A GREEK TRAGEDY – Once Upon A Time In Vietnam

Dove eravamo rimasti?

Cosa succederà nel prossimo episodio? Il Maggiore Subcheck continua comunque a voler rimanere per la strada, e intanto si scoprono dettagli sulla missione (33%)

Atto Primo: strade,destini,scelte


Maggiore Subcheck
:

Sordo!
Sordo rimango alle loro grida,
sordo alle vostre suppliche:
devo prendere ora i cardini fatali di questa missione.
Non posso darvi retta
né seguire il mio cuore
sebbene io sappia
quale sia la via del giusto.
Il nostro compito ci attende, lontano,
oltre i margini di questa
cupa notte,
oltre le vie della nostra perdizione.
Il tempo corre
inesorabile, attendendo una nostra risposta,
aspettando che il nostro uomo,
l’Uomo dai mille volti,
venga meno caro alla vita, se noi mai falliremo:
un castello ripugnante occupato dalla mondezza del globo, e il suo re sordo e infinito
che sorseggia un attimo ancora il successo della nostra sconfitta
noi, ultimi, dobbiamo pugnare.
Siamo macchine,
conosciamo i nostri onori, le nostre vergogne, i nostri doveri.
Siamo macchine, in attesa di sangue non nostro.
Andiamo ora, ascoltate la chiamata e il vostro giuramento.
Ascoltate la vostra vera natura.
E adesso seguitemi, perché in aggiunta non dirò.

I soldati riprendono il cammino, disponendosi in fila indiana.
I soldati Flower, Ringwraith e Doomraiders chiudono le fila. 

Soldato Flower:
Più non posso restare assorto in questa follia. Compagni d’armi, fratelli di morte!,
sparatemi o rifuggitemi, perché mai un passo ancora voglio fare.
Vi abbandono, che la disperazione possiate accogliere nuova e dimenticare!
E se avete pietà di voi prima
di loro poi
e di me umile e ultimo infine
sapete benissimo che il nostro percorso è ad un trivio ormai, sentieri di morte infiniti.

Soldato Doomraiders:
Stolte e incaute sono le tue parole,
puerili, e solo in attesa di punizione.
Perché ciò che tu riprometti di fare
il metallo crociato e la veloce morte
sole aspettano.
Bollato a disertore
traditore di valori che non concepisti neppure:
ingiustizia, patria, dai lei il nome che vuoi.
Così è
anche se sempre mai ti potrà parre.
E quegli altri alti han tremore alle dita, e l’occhio non allenato,
odono le tue parole prima ancora che tu le pronunci,
sentono già la loro coscienza placarsi nell’atto ultimo della tua morte.
Quindi modera le tue paure
e fa attenzione a non dover subire il maggiore e la sua furia,
ma anche non scordare l’ira nostra
di un compagno mancato che non ci fa da ombra
di un compagno ucciso su un palo piuttosto che da noi salvato.
Compassione coscienza unità.
Se devo morire in questo scempio preferisco farlo
mai avvinghiato al timore, sorreggendo stanca e pesante la vostra ultima spalla,
urlando deciso verso il mio fato.

