Pizza ad omicidio

Dove eravamo rimasti?

I cattivi in galera, i buoni al loro posto. Cosa manca? La spiegazione del caso, quella del ragazzo delle consegne. (80%)

In pace

Commissariato di polizia, ufficio del capitano. Ore 18 e 40, pressappoco.

“E così – disse berretto blu sventolando la cima di un cornetto al cioccolato – siamo entrati e li abbiamo presi. Il resto è tutto sul nastro che abbiamo trasmesso al giudice. Checché se ne dica, il vecchio trucco del microfono non tradisce mai”.
“Un’ultima domanda – disse un venticinquenne con un taccuino in mano – nel corso dell’indagine avete rilasciato il mandante e catturato l’esecutore. Come siete tornati sulla pista del signor Burti?”.
Berretto blu sospirò, e guardando fisso in faccia il cronista rispose: “da una pizza”.
“Come?! Da una pizza?”, domandò stranito il ragazzo col taccuino.
“Sì – rispose berretto blu – aveva affidato la sua richiesta d’aiuto a un’ordinazione. La sua pizza… era un messaggio in codice. I suoi ingredienti chiedevano aiuto”.
“Quindi, significa che la signora Nichelson era al corrente di tutto?”.
“Difficile dirlo. Qualcosa aveva certamente intuito. Il fatto che non avesse denaro con sé è una circostanza anomala. Noi supponiamo la signora Nichelson avesse qualche sospetto più che fondato. Sperava il messaggio arrivasse a destinazione. Purtroppo, quella sera, ha aperto la porta al suo esecutore”.
“E il signor Burti?”.
“Cosa vuole sentirsi dire, di preciso? Ognuno percepisce solo una piccola porzione di realtà, per di più a modo suo. Ci fidiamo solo di ciò in cui crediamo, a volte fino a negare l’evidenza. Il signor Burti era convinto che la Nichelson le avesse portato via un amico, e che poi lo avesse ammazzato. Per quanto le circostanze non siano ancora del tutto chiare, la Nichelson non è mai stata sospettata di omicidio. Ma questo al signor Burti non bastava. In tutta quella ricchezza vedeva il male, la sofferenza e il tradimento. Il denaro non gli interessava: lui voleva vendicarsi. Dio solo sa come avrebbe disintegrato tutti gli averi della signora”.
“Perché coinvolgere il portapizze, allora?”.
“Per sé, per essere sicuro di non aver colpa. È una questione psicologica: il signor Burti ha demandato la responsabilità al proprio destino. Il suo amico sarebbe stato vendicato, ma lui non avrebbe avuto nessuno sulla coscienza, tanto meno l’ex moglie. In altre parole, non voleva apparire allo stesso modo in cui, ai suoi occhi, appariva la signora Nichelson, ovvero un assassino. E questo trova conferma nel suo atteggiamento delle ultime ore. Lo abbiamo interrogato per ore. Ora è in cella, nonostante questo continua a sostenere di sentirsi libero. E a ben guardare, la sofferenza è quanto di più distante dalla sua condizione attuale”.

 ~~~

Era l’ora blu. I corridoi cittadini iniziavano ad intasarsi di rumori e polveri sottili. Ai lati delle strade i palazzi iniziavano a cambiare muta, indossando l’abito scuro per la sera. Qualche lampione iniziava a balbettare emettendo fiotti di luce discontinui. Per tante serrande che si abbassavano altrettante si stiracchiavano all’insù. La vita pulsava, ancora e ancora. 

Nel quartiere baricentrico, un tipo con le mani sporche di farina imprecava ai santi con dedizione pressoché totale. All’interno del suo locale il telefono intonava il walzer dell’ordinazione. Dall’altra parte del bancone il ragazzo delle consegne aspettava il primo incarico. Il tale con le mani infarinate gli lanciò tre cartoni fumanti e un foglietto. Una manciata di secondi e tutto era stato caricato sul quattro ruote, già ruggente e pronto ad immettersi nella mischia urbana. Il ragazzo sgasò sul posto, come a ingaggiare la sfida. Si infilò la mano in tasca ed estrasse l’ordinazione: una Heineken, una Erdinger, una pizza lumacona e una porcellona. Sorrise. Lanciò il furgone in strada lasciando gridare il motore. La città non era mai stata tanto attraente.

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121 Commenti

  1. Chiusa ironica, che chiude il cerchio… Spiegone finale necessario, che ti ha costretto a tenere un po’ a freno il tuo estro. Ti rinnovo i complimenti e spero di ritrovarti presto. Un solo consiglio: la prossima volta cerca di non essere troppo precipitoso e lascia passare più tempo tra un episodio e l’altro… Bravo davvero

  2. Ho votato per l’opzione più scontata: spiegazione del caso. Sono per un finale da giallo classico, anche se tu per nove episodi ti sei divertito a sovvertire tutti gli stereotipi del genere. Ho letto i tre episodi che mi ero perso tutti di un fiato e devo dire che mi hai conquistato… Se dovessi ordinate una pizza direi: Grana Emmental Noci Insalatina e Olive…

  3. Ultimo capitolo, quindi c’è da fare un commento etico, oltre che narrativo: per quel che riguarda il secondo direi che la spiegazione del caso non può mancare (voglio vedere se l’ho azzeccata!); a livello etico, la brioche per berretto blu mi sembra un buon premio (in tutti i sensi) per gli sbattimeti e la fiducia al ragazzo. Aspetto il finale! 🙂

  4. Storia a tratti fumosa per i periodi lunghi e un tergiversare evitabilissimo, ( soprattutto nel primo episodio in cui lui ce la mette tutta per farci perdere la pazienza 😉 ) tuttavia trama intelligente, ben congegnata e titolo incredibilmente accattivante. Sei stato più veloce della luce a pubblicare tutti gli episodi, starti dietro non mi sarebbe stato possibile, non riesco a venire spesso in The Incipit, ma leggerti è stato un piacere.
    Il ragazzo delle consegne, prima di chiudere il sipario, deve darci qualche spiegazione, che dici? 😉

    • Anzitutto grazie, e dico davvero. 🙂
      Suppongo il ragazzo abbia ancora qua sa da dire; quindi, chissà! Per quanto riguarda la storia non hai certo torto: sono andato veloce per non perdere la trama. Inoltre, mi sono dovuto “adattare” alla struttura, ma la prossima volta cercherò di ragionarla meglio e lasciare più tempo ai veri protagonisti.
      A presto! 😉

  5. La spiegazione delle iniziali delle pizza non l’ho mica capita… ho pareggiato due opzioni, ma inserire la brioche al cioccolato costa niente in confronto a una spiegazione che dovrai tirare fuori dal cappello! 😀 cmq scrivi come un treno, ho dovuto recuperare anche il capitolo precedente! Dovresti dare un pò più di tempo ai lettori… ma capisco la fregola di finire o di procedere prima che le idee scappino! 😉 son curiosa della chiusura, quindi in questo caso… su su! XD

  6. Ciao! Ho letto a perdifiato i primi capiroli per recuperare… 🙂 grande bella idea, mi piace la trama e anche il modo di scrivere, senza fronzoli e diretto. Ho votato sì, cerchiamo di scoprire chi è questa signora, può semore tornare utile! Intanto, ti seguo che son curiosa di sapere come vai avanti… se vuoi passare anche dal mio mi fa piacere! 😉

  7. Ho votato perché non riesca a scappare e si prenda un po’ di botte… La curiosità uccise il gatto! Anche questo capitolo mi è piaciuto molto, anzi ti confesso che mi è piaciuto persino più dei precedenti, forse perché sei riuscito a tenere a freno il tuo estro, limitando un po’ le trovate e garantendo maggiore fluidità all’incedere del racconto…

  8. Bisogna andare a fondo del mistero… un protagonista così sagace non può rimanere sull’uscio della porta, no?
    Il tuo stile mi piace particolarmente, riesci a far capire tutto senza scriverlo espressamente. Inoltre, hai un’ottima padronanza della scrittura che permette al lettore di addentrarsi facilmente nella storia.
    Complimenti. Seguo volentieri.

  9. Scrittura ricercata e intelligente, un’idea per ogni descrizione (e persino una per il titolo), un protagonista insolito, intuitivo e brillante… Bravo davvero. Ho votato perché se ne stia sulla porta ad aspettare (almeno x ora), mi sembra più il tipo da riflessione che d’azione… Solo un appunto non esagerare col ricercare a tutti i costi un modo intelligente per dire o descrivere le cose, ben inteso mi sono piaciute moltissime espressioni ma per farle risaltare credo dovresti farne un uso più moderato. Seguo e ti invito a passare da me, sarei curioso di conoscere il tuo parere sul mio racconto.

  10. Curiosare, Curiosare……porta sempre profitto, sopratutto nei gialli.
    Per il racconto, non male per cominicare. Punti di forza: la simpatica antipatia del protagonista e alcune descrizioni attente e ironiche della vita di città (l’orchestra e il dito medio è stata poesia!!!!! :-)). Punti debili: il discorso è un po’ allungato e fa perdere il filo…
    Naturalmente a mio assolutamente sindacabile parere…
    Bravo, io ti seguo

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