Under the influence

Dove eravamo rimasti?

Che dite, questo ragazzo appena incontrato lo facciamo salire a bordo? Sì. (50%)

Have you ever seen the rain?

“Comunque mi chiamo Jim.”

E io che volevo bermi solo una dannata birra in santa pace. “Keith”, gli rispondo, senza voltarmi e sollevando la bottiglia.

“Beh, Keith, mi hai salvato il culo poco fa. Ti offro la prossima.”

Era il minimo che potessi fare, piccolo piantagrane. Aspetto che arrivi anche la sua e brindiamo. Il ragazzo avrà vent’anni a malapena, nemmeno un pelo di barba e una finta aria da “posso cavarmela da solo” che non reggerebbe nemmeno una discussione con mia nonna. A quanto pare, però, sarà il mio compagno della serata. 

“Cosa fa una ragazzo come te in un posto come questo? Non dovresti andare a scuola?” 

Lui mi guarda come se gli avessi sputato in faccia.

“Non vado a scuola.”

E si ammutolisce. Beh, pazienza, non ero comunque venuto per cercare compagnia. Finisco in un unico sorso la birra rimasta e me ne vado verso il bagno. Al mio ritorno il ragazzo non è più seduto dove l’avevo lasciato, anzi, non è nemmeno nel locale. Esco e vado verso la mia auto, pronto a guidare fino a San Francisco. 

“Dove sei diretto?”

Mi volto ed ecco Jim, con una sigaretta in mano e l’espressione da cane bastonato.

“Non sono affari tuoi.”

E continuo a camminare verso la mia macchina. Proprio quando penso di essermene liberato definitivamente, ricomincia:

“Non vado a scuola perché sono stato espulso l’anno scorso. Da allora faccio lavoretti da manovale in giro. Non ho un’abitazione fissa.”

Ora, ditemi, vi sembro una persona in grado di farmi carico di un altro ragazzo che ha perso la retta via? D’altra parte non me la sento nemmeno di lasciarlo in questo posto di merda.

“Vado a San Francisco, ma sono in viaggio verso il Canada.”

E mi volto a guardarlo, facendogli segno di raggiungermi. 

“Ho una zia a Sacramento. Se mi porti fin lì posso pagarti la benzina” dice Jim, scodinzolando verso di me. Fantastico, sono diventato un baby-sitter. Non faccio in tempo ad assaporare questo enorme traguardo che il gigante di prima si piazza davanti alla mia portiera. E non è solo. Un altro tizio, un incrocio tra un muflone e una scimmia, è dietro di me.

“Wow, vedo che hai portato un amichetto.”

Vengo colpito allo stomaco con una violenza alla quale non ero preparato. Cerco di spostarmi, ma anche l’altro mi è addosso, e mi piazza un bel destro in pieno volto. Sangue, incazzatura. Mi butto sulla bestia, gli pianto un cazzotto sul naso che sembra non abbia nemmeno sentito. Ma dove diavolo è Jim? Cerco il coltello che mi porto sempre nella giacca, ma prima di riuscire a trovarlo vengo colpito di nuovo e immobilizzato dal muflone mancato. Il gigante, che peserà sicuramente il doppio di me, mi si piazza davanti.

BANG!

Uno sparo. E poi un altro. Quel piccolo figlio di puttana di Jim ha una 44 tra le mani e l’espressione di chi è pronto a far sul serio.

“O ve ne andate subito oppure uno di voi due non vedrà l’alba.”

BANG!

Lo sparo, volutamente intimidatorio, arriva a mezzo metro dal gigante. Vengo liberato subito e i due se ne vanno, stupiti tanto quanto me. Saliamo in macchina, metto in moto il più velocemente possibile e mi assicuro di non essere seguito. Solo dopo qualche minuto, realizzo cosa è successo.

“Perché non hai tirato fuori la pistola subito?” gli chiedo, mentre mi accorgo di avere macchiato di sangue una delle poche magliette che mi sono portato dietro.

“Era nello zaino e disarmata. Mi ci è voluto un po’.”

Ha di nuovo la faccia di un ragazzino appena uscito dal nido. Eppure neanche dieci minuti fa teneva in mano un’arma come fosse in un film di Clint Eastwood. Chi diavolo ho fatto salire nella mia macchina?

“Perché mai un ragazzino come te si porta in giro una 44?”

“Non sono un ragazzino. E non sono affari tuoi” risponde, con tono provocatorio. Inizia a piovere. Tra un’ora e mezza saremo a San Francisco e lì mi concederò qualche ora di sonno. Cristo, quanto mi fa male la guancia destra.

“Andremo domani a Sacramento. Domani ho delle cose da fare in città. Ti sta bene?”

Jim annuisce e si mette a guardare il finestrino. Non dirà una parola fino a colazione.

Nel prossimo episodio...

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43 Commenti

  1. Interessante: un racconto d’avventura a sottofondo musicale. È il genere di idee che solo siti come questo permetterebbero di realizzare. Mi dispiace un po’ che non si possa scegliere noi utenti quali canzoni costringerti ad usare, ma insomma, non si può avere tutto.
    Il racconto è scritto bene, è coinvolgente e scorrevole, ed il protagonista (sebbene siamo ancora all’inizio) sembra già essere molto ben caratterizzato.
    Davvero un’ottima idea. Continua così.

  2. Ciao, per me dovrebbe procedere da solo! 🙂
    Keith si sta dimostrando il “bad ass” che avevamo intuito potesse essere nel primo episodio, sviluppando a pieno le sue potenzialità. Hai fornito una bella descrizione della psicologia del personaggio e del suo modo di comportarsi! Adesso vediamo come continuerà 🙂
    A presto!

  3. Bello, mi piacciono le storie di reietti e disadattati, anche se il meglio di sé il nostro eroe l’ha già dato, a quanto pare 🙂
    Voto il negozio perché si presta meno allo stereotipo, secondo me.
    (forse un americano se la mangerebbe senza batter ciglio, una peperonata a colazione…)

  4. Bar.
    Collega ingegnere, condividiamo ben due passioni in comune. Più una con il protagonista. Incipit interessante. È stato come se la storia di questo ragazzo mi scorresse davanti agli occhi. Peperonata a parte, l’ho trovato un riferimento troppo italiano nell’ambiente americano anni ottanta in cui ci hai catapultati.
    Alla prossima.

  5. Ciao! 🙂 Questo protagonista è bello tormentato, e vedremo come continuerà la sua storia (sono piuttosto curiosa). Attenzione a piccoli refusi come né scritto con l’accento sbagliato. Non ti curare troppo di me, sono molto pignola 😉
    Voto il bar e ti invito a curiosare nella mia storia, se ti va. Alla prossima!

  6. Ciao e benvenuta 🙂
    Voto per farlo fermare in un bar.
    Il protagonista sembra un gran bad ass, la storia promette bene, sono curioso di sapere come proseguirà.
    Carina anche l’idea di utilizzare una canzone, l’ho ascoltata mentre finivo di leggere il capitolo, è un buon espediente per far familiarizzare il lettore con il personaggio!
    Aspetto il prossimo e ti seguo 😉

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