L’Aquìla daì Due Cuorì

Dove eravamo rimasti?

Lady D è...? ....morta... (100%)

Sara Zarìna, Dìana Regìna?

Sara Zarìna, Dìana Regìna! Nata la pìccola detta Charlotte, ma anche Dìana (sìc!), sì son messì tuttì a cercare ìl pelo nell’ovulo. E se Kate non ha partorìto, fosse maì che la Royal Mom sìa Sara, con o senza la acca dì Sarah, fìglìa (ìm)possìbìle dì NeverKìng Charlìe e dì Lady D…Non dì+mentìchìmo che ìn UK cì sono le elezìonì. Rìsultato: “Prime Minister David Cameron’s Conservatives are set to govern Britain for another five years after an unexpectedly strong showing”. Bene per lo zar? Chìssà: fatto sta che ì conservatorì là sono pìù a sìnìstra del Renzì ìtalìano, tanto per capìre. E ìncommensurabìlmente pìù elegantì. Cosa che, dal nostro punto dì vìsta, ha ìl suo bel peso. Ma tornìamo ancora una volta al passato: al passato e a Roma.

– Il mio problema con i teorici della cospirazione è che, se gli dai un ditodi porcherie accertate, loro si prendono tutto un braccio di fantasie – affermava Mordecai Richler. Ecco, è anche il nostro problema. Quando lavori in proprio e hai un problema da risolvere, cerca di metterti in contatto con qualcuno che conosci in Vaticano. O con qualcuno che conosce qualcuno a Roma.

Il principe (il principe-non-di-Galles, con una sfilza di nomi e predicati e nessuna intenzione di renderli noti), approdato in Italia per questo ed altro, ha dato appuntamento in piazza di Spagna al suo contatto. Una Rolls Royce azzurro cielo Phantom Drophead Coupé ultimissimo modello fa il suo ingresso a capote abbassata nella piazza più bella del mondo e va a sostare ai piedi della scalinata fiorita. L’uomo alla guida aziona il comando automatico di rientro di Spirit of Exstasy, il fregio d’argento dalle ali spiegate, nel cofano ampio quanto la tomba di un Pontefice: diresti che dal macchinone sta scendendo il diavolo in persona. Oppure, un cardinale neo-rinascimentale. Magari, un demonio porporato. Ma la figura in svolazzante spolverino rosso griffato Dolce&Gabbana che calza babbucce stemmate atte a rendergli lieve la terra sotto i piedi non è né Satana né un’Eminenza: Astorre Vandelis è soltanto un agente segreto della Santa Sede, un agente doppio, come tutti, o addirittura triplo. Ne sa qulcosa ìl Cardìanal Wolkonskì, che l’ha avuto contemporaneamente amìco, alleato, avversarìo.

Come nel caso della lettera di Edgar Allan Poe, l’ostentata esibizione gli serve per passare inosservato, quasi invisibile tant’è incredibile. Lasciati incustoditi i cinque metri e passa e le oltre tre tonnellate della fantastica Phantom, Vandelis, comunque si faccia chiamare adesso, segue il principe nella sala da tè di Babington’s, affollato di anziane finte inglesi a frotte. La carnagione rubizza di Astorre s’intona al suo abbigliamento quanto il celeste dei suoi occhi è in armonia con la sua Rolls. E con la camicia di seta Pucci tagliata personalmente dal marchese per il Principe Azzurro, o Prince Charming, come si dice in England. Scolando il primo rhum clandestino della giornata, versatogli dalla teiera, va subito al sodo, nella sua solita maniera tortuosa.

Caro principe, riguardo alla faccenda che ti sta a cuore, devi sapere, se già non lo sai, che all’affare dell’Alma ha collaborato non solo la Cia, ma anche la CAA. La CAA, cioè una delle storiche agenzie per attori di Hollywood, California. Curioso come nella nostra era a qualunque tragedia corrisponda un aspetto grottesco, farsesco quasi. È tutto spettacolo, no? -.

Le successive soffiate di Vandelis sono emesse al ritmo e con la volatilità degli sbuffi di fumo del suo Cohiba Lanceros, che né le cameriere segaligne di Babington’s né le vecchie clienti osano fargli spegnere. Il principe intanto mette mentalmente in ordine il materiale, cercando di capire dallo spione per conto del Papa e di altri potentati cattolici, vedi Opus Dei, nonché di una gaia brigata di ex Kgb entrati nel libero mercato e a disposizione del miglior offerente, che è quasi sempre il peggiore, da che parte soffia il vento.

La decisione di rifugiarsi nella morte apparente (e appariscente!) come un’eroina di Shakespeare è stata presa da una Diana esasperata e probabilmente anche terrorizzata di morire davvero senza poter patteggiare un margine di sopravvivenza che adesso rischia di far la fine di Giulietta, travolta dalla coincidenze, dagli equivoci e dalla sorte contraria e di passare dai doppifondi dell’esistenza clandestina all’occupazione della sua tomba nel frattempo abitata dalla controfigura.

Astorre Vandelis esce da Babington’s trattenendosi a stento dall’elargire cenni benedicenti fumanti di sigaro cubano alle signore con il naso affondato nelle tazze di tè. Il principe si trattiene ancora un po’. Vuole organizzare un altro paio d’incontri.  E qui questa tranche de vìe (et de mort) s’ìnterrompe: rìprenderà con ìl coìnvolgìmento deì nostrì personaggì (cì sono anche due emìnenze mìlanesì da non dìmentìcare) nella campagna elettorale per l’elezìone del successore dì Obama alla Casa Bìanca.

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