A GREEK TRAGEDY – Once Upon A Time In Vietnam

Prologo: e venne il buio...

PROLOGO

1966. Vietnam.
È in corso una segreta missione dell’operazione “search and destroy”.
In una foresta, una truppa di soldati improvvisamente si arresta.
 

Soldato Flower:
Sentite?
Le foglie vibrano della nostra tensione
e i passi sono rumori assordanti in questo silenzio di tragedia:
siamo burattini, fragili burattini delle nostre paure.
L’aria porta con sé un sentore di morte,
e i segreti dei fiumi mostrano solo dolore.
Maggiore, compagni, questa giungla è la dantesca selva oscura,
deviamo il nostro percorso, prendiamo altre vie per completare la missione!

Maggiore Subcheck:
La ragione non ti nego, Soldato Flower,
e se il mio cuore fosse meno pesante
seguirei ciecamente il tuo importante consiglio.
Non passa attimo che io non pensi
al terrore
all’orrore
che ha impregnato i nostri sguardi.
Quattro giorni son passati da quando partimmo
e già quattro di noi sono spirati:
tornando indietro dimenticheremmo il loro sacrificio,
tornando indietro renderemmo vana la loro morte.
In questo inoltre ti ammonisco,
non scordare quel che noi siamo
e che abbiamo giurato d’essere,
dimenticando la vita in favore di una più disumana esistenza:
la nostra missione ha priorità su tutto.
Dobbiamo proseguire,
spediti
impavidi
cauti
verso il nostro obiettivo.
Che la morte mi prenda, che il rancore scompaia, che iddio mi abbracci
se non avrò fatto di tutto,
di tutto,
per compiere il nostro destino.
Per commemorare le vite andate.
Per ottenere la vostra e mia salvezza.

Soldato Ringwraith:
Non per caso il Maggiore è lei, signore. E delle sue parole colgo tutta la saggezza.
Eppure non nego che il Soldato Flower abbia ragione.
La paura è ormai il nostro nutrimento,
e sul collo ci soffia l’alito il Tristo Mietitore:
perché proseguire?, perché rischiare?
Il mondo ci ha dimenticati, il nostro sole abbiam perduto ormai da tempo.
La sventura è l’unica alleata che ancora ci viene incontro.
Fra i caduti dei nostri uno fu mio grande amico,
e mai
mai
mai
potrò abbandonare il suo ricordo, trascurare la sua memoria:
il mio giudizio non potrà davvero essere equo,
ma non fatico ad ammetterlo,
vorrei poter tornare a casa,
là, nei campi di grano nascosti del mio bel paese,
tornare a casa e piangere il mio amico nell’abbraccio della sua famiglia,
tornare a casa sulle mie gambe e non chiuso nel soffocante legno,
tornare a casa con il rimorso di qualche caduto, e non l’oppressione di una completa carneficina.
La scelta è su una strada, non sulla sua meta.
Preferisco allungare i tempi della missione, ma avere salva la vita di noi tutti,
piuttosto che continuare barcollanti su questa sconosciuta processione.
Siamo uomini di cuore, e non macchine di forza.
Maggiore, lei ha in mano i nostri destini:
li intrecci bene nelle sorti di questa guerra.
Muti il suo animo per qualcosa di più.

STASIMO

Il coro si presenta simile a grida di battaglia nemiche, che sussurrano all’orecchio del Maggiore Subcheck.

Coro :
Sprofonda!
Distogli la vita per una strada incerta!
Siete nella nostra guerra, perché versate innocente sangue?
Siete nella nostra guerra; perché volete morire, estranei?
Siete nella nostra guerra, pagheremo da soli le nostre colpe.
Il sentiero ti annebbia la mente,
le morti occupano i tuoi sogni,
sprofonda!
Abbandonati al lungo abbraccio del nulla, sparisci da queste terre, rifugiati nel tuo mondo.
Sprofonda, scappa, muori, vivi, uccidi, intrappola, urla!

Cosa succederà nel prossimo episodio?

  • I Soldati Flower e Ringwraith cercano di convincere il resto della truppa ad "ammutinarsi" al Maggiore Subcheck (33%)
    33
  • Il Maggiore cede e tenta di raggiungere l'obiettivo attraverso un'altra via. Intanto emergono dettagli su ciò che è accaduto in precedenza (33%)
    33
  • Il Maggiore Subcheck continua comunque a voler rimanere per la strada, e intanto si scoprono dettagli sulla missione (33%)
    33
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21 Commenti

  1. La tua scelta di presentare un racconto sotto le spoglie della tragedia classica è indubbiamente molto originale e il tuo stile personale si evince tra una scena e l’altra, aldilà delle frasi fatte. Credo che il tuo tentativo di far apprezzare qualcosa di diverso possa trovare tra noi lettori un riscontro positivo. Seguo volentieri e voto Doomraiders fedele.

