Deserto

I.

Odiai quell’edificio ancora prima di entrare.

A metà tra un capannone e un bunker, costantemente all’ombra, a causa degli alti palazzi che lo circondavano, l’edificio aveva poche finestre oscurate. La prima volta che vi entrai mi sembrò di andare in prigione. E in fondo, la mia prima impressione non fu poi così sbagliata.

Nonostante l’interno fosse più accogliente e decisamente più curato, l’atmosfera non era delle più allegre. L’ingresso, così come il corridoio che subito proseguiva, erano male illuminati e uno strano silenzio regnava sovrano. Pensai di aver sbagliato ingresso, quando un uomo, alto e palestrato, sbucò da una porta.

– Buongiorno. Il signor Maurizio Reme, immagino.

– Sì, sono qui per la prova.

– Certamente. Ha portato tutta la sua attrezzatura, come richiesto?

Feci segno di sì, mostrando il mio borsone.

–Perfetto, da questa parte.

Lo seguii lungo il corridoio. Nonostante fosse piena primavera e non ci fosse più bisogno di accendere il riscaldamento, i termosifoni erano attivi. Non capii subito il perché.

Entrammo in una piccola stanza. Era arredata molto bene. Da un lato c’era un letto con lenzuola lisce e colorate, su cui erano puntati due fari. Dall’altro lato, invece, c’era lo spazio che mi venne indicato per sistemare la mia attrezzatura.

Ero in ansia e così concentrato a montare le mie cose, pensando a quanto fosse importante per me quell’occasione, che non realizzai cosa stava per accadere, nonostante sapessi bene per chi stavo facendo quella prova.

Appena mi dichiarai pronto, l’uomo che mi aveva accompagnato, andò alla porta della stanza – una seconda porta, non la medesima da cui eravamo entrati – e bussò, come a dare un segnale.

Pochi secondi dopo, entrò una ragazza giovane, forse ventenne, dalla pelle liscia, truccata a dovere, con lunghi capelli biondi raccolti in due ciocche laterali da due fiocchi rossi. Era vestita da scolaretta. La divisa era composta da una minigonna che lasciava intravedere un paio di mutandine bianche e a pois rossi; lunghe calze, un paio di ballerine blu e una maglietta dall’abbondante scollatura.

Era dannatamente sensuale e provocante. Le sue labbra rosse, carnose, messe in risalto da un rossetto esagerato si stendevano in un sorriso tirato, ma comunque eccitante.

– Signor Reme, può cominciare. Voglio che faccia un po’ di foto, mettendo in risalto sia i particolari che la figura intera. Buon lavoro.

E detto questo, l’uomo mi lasciò solo con la ragazza, che quasi immediatamente cominciò a spogliarsi.

Il cavallo dei miei pantaloni divenne improvvisamente troppo stretto. Strinsi i denti e cominciai a scattare le prime foto.

***

– Ciao, amore!

Valeria, la mia compagna, mi salutò ancora prima che aprissi completamente la porta.

– Ehi, tesoro, sei già a casa.

– Sì, dalla parrucchiera c’era troppa gente, per cui ci torno domani. E tu? Dove sei stato?

– Beh… – iniziai, esitante. – A cercare lavoro, come al solito.

– E allora? Si è mosso qualcosa? Guarda che le bollette da pagare ti aspettano.

– Valeria, non potresti pagarle tu questo mese? Viviamo insieme da tre mesi, ormai, e tutte le spese le devo fare io. Ora sono anche senza lavoro, non credi che…

– Maurizio, non ricominciare. L’appartamento è tuo, per cui spetta a te pagare. Io, poi, do il mio contributo.

– Come?

– Parrucchiera, estetista, vestiti e scarpe li pago tutti io.

Sospirai, sfinito. La questione era sempre la solita: Valeria, così superficiale, così impulsiva controllava la mia vita. E io, come al solito, non riuscivo a ribattere.

– Comunque, amore, hai trovato qualcosa, oggi?

Sì, ho fatto una prova di fotografia presso la sede di una delle riviste più vendute e vuoi sapere quale? Hard Sex. Sì, tesoro, hai capito bene. Ho fotografato una pornostar che si è spogliata completamente davanti a me. Oh, sei gelosa? Ti stai arrabbiando? Suvvia, tesoro, non eri tu che insistevi perché trovassi un lavoro?

– No, purtroppo no…

– Ecco, come al solito! Quand’è che abbandoni la fotografia? Non ti porta a nulla! Vuoi forse diventare un fallito?

La fallita sei tu, sanguisuga! E il coglione sono io che non riesco a cacciarti…

– No, certo che no. È solo che…

– Ssh, amore – mi zittì, Valeria. – Non ti abbattere e vieni qui.

Attirandomi a sé, mi baciò con foga, accogliendomi nel suo caldo abbraccio. Mi abbandonai a lei, come argilla nelle mani dell’artista.

– Allora? Ti senti meglio?

– Sì, grazie, tesoro. E scusa, domani andrà meglio.

– Lo spero.

Mentre entravo in camera per togliermi le scarpe, maledissi me stesso. Coglione! Sei un povero idiota! Ti lasci ammaliare. Lo sai, ma ci caschi ogni volta. Perché non la mandi a quel paese? Perché?

Mi sfregai gli occhi, sfinito.

Una vocina nella testa mi diede la risposta: meglio una cattiva compagnia, alla solitudine, no?

Maurizio svilupperà le foto. Cosa succederà?

  • Valeria non si accorgerà di nulla. (30%)
    30
  • Valeria non si accorge di cosa sta stampando, ma viene a sapere che forse verrà assunto. (30%)
    30
  • Valeria si accorgerà di cosa sta stampando. (41%)
    41
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324 Commenti

  1. L’ho riniziato e sono arrivato al sesto (mani occhi o labbra, senza specificare quali 😛 ). Davvero un gran bel racconto. Chiedo scusa per non aver seguito ma ero totalmente assente da incipit (più una cosa forzata che altro). RAcconto scorrevole e interessante, c’è voglia di sapere come andrà avanti. Domani lo finirò.

    [email protected] è la mia mail, se ti interessa, mi piacerebbe spiegarti in privato delle olimpiadi letterarie che stanno organizzando su un’altra piattaforma e penso che potrebbero interessarti, e visto che sei un’ottima penna, penso che ti divertirai. Se ti interessa, scrivimi. A domani (o dopodomani) per il commento finale!

  2. Mi è piaciuto il tuo racconto: dialoghi “freschi”ed essenziali, attendibilità dei personaggi e rispetto per il lettore.
    Il pudore che Maurizio intuì da subito negli atteggiamenti difensivi di Agata, ha fatto da specchio al suo stesso pudore che traspare evidente nel modo in cui fa gli scatti… e le domande.
    Certi incontri casuali lasciano delle tracce del loro passaggio e dopo si è pronti per il cambiamento.
    Bravo
    🙂

  3. “Ho paura di trascinarti a fondo con me”
    “Se ci sei tu, anche il fondo mi sembra bellissimo”

    E’ possibile trovare una via nuova in mezzo a un deserto? L’amore trova strade che vanno anche oltre.

    Complimenti, Francesco.

  4. “Sei” la prima storia che leggo per intero su TI (Mi sono iscritta ieri sera). Ti ho letto volentieri, prima con una punta di sospetto e poi, in seguito, con una sana curiosità sul finale. Belli i due personaggi femminili in contrapposizione guscio pieno/guscio vuoto, anche se avrei gradito che la storia fosse più lunga, che ci fosse più tempo per le tre storie, per lo svolgersi della trama. Più dettagli, insomma. Storia intensa, non vedo l’ora di leggere il finale! ^_^

  5. Ma il deserto, certamente… deserto come contatto con se stessi, deserto come fare piazza pulita per ricominciare, deserto perchè è lì che si vede il miraggio ma si può trovare l’oasi!
    Bello, ho fatto il tifo per lui!
    Aspetto…

  6. Direi che il momento dello scontro era inevitabile, ciò che non saprei prevedere sarà la reazione di Maurizio… ho come il sentore che le remore di Agata impediranno loro di vivere una vita felice assieme(perciò Deserto).
    Comunque ti rinnovo i complimenti, si vede che hai infuso una sensibilità non comune in questa storia per rendere i personaggi vivi e pulsanti.

  7. Ma diamogliela un po’ di Oasi a sto poveraccio. Bravooooooooooooooooooooooooooooo!!!! Dieci, Trenta, Centodieci gli darei di più se solo potessi. Finalmente un uomo con i cosiddetti. 🙂

    Schiatta Valeria che hai sempre pensato a te stessa!! 🙂

    Scusa, esuberante sicuramente, ma è davvero bello. Mi fa piacere che Maurizio abbia finalmente trovato se stesso. 🙂

    Bravissimoooo. 🙂

  8. Oasi.
    Mi immagino loro due, mollare il lavoro e andarsene lontano.
    Nuova città, nuove occupazioni, nuova vita.
    Quasi come fosse un’oasi in mezzo al deserto che hanno sempre frequentato.
    Complimenti per l’episodio, scommetto che il finale sarà ancora più bello.

  9. Direi rimpianto perché dal confronto con la ex compagna può emergere la consapevolezza da ambo le parti dei torti commessi che hanno impedito loro di essere felici.
    I miei complimenti per la delicatezza con cui affronti l’argomento, in particolare con cui delinei la fragilità di Agata, un muro crepato, che trova in Maurizio un sostegno affine date le cicatrice che hanno sopportato entrambi.

  10. Bella atmosfera, grande sensibilità… avrei voluto sapere di più ma, sono certa, questo avverrà in seguito… Valeria? Gelosa sicuramente… e lui spero finalmente la affronti e sappia fronteggiarla. Aspetto…

  11. Tenero, sì, è stato un episodio molto tenero. Mi è piaciuto molto e sarei restata immersa nell’atmosfera della colazione ancora un po’.. Purtroppo Valeria é tornata e ora non può che esserci una bella scenata di gelosia! Spero che il protagonista si accorga finalmente di quanto faccia bene a stare lontano da lei 😛

  12. Mi sono piaciuti l’episodio e il modo come, con abilità narrativa e la giusta sensibilità, non hai disatteso le aspettative.
    Sarei tentata a votare gelosia, perché si addice alla situazione e al personaggio Valeria, ma anche senso di colpa perché si sposa bene con il carattere di Maurizio che ci hai lasciato intravedere, e il suo senso di attaccamento.
    Forse ci metterai entrambi, chissà…
    Bravo.
    🙂

  13. Pensando a Valeria che entra in casa e vede Agata non posso che votare per la gelosia.
    Finalmente il confronto che tanto aspettavo.

    Sei stato bravo a gestire il limite di caratteri. Secondo me, i vari capitoli, al di fuori del gioco di The Incipit, meriterebbero un approfondimento.

  14. Gelosia…

    Bravissimo.
    Episodio pensato con spirito filosofico e sensibilità profonda. Elementi che da sempre ti contraddistinguono, aggiungerei.
    La metafora del guardare oltre, attraverso, del non fermarsi alle papparenze, che torna prepotente. Non guardare i pieni, guarda i vuoti che li contornano. Bravo, Francesco.

    • Grazie, Alessandra.
      Questo è stato uno di quei capitoli in cui non so dire se sono io che l’ho scritto o se è lui che si è fatto scrivere da me. Mi è sembrato il naturale sviluppo della storia, in cui i personaggi, ormai con vita propria, hanno quasi richiesto questo sguardo più intimo, profondo e autentico.

    • Il senso di colpa l’avevo pensato riferito a qualcosa che è stato fatto, mentre il rimpianto lo immaginavo riferito a qualcosa che non è stato fatto, a un’occasione mancata. Ripensandoci, però, mi rendo conto che questa divisione non era chiara e nemmeno così netta.
      Spero che il confronto con Valeria ti soddisfi! 🙂

  15. Avrei detto camera oscura. Perché immagino che nel prossimo episodio Agata parlerà di quello che le è successo. E se così sarà, toccare quell’argomento sarà come per un fotografo entrare nella camera oscura a sviluppare una foto. In questo caso conoscere una verità nascosta. Credo. 🙂

  16. Beh ti fai attendere molto bene vedo. Mi è piaciuto l’episodio. Tutto avrei pensato effettivamente meno che una violenza. O almeno questa fa supporre. Io ancora Valeria però non la vedo. La camera per infilarli a fare forse quel che devono fare, non ce la vedo. Cioè, buio, questo gioco di vedo e non vedo, potrebbe non essere tanto divertente. Lo scatto fotografico lo fa ogni giorno. Io ho scelto Zoom visto che mi ricordo ancora le prime parole del capo. Il dettaglio. Ed il dettaglio si fotografa mettendo lo Zoom! Ok, bravo!

    Però non farti attendere come prima. Scrivi bene devo dire! 🙂 Perché devi fare attendere ? Sembra un po’ scortese! xD 🙂

    • Purtroppo sì, mi faccio attendere… anche se non questa volta! 😉 Se vi ho fatto attendere, ti assicuro non è stato intenzionale. Ho sempre in mente i miei lettori e mi dispiace sempre molto quando non riesco a pubblicare per un po’. Comunque adesso credo di riuscire a mantenere un ritmo di un episodio a settimana, pubblicato di sabato. Per cui, salvo incidenti, tra due sabati dovreste poter leggere la conclusione. 🙂
      Grazie, a presto!

    • Grazie mille, Claire!
      Alla fine hanno vinto le mani, ma grazie comunque di essere passata e di aver votato. Spero che anche il prossimo episodio continui a piacerti!

      Mi scuso, poi, per il ritardo, ma in questo periodo ho dovuto abituarmi a nuovi ritmi e trovare il tempo per scrivere un nuovo episodio non è stato così semplice!

  17. Interessante racconto. E’ la prima volta che leggo una storia di questo genere, e sono rimasto davvero molto colpito da come l’hai scritta. Sei davvero molto bravo. Scrivo da molto tempo, e per questo motivo ho sviluppato un atteggiamento molto critico nei confronti delle storie. Questo non mi fa apprezzare appieno un racconto, poiché il mio occhio si accorge quasi all’istante dei tempi, degli spazi e degli errori ortografici e lessicali presenti tra le righe di una storia. Sono inoltre molto pignolo. Credimi quando ti dico che molto spesso devo chiudere gli occhi davanti a racconti o storie che hanno potenziale, ma che purtroppo hanno livelli di scrittura bassi e che per questo mi fanno storcere letteralmente il naso. Perché ti sto dicendo questo? Perché la tua storia l’ho letta interamente ad “occhi aperti”. Non ho notato alcun errore, imprecisione o difetto. E se ci sono, li hai mascherati molto bene. Da molto tempo non mi capitava una cosa del genere, per questo ti rinnovo i miei complimenti. Dacci dentro, da ora ti seguirò 🙂 Bravo.

    • Rimango senza parole di fronte al tuo commento. Grazie, grazie mille!
      Sicuramente degli errori devono esserci, perché non mi reputo certo così bravo da non farne nemmeno uno. So di avere ancora da imparare. Anche se, commenti come il tuo, mi fanno pensare di essere sulla buona strada.
      Grazie ancora, e scusami per il ritardo, ma in questo periodo ho dovuto abituarmi a nuovi ritmi e trovare il tempo per scrivere un nuovo episodio non è stato così semplice!

  18. Interessante il cambio del rapporto tra Agata e Maurizio, onestamente non credevo che la “reginetta” potesse covare un simile pudore: il fatto che il giovane se ne sia accorto probabilmente testimonia il fatto che riesce a leggerla oltre la patina di superficialità.
    Storia sempre più convincente, voto per sensuali segreti rivelati dalle labbra ^_^

  19. Decisamente mani. Sono proprio curiosa di leggere il prossimo episodio. Che sia il seguito di questo confronto tra Maurizio e Agata? Chissà. 🙂
    Mi è piaciuto questo episodio, perché il tuo protagonista sta cominciando a mostrare un cambiamento nel suo atteggiamento. Il che mi sembra positivo.

    • Devo ammettere che quando ho proposto la votazione non avrei immaginato vincessero le mani. Ma mi ha comunque fatto piacere veder vincere questa opzione apparentemente meno scontata!
      Grazie mille, Uga, come sempre! E scusami per il ritardo con cui pubblico, ma ultimamente le mie giornate hanno cambiato ritmo e ho dovuto abituarmi!

    • Il tuo “a presto” mi fa sorridere, perché so che non è stato rispettato… mi scuso davvero per la pausa tra un episodio e l’altro, ma ultimamente le mie giornate hanno completamente cambiato ritmo e ho dovuto abituarmi. Spero di essere più costante con gli episodi restanti!
      Grazie, come sempre! 🙂

  20. Mani.
    Al di là del fatto estetico o sensuale, le mani sono, in un certo modo, lo specchio della mente perché rivelano pensieri e stati d’animo, e Maurizio è un osservatore dei dettagli.
    Anche’io trovo coerenza nel comportamento del protagonista, inoltre egli corre dei rischi, perché la voglia di “redimere” qualcuno spesso non funziona e può essere un boomrang.
    🙂

    • Le mani hanno vinto e credo che vi sorprenderanno.
      Sulla voglia di redimere che diventa un boomerang hai ragione, molte volte si pensa di fare del bene, ma senza calcolare le conseguenze.
      Per quanto riguarda il titolo, per ora non dico nulla. Ho intenzione di spiegarlo all’interno del racconto. 😉

      Mi scuso, poi per il ritardo, ma in questo periodo ho dovuto abituarmi a nuovi ritmi e trovare il tempo per scrivere un nuovo episodio non è stato così semplice!

  21. Non sono d’accordo con i commenti precedenti: Maurizio mi piace, mi piace pensare che non sia un beota qualunque… La presa di posizione con Agata è segno di una grande sensibilità, secondo me…
    Mi piace proprio, una svolta imprevista ma piacevolissima e non scontata.
    Aspetto il prossimo capitolo!
    A presto!!

  22. Per contestare i commenti qui sotto, io dò ragione all’autore. 😉
    c’è coerenza, invece. Molta coerenza.
    Maurizio non è un idiota e nemmeno un “sottomesso”, ma è uno che abbozza. Abbozza col capoufficio, abbozza con Valeria. Sono situazioni di cui ha bisogno, in un certo senso, e liberarsi di loro gli conviene meno che sopportarli. Più forte di quanto non sembri, in realtà. Nel caso della Reginetta, lui che fa? Vede in lei il suo stesso “punto debole”: mostrarsi per quello che non è; vivere diversamente da come meriterebbe o vorrebbe. Ed è con lei – piuttosto che con se stesso – che affronta “il ghost”. La invita a rimettere i vestiti, le ricorda che lei è timida, che non è fatta per quel mestiere, probabilmente. E’ come se stesse parlando a se stesso: è giusto che io faccia una vita che non sento mia? E automaticamente sfoga questa sua frustrazione con la reginetta, ma invitando lei a fare ciò che lui non ha ancora fatto: reagire.
    Ma è solo la mia opinione.

    Labbra.

  23. Sarò sincera, nemmeno a me è piaciuta troppo questa presa di posizione di Maurizio. E’ sempre stato il tipo che “segue la corrente” e ha paura di dire la sua, soprattutto a una donna (guarda con la sua forse-quasi-ex ragazza). Per questo il capitolo non mi ha pienamente convinto, ma sono fiduciosa per il prossimo. 🙂

    • Mi dispiace non ti sia piaciuto. Maurizio, in questo episodio, fa effettivamente una presa di coscienza. Forse appare un po’ repentina, ma cercherò di spiegarla meglio anche nei prossimi episodi.
      La chiacchierata l’avrei voluta più lunga, ma il limite di caratteri è sempre tiranno!
      Grazie, come sempre! 🙂

      • con Valeria volevo dire comunque ma si capiva.

        Sia chiaro non ho niente in contrario con le prese di posizione. Ma è uscita così presto. E vabbè che sia ben il sesto episodio eppure non so è come se fosse la metà! 🙂 Però se questa presa di posizione lo aiuterà ad affrontare la vera prostituta della situazione, ben venga! 🙂

  24. Sicuramente la sessione con Agata… è misteriosa ed interessante già dal primo momento in cui entra nella stanza! Belle le descrizioni, molto…”fotografiche” 🙂
    Aspetto il prossimo capitolo e, dimenticavo, complimenti!

    • Grazie, Giuseppe! Sin da quando ho iniziato questo racconto ho sempre avuto bene in mente che non volevo descrivere certe scene o situazioni solo con lo scopo di stuzzicare, emozionare o addirittura eccitare. Per cui il tuo commento mi fa davvero pensare che sto mantenendo fede a quanto mi ero promesso. 🙂

  25. Ma perchè?, una che vuole una pausa lascia le creme e si porta via le scarpe?
    ma poi… cos’è?, una moda? A qualcuno a me molto vicino sta succedendo la stessa cosa… una pausa di riflessione con tanto di trasoloco non totale… pur di tornare a essere come prima. Ma si può tornare “come prima”? Questa gente non ha mai avuto l’onore di guardare il film COME ERAVAMO….
    Detto questo,
    – em… scusami, divagazioni al tema –
    mi è piaciuto molto il contrappasso di Agata… il suo bloccarlo lì dov’è per chiedergli il nome…
    bravo, Francesco.
    L’episodio mi è piaciuto moltissimo.

    Sulla votazione ho scelto a caso, solo per darti un punto, perché non sono d’accordo con nessuna delle opzioni.

    • Penso che molte volte il cambiamento spaventi. E spaventi ancor di più mostrarsi diversi o cambiati per paura del giudizio degli altri. Inoltre rimanere in una situazione conosciuta, per quanto scomoda, spesso dà più sicurezza della novità.

      In ogni caso, mi fa molto piacere che questo episodio ti sia piaciuto! Spero di continuare così! 🙂

      Per sapere, perché non eri d’accordo con le opzioni?
      (Rileggendole, devo ammettere, che potevo pensarle meglio, ma mi farebbe piacere sapere che cosa avresti proposto tu).

  26. Ciao Francesco, come va? Spero tutto bene. Permettimi una confessione. Non leggo eros, in generale. Ho fatto una grandissima eccezione perché conosco il tuo stile narrativo, conosco il tuo talento nel costruire storie fantastiche su tematiche davvero elevate, e, mi prendo questo lusso, conosco Francesco. Perciò, eccomi qua a leggere e commentare. Ma commentare cosa? Il tempo passa, i generi cambiano, ma la bravura resta, eccome. Mi piace molto come riesci a giostrare bene le situazioni più differenti, anche all’interno dello stesso episodio. Ogni volta che vedo quei tre simboli magici ***, mi scappa di pensare “ma guarda che bravo”. Comunque, ho votato per rimanere alla sessione di foto.

    • Ciao Giuseppe, tutto bene, grazie. E tu? So che non leggi eros (ho letto la descrizione nel tuo profilo), infatti vederti qui per me vale davvero tanto!
      Per me questo è un genere nuovo, però quando ho iniziato a scrivere qui su TI ho deciso che avrei provato a scrivere una storia per ogni genere (se noti, infatti, ho sempre cambiato!). Naturalmente, continuo a voler mantenere il mio stile. 🙂
      A presto! (Anzi prestissimo: tra oggi e domani passo a leggere la tua storia! 😉 )

  27. Ma sai che giusto oggi mi sono chiesta quando avresti pubblicato? Devi avermi sentito XD
    Chi se ne frega di Valeria.
    Ottima presentazione della Reginetta, davvero 🙂 Ma secondo me qui ora devi tenerci sulle spine: l’abbiamo vista, ora nascondicela e parlaci di tutt’altro; un salto all’incontro coi colleghi fotografi 😉
    A presto!

  28. bisboccia dall’amico!
    Una storia di quelle che piacciono a me: molto veloce e molto lineare (che non vuol dire banale) da seguire. Una sorsata di un cocktail intrigante e piacevole al gusto.
    Ti seguo davvero con piacere in una strada “non facile” da imbastire… stupiscimi 😉

  29. Vicini ficcanaso! 😉
    Il suo rapporto con Valeria sta diventando una chicca divertente a cui non rinuncerei… 🙂
    L’analisi filosofica sul modo di interpretare una foto, distinta tra “artistica” e “pornografica”, torna a sottolineare l’autore dal potenziale introspettivo che c’è in te. Le risposte della donna, però, somigliano a un cliché poco pensato… parla con una porno-diva vera, la maggior parte di loro ti dirà che è molto soddisfatta del suo lavoro e che è felice… e sopratutto è molto amata ed apprezzata. ( io ne ho intervistate diverse, e questo mi hanno detto).
    bravo come sempre… 🙂

    • Grazie come sempre dei tuoi commenti, Alessandra!
      Ho riletto il dialogo con la pornostar ed effettivamente hai ragione: è poco pensato. Tornassi indietro lo cambierei un po’. Mi sono lasciato influenzare da un’idea che comunque vorrei sviluppare. Ma ho fatto l’errore di estendere un particolare, generalizzandolo. Farò più attenzione!

  30. Conversazione con colleghi fotografi.

    Ogni episodio deve portare avanti la storia, questo non ha portato avanti nulla. Anche se il pubblico vota perché lei scopra le foto, non puoi basare l’intero episodio sulla scoperta. Devi usare la votazione per modificare la trama in favore del plot, altrimenti è inutile…

    Guarda che ti osservo!! 😉

    • Ciao Alessandra,
      non ho scuse né per il ritardo con cui rispondo, né per il ritardo con cui pubblico il nuovo episodio!
      Riguardo al tuo commento, in linea teorica sono d’accordo, però trovo che il tuo giudizio sia un po’ affrettato: non è forse impossibile valutare questo episodio senza avere la storia completa? Ritengo che nell’economia del racconto un episodio del genere possa inserirsi bene. Ovviamente dipenderà tutto dall’intera storia. Potresti comunque avere ragione tu.
      In ogni caso starò attento e tu non risparmiarti nei tuoi commenti! 😉

  31. Dopo un ardua scelta, dico che Valeria vede cosa sta stampando Maurizio. E così sei in parità con Valeria non si accorge di nulla.
    Io pensavo che il destino potesse dare una mano al povero Maurizio. Va bene che la compagnia della donna è sempre meglio della solitudine, ma a tutto c’è un limite. Pure alle sanguisughe. 🙂

  32. Tre opzioni molto in bilico, bravo anche nel dare le opzioni. Ottimo incipit, ben caratterizzati i personaggi. Ti sei calato subito nell’erotico, con una bella descrizione della scolaretta 🙂 e del famoso cavallo dei pantaloni ahahah

    Mi piace (infatti spesso lo uso anche io) il corsivo per indicare i pensieri del protagonista. Siamo tutti figli di King :)))))

    Ti seguo e ho votato per lei che viene a sapere che sarà assunto, ma non del lavoro che fa per ora…

  33. Secondo me lei non si accorge di nulla. Scorrevole l’episodio. Il mondo dell’erotismo. La disoccupazione. I rapporti personali precari. Che tristezza, meglio una compagnia cattiva che la solitudine… Io sono del detto : “Meglio solo che male accompagnato!”. 😉

  34. Stranamente, col mio voto determino un pareggio a tre opzioni… le buone abitudini non muoiono mai.
    Secondo me Valeria, quella simpaticona, non si accorge di cosa Maurizio stia stampando, ma viene a sapere che forse verrà assunto.

    Coraggiosa, per come la vedo io, la scelta del genere erotico. Bravo.
    Però, se posso permettermi, non mi dico soddisfattissimo da questo primo capitolo. Provo a spiegarmi, mantenendo fede alla promessa che mi son fatto di non fermarmi più a commenti tipo “Oh, bellissimo!”, specie per racconti di autori – come te – che ho già seguito, che stimo e i quali so di cosa siano capaci. Se vado oltre l’accettabile, dimmelo e la cosa ovviamente non si ripeterà più.

    La vicenda funziona, su questo non ci piove, e incuriosisce il lettore, fa venire effettivamente voglia di vedere come proseguirà. E questa è la cosa più importante, quella che vince su tutto il resto. Perciò il pollice è puntato verso l’alto.
    Però la scrittura non mi ha convinto tantissimo. A partire già dalle righe iniziali, nelle quali ripeti per tre volte “prima”: “prima di entrare”, “prima volta”, “prima impressione”… io avrei usato dei sinonimi, la cadenza che questa ripetizione conferisce alla lettura non è ottimale, per quelli che sono i miei gusti. Stesso discorso per il passaggio successivo: “più accogliente”, “più curato”, “più allegre”.
    in generale, l’uso della punteggiatura non mi piace. Due esempi su tutti. “Appena mi dichiarai pronto, l’uomo che mi aveva accompagnato, andò alla porta della stanza – una seconda porta, non la medesima da cui eravamo entrati – e bussò, come a dare un segnale.”: qui separi soggetto e verbo con una virgola (oltre al fatto che la spiegazione del fatto che la porta è una seconda porta e non quella da cui i personaggi erano entrati prima… beh, risulta TROPPO essere una spiegazione al lettore).
    “La divisa era composta da una minigonna che lasciava intravedere un paio di mutandine bianche e a pois rossi; lunghe calze, un paio di ballerine blu e una maglietta dall’abbondante scollatura.”: qui c’è un punto e virgola buttato lì del quale non capisco il senso. Stai facendo un elenco ma separi la prima voce dalle altre con quel punto e virgola, il quale poi non torna più.
    Nell’interezza del capitolo, troppe virgole a spezzare le frasi e la lettura (se attenta).
    Le riflessioni di Maurizio sono funzionali, rendono bene la “dualità” del personaggio (zerbino nella realtà, incazzato nella propria testa), però le ultime due sono di troppo, non ce ne era bisogno: non sono più in mezzo al dialogo, non parlano della dualità di Maurizio, sono pensieri che arrivano in un momento dominato solo dagli stessi pensieri e quindi equivalgono, ad esempio, all’inizio del capitolo, sono sulla stessa lunghezza d’onda, avrebbero dovuto essere scritti nello stesso modo. L’ultimissima, per di più, fa riferimento a una vocina… la stessa che detta le prime riflessioni, chiaramente, ma viene indicata come presente solo per questa.

    Detto ciò, tutte le cose scritte qua sopra sono effettivamente CAZZATE, piccolezze, valide esclusivamente per me, come lettore, e quindi prendile con la dovuta (poca) rilevanza.
    Il capitolo scorre bene e il racconto è promettente. Direi che questa è (quasi) la sola cosa che conta.

    Saluti,
    D.

    PS: Davvero, se ho esagerato dimmelo. Non sono un editor (lo sai benissimo) e quindi non sono dogmi quelli che scrivo. Sono opinioni, non richieste, e come tali potrebbero infastidire… cosa che non vorrei mai.

    • Grazie mille, D., davvero! Se per ogni episodio mi scrivi un commento così mi fai solo contento! Non sei stato per nulla esagerato!

      Sulle ripetizioni all’inizio hai perfettamente ragione. Il problema è stata, come al solito, la mia fretta di pubblicare. Avevo scritto una prima versione del primo episodio che è sparita dopo una riscrittura. L’unico pezzo che è rimasto è praticamente quell’inizio. Ho in questo modo mischiato due parti diverse, finendo per creare una certa ridondanza.
      Sulla punteggiatura sono ancora d’accordo: qul punto e virgola stona. All’inizio l’avevo messo pensando di dividere, poi ho finito per usare le virgole, creando così un effetto stonato.
      Anche la precisazione sulla porta potevo evitarla (purtroppo tante volte c’è la tendenza a voler spiegare troppo).
      Sulla vocina alla fine, invece, capisco cosa intendi, ma rileggendo l’episodio mi sembra che possa comunque starci, eccetto l’ultimissima frase, cioè la vocina nella testa. In ogni caso cercherò di farci più attenzione.
      Grazie ancora per il tuo commento e a presto col prossimo episodio!

      P.s.: cercherò di passare al più presto dalla tua nuova storia! 😉

  35. Ciao, molto convincente l’incipit, hai fatto bene a svelare la natura dell’incarico poco a poco, mantenendo alta la curiosità del lettore: la situazione è interessante, anche se non saprei dire se gli darai il tono di un “dramma familiare” oppure una bella avventura che porterà il nostro eroe in situazioni inaspettate.
    Voto affinché Valeria scopra il contenuto delle foto.

  36. Grande Francesco, bellissimo questo incipit! Sono veramente contenta di continuare ad essere tua fun. Tutto mi aspettavo da te furchè l’esordio nel genere eros, non ti facevo così audace sei un grande professionista almeno per questo incipit. Hai stabilito la giusta dose di chi narra senza svelarsi. Complimenti. Ho votato che lo assumono. Le sanguisughe vogliono un uomo che porti i soldi a casa. Non siamo diversi uomini e donne vogliamo le stesse cose ma alcuni nascono parassiti e usano le loro “virtù” per ottenere il meglio…. Valeria è una grande manipolatrice hai creato un grande personaggio si compensa con i miei personaggi maschili. Bravissimo.

  37. Ciao e bentornato! Scorrevole lettura che ci manda quasi subito a capire come son fatti Maurizio e la sua compagna. Certo, la vedo “difficile” per il nostro protagonista. 😉
    E’ solo l’inizio, quindi, lei non si accorgerà di nulla. E’ troppo presa da sé, oltre che svampita. 😉

  38. Bene, finalmente mi degno di leggerti (scusami se inizio solo ora).
    Il testo, inutile a dirlo, sono scritti bene ma quello che mi colpisce di più è la linearità che arriva dritto a segno senza troppi fronzoli. Mi piace.

    Certo un narratore interno in un erotico è qualcosa di “Forte”, non so se è il tuo stile o meno ma vedremo come si svolge, no?

  39. Bravo, francesco! Stavolta mi hai proprio soddisfatto! 😉
    Benissimo le riflessioni, bravissimo, ben scritte, ottimamente date, senza spiegare nulla, da vero professionista.
    La sinossi è bella, accattivante. La sinossi la sbagliano tutti, sembra che nessuno abbia capito a cosa serva, la tua invece è perfetta. Stavolta niente rotture di balle da parte mia, solo sorrisi e pacche sulla spalla!!!
    Oh, però vabbè… è più forte di me…. una cosa te la devo proprio dire…. un buon narratore non descrive MAI E POI MAI un personaggio con termini come: alto e palestrato…. questo è dilettantismo puro. 😉 Sempre dettagli, Francesco… dettagli… cosa nota un fotografo quando incontra un uomo bello grosso? Che so… l’ombra disegnata sul bicipite lo faceva apparire ancora più possente, una montagna controsole… cazzate così…. ma sempre meglio di “alto e palestrato” che lo può dire chiunque non sappia scrivere.
    E tu sai scrivere! Bravissimo!!! Seguo.

    Valeria viene a sapere che verrà assunto…

    • Grazie mille, Alessandra! Ormai penso che non potrei continuare a scrivere qui su TI senza i tuoi commenti. 🙂 Spero ovviamente di continuare così!
      Per l'”alto e palestrato” hai perfettamente ragione, il problema in questo caso è stato anche il limite di caratteri. Cercherò comunque di farci più attenzione.
      A presto!

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