Soldato Ringrwraith:
Soldato Doomraiders, quanto fiere e colme sono le tue parole.
E la sapienza ha dato più lume a te che al nostro disperato fratello,
questo è indubbio.
Ma,
di quei “ma” che non fanno la storia bensì il presente,
in quelle disperate lacrime c’è
indiscutibilmente la nostra verità:
il Soldato Flower forse vaneggia,
eppure, forse,
vede meglio di noi.
Perché egli teme non la fine di questo viaggio
ma il suo estremo percorso,
non l’implacabile cuor ghiacciato di un tribunale,
ma l’indomabile spada dei nostri spietati nemici.
Egli pensa non di sudore ma di cervello.
Sa appieno la nostra natura
e sa quali compiti non possiamo mancare.
Eppure conosce anche che ci sono strade, e non sempre fisiche,
che possiamo scegliere.
Percorrere ora questo imbocco è un azzardo,
in cui la possibilità di sconfitta è in mani non nostre e non sicure,
e sì,
saremo più in gloria e in grazia a tutti gli dei del cielo
e certo,
saremo anche più veloci a ricongiungerci a loro.
Quanto un solo cambiamento può stravolgere la nostra storia?
Il nostro compito è imminente,
ma è davvero la differenza di qualche giorno a far diventare un re imperatore?
Sperduti, e lontani da noi,
nelle grandi città e nei brucianti villaggi
tutti i nostri compagni cadono
e ancora combattono
in attesa di una nostra risposta.
Saremo vivi e pronti a dargliela? Non così. Non per queste vie.
Quindi ti supplico, e con te voialtri che mi ascoltate,
restii diveniamo al pericolo di poco senso,
che il maggiore ci porti in odio se il suo onore lo vorrà,
che le gambe si affatichino per il gran tempo perso,
ma che la vita scorra ancora in noi, quando avremmo finito le pagine di questa folle avventura.
Lontani sconosciuti, amici di una vita, compagni, fratelli, soldati, voltiamo le spalle
a quei alti ordini che al nulla portano,
sia esso eterno o solo vano,
diventiamo i capitani del nostro destino,
e marciamo per una diversa via,
una diversa scelta,
una nuova possibilità e vita.

Il coro è la coscienza comune dei tre soldati,
e pone loro le conseguenze delle loro scelte

Coro:
Volete sfidare
ciò che non potete.
E se il re diventa imperatore delle sue genti e signore dei vostri confini?
Se andate contro la corrente della vostra guida
quanta sciagura porterete, quanto caos;
ma soprattutto, quanta vittoria?
Vacillate ora per una scelta seppur ardua certo,
e cosa farete dunque
davanti all’estrema e ultima?
Quanta incertezza nelle vostre menti
quanta lucidità, saggezza, paura, incoscienza.
Prendendo ora d’assalto i vostri cuori
e muovendo quello degli altri
certo il filo che vi lega a questo mondo sarà più robusto…
ma per quanto tempo sarà tale? 

Nel prossimo episodio...

  • i due soldati prendono in mano la situazione e con la forza costringono il maggiore e il resto della squadra a seguire la loro decisione (0%)
    0
  • il soldato Doomraiders resterà fedele al suo comando, una scissione interna e una strage segneranno l'inizio di un nuovo cupo cammino (75%)
    75
  • un improvviso attacco del nemico interromperà i dibattiti e dividerà la squadra (25%)
    25

Voti totali: 4

Vota la tua opzione preferita

Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

21 Commenti

  1. La tua scelta di presentare un racconto sotto le spoglie della tragedia classica è indubbiamente molto originale e il tuo stile personale si evince tra una scena e l’altra, aldilà delle frasi fatte. Credo che il tuo tentativo di far apprezzare qualcosa di diverso possa trovare tra noi lettori un riscontro positivo. Seguo volentieri e voto Doomraiders fedele.

    • Grazie molte per il commento. Spero davvero che questa idea possa piacere, e non tanto per la storia in sé o per il modo in cui è scritta, ma semplicemente per mostrare, a partire da me stesso, che inventare, innovare, creare è un qualcosa di stupendo. Bastano pochi secondi per concepire un qualcosa di tanto banale come la mia storia che allo stesso tempo è tanto nuovo quanto diverso dal resto;) Perciò ti ringrazio ancora per il commento, alla prossima

  2. Ho letto ma non ce la faccio a seguire il racconto con piacere.
    Mi spiace ma, forse per mia ignoranza, non mi prende e non cattura il mio interesse.
    Probabile anche che possa esserfe un progetto troppo elevato per The Incipit, non so.

    Ti attribuisco i miei tre punti di incoraggiamento e apprezzo l’idea e il lodevole tentativo

    alla prossima
    gieffe

    • Se non lo apprezzi non penso sia per tua ignoranza ma, per come è giusto che sia, per semplice gusto personale 😉 Che sia un progetto troppo elevato ne dubito(sebbene lo colga come complimento mi vedo costretto a rifiutarlo 😛 ), ma forse-per come mi ritrovo a leggere ciò che scrivo- il racconto ha semplicemente una struttura impegnativa che difficilmente riesce a accordare i fili della trama, presentandoli chiari e puliti a tutti. Quello sì, e anche per mia scelta 🙂 Ti ringrazio comunque per l’incoraggiamento e spero che magari, quando la storia avrà preso piede e i consigli di tutti avranno migliorato questo racconto, tornerai a leggermi più volentieri. Alla prossima buon tutto

