MOBY’S DICK

Dove eravamo rimasti?

Cazzo in resta, come le lance degli antichi cavalieri di ventura, Moby si lancia in quello che sarà l'attacco decisivo. Cosa ne sarà di lui? La lotta sfronderà il meleto, permettendo al cugino di Ismaele di fare la sua apparizione. (40%)

3 Steps

1

“ORA BASTA!”

Non è mai bello quando un genitore spalanca la porta di camera tua pizzicandoti ignudo, eretto e inguainato in una fanciulla.

Se poi tuo padre è Il Padre, se la fanciulla è La Fanciulla, e se l’eretto è circondato da miliardi di compari alle prese con miliardi di complementari, beh, non è piacevole. Non più.

“IN NOME MIO, AMMOSCIATEVI!”

Peni e vagine si afflosciano, e solo allora, fra le pudenda maciullate, mi accorgo che il frutteto è distrutto.

E Dio è.

Ora vi aspettate una descrizione pittoresca delle fattezze dell’Onnipotente, sperando possano essere non banali (tunicone, barba bianca), desiderando forse un colpo di scena (Dio è donna, è stringa di codice, è un generatore costante di energia al di fuori di spazio e tempo che acquisisce forma decodificando pensieri e strutture culturali di esseri viventi che hanno esperienza di Lui/Lei/Esso/Me/Te/Noi/Voi/Loro; cose così, insomma).

No.

Descrivere Dio sarebbe tanto impossibile e sbagliato quanto descrivere un colore a un cieco, le dinamiche di volo di una banana in un tornado, o qualsiasi film di Sorrentino.

Lui è qui. Punto.

E sta per parlare. La sua voce placherebbe terremoti, altresì domerebbe l’espandersi dell’universo.

Ma Eva è una donna infuriata. E per la prima volta nella Sua essenza, Dio viene zittito.

“MUORI”

I peni mi sono addosso.

Dopo una vita da star, pensavo sarebbe stata più epica.

Invece muoio così.

A cappellate.

2

“Oh, no”

La musica è remota, ma io ed Eva ci separiamo (sonoro “pop”).

“NO” trema, ma si accorge che la battaglia ha raso al suolo il meleto.

D’improvviso glandi e patonze si mettono sull’attenti (i peni con più facilità), si dispongono a due a due e cominciano a ballare.

La melodia erompe, una luce bianca s’accende nella radura e Lui giunge.

E canta.

Il musical è perfetto, ci mancherebbe. Ma con quell’innumerevole corpo di ballo che ondeggia, salta, svolazza e scappella, lo ammetto, si è superato.

Dio è indescrivibile. Le sue movenze trascendono il reale, la sua voce compie miracoli.

Micheal Jackson dev’essere in paradiso …

Con un acuto spregiudicato, Lui conclude e si avvicina in moonwalk.

Tacciamo.

Lui afferra i nostri piccoli menti, solleva le nostre testoline e sorride.

“Di nuovo” dice.

Tutto svanisce.

Mi risveglio, Eva è accanto a me. Siamo nudi, all’ombra di un melo. Serpente sibila un saluto.

Il cancello dorato splende, chiuso.

“Siamo tornati” piange lei “Di nuovo insieme”

Camminiamo mano nella mano.

Sono commosso. Guardo Eva negli occhi e un amore tanto intenso da essere doloroso mi pervade.

“Possiamo farcela” lo dico, lo penso. Ci abbracciamo.

D’improvviso Eva strilla:

“Guarda, bimbo!”

Mi volto e lo vedo: il masso celato dal cespuglio con le tartine fruttariane.

“Che bello, posso riprendere a cucinare. Niente più mele, però!” ride e si volta.

Ma non mi trova.

“Bimbo?”

Quando mi vede, impallidisce.

Sono al cancello e tengo la catena dorata in mano.

“NO!” grida.

Ma l’ho già spalancato.

3

“COSÌ SIA!”

La voce rimbomba nella radura distrutta. Eva mi si sguaina e arrossisce, io non mi muovo, non posso. Secoli di biblica creatività hanno reso Eva assatanata.

Ma Lui è qui:

“Finalmente ricongiunti.”

“Cosa?” Eva è confusa. Anch’io, ma solo perché il sangue ristagna.

“Per millenni mi sono pregato.”

“Volevi che tornassimo assieme?”

“Certo! Il vostro compito è stare assieme … e governare.”

“Cosa?” ho di nuovo l’uso della lingua.

Sorride l’Onnipotente e tace.

“Quindi” sussurra Eva “quindi posso passare l’eternità col mio bimbo?”

Negli occhi di Dio risplende il futuro quando dice: “Devi.”

Poi entrambi mi fissano.

Qualcosa accade. Neo che si capisce l’eletto e ferma i proiettili; Gandalf che rinasce Gandalf il Bianco; Peppa Pig che padroneggia l’uso del vasino.

Trovo il potere in me. Un glande potere.

Succede: ogni pene superstite converge alle spalle di Dio ed Eva.

Si schiacciano, si ammassano. Poi un tenue lucore risplende e, in pochi secondi, si fondono assieme.

È lì, alle spalle del Padre con la sua infinita pazienza.

È lì, dietro mia Moglie d’amore primordiale.

Io mi alzo, sorrido e li raggiungo.

Ma quando Eva apre le braccia per accogliermi, io scatto, la oltrepasso, e in un salto cavalco la creatura.

Credo sia questa l’ultima immagine che hanno di me: io che sfilo i capelli, li getto alle spalle e svanisco all’orizzonte in sella al Belino Bianco.

Mail per G. da M.

Oggetto: Finale

No.

Non è il finale.

Mentre scrivevo, un pensiero mi ha folgorato.

Il nostro vergare facezie, maltrattare personaggi e ridicolizzarli non era fine a sé stesso.

C’era uno scopo, c’è uno scopo: 3 opzioni, 3 racconti, 3 personaggi vilipesi e ora 3 finali.

Come avrai intuito, ciò che intendo è 3.

3 è parte della vita, di regole matematiche, letterarie, di marketing, di sgabelli da mungitore, di trifogli, di anni di Cristo, di stagioni che intanto neanche la nonna ricorda più cos’è l’autunno …

Abbiamo un ultimo compito: vergare il saggio, l’opera prima, il testo sacro, la Bibbia del numero 3.

E maltrattare, svilire, spregiare, vituperare ancora i nostri personaggi.

Ciò che propongo è:

LA TRIBBIA

-Il sequel della Bibbia-

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105 Commenti

  1. Buongiorno a entrambi.
    Ammetto che mi sono letto il finale come un capitolo a sé stante, non avevo molta voglia di andare a rileggermi il resto della storia. Per quel che vale, mi è piaciuto.
    Ti devo però fare un appunto: va da sé che la Tribbia debbia essere scribbia da tre persone. Cercatevi lo Spirito Santo e cominciate, io metto i popcorn a fossilizzare in attesa di leggere le spettacolari imprese.
    Ciao

  2. Gentili lettori sopravvissuti alle matusalemmifore attese di questa lieta storiella!
    Grazie per la pazienza. Dipendeva tutto dalle vacanze estive. Il fatto che tali vacanze siano cominciate a maggio e finite ad ottobre non le depriva della loro estività. Ora, a breve, a brevissimo (neanche il tempo delle vacanze natalizie) avrete l’agognato capitolo finale e potrete smettere di tormentarvi con teorie e controteorie, supposizioni e controsupposizioni che certo hanno condito i vostri mesi in nostra assenza!
    Saluti e bacini

  3. Voglio il cugino.
    Be’, chi l’avrebbe detto, quando sono… venuto qua per la prima volta, io, ancora un… membro giovane di TI, che il mio Ismaele sarebbe morto da millenni prima che voi completaste la vostra storia?
    Ok, ora ne manca uno, va bene che siamo in un contesto biblico, ma pensate di pubblicare in questo millennio? 🙂

    • Sai com’è, l’uso di tempi biblici ci sembrava segno di coerenzo, così come il fatto che tutta la storia fosse una gran …cazzata (non un granché come gioco di parole, ma certe volte le parole fanno le sdegnosette e si rifiutano di giocare).
      Tra l’altro si nota una continuità anche con la tua storia attuale: il nostro era un mondo senza peni, tu hai fatto le cose più in grande e hai optato per togliere direttamente tutta la gente per intero! Bravo!

  4. Ho votato in netta minoranza “moby che guida un esercito di falli alla conquista del mondo”.
    Ma vabbè, ogni opzione porterà comunque ad un capitolo tipo trip di lsd e battute sui peni, quindi via, si aspetta il prossimo 🙂

    • Gratsie! A dirla tutta, ma proprio tutta quanta, le persone dietro al pene di Moby sono ben due: rispondono (ma non sempre) ai nomincipit di M. K Altrove e Giulio Peralta.
      Si penserebbe che, essendo in due, dovremmo metterci la metà del tempo solitamente e ragionevolmente impiegato per scrivere un capitolo, giusto? E invece ci mettiamo più del doppio. I misteri dell’aritmetica.
      Così devo dirti che verrà il giorno in cui noi leggeremo le avventure del tuo Ishmael, ma, coerenti con le nostre tempistiche, temo potrebbe essere un giorno molto lontano… confido che non sia così, ma sai … tutta colpa di M. K….

  5. In effetti adoro i doppi sensi.
    Scelgo cavalleria a cavallo, perché i nostri eroi, qui, probabilmente montano a pelo senza eccessivi effetti collaterali da schiacciamento sulla rigida sella: infatti, chiunque essi siano, è facile immaginarli liberi ormai, quasi come fanciulle, da fastidioso orpello dentro il cavallo dei pantaloni.
    E magari anche il cavallo (quello in carne ed ossa) è più contento.
    E se trattasi di giumenta?
    Ma questa è un’altra storia.

  6. Non so se sia una buona cosa, per Moby, essere aiutato da Ismaele, ma di cose buone se ne prospettano poche, nelle possibili alternative…
    Perciò, vada per l’Ismael-mission (ancorché, temo, impossible)!

  7. I dettagli della catastrofe e un Pip salvavita sono assai allettanti, a questo punto. Vediamo cosa riuscite a tirar fuori, non dalle braghe, ormai, ma dalle grottesche anse dei vostri genialoidi cervelli, filiformi e arzigogolate come le grottesche rinascimentali!

  8. Giulio M. K Peraltrove: sei un maledetto genio! Riesci a scrivere un racconto pieno di peni senza scadere nel volgare… Il tuo umorismo è decisamente interessante, anche se degenera in situazioni un po’ del cazzo 😀 seguo volentieri e aspetto di rifarmi un bagno nella tua demenzialità!

  9. Appurato che ‘sto nostro eroe non è tra “quei” sfigati che amano il linguaggio forbito e corretto, manco a dirlo, suggerisco una gara fuori gara a colpi di test…orto-grammaticali: e vinca il più dotto, se non il più… dotato!

  10. Una bella gara di bevute, perché no? Purché si tratti di vini a denominazione di origine controllata e garantita, oppure birre artigianali italiane, di mosti fermentati con lieviti di vini altrettanto DOCG, o anche di castagna; insomma, una singolar tenzone fra degustatori raffinati, non ubriaconi da 4 soldi! La sfida nella sfida: non dimentichiamo che la posta in gioco è altissima, addirittura il destino di Moby…

  11. Avere il membro al posto giusto e tre gambe (di cui una “farcita”) anziché due, in un mondo dove i membri per lo più sono sparsi e le gambe tutt’al più sono un paio, sarebbe un bel vantaggio!

  12. Secondo me sarebbe decisamente più plausibile che una gran parte delle donne del mondo vogliano scoparselo. Certo ci sono anche altre soluzioni per sopperire alla mancanza di peni naturali( e non mi dilungo oltre), però in una prospettiva del genere…:P
    Comunque il sunto di presentazione è fantastico, davvero! La storia è decisamente humor anche se per quel che mi riguarda non mi ha fatto troppo ridere(vuoi che l’inizio sia un po confusionario, vuoi che è l’incipit, vuoi che 5000 caratteri sul pene son difficili da rendere umoristicamente differenziati e originali 😉 ), nonostante abbia amato il otto dei pertugi. Continua così, magari cambia un po e mettetici qualche chiappa in più..si equilibra tutto 😛

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