    • Grazie molte per il commento. Spero davvero che questa idea possa piacere, e non tanto per la storia in sé o per il modo in cui è scritta, ma semplicemente per mostrare, a partire da me stesso, che inventare, innovare, creare è un qualcosa di stupendo. Bastano pochi secondi per concepire un qualcosa di tanto banale come la mia storia che allo stesso tempo è tanto nuovo quanto diverso dal resto;) Perciò ti ringrazio ancora per il commento, alla prossima

  2. Ho letto ma non ce la faccio a seguire il racconto con piacere.
    Mi spiace ma, forse per mia ignoranza, non mi prende e non cattura il mio interesse.
    Probabile anche che possa esserfe un progetto troppo elevato per The Incipit, non so.

    Ti attribuisco i miei tre punti di incoraggiamento e apprezzo l’idea e il lodevole tentativo

    alla prossima
    gieffe

    • Se non lo apprezzi non penso sia per tua ignoranza ma, per come è giusto che sia, per semplice gusto personale 😉 Che sia un progetto troppo elevato ne dubito(sebbene lo colga come complimento mi vedo costretto a rifiutarlo 😛 ), ma forse-per come mi ritrovo a leggere ciò che scrivo- il racconto ha semplicemente una struttura impegnativa che difficilmente riesce a accordare i fili della trama, presentandoli chiari e puliti a tutti. Quello sì, e anche per mia scelta 🙂 Ti ringrazio comunque per l’incoraggiamento e spero che magari, quando la storia avrà preso piede e i consigli di tutti avranno migliorato questo racconto, tornerai a leggermi più volentieri. Alla prossima buon tutto

  3. Ho votato per una scissione interna e una strage che segneranno un nuovo cupo cammino… Se tragedia deve essere che lo sia fino in fondo. Devo dire che il nuovo episodio mi è piaciuto molto, forse perché le argomentazioni che hai opposto alle mie osservazioni potrebbero avermi convinto della bontà del progetto o forse, molto più semplicemente, perche comincia a incuriosirmi la storia e inizio ad abituarmi al tuo modo di raccontarla… Ma in fondo che importanza vuoi che abbia? L’importante è avermi preso all’amo… Ti rinnovo l’invito a toglierti quel famoso sassolino, sarei davvero curioso di sapere che ne pensi del mio racconto. Ti aspetto. Ciao.

  4. Il maggiore cede e prova strade alternative.
    Devo davvero farti i complimenti, questo capitolo è impostato e scritto in modo magistrale. Originale, preciso, evocativo, corretto. Bravo bravo. Ti seguo senza pensarci due volte.
    Bellissima l’ambientazione e la rivisitazione della guerra, chissà se qualcuno prima di te ci aveva pensato… forse no 🙂

  5. Gli elementi della tragedia greca mi sembra ci siano tutti: il racconto, l’azione, il dramma, la rappresentazione scenica e psicologica dei protagonisti. L’approccio è coraggioso, soprattutto per la scelta del contesto (la guerra del Vietnam è stata arciraccontata, in quasi tutte le salse, soprattutto dal cinema americano e riproporla in modalità ‘classica’ potrebbe persino non essere sufficiente a renderla interessante, un rischio che devi mettere in conto, temo). Devo dire che l’idea nel suo complesso mi affascina, ma lascerei a casa le frasi fatte. E’ vero che aiutano a dare pathos all’azione ma alla lunga rischiano di stufare. Mi sembra che tu abbia in testa un’idea abbastanza chiara di ciò che vuoi fare e non sarò sicuramente io a farti cambiare idea… Però sarebbe un peccato sprecare una buona idea limitandosi a giocare con modi di dire stantii e metafore ipertrite. Ti seguo, per ora, e mi scuso per la schiettezza. Comunque davvero complimenti per l’idea.

    • Figurati, la schiettezza non mi turba affatto. Mi sono approcciato in questo modo conscio di tutti i rischi del caso 😉 volevo trovare una combinazione originale stesa però attraverso metodi , e direi anche storie, classici. Ho quindi pensato che per restare coerente con l’idea di partenza dovevo per forza scendere a dei compromessi(quali appunto le frasi fatte). Certo prima di arrivare a ciò mi sono anche chiesto quale approccio stilistico avrebbe avuto maggiore effetto nel contesto generale dell’idea (e non della storia), e alla fine ho optato per qualcosa di più consueto, piuttosto che tentare e aggiungere al tutto(a mio dire non leggero)una artificiosità poetica che, per quanto brutta bella noiosa o originale, avrebbe potuto trasformare il complesso del racconto in qualcosa di eccessivo. Penso che i lettori si sentano più a loro agio con qualcosa che conoscono, soprattutto se sono messi a confronto con qualcosa che è – a suo modo – nuovo. Ben vengano le critiche!, in fondo i lettori siete voi. E se ciò che ho pensato non rispecchia una certa prospettiva, perché non modificarlo? Grazie quindi per il commento, che più che schietto definirei sincero. Cercherò di proseguire con la mia idea seguendo però le vostre critiche e annotazioni. Alla prossima

      • Ti faccio i complimenti anche per lo spirito che ,credo, sia quello giusto. Theincipit è una buona piattoforma, consente di confrontarsi (e, se si è ben disposti verso le critiche, crescere e migliorarsi o almeno questa è la mia opinione). Attendo il prossimo capitolo con grande curiosità… E se vuoi toglierti qualche sassolino dalle scarpe (metafora ipertrita) mi trovi nella sezione gialli… Ciao e in bocca al lupo (aridaje)…

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