  3. Ho votato per una scissione interna e una strage che segneranno un nuovo cupo cammino… Se tragedia deve essere che lo sia fino in fondo. Devo dire che il nuovo episodio mi è piaciuto molto, forse perché le argomentazioni che hai opposto alle mie osservazioni potrebbero avermi convinto della bontà del progetto o forse, molto più semplicemente, perche comincia a incuriosirmi la storia e inizio ad abituarmi al tuo modo di raccontarla… Ma in fondo che importanza vuoi che abbia? L’importante è avermi preso all’amo… Ti rinnovo l’invito a toglierti quel famoso sassolino, sarei davvero curioso di sapere che ne pensi del mio racconto. Ti aspetto. Ciao.

  4. Il maggiore cede e prova strade alternative.
    Devo davvero farti i complimenti, questo capitolo è impostato e scritto in modo magistrale. Originale, preciso, evocativo, corretto. Bravo bravo. Ti seguo senza pensarci due volte.
    Bellissima l’ambientazione e la rivisitazione della guerra, chissà se qualcuno prima di te ci aveva pensato… forse no 🙂

  5. Gli elementi della tragedia greca mi sembra ci siano tutti: il racconto, l’azione, il dramma, la rappresentazione scenica e psicologica dei protagonisti. L’approccio è coraggioso, soprattutto per la scelta del contesto (la guerra del Vietnam è stata arciraccontata, in quasi tutte le salse, soprattutto dal cinema americano e riproporla in modalità ‘classica’ potrebbe persino non essere sufficiente a renderla interessante, un rischio che devi mettere in conto, temo). Devo dire che l’idea nel suo complesso mi affascina, ma lascerei a casa le frasi fatte. E’ vero che aiutano a dare pathos all’azione ma alla lunga rischiano di stufare. Mi sembra che tu abbia in testa un’idea abbastanza chiara di ciò che vuoi fare e non sarò sicuramente io a farti cambiare idea… Però sarebbe un peccato sprecare una buona idea limitandosi a giocare con modi di dire stantii e metafore ipertrite. Ti seguo, per ora, e mi scuso per la schiettezza. Comunque davvero complimenti per l’idea.

    • Figurati, la schiettezza non mi turba affatto. Mi sono approcciato in questo modo conscio di tutti i rischi del caso 😉 volevo trovare una combinazione originale stesa però attraverso metodi , e direi anche storie, classici. Ho quindi pensato che per restare coerente con l’idea di partenza dovevo per forza scendere a dei compromessi(quali appunto le frasi fatte). Certo prima di arrivare a ciò mi sono anche chiesto quale approccio stilistico avrebbe avuto maggiore effetto nel contesto generale dell’idea (e non della storia), e alla fine ho optato per qualcosa di più consueto, piuttosto che tentare e aggiungere al tutto(a mio dire non leggero)una artificiosità poetica che, per quanto brutta bella noiosa o originale, avrebbe potuto trasformare il complesso del racconto in qualcosa di eccessivo. Penso che i lettori si sentano più a loro agio con qualcosa che conoscono, soprattutto se sono messi a confronto con qualcosa che è – a suo modo – nuovo. Ben vengano le critiche!, in fondo i lettori siete voi. E se ciò che ho pensato non rispecchia una certa prospettiva, perché non modificarlo? Grazie quindi per il commento, che più che schietto definirei sincero. Cercherò di proseguire con la mia idea seguendo però le vostre critiche e annotazioni. Alla prossima

      • Ti faccio i complimenti anche per lo spirito che ,credo, sia quello giusto. Theincipit è una buona piattoforma, consente di confrontarsi (e, se si è ben disposti verso le critiche, crescere e migliorarsi o almeno questa è la mia opinione). Attendo il prossimo capitolo con grande curiosità… E se vuoi toglierti qualche sassolino dalle scarpe (metafora ipertrita) mi trovi nella sezione gialli… Ciao e in bocca al lupo (aridaje)…

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi