Il principe oscuro

Dove eravamo rimasti?

Cosa farà il puma? comincerà a parlare (57%)

Ora si comincia

-Chi siete?-

il puma di fronte a noi cominciò a parlare. Miriam per un momento sembrò riconoscere qualcosa in quell’animale, in quella voce. Io ormai non mi aspettavo più nulla. Ero quasi morto prima, ora c’era un puma di fronte a noi che voleva ammazzarci. Non credevo di potermi sorprendere più ora mai.

-Siamo dei viaggiatori. Abbiamo intenzione di proseguire e andarcene da qui- disse Miriam mantenendo gli occhi azzurri contro la bestia. Aveva un pelo nero brillante, quasi soffice come l’allevamento di gatti a Corte.

-non avete l’impressione di essere viaggiatori…piuttosto dei fuggitivi- disse la bestia. In realtà non capivo come potesse parlare. Era come se una voce provenisse da dentro l’animale, perché non muoveva nemmeno la bocca. Era una voce femminile.

-ci hanno aggredito mentre venivamo qui- dissi io indicando il mio piede. Miriam e la bestia non dissero nulla e rimasero a fissarsi per qualche momento.

-vi lascerò passare, se mi lascerete uno dei vostri pugnali. Questo è il patto- disse l’animale posizionandosi di fronte a noi, zampe in posizione, pronte a scattare.

-immagino che se non li consegneremo ci sbranerai- disse Miriam socchiudendo gli occhi.

Il puma si zittì per un momento. Aprì nuovamente la mascella, gli occhi gialli che continuavano a fissare quelli smeraldini della ninfa.

-oh, hai capito allora- disse la bestia rivolgendosi a noi due.

-Cosa?- chiesi io ignaro.

-quindi, mi darete i vostri Jano?- chiese la bestia impiantando gli artigli nel terreno.

-non se ne parla nemmeno. Noi ce ne andremo da qui, velocemente come siamo arrivati.- ribadì Miriam. Si avvicinò a me, e mi allungò una mano. Sapevo che era gelida, sapevo anche che però era un gesto carino per permettermi di continuare a camminare, senza sforzare troppo il piede.

-Riformulo la richiesta- disse il puma avanzando sinuosamente in nostra direzione. -Voglio il Jano del ragazzo-

-Non se ne parla!- sbottò Miriam ancora una volta. Io analizzai velocemente la situazione. C’ero io che ero zoppo e non riuscivo a camminare. C’era Miriam che era una principessa e che sarebbe dovuta essere difesa. C’era poi un marmocchio che era diventato invisibile e che era scappato.

-Se rimango io con il Jano, li lascerai liberi?- chiesi io titubante.

-Cosa stai proponendo?- disse Miriam voltandosi di scatto verso di me.

-Oh qualcuno ha voglia di ragionare allora- disse l’animale avvicinandosi. Metteva in mostra i canini bianchissimi, in contrasto con la lucentezza oscura del suo manto.

-Elia, dopo tutta la fatica che abbiamo fatto, non pensarci nemmeno- disse Miriam incredula.

-non mi fermerà mica una bestiaccia!- continuò lei indicando l’animale. Stava avanzando lentamente. Miriam poteva parlare finchè voleva, ma avevo preso una decisione. Sia lei che Samuel erano sotto la mia responsabilità e dovevo smetterla di essere una zavorra per loro. Stavo pensando questo quando l’animale fece un balzo. Miriam non se ne accorse immediatamente. La spinsi di lato e venni travolto dal peso della bestia. Caddi di spalle a terra, le zampe della bestia mi tenevano inchiodato a terra. L’alito caldo mi investì il viso. Rimasi immobile in attesa della morte.

Non successe nulla. Sentii solo della bava colarmi sul viso. Poi nuovamente la voce innaturale della bestia mi fece sussultare.

-interessante. Saresti disposto a rischiare la tua vita per un compagno di viaggio?- mi chiese l’animale. Prima che potessi riflettere sul perché fossi ancora vivo risposi.

-non per qualsiasi compagno di viaggio- mi uscì. Improvvisamente il puma scese dal mio corpo e si allontanò. Mi tirai su. Mi stropicciai gli occhi. Forse stavoa vendo una visione. Il puma, man mano che si allontanava da me, sembrava incrandirsi, modificarsi. Perse i peli, divenne rosa. Una donna. Nuda. Al termine della metamorfosi, la donna si fermò. Aveva dei lunghi capelli castani che arrivavano fino alle natiche. Si volto verso di me, lasciando intravedere solo metà viso. Gli occhi castani e le labbra carnose.

-Sei un soggetto interessante Elia. Sarà divertente lavorare insieme. Benvenuto nell’organizzazione-

Solo qualche secondo dopo appresi che era Marika, il nostro capitano. Aveva il Jano delle Metamorfosi.

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72 Commenti

    • Ciao 🙂 è incredibile che dopo tutto questo tempo che non aggiornavo, tu abbia avuto la gentilezza di commentare 😀 mi piacerebbe riprenderla e integrare un po’ di più, l’unico problema è che the incipit ovviamente non mi fa postare più di 10 capitoli. Vedremo in futuro cosa riesco a fare 😀 magari la riprenderò in mano da un altro punto di vista! Grazie ancora! Alla prossima 🙂

      Elena

  1. Per me le guardie non li faranno entrare!! Il perchè lo deciderai tu 😉
    Anche se a vedere la città sarà abbandonata… Chissà.
    Ma se era una prova, l’uomo e l’aquila erano finti? Non mi pare D:
    Qui qualcuno era molto felice del bacio o è solo una mia impressione? 😛
    Al prossimo capitolo!!
    Ire

  2. Meglio che faccio una recensione alla volta!
    Sono rimasta indietro coi capitoli….
    Comunque: Elia, ti sta bene.
    Qualche piccolo erroretto (?) qua e là.
    Un chiarimento: il “sono in grado di bastare a me stesso” si può davvero usare?
    Poi un’incomprensione… nel quinto paragrafo (?) hai scritto prima “ci vediamo fra qualche ora” e poi “ci vediamo fra qualche giorno” correggi! 😛
    Poi un normalissimo errore di ortografia – causa tastiera, tranquilla succede a tutti- con “Ilf atto”
    Vado a leggere i prossimi capitoli!

  3. Per me si mette a cercare il Jano mentre si nasconde sotto le fronde degli alberi.

    Non male come episodio, ma devo fare una piccola correzione: il colore degli occhi dei gufi varia dal giallo al rosso e questo dipende dalla specie. Almeno per quello che so. Quindi gli occhi del gufo visto da Elia possono essere al massimo gialli.

    • Ti ringrazio per il commento 🙂 so bene che il gufo essendo un rapace notturno, non può in natura avere gli occhi bianchi, ma essendo questa storia fantasy, e avendo già detto che una razza particolare di gufo è il simbolo sacro del regno da cui proviene Elia, credo ci possa stare nel creare animali esotici e mai visti 🙂 Grazie comunque per l’osservazione puntuale e corretta 🙂 !

      Elena

      • Da quanto so, alcune specie di gufo possono andare in giro in pieno giorno (le riconosci dagli occhi gialli).

        “avendo già detto che una razza particolare di gufo è il simbolo sacro del regno da cui proviene Elia”
        Cioè una specie che si trova solo ne regno di Elia e che ha delle caratteristiche che si discostano da quelle “generiche” dei gufi?

        • Esattamente 🙂 come altre cose disseminate qua e là per tutta la storia: per es. il calice di Maliele. Il Maliele è una bevanda che non esiste e che (facendo riferimento al mondo in cui si inserisce questa storia) è tratto dal succo del frutto Rogo, che non esiste. Tutti questi riferimenti li faccio per quei lettori che hanno già letto altri mie storie precedenti e che colgono i piccoli riferimenti 🙂

  4. Si nasconde dietro un cespuglio in qualche modo, quando sente delle voci maschili e un rumore di cavalli in lontananza. Ma farei anche che si guarda intorno caso mai vedesse il Jano.

    Questo capitolo mi è piaciuto un sacco, non perché Elia si sia fatto male (non sono sadico) ma perché nella semplice fuga c’è finalmente qualcosa in lui che si muove, nel bene o nel male. Insomma l’introspezione del personaggio durante la fuga, l’ho trovata ben descritta 😀

    Ciao 🙂

  5. Mi piace molto ElenaZ. Solo un appunto. Se quel “taglia gole” era preparato all’evenienza di incontrare e combattere contro dei detentori come mai è stato sconfitto così indignitosamente? Mi sarebbe piaciuto “vedere” uno scontro in cui il principino si sarebbe salvato a pelo!

  6. Hai detto troppo spaventato, no? Corre a perdifiato nel bosco, impaurito e spaventato, inciampa, cade e si sloga una caviglia. Questa volta ho voglia di fargli capitare un colpo di sfortuna 😉

    ————————————————
    Male, male, male. Ero abituato a creare pericoli e problemi da lontano, non ero preparato per il corpo a corpo.
    ————————————————-
    Forse l’avrei fatto trovare leggermente più nei guai, ma probabilmente non sarebbero bastati i caratteri…

    Ciao 🙂
    PS: la descrizione è stata bellissima 🙂

  7. Heilà Elena! Finalmente sei tornata con questa storia! (Sono Irene ti ricordi? xD)
    C’è un piccolo errore di ortografia all’inizio… il “fatot” Ma non è niente di che. Per quanto riguarda il voto, io scelgo di farli proseguire con la futura possibilità che Elia scappi. Si “intona” con quello che dice alla fine di “annuire e fare di testa mia” e poi immagino (spero) che sia lì che Miriam gli dia una bella batosta… Inizia a farmi innervosire! Spero che pubblicherai presto!
    Un bacione, Ire

    • Ciao Irene 🙂
      Grazie per avermi segnalato l’errore! Purtroppo qui su The incipit non posso modificare il testo una volta che è stato pubblicato! Elia non lo sopporto nemmeno io ormai, però da un lato lo capisco…trovarsi catapultato nel mondo reale, lo disorienta e gli fa capire che quello dove credeva di essere il re, in realtà è solo una piccola parte!

      Elena

  8. “Entrai nella sala del trono con svogliatezza” raccontato. Qual è l’immagine visiva associata ad entrare in un luogo “con svogliatezza”? Posso immaginarlo, ma è vago e me lo devi dire tu. Se è uno stato mentale, trascrivi i pensieri. “Si, ero proprio un’artista. E il motore della mia arte era la noia.” mi piace. “Ero immerso nei miei pensieri quando mio fratello e mio padre arrivarono” raccontato. “Era vestita quasi come un uomo” raccontato. “Ed era vestito in maniera strana. Quasi come fosse…” da tagliare. raccontatissimo. Salta direttamente a come è vestito. “Come sapete…” (x2) non mi ricordo come lo chiamano nei manuali in inglese, ma è un errore tipico. “Samuel è il Detentore…” mi sembra un po’ patetico. Etc, etc…

    Ci sono poche descrizioni a mio avviso. I nomi non mi sono piaciuti (es. Myriamne Januya Heucalypsos: che centra il greco?), ne il cliché del bambino prodigio. Comunque il ritmo è buono e si legge velocemente.

  9. Ho deciso di complicare la vita con questa “polizia” che poi, in una capitale di pirateria e mercato nero, che tipo di polizia ci sarà? 😀 L’hotel lussuoso non credo mi convincerà mai, mentre sono rimasta un po’ a pensare per cercare di renderlo “diverso” da Angelica, ma non si può fare molto trovandosi nello stesso regno (?) mondo (?) Come posso definirlo.. v.v Brava comunque, continua così! 🙂

  10. Sono propri curiosa di sapere chi è questo personaggio misterioso! E cosa scambieranno? Informazioni? Boo
    Avendo letto angelica riconosco i nostri due detentori! E quindi il nostro principino è… 😀 shh. Vediamo nei prossimi capitoli! Brava 🙂

  11. Ah, anche se in generale non amo un gran che i personaggi “oscuri e misteriosi”, che un po’ mi annoiano, ho scelto proprio quell’opzione, dal momento che mi sembra la più sensata.
    I primi due capitoli mi sono sembrati molto interessanti, anche se tirerei volentieri due calcioni a Elia. Forse il racconto soffre un po’ a causa della necessità di limitarsi a 5000 battute, ci sono dei passaggi che sembrano un po’ affrettati, per così dire. In generale però è una lettura piacevole e sono curiosa di scoprire qualcosa di più sui detentori e sui loro poteri.

  12. Ciao,
    devo dire che delinei già da questo episodio un mondo interessante che sembra ricco di sorprese (portali sottomarini? Davvero originale!).
    Interessante il protagonista che sembra anticonformista e incurante del benessere altrui, vedremo se maturerà durante questo viaggio.
    Proprio niente male la scrittura, ti seguo, vediamo se attraversiamo la Gola della Vergine ^_^

  13. Scrivi molto bene al netto dei tuoi 18 anni… Complimenti
    Sintassi semplice, immediata, uso delle parole intelligente (riuscire ad essere semplici senza essere banali è uno degli scogli più grandi da superare per uno scrittore)… Mi piace anche l’idea di trasferire in un contesto da fantasy medioevale le abitudini, i bisogni e le frustrazioni dei ragazzi di oggi… Ho votato per le Gole della Vergine, vediamo dove ci portano…

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