Racconti di un cacciatore di taglie in pensione

Il Vecchio

Il Vecchio sedeva sulla scalinata della piazza all’ombra della fortezza imperiale. Era da giorni che lo tenevo d’occhio perché era la mia preda. Il suo viso era scavato da profonde rughe e marchiato da un articolato tatuaggio. La barba era del colore della sabbia e la testa rasata. La descrizione corrispondeva esattamente a quella della taglia.

Ricercato – vivo o morto. E’ conosciuto come il ‘Vecchio’ o il ‘Vagabondo’. E’ un uomo sull’ottantina, riconoscibile dal tatuaggio sul volto, dalla testa rasata e dalla lunga barba intrecciata. Ha con se un candido rapace ammaestrato capace di seguire i suoi ordini. Ricompensa: 50 000 Soli d’oro.”

Aveva un’aria misteriosa, la sua espressione era triste e divertita allo stesso tempo. Mi faceva paura se devo essere sincero. Non capivo come un vecchio talmente malandato potesse essere uno dei criminali più ricercati di Sunkray. Ho fatto il cacciatore di taglie per una vita, ma quello fu il primo criminale a preoccuparmi. Durante la mia carriera ho eliminato la peggiore feccia, da assassini a stupratori e nessuno di loro mi ha mai spaventato. Ma quest’uomo, questo scarno vecchietto, era particolare. Cosa avrebbe potuto combinare una persona ridotta in quelle condizioni? Rubare caramelle ai bambini? Non poteva essere un individuo comune, questo è sicuro. I popolani l’avrebbero etichettato come “stregone” o “negromante”, i nobili l’avrebbero visto come un barbone. Ma se il governatore aveva messo una taglia su quell’uomo, con una ricompensa così alta, allora qualcosa non andava.

Rimasi dietro le casse di frutti esotici di un mercante ma con la coda dell’occhio continuai ad osservarlo. Era un individuo molto particolare. Ogni tanto scambiava qualche parola con il rapace, gli dava un pezzo di carne, lo accarezzava, poi dal nulla rideva come se l’animale gli avesse raccontato qualche storiella divertente. 

Un pazzo, ecco cos’era, un uomo che sa di essere ricercato e rimane in bella vista nella piazza principale della capitale! Parlava persino con i passanti! Una donna gli lanciò una moneta e lui la ringraziò con quel suo sorriso malinconico. Lo osservai meglio, i suoi vestiti erano stracci incrostati di fango e sangue, i pantaloni erano mangiati dalle tarme e sul braccio aveva un robusto guanto da falconiere. Poi vidi i suoi occhi, profondi e lucidi color miele ed il suo tatuaggio, un serpente che morde la propria coda in un ciclo eterno. 

Il Vecchio si alzò faticosamente dalle scale, raccolse il suo bastone e con le poche forze che aveva si incamminò verso un vicolo. Non potevo perderlo di vista, non dopo tutti gli sforzi che avevo fatto per localizzarlo e di certo non potevo ucciderlo davanti a tutta quella folla, essendo il mio lavoro segreto. Il governatore non avrebbe ricevuto lamentele sul mio conto, non un’altra volta…

«Hei tu, col tricorno e gli occhiali scuri, sì tu!»

«Che vuole? Non ho tempo da perdere!»

«Sei tutto il giorno che gironzoli nel mercato e mi puzzi di ladro! Vero Jorg?»

«Concordo in pieno Groj! Tu, svuota le tasche o dacci subito dieci Lune d’argento se non vuoi tornare a casa pieno di lividi!»

Mi bastarono quei due idioti per perdere di vista il Vecchio e mandare all’aria giorni di ricerche, ma non  potevo perdere la calma o i soldi e di certo quella feccia non avrebbe ottenuto nulla da me.

«Non sono un ladro, vi basti sapere questo. Ora levatevi di mezzo.»

«Non hai capito, vero? Tu non vai da nessuna parte senza le nostre trenta Lune.»

«Già! Dacci cinquanta Lune e siamo tutti contenti!»

Poverini, avevano un coltello in mano e nient’altro, così decisi di intimorirli. Rapidamente estrassi le pistole dal cappotto e le puntai nei testicoli dei truffatori.

«Adesso avete due modi per sistemare la faccenda: il primo è gettare i coltelli, girarvi e smetterla di rompere il cazzo, il secondo è tornare a casa e dire alle vostre mogli che avete cambiato sesso. Decidete pure.»

«Ehi amico, vacci piano! Noi volevamo solo scherzare, giusto Jorg?»

«Ma certo, ma certo! Vai pure, noi torniamo a… fare quello che stavamo facendo prima!»

La situazione era tornata tranquilla ma il Vecchio era sparito, un’altra volta. Un altro giorno sprecato, un altro giorno inutile. Se il Vecchio era veramente pazzo come sembrava probabilmente era ancora nei paraggi. Mi avvicinai al vicolo, in fondo ad esso si trovava una bettola con un’insegna rovinata dalla salsedine, si chiamava “L’amante del capitano”.

Entrai nella taverna dove aleggiava un odore di vomito, oppio e sudore. Il posto perfetto per bere un bicchiere di birra annacquata o per prendersi qualche malattia infettiva. Il locale era pieno di brutti ceffi, pirati appena tornati da chissà quale avventura, prostitute a caccia di clienti e uomini distesi per terra privi di sensi. E poi c’era lui, il Vecchio, seduto al bancone con un boccale in mano intento a parlare con un gruppo di bucanieri ubriachi. 

«…e così ho scoperto che il governatore mi vuole morto! E guardate un po’ chi ci ha raggiunto, il cacciatore di taglie! Ehilà ragazzo!»

Capii in quel momento che la mia paura era sensata. Avevo solo tre opzioni per affrontare la situazione:

  • Usare un diversivo (29%)
    29
  • Tentare di discutere con il Vecchio (14%)
    14
  • Prepararmi allo scontro imminente (57%)
    57
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36 Commenti

  1. Ciao barbagianni, ti leggo per la prima volta e a storia inoltrata per di più. Ti hanno già detto che scrivi bene e leggendoti ho molto apprezzato il movimento della trama e l’imprevedibilità del capovolgimento di fronte finale. Tarantola non è stata uccisa e mi chiedo perché. Una tecnica utile che ho scoperto leggendo è questa: a volte non è necessario offrire lunghe spiegazioni nei dialoghi, basta centellinarle in modo imprevedibile nel corso della storia con brevi flash. Magari nel corso di un’avventura a Borguria. Ho un debole per le città corrotte.

    • Ciao cactus, ti ringrazio per aver recuperato la storia e mi fa piacere che ti sia piaciuta!
      Quando scrivo i dialoghi mi lascio trasportare un po’ troppo e alla fine non mi contengo, la prossima volta cercherò di seguire il tuo consiglio. 🙂
      Ti dirò, ormai non mi aspettavo più che qualcuno leggesse questa storia e stavo già scrivendo il continuo sulla Terra dell’Alba e adesso non so se continuare per quella strada o se è meglio aspettare ancora un po’. Magari Dortan farà un salto a Borguria prima di andare in Oriente…
      Grazie per il consiglio e alla prossima!

  2. Nella Terra dell’Alba, per lui è un nuovo inizio, no?
    Ciao, Barbagianni, sarò completamente sincero con te: mi è arrivata la notifica del nuovo capitolo e non ero affatto convinto di riprendere a leggerti, visto il tempo passato. Approdato qui, il tuo commento mi ha convinto a leggere il capitolo. Perché scrivi bene, te l’ho già scritto, e mi pare un peccato che ti arrenda. Io, dunque, sono qui, se può contare. Non ho idea di cosa sia “l’ispirazione”, posso dirti come farei al posto tuo: hai già creato un mondo e delineato dei personaggi, il più è fatto, osservali, cerca di capire come si devono muovere in quel mondo, che decisioni prenderanno, cosa può accadergli e cosa non gli potrebbe mai succedere. So che suona retorico, ma, di fatto, ci credo: le storie hanno vita propria, si sviluppano da un distratto coerente, tu devi solo raccontare ciò che vedi. Detto questo, mi pare che questo ultimo capitolo si muova in questa direzione. Ti faccio solo notare questo:
    Bene cacciatore, il tuo nome è Dortan giusto? Sì? Bene. Ascoltami bene
    Tre bene in un solo periodo, un po’ troppi 😀
    La parte sul finale è un po’ troppo raccontata, per i miei gusti, ma è raccontata bene 🙂
    Ciao, osserva i tuoi personaggi e scopri cosa gli succederà 😉

  3. Chiedo scusa a chiunque fosse interessato a seguire questa storia. Ho voluto fare il passo più lungo della gamba sperimentando un campo che non mi apparteneva e si sono visti i risultati. Purtroppo non ho avuto più voglia, ispirazione e tempo per scrivere. Ho perso l’interesse iniziale. Per due anni ho abbandonato questo sito e sarò completamente onesto con tutti voi, non so se ci rimarrò. Non so se continuerò questa storia nonostante la mia voglia di completarla. Mi impegnerò per quei pochi interessati (se ancora ci siete) anche se dovessero passare altri due anni. Mi dispiace davvero aver abbandonato questo progetto, ma vi posso assicurare che sono il primo a voler leggere il finale.

  4. Sei un lettore di Salgari? Perchè me lo ricordi. Sembra di rileggere quelle vecchie storie leggendarie che sapevano trasportare. I dialoghi sono molto ben inseriti nel contesto. Voto la tarantola, vediamo come costruisci il capitolo.

  5. Ciao,

    Voto per lo scontro imminente, un cacciatore di taglie così in gamba non può commettere l’errore di discutere con la sua preda! Per quanto riguarda lo spazio da dare a ciascuna avventura, non so come l’hai pensata, ma se ce la fai stare in due episodi sei un grandissimo! Del resto, questa potrebbe essere la prima di tante avventure di 10 episodi…
    A presto

  6. Il racconto mi sembra promettente: si legge bene e, nonostante qualche tentennamento con la punteggiatura, scorre senza problemi. Anche l’idea del cacciatore di taglie è molto buona e interessante. Su questo, niente da dire.
    Riguardo lo stile, mi piace il tuo modo di descrivere. Il Vecchio lo hai reso molto bene. Un po’ meno i due idioti, ma suppongo che questo sia più che altro colpa dello spazio (5000 caratteri non sono nulla).
    Ti seguo.

  7. Ciao e benvenuto. L’incipit mi ha convinta! 😉
    Ti vorrei dare un unico suggerimento: dai ad ogni avventura lo stesso spazio. Io pensavo ne scrivessi una per ogni capitolo…invece, continua… Magari 5 avventure ognuna di due episodi… Non so se mi sono spiegata!!! 🙂 🙂 Io adesso voto scontro imminente. E ti seguo

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