Suppongo che lo scopriremo quanto prima. Tu sei sempre bravissima, comunque, c’è bisogno che lo aggiunga ancora, dopo tutto questo tempo?

    • Infatti non avrei pubblicato il nuovo episodio senza di te, Trix 😉 scherzo…
      Il mondo non è impazzito, sono solo tutti sconvolti e fuori di testa per la situazione senza controllo, mi pare giusto 😉
      Sì, Giancarlo ( non Giovanni 😉 ) è fatto così. Ma sai… se basta bloccare un segnale per fermare il caos, è naturale immaginare che il primo che arriva vince un premio!!! Magari però… premere STOP non è sufficente… 😉
      Non perdere il prossimo episodio eh!! Grazie mille, cara 🙂

      • Una notifica personalizzata, dovrei ritenermi onorata!
        Hai fatto bene, perché vedere questa e-mail mi ha messo curiosità e ci ho cliccato sopra, contravvenendo al mio intento di fingere di essere brava e mollare tutto una volta tanto per la cosa giusta: studiare. Il capitolo l’ho letto oggi pomeriggio, insieme al commento, poi ho girato di scatto il cellulare e sono ritornata sui miei passi.
        Libera e rilassata ho riletto di nuovo il capitolo per votare e commentare con tutto il tempo che merita. Ah, un’ultima cosa. Ho scritto davvero Giovanni? Se lo sapesse il diretto interessato riderebbe molto del mio lapsus, comunque intendevo Giancarlo, lui e nessun altro.
        Risate, ho votato risate.
        È un’opzione molto interessante, visto il contesto e l’autrice. Adesso il trio ha la verità nel palmo della mano e superato il limite invalicabile non si torna più indietro. La cosa che più di tutte mi preme sapere è: ma Giancarlo lo vincerà questo Pulizer o no?
        A presto, prometto!

  53. The show must go on!!
    Sempre fedele ai Queen. 😉
    Bel capitolo, davvero! Pieno di azioni. Non vedo l’ora di scoprire cosa succederà nel prossimo, anche perché questo strano sole un po’ mi preoccupa!!
    Alla prossima AmoMarta! 😀
    Spero di non perdere più nessun capitolo.

  54. mmh, ma se il sole non cala non può essere lo stesso fenomeno di 3 anni fa in Africa… perché non credo che qualcuno possa aver tenuto all’oscuro (dell’evento) il resto del mondo.
    A maggior ragione se fosse successo perché la Terra aveva smesso di girare. Se è successo, io non me lo ricordo 🙂

    There’s never a for ever, almeno non la conosco, le altre due ormai fanno sbadigliare le orecchie. E neanche mi sono mai piaciute.

      • Ci sono arrivato ma più tardi del previsto! E così è finita che ho letto il racconto sul divano, con le zanzare che cercavano di divorarmi, il che è quantomai a tema.
        Questa storia mi ricorda un po’ le atmosfere di The mist, ma il fatto che i protagonisti se ne vadano in giro per l’apocalisse lo rende meno claustrofobico e più caotico. Nel contempo la lunga e frenetica marcia dei ratti mi ha ricondotto a Lovecraft e al terribile I topi nei muri.
        Affascinante l’immagine della follia felina che stermina un villaggio africano, così come il suicidio degli animali – spero che nel finale tornerai su questo punto e ci dirai in che modo si uccidono.
        Mi stona un po’ l’incontro casuale di Sebastien con la figlia di coloro che morirono all’inizio della sua ricerca, ma forse tanto casuale non è. Vedremo.
        Io geologo che è in me preme per farti due appunti, piccoli dettagli che non influiscono sulla storia ma che ti segnalo nel caso volessi un giorno ripubblicare questa storia altrove: nei terremoti le onde più veloci e quindi le prime a essere avvertite sono le onde P, che hanno proprio direzione di oscillazione e propagazione concordi. Quelle che descrivi tu sono le onde S, che arrivano dopo.
        La seconda è che nelle grotte i walkie talkie non funzionano! 😀
        Bene, detto questo vediamo quale verità si nasconde in questo finale.
        There’s never a for ever.

        • Ti segnalo un paio di cosette anch’io 😉 :
          qui non ci sono stati terremoti;
          alcuni wt sono stati creati per gli speleologi e funzionano in grotta.
          ah, e premi il tasto “segui la storia” perchè altrimenti non ricevi le notifiche e io non vengo a farti i segnali di fumo per i prossimi due episodi!! sempre che ti interessi sapere come finisce 😉
          Grazie di aver letto nonostante le zanzare 😉

          • Yess, niente terremoti ma Vespucci se non sbaglio dichiara “non può essere un terremoto perché l’oscillazione è longitudinale”!
            Va be’, dettagli, non avevo intenzione di fare polemica eh! (ti ho fatto l’osservazione sui walkie talkie perché in grotta ci ho fatto la tesi di laurea e uno degli argomenti di cui si è parlato era proprio quello della comunicazione interna!)
            Giusto, ora ti seguo. Non ci ho pensato che non ti stavo seguendo, il motivo lo sai ma non si può dire! 😉
            A presto!

  55. There’s never a for ever e the show must go on nella mia filosofia di vita sono coesistenti e indispensabili l’uno all’altro. Tutto finisce e cambia in qualcos’altro, prima o poi, di questo sono profondamente convinto. In questo caso però ho scelto There’s never a for ever, perché sento nell’aria odore di Fine, di quella con la F maiuscola, tanto per intenderci. Gli animali impazziti potevano essere un prodotto dell’uomo, ma il sole fermo… beh, con quello mi hai spiazzato. Inutile dirti che adesso il mio livello di curiosità ha raggiunto picchi mai visti! XD Quando i militari si sparano e si lasciano andare a gesti di compassione vuol dire che la situazione è andata davvero alla malora. XD Forse ho una teoria, ma… beh, non la dico nel caso ci avessi azzeccato anche se dubito di avere abbastanza elementi per mettere insieme un’ipotesi corretta.
    A livello di ritmo e composizione ottima la scelta di interporre un capitolo di dialogo dopo la furiosa cavalcata dei capitoli precedenti, se ne sentiva il bisogno e non mi hai deluso. Congratulazioni anche per i dialoghi, sempre molto credibili e verosimili (a parte Gincarlo che chiama Sebastian “Francese”. XD). Rimango sempre con l’amaro in bocca per le rivelazioni che arrivano con il contagocce, perché ne vorrei di più e mi tocca rimanere con la suspance. Sono sempre dell’idea che questa storia necessitasse di più spazio per far crescere l’inquietudine e la tensione che deriva da una simile, ipotetica situazione. E anche per far luce con più calma sul passato di Arianna, sui suoi genitori e via dicendo. C’è un sacco di validissima carne al fuoco che è un peccato lasciare così, al sangue. Lo so, lo so che è un discorso sterile, lo spazio è questo e questo ci teniamo, però volevo ribadirlo nel caso non si fosse capito! 😉 Detto questo mi sono goduto ogni parola e rimango con il fiato sospeso per capire cosa sia questo Codice Omega. Anche se raramente la lettera Omega è foriera di buone notizie! XD
    A questo punto la domanda mi sorge spontanea: sopravviveranno, i nostri eroi? Lo vedranno mai questo benedetto Pulitzer? Ci sarà ANCORA un Pulitzer da assegnare, domani?
    Un abbraccio e al prossimo episodio! 😉

    • Le prime righe di questo tuo commenti, Mic, mi fanno sorridere. Sono espressione del tema stesso di questa storia, tant’è che le ho scritte io proprio nel primo episodio, le prime righe… quelle che dicono che tutto ha una fine perchè c’è un limite a tutto ma la fine in genere è determinata da un nuovo inizio, da un cambiamento, e non dal nulla. Poi pongo la domanda: ma se non ci fosse niente, dopo? Per cui stiamo qui a parlare del tema che evidentemente dopo otto episodi quadra alla perfezione, poiché ancora gira su se stesso e genera la domanda che fa il tema. E se non ci fosse un dopo? Se la fine determinasse un Limite Invalicabile?
      E allora il Pulitzer da assegnare forse non ci sarà. O magari sì, se faremo ripartire l’ingranaggio… dipende sempre dal decidere se essere cinici o romantici. Cosa conviene?
      😉

      • Bella domanda… per quanto mi dibatta di continuo per sembrare cinico (o per convincermi di esserlo) in realtà so di essere un romantico. Però non un tipo di romantico che necessita dell’happy ending a tutti i costi. Come ti dicevo credo che dopo una fine ci sia sempre un nuovo inizio. Magari non per noi, magari non per il genere umano, ma per altri. L’universo nella sua interezza possiede infinite sfaccettature e noi non siamo che una di esse. Anche se sparissimo non intaccheremmo il quadro generale. Se pensi a quante civiltà e a quante specie si sono estinte qui sulla Terra… poi prendi quel numero e moltiplicalo per tutti i pianeti potenzialmente abitati della galassia e del cosmo. No, c’è SEMPRE un dopo e ci sarà sempre qualcuno che se ne andrà e altri che rimarranno e prenderanno il loro posto. O almeno questo è quello che mi piace credere! 😉

        • Tutto molto sensato.
          A meno che… un grosso wormhole risucchiasse all’improvviso tutto l’universo pianeti e asteroidi e meteore compresi, come quando togli il tappo al lavandino e tutto finisce nel buco. E cosa resterebbe? il Nulla.
          Inquietante, eh?
          Ma non pensi che sia proprio per evitarlo che teniamo tanto sotto controllo i wormhole?
          😉

  56. Bel capitolo, bella anche la copertina. Ho scelto satisfaction…. ma non penso sia la scelta giusta infatti ero indecisa tra il nulla è per sempre…Mah, una verità che arriva gocce a gocce, i governi insabbiano e quando mai me ne sono accorta in questi giorni… Bella la ricerca che hai fatto per mettere insieme tutto molto particolare, non è il genere di storia che mi sconfinfera, hai iniziato con l’apocalisse e ora si pure sparato uno …ma perché si è sparato ? Non lo dici, non lo fai capire o sono io che sono tonta…
    Per quella cosa che mi hai detto nella mail farò il mio possibile con chi sai…. Il filo diretto con il cielo è sempre aperto e so che mi ascolta nonostante sento tanto buio e a volte tanta solitudine. Questo personaggio è particolare non è la tua solita eroina è più insicura e direi che mi piace molto proprio per la mancanza di temerarietà. I tre sono belli assortiti… Lo scatto nella jap non è molto chiaro andrò a rileggere il capitolo precedente… Baci… Ora vado a disperarmi sul cuscino… Smak…

  57. Mmm… sembra che una volontà che supera quella dell’uomo abbia determinato le follie omicide degli animali e, molto, molto preoccupante il fatto che il sole non accenni a calare.
    Un bel crescendo di preoccupanti rivelazioni che fanno pensare a una versione apocalittica di “Gli uccelli”, con conseguente disgregazione delle parvenze di democrazia e di diritti umani.
    Molto interessante come intreccio (come al solito), voto per satisfaction!

    • Grazie Nick… sì riconosco che a una prima occhiata questo racconto sembra un po’ fantascientifico, il che giustificherebbe di più l’apocalisse, ma è un’avventura perchè c’è di vero e imminente, in questa storia, e la fantascienza non ha molto di vero – il più delle volte – e ben poco di imminente… ( menomale) 😉

  58. Ciao,voto per la continuazione dello spettacolo,mi piace il galoppare della fantasia,e lo sento molto vivo nel tuo racconto. Certo che se tornasse Noè saprebbe come mettere le cose ha posto, Ho letto in ritardo per colpa del lavoro,e sono oltre la scadenza per il mio,spero di scriverlo in questo fine settimana,quando sicuramente leggerò il tuo nuovo. Il sole fermo? Semplicemente meraviglioso,da comprare le azioni della Luxottica…..Un salutone,e data l’ora,buona notte.

  59. Sole fermo? Ho capito, è come nella Gang del Bosco, quando danno il permesso allo scoiattolo di bere un sorso di Cola per aumentare la sua iperattività naturale e schivare i laser del sistema di sorveglianza: Arianna ha bevuto troppo caffè e si muove così veloce da vedere il mondo intorno quasi statico. Però… uhm no, qualcosa non quadra. Spero che tu abbia un’ottima spiegazione per questo!
    Ciao Ciao

    • Eh no! Monetina! Niente spiegoni!!!! Le spiegazioni sono il veleno di ogni buona storia. Te lo immagini un personaggio che si mette seduto e spiega tutta la faccenda ai malcapitati protagonisti? ahahahahaha terribile!!!!! Io dico sempre che tra le righe le risposte sono incise come il sale nell’onda, che non serve analizzare nel dettaglio per sapere che è salata… 😉
      Quindi non hai votato nessuna opzione possibile?

  60. Penso che, almeno Giancarlo, voterebbe per un “The show must go on”. A differenza di molte delle persone che hanno commentato prima di me, io non ci capisco niente. Almeno, non mi pare proprio di trovare, negli spazi reconditi del mio cervello, una spiegazione che possa essere vagamente scientifica. Sono sicura che mi illuminerai tra non molto!
    “Ed ecco che un francese semisconosciuto con una qualunque versione della verità stava diventando agli occhi di lei un Messia”. Piccola prova del fatto che non trascuri il tuo personaggio sacrificandolo sull’altare dell’azione.
    Non lasci mai prendere fiato, neppure nei momenti in cui l’azione si ferma e si passa alle spiegazioni.

  61. Allora, ricapitoliamo:
    – animali impazziti (in Italia e non);
    – sole che non cala nonostante l’ora serale.

    Prima di questo episodio stavo iniziando a pensare ad un qualche nuovo tipo di batterio o virus ma, dopo la questione del sole, non credo che sia così. Le uniche cause che mi vengono in mente per questo evento sono:
    – la Terra che ha smesso/sta smettendo di girare attorno al proprio asse;
    – un corpo celeste che sta per schiantarsi contro il pianeta.
    Quest’ultima possibilità non è molto plausibile perché non credo che avrebbe la stessa luminosità del sole, allo stesso non credo che enti come la NASA o l’ESA non l’avrebbero notato e tenuto nascosto alla popolazione.
    Quest’ultimo punto lo si potrebbe utilizzare anche per la rotazione terrestre.

    Però nessuna delle due teorie spiegherebbe il comportamento degli animali. Credo.

  62. Boh, per il sole che non accenna a calare esiste una sola spiegazione razionale e non ne accetterei nessun’altra. Quindi, non è che ho un’idea di cosa sta succedendo. non ce l’avevo per nulla, ma so che per quello che hai scritto c’è un’unica possibilità, sia pure declinabile in diversi gradi. Spero che sia quella che hai scelto.
    there’s eccetera.
    A presto

  63. Il cerchio comincia a stringersi. Gli indizi fanno pensare a… No, non lo dirò. Anche perché se è vero che credo di aver più o meno intuito le ragioni di quanto sta accadendo non ho ancora ben chiare le cause. Il sole che tarda a calare? A meno che non si tratti di un abile depistaggio, ma mi sembra improbabile a questo punto della storia, riesco a pensare a un’unica spiegazione plausibile (che tra le altre cose potrebbero dare un senso anche ad altri accadimenti).
    E adesso veniamo al capitolo: l’atmosfera di angoscia e il senso di ineluttabilità sono ottimamente rese. Anche grazie alla geniale trovata del suicidio del Colonnello che induce il lettore a pensare a una disfatta ormai annunciata ti risparmia

    • … E ti risparmia, dicevo, di dover ‘raccontare’ l’angoscia, avendola già messa in scena. Nella parte successiva, dopo aver terrorizzato il lettore, lasci intravedere un barlume di speranza, salvo poi riprecitarlo nell’incubo con quella storia del sole che non cala. Bravissima. C’è una sola cosa che non mi convince del tutto ma preferirei rimandare perché dopo un capitolo così bello mi sentirei come uno di quelli che cerca a tutti i costi il pelo nell’uovo. Ah, quasi dimenticavo: Satisfaction!

    • E anche in questo caso… ti sposerei! 😉
      i tuoi commenti sempre attenti e obiettivi, sono come acqua nel deserto per un autore. La pecca di questo gioco è che spesso le persone si limitano a votare e a fare un complimento e non c’è scambio di opinione sulla scrittura, giusto qualche critica che però non fa “discussione costruttiva”. Con te è tutta un’altra cosa e sono felice di averti come lettore…

  64. Ci avviciniamo sempre più ad un gran finale.
    Altro capitolo letto tuttodunfiato. Sciapò.

    Un particolare? Andrò contro corrente, ma quel passaggio del giovane soldato che punta il mitra e rischia di stravolgere l’ordine degli eventi mi è piaciuto DA MATTI. Una perla incastonata lì. Sottovoce.
    Posto in classifica e copertina meritatissimi.

    • Grazie M. ! Sì, i dettagli spesso non sono dettagli aggiuntivi per rafforzare il concetto, molte volte sono lo specchio del tema stesso. E saperli cogliere nel giusto modo non è da tutti. Per cui non posso che dire io bravo a te 😉 E grazie per seguirmi sempre ….

  65. Immagino che non c’è un per sempre. Una storia così ci parla di quello che finisce, lo dici all’inizio… un ingranaggio che si ferma.
    Se è una metafora e credo di intuire quale, veramente brava. Tesoro.

  66. Visto che è Giancarlo alla guida, io dico The Show must go on, anzi dovrebbe essere The News must go on,
    Tra gli animali che calano in massa per perpetrare eccidi (altro che Gli uccelli di Hitchcock!) e il sole che non cala, io sono più che perplessa basita. Aspetto la (una, alcune, molte?) spiegazione dell’arcano.
    Ciao
    P.S. E anche la spiegazione dei taxi gialli (di New York?) nella copertina: immagino abbiano un senso nascosto anche loro, no? 🙂

  67. Niente è per sempre. E sono molto tesa all’idea che il sole non cala. Tra tutte le cose che ci hai detto e che sono state incredibilmente realistiche e inquietanti, la cosa del sole è quella che mi ha messo maggiore ansia. Poi Sebastian diceva che non è colpa del clima e nemmeno dell’uomo quidni ‘sto sole che non cala non dipende da un problema ambientale, giusto? omadonna…

  68. Mamma mia che casino questo capitolo ^_^ Mille spiegazioni e mille domande allo stesso tempo. Lasciati andare od abbandonati? Probabilmente entrambi: se il codice Omega è ciò che penso io, significa entrambe le cose 😉

    Quale scegliere come opzione? Lo spettacolo deve andare avanti? Niente è per sempre? O soddisfazione?
    Mumble… Mumble…
    Votando un po’ a caso, voto Soddisfazione 😉

    Ciao 🙂

  69. Ci ho pensato parecchio a cosa votare, mi sembravano tutte azzeccate ma poi dico che non c’è mai un per sempre, che mi sembra ancora più azzeccato alla situazione.
    Man mano che la storia si dipana alzi la posta in gioco come un abile narratore che sa dove vuole arrivare e ci porta con lui in un viaggio pieno di domande ma appena ci dai una risposta ecco che questa genera nuove domande, insomma sei davvero eccezionale nel mostrare e poi nascondere, nel lanciare il sasso nello stagno e mentre noi ce ne stiamo lì a osservare i cerchi nell’acqua lasciati dal sasso, tu ne hai già lanciato un altro. Il bello è che non capisco dove ci stai portando, significa che nulla è scontato e che tu sei bravissima. Ma lo sapevamo già.

  70. Ciao Amo! “Ed ecco che un francese semisconosciuto con una qualunque versione della verità stava diventando agli occhi di lei un Messia.” questa frase mi è piaciuta molto insieme alla domanda di Arianna ci hanno liberato oppure abbandonato? Il colonnello che si è suicidato, questo codice Omega… anarchia pura? Non vedo l’ora che il cerchio si chiuda così da poter conoscere tutte le risposte e unire tutti gli indizi che da brava regista ci hai lasciato! 🙂
    There’s never a for ever, il mio voto! Un abbraccio fortissimo e complimenti per la copertina, bella e meritata!!! 😀

  71. Ther’s nevere a forever
    Non ho idea di cosa sia, ma spero di aver scelto bene 😀
    D’altronde sono bionda 😛

    Mi è piaciuta la trovata dell’attacco degli animali in Africa e dell’insabbiamento del governo, ora proveranno a ripetere la cosa anche in Italia, vediamo se il trio Arianna-Sebastian-Giancarlo riusciranno a contrastarli.

  72. AmoM. Mi ricordi Pollicino che lascia briciole d’indizi qua e là, per poter chiudere il cerchio e tornare all’inizio dando un senso a tutto il racconto.
    Mi arrendo e non faccio più domande. Questo Rota che dice “Dio sia con voi” (in quale lingua, boh!), dopo il prete che inveiva “Pentitevi e convertitevi” e dopo tutto il casino che è successo, mi dà un po’ i nervi.
    I tre protagonisti percorrono una specie di corsia preferenziale, tutta da chiarire, perciò voto “the “show must go on” perché se siamo in ballo, balliamo, no?
    Al prossimo
    🙂

    • Nessuna corsia preferenziale, Maria. Sono i protagonisti di una storia che investe tutti, ma noi stiamo seguendo loro tre, tutto qui 😉 magari anche agli altri stanno capitando cose incredibili mentre il mondo arrostisce, ma questa non è la loro storia 😉 Grazie comunque di esseci… e non te la prendere con i cattolici! ahahahaha

  73. è la natura che si ribella allo scempio che l’essere umano ha sempre perpetrato ai suoi danni – la fauna inferocita e il sole che non tramonta mai, sarà forse che si sta avvicinando troppo alla Terra?
    Probabilmente te l’ho già detto, ma questo è il capitolo che mi è piaciuto di più; adesso perché hai presentato delle possibili risposte, ancora non del tutto chiare però.
    Satisfaction.

  74. Il mio voto va per there’s never a forever.
    Come ormai ben sai, la storia mi piace parecchio e anche questo capitolo mi lascia con la curiosità sul prossimo. -2 alla fine, non vedo l’ora di scoprire la verità, ormai ci siamo 🙂 ancora complimenti per il livello altissimo che hai tenuto fino ad ora. Al prossimo capitolo 🙂

  75. Fatto!! E ho votato per la versione di Sebastian poiché è quella che mi incuriosisce di più al momento. Racconto carico di adrenalina! Non è esattamente il mio genere preferito, ma devo ammettere il fatto che sia piuttosto avvincente! Quindi eccomi qui pronta a seguirti! ^_^

  76. Io ho votato per la versione di Sebastian.
    Nonostante la mia lunga assenza da questo sito sono contenta di vedere che la storia non si è conclusa e che mancano ancora 3 capitoli alla fine. Non vedo l’ora di seguirla settimana dopo settimana fino alla fine. Sarebbe bello avere un sequel di questa storia, non sono pronta a lasciarla andare ahah

  77. La versione di Sebastian!
    Sono troppo curiosa di scoprirla. Ho tante domande in testa.. chissà come andrà a finire e se scoprirò presto tutte le risposte! 🙂
    Bello questo capitolo, carico di azioni. Non vedo l’ora di leggere il prossimo! 😀
    Complimenti!
    A presto!

  78. Innanzitutto un plauso al tuo stile, non amo molto il narcisismo letterario di cui il sito ultimamente straborda, lo stile dovrebbe, a mio parere, essere funzionale alla storia. Come in questo caso. Ottimo il ritmo, trama ben congegnata con qualche concessione al filone catastrofico-apocalittico da cinema americano (ma ci sta). I capitoli sei e sette mi sono piaciuti molto. L’azione, sempre frenetica, risulta intelligentemente equilibrata dagli intermezzi pensati dalla protagonista, una trovata con la quale riesci a dare maggior spessore a un personaggio, fino a quel momento, un po’ piatto. Da lettore ti dico che mi sono divertito molto, da scrivente in stand by mi riservo qualcosina per i capitoli futuri… In attesa della versione di Sebastian.

  79. Io voto per Giancarlo, quello che al momento sembra avere la minor dose di non-detto, pur sapendo che non è così.

    Come Napo, ringrazio d’aver scampato l’effetto Fiera dell’Est con conseguente moria di animali sempre più grossi. Adesso sono un po’ in allarme per l’ultima frase del capitolo, per dove può portare, ma stiamo a vedere.
    Come ti ho già detto altrove, questo racconto secondo me soffre molto il limite invalicabile delle 5000 battute ed è un peccato che tutto quanto debba essere così congestionato. Magari potresti davvero fare come suggerito da Michele e scriverne una versione estesa e con più ossigeno.

  80. Interessante come il racconto partito da un evento climatico/animale stia virando sulle conseguenze umane (soppressione dei diritti costituzionali per fare fronte all’emergenza), come a dire che le persone comuni ci rimetteranno sia per colpa degli animali impazziti che per l’oppressione apparentemente giustificata.
    Ottimo cliffhanger, lasciar intuire che non sia né colpa del clima che dell’uomo.
    Brava come sempre!

    • Ma secondo te, Nick, tu che sei un programmatore professionista, che sei anche un ottimo autore, se non è colpa di nessuno – come dici alla fine del commento e come cito dal titolo di questo episodio – allora di chi è la colpa? Perchè succede quello che succede? Cosa cerchiamo esattamente?

  81. Anch’io ho votato la versione di Sebastian in coerenza con quanto ho sostenuto fin dagli episodi precedenti! Credo sia arrivato il momento di scoprire le carte del bel francese e capire cosa sa e perché è lì! 😉 Molto d’impatto, questo nuovo capitolo! Devo ammettere che sono più in ansia adesso che sono subentrati i militari, di quando c’era l’invasione dei topi e delle mosche. Anche perché quelli non spariranno dopo un periodo di tempo definito… XD
    Brancolo quasi completamente nel buio per quanto riguarda le possibili cause di questo fenomeno pseudo-apocalittico che influenza gli animali. Ho pensato a una marea di possibili cause, ma non riesco ancora a focalizzare quale sia quella in questione. Attenderò dunque nuovo indizi che mi permettano di restringere il cerchio. O perché no, magari mi stupirai con qualcosa al quale non avevo pensato per niente! XD Tecnicamente a parte un’inezia che mi è parso di notare durante la lettura scorre tutto a meraviglia. Molto realistico, come ha fatto già notare qualcuno. Ho sempre la sensazione che i tre personaggi principali, con le loro storie e le loro relazioni interpersonali avrebbero necessitato di molto più spazio per essere sviluppati al massimo, ma purtroppo The Incipit impone questi limiti e bisogna adattarsi. Potresti riscriverne una versione estesa! ^__^ Come sempre attendo il seguito di quest’ottima storia! 😉 A presto!

      • Ahahah! Per quanto mi riguarda c’è SEMPRE tempo per un po’ di spazio! XD (questa farà ridere solo i fisici) Andare troppo di corsa è male esattamente quanto essere troppo statici, il bello di essere scrittori è proprio quello di poter creare il tempo e le situazioni, costruire un meccanismo che funzioni come un orologio al ritmo che noi fissiamo! ^__^ Ma tu quel ritmo l’hai fissato, vero? Hai deciso che doveva essere una cavalcata furibonda e così è stato. So che il resto della storia e il finale saranno più che all’altezza delle mie aspettative! Hai saputo costruire una grande tensione, fin qui, ormai voglio scoprire la verità! 😀

  82. Il capitolo rispetto agli altri è meno teso e scorre molto bene. I personaggi hanno tutti un qualcosa da dire, Arianna si è rivelata per quello che è anche nei confronti di Giancarlo
    mi è piaciuta molto la parte:
    Ormai era consapevole che se non avesse scoperto la verità e salvato il mondo sarebbe tornata a essere la ragazzina orfana che nessuno vuole leggere. Non poteva lasciarlo andare. Lo avrebbe inseguito a piedi per chilometri, se necessario. Lui era il suo segnale ultrasonico, l’uomo che l’aveva spronata a seguire una direzione, l’unico modo per voltare pagina……
    Bello! Non mi restava che ascoltare Sebastian… Faccio una fatica a seguire the incipit… avevo scritto un commento più lungo si è cancellato… E’ un bel capitolo la tensione è scesa e si respira l’atmosfera di guerra, ma che succederà non osiamo neanche immaginarlo è ora che Sebastian parli…

  83. Partiamo dal presupposto che, al termine dell’episodio, la scelta di sentire la versione di Sebastian è stato un gesto quasi compulsivo, come se dopo aver votato avrei subito potuto leggere il seguito. Sinceramente, credo che questo sia il miglior episodio della storia. Finora. E il motivo è semplice: è “fottutamente realistico” (perfavore, passami l’espressione)! Sono riuscito a vivere la scena è i dialoghi in maniera perfetta nella mia mente, e in quelle rare volte che mi capita, questo aspetto mi fa capire che sto leggendo qualcosa di qualità. Sinceramente: non vedo l’ora che tu finisca la storia per leggerla tutta d’un fiato, così da gustarmela e apprezzarla a fondo, dall’inizio alla fine.

  84. Se adesso si distacca dal modello film d’azione americano, a mio umile parere è un bene. Cioè, non cambierà genere ovviamente, ma l’importante è il contenuto: Jurassic Park è interessantissimo, Sharknado no! 😀

    Per me finora la parte più intrigante resta la riflessione all’esordio:

    “Ogni cosa ha un inizio e una fine perché c’è un limite a tutto. La fine non è determinata dal nulla assoluto ma dal cambiamento. Quello che viene dopo è qualcos’altro, qualcosa di diverso. Le persone cambiano, i tempi cambiano. Tutto molto ovvio, addirittura banale. Finché un giorno succede che la fine, raggiunto il suo limite, non conosca più un nuovo inizio. Succede che quel limite diventa invalicabile. Quello che viene dopo non esiste più. Questo basta a far impazzire un uomo. Tuttavia ci si interroga sulle cause di questo collasso del cerchio che ha smesso di chiudersi. Si vuole trovare una spiegazione, un modo per innescare di nuovo l’ingranaggio. Ma se non ci fosse un modo? Allora davvero impazziremmo all’idea che, raggiunto il limite, non si possa più oltrepassarlo; nessun cambiamento, solo il nulla.”

    Dall’insieme delle tre confessioni si capirà se stiamo andando verso un inevitabile nulla?

    • Oooohhhh. stavo rispondendo a tutti i commenti partendo dalla fine, in ordine di tempo per correttezza, e non vedevo l’ora di arrivare al tuo! eccolo qui, finalmente!
      Dunque… mi sono confrontata con un po’ di colleghi sul tuo commento, ho chiesto: mi devo offendere?
      un amico mi ha risposto:Sharknado mi piace un sacco! E’ un capolavoro dei trash-movie!
      Un altro ha detto che Jurassic Park è una spielbergerata, è si sa che Spielberg è un massone…. ahahahaha, insomma alla fine non mi sono offesa. Però… perchè c’è un però… ricorda sempre che quando un racconto contiene un messaggio universale che va trovato tra le righe e sulle righe, non è mai una trashata, ha sempre ragion d’essere. E comunque, grazie di essere passato senza votare a dirmelo. 😉

  85. Per prima cosa proseguiamo in ordine logico-temporale, facendo proseguire il monologo di fine capitolo.
    Poi c’è da dire che ho apprezzato la tua storia per sei capitoli, sempre con un aleggiante “attesa”…
    Ora vediamo in che direzione andiamo…ora vediamo da che parte girare la testa…
    Qui c’è stata una piega decisa del viaggio…un indirizzare gli eventi in maniera rigida e precisa (militare direi 😛 ). Una gestione dei tempi di un crescendo -al solito- magistrale.
    Ci sono altri tre capitoli…e la mia curiosità cresce.
    Seguiamo i prigionieri, facendo il passo dell’oca 😛 , e vediamo ora che succede… 😛

    Sciapò cara 🙂

    • Vorrei che Trix non smettesse mai di leggermi.
      Vorrei non smettere mai di leggere Trix.
      Vorrei che il mondo fosse un luogo segreto dove scambiare opinioni segrete.
      Quando s’incontra qualcuno di vero, vorrei che niente chiudesse la strada.
      Per poterlo raggiungere sempre, quando voglio, con nessuno dietro, con nessuno davanti, per arrivare a capire ogni volta che voglio cosa vuole. Ed esaudirlo.

      ( ahahahaha, era un pensierino per te! 😉 )

      • Sembra che il mio compleanno sia arrivato in anticipo, eppure dicembre è ancora lontano. Pensiero inaspettato quanto gradito, ti ringrazio perché qui dovrei essere io a spendere parole di riguardo per te e invece tu fai l’opposto! Io posso solo farti i complimenti per la tua bellissima copertina, a quante sei -sei-? Però, però, per me nella copertina c’è un indizio importante. Sarà il giallo!

  86. Ovviamente desidero che Sebastian finisca di raccontare quel che ha iniziato 🙂 probabilmente alla sua versione è legata la verità sui genitori di Arianna a cui ha accennato poco prima.
    In questo episodio si sono messi a nudo le personalità di Arianna e Giancarlo, sono curiosa di sapere qualcosa di più.
    Tensione alle stelle, bravissima come sempre XD

  87. Arrivo alla fine, o quasi, di questa corsa contro il tempo. Mi piaciono i paesaggi e lo stile, fresco e diretto. Apprezzo i personaggi, in particolare i due uomini, a loro modo hanno del carisma, la stagista mi lascia un po’ perplessa, in alcuni punti l’ho trovata un po’ infantile, forse è perchè mi manca la sua verità.
    Brava! Hai creato una storia molto affascinante e attrattiva.
    Quindi resto! 🙂
    Aspettando il prossimo capitolo.
    Voto Sebastian e sentiamo cosa dice! 😉

  88. Sta parlando Sebastian, lasciamolo continuare e cerchiamo finalmente di capire quello che sa. C’è stato parecchio mistero intorno a lui, e adesso cerchiamo di dissipare un po’ tutta questa nebbia per vederci chiaro.
    Descrivi sempre bene le tensioni tra personaggi attraverso i loro gesti e le loro parole.

  89. La versione di Seabastian, perchè mi piace come personaggio. Capisco cosa vuoi dire quando ti presenti dicendo che la scrittura è l’unico modo che hai per dire davvero chi sei, tu descrivi situazioni al limite del reale dove l’amore, l’odio, le passioni, tutti i furori antochoi sono messi a nudo, e attraverso quest scavi nella natura umana. Davvero complimeti. =)

  90. Non ho idea dove andrai a parare e questo è un punto a tuo favore: l’originalità nella trama. Sai che temevo una scontata escalation di animali impazziti.
    Un cambio di registro dei tre personaggi chiave che non è una forzatura ma è conseguenza del cambiato contesto. Ci sta.
    Voto per Giancarlo.

  91. Voto Sebastian
    Si delinea il tema familiare, un classico che però non riesco ad inquadrare bene in questo contesto, chissà cosa ci riserva il gran finale.
    P.S.: sto ancora aspettando un tuo commento sul blog wordpress… 🙂
    Certo, non mi dispiacerebbe neanche un commento al nuovo racconto su TI, ma questo potrebbe essere inteso come voto di scambio e non sarebbe elegante 😀
    A presto

  92. La chiusa fa “automaticamente” poggiare il ditino su Sebastian e fare clic sull’opzione. 😉 Che dirti? Riesci a coniugare perfettamente azione, sentimenti e “misteri catastrofici” in modo perfetto, senza sacrificare nulla. E’ una dote, da modesto parere di lettrice, che pochi possiedono e tu rientri nel gruppo! 🙂
    Che intendi con militari inumani?
    A presto, baci!

  93. No, non è colpa di nessuno: non è colpa del clima, non è colpa dell’uomo. Allora che diavolo sta succedendo qui? Come sei riuscita a creare un epilogo che scagiona sia la natura che l’uomo? cosa ti è venuto in mente sono curiosissimo!!!!!
    Questo episodio è MAGISTRALE. Intrecci dentro e fuori perfettamente calzanti e concatenati, come dice nel commento anche Gabriele Zeta.
    Mi associo alla maggioranza che ti definisce UNA SPANNA SOPRA TUTTI!
    io voto Giancarlo.

  94. Io sono in minoranza ma voto per Arianna. Sembra strano ma lei ha qualcosa da dire secondo me. E poi lo hai detto che ognuno di loro nasconde qualcosa.
    Giancarlo è il “segnale ultrasonico” per lei. Come quello che in questa storia guida le mandrie. E poi alla fine dici: voleva far sapere a Giancarlo che l’aver salvato per primo Sebastian non era stato inutile perchè lui sa molto di più di loro. Oppure voleva solo salvarlo di nuovo.
    Dimostri di essere sempre una spanna sopra gli altri cara, come dicono qua sotto Danio e Red Dragon.
    COMPLIMENTISSIMI!

  95. Ciao!! 😀
    Accidenti, che capitolo!! Arianna mi piace tantissimo, forte e fragile al tempo stesso! Anche Giancarlo si sta rivelando essere un gran bel personaggio! Visto che di lui si sa ancora poco e che ha cominciato, direi di continuare con la versione di Sebastian! Chissà se la mobilitazione dell’esercito è stata dettata solo dall’emergenza in sè o c’entra con la sua causa? 😉
    BRAVISSIMA!!
    Alla prossima!!

  96. Sebastian… Non l’ho ancora ben inquadrato 😉
    L’atteggiamento dei militari mi è sembrato da cinema all’americana, ma qui siamo a Roma e non so se i soldati italiani sarebbero così freddi e cinici. A tal proposito ti chiedo cosa intendessi con il termine “inumani”, perdonami ma a volte sono un po’ lenta nell’afferrare certi concetti 🙂
    BRAVA.

    • Ti giuro che, per quanto mi sforzi, non riesco a capire il significato dell’espressione “atteggiamento militare da cinema all’americana”. Non c’è tuttavia bisogno che tu replichi, ho capito il senso del discorso.
      In quanto ai militari italiani, sono come quelli americani, marocchini, cileni, francesi, inglesi… sono soldati ed eseguono ordini. Questi sono sotto legge marziale… non possono essere cordiali. E in ogni caso… questo è un racconto … magari brutto, magari inutile, magari il più brutto che tu abbia mai letto, ma pur sempre un racconto.

        • Ma a parte che è un racconto, Anna… siccome tu sei una donna molto intelligente, preferisco ripetermi a costo di risultare ai tuoi occhi insopportabile: in questo racconto è in corso un’emergenza nazionale di proporzioni bibliche ed è stato sciolto il Governo, il potere legislativo è passato in mano militare secondo la Legge Marziale; non è questione di andare normalmente a fare missioni di pace , questi devono contenere disordini in un Paese intero allo sbando e possono sparare a vista a chiunque si ribelli. E non è il racconto che lo dice, è la regola di una Legge Marziale. I soldati non sono addestrati a fare i cattivi e neanche a fare i buoni, i soldati sono addestrati a fare quello che la situazione richiede. Tutto qui. Adesso odiami se vuoi, ma volevo dirtelo perchè so con chi sto parlando. Ti abbraccio.

  97. P O R C A M I S E R I A: C A P I T O L O A L C A R D I O P A L M A, S C R I T T O I N C R E D I B I L M E N T E B E N E!

    Ecco: l’ho detto! Ho adorato questo capitolo. I militari che salvano tutti ma che poi si scoprono essere forse peggiori del problema iniziale; Giancarlo che si rivela più stronzo di quello che sembrava ed Arianna che non sa più che pesci pigliare; ma soprattutto il fatto che ognuno sa una parte della verità!
    Io ho votato Sebastian, ma ovviamente voglio sapere la verità di tutti e tre… e non potrai usare i tre capitoli, visto che si concluderebbe il racconto e ti mancherebbe il finale 😛 (a meno che non stai pensando di fare una seconda parte). Quindi mi aspetto tra il prossimo e quello ancora, il “capitolo spiegone” che mette tutto sul tavolo da gioco per il Gran Finale 😉

    Ciao 🙂
    PS: Bravissima! Lo ripeto! Ecco!

  98. E finalmente mi sono messi in pari leggendo gli ultimi quattro capitoli tutti d’un fiato. Che dire, bellissimo. Una storia originale e intrigante, dove i personaggi sono ben costruiti e la narrazione è scorrevolissima. Mi piace molto anche questa crescita di Arianna, consapevole delle sue forze ma forse ancora molto insicura. Scrivi benissimo e sinceramente non vedo l’ora di sapere cosa ci sia dietro tutto questo cataclisma. Credo che a questo punto la versione di Sebastián sia la conseguenza naturale degli eventi. Non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo, brava veramente, anche se brava è riduttivo.

    P.S.: non hai idea di quanto sia curioso di sapere la tua storia del “Pulsante Rosso”, vorrei tanto sapere quale è stata la tua esperienza a riguardo 😀 grazie ancora comunque per il supporto!

  99. Sebastian.
    Episodio davvero incalzante, i militari hanno fatto girare le balle anche a me!
    Poi volevo evidenziare due passaggi.
    “Arianna non gradì che la difendesse; si era confidata con lui, si era messa a nudo davanti a un estraneo, e ora non aveva più il coraggio di sostenere quel suo sguardo cristallino”
    “Ormai era consapevole che se non avesse scoperto la verità e salvato il mondo sarebbe tornata a essere la ragazzina orfana che nessuno vuole leggere”

    Il primo passaggio denota il carattere davvero forte di Arianna, secondo il mio modesto parere.
    Il secondo, la paura di perdere ciò che ha conquistato sino a questo momento, seppur in mezzo all’apocalisse.
    Sempre una spanna sopra gli altri…chapeau 🙂

  100. CIao! Ho letto il tuo commetto sotto ad una storia ..
    Sono Nuova anche io e vorrei sapere cosa pensi della mia “storia” .. giusto per capire se ho capito come funziona questo sito e se è il caso di continuare.
    Per ora non voto nessuna opzione del tuo racconto perchè devo leggerlo tutto … appena riesco a farlo ti do la mia opinione !!!
    Grazie anche se nn verrai a leggere la mia storia 😀
    ( mi sento come il primo giorno di scuola …non conosco nessuno e non so con chi parlare ahahahahhaahhaa )

    • Ciao… benvenuta in The Incipit. Per qualunque tuo dubbio puoi leggere il regolamento del sito, spiega cosa fare… 😉 per il resto buttati, leggi e commenta e vedrai che presto sarai parte integrante di questa banda sbandata di scrittori 😉 buona scrittura.

  101. Scopriamo parte della verità.
    Penso che tra tutti i capitoli, questo sia quello che mi è piaciuto di più fino ad adesso!! 🙂 Perché è davvero scritto bene, pieno di azioni, molto avvincente. Arianna finalmente ha superato un po’ le sue paure, ha preso coraggio, e la sua storia, che l’ha segnata a vita, le permette di avere un grande cuore.
    Bravissima! 🙂 Un capitolo stupendo!!!! 😀
    Ora attendo il prossimo, che sono sicura sarà altrettanto bello.. o forse anche di più! 🙂

  102. Verità. Sempre Dialoghi e azioni serrate. Come hai scritto tu nel mio racconto (nello stile completamente diverso dal tuo), a mia volta non ho idea di come ti vengano… Probabilmente dipende dai gusti e dalle letture, poiché nn credo tu abbia esperienza diretta di ratti, inseguimenti e salvataggi del mondo

  103. Voto per scoprire parte della verità, visto che sarà il settimo capitolo 🙂
    Scusami il ritardo, ma non ho avuto per niente tempo in questi giorni. Non ho capito come Giancarlo abbia fatto a sopravvivere, anche io mi aspettavo un cadavere carbonizzato.
    Brava per la scena molto attiva, che non lascia a Sebastian nemmeno il tempo per finire la sua “confessione” e così crea un altro po’ di suspense. Arianna sta riguadagnando punti, ora che si è buttata in mezzo all’azione 🙂

  104. Scopriamo parte della verità! 😀 Scusa il massiccio ritardo, ma ero in ferie! ^__^ Direi che è tempo di sapere un po’ di questa terribile verità, anche perché ormai la curiosità mi sta uccidendo!
    Veniamo al capitolo in sé: grande scena d’azione come sempre, ritmo incalzante e ansia crescente. per un attimo ho temuto per quel gran bastardo di Giancarlo, ma quello non lo uccidono neanche i colpi di pistola, vero? XD Trovo ancora un po’ insipido Sebastian, ma una delle sue linee di dialogo (immagino tu sappia quale) mi fa ben sperare in una rapida ripresa. 😉 Volendo proprio fare il pignolo ho trovato lievemente fuori luogo il dialogo tra lui e Arianna nella macchina. In qualunque altro frangente sarebbe stato perfetto, ma se io fossi in una macchina ricoperta di topi con la prospettiva di morire di lì a un minuto e una folla di persone che mi grida nelle orecchie difficilmente avrei parlato in quei termini. Però capisco che erano elementi importanti e che sarebbe stato altrettando difficile collocarli in qualsivoglia altro punto di questo capitolo. 😀
    Brava Arianna, stavolta mi è proprio piaciuta! Come ti ho detto non vedo l’ora di leggere il seguito, perché ormai sento una grande rivelazione in avvicinamento e non sto più nella pelle! Cosa ti sarai inventata? *___* Un abbraccio e a presto!

    • Michele, innanzitutto sono onorata della tua presenza costante anche dopo le ferie!!
      Detto questo: devi sapere che ho cambiato idea tre volte sul finale di questa storia, per finale intendo sulla ragione che muove i fili dell’apocalisse. Alla fine ho trovato la soluzione migliore ma non è detto che la pubblicherò.
      In quanto alla tua velata critica: hai ragione. Non sei il primo che me lo dice. Può apparire fuori luogo che una sul punto di morire si confessi. Ma anche no. Io lo farei. Parlerei di me per annulare l’orrore intorno a me. Ma Arianna non sono io, certo. Tuttavia ognuno reagisce a suo modo davanti alla ipotetica dipartita. Però so che stona. D’altro canto lei quelle cose doveva spiegarle, non pensarle, perchè serve che Sebastian le sappia. Certo poteva dirglielo al bar, ma qui… nessuno va al bar 🙂
      Ti abbraccio.

  105. Ammetto di avere letto per ora solo i primi due capitoli e che quindi ancora non posso votare per quello nuovo (no spoiler please :D), ma la tua storia mi piace molto, e scrivi benissimo. Veramente. Divorerò in fretta anche i capitoli rimasti per votare il prossimo 🙂 seguo la storia! E complimenti ancora! A presto!

  106. Ma… Ero convinto di aver votato. Vabbé, tanto non cambia perché nessuno vuole brancolare nel buio. Peccato, perché avrei voluto vedere come ti saresti districata con lo spazio che finisce e meno capitoli per spiegare… 🙂
    Ciao, adrenalinica come sempre

  107. Ciao! L’episodio tocca bene le corde della tensione grazie all’evocativa descrizione della repellente orda di ratti, senza che nulla lasci intendere che la situazione possa migliorare. Mi sembra giusto che la ragazza abbia l’eroismo nel DNA ma senza esserne consumata. Sono curioso di sapere cosa intendeva rivelare Sebastian. La storia è intrigante come sempre, suggerisco di rivelare qualche particolare sul fenomeno perché come avviene in questi casi, se apri una porta spalanchi un portone ^_^

  108. Buonasera, cara AmoMarta! Allora, cominciamo dalla scelta: la curiosità esagerata che mi ha messo questo episodio mi suggeriva di scoprire parte della verità, ma ho schiacciato l’istinto e ho optato per l’ostacolo: sarò masochista, ma vorrei stare ancora un po’ sulle spine! Poi: magari è di poco conto, ma ho trovato l’espressione “odore stordente” davvero azzeccata. Ha avuto il potere di catapultarmi in prima persona nella scena centrale dell’episodio…davvero complimenti! Detto ciò, mi scuso per non aver risposto subito al tuo commento sulla mia “biografia”, ma l’ho visto solo ora…e ti rispondo che lo leggerò fino alla fine, per poi riprenderlo tutto una volta finito il racconto e darti un giudizio completo ed esaustivo. Ultima cosa: dato che posso dire che siamo colleghi, se ti va aggiungimi su FB (mi trovi con nome e cognome del profilo Incipit). Nessuna proposta indecente, ma scoprirai il perché 😀

    • Sì, brancoleremo comunque. Abbiamo quattro episodi ancora… non sono pochi. Non per me che in poche battute potrei sintetizzarti tutto l’arcano. 😉 il magico potere della sintesi, oppure… come si dice: quando sai bene dove vai a parare, tutto il resto è un contorno. 😉
      Grazie, carissimo.

  109. Bel capitolo!
    Introspezione e azione in un colpo solo. E un gran bel ritmo.
    Mi sarebbe piaciuto venissero ostracizzati un po’, ma il giro di boa ormai è andato quindi penso sia meglio cominciare a tirare un po’ le somme scoprendo parte della verità e approfondendo un po’ Sebastian che è l’unico personaggio rimasto un po’ anonimo per ora. Ci vuole bel colpo di scena ora 😉
    Alla prossima 🙂

  110. (Le volte precedenti sono stato un po’ criptico, cercherò di essere più chiaro)

    Questo racconto sembra un film:
    Leggi e immagini. Leggi e immagini.
    Un film che, trovassi scanalando, mi fermerei a guardare fino alla fine.
    Avanti così 😉

  111. Gli ospedali di medici senza frontiere sono diventati il bersaglio preferito dei bombardamenti! Qualcuno ha detto Siria?
    Il capitolo mi è piaciuto: l’azione, la rivelazione, Sebastian che dice e non dice… e la tecnica è sempre da applausi!
    La frase iniziale invece non mi convince, il pianeta non si risanerà perché non è malato, e ha subito cambiamenti ben peggiori dell’uomo.
    Giancarlo è un bel personaggio e forse non ha esaurito il suo compito, ma farlo ritrovare ad Arianna carbonizzato sul tetto, sarebbe stato un bel colpo di scena. 🙂
    Scopriamo la verità, almeno in parte 😉

  112. è assolutamente arrivato il momento di scoprire almeno una parte della verità.
    Epusodio importante, questo, in cui si è saputo qualcosa della famiglia di Arianna e quindi anche di lei stessa.
    Mi piace la figura di Giancarlo, folle e votato ai suoi ideali.

  113. Vengono ostacolati
    perchè? perchè questo è un abile e pregevole racconto d’azione/avventura e non un trattato sociologico umanitario ambientale e infatti tu sei bravissima – come solo i professionisti pubblicati dalle CE – a trasmettere immagini d’azione perfettamente condensate alla riflessione, che comunque e in ogni caso non manca mai nei tuoi scritti perchè tu il messaggio lo dai sempre. Però tu sei una regina dell’azione, questo si deve dire, e pensare di tarparti le ali e farti decellerare per far contento chi ha bisogno di spiegoni mi sembrerebbe un crimine. Ho detto troppo? ma quando mai, non dirò mai abbastanza.

  114. Ciao cara. Per me veniamo ostacolati perchè la verità o mezza la sapremo comunque prima o poi, conoscendoti. Però! trovata geniale quella di Medici senza frontiere in un racconto che parla di come i limiti siano invalicabili. Le frontiere sigillate dai militari, il mondo che ha smesso di girare e l’ingranaggio che si è fermato, i limiti dei protagonisti che devono lottare per la sopravvivenza ma anche per crescere e superarli e i medici senza frontiere che pensavano che tutto si può raggiungere, anche la verità. Non è che avevo dubbi che sei brava, ma questa storia è davvero perfetta. Anche perchè nelle prime righe hai detto una cosa che secondo me è più importante di quanto sebrava, che la Terra si rigenera da sola ma è l’uomo che le pone dei limiti ammalandola. Cioè NOI siamo il limite del pianeta a causa dei nostri stessi limiti. WOW

  115. Ciao!! 😀
    Scopriamo parte della verità!! La curiosità è troppa!! 😀
    Molto bello anche questo capitolo! Mi sono anche scoperta a temere per la vita di Giancarlo, nonostante mi fosse antipatico all’inizio! Sono contenta che siano tutti vivi… per ora… 😉
    Alla prossima!!

  116. Ci ho messo un po’ a capire cos’era successo (sono un po’ lento di comprendonio, oggi). Il capitolo è affascinante e ben scritto, anche se qua e là si trova qualche indecisione: l’inizio del capitolo sembra più una cosa detta dal narratore che non un pensiero di Arianna; ma mi piace ‘sta cosa che lei pensa che non serve ad un tubo salvare le persone ed invece agisce all’opposto salvandole 😀

    Per il prossimo episodio mi sarebbe piaciuto un ostacolo, ma ormai i capitoli scareggiano, quindi iniziamo a capirci qualcosa 😉

    Ciao 🙂

    • Ciao manu, benvenuto/a?? 😉
      Beh, riguardo alla tua giusta domanda, … mettiamola così: se fosse una ragazza inseguita da un maniaco col coltello per essere violentata e si soffermasse solo un secondo a guardare la città che le svetta davanti, avresti ragione, non sarebbe né credibile né possibile. Ma la sua è una reazione tematica: il mondo che le appare davanti e la sovrasta è quello per cui lei è disposta a morire, un mondo invaso che lei vuole salvare. E se non le facesse alcun effetto, non sarebbe credibile che tentasse di salvarlo a costo della vita;) ti pare? Baci e grazie. Spero continuerai a leggere 😉

  117. Eccomi!! 🙂
    Finalmente ce l’ho fatta e ho letto tutto. Proprio bella questa storia: mi piace soprattutto perché è molto avvincente, succede continuamente qualcosa. Leggendo sembra di seguire quasi delle sequenze di un film d’avventura. Davvero brava! 😀
    Interessante la storia degli ultrasuoni e dei ratti che sono tutti maschi. Sono proprio curiosa di leggere il nuovo capitolo! 🙂
    Ho votato : aiutare il prossimo è nel suo DNA.
    Alla prossima!!!

  118. Ciao,
    questa ecatombe di creaturine è un flagello affascinante di proporzioni bibliche, il fatto che qualcuno le controlli lascia intendere che ci sia un piano per seminare il panico in città. Forse una prova generale per qualcos’altro? Vedremo… ^_^
    Questo è uno dei generi di storie nei quali mi ritrovo di più, sviscerato con una giusta dose di tensione e di rivelazioni centellinate.
    Voto per scoprire se la ragazza ha già l’altruiismo storicamente dalla sua ^_^

    • Grazie Nick… ti immagino molto occupato ultimamente, ma alla fine mi aspetto una recensione vera… anche perchè ci sarà il colpo di scena … e sarà reale, non creato. 😉 ma tu lo sai che io lo faccio sempre, non c’è da stupirsi. Da preoccuparsi, sì, forse un po’… 😉

  119. Ciao!! 🙂
    Ho appena letto i primi tre capitoli, prometto che domani o nei giorni seguenti leggo anche gli altri due.. perché sono fantastici!! 🙂
    La storia è incredibilmente interessante e avvincente! Mi piace anche moltissimo il tuo modo di scrivere, è molto scorrevole. Complimenti!! 🙂

  120. Non so quale sia il suo passato, ma la storia del DNA mi stuzzica, perciò voto quella. ^__^ Proprio ieri pensavo alla tua storia e a quanto mi sarebbe effettivamente piaciuto un po’ più di spirito d’iniziativa nella protagonista! Poi leggo qui e cosa scopro? Che il mio desiderio è stato esaudito! XD Giustamente una giovane stagista aveva bisogno del suo tempo per superare la paura e lanciari a capofitto nell’azione! Bel capitolo, evocativo e frenetico! Spero che alla fine della storia Giancarlo non muoia in qualche modo orribile, perché dev’essere lei a prenderlo a calci! XD Spero altresì in un approfondimento del personaggio di Sebastian, di cui per ora si sa davvero poco e che non parla molto di sé.
    I ratti sono tutti maschi… mmm… in un primo momento ho pensato a qualche tipo di feromone, ma in effetti quelli non spiegano la quantità di animali, né perché alla fine muoiano. Argh… ormai la curiosità è tantissima!

    • Ciao Michele, grazie mille di essere qui!
      ti sto tediando, dì la verità….
      mah… i feromoni? chissà… l’enorme quantità di ratti può essere spiegata da un richiamo molto forte, così forte da riuscire ad innientare qualunque barriera, qualunque limite… per quanto invalicabile.

  121. Eccomi qua! Letto tutto d’un fiato per mantenere la promessa e rimettermi a pari! E il bello è che non sono per nulla pentito. Scrivi davvero bene, mi piace il tuo stile, i personaggi sono solidi e la storia non stufa mai. Livello di attenzione sempre a mille! Atendo con ansia il prossimo episodio!

  122. Eccomi qua! Letto tutto d’un fiato per mantenere la promessa e rimettermi a pari! E il bello è che non sono per nulla pentito. Scrivi davvero bene, mi piace il tuo stile, i personaggi sono solidi e la storia non stufa mai. Livello di attenzione sempre a mille! Atendo con ansia il prossimo episodio!

    • Ho letto la tua biografia. Se davvero sei interessato al cambiamento e a ciò che ne deriva, leggila questa storia, è tratta da un documento vero. Non è letto qua e là, fa parte di un reportage a cui sto lavorando, sono una giornalista. Sarei davvero interessata al tuo parere ultimo. Altrimenti mi accontenterò di commenti sporadici ogni tanto 😉 baci

  123. Ciao!! 😀
    Bellissimo questo capitolo, come tutti gli altri! So di essere monotona, ma scrivi davvero bene! Tutti i personaggi sono molto ben caratterizzati, perciò vorrei sapere qualcosa in più sul passato di Arianna! 😉
    Ancora complimenti!!
    Alla prossima!!

  124. Scelta difficile.
    La prima e la terza sono quelle che si inseriscono con più naturalezza nel fluire degli eventi. Però la seconda sarebbe un bel colpo di scena.
    Tuttavia credo che quella che riservi maggiori sorprese sia invece la terza.
    Quindi direi che sono proprio sapere quale è la verità celata dal suo passato.

  125. Soprattutto in questo episodio Arianna ha mostrato brillantezza e sagacia, dunque credo che, come già avevo accennato nel precedente commento, lei sentirà forte il bisogno di conoscere la verità e divulgarla – un istinto evidentemente dettato dal suo DNA. Grazie a questo scopriremo qualcosa di più del suo passato e dei familiari morti facendo il medesimo mestiere.
    Amore o non amore, non mi piace pensare che lei agisca per quello.

    • Ciao Luca, benvenuto in Limite….
      bellissimo? sei un tipo lapidario o non trovavi altre parole? no, un momento… tu scrivi, quindi non puoi essere così lapidario… allora deve proprio esserti piaciuto 😉 Grazie di aver letto, vengo a vedere se sei di poche parole nel tuo racconto… 😉