Il principe oscuro

Ambasciatori bambini

Entrai nella sala del trono con svogliatezza. Mi aspettava un’altra noiosa giornata. Mi stiracchiai e mi sedetti sulla poltrona reale a fianco a quella di mio padre e di mio fratello. Che noia. Stavo stravaccato, le mani incrociate fissando un punto indefinito in fondo alla sala. Cosa avrei combinato oggi per dare un senso alla mia esistenza?

La mattina bisognava dedicarla alle udienze, il pomeriggio allo studio: così aveva deciso la mia istitutrice e così le mie giornate erano organizzate. Ma a cosa mi serviva partecipare alla politica dello Stato? Ero solo il secondogenito della famiglia e mio fratello sarebbe succeduto al trono del Regno di Glosbe. Sbadigliai.

Ieri avevo quasi dato fuoco agli alloggi della servitù ed ero riuscito a non farmi scoprire. L’altro ieri avevo riempito il cibo dei cavalli con degli acidi che avevo trovato nel ripostiglio dei giardinieri. Il risultato era stato molto divertente. Tutti quegli animali costosissimi, con il muso sfregiato indelebilmente. Per un momento mi ero sentito importante e artefice di qualcosa. Un’artista quasi. Che differenza c’era tra me e un pittore, o uno scultore, se entrambi davamo sfogo alla propria fantasia in modo diverso? Si, ero proprio un’artista. E il motore della mia arte era la noia.

Ero immerso nei miei pensieri quando mio fratello e mio padre arrivarono. La mattinata piena di persone che chiedevano aiuto o privilegi era insopportabilmente triste e noiosa. Quanti duchi e marchesi caduti in disgrazia venivano a chiedere soldi o altro da mio padre. Non capivo come sia lui che mio fratello potessero stare ad ascoltarli. Per quanto mi riguardava, potevano morire di fame. Loro stessi erano causa del loro male. Se erano poveri, che si rimboccassero le maniche.

Mio padre e mio fratello entrarono scortati dalle guardie. Subito dopo apparvero una serie di araldi ai lati della grande sala dal pavimento di marmo e intarsiato d’oro. Erano tutti vestiti di tutto punto e con le trombe scintillanti.

Salendo le scale che portavano sul piano rialzato del trono, mio padre mi lanciò uno sguardo severo con i suoi occhi azzurrissimi. Sbuffai e roteai gli occhi. Non voleva che io arrivassi prima di lui. Per lui era una mancanza di rispetto di fronte a tutta la corte.

Dopo dieci minuti finalmente le udienze iniziarono.

-Chi sono i primi?- chiesi io al servo in attesa vicino a noi.

-Due ambasciatori del Regno delle Acque Mirabili.- disse lui lapidario. Il Regno delle Acque Mirabili? Quello immerso in cui vivevano le ninfe? Forse sarebbe stato interessante. Ero ancora preso nei miei pensieri quando improvvisamente si spalancarono le porte.

Fu una scena piuttosto strana. Di fronte a noi c’era una ragazza e un moccioso. Come potevano essere ambasciatori? Sorrisi divertito. La ragazza era incredibilmente bella, e non doveva essere di molto più piccola di me. Era alta rispetto a tutte le dame che giravano nel palazzo, aveva dei lunghi capelli dorati legati in una treccia, la carnagione chiara e due occhi verde acqua. Era vestita quasi come un uomo, e una donna nel mio paese non si sarebbe mai azzardata a girare così. Portava dei pantaloncini corti, una canottiera, una camicia. Per non parlare degli scarponcini neri di cuoio che le coprivano le caviglie. Quella che portava attaccata alla cintura era la custodia per un pugnale? Ma l’avevano perquisita prima di farla entrare? Ero sconvolto. L’unica cosa che sembrava seguire la nostra cultura era il velo che portava sui capelli. Ma che senso aveva coprirsi la testa, se aveva tutte le gambe scoperte? E cosa ci faceva a fianco a lei quel bambinetto? Avrà a avuto 14 anni! Ed era vestito in maniera strana. Quasi come fosse uno di quei monaci rasati che giravano con le loro casacche azzurre predicando i loro dei.

Guardai mio padre e mio fratello, ma non sembravano divertiti come me. I loro volti erano una maschera di serietà e freddezza. La stessa che rivolgevano a tutti i poveretti che venivano in loro aiuto. Uno degli araldi si fece avanti e lì annunciò.

-L’ambasciatrice Mirinda Akvo e il vice ambasciatore Samuel Mallumo-

Cercai di non ridere. Andiamo, come potevano prendere come ambasciatrice una ragazza di quasi 20 anni e un bamboccio di 14? Mi guardai attorno, ma solo a me sembrava una situazione strana.

La ragazza mi vide e mi lanciò uno sguardo gelido. Sembrava quello di mio padre.

-Vostra maestà, sono venuta per chiedere l’aiuto della famiglia reale. Come sapete i nostri cittadini si muovono in giro per il mondo attraverso i nostri portali sottomarini. Quello che porta direttamente alla vostra isola si è improvvisamente rotto. Come sapete per la ricostruzione, necessitiamo dell’aiuto da parte di un Detentore della Vostra Famiglia- disse lei. Mio padre si accigliò. Cos’era un Detentore? Dopo qualche minuto di silenzio parlò.

-La nostra famiglia sarà felice di aiutare. D’altronde ne va anche dell’economia del Regno di Glosbe. Mio figlio Elia vi darà una mano- disse. Mi voltai verso di lui. Io? Mio padre mi ignorò completamente.  

L'allegro trio fa i preparativi e si mette in viaggio. Per dove passano?

  • con la barca attraverso le Gole della Vergine Muassam (75%)
    75
  • attraversano la giungla dei Macachi Assassini (13%)
    13
  • Attraversano il deserto del Cobra Notturno (13%)
    13
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72 Commenti

    • Ciao 🙂 è incredibile che dopo tutto questo tempo che non aggiornavo, tu abbia avuto la gentilezza di commentare 😀 mi piacerebbe riprenderla e integrare un po’ di più, l’unico problema è che the incipit ovviamente non mi fa postare più di 10 capitoli. Vedremo in futuro cosa riesco a fare 😀 magari la riprenderò in mano da un altro punto di vista! Grazie ancora! Alla prossima 🙂

      Elena

  1. Per me le guardie non li faranno entrare!! Il perchè lo deciderai tu 😉
    Anche se a vedere la città sarà abbandonata… Chissà.
    Ma se era una prova, l’uomo e l’aquila erano finti? Non mi pare D:
    Qui qualcuno era molto felice del bacio o è solo una mia impressione? 😛
    Al prossimo capitolo!!
    Ire

  2. Usciti dal bosco si ritrovano di fronte alla Città dei Denti, completamente abbandonata.

    Capitolo molto carino, anche se con qualche errore qua e là 😉

    Ciao 🙂
    PS: “Tutti questi riferimenti li faccio per quei lettori che hanno già letto altri mie storie precedenti”
    Quali storie precedenti? Sul tuo profilo c’è solo un Rosa…

  3. Meglio che faccio una recensione alla volta!
    Sono rimasta indietro coi capitoli….
    Comunque: Elia, ti sta bene.
    Qualche piccolo erroretto (?) qua e là.
    Un chiarimento: il “sono in grado di bastare a me stesso” si può davvero usare?
    Poi un’incomprensione… nel quinto paragrafo (?) hai scritto prima “ci vediamo fra qualche ora” e poi “ci vediamo fra qualche giorno” correggi! 😛
    Poi un normalissimo errore di ortografia – causa tastiera, tranquilla succede a tutti- con “Ilf atto”
    Vado a leggere i prossimi capitoli!

  4. Per me si mette a cercare il Jano mentre si nasconde sotto le fronde degli alberi.

    Non male come episodio, ma devo fare una piccola correzione: il colore degli occhi dei gufi varia dal giallo al rosso e questo dipende dalla specie. Almeno per quello che so. Quindi gli occhi del gufo visto da Elia possono essere al massimo gialli.

    • Ti ringrazio per il commento 🙂 so bene che il gufo essendo un rapace notturno, non può in natura avere gli occhi bianchi, ma essendo questa storia fantasy, e avendo già detto che una razza particolare di gufo è il simbolo sacro del regno da cui proviene Elia, credo ci possa stare nel creare animali esotici e mai visti 🙂 Grazie comunque per l’osservazione puntuale e corretta 🙂 !

      Elena

      • Da quanto so, alcune specie di gufo possono andare in giro in pieno giorno (le riconosci dagli occhi gialli).

        “avendo già detto che una razza particolare di gufo è il simbolo sacro del regno da cui proviene Elia”
        Cioè una specie che si trova solo ne regno di Elia e che ha delle caratteristiche che si discostano da quelle “generiche” dei gufi?

        • Esattamente 🙂 come altre cose disseminate qua e là per tutta la storia: per es. il calice di Maliele. Il Maliele è una bevanda che non esiste e che (facendo riferimento al mondo in cui si inserisce questa storia) è tratto dal succo del frutto Rogo, che non esiste. Tutti questi riferimenti li faccio per quei lettori che hanno già letto altri mie storie precedenti e che colgono i piccoli riferimenti 🙂

  5. Si nasconde dietro un cespuglio in qualche modo, quando sente delle voci maschili e un rumore di cavalli in lontananza. Ma farei anche che si guarda intorno caso mai vedesse il Jano.

    Questo capitolo mi è piaciuto un sacco, non perché Elia si sia fatto male (non sono sadico) ma perché nella semplice fuga c’è finalmente qualcosa in lui che si muove, nel bene o nel male. Insomma l’introspezione del personaggio durante la fuga, l’ho trovata ben descritta 😀

    Ciao 🙂

  6. Mi piace molto ElenaZ. Solo un appunto. Se quel “taglia gole” era preparato all’evenienza di incontrare e combattere contro dei detentori come mai è stato sconfitto così indignitosamente? Mi sarebbe piaciuto “vedere” uno scontro in cui il principino si sarebbe salvato a pelo!

  7. Hai detto troppo spaventato, no? Corre a perdifiato nel bosco, impaurito e spaventato, inciampa, cade e si sloga una caviglia. Questa volta ho voglia di fargli capitare un colpo di sfortuna 😉

    ————————————————
    Male, male, male. Ero abituato a creare pericoli e problemi da lontano, non ero preparato per il corpo a corpo.
    ————————————————-
    Forse l’avrei fatto trovare leggermente più nei guai, ma probabilmente non sarebbero bastati i caratteri…

    Ciao 🙂
    PS: la descrizione è stata bellissima 🙂

  8. Heilà Elena! Finalmente sei tornata con questa storia! (Sono Irene ti ricordi? xD)
    C’è un piccolo errore di ortografia all’inizio… il “fatot” Ma non è niente di che. Per quanto riguarda il voto, io scelgo di farli proseguire con la futura possibilità che Elia scappi. Si “intona” con quello che dice alla fine di “annuire e fare di testa mia” e poi immagino (spero) che sia lì che Miriam gli dia una bella batosta… Inizia a farmi innervosire! Spero che pubblicherai presto!
    Un bacione, Ire

    • Ciao Irene 🙂
      Grazie per avermi segnalato l’errore! Purtroppo qui su The incipit non posso modificare il testo una volta che è stato pubblicato! Elia non lo sopporto nemmeno io ormai, però da un lato lo capisco…trovarsi catapultato nel mondo reale, lo disorienta e gli fa capire che quello dove credeva di essere il re, in realtà è solo una piccola parte!

      Elena

  9. “Entrai nella sala del trono con svogliatezza” raccontato. Qual è l’immagine visiva associata ad entrare in un luogo “con svogliatezza”? Posso immaginarlo, ma è vago e me lo devi dire tu. Se è uno stato mentale, trascrivi i pensieri. “Si, ero proprio un’artista. E il motore della mia arte era la noia.” mi piace. “Ero immerso nei miei pensieri quando mio fratello e mio padre arrivarono” raccontato. “Era vestita quasi come un uomo” raccontato. “Ed era vestito in maniera strana. Quasi come fosse…” da tagliare. raccontatissimo. Salta direttamente a come è vestito. “Come sapete…” (x2) non mi ricordo come lo chiamano nei manuali in inglese, ma è un errore tipico. “Samuel è il Detentore…” mi sembra un po’ patetico. Etc, etc…

    Ci sono poche descrizioni a mio avviso. I nomi non mi sono piaciuti (es. Myriamne Januya Heucalypsos: che centra il greco?), ne il cliché del bambino prodigio. Comunque il ritmo è buono e si legge velocemente.

  10. Ho deciso di complicare la vita con questa “polizia” che poi, in una capitale di pirateria e mercato nero, che tipo di polizia ci sarà? 😀 L’hotel lussuoso non credo mi convincerà mai, mentre sono rimasta un po’ a pensare per cercare di renderlo “diverso” da Angelica, ma non si può fare molto trovandosi nello stesso regno (?) mondo (?) Come posso definirlo.. v.v Brava comunque, continua così! 🙂

  11. Sono propri curiosa di sapere chi è questo personaggio misterioso! E cosa scambieranno? Informazioni? Boo
    Avendo letto angelica riconosco i nostri due detentori! E quindi il nostro principino è… 😀 shh. Vediamo nei prossimi capitoli! Brava 🙂

  12. Io voto la persona oscura e misteriosa perché mi sembra il motivo più adatto alla loro sosta.

    Su una cosa ha ragione il protagonista (che continua a meritare calcioni): fanno tutti i misteriosi e poi spiegano a chicchesia i loro poteri? In effetti c’è qualcosa di strano…

    Ciao 🙂

  13. Ah, anche se in generale non amo un gran che i personaggi “oscuri e misteriosi”, che un po’ mi annoiano, ho scelto proprio quell’opzione, dal momento che mi sembra la più sensata.
    I primi due capitoli mi sono sembrati molto interessanti, anche se tirerei volentieri due calcioni a Elia. Forse il racconto soffre un po’ a causa della necessità di limitarsi a 5000 battute, ci sono dei passaggi che sembrano un po’ affrettati, per così dire. In generale però è una lettura piacevole e sono curiosa di scoprire qualcosa di più sui detentori e sui loro poteri.

  14. Ciao,
    devo dire che delinei già da questo episodio un mondo interessante che sembra ricco di sorprese (portali sottomarini? Davvero originale!).
    Interessante il protagonista che sembra anticonformista e incurante del benessere altrui, vedremo se maturerà durante questo viaggio.
    Proprio niente male la scrittura, ti seguo, vediamo se attraversiamo la Gola della Vergine ^_^

  15. Scrivi molto bene al netto dei tuoi 18 anni… Complimenti
    Sintassi semplice, immediata, uso delle parole intelligente (riuscire ad essere semplici senza essere banali è uno degli scogli più grandi da superare per uno scrittore)… Mi piace anche l’idea di trasferire in un contesto da fantasy medioevale le abitudini, i bisogni e le frustrazioni dei ragazzi di oggi… Ho votato per le Gole della Vergine, vediamo dove ci portano…

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