Solo

Dove eravamo rimasti?

Siamo arrivati all'ultimo atto. Cosa porterà Lele a ritrovarsi solo? Un attacco di Predatori (75%)

Forse, magari

Non sopporto più il silenzio.

Forse dovrei urlare, per romperlo, ma dopo tanti giorni senza parlare, mi sembra di non saperlo più fare.

È l’assenza di suoni umani che mi distrugge. Quello che io chiamo silenzio è un brusio indistinto, un tetro miscuglio di suoni. Il vento, gli uccelli, l’abbaiare dei cani orfani dei loro padroni e divenuti ladri di carogne. E loro. I Predatori. Ronzanti intorno al mio nascondiglio come mosche intorno ad un animale morente. Ancora capace di scacciarle, per ora, ma per quanto tempo?

Ieri mi è andata bene, forse per l’ultima volta.

Rischiare la vita per un caricabatterie!

Ma quando ho scoperto che l’ultimo era sparito coi ragazzi, non ce l’ho fatta. Senza il telefono sarà davvero tutto finito. È lo scrigno che racchiude le ultime immagini di “prima”: degli amici, di mamma; di Katia. Gli ultimi ricordi.

A volte, per quanto mi sforzi di ritrovare nella mente l’immagine del suo corpo nudo, non riesco. Rachele, col suo seno morbido, le efelidi bionde su quella pelle lattea, si sovrappone.

Eppure il corpo di Katia l’ho guardato, sfiorato, abbracciato, annusato, avvinghiato così tante volte. Quello di Rachele una sola. L’ultima notte. «Amami, Lele, solo stanotte. Sentiamoci vivi in un mondo vivo. Dimentichiamo l’orrore, il terrore. Viviamo.».

Rachele piangeva implorandomi di partire con loro. Ma non potevo. Ho detto loro che restavo per Alfredo, ma mentivo.

Vegliare Alfredo era una scusa. Non ho più la forza di ricominciare. Di rinunciare a questo tetto per cercarne forse uno nuovo. Di provare a credere in qualcos’altro. Ho paura di affezionarmi ancora a qualcuno e poi perderlo.

Di ritrovarmi ancora ad uccidere. Preferisco nascondermi qui.

Ma è così duro essere soli.

Trascinarmi all‘Apple Store, ieri, che follia. Avrei dovuto aspettare un orario meno pericoloso, ma non potevo. Dovevo riaccendere il telefono, vedere Katia, il suo sorriso mentre mangia la focaccia col gelato. Katia che si finge terrorizzata infilando la mano nella Bocca delle Verità. Distesa, nuda, in quell’incredibile letto a baldacchino del B&B a Chambord.

Facendomi strada col furgone tra la calca di Predatori, ieri, ho davvero temuto che riuscissero a rovesciarmi, ad aprire il veicolo come una scatoletta. Non so nemmeno come ho fatto ad estirparmi dalla macchina e rientrare. A lasciarli fuori.

Pensavo richiudere il cancello all’aurora, profittando del loro riposo. Illuso! Hanno dormito dentro il cortile. Non ne escono più. Sono qui, si aggirano intorno alle mura. Mi hanno intrappolato.

Sarei dovuto partire con gli altri.

Quando scampammo d’un soffio all’imboscata, rientrando carichi di ben magre scorte, fu chiaro per tutti che il nostro tempo qui era contato.

Avevamo dovuto percorrere decine di chilometri per trovare cibo e benzina. Il sole era alto al ritorno. Ci aspettavano al varco. Dovemmo sfondare una muraglia di corpi col furgone. Si assiepavano intorno a noi, picchiavano con ostinata furia sui vetri e sulla carrozzeria. Richiudere il cancello alle nostre spalle fu quasi un miracolo. Sapevamo tutti che non si poteva continuare così.

«Le scorte cominciano a scarseggiare in città, bisogna spingersi sempre più lontano per procurarsene. Ci marcano stretti, presto non ci lasceranno più scampo. Vieni con noi, Lele, non c’è più speranza qui.».

«Resto con Alfredo, vi ritroveremo quando starà bene.».

Le ultime parole che ho detto loro: una menzogna.

Avrei dovuto ascoltarli, sarei dovuto partire.

Avrei, sarei, vorrei. Vivo di condizionali.

Persino Alfredo ne ha avuto abbastanza. Ha smesso di respirare meno di due giorni dopo che gli altri sono partiti. Forse sopravviveva solo grazie al sorriso di Rachele.

Alfredo, non riesco a non pensare a lui, alla sua spoglia abbandonata in un vicolo, lontano da qui. Non avevo altra scelta, ma come non pensarci. Come non pensare a cosa ne sarà stato. All’immondo scempio del suo corpo, da parte di chi? Cani? Predatori scevri di prede vive? Non voglio più pensarci.

Non posso.

Sono stanco. Stanco del silenzio, stanco di lottare. Di essere solo.

Forse una soluzione c’è. Se non puoi vincere il nemico, assecondalo.

Invece di barricare le porte dovrei aprirle. A che scopo resistere ancora. Sono rimasto l’ultimo.

Invece di respingerli dovrei andar loro incontro.

Essere divorato, morire, non sentire più nulla. Sarebbe davvero peggio di questa non-vita, questa attesa, solo, nell’angoscia?

E poi, quando ci avranno mangiati tutti, non avranno più cibo: forse è questo il rimedio. Così scompariranno, si estingueranno. E forse un giorno, un nuovo genere umano vedrà la luce. Migliore.

O forse sono loro il nuovo genere umano. Si adatteranno, senza di noi, a cibarsi diversamente. Costruiranno una civiltà. Magari sono più intelligenti, più evoluti di noi. Magari riusciranno a ridare vita al pianeta.

Forse, chissà, non mi uccideranno nemmeno, faranno di me uno di loro. Forse questo stanno facendo, qui fuori, mi chiamano a diventare uno di loro. Magari potrei rivedere Katia.

Ecco la soluzione.

La mia strada.

La risposta.

La porta.

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203 Commenti

  1. Madonna come scrivi bene.
    Ora, a parte questo, 😀
    alla fine dell’ottavo episodio, alla constatazione che forse la natura di fondo di noi umani non è mai stata diversa da quella dei cosiddetti Predatori, avevo immaginato un finale: per ritrovare Katia (risparmiata non per caso dall’ultimo “uomo ragionevole”) Lele avrebbe architettato un modo per farsi mordere e fuggire, diventando uno di loro. E scoprendo magari che non sono stupidi, che quel virus era l’ultima trovata della natura (forse persino della natura umana stessa) per difendersi dall’autodistruzione innescata con la nostra specie, resa così nuovamente in grado di apprezzare un mondo primitivo.
    Pensaci, Bella ha deciso di passare dalla parte dei “mostri” facendosi contagiare da Edward, e la serie ha avuto un lungo successo 😛

    • Leggendo il primo 1/3 del tuo commento ero davvero lusingata, leggendo il secondo 1/3 ero ammirata della sagacità e sensibilità della tua mente per elaborare una tale teoria, leggendo l’ultimo 1/3, in cui paragoni il mio racconto a Twilght, ho deciso di non rivolgerti mai più la parola! ;-p
      In ogni caso la tua versione del virus come sistema per l’uomo di sopravvivere a sé stesso è molto più “ottimista” della ipotesi Gaia dei romanzi di Maxime Chattam, mi piace!
      A bientôt, cher Déjà-vu 🙂

      • Ma veramente la teoria l’hai elaborata tu (forse con l’aiuto di questo Maxime Chattam), io non avevo scritto nulla proprio per non rischiare di spoilerare, e alla fine ho letto che tra le varie ipotesi di Lele, le meno pessimiste comprendono qualcosa del genere. Io non so se ci sarei arrivato in assenza del parallelo con Twilight 🙂 mescolato all’ampio filone catastrofista della natura che si ribella.
        Non ho letto di questa ipotesi Gaia, googlando mi par di capire che si tratta della medesima idea (la natura come organismo che scatena i suoi anticorpi contro la nostra civiltà), non avendo letto i libri non so se ritenerla ottimista o pessimista: sopravvive qualcuno? 🙂

        • Chattam alla base scrive nerissimi polizieschi con serial killer decisamente iperattivi e dai modi orribilissimi. Ti lascio immaginare che sono più i caduti che i sopravvissuti! 🙂
          L’ipotesi Gaia la usa come sfondo: l’aumento della violenza nella società e del numero di serial killer sarebbe “Voluta” dalla Terra per estinguerci (un po’ come il meteorite per i dinosauri).
          Ciao. E smettila con sto Twilight !! 😉

  2. Dopo aver letto la tua ultima pubblicazione, di un genere completamente diverso, ho deciso di provare a leggere anche questa tua storia horror, nonostante fosse già terminata e quindi non più giocabile in un certo senso. Devo dire che mi è piaciuta molto, confermo quanto detto sul tuo stile, molto diretto e senza giri di parole eccessivi, che rende la lettura molto scorrevole e godibile. Di storie di “zombie” ce ne sono moltissime ed essere originali non è facile, ma ci sei riuscita concentrandoti sui sentimenti, su temi diversi, cercando di cambiare un po’ il classico punto di vista di questo genere. Finale perfettamente in linea, coerente, triste, ma perfetto direi. Complimenti per questo tuo racconto e continua così! Spero di leggere presto l’aggiornamento della tua nuova storia 🙂

    • Grazie. Io non ho ancora osato leggere i 10 capitoli di seguito, temo di trovare troppe incoerenze e ripetizioni. Certo, era un horror un po’ in “salsa rosa”, la cosa che più mi soddisfa è essere riuscita a finirlo.
      Mi sono resa conto che l’altra sera ho letto in fretta il tuo episodio 2 ma non sono ancora passata per votare, rimedio subito.
      Ciao

  3. Finale drammatico ma originale e poi, forse, inevitabile. Brava. Non è facile lasciare con l’amaro in bocca. Più semplice è far sorridere o soddisfare un lettore spesso ingordo di buone notizie e finali magari anche poco aderenti alla realtà ma positivi, ma tu sei stata coerente. Complimenti.

  4. E’ sempre difficile scrivere una recensione che riesca a radunare ogni emozione che mi ha fatto provare un racconto. L’unica parola che mi viene in mente è : ”Ansia”. L’ansia che mi hai fatto provare ad ogni singolo capito e la voglia di scoprire quale destino hai serbato per i protagonisti era troppo forte, così forte che avrei voluto avere un altro capitolo se questo non significasse anche concludere il racconto. Intendi davvero chiudere la storia al decimo capitolo oppure vorresti fare un sequel?
    Un’idea buona eseguita magnificamente, compliment
    [ Ho votato ” un attacco di predatori”].

    • Bé, grazie. Non avrei mai creduto di poter essere felice di sentirmi dire che metto ansia, ma in questo caso proprio sì. Grazie.
      No, non ci saranno sequel. Quando l’ide ami è venuta sono venute insieme l’inizio e la fine. Quello che c’era in mezzo è venuto dopo.
      Il capitolo X è scritto. Devo ancora accorciarlo limarlo e ritoccarlo, ma nel complesso è fatto. E a proposito di ansia, ho avuto un leggero senso di restringimento alla bocca dello stomaco scrivendo la fine.
      Ho cominciato una versione lunga, per mettere tutto ciò che non entrava nei 50000 caratteri. Non so, non ho mai scritto nulla di lungo.
      Grande soddisfazione essere letti e apprezzati da chi scrive bene quanto te.
      Ciao

  5. Ciao, voto un attacco di predatori.
    Splendido capitolo, commovente, triste. Lascia il lettore incredulo, lo spinge a domandarsi “Ma l’hanno fatto davvero?”
    Eppure si, è così, è l’ineluttabilità delle cose.
    La disperazione serpeggia!
    brava!

    • Direi che hai trovato il verbo perfetto: la tristezza, la disperazione, la depressione, il disgusto di sè, l’angoscia di vivere, sono tutti i volti di una creatura strisciante che si annida e si aggira tra le gambe della gente, per poi attaccare all’improvviso. Serpeggia insomma. Per me era l’impossibilità di accettare di aver ucciso a spingere N et N al suicidio. Ma come sempre non c’era spazio per le spiegazioni.
      Ciao e grazie

  6. Attacco dei predatori!
    In una versione estesa, la riflessione sul genere umano avrebbe più “respiro”, per come l’hai strutturato si possono inserire un sacco di storie, dagli approvvigionamenti alla vita dei singoli personaggi.

    Ma Lele sarà poi veramente solo? 😉

    • Soprattutto in questo capitolo, mi sono detta che era troppo forzato, troppo rapido, il cambiamento dei personaggi, senza spazio per seguire una modificazione graduale, una sofferenza interna dovuta al fatto di aver affrontato la violenza e il male, quello degli altri, ma soprattutto la propria. Ma era la linea di sviluppo che avevo in mente, l’ho seguita lo stesso. Vedremo se la versione estesa riuscirà ad andare oltre il primo capitolo. 🙂

  7. Ooops scusa, ho fatto pareggiare l’attacco di predatori!
    Ciao befana,
    Beh, no, lite proprio no, sono arrivati sin lì insieme e devono mettersi a litigare ora? L’ultimo scontro con i sopravvissuti ha devastato la psiche dei due poveracci, non è il caso. Un gran finale con le strane creature e qualche sorpresa è quello che mi aspetto.
    Ciao ciao e brava!

    • Credo che sia questo il punto (debole?): ho indicato genere horror per l’ambientazione apocalittica e il pericolo immanente dei mostri cannibali, ma in realtà ho scritto più una specie di storia/riflessione sulla natura umana e il suo attaccamento alla vita e agli altri, in situazioni estreme di orrore e disumanità. Bé, diciamo che ci ho provato, non so se è quello che sono riuscita a fare.
      Se ti è piaciuto, ne sono molto contenta.

    • I voti non sono ancora chiusi, e al massimo farò come per questo capitolo, includerò le due opzioni al 50% e sti poveracci si ritroveranno a litigare durante un attacco di mostri cannibali!
      Che finisca dispiace anche a me, ho iniziato un abbozzo di versione lunga, per includere tutto quello che avevo immaginato e non è entrato qui. Vedremo, non ho mai scritto niente di più di 15 pagine (se si esclude la tesi, naturalmente).

  8. Ciao,
    Voto al tramonto, alla fine mi sembra in sintonia con un ‘tramonto di civiltà’ che ormai sta contagiando tutti. Scena cruenta, descritta molto bene. Ehi ehi, ti ‘autospoileri’ la storia nei commenti??? Alfredo non è ancora morto, vediamo di salvarlo!

    Ciao a presto!

  9. Direi nel cuore della notte 🙂
    L’ambientazione iniziale mi ha ricordato un po’ le prime stagioni di the walking dead, quando ancora era una Serie con la S maiuscola! Inoltre trovo che il modo in cui hai descritto la lotta, specialmente la rabbia a il furore del tuo personaggio che continua a picchiare ancora e ancora il tizio morto, è senz’altro fenomenale. Non solo la descrizione, ma anche il modo in cui questa fa trasparire rabbia e frustrazione!
    Complimenti!!

    • Grazie, Luca.
      L’influenza WD immagino sia inevitabile: anni e anni di “Walkers” guardati, aspettati, commentati, lasciano il segno.
      Mi conforta se la scena di Lele che massacra un uomo funziona: l’ho pensata e modificata un sacco di volte, ho chiesto “consulenze”, perché cercare su Google “come uccidere uno spaccandogli la faccia” mi metteva in difficoltà; ma continuava a lasciarmi perplessa. Anche se ho cercato di non entrare troppo nei dettagli.
      Rabbia e frustrazione, due malattie croniche e pericolose.
      Ciao

    • Temo che non sia solo la bussola ad essersi rotta.
      Inizialmente avevo pensato dedicare un capitolo ad Alfredo. Ma l’asse del racconto si è spostato sul gruppo, e siamo quasi alla fine, lo spazio per la biografia di Alfredo è mancato.
      Il tramonto piaceva anche a me, ma a quanto pare siamo solo in due.

  10. All’alba, visto che stai stravolgendo la linea narrativa che una ‘storia di zombi’ dovrebbe avere, penso che tramonto e notte non vadano bene. L’alba invece, il momento in cui i protagonisti superstiti pensano di averla scampata…
    Horror vero, comunque: ho provato un brivido riconoscendo che quasi approvavo la frenesia violentissima del protagonista. Mi piace molto.
    Ciao Ciao

    • Dici che ho messo troppo in secondo piano gli”zombi”? Ma in fondo ij tutte le storie di zombi e mostri più in generale, va sempre a finire che il vero problema non sono tanto loro quanto gli umani “normali”. Si può sopravvivere a tanti orrori, ma come gestire l’orrore che è si ha dentro, quello di cui siamo capaci?
      Molto contenta che ti sia piaciuto.
      Bye

  11. “Orfana delle file di auto dirette in ufficio, la tangenziale si snodava, nella luce rosata, come un nastro di asfalto grigio e vuoto. Carcasse d’auto sui bordi e chiazze scure sul selciato, a rammentarci l’orrore di cui era stata teatro. Caso mai lo avessimo dimenticato.” Questa è una delle frasi che mi ha colpito maggiormente dell’episodio…Ricordare… Il peso, la forza del ricordo. Alba, decisamente. 🙂

  12. Ciao,
    Voto per l’imprevisto, l’ultima doccia, oddio no! e la cucina che dà l’allarme in questo contesto mi suscita brividi di raccapriccio, tipo che Pia prende a cucinare polpacci con lenticchie o simili. Tra l’altro conosco una bravissima cuoca Pia. Cucina per i bambini, occhio al ‘per’.
    Avevo perso qualche capitolo e li ho letti tutti ora. La storia ha preso respiro, è diventata molto più di un horror, quasi una metafora dell’esistenza, della necessità di affrontare insieme i pericoli. Mi sta piacendo molto.
    Ah: la scuola serve, sempre e comunque, capisco che il tuo eroe sbarbatello possa farsi di queste domande, ma deve capirlo in fretta. Magari gli servirà a sopravvivere fino al decimo capitolo! 🙂
    Brava e a presto!

    • Bé, come ho già detto forse in un altro commento, in realtà che siano la doccia la cucina o l’imprevisto, a dare l’allarme, il cuore del capitolo sarà lo stesso, l’avevo deciso da quando ho concepito l’inizio. E non avevo mai pensato a salsicce di carne umana tipo “Delikatessen”, giuro!
      E, sicuramente, l’aspetto metafisico è sempre quello che più mi intriga nelle storie de paura, sicuramente più dello splatter. Tipo:” ma se sei l’ultimo sporavvissuto in un deserto postatomico popolato solo di zombies mutanti, ma che sopravvivi a fà!” XD.
      E per difendere il mio sbarbatello, io che lo conosco bene ;-), è ben conscio dell’importanza del sapere. Il suo dubbio è soprattutto sull’utilità di far scuola ai bambini, quando le loro prospettive di futuro si limitano a finire probabilmente nelle fauci d’un mostro cannibale.
      Mamma, più che una replica è un pamphlet, e non dei più brevi. Sarò più breve la prossima volta!!

  13. Buongiorno Befana. Un po’ di ironia sul sindaco? Eheheh. Questo capitolo mi è piaciuto molto, alcuni passaggi sono veramente di effetto e, poi, la biblioteca, luogo dell’anima. Anche la chiusura del capitolo m’è piaciuta, cercare di ignorare, di ostinarsi a vivere. Io voto doccia, ma al momento è indietro.

  14. Nessuno l’aveva previsto… che succederà? 🙂
    Attendo il prossimo capitolo, bell’introspezione ci hai proposto in questo episodio, peccato solo che il limite di 10 episodi e 5000 caratteri ti abbiano forzata (?) a far volare un paio di mesi in poche righe, sarebbe stato bello approfondire la routine delle missioni alla ricerca di cibo, o altro!
    Pensi di continuare con una seconda parte, una volta terminata questa?

    • Grazie. In realtà credo di aver fatto troppi capitoli sui primi 2-3 giorni. dato che il ricordo-racconto comincia che Lele è rimasto solo, dovevo far passare un po’ di tempo. Non è che potevo far scomparire tutto il gruppo in dieci minuti alla fine. All’inizio avevo tutto un capitolo su una missione, poi è finito nel cestino!
      Una parte II è esclusa. Avevo pensato a uno spin-off: l’apocalisse vista da un altro personaggio: Katia, Alfredo. Perché nella mia testa ho inventato una biografia per ogni personaggio (dici che è una forma di psicosi la mia? ;-)).

  15. Bravissima. Complimenti. Episodio eccellente. ogni scena, ogni atmosfera è vivida, ben data, trasmette tutte le emozioni che volevi dare. Questa storia dovresti ampliarla e pubblicarla in versione estesa altrove , poi farmi sapere dove e invitarmi a leggerla per esteso 😉
    Persino la domanda finale che poni è molto originale, io non avevo mai pensato di chiedere una scelta tra tre possibilità di apertura dell’episodio successivo, posso capiarti l’idea?
    Doccia, mi sembra un inizio bellissimo, una ottima riflessione d’apertura. Sono molto contenta di averti scoperta.

    • Grazie. Il tuo commento mi ha davvero riempito di gioia. All’inizio il capitolo misurava sui 7000 caratteri, ho un po’ scremato!
      Ampliare la storia, non penso. Dovrei poi inserire scene e descrizioni davvero in stile horror e non so se ne sono capace. Forse uno spin-off, come dicevo sopra.
      Poi ho un altro racconto in mente, che non c’entra nulla, ma mi tiene molto a cuore.

      La domanda di chiusura, in realtà è un po’ un modo di barare. So di cosa voglio parlare nel prossimo capitolo, e non potevo permettermi una domanda con opzioni troppo aperte che fuorviassero totalmente dalla mia idea.

      Spero di riuscire ad andare verso il finale che ho in mente. E vedremo chi riconosce il racconto d’autore che mi ha ispirato l’idea.

      Ciao

      P.S. Ieri ho letto “Innamorati”: mi è piaciuto un sacco. (E corrisponde ampiamente all’idea che mi ero fatta delle riunioni di creazione delle fiction televisive! )

  16. Hum, hum, io intendevo: le linee telefoniche non funzionano più perché sovraccariche e più nessun operatore è disponibile per rimediare, ma la 4g o il Wi-fi funzionano ancora. Non sono sicura sia possibile, se non lo è, chiedo venia.
    In ogni caso SPOILER (Risata): internet è il prossimo comfort moderno a scomparire, nel prossimo capitolo.
    Grazie, mi fa piacere, ti sia piaciuto, ho cercato di render “vivo, e realistico” l’amore tra Lele e Katia.
    Ciao

  17. Vado con la biblioteca 🙂
    Mi è piaciuto tantissimo il modo in cui hai descritto il rapporto tra Katia e il tuo protagonista, quando sono arrivato al momento clou ho percepito la tristezza per la sorte della ragazza, grazie a come hai dipinto il loro rapporto.
    Una precisazione, le linee telefoniche non erano andate giù? C’è ancora internet?

    • No, ci ho riflettuto al tempo di quel verbo: il coniuntivo presente indica che è tutt’ora la tipa più divertente che lui abbia mai incontrato. Non la più divertente che avesse incontrato fino ad allora. Le mie reminiscenze da Liceo Classico sono lontane ma credo che il mio ragionamento tenga! Se mi portate le prove che mi sbaglio, farò ammenda. 😉
      La biblioteca è anche la mia scelta preferita. Ma mi va bene tutto.

      • Nel commento io ho scritto avrei, non mi sono di certo elevata a linguista. Per quanto riguarda le reminiscenze, io sono tifosa delle concordanze temporali. 🙂 Poiché ad oggi è la tipa più simpatica, non si poteva usare il presente?
        Sì, ma il mio adesso mica sembra un commento polemico? 😀
        Rivolgiamo l’appello ai giovincelli freschi di grammatica. 😉

        • Per me è “era”, perché lui sa che è morta (il racconto è tutto nel ricordo), ma “abbia” perché resta comunque la persona più buffa che lui abbia mai incontrato. Non penso che in questo caso la concordanza sia sbagliata. Io non l’ho presa come una polemica, e la mia non lo è, spiego solo la mia scelta. Ma sono una grandissima maniaca (c’è anche chi preferisce il termine “pallosa pignola”) dell’italiano corretto. Aspetto i pareri dei giovincelli. Ciao, Pink 🙂

  18. Sarò banale, ma voto sopravvissuti.
    Non è facile affrontare un racconto con l’Io narrante in prima persona, ma tu sembri esserci riuscita egregiamente. E quando la resa è questa, in prima persona si può rendere davvero molto.
    Brava, capitoli costruiti con maestria.
    Amo riportare le frasi che mi hanno colpita maggiormente, e questa è soltanto una, perchè se no l’elenco sarebbe troppo lungo:
    Ricordo l’atmosfera irreale del tragitto fino al supermercato attraverso strade deserte.

  19. Vedo che sul genere e sul “catastrofismo” io e te siamo decisamente in linea! 😉 lascia stare che abbiamo scelto percorsi diversi, io la definisco un’avventura, tu un horror – come a dire che qualcosa di catastrofico alla fine può essere drammatico ma anche terribile – però mi piace la tua idea.
    Alfredo…

  20. Il gruppo dei sopravvissuti 🙂
    Direi che te la sei cavata benissimo in questo capitolo difficile sulle strategie del bunker, riuscendo a creare anche una buona atmosfera in cui i sopravvissuti vorrebbero essere presi dal panico ma cercano con tutte le forze di resistere!
    Brava!

  21. Andiamo con l’organizzazione e la logistica nel rifugio, mi piace quando si comincia a parlare di strategie 😉
    Bel capitolo, siamo arrivati in un posto sicuro in cui poter riprendere fiato, ma temo che non lo farai durare molto, quindi approfittiamo di questo momento di calma 😀
    Alla prossima!

  22. Mi è bastata qualche riga del tuo incipit per rendermi conto che sei una scrittrice di quelle che piacciono a me, una di quelle che riesce a catapultare il lettore nella scena che descrive come in un film. Mentre leggevo il tuo testo, lo schermo è sparito, e mi sono ritrovata lì con i tuoi personaggi, a lottare per la sopravvivenza. Il tuo testo mi ha colpito davvero molto. Hai un ottimo stile di scrittura, una grande capacità descrittiva e riesci a caratterizzare come si deve i tuoi personaggi. Il mio consiglio? Di non fermarti, di cercare di migliorare sempre, anche quando il livello è già alto. Continua così! Ti seguo!

  23. Bellissimo anche il secondo capitolo! *w*
    Mi piace molto il protagonista e anche gli altri personaggi sono davvero ben caratterizzati! Complimenti! ^-^
    Direi che adesso possono tentare la fuga, ma venire fermati da qualcuno o qualcosa! 😉
    Alla prossima!! 😀

  24. Prima di leggere i commenti ammetto di aver voluto votare bambino, la mia teoria perchè è stata scelta da così tanti è perchè è una via di mezzo tra le altre due opzioni, una che porta a pericolo certo e l’altra a un bel nulla, il bambino invece incuriosisce e non si sa cosa aspettarsi, io l’ho pensato come una figura innocente per quanto mi riguarda e non malefica come molti. Alla prossima 🙂

    • Non è che io sia stata via tanto, ma grazie! 😉
      È il secondo incipit che inserisco sul sito, e per due volte la mia opzione preferita è quella meno gettonata, cosa vorrà dire? Io il bambino lo vedevo più spaventato e in cerca di rifugio, ma qua lo volete tutti perfido e demoniaco, ci devo riflettere su questa cosa! Ciao.

  25. Bambino! Assolutamente un bambino, di quelli che, se vogliono, sanno essere più inquietanti di un branco di fantasmi impazziti! 😀
    Bell’incipit, adoro questo genere, specialmente le storie che parlano di zombie (o simili, non so ancora se il tuo virus sarà collegato a questa branca horror o sarà qualcosa di nuovo)!
    In ogni caso, ben scritto, ti seguo!

    • Sì, sì, era proprio la storia di zombie che avevo in mente, ho solo modificato un po’ perché col vincolo dei 5000 caratteri tutte le regole del morire per poi trasformarsi, sparare in testa, eccetera, erano un po’ lunghe. Ma l’idea è quella. Grazie per il ben scritto, cercheremo di continuare. 🙂

  26. Ciao! 😀
    La tua storia promette di essere molto interessante già dall’incipit! Chissà cosa si cela dietro a questa strana e macabra epidemia?
    Voto che a entrare in casa non è nessuno, ma solo la suggestione dei personaggi, dato quello che hanno appena visto!
    Ti seguo!
    Alla prossima! ^-^

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