Viaggio intellettuale

Dove eravamo rimasti?

Come procederà l'autore? Proseguirà con normale decorso della storia, presentando come finirà lo scritto e un commento del professore, con relativo epilogo finale. (100%)

Fortuna

[…] Ma dai su, come fa un 21enne che si vede un anime a proteggere la propria amata, la propria famiglia, ad amare seriamente dai. Io voglio vivere con loro, nel loro mondo, per sempre, non riesco a staccarmi da loro…mancano ancora poche puntate al termine dell’anime, quando accadrà già so che mi sentirò male, spero di non piangere, non di nuovo. Ma perché mi trattengo? Piangere fa bene no? Anche gli adulti piangono, piangere non vuol dire nulla vero? Io lo so, ma non so perché ho questi freni. “Reprimi troppo i sentimenti” mi dice un amico, eppure quando guardo l’anime non è così, io provo tantissimi sentimenti, emozioni, io voglio davvero bene ai personaggi, li considero come se fossero una persona vera, per me loro sono vivi veramente…eppure nella realtà ho più difficoltà…che sociopatico eh? Bhe…questi pensieri caoticamente appaiono nella mia mente mentre mi faccio la doccia, vedo scendere le gocce dal mio capo sotto il getto dell’acqua, ogni goccia è un pensiero direi, quante sono, infinite e si infrangono le une con le altre. Che scena da film ho descritto eh? Vero? Eppure è così, mentre scrivo cerco di dare forma a qualcosa, proprio adesso sto ripensando a quella canzone, quanto è bella, è composta per dare serenità e speranza, eppure mi viene da piangere, mi commuove, ma perché? Quanto sentimentalismo in un ragazzo, vero eh? Che ragazzo effeminato…ho sempre voluto andare una uno psicologo, da almeno 10 anni…non ho mai fatto il passo perchè sarebbe come ammettere di avere un problema, ma io non ho problemi, o forse andarci non vuol dire ammettere di avere un problema, ma semplicemente che ho bisogno di parlare con qualcuno. Bhe, allora che io parli con un amico! Che senso ha far pagare mamma per sfogare la voglia di parlare! Che figlio sarei? In una situazione difficile come questa poi…quanti puntini di sospensione sto usando, eh già, danno proprio l’idea del me stesso, sospeso in preda all’ansia, angoscia, senso di colpa, altro che autostima. Che grammatica pessima che ho usato, un laureando ventunenne con questa grammatica che per una pagina intera si autocommisera per essere compatito, e che vuole vivere in un cartone con personaggi che nemmeno esistono, che persona…ma in fondo, io non ho il diritto di lamentarmi, non è così?”

Chiunque tra voi lo abbia scritto, ottimo lavoro. Si è aperto e sentito libero come questo luogo…certo, il giardino dell’università non deve essere proprio il luogo più libero per voi, però trasmette l’idea. C’è da rivedere qualche passaggio, ciò che è assolutamente perfetta è la grammatica, o meglio, la grammatica che non hai usato, chiunque tu sia. Un famoso pensatore diceva che non rispondere è già di per sé una risposta, bhè…il non usare la grammatica è di per sè come usare una propria e unica grammatica che si fa carica di emozioni, quelle dello scrittore. Usare la regole grammaticali sicuramente aumenta la potenza comunicativa, ma talvolta non usarle può voler dire trasmettere frenesia, impeto, emozioni allo stato puro, non racchiuse in freddi e rigidi contenitori. Ovviamente non tutti, senza un’adeguata grammatica, riescono a vedere all’infuori del contenitore, e proprio qui risiede l’abilità dello scrittore: far vedere fuori dal contenitori chi solitamente non è capace. Lo sapevo che darvi un tema libero a piacere, in un luogo aperto, scrivendo nell’anonimato, mi avrebbe concesso di assistere a creatività ed emozioni allo stato puro, ne sono contento, questa volta non ho fallito… Per oggi la lezione termina qui, oramai siamo quasi all’epilogo ragazzi. Mi aspetto un feedback positivo del corso, come d’altro canto chiunque con un occhio oggettivo converrebbe. Quindi, alla prossima!».

Il professore si alzò dal prato tremolante, cominciò a dare forti colpi di tosse, più tossiva e maggiore era la frequenza e la veemenza con cui lo faceva, ad un finale, ultimo colpo di tosse, uscì sangue dalla sua bocca, che inondò le rugose mani. Al che gli studenti si avvicinarono velocemente ed Andrew chiamò prontamente un’ambulanza.

«Sto bene, sto bene ragazzi… ouch! Non preoccupatevi, tornate a casa tranquilli, non è nulla di che…la solita tosse barbara! Ahaha» cercò di rassicurarli.

Tuttavia nessuno si mosse, la tosse continuò e presto arrivò un’ambulanza. Mentre i paramedici scesero dalla vettura, il professore diede un forte colpo di tosse da cui uscì ancora sangue che schizzò sul volto di Andrew e molti dei sui compagni. Al vedere così tanto sangue Hopkins, che era sempre stato debole di stomaco, svenne, e, nello svenire, molti studenti provarono a soccorrerlo ma, al contrario, si ostacolarono a vicenda inciampando l’un nell’altro. Nel frattempo i paramedici si erano fatti spazio tra la folla di studenti, si abbassarono e :

«Non c’è più nulla da fare, mi dispiace ragazzi» decretarono.

Nel cadere a terra, il professore aveva sbattuto il capo su un gradino vicino non molto distante, e così, non fu il suo tumore ai polmoni oramai allo stadio terminale ad ucciderlo, bensì la Dea bendata.

Categorie

Lascia un commento

208 Commenti

  1. Ho trovato questo capitolo slegato dai precedenti, sia per tematica sia forse perché “partorito” dopo tre mesi dal precedente.
    Mi/ti pongo delle domande:
    Che fine ha fatto la lezione all’aperto, opzione votata dai lettori?
    E il contraddittorio – Prof – ragazzi?
    A che titolo uno di loro ha scritto questo monologo/sfogo/confessione? boh!
    A te… se vuoi… “illuminarci d’immenso”.
    ciaooo

    • Ciao Maria,
      Innanzitutto sono contento di ritrovarti tra i miei lettori. In secondo luogo, tutte le obiezioni da te mosse sono perfettamente legittime, e ti dirò che prima della pubblicazione io stesso ne ero consapevole. Tuttavia questo capitolo in realtà sarebbe dovuto essere lungo all’incirca il doppio, ma non me la sono sentita di riassumere lo “sfogo” tagliando dei pezzi, lo lascio decidere a voi se preferite tagliarlo o leggerlo tutto, ho semplicimente pubblcato i primo 5000 caratteri di quello che avevo sfritto. In realtà è come se per questo episodio avessi un po’ violato il principio di questo sito, poiché io avrei già il seguito, le relative spiegazioni alle tue domande, e la conclusione già scritta. Ovviamente, qualora il voto dei lettori non sia quello che penso, dovrò riscriverlo, ma non è un problema. Ho solamente preferito lasciare a voi la scelta piuttosto che prenderla io, non me la sono sentita. So anche che questo non mi ha permesso di seguire la richiesta dei lettori, almeno in questo capitolo, e di ciò mi scuso con tutti.
      Detto ciò, spero tu possa esserci per l’episodio conclusivo di una storia che ha avuto avuto più pause nella stesura che episodi.
      Ti ringrazio per essere passata,
      A presto,
      Istinto

  2. ciao
    Questa lezione sulla paura è interessante, fa quasi paura ahah.
    La paura è un’emozione primaria, che si riscontra in tutti i popoli ed ha sicuramente un funzione difensiva, indispensabile alla sopravvivenza. E’ vero anche che, ai giorni di oggi, si parla in modo inquietante, di “strategie della paura”, ossia un altro paio di maniche!
    Forse il prof doveva chiarire un po’ la differenza tra emozione, sensazione e sentimento che sono cose diverse ma, visto che sembrava un po’ strano e rinco.., lo perdoniamo.
    🙂
    .

  3. Ciao Istinto ben rientarato, son contento di rileggerti.
    Sei un autore che apprezzo e che reputo tra i migliori qui su questa piattaforma.
    Per cui la tua assenza non poteva passare inosservata, almeno non per me.
    Spero e mi auguro che hai superato al meglio il tuo momentaccio.
    Ok, in merito a questo capitolo.. ho trovato interessante il tuo punto di vista sulla: paura. Una sensazione che riguarda tutti, grandi e piccini, potenti e gente comune.
    Personalmente ritengo la paura, una sensazione benevola per l’esser umano.
    Aver paura può voler dire non strafare, limitarsi, non eccedere.
    Può anche voler dire, esser guardingo, timoroso, previgente.
    Potrebbe voler dire riflettere, vagliare e perchè no, tentennare.
    In tal senso, la paura potrebbe evitare guerre, catastrofi, danni, incidenti, tutte cose che l’essere umano è portato a fare, purtroppo.
    Per cui voto per la lezione all’aperto.

    • Alex le tue parole mi riempiono di gratitudine, ti ringrazio per ciò che hai espresso, la stima è ovviamente reciproca e cercherò non appena posso di ricominciare a seguirti, ho notato che sei stato pure commentato da una coach editor, il che dice molto sul tuo sviluppo e miglioramento, che non posso perdere.
      Grazie per il tuo commento riguardo la storia e per le parole spese per me, nonchè l’interesse.

      A presto,
      Istinto

      • Allora, prima di tutto, sono stato felicissimo di vedere comparire la notifica di una mail che diceva che avevi pubblicato il capitolo successivo. Spero che il periodo complicato che stavi passando sia concluso.
        Riguardo il capitolo, mi è piaciuta la riflessione sulla paura e in particolare come sei riuscito a rendere realistico il modo in cui hanno parlato i diversi personaggi. Sul professore rimango della mia idea e vedo infatti una evoluzione verso una svolta precisa.
        Penso una lezione all’aperto possa essere l’occasione per il climax finale!
        A presto,

        • Ciao Bicchio,
          ti ringrazio affettuosamente per le tue parole, in realtà non è stato proprio un momentaccio, ma una serie di eventi che mi hanno tenuto occupato, ad ogni modo presto ne tornerà un altro tra qualche settimana, ma forse più leggero.
          Comunque, tornando a noi, sono contento che ti piaccia e ti ringrazio per il commento, conto per oggi di farmi vedere sotto la tua ultima opera, son proprio curioso.

          Un grazie sincero,
          Istinto

  4. Continuerà sulla sua linea, finché non troverà la reazione che cerca. Eh sì!
    Questi capitoli hanno delle parti interessanti, mi sembrano piuttosto un esperimento narrativo o sbaglio? A me piace questo ricerca.

  5. Impossibile che si scusi. Continua, continua.
    Ho trovato che alcune frasi fossero eccessivamente lunghe. E ci sono anche vari errori di battitura. A parte ciò ho trovato il dialogo muto il più interessante tra tutti quelli proposti negli altri capitoli. Brava.

  6. Argomento scelto appositamente da Hopkins…
    Ho riletto tutti i 6 capitoli insieme e non posso che farti i miei complimenti. Leggendoli tutti insieme, sono riuscito a cogliere a pieno il loro messaggio. Mi sono sempre complimentato per te ad ogni nuovo capitolo, ma in questo caso devo complimentare ad un livello superiore, diciamo per la storia intera.
    Non so, penso anche di aver capito come andrà a parare (e di sapere su cosa vuole parlare Hopkins). Non vedo l’ora 😉

    • Ciao Trix,
      Grazie del benvenuto, purtroppo le circostanze mi avevano imposto di abbandonare temporaneamente TI che, devo ammetterlo, mi è mancato un po’. Sono contento che nonostante ciò tu mi segua ancora, ogni lettore è prezioso.
      Il fatto che non ti trovi d’accordo lo trovo molto stimolante dal tuo punto di vista, dove c’è disaccordo c’è pensiero, dove c’è pensiero c’è ragionamento, e dove c’è ragionamento c’è intelligenza.

      Buone feste e a presto
      Istinto =)

  7. Ho scelto di mettere in difficoltà il professore, sono argomenti difficili quelli che tratta e spesso che han più di una soluzione. Per il fatto di ottimista e pessimista io direi che l’uno e l’altro influenzino comunque la realtà e ciò che ci accadrà in modo positivo o negativo, per questo preferisco essere realtista per non affidare il mio futuro a dei sentimenti ma secondo un piano logico e creativo che scelgo io stesso. Complimenti per la storia, quando si parla di conoscenza io ci son sempre 😀 per questo sono un alchimista u.u

    • Grazie dei complimenti, il tuo commento l’ho particolarmente apprezzato, ammiro le persone che cercano di attenersi alla mera logica, e poi ci riescono. Anche io vorrei essere così, però poi spesso, troppo spesso, mi lascio trasportare dai sentimenti, come se non riuscissi a governarli, brutto difetto questo.

      A presto
      =)

  8. Ciao.
    Ho letto il tuo commento da me, vorrei dirti che io ho gia letto la tua storia. Fin dal primo commento che hai lasciato in giro sono venuta a leggerti. Il fatto che io non abbia commentato qui è perchè ci sono molte cose che dovrei dirti e non posso farlo in pochi secondi. Per il momento faccio in modo di ricevere le notifiche dei tuoi episodi premendo il “segui la storia”. Stasera non posso soffermarmi, ma conto quanto prima di dirti cosa penso, perché un quadro della tua scrittura me lo sono gia fatto da tempo. A presto! 😉

    • Ciao Alessandra,
      sono contento che in realtà tu mi abbia letto, per il tempo tranquilla, anche io sono sommerso dagli impegni, tra pochi giorni ho gli esami e non riesco a trovare tempo per scrivere e leggere purtroppo, poi se vuoi scrivermi tanto e pensi che TI non sia adatto, puoi chiedere la mia mail a Lucia Sparagna, lei ce l’ha, non mi va di renderla pubblica sul sito.
      Bhe allora a presto Alessandra, e grazie =)

  9. Istinto, stavolta lascio decidere a te. Sono curiosa di sapere secondo il tuo punto di vista dove possono arrivare le doti di quest’uomo.
    Tuttavia non pensare che questa sia l’opzione più facile per te. I lettori con questa opzione decidono, sì, di darti carta bianca ma anche di lasciare all’autore il compito di stupire. Regalaci stupore, sono certa che ne sei capace.
    La disquisizione del professore riguardo al pessimismo non mi trova molto d’accordo ma è la mia opinione. A presto 😀

    • Ciao Mia,
      sono consapevole del gravoso compito ahahahah. A quanto pare non ho stupito con questo capitolo, almeno a te.
      Guarda, io sono pessimista, e ci tengo a dire che ovviamente quello che esce dalla bocca del professore non è necessariamente il mio punto di vista. Poi mi piacerebbe sentire il tuo al riguardo se ne hai voglia.

      A presto =)

      • “Voglio assolutamente continuare a sentire che un giorno morirò. Altrimenti non mi accorgo che vivo.” dice Banana Yoshimoto e io concordo con lei. L’altro lato della medaglia dell’essere consapevoli che domani si può morire è che ogni oggi può -e deve- essere vissuto consapevolmente, accorgendosi che siamo qui e ora e che, per quanta paura si abbia della morte, oggi sarà un buon giorno. E domani? Domani ne riparliamo 😀
        A presto, Istinto 🙂

  10. A questa domanda il professore si arrampicherà sugli specchi… d’altronde non a tutte le domande c’è risposta.
    Penso sia il capitolo che ho apprezzato di più, al pari del quarto, mi è piaciuto molto lo scontro tra i due differenti pensieri e come lo hai esposto, hai saputo dare un’aria nuova e chiara ad un argomento non facile facendone un’ottima analisi.
    A presto,

  11. Mi piace il ragionamento fatto dal professor Hopkins.
    Avrei voluto votare Sì, ma ho scelto l’opzione che a decidere che sia lo scrittore. Anche se lo trovo un paradosso, perché comunque decidi tu su che cosa dirà il professore. A meno che tu non abbia deciso di intervenire direttamente nella storia. Scusa ma è per comprendere il ragionamento fatto nella scelta delle opzioni.

    • Ciao Danica,
      in realtà sono io che scelgo cosa dice ma siete voi che decidete il come, che in questo caso è più importante, se mi dite che non la sa, io farò im modo che dirà le cose arrampicandosi sugli specchi, per non apparire impreparato, se invece mi dici che le saprà, continuerò col suo consueto atteggiamento di sicurezza, la decisione spetta a voi.

      A presto =)

  12. Ma che fine ha fatto il proverbio “vivi come se oggi fosse il tuo ultimo giorno”? Non è un’esortazione a dare un senso alla nostra vita? Mi sembra vada proprio in contrasto con il nostro caro professore. 🙂 Quanto mi piacerebbe essere lì a partecipare e confutare ogni cosa che dice!
    Devo dire che, mentre il dibattito filosofico scorre via ben argomentato con un buon ritmo in questo capitolo, non mi convincono le parti narrative, ad esempio “terminò divenendo rossa oltremodo per la timidezza”, sono un pochino rigide ed artefatte.
    Lascio a te la scelta, sono certa che saprai trovare il giusto equilibrio. 😉
    Ciao

    • Ciao Vanessa,
      piacere di riaverti qui, eh non immagini quanto piacerebbe anche a me dibattere con questo professore ahahahah.
      Sulla rigidità di alcune espressioni hai purtroppo ragione, rileggendo mi rendo conto che è troppo costruita, purtroppo non ho avuto modo di leggere in giorni distinti, il capitolo l’ho scritto di getto.
      Spero di migliorare col prossimo.

      A presto Vanessa =)

  13. decide lo scrittore… 😀
    accidenti, questo capitolo mi e piaciuto moltissimo!!!!
    solo una cosa mi e piaciuta un pò meno…sembra che tu stavolta abbia avuto un pò più fretta del solito…ho trovato qualche parolina un pò troppe volte….ad esempio BHE….
    e qualche altro piccolo errore di distrazione….quello più lampante nella domanda finale del capitolo…
    mi raccomando….con calma…. 😀
    p.s. il concetto del MENTRE mi ha incantata!!!!

  14. Non mi sbagliavo….è veramente interessante! Mi ricorda, alla lontana, il prof. Keating de “l’attimo fuggente” e questo è un bene perchè è uno dei miei personaggi cinematografici preferiti… Per quanto riguarda la storia: dovresti provare a dare un tocco di maggiore scorrevolezza…. se mi permetti, vorrei darti alcuni consigli. 1) Ogni personaggio che parla, lo fa allo stesso modo… prova a dare un registro linguistico (a maggior ragione che il linguaggio è il fulcro del racconto) 2) Prova a contestualizzare di più l’azione, descrivi i movimenti, anche quelli più impercettibili, dai movimento all’azione, magari entra una mosca in aula oppure il vento spalanca le finestre…. se l’azione risulta troppo ferma, a lungo andare ci si potrebbe annoiare… vabbè, forse hai già pensato a qualcosa del genere peri prossimi capitoli…. 3) cerca di non scrivere “paragrafi troppo lunghi”… mi spiego: prendiamo, come esempio, l’ultimo discorso del professore fatto nel 4° capitolo. Sono tante righe, una di seguito all’altra, non c’è dinamicità… prova a spezzare, di tanto in tanto, i discorsi, magari inserendo delle reazioni di chi ascolta, delle espressioni facciali di chi parla ecc… Ti faccio un esempio:
    -“La vedo un po’ disorientata”- disse il professore osservando la ragazza arrossire. -“umh…cerco di spiegarmi meglio…cambio approccio.”- detto ciò si alzò dalla sedia, bevve un sorso di cafè e continuò: -” Allora, da sempre l’uomo si è considerato l’essere più importante dell’universo, attorno a cui ruotava tutto, e questa visione antropocentrica è perdurata negli anni, per poi essere scardinata dall’introduzione di nuove teorie, quale per esempio l’eliocentrismo, ma ora passiamo oltre….
    4)faccio una citazione del tuo racconto: “Se l’erotica seduce l’uomo, la retorica seduce il pensiero” … usala un pò di retorica! gonfia le parole, fai ridondare i suoni, crea giochi di parole… divertiti con la lingua e con il linguaggio! (ps. ho apprezzato molto “l’enigma” proposto dal professore, molto arguto… complimenti a te che lo hai pensato!)

    Scusa se mi sono permesso di darti questi consigli ma mi sono appassionato alla vicenda e spero che, andando avanti, questo interesse cresca 🙂

    Ho votato “Molti non si presenteranno, annoiati dall’eccessiva eccentricità del professore.”… secondo me, da come mi immagino nella mia mente il continuo, è cosa buona che il gruppo di studenti diminuisca, in modo da poter creare, con i rimanenti, una maggiore intimità e conoscenza reciproca 🙂

    A presto.

      • Ciao Federico, benvenuto,
        innanzitutto grazie mille per il commento, apprezzo molto i tuoi consigli, e sono contento che ti sia appassionato (spero che prosegua così).
        Mi preme dire che condivido pienamente le tue osservazioni, infatti in sede di autocritica le avevo già notate, purtroppo ho cercato di inserire più descrizioni o quantomeno di rendere la scena più dettagliata possibile, tuttavia il limite delle 5000 battiture non me lo permette, non voglio “difendermi” o nascondermi dietro questo limite strutturale, ma tu stesso verificare che questi ultimi due capitoli contengono esattamente 5000 battiture, il che mi ha reso impossibile inserire ulteriori descrizioni o precisazioni. Questo è un problema che fronteggia spesso, in ogni capitolo arrivo sempre al doppio del limite concesso più o meno, inserendo proprio le suddette descrizioni, e allora ogni volta mi trovo a fare una scelta tra descrizioni e il discorso del professore, e ogni volta prediligo la seconda opzione poiché la considero il centro del racconto, ho fatto già molti tagli al mio racconto è probabilmente le precisazioni che mi hai fatto giustamente notare sono le inevitabili conseguenze di questo vincolo, è pure vero che non posso solamente giustificarmi così, infatti sto cercando di capitolo in capitolo odi controbilanciare ma mi risulta difficile, il professore spesso ha la meglio ahahahahah.

        Vedremo come procederà,
        lieto di averti avuto qui, e sperando di vederti ancora con crescente interesse,
        a presto =)

  15. Letto e votato per la partecipazione in pieno alle sue lezioni, in quanto è quello che farei io affascinato dai discorsi del professore.
    Ti scrivo poi tramite mail un commento un po’ più approfondito appena riesco (si potessero fermare le lancette)

    A presto e continua così

  16. Come promesso eccomi qui. Devo dire che é molto originale questo racconto mai visto prima. Continua cosi il tuo modo di scrivere é migliorato con i capitoli.. Direi che é un argomento complicato per un semplice racconto di dieci capitoli. Se riuscirai a portarlo a termine senza annoiare i lettori sarai un grande! Sei coraggioso bravo

    • Ciao dadan,
      sono contento che almeno per ora ti piaccia, mano mano che lo scrivo mi sto rendendo conto che effettivamente l’argomento è difficile da condensare in 10 capitoli, quindi temo che dovrò effettuare tagli, oltre ai già numerosi fatti, per rientrare nel limite delle 5000 battiture.

      Grazie per essere passata/o, e benvenuto/a tra i miei lettori, mi fa molto piacere, essendo tu l’autore di uno dei racconti che preferisco, ora corro da te, mi è arrivata la mail che hai pubblicato ahahahahah.

      A presto =)

  17. Mi piacerebbe vedere la reazione del professore all’astensione di massa dalle sue lezioni anche se è in minoranza. Tronfio com’è, sarebbe bello vedere la sua reazione al disinteresse generato dai suoi modi.
    D’altra parte, da studente mi immergo nella parte e penso che se avessi la possibilità di seguire delle lezioni di un professore famoso e stimato non lascerei mai le sue lezioni per quanto enigmatico, misterioso e anche un filino – 😉 – presuntuoso egli sia! Alla prossima! 🙂

  18. Ciao!
    Sono giunta alla tua storia perché mi hanno colpito molto i tuoi commenti, intelligenti e critici, e ciò che ho letto ha confermato la mia impressione. Mi piace come hai rielaborato teorie conosciute, la trama è ben ragionata.
    Ho solo qualche domanda:
    -Il professore più che autorevole mi risulta un po’ pomposo e vuoto (e di conseguenza mi svuota anche le teorie stesse che spiega); è una caratterizzazione voluta?
    -mentre forma e contenuto sono promossi ampiamente, non sono convinta sul ritmo. A volte ho la sensazione che le informazioni si affastellino le une sulle altre, risultando confuse. Manca il giusto passo, secondo me, il ritmo.
    Tutti pareri personali e soggettivi eh. Ah ovviamente voglio conoscere il tuo punto di vista anche su altri argomenti quindi ho scelto di farli partecipare. Ti seguo.
    ciao alla prossima

    • Ciao Vanessa, benvenuta,
      mi fa sempre piacere trovare nuovi lettori.
      Allora, innanzitutto grazie del commento, sono molto felice di quello che hai scritto, ti rispondo direttamente:
      -La carettizzazione è voluta, non posso ora però spiegare il perché, altrimenti sarei costretto a svelare parte dell’idell’idea di fondo che sottende la trama, ma posso dirti già da ora che nei capitolo finali si capirà chiaramente.
      -Per quanto riguarda il ritmo, quando parli di informazioni non capisco se intendi lo sviluppo della trama in generale, oppure i discorsi del professore, mi pare di aver capito la prima opzione, quindi ti rispondo di conseguenza: Sì, concordo pienamente con te, anche secondo me manca il ritmo, me ne sono reso conto quando scrivevo, questo ultimo capitolo poi hai una struttura radicalmente differente dalle altre. Probabilmente è dovuto fatto che più vado avanti nella stesura più il mio obiettivo sembra più grande di me, inoltre il tempo è tiranno, e ogni volta mi ritrovo a scrivere senza riuscire ad avere una generale, mi concentro sui singoli capitoli, e non sempre mi riesce il giusto incastro tra loro, alcuni risultano più veloci, altri più lenti.

      È vero che sono parere soggettivi e personali, ma sono sempre ben accetti, le critiche fanno bene, aiutano a mivliorsre

  19. Scusa il ritardo. Allora ho recuperato gli episodi e ho votato che il professore avrebbe dovuto usare una modalità d’insegnamento standard. Ma sono stata l’unica a pensarla così. 🙂 Ammetto che non è stato facile seguire i ragionamenti del professor Hopkins. Speravo in un linguaggio più semplice, ma al tempo stesso accattivante.

  20. Ciao Istinto,
    bello, molto bello questo capitolo. Riesci a rendere perfettamente l’ambiente scolastico che si respira in un’aula. Il rumore del gesso, il clamore delle voci e il secondo dopo il silenzio più assoluto…
    E poi mi ritrovo molto in Andrew, anche io ho subito pensato a quel modo di ordinare le parole ahaha
    Ho votato di ampliare il tema del seminario, non perchè non sia già un argomento ampio ma perchè, forse per una velata sindrome di Icaro, mi piace esagerare e allargare quando si può.
    A presto, per proseguire in questo viaggio

  21. Mi sembra giusto lasciare decidere allo scrittore quello che il professore vuole cambiare. Passare ad un metodo standard sarebbe un passo nel vuoto per la storia, la sua particolarità è costituita proprio dai metodi esuberanti del professore e togliere questa caratteristica sarebbe un rischio non indifferente. (Non nego che avrei voluto scegliere questa opzione, per vedere come te la saresti cavata ma mi sento buona oggi eheh) Mentre ampliare il tema del seminario mi sembra una scelta molto generica, un metodo alternativo per comunicare che in ogni caso sarà lo scrittore a decidere 😉
    Il capitolo è molto ben scritto, come gli altri. All’indovinello io avevo pensato a “teorica” ma avevo tappato alla grande. Molto incisiva l’ultima frase. Aspetto la prossima lezione 🙂

    • Mia grazie di essere passata (a proposito ora sto realizzando che da te ancora non sono passato, provvederò prossimamente ahah), il “passo nel vuoto della storia” è la definizione esatta, l’ho inserita però perchè ero indeciso se dare una svolta drastica alla storia approcciando in maniera diversa, ma non ero molto convinto di ciò, infatti in realtà ho in mente uno sviluppo decisamente diverso.
      Grazie dei complimenti, e di aver commentato e votato,
      a presto =)

    • Aahahah, Linda sono contento che ti sia piaciuto, questi primi commenti mi stanno tirando un po’ su, avevo timore che il capitolo avesse risentito dei numerosissimi tagli che ha subito, e sono inoltre soddisfatto di averti dato l’impressione del “crescendo”, una sorta di climax diciamo, era uno dei miei obbiettivi per il capitolo.

      Grazie dei complimenti e di essere passata,
      a presto =)

  22. Poche persone hanno una tale proprietà di linguaggio come la tua. Non avrei mai immaginato di leggere un testo così, sembra veramente di assistere ad una lezione universitaria. Beh, Istinto, hai catturato la nostra attenzione, ora però vogliamo risposte.

  23. Ho votato sì, il professore spiegherà il nesso (anche perché faccio parte della massa degli studenti che lo guarda con inerte stupore e nulla più)
    Bellissimo il collegamento tra plasmare la realtà e plasmare le parole, curiosissimo di sapere come andrà avanti questo viaggio…

    al più presto possibile limitatamente ai tempi 🙂

  24. NOTA PER I LETTORI: innanzitutto mi scuso per il clamoroso ritardo nella pubblicazione, premetto sin d’ora che probabilmente la stesura si volgerà con questi ritmi, causa impegni personali di vario genere. Poi mi volevo ulteriormente scusare per alcuni errori voluti di formattazione: dopo i discorsi diretti non metto mai il punto, perchè questo mi verrebbe contato come battitura e non sarei riuscito a far entrare tutto il capitolo, già ho dovuto tagliare in parte il contenuto del capitolo per rientrare nei limiti delle 5000 battiture, speriamo che la storia non ne risenta. Rinnovo le mie scuse e vi auguri una buona e spero piacevole lettura.
    Istinto Vitale =)

  25. Ciao, mi è piaciuto moltissimo questo incipit. Credo che ne trarremo un insegnamento. Tra l’altro ho letto nei commenti che sei all’università perciò trattando proprio di quell’argomento credo che riuscirai a trasmetterci più da vicino quello che vuoi dire.
    Ti seguo 🙂

    • Ah, scusa se mi permetto, ma l’inizio-inizio-inizio di questo tuo primo capitolo mi sembra un pochino traballante, soprattutto per alcune piccole distrazioni linguistiche. “Bej”, se riferito al colore, credo si scriva “beige”. La statura difficilmente può essere robusta, quella è – per esempio – la costituzione. “1,80cm” significa 1 centimetro e 80 millimetri.
      Son piccolezze, queste, ciò che conta è senza dubbio che il capitolo sia scorrevole e che incuriosisca, facendo venir voglia di andare avanti nella lettura (e questa cosa, a mio avviso. è perfettamente riuscita), però se questi errorini non ci fossero credo sarebbe decisamente meglio.

      • Ciao, grazie per aver letto e commentato. Per quanto riguarda le imperfezioni linguistiche hai perfettamente ragione, dell’1,80 cm me ne ero accorto subito dopo aver pubblicato, infatti avevo lasciato un commento sotto in cui mi scusavo per lo sbaglio, per quanto riguarda il colore, bhè, è stata una distrazione mia, nessuno me l’aveva ancora fatta notare ma hai ragione, ancora non mi capacito di come abbia fatto ad inventare il quella parola ahahahahaah, è molto strano, solitamente non mi succede rileggo più volte il mio capitolo prima di pubblicarlo, starò più attento per i prossimi. Grazie per le precisazioni, e per la lettura.
        Alla prossima =)

        • Ah per quanto riguarda la statura, anche lì hai ragione, mi dispiace dover prendere lezioni di italiano ma me lo sono meritato, i troppi impegni mi stancano ed evidentemente la mia concentrazione di sera cala ahahaha, comunque ti ringrazio per le importanti precisazioni e in futuro se noti errori del genere, non esitare a farmelo notare.
          Comunque mi farebbe piacere se leggessi la mia prima storia che non è piaciuta molto ai lettori (o almeno così dicono gli incipoints) perchè sarei curioso di leggere un tuo commento al riguardo, magari mi potresti dare qualche consiglio per migliorare (ovviamente il mio invito è rivolto a tutti i lettori), autori autorevoli su TI come te non posso che offrire spunti per perfezionarsi.
          A presto =)

      • Vado sempre controcorrente haha , era troppo scontato il si ! Penso che indipendentemente dalla risposta, il succo emergerà ugualmente, non potevo proprio votare si, mi sembrava impossibile e anche troppo scontato e banale che un ragazzo avesse questo genio tanto da confrontarsi col quel prof, invece votando no rispecchia la realtà e spinge a chiedere,e ora?

        • Bhe, e ora probabilmente vedrai che proprio nella banalità si scopre quella che tu hai chiamato “genialità”, in realtà se ci hai fatto caso il professore dice di rispondere solo a quelle domande che ritiene”proficue”, cioè funzionali alla trattazione della tematica oggetto del seminario, non ha mai detto che risponde solo alle domande intelligenti, perchè se qualcuno gli facesse una domanda intelligente ma non utile, cioè che non permette di trattare la materia come Hopkins vuole, bhè, anche quella domanda, per quanto intelligente, per quanto geniale, avrà come risposta un vacuo silenzio. Con ciò ho già anticipato qualcosa del capitolo a cui purtroppo ho lavorato ancora poco (causa impegni).
          Spero di non deludere in futuro, a presto Martina, e grazie di essere passata =)

  26. Sinceramente, non capisco dove ci vuoi portare, e magari è proprio questo quello che ti sei proposto di fare, farci smarrire in questo primo capitolo e poi man mano ricostruire il tutto? Indubbiamente la figura di Hopkins sottolinea il mondo particolare in cui ci vuoi condurre ..=)

  27. Mi ha incuriosito, il tuo incipit. Quello che mi ha colpita di meno, invece è la situazione che si crea tra professore e alunni. L’ho trovata un tantino paradossale e surreale. Per me qualcuno riuscirà a fare un quesito degno di risposta, alla fine qualcuno ci riesce sempre. Non credo che in un’aula piena non ci sia nessuno abbastanza sfrontato da provocare il professore.

  28. Ciao. La tematica sembra interessante anche se la sinossi la riduce all’osso. Onestamente, però, ho trovato l’incipit poco interessante e un pochino faticoso.
    Detto questo, sono curiosa di sapere dove ci vorrai condurre e in quali meandri vorrai infilarci. 😉

    • Ciao Pinkerella, mi dispiace che tu abbia trovato questo incipit poco stimolante e di poca scorrevolezza, spero che questo possa cambiare in futuro, certo è che se questo incipit ti è risultato faticoso, non oso immaginare come ti risulterebbe il mio primo racconto qualora tu o leggessi (non è una provocazione eh, è solo per sottolineare il cambiamento di stile, ne sto sperimentando diversi).
      Grazie per il tuo commento e la tua opinione,
      A presto
      Cordialmente
      Istinto Vitale

  29. Mi scuserai ma ti esprimo la mia personalissima opinione. L’argomento di per sé incuriosisce ma…
    Professore atipico, classe atipica. Anche se afferma “siamo adulti” sembra rivolgersi più ad una classe che frequenta la scuola superiore e non l’università.
    Quel silenzio di sottofondo sembra anch’esso un pochino atipico. Mi chiedo cosa abbia spinto quel ragazzo ad imparare a memoria la biografia del Professore.
    Ce lo farai capire tu sicuramente nel seguito.
    🙂

    • Ciao Maria, innanzitutto grazie per aver letto e commentato, apprezzo la tua opinione, tuttavia non capisco le motivazioni per cui tu ritieni che la classe sembri più una delle superiori piuttosto che università. Il silenzio di sottofondo non lo riterrei atipico, io da quest’anno frequento l’università e posso testimoniare che il tipo di silenzio che ho descritto si verifica molto spesso, o per ignoranza o quantomeno per rispetto nei confronti del docente. Il fatto che il ragazzo abbia imparato a memoria la biografia fa capire l’illustre personalità del professore.
      Grazie ancora per il tuo commento, spero che continui a seguirmi.
      A presto,
      cordialmente
      Istinto Vitale

      • «Bhè, tutto qui? Che ci faccio in quest’aula? Quanti anni ho? Cosa ho studiato?» è una domanda (provocatoria per rompere il ghiaccio), non un’interrogazione. La risposta del ragazzo sembra un po’ una forzatura per farci conoscere subito il personaggio, mentre sarebbe stato più interessante arrivarci pian piano, attraverso il suo comportamento e le sue parole.
        L’affermazione “paura di un rimprovero, o per timore di passare per lo zimbello della classe” è un retaggio di un certo modo d’intendere il rapporto prof/studente, e un po’ in contraddizione con la personalità del prof. che si intravede anticonvenzionale.
        Il tuo incipit suscita curiosità, non indifferenza e questo è una cosa buona.
        Continua… 🙂

        • Ciao Maria, innanzitutto grazie per il commento e le precisazioni, mi fa piacere. Io non la definirei forzatura, piuttosto scelta narrativa, ero indeciso se presentarlo subito il personaggio o farlo conoscere gradualmente, e ho optato per la prima perchè ho pensato, e lo penso ancora, che fosse meglio presentarlo subito in modo tale che il lettore potesse relazionarsi in modo chiaro con la sua persona sin dall’inizio. La paura di un rimprovero è sottesa ad una visione antica del rapporto alunno/professore che ahimè è ancora connaturata nei ragazzi d’oggi, te lo posso assicurare, pertanto non mi sembra in contraddizione con alcunchè visto che il professore si è limitato solamente a percepire questo consueto timore. Sono contento che l’incipit suscita curiosità, spero di non deludere in futuro.
          Grazie ancora Maria
          alla prossima =)

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi