L’ancora

Dove eravamo rimasti?

Prima notte in mare. Parola chiave: Imprevedibile armonia (43%)

Una linea sottile

«Preparati a calare la rete, ragazzo!»

Salpati da poco più di mezz’ora, con la costa ben visibile e il sole appena tramontato, è decisamente troppo presto per calare la prima rete. Felipe non discute, però.

Le intuizioni di Louis sulla pesca non vanno mai discusse. Contro ogni apparente senso logico, sono sempre sorprendentemente giuste.

Interrompe così l’impilaggio delle cassette per il pesce e si allontana, gettando un’occhiata rassegnata al restante mucchio. Sa bene che più tardi Louis se la prenderà con lui per non aver terminato il lavoro ma ha ben poca scelta, al momento. La rete è ammassata vicino all’argano, in un cumulo ordinato e pulito. La prende e la assicura con minuzia nei ganci. «Pronto.»

«E cala, allora! Cosa aspetti, che i pesci saltino da soli sulla nave?»

Felipe getta la rete oltre il parapetto e attende paziente. Il rumore dell’ansimante motore della Louisa e lo sciabordio dell’acqua non gli permettono di sentire altro. Distratto com’è, si accorge troppo tardi della presenza alle sue spalle e quando si volta, scorge solo il riflesso rossiccio dei suoi capelli prima che lei scompaia dietro il margine della cabina.

Le cassette da riordinare sono ora impilate in file precise come le restanti altre. Un sorriso affiora sulle labbra di Felipe e un pensiero si fa spazio prepotente nella sua mente. 

«Tira su!»

In fin dei conti, pensa Felipe mentre mette l’argano in funzione, accettare la ragazza a bordo non è stata una così cattiva idea.

*

È quasi notte ed è la mia prima notte in mezzo al mare. Non riesco a staccare gli occhi dalla sottile linea di luce che colora le onde all’orizzonte e le tiene separate dalla volta celeste. È uno spettacolo meraviglioso, mi riempie il cuore di emozione, di vita.

«Stai perdendo tempo, ragazza.» Non ho sentito il vecchio arrivare ma ho immaginato che sarebbe comparso prima o poi. È tutto il giorno che aspetto questo momento. Adesso mi dirà che devo andarmene. Che sono fuori posto, qui.

Per una che si è sentita fuori posto per tutta la vita non dovrebbe essere un problema sentirselo ripetere ancora. Eppure lo è, stavolta. Questa volta sono dove voglio essere. E ho tutta l’intenzione di rimanerci.

A malincuore distolgo gli occhi da quella linea sempre più sottile e mi volto per fronteggiare il vecchio. L’unica luce della nave è dalla parte opposta della cabina e solo un flebile bagliore filtra tra i vetri spessi e sporchi. Riesco a scorgere appena la sagoma del pescatore immersa nel buio.

È seduto su quella sedia. Di nuovo. Avverto i suoi occhi acquosi perforarmi la fronte ma decido di tacere. Sarà meglio lasciarlo parlare.

«Non mi hai ancora detto come ti chiami.»

«Nemmeno tu.»

«Stai posando i piedi su una mia proprietà, sarà anche mio diritto sapere chi sei, non ti pare? E io sono Louis Bernard, per la cronaca.»

Io esito a rispondere e lui tace. Si aspetta una risposta e probabilmente non capisce perché sto temporeggiando.

La verità è che vorrei scrollarmi di dosso chi sono. Il mio nome, la persona che sono stata, la mia storia. Gratterei via tutta la pelle fino a scorticare la carne e mettere a nudo le mie ossa se questo servisse a qualcosa. Ma non servirebbe affatto. Resterei me stessa, con solo una cicatrice in più.

«Âmbar Gomes Costa.» Ecco, l’ho detto. Il solo pronunciare il mio nome mi fa ribollire la bile nello stomaco.

«Âmbar. Che nome inusuale.»

«Il nome di mia nonna.» Ripensare a lei mi provoca una nuova fitta nelle viscere. «Ho ereditato i suoi occhi dallo sguardo..»

«..d’ambra, sì, sì, avevo intuito.» Riesco a sentire l’odore del tabacco della sua sigaretta sin da qui. Ad ogni tiro il puntino arancione si illumina tanto vicino ai suoi baffi che quasi temo prendano fuoco. «Se hai intenzione di rimanere ti servirà un abbigliamento più adatto.»

Resto spiazzata. Di sicuro non è quello che mi sarei aspettata di sentire. Riordino i pensieri e butto lì una risposta a caso. «Un paio di jeans e una T-Shirt. È quello che indossi anche tu.» 

«Stivali e una tuta di gomma. E un impermeabile. Non pensare che il mare sia così tutti i giorni. Dovrai essere pronta a…»

«Perché mi fai restare?»

Il verso che emette racchiude in sé una frase intera di almeno dieci parole. «Non ti basta che io ti permetta di restare, adesso vuoi anche sapere il perché.»

«Sì, viste le circostanze.»

Louis si prende tutto il tempo del mondo per rispondere. Termina la sua sigaretta e schiaccia con il piede il mozzicone. Si china a raccoglierlo e lo ripone in una conchiglia enorme adibita a posacenere.

Io, invece, sono un fascio di nervi. Mi piacerebbe dirgli di farla finita e rispondere ma non oso aprire bocca. E quando credo di non farcela più lui parla. «È la seconda occasione che io non ho mai avuto. Non farmene pentire. E adesso fila a lavoro, forza! Aiuta l’altro sciagurato, non penserai di restare tutta la notte a poltrire?»

Sono certa che Louis riesca a vedere il sorriso di sollievo allargarsi sul mio volto mentre mi allontano. «E già che ci sei, prendi una birra ghiacciata dal frigo in cabina per questo vecchio!»

Nel prossimo episodio:

  • Giro turistico del luogo. Dove ci troviamo secondo voi? (29%)
    29
  • Qualcosa di più su Louis. (71%)
    71
  • Qualcosa di più su Felipe. (0%)
    0
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

348 Commenti

  1. Ecco finalmente ho letto (e riletto) tutto il racconto e non posso che aspettare e quindi scegliere di leggere il finale. Ho scelto il sussurro del vento. L’ho scelto perché mi ha fatto immaginare di essere su una barca, lontana, sull’oceano selvaggio. Mi ha fatto sentire il profumo della salsedine. È stata una storia densa e tormentata, la tua scrittura ha assorbito i miei sensi e acceso le mie sensazioni. Brava. Davvero.

  2. Odore di fiori, mi pare che in questo racconto gli aromi siano importanti.
    Dunque Louis non è nient’altro che un naufrago; è morto una volta sommando ai lutti l’odio sordo di un figliastro che ha trovato un modo più efficiente di elaborare il lutto. Un naufrago come Ambar e come lei ha scelto il mare come rinascita. E Felipe? E’ il trait d’union? La forza della speranza?
    Ottimo come sempre.
    Ma ti fai desiderare troppo! 🙂
    Ciao Ciao

    • Felipe è il cuscinetto, Moneta. Senza di lui Louis e Âmbar non durerebbero nemmeno trenta secondi. Sono, sì, anime affini ma fin troppo.
      Non saper azzeccare le tempistiche è sempre stato uno dei miei grandi difetti. Un altro, pensa un po’! Ci provo sul finale, ma non prometto nulla.

  3. Il sussurro del vento… come quello che mi ha trascinato sin dalle prime parole cariche di freddezza, quella di cui era impregnata la conversazione tra padre e figlio per poi condurmi tra lo sciabordio delle onde insieme al dolore di Louis che si è poi trasformato in speranza, quella di una nuova famiglia con Felipe e Ambar.
    Grande Trix.

      • Letto. 😉
        sei andata così in fondo che mi sono persa pure io ! ahahahahaha
        Mah, carissima, che dirti… facciamo che ti ringrazio e basta… stasera sono polemica di mio e tu sei così gentile che non vorrei sfogarmi con te per colpa di altri 😉 Ah, è tornato Napo, se può interessarti… lo trovi tra le storie appena pubblicate… lui vale sempre la pena di leggerlo 😉

        • Se ho detto stupidaggini, ed evidentemente l’ho fatto, hai il mio permesso per darmi dell’imbecille, gentile o no!
          P.S. Napo l’ho già letto da un pezzo. Caso ha voluto che avessi sia il sito che la mail aperta e la notifica non ha fatto in tempo ad arrivare a destinazione che io ero già lì. Seguo in disparte, per adesso, ma seguo, seguo. E chi se lo perde!

          • No, Trix, hai capito male ( ?) , sono arrabbiata ( si scrive con due bì?) con altri… ahahahah e dicevo che ho paura di prendermela con te che ti adoro invece!! ahahhah
            Lo segui in disparte? ummm… e riesci a evitare la sua ombra incombente? eheheheh
            In quanto alla tua analisi…. SIIII!!! hai perfettamente ragione. Arianna è ME. Eve e le altre erano la ME che vorrei essere e non sono. oggi sono io. 😉 peccato che nessuno lo apprezzi… ahahah anche perchè nessuno mi conosce! 😉 vabbè, in fondo è per questo che sono io. Scrivo in incognito…

            • No, mi sono spiegata male, la mia era una battuta male architettata. Non volevo indurti a rispondere bypassando (si scrive con la ypsilon, giuro!) la tua arrabbiatura e per averlo fatto in nome della mia gentilezza ti ringrazio il doppio, anzi, il triplo!
              Io trovo che chi non ci conosce sia capace di osservare tutte le nostre sfaccettature senza limiti, perché chi ci conosce magari le ha sotto gli occhi da sempre e le guarda senza riuscire più a vederle. E io ti apprezzo, per quello che vale!

  4. Felipe sta perdendo, vado matta per i perdenti e lo voto.
    Non so cosa commentare, non ho niente da dire su stile, atmosfera, eccetera, a me piace tutto. Brava. Ah, no, trovato! Eh, eh, hai scritto “Ambar tu..” con solo DUE punti di sospensione! Occhio, eh!! 😀

    Ciao Ciao

    • Io ci provo a scrivere nei tempi ma mi perdo sempre nella messa in opera.
      Mi hai quasi fatta emozionare all’altezza della parola “professionista”. Ma magari!
      Leggo di tutto e non vorrei mai smettere. In generale non amo molto i saggi e leggo tanti romanzi, di ogni genere, di ogni epoca e autore. Eppure studio qualcosa di totalmente differente (ingegneria civile), e mi piace pure. Ho sempre sostenuto che se mi dividessero a metà troverebbero da una parte ingranaggi e dall’altra pagine.
      Consigliami qualche titolo, mi farebbe tanto piacere.

      • Mah, per approfondire un po’ di elementi di scrittura creativa ti consiglio
        Donna Levin, con “Scrivere un romanzo.”
        Una lettura molto preziosa per comprendere nel profondo gli espedienti narrativi da utilizzare quando si scrive una storia.

        Per una lettura che insegna, nel vero senso della parola, poetica, intrigante, avvincente, superiore alla media: leggo assolutamente il romanzo
        Il segreto dei suoi occhi
        di Eduardo Sacheri

        e già che ci sei – ma solo dopo aver letto il romanzo giallo, altrimenti ti rovina la sorpresa – guarda anche il film, hanno trasposto cinematograficamente il romanzo

        Il segreto dei suoi occhi nella versione argentina/spagnola per la regia di Juan José Campanella. ( che per questo ha preso un Oscar a miglior film straniero)

        ( per carità non commettere l’errore di guardare la versione americana con Nicole Kidman, è da arresto… civile e cardiaco)

  5. Ciao,
    Quando – e non mi capita spesso – leggo racconti come questi mi domando chi è che decide che le librerie debbano essere invase da montagne di carta intrise di banalità scritte male quando ci sono persone che hanno qualcosa da raccontare, sanno bene come farlo e nonostante ciò sono lontani da una ribalta simile, a discapito loro e dei tanti lettori che avrebbero se solo venissero giustamente valorizzati.
    Complimenti. Si può percepire, quasi fosse tangibile, quanto ti piace raccontare e certamente lo fai molto bene. Mi piace la storia e soprattutto l’atmosfera, ammiro il modo In cui riesci a rendere in poche parole un’immagine, un’emozione. Finisco qui, non vorrei esaurire i 5000 caratteri, ma sappi che ti stimo.

    • Ciao, Jaw.
      Nella vita reale, dietro Trix intendo, molte persone mi ripetono da anni che ho una grave, grave mancanza verso me stessa, tra le tante: non ho idea di come accettare i complimenti. Rido, nego, faccio finta di nulla, abbasso lo sguardo e arrossisco. Mi è stato fatto notare che nessuna di queste è una reazione adatta, perciò, oggi ti risponderò con un semplice grazie.
      A presto.

  6. Ciao, Trix. Era ora! 😉 E’ stato difficile cosa? Scrivere questo ennesimo gioiellino?
    Se ti serve un mese per scrivere un episodio ma po lo scrivi così, ok, aspettiamo un mese a episodio! 😉
    Io dico goccia di sangue, che avevi dubbi? ahahaha

    • Avrei dovuto metterci una parentesi col tuo nome accanto a quell’opzione.
      Ho scritto di nuovo in prima persona, non mi sgridi neanche un po’?
      Spero che tu stia bene, è un piacere tornare a leggere i tuoi commenti incoraggianti.

  7. Indizio.
    Ciao Trix, sono stata trascinata dall’incipit per tutti e sei gli episodi senza mai fermarmi. La trama è molto intrigante e ben costruita, ma ciò che mi ha presa maggiormente è il tuo stile, il tuo modo silenzioso e delicato di afferrare il lettore e immergerlo nel vissuto dei personaggi, di fargli provare sulla pelle il loro stesso stato d’animo: la rabbia, il dolore, l’angoscia, l’impotenza, la rassegnazione, la paura.
    Sono contenta che tu abbia ripreso a pubblicare, perché penso che i tuoi personaggi abbiano il diritto di continuare a “vivere”, qualunque sia il destino che riserverai loro.
    Complimenti anche per la copertina.

  8. sono finalmente arrivato a scrivere il capitolo 6 anche io ma… ho trovato qualcuno più lento di me? tutto bene spero! attendo con vivo interesse il tuo 7° perché non ho nessuna intenzione di raggiungerti (non parlo di punteggio in quanto tu e Alessandra siete giustamente e meritatamente inarrivabili)
    à bientôt
    gianfranco

    • Caro Gianfranco, Alessandra di per certo non la eguaglieremo mai, neanche con l’intercessione di una qualche divinità maggiore a tua scelta. Ciò che posso dirti con sicurezza è che sono più lenta di te. Per ora.

  9. Ciao trix! Mi scuso per il ritardo, ma il lavoro mi ha impedito di leggere il tuo nuovo capitolo finora. Bellissimo! E soprattutto sono meravigliose le sensazioni che hai trasmesso attraverso la descrizione della casa di Felipe. Complimenti per a copertina! È meravigliosa! Io voto per imprevisto. Al prossimo! 😉

  10. Scrivi bene, rispetto alla media, mi hai ricordato Alessandra per certi versi…
    questa storia mi piace molto e anche la copertina. l’avevo già letta dal telefono ma è impossibile votare da lì, non funziona proprio, non il mio telefono questo sito. comunque ti seguo sei brava e le atmosfere sono bellissime.
    ostacolo

    • Nessuno ha indovinato l’ambientazione del mio racconto ma ci tenevo a dare un carattere a questa città meravigliosa.
      Che coincidenza. Spero di essere riuscita a farti ritornare lì per un attimo durante la lettura.

      • Assolutamente, mi sono trovato improvvisamente trasportato in una di quelle stradine di questa fantastica città.
        E poi colgo l’occasione per farti i miei complimenti per la copertina, sono soddisfazioni 🙂
        E’ molto bella (c’è pure il ponte sullo sfondo) e te la meriti e so che continuerai a meritarla, sei veramente brava a scrivere
        a presto 🙂

  11. indizio…
    mi sembra la scelta più logica x ritrovare Louis che è scomparso…
    brava. trix, bello questo capitolo….in particolare mi è piaciuta la parte in cui Felipe osserva la ragazza e i suoi tratti, restandone affascinato…
    complimenti!!!

  12. …mi spiace inserirmi solo ora, però nel prossimo episodio ci sarebbe stata meglio l’insonnia introspettiva dei personaggi e magari un accenno di tempesta per “testare” la tenuta dello strano equipaggio. Con “imprevedibile armonia” subito, anziché un racconto d’avventura potrebbe trasformarsi in un main stream o peggio in una commedia rosa – comunque proseguo a leggere… e vedremo gli sviluppi

    • I lettori hanno scelto quelle opzioni, io ho scritto di conseguenza. E fino a questo punto non mi sembra ancora una commedia rosa. Forse mi sto sbagliando io.
      La tempesta sta per arrivare, in ogni caso.
      Grazie di essere passato.

  13. Ciao, Trix! Magnifico episodio! E molto bella anche l’aggiunta del collegamento con la descrizione dei Pastel de nata! Io devo ammettere di essere molto indecisa questa volta. Vorrei votare per una nuova casa per Ambar, però vorrei anche sapere ancora di Louis, soprattutto perché ho un brutto presentimento su di lui a causa della tempesta in arrivo di cui ha parlato Felipe. Scelgo per la prima, ma spero di saperne di più anche sulla seconda. A presto! Bravissima! 🙂

  14. In un mondo perfetto cliccando il link sui pastéis de nata si potrebbe direttamente scaricare il dolcetto e gustarlo con la storia, invece resto a sbavare sullo schermo immaginandone il sapore. Mossa sleale prendere i lettori per la gola 🙂 Comunque, voto Louis, voglio capire cosa si cela dietro le sfuriate da vecchio asociale.

    • Gli odori erano il focus dell’episodio, sono felice che sia trasparito il mio intento.

      Provo a dare sempre il massimo ma scrivere di sentimenti così intensi mi coinvolge molto in prima persona. Forse questo pregiudica un po’ la scrittura ma io sono così. Prendere o lasciare
      Ti ringrazio per aver preso. Per ora!

  15. Premesso che comunque mi piacerebbe sapere di più su entrambi (personaggi molto belli nel loro carattere e descrizione più che altro), facciamo magari una capatina in una grotta di un tesoro forse ? o di un veliero ? Oggi ho visto linea blu. Ed ho visto posti in Italia fantastici. 🙂

    • Quasi non ti avevo riconosciuto con questa nuova foto, Valerio.
      E mi dispiace deluderti ma non ci sarà una caccia al tesoro in questo racconto. I protagonisti stanno solo cercando loro stessi. Saranno capaci di ritrovarsi?
      È questa la vera domanda.

  16. Seguo, mi piace come scrivi. Hai chiuso bene il secondo episodio. Ho trovato un po’ banale (e anche tu) la metafora sulla quiete prima della tempesta. “«Come potrei dimenticarlo quando il tuo sangue è rimasto attaccato alla suola delle mie scarpe per giorni?»” bella trovata. “Ad ogni tiro il puntino arancione si illumina tanto vicino ai suoi baffi che quasi temo prendano fuoco” mi piace.

    Ho scelto giro turistico del luogo. Naturalmente quel luogo è Cuba negli anni ’80.

    E tu l’ hai mai avuto un attacco di panico?

    • Sicuramente il mio racconto precedente era più esplicito. In questo bisogna scavare un po’ per afferrare tutto.
      Però se ti manca l’eros dovrò impegnarmi di più con l’avventura! Torna presto a scrivere, Linda.

  17. Qualcosa in più su Louis… please 😉
    Tu riesci a farmi vedere il mare, la linea d’orizzonte, le stelle quando è notte, sei molto abile, è sempre un piacere salire sulla nave con te. Però non condivido la scelta del cambio di PV, generalmente si cambia solo su scena, non su visione. Voglio dire che se scrivi in terza limitata, puoi per ogni scena essere nella mente di un personaggio, ma saltare dalla terza in prima persona è un po’ poco ortodosso… vabbè, bando alle ciance, gettiamo le reti e restiamo con Louis… in questo spettacolare viaggio d’oltremare.

    • L’intenzione era quella di ricorrere alla prima persona solo per capire meglio drammi e comportamenti di Âmbar. Per ascoltarli di prima mano da lei e non filtrati dall’occhio osservatore e attento di Felipe. In realtà è lui il vero narratore di questa storia.
      Qualcosa di più su Louis. Ci sarà da divertirsi.

  18. “C’è un momento, prima della tempesta, in cui il mare fa silenzio. Un attimo, un solo attimo in cui tutto si ferma, nel quale l’acqua inspiegabilmente si placa e l’aria diventa pesante, satura di energia” vale tutta la puntata, la riassume, la racchiude e la svela. Complimenti vivissimi. Ho votato per l’armonia.

  19. Il mio voto ha mandato in pareggio non due ma ben tre opzioni 😀
    Bella la parte in cui parli della tempesta e del mare mentre la lite è bellissima ma ho apprezzato un po’ meno il personaggio di Felipe. Si lascia scivolare addosso tutto, si perde un po’ tra le due forti personalità di Louis e della ragazza. Quando ci dirai il suo nome, a proposito? 🙂

  20. Insonnia.
    Hai dato alla ragazza e a Louis lo stesso tenore emotivo. Dovresti diversificarli. Tuttavia quando parli della “quiete” prima della tempesta, del silenzio del mare, ti dimostri abile osservatrice. Per scrivere bene si deve essere anche ottimi osservatori. Tu lo sei, non c’è dubbio. Devi solo approfondire le caratterizzazioni dei personaggi. Brava.

    • Mi piace focalizzare alcuni dettagli. Non so quanto io sia abile a renderli, di sicuro non abbastanza.
      Louis e la ragazza sono molto simili ma diversi nel profondo. Sarà presto chiara la differenza tra loro. Spero.

  21. Oooh bella questa parte soprattutto

    “C’è un momento, prima della tempesta, in cui il mare fa silenzio. Un attimo, un solo attimo in cui tutto si ferma, nel quale l’acqua inspiegabilmente si placa e l’aria diventa pesante, satura di energia. Poi d’improvviso un tuono, una folata di vento, le onde e una goccia. E la violenza si abbatte sul mondo come se quella parentesi di calma non fosse mai esistita.”

    Poi il crescendo della misoginia se così possiamo chiamarla di Louis è qualcosa di letteralmente epico! 🙂

    Brava! 🙂

    C’è un momento prima della tempesta in cui il mare è in silenzio!

    Ed infatti proprio per questo voglio passare dalla metafora ad una tempesta vera e propria! 🙂 Au revour! 🙂

  22. Ciao. 🙂 Decisamente io dico spietato cinismo. Devo dire che ho visto solo adesso questa storia e mi son piaciuti entrambi gli episodi. La trama è interessante e poi trovo molto affascinate il tuo modo di raccontare. Sai creare l’attesa al lettore. Complimenti!! Ti seguo. 🙂

  23. Consiglio tecnico:
    evita il centrato, è affascinante se usato con moderazione ma ora i miei occhi piangono ogni volta che cambio riga haha.

    Mi piace il fatto che i periodi sono molto brevi e ben staccati, mi ricorda molto il primo racconto che ho scritto qui su TheIncipit (e che ho già concluso ovviamente).
    Vai forte nelle scene di movimento e sei riuscito bene ad adattare il tuo stile a questo tuo punto forte.

  24. La sonora risata sarebbe l’opzione più inaspettata secondo me. Buona la caratterizzazione di Louis, gli aneddoti su di lui risultano molto interessanti e divertenti, danno alla storia quel tocco di leggerezza in più che manca visti i temi scottanti che tratti in ogni capitolo. Dovresti però, cercare di non iniziare le frasi con “ma”, una volta va bene ma l’hai fatto molte volte in questo capitolo. Prestaci più attenzione perché la tua scrittura è molto buona. Al prossimo capitolo 😀

  25. Continui con la tua descrizione che amo. Che scena brutta quella del padre. Anche e posso garantire che delle volte le parole fanno più male delle botte.

    Dettagli!

    Ad ogni modo congratulazioni! 🙂 Brava! Ho scelto l’animata discussione perché mi pare la scelta più probabile! 🙂

    • Napo, felice di averti qui. Genere più tranquillo.
      Sì.
      Forse.
      La formattazione è dettata solo dal pessimo gusto personale. Non mi sognerei mai di scrivere un poema. Spero non disturbi troppo ai fini della storia.

    • Bicchio, devo ringraziarti doppiamente per essere passato.
      Poco tempo fa ho letto l’incipit di una storia già cominciata. Poi, nel caos della metropolitana ho completamente dimenticato titolo e autore. Adesso l’ho ritrovata e vado subito a recuperare ciò che mi sono persa.
      Grazie.

  26. Ben particolareggiato! Questa è quel che definisco una storia bella e che quindi si fa raccontare senza apparire una enciclopedia! 🙂 Ti seguo senz’altro! Bello cacchio! 🙂

    Complimenti! 🙂 La descrizione della stanchezza della persona all’inizio, che suppongo essere la stessa donna dopo, è splendida come anche il dopo! Descritto la barca e la comitiva, poco ma bene! 🙂 Ripeto ti seguo! 🙂

    • Ciao Valerio, appena passata a leggere il tuo incipit, cacchio!
      Mi fa piacere che tu abbia apprezzato, ma hai ragione. Non sapevo che titolo dare e l’ho buttato lì. Azzurro del mare, azzurro del cielo, azzurro come Louisa, azzurro come (non posso ancora dirlo).
      Grazie per l’apprezzamento, mi ha fatto molto piacere.

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi