Spettacolo della natura – parte seconda

Dove eravamo rimasti?

Gregorio è nei guai. Da una parte Don Piero, dall'altra Pinuccia e dall'altra ancora Tommaso. Gregorio promette a Tommaso di prendere informazioni (57%)

Capitolo 13

-Che diavolo vuoi che faccia? Che mi metta a spiarla?- Gregorio si sedette stizzito sulla poltrona in pelle e guardò le foto appese alle pareti. Vecchi sindaci, figure di alto rango; chissà se anche loro avevano avuto gatte da pelare come quella.

-Potresti chiedere al Comandante Di Staso…- buttò lì Tommaso. Sapeva che tra i due esisteva un legame di amicizia che tracimava il semplice lavoro. Almeno una volta a settimana i viaggetti che il primo cittadino compiva fuori paese erano in sua compagnia, e il viticoltore lo sapeva bene.

-Vediamo di non mettere troppa gente di mezzo- cercò di tirarsi fuori Gregorio, -sai come sono questi mezzi graduati, vogliono sapere, fanno domande…-

-E tu digli che è per la sicurezza pubblica.-

Il sindaco esplose in una risata così sonora che Bartolo arrivò trafelato e fece spuntare la testa rotonda dalla porta.

-Santità, tutto bene?-

-Senti… coso, ma mi stai prendendo per il…- si infervorì il sindaco.

-… più simpatico del palazzo?- finì prontamente Tommaso.

-No, è che non l’avevo mai sentita ridere così e mi sono preoccupato- si scusò l’omino. -Però se è una barzelletta divertente mi piacerebbe conoscerla, così la posso raccontare a mia sorella.-

Quelle parole fecero mettere in movimento le rotelle nella testa di Gregorio; c’era un collegamento che avrebbe dovuto fare subito, chi più di Bartolo era la persona giusta? Si, perchè la sorella era niente di meno che la mamma di Mariella, anche se non riusciva a capire come una persona come lui potesse esserne lo zio.

-Entra e siediti, caro- lo invitò Gregorio, sotto lo sguardo indagatore di Tommaso. ll sindaco si alzò, girò intorno al tavolo e aprì il pacco con le bottiglie di vino.

-Ad uno dei dipendenti più devoti e indispensabili- gli ficcò in mano la bottiglia, a malincuore. -E’ quello che penso?- chiese poi a Tommaso, che annuì a malincuore. Una mossa troppo azzardata, ma almeno sperò che così Bartolo sarebbe stato dalla sua parte.

-Troppo gentile, Eminenza- all’uomo brillarono gli occhi, e quel titolo scivolò senza conseguenze.

-Come sta tua sorella? E’ tanto che non la vedo- doveva partire da lontano.

-Io vi lascio- disse Tommaso, -magari vi potete fare un goccetto, mentre discorrete del più e del meno. Ci sentiamo presto, signor sindaco. Saluti, Bartolo.-

Rimasti soli, i due si fissarono in un silenzio imbarazzante. Eppure quella mattina si era svegliato come tutte le domeniche, aveva fatto colazione, si era soffermato a discorrere, poi al bar. Ecco cosa mancava, l’incontro con Mariella. In compenso si era messo nei casini con il parroco, rischiato di essere travolto da Pinuccia e per ultimo Tommaso l’aveva usato come se lui fosse un investigatore privato.

Le innocenti scappatelle potevano essere un’arma che sia il parroco che pure Tommaso potevano usare contro di lui, quindi gli toccava sottostare alle richieste e far buon viso a cattivo gioco.

-Da quando Mario l’ha lasciata non è più la stessa- si lamentò Bartolo, parlando del cognato. -Pensi che non passa giorno che lei non provi a contattarlo col cellulare. Ma lui niente, lascia squillare e non risponde.-

-Cosa pretendi che faccia? Ancora grazie che non ha cambiato numero!- già, perchè poi continuare a tenerlo?

-Forse è per Mariella, di sicuro si sentono, anche se alla mamma non lo dice.-

Questo non spiegava il perchè dello stesso numero, alla figlia poteva darne uno nuovo. Comunque non aveva importanza, doveva focalizzarsi sulla ragazza.

-Giusto, giusto- ammiccò il sindaco. -A proposito di Mariella, che fa ultimamente? Sempre impiegata presso lo studio del notaio Zappalà.-

-Sempre, per fortuna. Però sono preoccupato, sa? Quella benedetta figliola non si decide ad accasarsi; lo so che è ancora giovane, ma non posso pensare che nessuno possa pensare a sposarla. Il tempo passa, e ho paura che possa finire come me, a cinquant’anni e senza una compagna- si guardò sconsolato le mani.

Per una brevissima frazione di tempo, meno di un miliardesimo di secondo, a Gregorio venne l’idea di portarselo dietro durante le sue “scampagnate”, cosa che gli fece accapponare la pelle.

-Nemmeno uno spasimante, qualcuno che le piaccia?- chiese. Bartolo ci pensò, poi fece spallucce. -Non credo, altrimenti lo avrei saputo da mia sorella. Forse ci sarebbe… no, non credo…-

-Chi?- urlò quasi Gregorio.

-Ma perchè Sua Vastità è così interessato a mia nipote?- domandò Bartolo, stupendosi della reazione. Il sindaco si accorse di essere stato troppo invadente.

-Ma niente, la conosco da quando è nata e potrebbe essere mia figlia. Sono solo preoccupato che non sciupi  la gioventù, magari dietro ad uno sbagliato…-

-Troppo buono, so che lei si muove sempre per il bene della comunità. Ultimamente va spesso nel negozio di Vincenzo, poi torna a casa con sempre cose nuove. Pensi che mia sorella ha la dispensa mezza piena di lampadine. Detto fra noi, penso di sapere di chi si è invaghita…-

Gregorio aspettò, anche se la tensione lo stava spingendo a ripetere CHI???

-Penso sia Tonio, anche se è più giovane di lei…-

Bartolo ha preso un fiasco. Gregorio ha saputo da Tommaso una parte della verità. Ora la scena si sposta alla cascina.

  • Tommaso frena l'entusiasmo di Vincenzo verso Luigia (0%)
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  • Beppe litiga con i suoi per via di Mariella (0%)
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  • Marcella torno col ciondolo e fa in modo che Mariella lo indossi (0%)
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