La morte dei Miracoli!

Ti prego, calmati!

Lara tenne stretta la maniglia della porta con tutta la forza che aveva in corpo,. I tendini erano talmente tesi da risultare in risalto rispetto all’esile polso.

Con tutta se stesse sperava, pregava che lui non entrasse.

Ma non appena lui si parò davanti allo spioncino, lei gli aprì senza che lui non dovesse neppure sforzarsi di bussare.

“Tu non dovresti esser…” cercò di dire, ma le bastò un’occhiata di Jim per mettersi a tacere. Poteva sentire gli occhi dell’uomo puntati su di lei. Azzurri come il mare che la avrebbe tramortita certamente dopo.

Lara arretrò di un paio di paio di passi, inspirò pesantemente nel tentativo disperato di raccogliere le forze per riuscire, a parlare chiaramente a Jim ed a dirgli che non si potevano ancora vedere così.

Ma non ebbe il tempo neppure di formulare un pensiero che l’uomo l’aveva già spinta al muro, la destra che la stringeva con forza sulla spalla e le sue labbra su di lei.

Tentò un timido tentativo di divincolarsi, ma non poteva, il criminale l’aveva già fatta cascare nel vortice profondo della passione. Era avvinghiata a lui senza volerlo, inebriata dal suo profumo di montagne.

Le ricordava le Dolomiti quell’odore, veniva sempre assalita dai ricordi della giovinezza in cui, assieme al padre, scalava i costoni rocciosi delle catene montuose. Ricordi che vennero brutalmente distrutti quando la camicia venne aperta con uno strattone ed alcuni bottoni tintinnarono a terra.

“Jim, ti prego smettila!” urlò acuta, ma per tutta risposta sentì il reggiseno abbandonarla, rendendo il suo seno vulnerabile.

Con occhi spalancati osservò Jim sorridere come un predatore e chinarsi su di lei, mordendole il seno.

Un mugolio di dolore e passione uscì dalla gola della donna, seguito ben presto da altri. Tanta era la sua passione che si accorse solo all’ultimo che le dita dell’uomo erano pericolosamente vicine al suo sesso.

“Jim, aspett…” ma ancora una volta le sue parole le morirono in gola. Il criminale la penetrò con precisione chirurgica, senza però quella grazia che dovrebbe esser dovuta.

Per quanto la sensazione di dolore l’assalisse, non poté fare a meno di mordersi le labbra con forza fino a sanguinare. Jim sapeva come prenderla, in tutti i sensi, adorava quel suo fare animale, risoluto, dominante.

Tutt’altra cosa rispetto a Marco, il suo uomo, che pur con tutta la sua buona volontà non poteva certo competere con Jim.

“Togliti quelle mutande, forza!” le ordinò il criminale, il tono non ammetteva obiezioni.

“Ma dai Jim, cosa dici” disse con un sorriso Lara, ma questo durò poco. Rimase scossa dalla rapidità con cui aveva già strappato di dosso le mutande.

Jim poi la prese per la gola, quasi a volerla soffocare. Forse per il monito di rammentarle che lui, di lei, poteva fare quello che gli pareva. Un paio di grosse lacrime le solcarono il volto, nel sentire quella presa al collo.

La stessa presa che la prese per i fianchi, alzandoli.

“Jim, Jim, ma cos “e il tutto finì in urlo di paura e spavento quando lui la penetrò.

Dopo alcuni attimi di silenzio, lui riprese a penetrarla con forza, i capelli mori di Lara stretti in pugno, la sinistra che le stringeva il seno.

Lara impazziva per queste cose, si sentiva come una cagna, la qual cosa non le spiaceva affatto.

Erano quei momenti in cui si sentiva viva, si sentiva desiderata sopra ogni cosa.

E mentre pensava questo alzò gli occhi verso lo specchio, e quello che vide le piacque ancora di più. Adorava vedere come quell’uomo la possedeva appieno, come un animale. adorava come corrugava la fronte, sul suo fare concentrato.

“Si, ti prego, continua” sospirò emozionata, per tutta risposta Jim le tirò i capelli per zittirla, e questo la emozionò ancora di più.

Ancor più di sentirlo dentro. Ancora di più di quando lui le stringeva il seno. Ancora di più quando si rese conto che aveva la lingua fuori dalle labbra.

“Jim, ti prego, calmati…ti prego” mugolò ad un certo punto Lara, e alzò gli occhi su di lui.

E come sperava, lui le mollò un ceffone un pieno volto. Poi la riprese per la gola, quasi soffocandola, proprio mentre lei veniva.

Lui venne poco dopo, dentro di lei e vi rimase.

Lasciò i capelli ed il seno, accasciandosi sul pavimento assieme a Lara.

La ragazza appannò il parquet con il suo fiato, un mugolio di dolore e piacere le uscì dalla gola quando lui si sfilò da lei, alzandosi.

“Tirati su, e datti una ripulita cavoli. Sembri una cazzo di bambola” sbraitò lui con rabbia.

Lara alzò lo sguardo su di lui, e lo osservò accendersi una sigaretta mentre si tirò su i pantaloni.

Avrebbe voluto dirgli di non farlo, ma si trattenne non appena incrociò il suo sguardo.

Con difficoltà cercò di rialzarsi, poggiandosi alla parete.

“Va bene Jim, come preferisci tu…volevo…volevo dirti una cosa” e subito si pentì di aver aperto bocca, si aspettò di ricevere uno schiaffo o di soffocarla davvero, ma non accadde nulla.

L’uomo si fermò sulla porta, e le lanciò una occhiata.

“Allora ?”

“Nulla…buon viaggio.” Balbettò Lara, abbassando il capo.

Lui alzò le spalle, ed aprì la porta. 

Nel mentre l’attraversava, la voce della donna lo raggiunse. Ti amo Jim. Per tutta risposta lui sbatté la porta dietro di se.

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  • Rosa rossa (50%)
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  • Canna di Pistola (25%)
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37 Commenti

    • Se posso, vorrei fare una piccola contestazione al commento, oltre che spezzare una lancia a favore di Valerio.

      Non trovo corretta, infatti, l’affermazione secondo la quale questo racconto defice di ambientazione.

      Per chi come me conosce Valerio, e lo segue fin dai suoi primi “graffiti” sul sito, sa che il suddetto ha il suo punto di forza nei dialoghi e nelle scene d’azione, che esplicita con particolari e utilizzado una terminologia azzeccata e specifica. Non molto dissimile da un nuvello Tarantino dopotutto.

      L’ambientazione del racconto, a mio giudizio, va ricercata proprio nell’essere di quei dialoghi e nelle sopracitate scene, in quanto Valerio non è un autore che abbonda di dettagli e particolari “superflui” (complice come detto una limitazione dei caratteri fin troppo severa e restrittiva) .

      Come detto, Valerio traccia l’ambientazione delle vicenda in generale e quella specifica dei vari capitoli con abili e lievi tratti di penna, lasciando ampi spazzi di immaginazione al lettore senza obbligarlo a adeguarsi alla sola “visione” dell’autore. Tratto questo distintivo dello stesso Valerio, il quale, grazie a ciò, riesce al fine a dare si una ambientazione al racconto con pochi dati, ma che al contempo riescono a dare una percezione dei luoghi della vicenda.

      Ovviamente ciò vanno visti come input al lettore che, come detto, ha i dati minimi per immaginare il luogo in cui si svolge l’azione ma al contempo ha la possibilità di “abbellierli” come meglio crede

      • Oh mi lusinga sapere da parte Sua (che cavolo le do del lei) di essere dato di Tarantino.

        L’evoluzione da Micheal Bay ha dato i suoi frutti, come il Jigliplaf si evolse in Raichù (evoluzione pressoché impossibile dato che l’uno è Psyco e l’altro Electro) … ma tralasciando questo sì,

        ammetto che non ho descritto l’ambientazione perché ci dovevo ben riflettere sul luogo, se al solito campo base a Miami, o preferire invece una bella Italia zona Patavium che sarebbe stato altrettanto interessante e certamente non avrei sbagliato ambientazioni.

        Ho optato per un Miami dove probabilmente un 34esima diventa un 51esima ed un cinque diventa un otto (quest’ultima mi avrebbe fatto molto comodo a scuola se fosse stato possibile).

        Comunque io preferisco dare una descrizione per quello che vedono i personaggi è vero. Non mi interessa fornire le cose dal mio punto di vista. Essere bilancia vuol dire anche sacrificarsi per il bene equo di tutti, dove tutti sono i personaggi. 🙂

        Con questo Anna non voglio contestare nulla, assolutamente … ma mi piacerebbe che lo scoprisse nella storia dove ci troviamo, anche perché alla fine come detto ho scritto dove ci troviamo! 🙂

        Con tutto il mio affetto, Valerio Trentuno alias lo Zio Carlo (non quello di Romanzo Criminale … so essere molto peggio xD )

        • Per quanto concordi con la scelta di un autore nel lasciare al lettore “ampia immaginazione” nel visualizzare una scena, necessita di alcune “coordinate” per capire dove si trova e, a mio modesto parere, limitarsi a citare Miami non è sufficiente per “vederla” almeno non lo è per me che a Miami non ci sono mai stata e ho bisogno di alcuni dettagli per farmene un’idea.
          P.s.: se i miei commenti non ti stanno bene, è sufficiente che tu me lo dica ed io mi limiterò a votare.

        • Per quanto concordi con la scelta di un autore nel lasciare al lettore “ampia immaginazione” nel visualizzare una scena, necessita di alcune “coordinate” per capire dove si trova e, a mio modesto parere, limitarsi a citare Miami non è sufficiente per “vederla” almeno non lo è per me che a Miami non ci sono mai stata e ho bisogno di alcuni dettagli per farmene un’idea.
          P.s.: se i miei commenti non ti stanno bene, è sufficiente che tu me lo dica ed io mi limiterò a votare.

    • Mi potresti fare un favore, Anna ? Se la storia ti è piaciuta, ne sono molto felice. Ed è per questo che ti chiedo una cortesia, se puoi … conosci qualcun altro che può essere interessato alla mia storia ? Potresti followarmela o invitare qualcuno di interessato a leggerla ? Lo apprezzerei davvero molto da parte tua 🙂

      Grazie

      • L’unico consiglio che mi sento di darti è dirti ciò che ho fatto io quando sono approdata qui: leggere e commentare gli altri autori. Alcuni hanno “contraccambiato” il favore altri no, forse perché la mia storia non era entusiasmante o semplicemente perché apparteneva ad un genere che non piaceva. Continuo a seguire ancora chi non mi segue, lo faccio perché se la storia mi piace… è la storia che seguo in fin dei conti. Se la tua storia merita, i lettori arriveranno fidati. Ciao.

  1. Mi è piacuto questo capitolo molto intigrante complimenti! Dico per jim va via sbattendo la porta! 🙂 non vedo l’ora di leggere il capitolo successivo! Alla prossima!! 😉

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