La storia di Selena

L’idea di Galisia

Selena nuotava, nuotava veloce. In alto, in basso, a zig zag, su se stessa, con tutta la forza che aveva nella sua coda. Sperava che con il suo corpo sarebbe riuscita a spezzare il patto che le particelle hanno con la fisica, e l’acqua sarebbe fluttuata verso l’alto, in superficie, portandola con se, ma l’acqua sottostava alle leggi della fisica e Selena sottostava alle leggi del suo corpo.

Ricordava ancora quando sua madre le aveva impedito di andare a giocare in superficie con le altre sirenette, a quel tempo aveva 12 anni e a quell’età era concesso alle giovani sirene di esplorare la superficie, ma lei venne a sapere, per la prima volta, che per un difetto genetico non le era possibile respirare fuori dall’acqua. Ormai aveva 18 anni e ancora bramava la ricerca di un modo per essere come tutte le altre, un modo per essere normale.

Ogni giorno quando calava la sera, e le altre sirene si rifugiavano nelle loro grotte per dormire, Selena silenziosamente si allontanava dal villaggio e si dirigeva verso la superficie; a mano a mano che si avvicinava vedeva l’acqua irrorarsi di luce e quando sentiva di essere a pochi metri dalla superficie aumentava l’andatura e spingeva verso l’alto fino a trovarsi ad un respiro dal limite tra acqua e cielo, inspirava, e trattenendo il respiro infrangeva il muro d’acqua, lasciando che l’aria gelida della notte la intorpidisse, poi si lasciava cadere all’indietro, attraversava nuovamente la barriera, e ritrovatasi ancora nell’acqua si lasciava trasportare dalla gravità verso il basso. Restava ferma, per un attimo guardava verso l’alto e vedeva distorta nell”acqua la luna, la osservava in silenzio e tendeva una mano verso di lei, carezzandone la figura in lontananza. Questo era l’unico modo secondo Selena di poter avere un contatto con la superficie per una come lei, una che non era come le altre sirene, che si sentiva diversa, sporca.. che voleva essere solo come tutte le altre e si vergognava della sua diversità. Finito questo rito tornava silenziosamente nelle profondità del mare, dov’era la sua casa.

-Sele!- una voce ovattata risuonò in lontananza

-Che c’è Galisia, non vedi che sono impegnata?-

Galisia si fermò allibita ad osservare l’amica che nuotava avanti e indietro per un tratto lungo poco meno di due metri, sbuffò contrariata, scostando i biondi capelli dal viso

-Piuttosto ascoltami, ho trovato un modo per risolvere il tuo problema- ammiccò la ragazza in direzione dell’amica, Selena si fermò per un attimo e le mandò un occhiataccia,

-No, non guardarmi così, davvero fidati! Questa volta è sicuro al 100%- Galisia sorrise, i lunghi capelli dorati le incorniciavano il viso, arrivavano fino alla coda dalle sfumature rosse, la pelle così chiara e pura appariva violacea e i suoi occhi blu la scrutavano con un intensità tale che spesso diventava imbarazzante per Selena guardarla,

-Va bene, dimmi..- Selena abbassò lo sguardo e si avvicinò all’amica, le era impossibile dirle di no, Galisia le fece cenno di seguirla e Selena non chiese nulla, afferrò la mano che l’amica le aveva teso e si lasciò guidare.

Nuotarono per 20 minuti, nel silenzio più totale, Selena era inerme, aggrappata alle braccia forti dell’amica muoveva solo la coda abbastanza da poter avanzare. Si fermarono, Galisia si guardò intorno come stranita, ma Selena non ci fece troppo caso, in quel momento pensava solo che era molto lontana da casa e nessuno l’avrebbe vista se fosse uscita in superficie; allora in un attimo lasciò la mano di Galisia e si diresse a gran velocità verso la superficie, vicina, sempre più vicina, un respiro e.. si fermo.

-Cosa fai?- Galisia le si era avvicinata,

-Niente- Selena dirigendosi verso di lei la superò senza guardarla, Galisia fece per parlare ma Selena la fermò

-Zitta! Lo so cosa vuoi dire! Perché non superi e basta quella barriera?! Perché devi farlo di nascosto?!- Selena respirò affannosamente- Lo so, lo so!- finì di gridare,

Galisia la guardava in silenzio, il gelo nello sguardo, non le rispose, si voltò e continuò a nuotare. Selena nascose il viso dietro i capelli corvini, la vergogna le bruciò in petto, lottò con se stessa per ricacciare le lacrime che a forza stavano cercando di evadere dai suoi occhi purpurei, respirò profondamente e nuotò verso Galisia, questa aveva aumentato l’andamento e Selena faticava a raggiungerla, vide poco distante una barriera corallina, la bionda sirena sembrava dirigervisi e infatti poco dopo con uno scatto Galisia nuotò verso un insenatura poco più grande di lei, posta alla base della barriera, e vi si infilò all’interno scomparendo. Selena per un attimo si arrestò, osservò da fuori l’insenatura, era troppo piccola per lei, ma confidando nell’amica si fece forza, si avvicinò all’insenatura e inspirando profondamente si infilò al suo interno.

Il passaggio era buio e stretto, Selena faticò a percorrerlo. Quando ne fu fuori per un attimo la luce la rese cieca, ma riacquistata la vista la prima cosa che vide

fu..

  • Un corpo privo di vita.. (14%)
    14
  • Galisia con un pugnale stretto tra le mani.. (86%)
    86
  • Galisia con uno scrigno tra le mani.. (0%)
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107 Commenti

  1. Complimenti, hai un vocabolario molto forbito, si può leggere con molta chiarezza che ne hai molta cura, e ammiro molto questa tua capacità.
    Sto adorando la tua storia, coinvolge e ti fa essere impaziente di leggere il continuo, mi piacciono molto i nomi, che come posso immaginare, avrai inventato te.
    non vedo l’ora di leggere come continua questa storia <3

    • Si in effetti i due nomi differiscono solo dalla “h” (l’ho appena notato ahahah).
      Magari non ho proprio peccato di fantasia, ma non sto mai a ragionarci sopra, i nomi dei personaggi nascono con loro 🙂 ogni volta che in passato ho ragionato sul nome di un personaggi poi lo snaturavo in qualche modo (nella mia testa).
      Ognuno la vive a modo suo 😉

  2. Secondo me, sarebbe un bel colpo di scena che sia Samuel a salvarla e raccontarle ogni cosa. Però… non voglio che si faccia l’harem, mi raccomando 😉

    Galisia ha un rapporto di amore/”indispettimento” nei confronti di Selena: le vuole bene ma le dà fastidio i suoi comportamenti da “bambina”. Dico bene?

    Ciao 🙂

    • Ahahah no tranquillo, non mi metterò ad accoppiarli tutti e tre a caso 😉
      Sulla tua visione dei sentimenti di Galisia per Selena non voglio definire giusto o sbagliato, le storie sono fatte anche per essere interpretate e di uno stesso racconto ognuno apprende cose differenti 🙂

  3. Facciamo il punto della situazione:
    – Selena è una sirena che non può salire in superficie e che, presumibilmente, è innamorata della sua migliore amica;
    – Galisia ha fatto un patto con un tritone per chissà quale motivo e lui vuole farla sua.

    Sarà per il fatto che siamo solo all’inizio, ma non ci sto capendo molto.

    Tornando a discorsi seri: che Galisia dica all’amica di rinunciare al suo sogno non se ne parla.
    Ricerche per una pozione magica? Questa si diffonderebbe nell’acqua e non servirebbe a molto.
    L’unica è chiedere aiuto a Samuel, qualunque sia il prezzo da pagare.

  4. Non accetta, restia a sacrificare l’amica per un capriccio. Potresti far si che Selena rimanga comunque colpita da questa “capacità” dell’amica e che insieme inizino a indagare su questo, magari trovando un metodo alternativo più in avanti nella storia.

  5. A-aspe’! C-con calma! Ragioniamo.
    La madre di Gialisa si è sacrificata affinché la figlia potesse vedere ed avere una vita felice. E fin qui, non ci sarebbe molto di strano, poiché ogni (buon) genitore farebbe di tutto per i propri figli.
    Ora Gialisa vuole sacrificarsi affinché l’amica possa finalmente uscire dall’acqua? Va bene sacrificarsi per gli amici, ma non così tanto!

    Selena NON accetta l’offerta.

  6. Galisia con un pugnale stretto tra le mani. Come incipiti è interessante, vediamo come prosegue la storia. Carina l’idea del difetto genetico che impedisce a Selena di respirare aria, piuttosto originale.
    Per il prossimo capitolo ho votato “pugnale”.
    Seguo e aspetto i prossimi sviluppi.

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