Ostrakon – da una vita in pezzi

Dove eravamo rimasti?

Oltre all'attentato nell'acropoli, quale vorresti seguire? Ponte (Trasibulo - in attesa al ponte) (67%)

La calma

L’Acropoli era appena stata chiusa al popolo per l’incontro diplomatico, le guardie si erano riunite davanti agli accessi per verificare ogni eventuale entrata o uscita. Tra le offerte del tempio di Era qualcosa si muoveva: Aristandro uscì da una grande cesta di vimini ricolma di olive, auspicio per una buona annata dell’olio dell’isola, cercando di evitare incidenti che avrebbero compromesso i suoi piani. Altri due recipienti posti vicino all’altare si aprirono nel silenzio del maestoso tempio dorico, sotto gli occhi della marmorea dea due ragazzi appena ventenni emersero rispettivamente da un otre di vino e da una opulenta offerta di fichi maturi, probabilmente qualche ricco mercante Ateniese era in cerca di fortuna per il lungo viaggio verso l’Attica. Aristandro chiamò a se i due giovani, il Meltemi, vento che soffia da Nord, spazzava via il forte odore di vino che aveva pervaso il tempio, peccato che nessuno tra i cospiratori conoscesse qualcuno in procinto di una donazione di uva. Le armi erano nascoste nei doppifondi di alcune casse di farina, utili anche per pulire dal vino il giovane. Tra gli abiti offerti ne trovarono alcuni adatti alle loro esigenze, non potevano presentarsi all’ambasciatore persiano vestiti da popolani. Si vestirono frettolosamente, dando ai dettagli l’importanza che il tempo permetteva, nascosero le armi e corsero fuori per assalire i diplomatici che avrebbero dovuto accogliere l’ambasciata, di passaggio sotto al tempio. Pochi attimi, un gemito soffocato con le mani, l’ultima fatica di trascinare i loro corpi privi di sensi dietro alle offerte del tempio. Aristandro corse davanti all’entrata principale appena in tempo per vedere le guardie allargarsi per permettere all’ambasciatore di entrare. Asciugò velocemente l’ultima goccia di sudore, si fece coraggio e si avvicinò a quell’uomo alto, dalla carnagione scura, con strani indumenti che tenevano le gambe separate anzi che lasciarle libere e aerate, sciocche usanze persiane.

-Buongiorno ambasciatore, mi chiamo Alessicle, la accompagnerò in una visita veloce dell’acropoli e quindi all’apputamento con l’oligarca.

Il cenno di assenso del persiano dissipò la tensione che cominciava ad annebbiare la sua mente, sorrise affabilmente e si avviarono verso il tempio di Era, dove lo avrebbe finalmente affidato ad uno dei due giovani per dedicarsi all’oligarca.

Mentre Aristandro inscenava il ruolo a lui così poco consono del diplomatico, Trasibulo attendeva il suo momento nei pressi del ponte che tagliava l’insenatura sulla costa dell’isola. Con lui trepidavano altri 10 ribelli, apparentemente armati alla buona ma motivati da anni di ingiustizie e soprusi, agguerriti nello spirito. Fissando le onde infrangersi sugli scogli venne travolto dallo sconforto, il mondo sembrava non essere stato creato per le rivoluzioni, bastava guardare come il mare ogni giorno combattesse invano la sua battaglia con la scogliera, forse non era destino. Comunicò il suo pensiero a Tiros, il più anziano tra loro

-Vedi Trasibulo, io sono nato molti anni prima di te e conosco bene il mondo, tu porti l’esempio di questa insenatura ma non sai che fu proprio il mare a crearla. Come noi questo mare ha lottato ogni giorno, ed il giorno giusto ha saputo prendersi la sua vittoria sulla roccia, facendola franare, oggi è il nostro giorno.

Il giovane guardò in basso i segni della guerra del mare, poi alzò gli occhi e sorrise al vecchio, un uomo con un viso così consumato aveva certamente visto più mondo di lui, e si fidò. Un messo interruppe la sua pausa riflessiva

-Mi manda Filippo, sono partiti, saranno qui a breve, ma c’è un contrattempo, viaggeranno separati, Filippo sarà con il primo oligarca

-Questo complica notevolmente i nostri piani, se faremo crollare il ponte uno dei due si salverà, dovremo ingegnarci- disse Tiros

-Analizziamo la situazione, non possiamo fermarli, così capirebbero che c’è sotto qualcosa, tuttavia possiamo sfruttare in altro modo il ponte, se li bloccassimo su di esso potremmo spingerli giù- azzardò il messo, e Trasibulo ribatté

-Difficilmente però potremmo uccidere i sopravvissuti in acqua se siamo sul ponte, avrebbero fuga facile, ci conviene uccidere la prima parte in un’imboscata dopo il ponte, del resto se vengono separati dovranno separare anche il corpo di guardia.

Trasibulo prese 8 degli uomini con se per l’agguato, lasciandone due al ponte, se il secondo oligarca fosse arrivato in anticipo avrebbero potuto farlo crollare. A soli due minuti di cammino oltre al ponte la vegetazione e alcune rocce fornivano il luogo ideale per l’agguato, causarono una piccola frana per bloccare la stradae si nascosero in attesa del momento cruciale. La mente di Trasibulo ora non conosceva esitazione, era del tutto calato nel suo ruolo di ribelle, galvanizzato dal sogno di un mondo giusto finalmente poteva dare il suo contributo, finalmente poteva donarsi per qualcosa di più grande. Avere qualcosa per cui morire era per lui il dono più grande che la vita potesse fare.

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21 Commenti

  1. Mi è piaciuta moltissimo la seconda parte di questo episodio, specialmente le descrizioni e le azioni. Sei molto migliorato dall’inizio della storia.
    Il modo in cui hai descritto i movimenti della folla, la loro attesa e l’entrata della cavalleria. Ma anche la lapidazione dei cavalieri poco prima. È stato tutto molto vivido, quando i cavalieri sono entrati credo di aver provato un pizzico di quell’emozione, di quell’ adrenalinica paura del popolo. È per questo che ho votato per la vittoria sulle guardie, tifo per il popolo ahaha.
    I miei più vivi complimenti! 🙂

  2. Questa storia la vedrei bene come opera teatrale, ne ha tutti gli elementi! Spero solo che questa volta la scelta che ho fatto venga sviluppata…certo una intera generazione di eunuchi e..eunuche(non trovo il termine, vado di neologismi) non è proprio il massimo, ma renderebbe il tutto certo molto originale! Attendo il prossimo episodio

    • Addirittura, grazie mille! le scelte possibili sono state tutte tarate per cercare di rendere un ritratto realista dell’anelito di rivalsa dell’uomo, personalmente la mia scelta preferita è quella degli stupri, loro uccidono la sua stirpe e lui risponde rubando le loro, è la scelta che in fondo, agli occhi di Polimaco, riequilibra meglio le sorti.
      Grazie per l’attenzione 🙂

  3. Bene, è dallo scorso episodio, quando hai accennato al vecchio cane, che spero non si tratti di un omaggio alla vicenda di Argo e Ulisse… quella storia mi commuove sempre!

    Tornando al racconto ho votato per il massacro, mi sembra più in linea con le “tradizioni” greche, dimmi se sbaglio. 🙂
    Ah, c’è una parte, verso l’inizio, in cui ripeti troppo la parola “voce”, cerca di evitare questo genere di cose quando scrivi.

    Al prossimo episodio!

  4. Ho seguito la storia dall’inizio senza avere la possibilità di commentare (problemi di tempo).
    Il racconto va crescendo e non calando, cioè gli episodi appassionano man mano che si va avanti, e questo è un bene. L’inesperienza si vede in molti aspetti, soprattutto descrizioni ed azioni dei personaggi. I dialogi mi piacciono molto 🙂

    Al prossimo episodio!

  5. Allora, primo a commentare vedo.

    Deliziosa la cornice narrativa della grecia antica, e la vicenda scorre molto bene.
    Non ho notato errori,l ne di tipologia grammaticale ne storica a livello di descrizioni/linguaggio.

    La vicenda procede bene, se posso però vorrei farti un paio di osservazioni, causate forse dalla poca esperienza:

    Inizio del discorso diretto, la prima lettere va maiuscola, è una regoletta su cui passo volentieri sopra personalmente, ma stilisticamengte è un po’ una battuta d’arresto.

    Seconda cosa, quando all’interno del dialogo devi segnalare chi parla (es. -perfetto, mi occuperò del secondo, disse Aristandro, ho molti amici…) la componente “£disse Alessandro” invece che porla fra le virgole ti suggerisco di usare i trattini.

    -perfetto, mi occuperò del secondo- disse Aristandro -ho molti amici…

    Così risulta chiaro lo stacco fra parlato e narrazione, perchè usando le virgolette pare quasi che sia tutto discrso diretto.

    In Ogni caso seguo e son curioso di vedere che accade con la rivolta.

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