Dio non è responsabile

Dove eravamo rimasti?

Nella prossima vita, il protagonista sarà... ...uno speziale. (45%)

VI. La prima caccia

La porta era aperta e dalla strada giungevano lontani i rumori del mercato. L’uomo sedeva alla sua bottega, intento a mischiare odori e sostanze con grande precisione e cura. Il tintinnio delle boccette fra loro lo rilassava: un suono limpido, pulito, costante.

Ma ad esso, si unì un altro suono familiare, il rumore di passi, un cliente.

– Buongiorno, come posso aiutarla?

Una signora anziana, dalle rughe profonde, varcò la soglia. Il passo deciso, come il suo sguardo.

– Buongiorno, sto cercando un rimedio.

– È venuta nel posto giusto. Che tipo di rimedio sta cercando?

La donna si avvicinò agli scaffali, osservando le piccole fiale e i liquidi colorati in esse contenuti.

– Ho una piaga che proprio non riesco a far passare.

– Cerca forse un unguento, allora?

– Si tratta di una piaga difficile da estirpare, dubito che una semplice crema possa essere sufficiente.

– Capisco. Potrebbe darmi qualche indicazione in più?

– Posso parlare liberamente? – chiese la signora, mentre apriva una piccola boccetta, annusandone il liquido.

– La pregherei di non toccare le fiale. Alcune possono essere nocive.

– Ecco, qualcosa di nocivo è proprio quello che sto cercando.

– Mi scusi, ma cosa intende?

– Ripeto la domanda, posso parlare liberamente?

– Sì… certo.

La signora anziana si voltò di scatto, avvicinandosi al bancone. I suoi occhi gialli come l’autunno e freddi come l’inverno si fissarono nello sguardo dello speziale.

– C’è una creatura che sta appestando la mia casa e quella delle mie sorelle e ho bisogno di liberarmene. Ha una soluzione?

– Di… di che tipo di creatura stiamo parlando?

– È grossa. E tanto stupida.

L’uomo alzò lo sguardo. La voce che aveva appena parlato non era della signora, ma di una seconda donna.

– Oh, sorella, mi hai raggiunta. Aiutami anche tu a spiegare cosa stiamo cercando.

L’uomo era confuso: il divario di età tra le due donne era troppo grande perché potessero essere sorelle. La signora, infatti, poteva essere la madre dell’altra, una donna che aveva superato da pochi anni l’età da marito, che avrebbe potuto già avere uno o due figli.

– Signore… ma chi…?

– Sembra turbato. L’idea di questa creatura la spaventa?

– Oh, sorella, guardalo, sta sbiancando.

– Ehi, lasciatemi un po’ di divertimento!

Una terza donna, questa volta una ragazza, entrò in quel momento.

– Eccoti, sorella, ti aspettavamo. Chiudi la porta.

La giovane chiuse e serrò la porta dietro sé, per poi avvicinarsi al bancone, scavalcarlo e affiancare l’uomo, ormai incastrato in quell’angolo della sua bottega.

– Ma… chi siete? Cosa volete?

– Su, smettila di fingere, Senza Nome.

– Senza… Nome? Ma cosa…?

– Sai bene chi siamo, e noi sappiamo chi sei tu.

– V-veramente… è la prima volta che vi vedo… io non vi conosco…

Le tre donne risero all’unisono. Poi intervenne la più giovane: – Ti abbiamo cercato tanto, dobbiamo ammettere che sei sfuggevole, ma adesso ti abbiamo preso.

– E abbiamo una cosa che ti appartiene… – disse la donna, estraendo un gomitolo dalla tasca del vestito.

– Vedi quanto è diventato lungo? Troppo per qualsiasi mortale, troppo per noi tre, troppo per Necessità. Ora, infatti, deve essere tagliato – continuò l’anziana.

– Vi prego… io non capisco… – implorò l’uomo, ormai in lacrime.

– Non hai nulla da temere – lo rassicurò la giovane, sussurrandogli all’orecchio, mentre dolcemente gli carezzava il capo.

– Porgi la tua mano, adesso – ordinò la donna.

L’uomo non ebbe scelta. Sollevò tremante la mano verso quella figura tanto bella quanto terribile.

La signora afferrò il polso con decisione, mentre con l’altra mano estrasse un paio di forbici di rame. – Afferrale – comandò.

– Su, forza, prendi quelle forbici – gli sussurrò la giovane.

L’uomo, incapace di pensare, fece come gli avevano ordinato. Il metallo era freddo, troppo freddo considerata la temperatura esterna. Cos’erano quelle forbici?

– Ora taglia il filo – comandarono le tre donne, insieme.

Se l’uomo non fosse stato terrorizzato, avrebbe forse colto l’ansia nella loro voce, mista alla speranza e alla paura. Ma senza poter fare nulla, strinse le forbici e tagliò il filo.

O almeno ci provò.

– Che succede? – domandò la signora.

– Perché non si taglia? – chiese la donna.

– Perché non è lui – realizzò la giovane.

– Cosa?

– Ci ha fregati!

– Ebbene sì, signore!

Una nuova voce maschile riempì la bottega.

– Dove sei? – chiese la signora, guardandosi attorno.

– È là! – indicò la giovane.

L’uomo era fuori dalla bottega, affacciato alla piccola finestra.

– Vi ho viste arrivare e per precauzione ho lasciato un sostituto. E vedo che vi ha ingannate per bene. E sapendo che mi avreste cercato, ho fatto in modo che non poteste nemmeno scappare.

La donna, a quelle parole, tentò di aprire la porta, invano.

– Inutile, l’ho già bloccata. E non ci sono vie di fuga.

– Credi che serva a qualcosa, chiuderci qui?

L’uomo sorrise, allontanandosi.

– Dove vai?

– Addio – mimò l’uomo con le labbra, mentre appiccava il fuoco.

“Mi devi un favore, amico.”

– Lo so.

In che epoca volete che sia ambientato il prossimo episodio?

  • Il futuro. (20%)
    20
  • 2018. (20%)
    20
  • Prima guerra mondiale. (60%)
    60
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202 Commenti

  1. Prigionia… Ne siamo tutti vittime, in un modo o nell’altro, lo è il Demone, condannato ad essere solo una voce nella coscienza di uomini sordi alle sue, forse persino comprensibili, ambizioni, lo è il Senza Nome, condannato a reincarnarsi in eterno, in un ciclo che ha il sapore di una condanna che si rinnova ogni volta, diversa nella forma, forse, ma non nella sostanza, lo sono persino le Moire, Destino e Necessità, chiamate ad assolvere ai compiti affidati loro… l’oblio sarebbe una benedizione per certi versi, così come la libertà, ma la consapevolezza di una eterna prigionia, una consapevolezza diffusa e condivisa tra le parti, lascerebbe intravedere sullo sfondo il sorriso beffardo di un Dio che non è responsabile…

  2. Cercp di essere realista. Oblio.
    Il capitolo è profondo, sfiori quesiti filosofici e suggerisci risposte. A me piace, quando ciò che leggo mi fa pensare. Il rischio è che, avendo a disposizione così pochi caratteri, si cada nel didascalico.
    Piacevole da leggere, interessante, originale, io però ho una domanda terra-terra 🙂 : quasi tutto il discorso di Necessità si riferisce evidentemente alle scelte dell’anima, di quella che chiama Senza Nome. In alcun modo cita il demone, anche perché ciò di cui parla, la libertà di scelta, è una cosa sostanzialmente al lui preclusa. Allora perché, alla fine del capitolo, [email protected] Senza Nome e lo perkula dicendo che non c’entra niente nel discorso? O io non ho capito niente, oppure lui c’entra eccome, e Necessità avrebbe potuto come minimo esprimersi meglio 😀

    Ciao, a presto

    • Grazie Lou! Come puoi immaginare, se invece di correre avesse vinto nuotare o volare sarebbe cambiato animale. Devo dire che sarebbe stato interessante scrivere dal punto di vista di un altro animale, magari anche insolito…
      In ogni caso il nuovo episodio è già disponibile, per cui vedrai cosa mi sono inventato! 😉

  3. Ciao Francesco. Intanto complimenti, i twist sono spettacolari. Non mi aspettavo che durante la seconda guerra mondiale il Senza Nome si reincarnasse in una donna, e che ai giorni d’oggi sarebbe diventato un cane. Inoltre mi ero completamente dimenticato di Necessità e Destino; e adesso ecco qua la Necessità. Davvero due bellissimi capitoli.
    Non vedo l’ora di capire cosa ci sia dietro il filo.
    Buona continuazione.

  4. Visto che la tua storia è stata interrotta un po’ di tempo fa e ti sei ripreso esattamente come ho fatto io e visto che qualcuno qui dentro mi ha detto che le storie devono essere sempre finite, non importa quanto tempo sia necessio per giungere alla conclusione, io leggo volentieri questo racconto tutto di un fiato.
    Di solito sono un po’ scettica sugli horror, l’eccezione è dovuta alla copertina e mi sono accorta che nascondeva un’idea interressante e uno stile da cui si può imparare.
    Bravo non ti fermare più…c’è sempre una via di uscita!

    • Sì, credo che le storie vadano finite, soprattutto se qualcuno ha già iniziato a leggerle ed è rimasto a metà.
      Per quanto riguarda il tuo commento sul genere horror, mi trovi d’accordo. Ho sempre trovato limitante scegliere un singolo genere per definire una storia, ma al tempo stesso uno stimolo per reinventarsi e mettersi alla prova. Credo, infatti, che il mio sia un horror atipico. Sono comunque contento di averti incuriosita e che tu sia passata, a presto!

  5. Direi che c’è sempre una scelta.
    Ciao, Francesco,
    La tua storia è cominciata quando io neppure conoscevo l’esistenza di questo sito. È un periodo, ho notato, in cui molti stanno riprendendo storie abbandonate da un pezzo. Anche se tu batti tutti i record 😀
    Ho letto la tua storia, ad essere sinceri ho letto i due precedenti e non ho votato, convinto che avresti nuovamente abbandonato. Però il terzo capitolo a così breve distanza mi fa ben sperare. E visto che comunque ho letto e apprezzato la tua storia, mi sembra giusto renderti merito. Originalità dei temi e una scrittura piuttosto matura si fondono per dar luogo a una lettura scorrevole e spesso affascinante. Devo dire che ciò che ciò che mi aveva stupito del sesto capitolo era la sostanziale coerenza di stile, dopo tutto il tempo passato. In questi ultimi due, invece, noto che qualcosa è cambiato. Come fossero meno curati, o se avessi fretta di concludere (oddio, mentre lo scrivo, mi rendo conto di averlo già scritto a qualcun altro… sarà una mia fissa? 😀 ).
    In ogni caso, spero che tu non pensi che puoi concludere il racconto in scioltezza perché tanto “non ti legge quasi nessuno”, perché, essendo un tuo lettore, mi offenderei 😀
    Ciao, a presto

    • Ciao Jaw,
      Mi fa molto piacere leggere il tuo commento e avere le tue impressioni. Innanzitutto, sì, penso di aver battuto il record! Ma credo sia sempre meglio tardi che mai.
      Grazie per l’osservazione sulla coerenza di stile del sesto episodio: sicuramente è quello su cui ho faticato di più e su cui ho messo più impegno, proprio per recuperare uno stile. Quelli dopo, ahimè, forse hanno subito un po’ la fretta. Non tanto di voler finire (sì, è vero, voglio finire, ma non per questo non curare la storia), quanto del poco tempo che riesco a dedicarci. Spesso mi trovo a dover fare un nuovo episodio in una giornata, ritagliando spazi di tempo e non volendo lasciar passare troppo tempo, forse ho avuto un po’ di fretta. Comunque credo – e spero! – che questo penultimo episodio ti faccia ricredere.
      Grazie per essere passato!

  6. Perdonami ti ho buttato tutto in parità col mio CORRERE…. pensavo di fare una cosa giusta e ho combinato un macello….
    (mi è sempre piaciuta questa storia, da quando l’hai iniziata tre anni fa)
    ( se dovessi smettere di scrivere su the incipit, dove altro posso leggerti?)

  7. Ciao Francesco. Tre anni non sono pochi. Ti sei concesso una pausa bella lunga, pure troppo forse.
    Il dove eravamo rimasti non mi è bastato, per rimettermi in carreggiata ho dovuto rileggere il precedente e dare una scorsa ai commenti e alla trama. Un buon episodio. Mi è piaciuto come il nostro si è preso gioco delle Parche. Quanto alla scrittura davvero niente da dire. Ho votato per la Prima Guerra Mondiale, scenario che mi ha sempre affascinato molto. Se oltre a scrivere vorresti ricominciare anche a leggere io sono al terzo di un nuovo racconto.
    Ciao.

  8. Ciao Francesco. Ti capisco. Anche io ho ripreso una storia dopo tre anni e l’ho conclusa solo qualche giorno fa. Però ti fa onore questa scelta. Non conoscevo la tua storia, ma l’ho letta in pochi minuti. Mi piace davvero come scrivi. E’ piacevole leggerti, oltre che stimolante. Non vedo l’ora di sapere come risolverà il problema questa povera anima, e la Grande Guerra è lo scenario perfetto per il prossimo conflitto con le Moire.
    Al prossimo capitolo.

  9. Chiedo sin da subito scusa a chi mi stava seguendo tre anni fa per non aver mai concluso questa storia. Dopo tre anni, però, sono riuscito a riprenderla in mano e a scrivere un nuovo episodio, a cui voglio far seguire anche gli altri, così da portare a compimento il racconto. Ringrazio sin da subito chi tornerà, chi si aggiungerà o anche solo chi c’era stato quando ho scritto la prima metà di questa storia.
    Come potete immaginare, riprendere in mano una storia dopo tre anni non è privo di difficoltà: mantenere lo stile, ricordarsi i particolari, le idee e gli intenti iniziali… spero quindi di essere riuscito a riallacciarmi a quanto già scritto e di poter comunque interessare quanti avranno voglia di leggere quanto scritto finora.
    Grazie ancora a chi ci sarà! 🙂

  10. figura forse inflazionata, ma ritengo che un monaco possa comunque portare ad uno sviluppo interessante
    certo mi viene da pensare che dovevano mettere in conto che prima o poi qualcuno sarebbe stato in grado di minare il sistema
    complimenti e al prossimo episodio

  11. Uno speziale.
    Come stai, Francesco?
    Questo episodio mi ha messo l’ansia… comunque wow, scrivi storie sempre più complesse e intriganti. Mi piace molto leggerti… certo…. magari senza dover ogni volta aspettare un mese per farlo, sarebbe meglio 😉

  12. Mi piace molto il modo in cui scrivi: il tuo stile è curato, elegante, oserei quasi usare il termine maturo. Mi sembri uno che sa quello che fa e lo fa bene. Per quanto riguarda la storia, il tema che hai scelto di trattare non è facile. Devo riconoscere che il tuo incipit sia stato davvero interessante, ma poi il tuo racconto è diventato un tantino lento; è un po’ il rischio che corrono i racconti dove ci sono molti dialoghi – e molti enigmi -, però sono certa che nei prossimi episodi riuscirai a farci capire di più su tutta la vicenda. Ti seguo!

  13. Ciao Francesco,
    andiamo verso una necessità. Ma il pubblico dice altro…. anche se il plot, per coerenza, dovrebbe attraversare l’atto del necessario, non della scoperta o della fuga…. ma cosa vuoi farci? Non sempre i lettori si sposano con la tecnica …. Bravo come sempre 😉

  14. Ho votato per la fuga. I dialoghi funzionano, l’idea del protagonista tormentato dalla propria nemesi anche.. Tuttavia ho come la sensazione che la storia fatichi un po’ a decollare. La componente esistenzialista credo vada dosata meglio, ben inteso ci sta ma il primo capitolo lasciava presagire un’evoluzione della storia più dinamica. Questo naturalmente è un mio parere personalisissimo che nulla toglie alle tue capacità narrative che trovo buonissime.

  15. La trama sta assumendo una connotazione sempre più interessante. Ho votato 25 anni perché le altre opzioni non mi ispiravano, ma ovviamente non sapendo come evolverà la storia non aggiungo altro. Come VaiTra, anch’io ti consiglio di raccontare meno e lasciarci “vedere” di più, il racconto sarebbe più coinvolgente perché forniresti al lettore gli elementi necessari per calarsi meglio nella vicenda.

    • Grazie per il commento, Anna. Il confine tra raccontare e far vedere in questi ultimi due episodi è stato molto sottile. Purtroppo dovendo introdurre il lettore all’intermezzo tra due vite, descrivendo tutti i passaggi non è stato facile e questo a causa della fonte a cui mi sono ispirato. Spero dai prossimi di mostrare di più.
      In ogni caso, grazie ancora per queste osservazioni, sono sempre preziose!

  16. Molto belli questi tre episodi. Anche se sinora non hai svelato nessun elemento “horror” esprimi delle idee molto interessanti e originali. Seguo la storia e voto “un anno” (opzione difficile, descrivere i pensieri di un uomo cosciente intrappolato nel corpo di un infante)

  17. “nere come l’abisso e grigie come l’indifferenza” scontato, “Perfetto” taglia, non è associata nessuna immagine, “ma in continuo mutamento” vago, “stupendi” taglia, “La donna appena arrivata è stupenda” taglia “è stupenda”, “Un mistero… esperienza.” taglia: se stai scrivendo un romanzo commerciale, alle persone non interessano passaggi esistenzialisti, “dolorosa”, “traumatica”, “affascinante” raccontato, nel passaggio in cui l’anima scende fuori dal corpo, è un passaggio delicato che dovrebbe suscitare sense of wonder quindi ci sta più descrizione; “simili tra loro, eppure così diverse” taglia, non significa niente; “miti e sottomesse”, “severe e impassibili” “con rapidità” raccontato; qual è la differenza tra “ferita” e “lacerazione”? “puro, candido e rinnovato” raccontato; “più nera dell’oblio” banale; “orribile muggito” raccontato. etc etc…

    • Ciao, VaiTra, innanzitutto grazie per il commento e la lettura così accurata.
      Innanzituttto vorrei rispondere a una tua frase: “se stai scrivendo un romanzo commerciale, alle persone non interessano passaggi esistenzialisti”. Ecco, io non ho alcuna intenzione di scrivere un romanzo commerciale, se per commerciale si intende che vuole vendere e attirare il maggior numero di persone. I passaggi esistenzialisti, come li definisci, per me sono particolarmente importanti e mi sono molto cari, li sento parte del mio stile. Come ormai si sarà capito, l’horror che sto scrivendo non è certo un horror classico. Potrei definirlo un “horror a modo mio”. E a modo mio significa che questa componente esistenzialista (le domande, i pensieri, i dubbi e i sentimenti) entra in primo piano rispetto all’azione. So che può non piacere e che sicuramente posso migliorare, però non la voglio eliminare.
      Quello che cerco di fare, è trovare il migliore equilibrio tra questo e la narrazione, gli eventi che si susseguono.

      Per quanta riguarda, poi, i tagli che tu hai suggerito, non mi trovo d’accordo con tutti. Alcune parole o espressioni sono state scelte per un motivo preciso. “Orribile muggito”, ad esempio, è stata una scelta ben ragionata, dovuta alla fonte della mia ispirazione. Forse non sarà perfetta, ma era nel mio interesse mantenerla così.

      Cercherò di fare attenzione nei prossimi episodi. Spero di rivederti qui a commentare: tutte le osservazioni sono preziose!

  18. 49.
    Non capisco perchè tutti abbiano scelto 1 anno! vabbè…

    Francesco, non ho mai letto nulla di più interessante del contenuto di questo episodio in vita mia. Da solo mi ha aperto a un mondo e mi ha dato ispirazione. ‘Sta laurea in filosofia ti ha proprio giovato, stai diventando geniale.
    ( NB, nella stesura di questo commento non sono presenti complimenti ma solo constatazioni.)

    • Probabilmente 1 anno ha incuriosito per vedere come avrei gestito la situazione (e io stesso avevo una certa curiosità). Alla fine, comunque, ha vinto la via di mezzo, i 25.

      Alessandra, leggere il tuo commento mi fa davvero piacere, piacere di averti aperto a un mondo e averti ispirata. Spero, ovviamente, di continuare così! 🙂

  19. Sospetto, per creare qualche ostacolo e un pò di azione.
    Sì, sei molto filosofico, sicuramente troppo per le mie scarse conoscenze del genere 🙂 ma è colpa mia, l’episodio è bello e profondo, stile Odissea…sono curiosa di leggere il seguito.

  20. Ciao, ho votato anch’io entrambi: il tuo racconto mi sembra molto interessante, questo flashback spiega le premesse da cui muove la storia e aiuta a contestualizzarla come si deve anche se, naturalmente, rimangono ancora dei punti bui.
    Non vedo l’ora di leggere il seguito!

  21. Anche io per l’accordo… Rispetto al primo episodio mi sembra che tu abbia rallentato un po’… Attualizzare la mitologia classica inserendola in un contesto fanta-horror è una buonissima idea ma se fossi in te limiterei i flash-back e tornerei sul binario principale… Per il resto vai benissimo.

  22. La storia è scritta bene e cattura… Mi ha fatto pensare alle scene di apertura di un episodio di supernatural… A parte qualche piccola incertezza (rimediabile) funziona tutto… Unica nota stonata, a mio avviso, è la leggerezza con la quale il protagonista tira il grilletto (anche se non muore veramente e costretto a ‘lasciare’ una moglie e un figlio che sembra adorare)… Io ci avrei messo un po’ più di enfasi e avrei lasciato che il protagonista avesse una reazione più umana e meno da ‘macho che non se ne frega un cazzo tanto rinasco’… Per il resto complimenti. Seguo.

    • Grazie mille per il tuo commento, Lou.
      Per quanto riguarda la nota stonata, hai ragione. L’idea che se ne ricava è quella che suggerisci tu, ma ti posso assicurare che ho comunque in mente una spiegazione ben precisa per cui il protagonista si spara con tanta leggerezza, nonostante sappia di lasciare una moglie e un figlio. E spero di riuscire a spiegare il perché, o almeno a farvi intuire una spiegazione.

  23. dannazione dovrò provare di nuovo a leggere un horror…
    scritto benissimo come sempre; anch’io ho votato per continuare dopo la decima morte, ma almeno per ora è in netto svantaggio

  24. Ciao Francesco,
    mi piace molto il finale sorprendente del’episodio. Però i dubbi di Alessandra sono anche i miei, certi passaggi non li ho compresi bene.
    Interessante la metafora della fuga 🙂 i tuoi racconti hanno sempre un che di filosofico.
    Io vorrei sapere cosa succede dopo la sua decima morte, e solo dopo conoscere qualcosa delle morti precedenti. Ti seguo, ovviamente 🙂

    • Ciao, Giorgia!
      Le parti in corsivo sono volutamente misteriose. Cercherò di spiegarle più avanti dopo aver introdotto altri elementi nella storia.
      Dici che c’è qualcosa di filosofico? Ti assicuro che qui c’è molto di filosofico, e per chi lo conosce, già dal secondo episodio, potrebbe cogliere il mio riferimento. 😉

  25. Allora, capitolo molto bello, quelle inserzioni in corsivo nella storia mi sono piaciute molto.
    E’ quel lieve senso di “dovrebbe esser così ma” che adoro nei racconti, davvero.

    Simpatica la citazione delle tre Moire, le tre figure che nella mitologia greca conducevano la vita degli uomini, tessendo i fili e tagliandoli alla morte di un mortale.

    E’ una simpatica “intrusione” , perdonami il termine non adatto, mitologica in un contesto horror adorabile.

    E si, amo alla follia la frase “Muore. Per la decima volta.”

    Mi ha fatto rabaltare dalla sedia dal ridere (classico umorismo degli scrittori horror) per cui ti seguo!

  26. Caio Francesco.
    A prescindere che ora clicco “segui storia” poichè di default mi fido di te. Voto per la prima morte, per capire meglio il senso. Ma ti prego di scusare la mia poca intelligenza, non ho capito bene l’episodio… lui è Phil, ha molte vite. In una di queste ha un figlio, e una moglie, giusto? Ma che significa questo pezzo:
    Il padre si china per baciare la fronte del figlio e…

    (chi è l’uomo, perchè prendi le distanze dal POV? )

    Un uomo si chinò sul figlio. “Sogni d’oro”, gli disse. E con un bacio lo lasciò a dormire.
    Una mano si appoggia sulla spalla del padre.

    ( quale mano? di chi?)

    – Phil, tutto, bene?
    – Sì, ho solo avuto un capogiro.

    Scusami, ma devo capire, non te le prendere… a volte sono stupida… 🙁

    • Ciao Alessandra,
      innanzitutto, no, non sei per niente stupida! L’allontanamento dal POV, il riferimento a quello che sembra un altro uomo, un altra situazione, è volutamente misterioso ed enigmatico. Vorrei cercare di rendere più chiaro nei prossimi episodi cosa stanno a significare quei corsivo. Te lo spiegherei anche subito, ma farlo anticiperebbe alcune cose.

      In ogni caso, la frase “Una mano si appoggia…”, si riferisce alla situazione presente: è la moglie che gli si avvicina alle spalle e, appunto, chiede al marito “Phil, tutto bene?”.
      Mi dispiace se non sono stato troppo chiaro. Comunque mi aspetto sempre tuoi dubbi o osservazioni: mi aiutano sempre! 😉

  27. E’ un inizio veramente bello questo episodio.
    Avrei detto di cominciare da una delle morti precedenti. Perché penso sia ovvio voler sapere cosa è successo prima. Non per forza iniziando dalla prima morte, magari dalla sesta. 🙂
    Ovviamente ti seguo. 😉

  28. Mm … un po’ strano.
    Psichedelico direi però anche se non è male non è neanche tra i migliori che ho letto.

    Però, simpatico.

    Attento alla terza opzione. Di per me non mi dice niente dato che un numero vale l’altro. Capirai tu nel tuo schema però noi … come capiamo ? Perlomeno io come capisco ? 🙂

    Ti seguo lo stesso però. Potrebbe diventare molto interessante.

    La prima morte. Almeno suppongo che qualcosa accadrà e si capirà! 🙂 Almeno credo questo.

    Cioè …. insomma, le opzioni non mi piacciono particolarmente. Ma almeno dopo la prima, qualcosa avrà scoperto il nostro protagonista. 🙂 Au revour.

    • Ben ritrovato Valerio!
      Grazie mille per il tuo commento sincero. Innanzitutto, lungi da me pensare di essere il migliore o di aver scritto l’incipit migliore!
      Per quanto riguarda la terza opzione, probabilmente hai ragione: per il lettore è difficile capire quale scegliere.
      In ogni caso, per questa storia, ho in mente un’idea ben precisa: renderla chiara già dal primo episodio era praticamente impossibile, visto il limite di caratteri. Spero comunque di interessarvi sempre più, man mano che la storia avanza.
      E come sempre, grazie per essere tra i miei lettori! 🙂

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