Ostrakon – da una vita in pezzi

Dai cocci di un vaso nasce una rivoluzione

-Tutto iniziò quando mio padre, Iperbolo, decise, per il bene della Polis, che uno dei 3 cittadini col maggiore seguito dovesse uscire dalla scena, del resto era questa la funzione dell’ostracismo, scremare la politica per facilitare la vita agli elettori e rendere meno confusa la vita dell’agorà. La buona fede del mio genitore lo portarono a proporre la soluzione, che venne subito accettata di buon grado dal popolo, bisognoso di chiarimenti, ma i diretti interessati, lupi travestiti da pecore, furono abbastanza astuti da intavolare un’istantanea contromossa per scansare il colpo e rimanere sulla cresta dell’onda nel burrascoso mare della politica ateniese: si allearono e guidarono il malcontento cittadino verso mio padre, commissionarono degli ostrakon con sopra il suo nome e li fecero distribuire affinchè nessuno dovesse nemmeno affaticarsi scrivendolo ed ottennero l’ostracismo di mio padre, condito con la peggiore diffamazione che un uomo possa ricevere. Quel giorno mio padre, umiliato e deriso, divenne il loro capro espiatorio e permise loro di salvarsi e di continuare ad orchestrare i loro teatrini alle spalle degli Ateniesi. Oggi sono passati 6 anni da quel giorno, ed io, che sono cresciuto al suo fianco, so quanto è stato segnato da questa esperienza, e so che nessuno meglio di lui può guidarci contro gli amici dei suoi antichi nemici che ora governano indebitamente quest’isola.

Una goccia di sudore attraversò la fronte del giovane Aristandro, tuffatasi giù dalla selva di capelli corvini marciò fino al sopracciglio destro, perdendosi al suo interno.

L’assemblea rumoreggiava, il suo intervento aveva scosso gli animi, li aveva indignati, galvanizzati alla battaglia. L’isola di Samo stava per conoscere una nuova primavera, la democrazia sarebbe presto tornata e suo padre avrebbe ottenuto la rivincita che meritava. Aristandro era diventato il membro più illustre della fazione democratica di Samo, era stimato da tutti, nonostante la sua giovane età.

Era già calato il sole quando rientrò a casa, ma la madre lo aveva atteso sveglia

-perchè così tardi, figlio? tuo padre è rientrato tempo fa

-perdonami, mi sono trattenuto con alcuni amici per pianificare, domani sarà un lungo giorno, un giorno da ricordare per sempre

-tu canti già vittoria ma il nemico dorme tranquillo nel suo letto, le rivoluzioni non sempre vanno a buon fine Aristandro, e farsi vedere in giro così numerosi ad ore così tarde è sospetto

-sappiamo come badare a noi stessi, madre, domani avremo la meglio.

tagliò corto Aristandro. Ed alla notte seguì l’alba.

Il porto si stava affollando, Aristandro, controllando di non essere seguito, entrò in una pescheria. Dietro alle cassette colme di pescato un viso anziano si corrucciò, nel tentativo di mettere a fuoco il visitatore

-sono Aristandro, Tiros

a queste parole il viso del vecchio si distese in un sorriso. Subito spostò il suo sgabello e aprì una botola, dove Aristandro si lanciò in fretta e furia per permettergli di richiuderla al più presto. Nella caverna lo aspettavano Trasillo, Filippo e Trasibulo, i suoi 3 luogotenenti, amici fidati, che avrebbero reso possibile l’impresa

-vi direi “buongiorno” ma è presto per dirlo, spero lo racconteranno i nostri nipoti, quanto sia stato buono, esordì Aristandro cercando di allentare la palpabile tensione, oggi finalmente potremo porre le basi per un futuro migliore, 4 despoti oligarchi, una sola soluzione possibile, i nostri informatori ci hanno già aggiornato?

-io ho saputo che oggi due dei nostri obiettivi viaggeranno come previsto fino al porto per accogliere la delegazione Ateniese che approderà nel pomeriggio, disse Trasibulo, e di costoro mi occuperò con Filippo, abbiamo già organizzato il blocco della strada maestra per farli deviare sul ponte prescelto per l’agguato, lì il numero delle guardie non conterà, inoltre Filippo sarà al posto della guardia che abbiamo corrotto, avere una talpa fa sempre comodo.

-io invece ho ricevuto un messaggio coi programmi degli altri due, uno presiederà il tribunale tutto il giorno, l’altro arriverà nel pomeriggio all’acropoli per incontrare l’ambasceria persiana

-perfetto, mi occuperò del secondo, disse Aristandro, ho molti amici disposti a nascondere le nostre armi nell’acropoli, fermerò con falsi contrattempi l’ambasciatore e mi sostituirò ad egli, così sarò insospettabile e soprattutto elimineremo la possibilità di incidenti diplomatici, tu invece, Trasillo, rivolgiti al tuo contatto tra gli oratori dell’agorà, potrà darti gli abiti adatti per il tribunale e qualche consiglio su dove cogliere l’infame senza le sue guardie, purtroppo far entrare degli uomini armati in un tribunale senza scatenare un putiferio è troppo complesso, potremmo versare più sangue del necessario.

Dopo aver stabilito i vari luoghi di ritrovo al tramonto venne il momento del commiato tra i 4 giovani, i quali si riunirono in un attimo di silenzio, guardandosi negli occhi e cercando coraggio l’uno nell’altro. Ormai erano uomini, era giunto il loro momento.

Oltre all'attentato nell'acropoli, quale vorresti seguire?

  • Ponte (Filippo - talpa tra le guardie dei due oligarchi) (0%)
    0
  • Ponte (Trasibulo - in attesa al ponte) (67%)
    67
  • Tribunale (Trasillo - travestito da oratore dell'agorà) (33%)
    33
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21 Commenti

  1. Mi è piaciuta moltissimo la seconda parte di questo episodio, specialmente le descrizioni e le azioni. Sei molto migliorato dall’inizio della storia.
    Il modo in cui hai descritto i movimenti della folla, la loro attesa e l’entrata della cavalleria. Ma anche la lapidazione dei cavalieri poco prima. È stato tutto molto vivido, quando i cavalieri sono entrati credo di aver provato un pizzico di quell’emozione, di quell’ adrenalinica paura del popolo. È per questo che ho votato per la vittoria sulle guardie, tifo per il popolo ahaha.
    I miei più vivi complimenti! 🙂

  2. Questa storia la vedrei bene come opera teatrale, ne ha tutti gli elementi! Spero solo che questa volta la scelta che ho fatto venga sviluppata…certo una intera generazione di eunuchi e..eunuche(non trovo il termine, vado di neologismi) non è proprio il massimo, ma renderebbe il tutto certo molto originale! Attendo il prossimo episodio

    • Addirittura, grazie mille! le scelte possibili sono state tutte tarate per cercare di rendere un ritratto realista dell’anelito di rivalsa dell’uomo, personalmente la mia scelta preferita è quella degli stupri, loro uccidono la sua stirpe e lui risponde rubando le loro, è la scelta che in fondo, agli occhi di Polimaco, riequilibra meglio le sorti.
      Grazie per l’attenzione 🙂

  3. Bene, è dallo scorso episodio, quando hai accennato al vecchio cane, che spero non si tratti di un omaggio alla vicenda di Argo e Ulisse… quella storia mi commuove sempre!

    Tornando al racconto ho votato per il massacro, mi sembra più in linea con le “tradizioni” greche, dimmi se sbaglio. 🙂
    Ah, c’è una parte, verso l’inizio, in cui ripeti troppo la parola “voce”, cerca di evitare questo genere di cose quando scrivi.

    Al prossimo episodio!

  4. Ho seguito la storia dall’inizio senza avere la possibilità di commentare (problemi di tempo).
    Il racconto va crescendo e non calando, cioè gli episodi appassionano man mano che si va avanti, e questo è un bene. L’inesperienza si vede in molti aspetti, soprattutto descrizioni ed azioni dei personaggi. I dialogi mi piacciono molto 🙂

    Al prossimo episodio!

  5. Allora, primo a commentare vedo.

    Deliziosa la cornice narrativa della grecia antica, e la vicenda scorre molto bene.
    Non ho notato errori,l ne di tipologia grammaticale ne storica a livello di descrizioni/linguaggio.

    La vicenda procede bene, se posso però vorrei farti un paio di osservazioni, causate forse dalla poca esperienza:

    Inizio del discorso diretto, la prima lettere va maiuscola, è una regoletta su cui passo volentieri sopra personalmente, ma stilisticamengte è un po’ una battuta d’arresto.

    Seconda cosa, quando all’interno del dialogo devi segnalare chi parla (es. -perfetto, mi occuperò del secondo, disse Aristandro, ho molti amici…) la componente “£disse Alessandro” invece che porla fra le virgole ti suggerisco di usare i trattini.

    -perfetto, mi occuperò del secondo- disse Aristandro -ho molti amici…

    Così risulta chiaro lo stacco fra parlato e narrazione, perchè usando le virgolette pare quasi che sia tutto discrso diretto.

    In Ogni caso seguo e son curioso di vedere che accade con la rivolta.

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