Legione straniera – Parte seconda –

Dove eravamo rimasti?

Finalmente il gran finale al Malibù.... Mi piacerebbe leggere : un finale "aperto" (50%)

- Ogni riferimento a fatti, luoghi, nomi di e/o persone realmente esistite – o esistenti è del tutto casuale.

Ci stavamo vestendo.

Quando improvvisamente irruppe Gianni che sino al quel momento pareva aver perso la lingua: “Cos’è quella cosa?”

Sorpreso e imbarazzato per quella “improvvisata” del mio amico, replicai a tono:

Come cos’è?    Una camicia.”

<<Quella camicia a maniche corte non va bene per il Malibù.>> – Ribattè sorridendo.

Poi  dal borsone afferrò una camicia delle sue, e la lanciò tra le mie braccia.

E si improvvisò in una lezione:

<“La camicia  va portata a maniche lunghe, ma senza risvolto.

Sbottonata ai polsini.

Lascia che si veda il polso, e se necessario anche il braccio”

Le braccia devono distendersi, in qualsiasi momento. Capito!”>

– Mimando un gancio destro sul mio mento.

Lo assecondai.

Lui, intanto si era vestito tutto di bianco.

Assomigliava ad un cantante degli Abba, pronto a salire su un palco.

***

Eravamo già tutti e tre belli, pronti e impomatati a dovere.

Ma prima di dirigerci verso il Malibù, Gianni fece accostare il fratello sul lato del marciapiede adiacente all’ingresso della trattoria di Angelo.

Da dentro l’abitacolo della Fiat 128 scorgemmo l’elegantone – seduto e attovagliato, assieme a due persone.-

***

Da lontano il Malibù appariva come una grande astronave, parcheggiata in riva al mare.-

Aveva una strana forma ovale, con tre grandi cerchi  blu, su tre diversi livelli.

Con una grande cupolone che spiccava al centro della struttura, dalle enormi  vetrate,  con mille luci colorate.

***

Appena entrati, Gianni ci allertò che stava arrivando il padre di Consuelo.

Don Antonino aveva una camminata curiosa: camminava sui talloni, pareva soffrire di mal di calli.

I suoi capelli pittati color mogano, manifestavano  la sua voglia di apparire più giovane.

Come il suo vestito a doppio petto, color verde pastello, modello largo, stonava con la sua corporatura minuta.

Ci venne incontro. Ci strinse la mano.

Con un sorriso sornione ci disse che: per lui questa era una serata speciale, e che eravamo suoi ospiti.

Poi prese sottobraccio Gianni.  E si allontanarono.

Notai che accanto a loro due c’erano quei ragazzoni dal fisico da rugybista, che avevo notato in spiaggia con Gianni.

E più indietro c’era quel Alfio Sutera. 

Si strinsero le mani ed  entrarono in una delle porte in fondo alla discoteca.

La mia sensazione fu lampante: che tutti e cinque non erano li per caso.

****

Il Malibù era affollato.

La musica era assordante, le mille luci strobosferiche parevano rallentare i movimenti.

Al bar, c’era Consuelo.

Sorridente e affascinate era impegnata a servire bibite e alcolici.

Alzò il braccio.

Ci fece capire che si era accorta della nostra presenza.

Ad un certo momento, in quella specie di astronave iniziarono a diffondersi le note melodiche dei Genesis.

– Improvvisamente mi sentii stringer forte la mano.

Quella mano stretta alla mia, mi trascinò al centro della pista da ballo.

Non credevo ai miei occhi.   Mi apparse come una visione.

Era lei: Ivone. 

Indossava un  tubino nero corto sulle ginocchia, con delle righe bianche orizzontali.

Il profumo della sua pelle  era  inebriante.

Si strinse a me. 

E lentamente ci lasciammo cullare  da quelle note astrali e psichedeliche.

Da li scivolammo e ci adagiammo su uno dei tanti divanetti, disposti in fondo al terzo cerchio del Malibù.

– Alzò il vestito fino al bacino, e a gambe larghe si sedette sopra le mie.

Dopo avermi baciato fino a togliermi il fiato, prese il mio cazzo, ed un secondo dopo: entrai tra le sue “grazie.”

***

Dopo l’amplesso, Ivone corse al bagno a sistemarsi..

Ero euforico ed elettrizzato.

Pensai immediatamente di raccontare tutto a Gianni.

Il  quale era ancora insieme a tutti gli altri, dentro quell’ufficio.

– Afferrai la maniglia per aprire quella porta.

Ma mi accorsi subito che:

Avevo aperto la porta sbagliata, nel momento sbagliato.-

Al centro della stanza, inginocchiato e immobilizzato dai due rugbisti c’era l’elegantone,  con Gianni dietro le sue spalle.

Con una mano gli afferrava i capelli e con l’altra teneva  la lama del  suo  coltello appoggiata alla gola del malcapitato.

Poco distanti, distesi a terra c’erano i  due compari   dell’elegantone.

Imbavagliati e legati dalle mani ai piedi, con una legatura tipica da “incaprettati”.

Don Antonino era al centro della stanza: con cenno, fece “segno”  ad Alfio Sutera.

Il quale, prima mi spinse dentro la stanza, e poi mi puntò la sua calibro 38,   alla  testa.

– Con quel revolver puntato alla tempia.

Il mio sguardo e le mie pupille iniziarono a roteare su tutta la stanza.

Come trasportato in un’altra dimensione, assurda e surreale riuscivo stranamente a sentire nuovamente i Genesis con un  ritornello, che pareva un richiamo: “Oh mama!”

Rimembrai:  la prima luce dell’alba di quella strana mattinata.

Il mio  pensiero volò sulla mia mamma:

<“ Mamma, Vado al mare con Beppe e suo fratello.”>

E già, proprio così.

La mia  “Legione straniera” stava per concludersi nel breve spazio di una giornata.

                                                                          By   Alex Debrecen

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80 Commenti

  1. Ah ah, ho qualche dubbio che proprio tutti i riferimenti siano casuali 😀 😀
    Pieno di azione e un po’ piccantino il finale. Ma la Legione Straniera non si vede ancora!
    Visto che non li hai ancora fatti fuori mi sa che ci sarà una terza parte.
    A presto, allora!
    Ciao Ciao

    • Ahh ma mi son messo l’avatar in sintonia con il film America Hastle
      dal sottotitolo: L’apparenza inganna. 😉
      Se ci fai caso.. tra la Prima parte e la Seconda parte è passato un 1 annetto..
      per cui meglio non farsi troppe illusioni per la Terza parte… 😉

      Grazie Moneta e in bocca al lupo per la tua storia

  2. In che senso hai chiesto aiuto allo staff?
    Bello il finale.
    Un capitolo pieno di colpi di scena.
    Complimenti per tutto il lavoro, che sono sicuro non finisce qui.
    Ancora bravo

  3. Ciao Alex,
    Beh vorrei leggere un tuo finale!
    Da tutto ciò che scrivi traspare la gioia che hai nel raccontare. Straripante, senza limiti… Mi ricordi una mia amica che per certi versi ti somiglia, lei non può fare a meno di cantare, canta sempre… Ed è un piacere ascoltarla.
    Ciao ciao, ci vediamo al 10!

    • Ciao Moneta, troppo buona anche tu.
      Si quando scrivo e come se creassi qualcosa: creare, progettare e anche come stare in palcoscenico. 🙂
      Sicuramente di mezzo c’è tanta passione.
      La musica in genere o certe melodie, mi “aiutano” a fantasticare.
      Quando scrivo la mia mente vola, si estranea dal mondo circostante e quando ciò succede e anche grazie una colonna sonora.
      Cmq.. potresti farmi conoscere la tua amica.. chissà che coppia verrebbe fuori. 🙂
      Grazie alla prossima

  4. Un finale aperto, perchè a questo punto propongo un altro seguito ancora 😉
    una cosa che ho notato leggendoti – qui e altrove – è che tu hai un vero talento nel caratterizzare i personaggi. Magari a volte sei lento nelle scene o ti perdi in dettagli trascurabili, ma se si tratta di farci toccare con mano qualcuno a te spetta lo scettro. Ci regali volti veri e persino con nomignoli e citazioni, dialetti e sapori, colori e modi di fare e di dire che davvero non è cosa facile trovare in giro… dovresti potenziare questo tuo talento magari scrivendo un racconto minimalista dove non è tanto quello che accade ma i personaggi che metti in scena a fare da padrone… credo che ne uscirebbe un piccolo capolavoro.

    • Salve AmoMarta, ho in canna anche un finale aperto, se così si può definire.
      Grazie così mi lusinghi oltre misura. Non mi aspettavo un commento così “complimentoso”. E ti ringrazio tantissimo per la dritta e per i consigli.
      In merito ai miei personaggi presenti nel racconto.. Ho cercato quanto più possibile di “disegnarli” volutamente così.
      Un pò come facevano quei disegnatori di metà ottocento con quei disegni a matita, dai tratti irregolari e goffi. (mi sono ispirato a loro)
      A propò un paio di anni fa avevo scritto un soggetto cienamtografico genere Comico/commedia per Leo Gullotta, dove molti dei personaggi in scena era “caratterististi” ognuno diverso dall’altro.
      E devo dire che Leo Gullotta l’aveva letto ed era anche piaciuto. 🙂
      Grazie AmoMarta

    • Salve Alessandra, un finale alla Alex Debrecen??
      L’idea del finale ce lo stampata in testa, dovrei scriverlo, cosa non semplice.
      Bisognerebbe inventare una macchina – microchip- che trascrive i pensieri e le idee direttamente su file , del tipo: detto fatto!
      Dal cervello alla carta alla velocità della luce. 🙂
      Grazie anche te e alla prossima

  5. Un finale aperto.
    Capitolo scorrevole, conciso e ben scritto.
    Brrrr, brividi sotto il sole!
    Ti rubo qualche frase: L’acqua della doccia scorreva copiosa, fredda in quell’ora del giorno. Me la presti?
    Il sole si era colorato di arancione. Bella quest’immagine, semplice ed evocativa.
    Apprezzo anche i riferimenti musicali a Leonard Cohen. Se ne intende di musica l’elegantone.
    Attendo l’ultimo capitolo.

    • Ti ringrazio Sandro. Troppo gentile.
      Quella frase mi è uscita così grazie ad un taglio.. tante volte la fortuna. 🙂
      Qui giù da noi il sole al tramonto si colora di arancione come un rosso d’uovo. 🙂

      E cmq l’elegantone era sintonizzato su Radio1, mi sa che tanto che non era merito suo. 🙂
      Grazie Sandro alla prossima

    • Tutt’altro, penso che don Antonino non si sarebbe mai permesso di appellarci: Mimì e Cocò. 🙂
      Come nella prima parte di legione straniera, ho cercato di caratterizzare “grottescamente” alcuni personaggi, come ad esempio il venditore ambulante di cocco. 🙂 Si esatto delle vere proprie “macchiette”.
      Grazie mille Anna, e grazie per esser passata.

  6. Voglio sapere chi è l’elegantone.
    Gran bel capitolo. Non è che sei Camilleri in incognito?

    …melanzane …forno e sull’insalata di polpo con patate, che Angelo aveva reso ghiotta. Forse perché affogata in un ‘abbondante olio d’oliva e innaffiata con qualche goccia di aceto. E qualche fogliolina di prezzemolo…
    E nò, non mi puoi fare questo a ora di cena!
    Non si sa se sia migliore la cena dell’Opperaio o la vostra. E’ una bella gara, forse dovremmo mettere su un ristorante.:-D 😀

    • Ciao Ale, avevamo deciso di farli pranzare, e visto l’ora tarda almeno con le melanzane avanzate hahah 🙂
      Grazie Ale, ho come l’impressione che tu sia un pochetto di parte, uhmm.. 🙂
      Cmq, per come ho già scritto ad AmoMarta sono la reincarnazione di Pietro Germi.- (si starà rigirando nella tomba)
      Sicuramente quella del De pepis la miglior cena, senza dubbio.
      Grazieee ancora Ale, ok opzione on per l’elegantone.

    • Ciao Anna, mi vergogno un pò a dire che non ho mai avuto l’ opportunità di leggere o di andare a vedere in teatro il Cyrano. Sconosco la trama della commedia.
      Però se hai trovato questa similitudine son davvero contento perchè inaspettata..
      Ad ogni modo, ho cercato di far capire il tipo di personaggio con..
      :”” in certi casi era anche prodigo di buoni consigli, che “risaltavano” per quanto stonavano con la sua condotta di vita.””
      Ciao grazie

  7. Ciao, speriamo che Gianni stia muto, perché altrimenti finisci altri 10 capitoli e non ti bastano ancora 😀 😀
    Ma mi sa che è proprio la tua mira, giusto? Alla fine farai stare un romanzo intero su theincipit. Come non parteggiare per questi scanzonati un po’ sfigati?

    Ciao Ciao

  8. Mi piace molto come descrivi i gesti dei tuoi personaggi
    il suo bel Rolex giallastro. Vai!

    Una manata sul mio ginocchio, segnò la fine di quei brevi attimi di tensione. Anche questa mi p piaciuta.

    Sul viso gli si leggeva tanta amarezza, il tono della sua voce era mutato, probabilmente il ricordo di quei avvenimenti lo avevano turbato – Bel cambio di scena.

    Mi tornavano il mente le sue parole: “Riferisci al tuo amico Gianni che io ho già dato la mia anima e qualcos’altro a chi sa lui! Cominciavo a capire che quella frase diretta a Gianni, quel: Chi sa Lui, non poteva essere che il suo ex marito a cui aveva dato l’anima e qualcos’altro. Bel finale, ma c’è una cosa che non capisco: perchè lei non denuncia il marito?
    Pieno di colpi di scena, di belle descrizioni e di belle frasi, ma non vogliamo vendicare quel marito così s…..o?
    Io metto al momento non saprei perchè vorrei vedere punito quel marito.

    • Salve Alessandra, noi ci assomigliamo moltissimo, nome compreso.
      Ci assomigliamo talmente tanto, da pensare le stesse situazioni. Mi riferisco al racconto. Ad ogni modo, grazie per il tuo interesse e la tua attenzione nel seguire il racconto.
      In merito al marito di Consuelo, qualcosa avevo scritto, poi purtroppo ho dovuto tagliare per via dei 5000 caratteri. Comunque nel prossimo “episodio” sapremo molto di più…
      Ciao

  9. Pranzare, pranzare. Sempre.

    Che figura di m. che ci fa Alex!
    Mi sono molto divertita a leggerlo.
    Riporto alcuni tuoi passaggi:

    – Non sapevamo se ridere per la mattinata passata fianco a fianco coi carabinieri o sorridere per il lieto fine. Mi sono immaginata la scena.

    che potevamo scegliere tra qualche gelato o dei sacchetti di patatine. – Quante volte è successo! E che nervosi.

    Dopo tutto quello che era successo in mattinata, in quell’istante pur sforzandomi di liberare la mia immaginazione da latin lovers, di sicuro non mi sentivo dell’umore giusto per tentare un approccio sentimentale con chi che sia. – Ah Ah!

    Dopo l’amaro il dolce! Strane queste donne. In un certo senso è vero!

    Bravo, avanti così! E’ bello, mi piace, ti trascina nella storia.

  10. Ho trovato un po’ di tempo e mi sono andata a leggere la prima parte come m’avevi chiesto. Sai, io sono qui da pochissimo.
    Commento onesto: mi è piaciuto, inutile dire che sei bravo, perchè tanto non puoi non saperlo.
    E i Wampum jeans?
    Erano gli anni anni in cui il potere di alcuni partiti politici era davvero insopportabile, specie quello della DC e quello del PCI. Wow. Condivido.
    Anche le descrizione sono curate, originali ed evocative.
    Hai descritto quegli anni come a riportarli in vita, c’è tutto, dai capelloni, alla politica, ai jeans, le turiste tedesche.
    Mi ricordo, fino agli anni 90 c’erano gli urlatori di cocco bello cocco fresco! Mi ronza ancora nelle orecchie. Era una costante nelle spiagge.
    Ho apprezzato anche il giusto intercalare tra dialoghi e descrizioni ben costruite, con pochi fronzoli e a tratti poetiche.
    Hai trascinato il lettore negli anni 80.
    Scusa per i commenti scollegati, ma che ce vuoi fa.
    Se hai voglia e tempo di andare ancora più indietro, negli anni 30, mi farebbe piacere venissi a conoscere l’0pperaio e Scaglia, mi farebbe piacere avere un tuo parere (anche negativo, s’intende, non ho nessun problema)
    Vediamo al voto, mi dispiace per te ma io dico macchè.

    • Ciao Alessandra, sono davvero molto lusingato per il tuo commento e per aver apprezzato il mio racconto. Per cui grazie mille.
      Mi hai anche fornito l’occasione di rileggermi, ed ho notato alcuni aspetti della mia scrittura che vorrei “ritoccare”, come ad esempio l’uso verbale dei tempi. Nella parte iniziale del racconto ho usato i tempi al presente, e questo perchè avendo scritto alcune sceneggiature cinematografiche, ( nel cinema bisogna scrivere al presente) per cui inconsapevolmente in questo racconto ho usato il tempo verbale al presente. Nei racconti in prima persona sempre meglio usare il passato.
      Wampum jeans? Si… era anche l’epoca delle marche dei jeans, tra i giovanissimi correva una specie di competizione tra chi indossava i jeans Levis o i jeans Carrera. Cmq, nel racconto si poteva far meglio, sono stato un pò sbrigativo.
      Mentre sui partiti politici dell’epoca, si potrebbero scrivere centinaia di pagine, dico soltanto che: le Segreterie politiche di quei partiti.. “dominavano” letteralmente la vita pubblica e privata delle persone in tutti i vari aspetti senza limiti di imamginazione. <Per fare un esempio concreto: dal cambiare una sempllice lampadina pubblica o al visto sanitario di una pratica edilizia o anche all'apertura di un conto corrente bancario, in un modo o nell'altro, di mezzo c'era sempre un referente "politico" e la segreteria politica del suo partito. Senza le giuste "referenze" non si muoveva una foglia.
      Ok bene Alessandra, leggerò con calma il tuo ing. Scaglia in serata.. ho notato che tu hai scelto di scrivere il tuo racconto usando in certo tipo di scrittura, e quindi dovrò leggerti con attenzione. 🙂
      A presto.

  11. Quel ragazzo immobile come una statua, assieme a Gianni, credo sia un testimone da cui il maresciallo potrebbe acquisire elementi importanti.
    Mi riservo di leggere quanto prima la prima parte e seguo volentieri la seconda, incipit e trama interessanti, anche una banale giornata al mare può trasformarsi in un evento misterioso degno di un giallo e, questo racconto, ne ha tutti i presupposti (secondo il mio modesto parere).
    Da un ex sceneggiatore ho solo da imparare.
    Al prossimo episodio.

    • Gentillissima Anna, grazie per la fiducia, ma penso di non esser in grado di insegnare niente a nessuno. Quella mia dicitura andrebbe “rivista” in: un ex sceneggiatore dilettante, oltrechè svogliato e annoiato.
      Ad ogni modo, complimenti meritati perchè tu sei bravissima di tuo.
      Alla prossima 🙂

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