ALI SU NEW YORK

La partenza

E anche l’ultimo bagliore del giorno è morto. L’oceano, che ringhia a pochi passi da me è nero. Non c’è la luna che lo illumina. Non si vedono neanche le stelle, questa sera. Le fiamme che mangiano New York alle mie spalle le hanno inghiottite. Brucia New York. Brucia perché persone come Casey dicono che è colpa della mia gente. Non siamo stati noi a volere la guerra, non siamo stati noi a voler nascere schiavi. I nostri antenati vivevano senza padroni nella terra dove il leone e la gazzella corrono ancora liberi. Tra poche ore, mia piccola Rose, salperemo anche noi verso quella terra. I nostri avi solcarono questo oceano legati in catene, noi lo solcheremo da persone libere. Non avevo soldi per due biglietti – neanche per uno, a dire la verità – perciò dovremo lavorare, sì, anche tu, sorellina, ma almeno, quando finalmente metteremo piede sulla terra dei nostri antenati saremo persone, non più schiavi!

E intanto, New York, questa città che ci accolse, noi poveri schiavi fuggiaschi, brucia. Ogni tanto anche qua sul molo, mentre attendiamo di imbarcarci sulla nave, si odono i colpi dei fucili. Saranno gli Irlandesi? O forse i soldati?

Che Dio ti protegga, Casey, amico mio. In questi pochi mesi tu per me sei stato più di un amico, quasi un fratello, ma all’improvviso sei cambiato. Nel giro di poche ore non hai più visto in me un amico, ma una persona con la pelle dal colore sbagliato, dal passato sbagliato. Ricordo quando mi parlavi della tua terra. Era verde, una volta, mi dicevi, e io, invece, non sapevo cosa raccontarti della mia. Quante lacrime allora bagnavano i miei occhi, anche se ormai ero grande per piangere. Eppure…

Sapevo solo raccontarti una favola che mio nonno mi raccontava sempre. Un giorno, il Creatore si avvide che il sole era troppo caldo, allora decise di stendere una coperta, ma col tempo, questa coltre si bucò, lasciando trasparire piccoli squarci di luce: le stelle. Ma in questa notte senza luna, le fiamme che bruciano New York hanno anche bruciato le stelle. E se queste acque sono nere, il cielo, invece, è rosso. Rosso di fuoco, rosso di sangue. Sangue di persone come me e come te, che muoiono per che cosa? Per i soldi!

Soldi! Per loro, io e Rose siamo nati in catene, tu hai abbandonato la tua terra. Per i soldi, la mia piccola Rose si è tagliata i capelli, per sembrare un ragazzo, per poter lavorare su questa nave e raggiungere assieme a me la nostra terra, quella che vide nascere liberi i nostri antenati…

“Ehi, voi due scansafatiche, ci sono ancora questi sacchi da caricare sulla nave! Non penserete mica di viaggiare gratis, vero?”.

“Avanti, Rose, vieni, dobbiamo lavorare”.

“Tom, ricordati che io adesso mi chiamo Sam”, mi guarda divertita. Ha ragione. Devo ricordarmi che lei ora è mio fratello e si chiama Sam, ma appena arriveremo nella terra del leone e della gazzella, lei tornerà a essere Rose, la mia sorellina.

“Hai ragione. Vieni, meglio che ci sbrighiamo”. Mi alzo e vorrei aiutarla a fare lo stesso, ma lei è più veloce e si alza con una grazia troppo innaturale per un maschiaccio, quale dovrebbe essere ora. Glielo faccio notare e lei mi fa la linguaccia.

Un ultimo sguardo all’oceano che sta cambiando colore – presto sarà l’alba – e poi via, a caricare le ultime mercanzie sulla nave. Nessuno sguardo, invece, a questa città traditrice. Ci ha accolto come una madre, è vero, ma poi, tutto a un tratto, ci ha voltato le spalle, come una prostituta che si offre al miglior offerente.

Addio New York, addio America.

Chi sarà il protagonista della storia?

  • Tom (20%)
    20
  • Rose (55%)
    55
  • Casey (25%)
    25

Voti totali: 20

Vota la tua opzione preferita

Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

31 Commenti

  1. davvero molto bello e molto interessante questo primo capitolo fa abbastanza riflettere su tante cose e soprattutto nel fatto che i protagonisti ancora non ben definiti per le loro caratteristiche debbano affrontare tanti ostacoli.. ho votato per rose secondo me avrà un ruolo molto impegnativo rispetto agli altri essendo una donna che deve camuffarsi nei panni di un maschio! staremo a vedere come se la cava 😉 ti seguo , ho appena pubblicato il mio primo capitolo mi farebbe piacere se tu lo leggessi un saluto a presto 🙂

  2. Ciao, voto per la piccola Rose.
    Benvenuta, innanzitutto, e bellissimo primo capitolo, mi ha attirato sin da subito. Bello anche il modo in cui scrivi, non si riesce a far a meno di immergersi negli occhi di Tom ed assistere, impotenti e compassionevoli, alla malinconia che pervade dalle sue parole!

  3. Voto Casey.
    Sto anch’io, in altra sede, trattando una mini storia sugli schiavi, va da sè che leggessi il tuo.
    Bell’incipit.

    Nessuno sguardo, invece, a questa città traditrice. Ci ha accolto come una madre, è vero, ma poi, tutto a un tratto, ci ha voltato le spalle, come una prostituta che si offre al miglior offerente.
    Ci sono frasi come questa che riassumono benissimo il capitolo, seno evocative.

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi