Mai opporsi al destino

La peggior giornata

E’ appena iniziato agosto, e la città già è vuota. Tutti a lamentarsi per la crisi economica, tutti a cercare una soluzione per sfuggire a questo sterminio di tasse…e qual’è il modo migliore se non concedersi una vacanza di lusso? Semplice come soluzione…e intanto io rosico, perchè l’unica cosa di lusso che posso concedermi è trascorrere un paio di giorni da mia madre, non avrà la piscina coperta riscaldata o i materassi ad acqua, ma è pur sempre migliore come alternativa piuttosto che passare le vacanze in una città deserta. Dovrei partire questo week-end , ma da come stiamo messi in ufficio mi sa che dovrò rimandare di qualche settimana…e sicuramente , la mia famiglia ci rimarrà male.

Non sono una figlia modello, non lo sono mai stata…”la pecora nera della famiglia” ecco così mi ha sempre definito mia nonna e credo che non abbia mai avuto torto. Sono sempre stata la classica adolescente che spariva per giorni e ritrovava poi la sua faccia ai notiziari locali. 

-“Melissa, il capo ti vuole in ufficio.” – sento borbottare tra i rumori delle stampanti. Mi alzo di scatto, sistemo la gonna che è diventata una fisarmonica a furia di stare seduta e mi avvio all’ufficio di Luca.

– “Mi cercavi?” –  gli dico mentre batto le nocche sull’uscio della porta

– “Si entra Melissa” – mi guarda, e con la mano mi indica di accomodarmi- ” so che questo week- end volevi prenderti un paio di giorni ed io non voglio fare il guastafeste ma mi hanno appena dato un lavoro da fare urgentemente entro questo fine settimana e poichè qui sono o tutti malati o tutti in ferie ho bisogno di tutto lo staff compreso te.” 

– “Luca tranquillo, posso rimandare la partenza non è poi cosi urgente. ” – gli sorrido quasi come se fossi rassegnata al fatto che questa estate la passerò qui rinchiusa in ufficio- “di cosa si tratta allora?”

– ” Ci sarà un meeting di una grande industria americana qui al Palace Hotel e dovresti occuparti di organizzare il tutto : catering, accoglienza, alloggi ecc ecc”

– “Ti rendi conto che da sola non potrò mai farcela? “- gli dico alzando un pò il tono di voce quasi come se volessi rimproverarlo.

-“Calma, calma…”- dice allungando la sua mano sulla mia – “proprio per questo oltre a Beatrice ed Emanuele ti affiancherò un’altra persona qualificata che ha lavorato con me per tanti anni. Ovviamente non è ancora arrivata, dovrebbe raggiungerci entro domani appena so qualcosa avviso tutti e facciamo una grande riunione e dividiamo i compiti. Ora se vuoi puoi iniziare a fare qualche telefonata. Voglio molte proposte, mi aspetto tanto da te …non mi hai mai delusa Melissa e non farlo neppure ora”.

Mi alzo, riaggiusto la gonna notando lo sguardo malizioso di Luca, e in fretta e in furia esco dal suo ufficio. Ok sembra impossibile organizzare un grande evento in solo 4 giorni ma c’è la farò…e quelle sue ultime parole mi hanno fatto salire l’ansia. Ho bisogno di un caffè e di una splendida sigaretta. Deciso vado in pausa.

Di solito per sfuggire allo stress da ufficio e fumarmi una sigaretta in santa pace senza rotture di scatole, scendo giù sulla balconata dei parcheggi.

-“Melissaaaaa, Luca ci ha fatto il culooo” – sento urlare da una voce squillante inconfondibile.

– “Non me ne parlare Bea, che io sarei dovuta anche partire”- dico dandole le spalle.

– “Che stronzo. Secondo me lo ha fatto per dispetto…”

-“Per dispetto? E perchè avrebbe dovuto?”- mi giro di scatto emettendo fumo come una ciminiera

-” Ha sentito delle voci..” – dice Beatrice tossendo e agitando il palmo della mano per allontanare il fumo

-“Che voci Bea? Cosa hanno inventato questa volta in questo ufficio di pettegoli?” . Non so se sia il fumo o il nervoso ma sento le vene pulsare sotto la pelle, quasi come se volessero uscir fuori

-“Di te e di Fabio, del vostro aperitivo…” – mi dice arrossendo

-” Bea ma sei impazzita. Ma parli di Fabio quello dell’ufficio sopra il nostro?”

-” Si, non ti ho chiesto nulla prima perche non c ‘è stata occasione. Comunque non so Luca come lo sappia, ma sai qui i capi ufficio fanno a gara di chi conquista di più …pensano di stare ancora alle elementari.”

-” No veramente ora quel cretino mi sente. Mi ha offerto un caffè ovvero io ero al bar e me lo ha pagato due chiacchiere ed è andato in bianco. L’ho visto stamattina tutto felice e contento, mo salgo e le levo quel sorriso da ebete dal volto”- getto il mozzicone di sigaretta e lo calpesto con la punta della scarpa. Dal nervoso potrei farmi quattro piani a piedi, ma preferisco prendere l’ascensore con questo caldo. 

Di colpo sento una botta alla spalla fortissima .

– “Ma che caz..”- dico urlando

-“Mi scusi andavo di fretta, si è fatta male?” – una figura maschile mi si avvicina

– ” Ma quando lei cammina lo fa ad occhi chiusi? Sbattendo addosso alla gente come una pallina da ping pong? “- dico entrando in ascensore  e pigiando il terzo piano.

Lui resta fuori e mentre si chiudono le porte continua a ripetere “mi scusi”. Non ho mai visto quell’uomo da queste parti…

Cosa succederà ora a Melissa?

  • Tornerà in ufficio a lavorare (0%)
    0
  • Rincontrerà l'uomo dell'ascensore (50%)
    50
  • Litigherà con Fabio (50%)
    50
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26 Commenti

  1. Un grande ritorno allora, bene.
    La tua Melissa è rimasta bloccata in ascensore per 3 anni con Luca?
    Visto l’ambiente lavorativo dinamico e giovanile mi sarei aspettato un approccio meno formale da parte dello sconosciuto(Andrea).
    Cmq, questa Melissa deve essere una gran bella ragazza visto che tutti la vogliono, e penso che lei essendo consapevole della sua bellezza gioca al rilancio con i suoi spasimanti.
    Voto per la la porta non viene aperta
    In bocca al lupo per la storia che trovo interessante

    • Blocco d’autore, purtroppo ho dovuto mettere via per un po’ tutto ciò per varie problematiche ed impegni più tempestivi.
      Per quanto riguarda l’approccio di Andrea è stata proprio una mia scelta renderlo meno formale possibile anche perché una persona troppp autoritaria non mi piaceva per il contesto.
      Grazie per aver votato e mi raccomando continua a supportare Melissa.

  2. Ciao, hai tutta la mia solidarietà, anche io non ho mai scritto nulla prima d’ora e ho molta paura! Vai avanti per la tua strada, si migliora sempre se c’è la passione! Se ti và passa a leggere anche il mio, te ne sarei grata, si intitola CUORE INDIANO. Un bacio e ti seguo…

  3. la trama è carina….peccato x gli errori di punteggiatura, di distrazione….mannaggia!!!!
    scrivi con calma, la prossima volta e cerca di rileggere più volte x correggere, prima di pubblicare…
    sono sicura che molti errori li puoi evitare…anche perchè in questo capitolo ne ho visti molti di più rispetto al precedente…
    p.s. x me cerca Luca!!!

  4. “La classica adolescente che sparisce…” Questa frase non mi piace. “Gli sorrido…” Quel “quasi come se fossi” è da troncare. “Quasi come se volessi rimproverarlo”: qui è pleonastico: non c’è bisogno di specificare e raccontare, hai già fatto quella battuta e si capisce. “Sguardo malizioso” qui l’aggettivo va tolto: bastava dire che Luca la guarda mentre si aggiusta la gonna: è già malizioso. Quel “Non ho mai visto quell’uomo da queste parti” è possibile che in un ufficio si conoscano tutti quanti? No, e allora è una frase da tagliare. Anche se quell’uomo diventerà importante per la storia, il personaggio-pov non lo sa.

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