Ostrakon – da una vita in pezzi

Dove eravamo rimasti?

Per l'ultimo episodio dovrò ascoltare la Storia, pertanto vi chiedo solo come PENSATE (e non sbirciate) si chiuderà il racconto Aristandro, Trasibulo e Trasillo diventeranno i nuovi oligarchi, ignorando le promesse fatte di democrazia (33%)

La fine dei giusti

Il corteo trionfale, festando e urlando il proprio entusiasmo,  portava i suoi condottieri nell’acropoli, chi lodava gli dei, chi lodava gli uomini, chi lodava se stesso e chi semplicemente ringraziava. Trasibulo e Trasillo narravano i loro giorni di latitanza ai bambini, i quali pendevano dalle loro labbra, piccole spugne assetate di eroismo e di modelli da imitare che già fantasticavano le gesta leggendarie che un giorno sarebbe toccato loro raccontare. Aristandro nel frattempo parlava col padre, il vecchio Iperbolo, anche lui festeggiato per aver combattuto nonostante la sua età contro la tirannia, mantenendo vive le speranze degli isolani.

Le maestose scale marmoree del tempio di Era si prestarono come palchi per il comizio dei vincitori. I tre giovani raccolsero a fatica l’attenzione del popolo in festa, era il momento di dare nuove basi alla politica dell’isola

-Sono passati anni dal giorno in cui approdai su quest’isola con la mia famiglia, cacciato dalla patria che avevo servito con tutta la diligenza di cui ero capace, ho affrontato un nuovo inizio qui, a Samo. Posso affermare senza ombra d’incertezza che il ponte d’acqua che separa questa gente dalla terraferma la ha salvata dall’avvento della corruzione e della perversione che ha invece irrimediabilmente contagiato Atene e la sua vita politica. Grazie agli dei qui ho potuto incontrare persone con valori antichi, disposte a sacrificarsi nel nome del popolo e della patria e sono orgoglioso di aver cresciuto qui i miei figli, in particolare Aristandro, che mi ha reso un padre fiero crescendo libero e forte come gli altri giovani dell’isola, proteggendola come se fosse la terra che lo ha fatto nascere. Quest’isola ci ha adottato, e noi abbiamo dato ogni goccia del nostro sudore per meritarlo, ed oggi finalmente possiamo dire di aver ripagato Samo per la sua accoglienza. Oggi finalmente torna la democrazia, torna la libertà.

Il discorso di Iperbolo venne accolto da un’ovazione, seguita da altre calorose manifestazioni di affetto, i volti dei presenti sembravano rispecchiare la rinascita politica con una rinascita interiore, le donne abbracciavano i bambini, consapevoli che avrebbero avuto un futuro più roseo, gli uomini baciavano le mogli e accarezzavano le teste dei pargoli, invegendati dall’euforia che aleggiava nell’aria colma di risa e vita.

Vennero organizzate le elezioni, il giorno seguente chiunque avrebbe potuto depositare il proprio voto nelle urne fuori dal tempio di Era, sotto gli occhi severi e materni della dea. Così, quella sera ognuno dei presenti portò in casa propria un po’ della gioia che aveva conquistato, s’era fatto più in un giorno che in anni di ribellione nell’ombra. Anche Aristandro potè finalmente tornare a casa, ma, diversamente, portò con se solo una briciola di tristezza. Lo attendeva un gravoso compito.

Quando il buio era già impenetrabile un suono lo svegliò, le dure nocche di qualcuno battevano sul legno della casa. La madre lo chiamò, cercavano lui.

Polimaco lo guardava ghignando dall’uscio, quella vittoria era stata più gustosa per lui che per chiunque, era finalmente giunto il momento della vendetta. Il buio li inghiottì.

Nessuno sa cosa accadde di preciso quella notte, tutti però ne videro le conseguenze: il corpo di Polimaco venne trovato poco lontano da casa di Aristandro, decapitato e con diverse ferite di cui una molto profonda alla gamba, probabilmente quella che lo costrinse in ginocchio.

Aristandro invece fu trovato in piedi appoggiato ad un albero, gli dei vollero che morisse eretto, come ogni eroe che si rispetti. La ferita al ventre lacrimava ancora le ultime gocce di sangue, nonostante il giovane fosse già in cammino verso l’Ade, e sul suo viso un espressione austera ma pacifica ritraeva le sue ultime emozioni: era morto per impedire che un atroce delitto macchiasse di sangue innocente la neonata democrazia, aveva estirpato fino all’ultimo brandello di violenza dall’isola, come lei aveva adottato lui, orfano di patria, lui aveva adottato l’sola, proteggendola dalla cecità degli uomini. Qualcuno disse che aveva violato una promessa fatta sulla tomba di un amico, ma l’onore dato a pegno non valeva l’integrità delle conquiste fatte. Così morì Aristandro, dimostrando quanto è disposto a sacrificare chi ha un progetto e ne fa una ragione di vita.

La storia poi ci racconta che solo un anno dopo gli olgarchici tentarono un colpo di stato, uccidendo Iperbolo, che allora governava Samo, ma questo piccolo rigurgito venne facilmente soffocato dai due nuovi strateghi, Trasibulo e Trasillo. Purtroppo però il mare che separava Samo dalla Grecia non bastò a salvarla dalle trame ordite da Alcibiade, già responsabile dell’ostracismo di Iperbolo, che riuscì ad attuare il ritorno dell’oligarchia.

Ma forse è normale che sia così, è inutile sperare in un lieto fine, del resto la Storia, per sua stessa costituzione, non ha una fine.

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21 Commenti

  1. Mi è piaciuta moltissimo la seconda parte di questo episodio, specialmente le descrizioni e le azioni. Sei molto migliorato dall’inizio della storia.
    Il modo in cui hai descritto i movimenti della folla, la loro attesa e l’entrata della cavalleria. Ma anche la lapidazione dei cavalieri poco prima. È stato tutto molto vivido, quando i cavalieri sono entrati credo di aver provato un pizzico di quell’emozione, di quell’ adrenalinica paura del popolo. È per questo che ho votato per la vittoria sulle guardie, tifo per il popolo ahaha.
    I miei più vivi complimenti! 🙂

  2. Questa storia la vedrei bene come opera teatrale, ne ha tutti gli elementi! Spero solo che questa volta la scelta che ho fatto venga sviluppata…certo una intera generazione di eunuchi e..eunuche(non trovo il termine, vado di neologismi) non è proprio il massimo, ma renderebbe il tutto certo molto originale! Attendo il prossimo episodio

    • Addirittura, grazie mille! le scelte possibili sono state tutte tarate per cercare di rendere un ritratto realista dell’anelito di rivalsa dell’uomo, personalmente la mia scelta preferita è quella degli stupri, loro uccidono la sua stirpe e lui risponde rubando le loro, è la scelta che in fondo, agli occhi di Polimaco, riequilibra meglio le sorti.
      Grazie per l’attenzione 🙂

  3. Bene, è dallo scorso episodio, quando hai accennato al vecchio cane, che spero non si tratti di un omaggio alla vicenda di Argo e Ulisse… quella storia mi commuove sempre!

    Tornando al racconto ho votato per il massacro, mi sembra più in linea con le “tradizioni” greche, dimmi se sbaglio. 🙂
    Ah, c’è una parte, verso l’inizio, in cui ripeti troppo la parola “voce”, cerca di evitare questo genere di cose quando scrivi.

    Al prossimo episodio!

  4. Ho seguito la storia dall’inizio senza avere la possibilità di commentare (problemi di tempo).
    Il racconto va crescendo e non calando, cioè gli episodi appassionano man mano che si va avanti, e questo è un bene. L’inesperienza si vede in molti aspetti, soprattutto descrizioni ed azioni dei personaggi. I dialogi mi piacciono molto 🙂

    Al prossimo episodio!

  5. Allora, primo a commentare vedo.

    Deliziosa la cornice narrativa della grecia antica, e la vicenda scorre molto bene.
    Non ho notato errori,l ne di tipologia grammaticale ne storica a livello di descrizioni/linguaggio.

    La vicenda procede bene, se posso però vorrei farti un paio di osservazioni, causate forse dalla poca esperienza:

    Inizio del discorso diretto, la prima lettere va maiuscola, è una regoletta su cui passo volentieri sopra personalmente, ma stilisticamengte è un po’ una battuta d’arresto.

    Seconda cosa, quando all’interno del dialogo devi segnalare chi parla (es. -perfetto, mi occuperò del secondo, disse Aristandro, ho molti amici…) la componente “£disse Alessandro” invece che porla fra le virgole ti suggerisco di usare i trattini.

    -perfetto, mi occuperò del secondo- disse Aristandro -ho molti amici…

    Così risulta chiaro lo stacco fra parlato e narrazione, perchè usando le virgolette pare quasi che sia tutto discrso diretto.

    In Ogni caso seguo e son curioso di vedere che accade con la rivolta.

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