Distress

Dove eravamo rimasti?

Gli ultimi tre minuti di gioco sono di fronte a noi. Adesso è l'ora di combattere da eroi o fuggire come vigliacchi... Ci sono volute molte ore e troppi morti. Ora si deve giocare. Si leggeranno i bigliettini ad alta voce. Le parti più importanti. (100%)

La fine

A voce alta. Fu la decisione condivisa da tutti coloro che si ritenevano ancora umani. Jennifer e Davide presero ognuno il bigliettino dell’altro. Mary era ancora seduta a terra, cercando di proteggersi il volto fra le ginocchia. Ogni tanto lanciava occhiate sfuggenti verso gli altri due ragazzi. Non aveva più senso ignorare il gioco. I ragazzi avevano vagliato tutte le opzioni disponibili. Si erano rifiutati di giocare, avevano ucciso, avevano lasciato scadere i tempi dettati dalle regole del gioco; avevano fatto tutto, tranne ciò che era stato richiesto fin dall’inizio.

Avevano poco più di quaranta secondi. Decisero di leggere le parole più importanti. Iniziò Jennifer

– Droga. Tagliata male. Venduta lo stesso a due ragazzini. Sono morti.

Davide rimase per un attimo impietrito. Chissà perché il creatore del gioco aveva scelto proprio quel segreto. Aprì il cartoncino dell’amica.

– Rapina e pestaggio. Un anziano. Assieme a degli amici. Rubato la pensione. Lasciato per terra. Non l’ho più visto.

– Visto? Non siete migliori di me. – sibilò fra i denti Mary, ancora in posizione difensiva.

– In realtà nessuno di noi lo è. Anzi, sono meravigliata del fatto che siamo così stronzi. Non potevo minimamente immaginare il male che abbiamo fatto a insaputa l’uno dell’altro.

Mancavano solo venti secondi. Davide raccolse la pistola da terra. La guardò per un po’. Il suo sguardo era strano. Nessuno lo aveva mai visto prima. Una strana consapevolezza mista a genuino stupore.

– Sapete… Sapevo che sarebbe finita così. Ho pensato tante volte di costituirmi, ma non ho mai avuto il coraggio di farlo. Sapevo che prima o poi avrei pagato per questo. Però non me ne voglio andare da solo.

La pistola fu puntata in direzione di Mary. La ragazza cercò di dire qualcosa, levando le mani di fronte a sé. Il ragazzo fu più rapido. Il proiettile colpì la testa di lei. Il corpo senza vita cadde all’indietro come un burattino a cui erano stati spezzati improvvisamente i fili. Davide sentiva già la carne lacerarsi al di sotto della mandibola, ma non aveva intenzione di aspettare. Si portò la pistola alla tempia e premette il grilletto. Anche il suo corpo divenne un burattino senza vita.

Jennifer crollò sulle sue ginocchia. Non si accorse di quanto tempo passò. Rimase in uno stato di lucida follia per molto tempo. Fu dopo un’ora che si accorse per la prima volta della stanza. Non aveva mai dato uno sguardo intorno a sé. Vide i primi corpi dei suoi amici avvolti nei cappotti di tutti, quando ancora si cercava di dare un contegno alla morte.

Poi notò le pozze di sangue. Alcune si stavano seccando. Altre erano molto più recenti. Gli altri cadaveri erano stati lasciati lì, nella posizione in cui erano morti.

Jennifer era circondata agli oggetti dei suoi amici, i loro corpi e il loro sangue.

Sentì uno scatto alla serratura della porta.

La ragazza si alzò senza che lei se ne accorse. Come se qualcuno avesse preso il controllo del suo corpo. Provò ad aprire la porta. Uscì all’aria aperta. L’aria fresca e il cinguettio degli uccelli la riportarono alla realtà. Le automobili usate per arrivare al posto erano ancora lì. Controllò il telefono: segnava le nove e un quarto. Quando alzò lo sguardo vide un ragazzo.

Era seduto fra i rami di una quercia senza foglie piantata in mezzo al campo. Era strano. Aveva lo sguardo gentile, ma era tremendamente sporco. I suoi vestiti, la sua pelle. Tutto coperto da uno strato di sporco e cenere. Lei sapeva chi era.

– Josef K?

Il ragazzo annuì.

– Perché tutto questo?

– Immagino che tu non abbia mai letto “Il Processo” di Kafka, vero?

Jennifer ripercorse con la mente tutti i libri che aveva letto sinora. Forse ne avevano parlato al liceo, durante le ore di italiano. Non ricordava nulla.

– Il vostro è stato un processo – continuò il ragazzo di cenere – e come ogni processo che si rispetti, c’è bisogno di una sentenza.

– Ma perché proprio noi?

– Perché non proprio voi?

Jennifer tentava di dare un senso a tutto ciò che stava udendo, ma la sua mente si rifiutava di accettarlo. Si rese conto di avere in mano la pistola. Aveva ancora dei colpi. Provò a sparare al ragazzo di cenere. L’arma non funzionò. Il ragazzo rise.

– Non puoi farlo. Non è scritto nelle regole…

La ragazza rimase per un attimo incerta sul da farsi. Poi si rivolse di nuovo al ragazzo.

– Ora cosa si fa?

Il ragazzo indicò la strada da cui erano venuti.

– Non senti le sirene della polizia? Questo è un processo, te l’ho detto. Per te ho scelto una sentenza diversa. Sempre che tu voglia accettarla. Sai bene qual è la pena sostitutiva.

Jennifer tese l’orecchio verso l’esterno del capo. Sì, riusciva a sentire le sirene. Josef K era sparito.

Le pattuglie erano ormai a portata di vista.

Jennifer rimase immobile. Lo sguardo lontano, verso l’orizzonte. La pistola stretta in mano.

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107 Commenti

  1. Ciao, di nuovo io 😉 Si, Elena sapevo che era morta, intendevo dire Mary. Son contenta che abbia pagato, è stata piuttosto stronza. Però in fondo in un contesto del genere è anche comprensibile…e segreti oscuri, chi non ne ha?

    Bel finale, immagino che alla fine Jennifer abbia deciso di spararsi un colpo in testa per evitare di pagare con la galera un incubo che comunque non sarebbe più riuscita a levarsi dalla mente, ma il fatto che non sia scritto, può far pensare a tutto e niente; forse l’hanno arrestata, forse è fuggita.

    Bel racconto, fino alla fine. Bravo.

  2. Mi è piaciuta la frase “sfogava con la forza sul corpo di Mary tutto quello che le parole non potevano dire”, della serie che la violenza non sarà la risposta, certo, ma a volte si sa spiegare bene.
    Secondo me Mary non deve morire, o meglio si, ma non sacrificando qualcuno. Josef dovrebbe farla fuori; gli sta rubando la scena del cattivo!:) molto carino il tuo incipit,alla fine me lo son letto tutto. Spero che il gioco peggiori, se potrebbe peggiorare più di così, e sinceramente essendo anche abbastanza curiosa, spero si verrà a sapere qualche altro segreto dei ragazzi! A presto

  3. Ciao Yaniv, ho visto che questo racconto horror e’ in cima a tutti momentaneamente e son passata a leggerlo, anche se ora come ora sono solo all’inizio.
    L’inizio e’ un po’ scontato con tutti quei filmetti horror di serie B ambiantati in una casa stregata con protagonisti dei ragazzini dediti al divertimento, film tra l’altro che io adoro 😀 Come Venerdi’ 13 che dal primo film degli anni ’80 non si e’ mai veramente evoluto eppure ogni tanto sforna un nuovo episodio con Jason che ammazza tutti e io sono in prima fila con i popcorn. Comunque credo che continuero’ a leggerlo, per vedere cosa ne hai fatto venire fuori, dopo 3 anni di riflessione 🙂 ciao, a presto!

  4. Ciao Yaniv, la situazione è un classico e la chiave è nel modo di rendere la tensione sempre viva. Mi rendo conto che è complicato portare avanti una idea del genere nei ristretti limiti di spazio ed episodi di Incipit. A mio avviso Mary deve morire per quello che ha fatto. Attento al refuso relativo alla parola c’entro (non centro). A presto

  5. Yaniv, buongiorno
    Sono indeciso se mi piaccia o no.
    Scusa la franchezza ma siamo qui per questo, o no?
    E’ un tema usato ed abusato, c’è poco di innovativo nel testo che hai scritto e inoltre scorre via in maniera troppo semplificata, elementare.
    La trama in definitiva non è male, dovresti, a mio avviso, dare più corpo ai personaggi, più spessore narrativo e rendere la trama in maniera più completa, svilupparla meglio, non passare da una frase all’altra esaurendo tutto nello spazio di poche frasi.
    A presto
    pienne

    • Ciao Pienne.
      Grazie per essere passato. Concordo che il tema in fondo è abusato, ma con pochi caratteri a disposizione è difficile espandere i personaggi. Oltretutto in realtà una delle mie pecche è proprio la caratterizzazione. Proverò a seguire il tuo consiglio.
      Alla prossima.

  6. Ciao Yaniv,
    a dire il vero: avevo cominciato a leggere il tuo racconto tempo fa, poi mi sono resa conto che era stato interrotto da anni e l’ho abbandonato. MI è capitato con altri racconti, ed è un vero peccato.
    Sono felice che tu abbia deciso di riprendere in mano il tuo scritto per portarlo a termine.
    Gli horror mi piacciono molto e trovo che il tuo sia ben congegnato, ricorda un po’ Saw e un po’ Cabin Fever rimanendo, a suo modo, originale. Ho notato diversi refusi, alcuni in grado di modificare i tempi verbali, ma immagino sia tutto dettato da una mancata rilettura. Sono passati tre anni, vediamo come riprendi le fila del racconto e cosa ci proponi per il seguito.
    Alla prossima!

    • Ciao keziarica. Scusami per l’interruzione. Come già scritto a Massimo tre anni fa ci fu un brutto periodo. Persi ogni voglia di scrivere. Però sono felice che tu sia ritornata qui. Grazie per la fiducia. Ci vediamo al prossimo capitolo (che è appena uscito).

  7. Ho letto 4 capitoli e se andrai avanti leggerò anche il resto.
    La storia è ben scritta, con momenti di tensione etc etc..
    Ma la cosa che mi ha fatto più rabbrividire è che l’hai interrotta 3 anni fa.
    3ANNI?
    Hai lasciato i tuoi lettori di allora a bocca asciutta e la tua storia in frigo per 3 anni.
    Non si lasciano le storie in frigo per 3 anni☹️

    • Ciao Massimo. Sì, purtroppo hai ragione, ma tre anni fa caddi in un bruttissimo periodo di sconforto. Non avevo più alcuno stimolo a scrivere. Aggiungi l’università e altri impegni personali e comprenderai che il racconto era l’ultima cosa a cui pensare. Però no, stavolta le cose le concludo.
      Non mi ero manco accorto che sono passati tre anni.
      Recupererò.
      Sono curioso di sapere quale opzione voterai.
      Grazie per essere passato 🙂

  8. Voglio vedere cosa nascondano, >:)
    P.S. Essendo all’ultimo trimestre nn ho molto tempo per TI, sfortunatamente, cmnq sia siete sempre più bravi di me!!! >:(
    ( sto facendo copia e incolla su P.S. perchè la verità è una è basta e siete in tantini-ini che mi seguono)

  9. Cari autori e lettori,
    nelle ultime ore si sono verificati alcuni problemi tecnici sul sito di THe iNCIPIT, che sono ora stati risolti. Ci scusiamo per il disservizio, ora potete tornare a scrivere, leggere e giocare con i racconti interattivi!

    Yaniv, ora compare correttamente solo UN capitolo 4. Puoi contattarci via email per comunicarci il titolo del capitolo 4, ancora mancante in questa pagina.

    Grazie per la pazienza!

  10. Eccomi qui =)
    Bello stiamo entrando nel vivo! Mi piace tantissimo la dinamica, nessuno può stancarsi a leggere i tuoi capitoli!
    Il foglietto delle regole dei giochi poi fa rabbrividire ..Si sentiva proprio il panico per la prima morte…e la cosa più entusiasmante è che ne moriranno per forza altri, quindi non ho scelto che decidono di giocare,perchè umanamente non lo accetteranno mai i ragazzi, piuttosto si ritrrvano a giocare inconsapevolmente alla fine..quindi diamo inizio ai litigi per la sopravvivenza e vediamo che ne esce fuori =)

  11. O mio dio……BELLISSIMOOOOOOOOO EPISODIOO!!!!!!
    Credo che si siano imbattuti in uno spirito vendicativo ma, nessuno vuole morire e inizieranno a lottare per la sopravvivenza ( la cosa peò mi fa anche pensare a qualche sistema di SAW)
    Continuà così
    P.S. Ma tu sei passato da me? Solo per sapere, tanto ti seguo lo stesso 😉

  12. Troppo bello il secondo episodio, le persone in situazioni come queste perdono la testa.
    Un consiglio( ma credo che l’hai già pensato ) le trappole o anche il materiale marcio può essere sfruttato a tuo vantaggio nel racconto.
    Mancano solo gli animali selvatici.
    Ciao 😉

  13. Citando il sottotitolo della sezione horror di the incipit ti dico: “Se non credi ai fantasmi, agli zombie, al paranormale… vieni a giocare con noi, per sempre.”
    Già, non c’è niente di più macabro di un gioco in cui trasformare le persone in pedine degli scacchi da mandare al macello. Buahahah

    Ps: comunque vorrei farti una critica, se erano al buio e magari lontani dal tavolo penso fosse molto difficile intravedere un foglio o un post-it. Per il resto è tutto tremendamente spaventoso 😉

    • Già :D. Spero che il gioco sia di tuo gradimento. A parte questo, grazie di essere passato di qui 🙂

      Ps: comunque visto che la baracca è fatta di legno pensavo di far filtrare la luce da qualche intercapedine o cose così…prossima volta specificherò. Grazie del consiglio.

  14. decisamente opto per le regole del gioco. Dunque trama coinvolgente e ambientazione perfetta per un classico horror, l’unico appunto : penso ci siano troppi scacchi, cerca di rendere il tutto più fluido.
    Ti aspetto sul mio libro! a presto.

  15. Il sito internet mi tentava moltissimo, però da brava fan di Saw scelgo il gioco 😀 penso sarebbe più coinvolgente rispetto ad un sito web, e potresti gestirtelo tranquillamente per più capitoli senza rischiare di annoiare o arrivare ad un punto morto. Ma sarà il pubblico a decidere 😉

    Comunque sia, a parte qualche svista qui e là, direi che è un ottimo incipit. Fai solo molta attenzione a non cadere nel banale; intanto ti seguo e aspetto con ansia il prossimo capitolo 😀

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